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Sciopero vigilanza privata: le piazze della mobilitazione

Oggi e domani sciopero nazionale dei lavoratori della vigilanza privata armata e dei servizi fiduciari per un rinnovo del CCNL scaduto dal 2015 e che ad oggi non vede la luce. Lo sciopero, proclamato da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uitucs Uil per l’1 e il 2 agosto, è differito al 6 settembre per i soli addetti alla vigilanza nei siti aeroportuali. La protesta è articolata a livello territoriale con presìdi e sit-in davanti le Prefetture.I nodi tuttora irrisolti: mercato del lavoro, orario e felssibilità, trattamento economico di malattia e infortunio, incremento salariale, cambio di appalto, bilateralità, contrattazione di secondo livello ma anche classificazione del personale, salute e sicurezza e welfare contrattuale. Per i sindacati “è necessario un intervento decisivo da parte dei Ministeri del Lavoro e dell’Interno, anche nelle loro articolazioni territoriali. Non ci si può ricordare della funzione esercitata dagli addetti del comparto in tema di sicurezza solo in occasione degli scioperi mediante le precettazioni. Quotidianamente, il loro lavoro deve essere valorizzato e ciò non può certamente avvenire se non si garantisce un aumento salariale, migliori condizioni di lavoro nel rispetto anche della vita extra lavorativa, di salute e sicurezza sul lavoro, turni di lavoro idonei al recupero delle energie psicofisiche”.

Le piazze della mobilitazione (in aggiornamento)

Lombardia
Milano: Presidio unitario il 1 Agosto davanti la sede della Prefettura in Corso Monforte/Angolo Via Vivaio dalle ore 10.30 alle 13.00
Brescia: Presidio unitario il 1 Agosto davanti la sede della Prefettura in Piazza Paolo IV dalle ore 10.00 alle 12.00
Varese: Presidio unitario il 1 Agosto davanti la sede della Prefettura in Piazzale della Libertà 1 dalle ore 10.30 alle 13.00
Como: Presidio unitario il 1 Agosto davanti la sede della Prefettura in Via Alessandro Volta 50 dalle ore 10.30 alle 13.00
Mantova: Presidio unitario il 1 Agosto davanti la sede della Prefettura in Via Principe Amedeo 30 dalle ore 10.30 alle ore 13.00

Veneto
Venezia: Presidio regionale unitario a Campo San Maurizio dalle ore 10.00 alle 12.30

Piemonte
Torino: Presidio regionale unitario il 1 Agosto nell’area antistante la sede della Prefettura in Piazza Castello dalle ore 10.30 alle ore 13.30

Trentino
Trento: Presidio regionale unitario il 1° Agosto davanti al Commissariato del Governo dalle 9.30 alle 13.30

Liguria
Genova: Manifestazione e presidio unitario unitaria davanti la sede della Prefettura in Largo Eros Lanfranco 1 dalle ore 9.30 alle ore 12.30

Emilia Romagna
Presidi unitari davanti tutte le Prefetture a partire dalle ore 10.00

Marche
Ancona: Presidio regionale unitario davanti la Prefettura in Piazza del Plebiscito

Lazio
Roma: Le federazioni regionali hanno sollecitato un incontro in Prefettura nelle giornate dello sciopero

Puglia
Bari: Presidio unitario il 1 Agosto davanti la sede della Prefettura in Piazza della Libertà dalle ore 9.30 alle 13.30
Taranto: Presidio unitario il 1 Agosto davanti la sede della Prefettura dalle ore 9.30 alle ore 12.30
Foggia: Presidio unitario il 1 Agosto davanti la sede di Palazzo Dogana dalle ore 9.30 alle ore 12.30
Lecce: Presidio unitario il 1 Agosto davanti la sede della Prefettura dalle ore 9.30 alle ore 12.30

Basilicata
Potenza:~Manifestazione e presidio regionale unitari il 1 Agosto dalle ore davanti la sede della Prefettura dalle ore 9.30 alle 13.00

Calabria
Catanzaro: Presidio leggi tutto

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Category: Primapagina, Rinnovo CCNL, ccnl, sciopero

Palermo: amministrazione giudiziaria per società con capitali mafiosi

La Polizia di Stato di Palermo ha dato esecuzione al provvedimento di disposizione ad amministrazione giudiziaria per una start up di Terni sospettata di essere stata influenzata economicamente da appartenenti a Cosa Nostra. La misura di prevenzione nei confronti della società di supporto digitale e telematico alle imprese, fondata nel 2013 da un imprenditore di Partinico (Palermo), si collega al decreto di sequestro emesso lo scorso gennaio dal Tribunale di Palermo, sempre su proposta del Questore, nei confronti di un imprenditore 72enne, sempre di Partinico, con beni per un valore complessivo di circa sei milioni di euro, tra i quali il 10 per cento del capitale sociale della start up. La figura dell’anziano imprenditore nel settore dei giochi e delle scommesse online è emersa con un ruolo di primissimo piano nell’ambito delle indagini condotte dalla Squadra mobile di Palermo, relative all’operazione di polizia denominata “Game over” che, a febbraio 2018, ha portato all’arresto di 22 persone. Le indagini dimostrarono come lo stesso, tramite un vero e proprio accordo contrattuale con Cosa Nostra palermitana sia riuscito, nell’arco di un breve tempo, a monopolizzare il settore e realizzare una rete di agenzie di scommesse abusive capaci di generare profitti quantificati nell’ordine di oltre un milione di euro mensili. Dallo sviluppo delle indagini patrimoniali è emerso che l’imprenditore abbia reinvestito nella start up di Terni i proventi delle attività illecite realizzate nel settore del gioco e delle scommesse. In particolare, esaminando la documentazione bancaria della società è risultato come l’apporto di denaro dell’imprenditore sia stato assolutamente determinante per l’avvio della società stessa; infatti, è stato accertato come lo stesso abbia versato tra il 2015 ed il 2016, a titolo di “sovrapprezzo sottoscrizione quota parte capitale sociale”, denaro per oltre 300.000 euro. Al fine di evitare il rischio di ulteriori infiltrazioni criminali nella start up derivante dal libero esercizio dell’attività imprenditoriale, la misura eseguita oggi ha, di fatto, sollevato dall’amministrazione i rappresentanti della società per un anno. In pratica, l’azienda dovrà temporaneamente cedere la gestione all’amministratore giudiziario nominato dalla Autorità Giudiziaria la quale, al termine del periodo, valuterà la sussistenza dei presupposti per restituire o meno la gestione “bonificata” dai rischi riscontrati, ovvero procedere a conseguente sequestro ai fini della confisca. leggi tutto

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Roma: incontro sulla sicurezza con gli ufficiali di collegamento

Si è svolto questa mattina, presso la Scuola superiore di Polizia, un incontro strategico sul tema della sicurezza nazionale e internazionale. Ai lavori, presieduti dal vice capo della Polizia Vittorio Rizzi, hanno partecipato gran parte degli ufficiali di collegamento degli stati esteri presenti in Italia; si tratta dei rappresentanti di 23 paesi che garantiscono lo scambio di informazioni in materia di sicurezza. All’ordine del giorno il perfezionamento e l’implementazione dei rapporti dello SCIP (Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia) con i bureau e le agenzie estere attraverso i canali preferenziali della SOI (Sala Operativa Internazionale) interna alla DCPC (Direzione Centrale della Polizia Criminale). Obiettivo del forum, restringere le maglie della sicurezza per ottimizzare gli strumenti di contrasto al crimine organizzato transnazionale, garantendo sistemi di prevenzione all’avanguardia soprattutto attraverso l’intensificazione degli scambi info-investigativi. Il prefetto Vittorio Rizzi, nel suo intervento, ha sottolineato l’importanza di rinsaldare i rapporti tra tutti i membri del network della cooperazione internazionale, quali rappresentanti del law enforcement dei diversi paesi, a favore del lavoro svolto insieme per la sicurezza, anche attraverso incontri come quello odierno. Il Prefetto, a conclusione dell’intervento, ha lanciato la proposta di costituire un’associazione degli ufficiali di collegamento accreditati in Italia, per migliorare la conoscenza reciproca dei sistemi di polizia del mondo e per rinforzare i legami tra gli attori della cooperazione internazionale di polizia presenti in Italia, sviluppando gli scambi culturali e professionali tra i suoi membri, politiche di facilities e best practies. Durante l’incontro è stato anche effettuato un collegamento in videoconferenza con la SOI, snodo nevralgico di connessione operativa fra l’Italia e il resto del mondo. La riunione di oggi che è seguita a quella del Comitato per la Programmazione strategica e per la Cooperazione Internazionale di Polizia (CoPSCIP) svoltasi a Roma lo scorso 2 luglio, si inserisce nell’ottica di avvicinamento e posa a fattor comune di mezzi, strumenti e buone prassi al servizio del sistema di sicurezza mondiale. leggi tutto

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Reggio Calabria: operazione “Libro Nero” contro la ‘Ndrangheta, 17 arresti

Nell’operazione “Libro Nero” di questa mattina a Reggio Calabria la Polizia ha dato esecuzione all’arresto di 17 persone, 12 in carcere e 5 agli arresti domiciliari, appartenenti alla cosca Libri. Gli indagati devono rispondere a vario titolo di associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione, turbata libertà degli incanti, porto illegale in luogo pubblico di arma comune da sparo, con l´aggravate dell´agevolazione mafiosa, tentata corruzione per atto contrario ai doveri d´ufficio. Gli investigatori della Squadra mobile di Reggio Calabria e del Servizio centrale operativo di Roma, coadiuvati dagli operatori del Reparto prevenzione crimine, hanno eseguito anche numerose perquisizioni e sequestri di imprese e società del settore edilizio, immobiliare e della ristorazione, il cui valore complessivo è di diversi milioni di euro. L’indagine ha consentito di ricostruire gli assetti e le dinamiche operative della cosca Libri, una delle più potenti articolazioni della ‘ndrangheta unitaria, che controllava nella città di Reggio Calabria i quartieri Cannavò, Condera, Reggio Campi, Modena, Ciccarello, San Giorgio e le frazioni di Gallina, Mosorrofa, Vinco e Pavigliana. In particolare è stato svelato come affermati imprenditori e politici locali e regionali fossero totalmente sottomessi alle volontà della cosca con cui facevano affari: godendo degli occulti finanziamenti e delle protezioni derivanti dalla stessa, hanno assunto posizioni di assoluto rilievo nei loro ambiti operativi, beneficiando da un lato della protezione della ‘ndrangheta, al fine di avviare e far crescere in modo esponenziale le proprie attività imprenditoriali, e finanziandola dall’altro. Nella prospettiva di un maggiore ed efficace sviluppo dei propri interessi criminali, la cosca Libri, oltre ad essere perfettamente in grado di interferire nelle dinamiche economico-imprenditoriali locali, è stata allo stesso tempo capace di infiltrarsi in quelle politico-elettorali del territorio cittadino, gestendo un consistente bacino di voti, convogliandoli a favore di personaggi compiacenti, senza esclusione di schieramenti politici, nell’ambito di un rapporto basato sul do ut des, destinato a favorire non solo la singola associazione mafiosa, ma il sistema ‘ndranghetistico nel suo complesso. L’attività d’indagine ha fornito importanti elementi sulla centralità del ruolo esercitato dalla cosca in occasione delle elezioni per il rinnovo del Consiglio Regionale del novembre 2014. In quella tornata elettorale, parte del proprio cospicuo bacino di preferenze elettorali venne convogliato verso un politico di Reggio Calabria poi eletto al Consiglio della Regione, in cambio di favori. Tra gli elementi di vertice della cosca Libri sono stati arrestati due noti imprenditori del settore edilizio, immobiliare e della ristorazione, un politico regionale, un avvocato penalista e un medico dentista. A finire agli arresti domiciliari invece sono stati anche un consigliere regionale, un politico locale e un appartenente alle forze dell’ordine, con l’accusa di concorso in tentata corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio. Il patto corruttivo prevedeva che il politico regionale avrebbe dovuto ricevere, in cambio di favori, informazioni riservate su processi in corso, dall’appartenente alle forze dell’ordine, attraverso la mediazione del politico locale. leggi tutto

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Se non ti porto non parto

Randagio, un termine purtroppo molto di moda d’estate. Una parola che indica un animale senza dimora, padrone o branco; un animale solo, in buona sostanza. Tradito, spesso, da quell’amico umano, per egoismo ignoranza e sensibilità limitata. Con un destino spesso segnato, questi amici dell’uomo sono a volte coinvolti in incidenti stradali anche gravi. Amicizia appunto, una cosa seria che dovrebbe legare in modo indissolubile umani ed animali. Un’amicizia che dal 1923 lega la Polizia ai suoi cani. È di quell’anno infatti l’istituzione a Nettuno (Roma) del primo allevamento per cani poliziotto. Un rapporto che non si è mai interrotto e che anzi è cresciuto nel tempo: oggi la selezione non avviene più nemmeno su esclusiva scelta della razza; anche alcuni “trovatelli” vestono la nostra uniforme. Basta avere il naso giusto. L’amore fraterno che lega cane e conduttore ha anche un nome; tecnico quanto si vuole, ma emblematico: unità cinofila. In queste due parole è racchiuso il legame che si crea tra agente e cane: un’unità nel nome dell’amore per questi splendidi animali. È per questo che abbiamo pensato quest’anno di promuovere una campagna contro l’abbandono degli animali d’affezione. È una questione di sicurezza stradale ma soprattutto di amicizia. Non abbandonate i vostri amici. leggi tutto

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Campionati del mondo sport acquatici: Fiamme Oro vincenti

Le Fiamme Oro si confermano, per l’ennesima volta, il Gruppo Sportivo più vincente. Terminati i Campionati del mondo di sport acquatici in Corea del Sud, l’Italia, tra le 149 nazioni partecipanti, porta a casa 15 medaglie (4 Ori, 6 Argenti e 5 Bronzi) nelle discipline nuoto, nuoto gran fondo, sincronizzato e pallanuoto maschile. E, tra i 91 atleti della nazionale azzurra, i nostri poliziotti hanno conquistato ben sette medaglie (1 Oro, 4 Argenti e 2 Bronzi) nelle discipline nuoto, nuoto grand fondo e sincronizzato. Tra i medagliati della Polizia di Stato, abbiamo l’inossidabile Gregorio Paltrinieri con l’Oro nella specialità 800 metri stile libero, l’Argento nel nuoto gran fondo, specialità staffetta 4X1.250 metri stile libero insieme a Giulia Gabrielleschi e Domenico Acerenza e un Bronzo nella specialità 1.500 metri stile libero. Il duo Manila Flamini e Giorgio Minisini è vincitore di due Argenti nel nuoto sincronizzato, specialità duo mixed libero e duo mixed tecnico. Il quarto Argento è stato conquistato sempre nel nuoto sincronizzato dalla squadra composta da Francesca Deidda, Alessia Pezone, Domiziana Cavanna, Enrica Piccoli e Francesca Zunino. L’altra medaglia di Bronzo è arrivata, invece, con Alessio Occhipinti nella 25 chilometri. I Campionati del Mondo hanno regalato anche la qualificazione ai prossimi Giochi Olimpici 2020 di Tokyo, nella gara del nuoto gran fondo, distanza 10 chilometri a Gregorio Paltrinieri e a Mario Sanzullo. leggi tutto

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Action day contro la contraffazione e l’abusivismo commerciale

Si è tenuto, in tutto il territorio nazionale e sul web, un “Action Day” dedicato al contrasto della contraffazione e all’abusivismo commerciale. I fenomeni della contraffazione, della pirateria multimediale e dell’abusivismo commerciale sono forme di criminalità economica che attirano sempre di più gli interessi della criminalità organizzata con conseguenti ripercussioni negative per il mercato legale e sulla sicurezza e, in alcuni casi, anche sulla salute dei cittadini. All’attività di contrasto hanno preso parte più di 11 mila operatori tra appartenenti alla Polizia di Stato, all’Arma dei Carabinieri, al Corpo della Guardia di Finanza, alle Polizie Municipali e le Capitanerie di Porto. Nel corso degli interventi sono state controllate più di 25 mila persone, tra queste, 15 sono state arrestate, 886 denunciate e per 1.436 sono state emesse sanzioni amministrative. Inoltre sono stati effettuati 622 sequestri penali e 1.317 sequestri amministrativi, che hanno consentito di sottrarre dal mercato illecito un ingente quantitativo di prodotti, da quelli più tradizionali, come l’abbigliamento, le calzature e gli accessori per la moda a quelli tecnologici. I sequestri hanno riguardato anche prodotti contraffatti e pericolosi per la salute come medicinali e giocattoli. La particolare attenzione rivolta anche al commercio “on line”, che rappresenta un canale di immissione dei prodotti falsificati sempre più rilevante, ha consentito l’oscuramento di 51 siti internet e la rimozione di 57 contenuti web. L’“Action Day” che si affianca alle attività di prevenzione e contrasto svolte quotidianamente dalle Forze di Polizia, rientra nelle direttive del Ministro dell’Interno e del Piano Strategico Nazionale 2018-2020 del Consiglio Nazionale Anticontraffazione ed è promosso dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza, per il tramite della Direzione Centrale della Polizia Criminale, che cura l’attività di “analisi e monitoraggio interforze”, anche mediante l’uso di programmi informatici che alimentano le banche dati dedicate alla geolocalizzazione dei fenomeni criminali di maggiore diffusione. leggi tutto

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Omicidio Rega: urge riflettere sulla sicurezza di chi fa sicurezza

Vigilanzaprivataonline.com non tratta fatti di cronaca, anche se ci sarebbero morti quasi quotidiane da raccontare tra le guardie giurate, nell’assoluto silenzio dell’opinione pubblica. Ma è proprio per la risonanza pubblica e per la sua efferatezza che accenniamo oggi all’omicidio del vice brigadiere dell’Arma dei Carabinieri Mario Cerciello Rega. Un fatto che porta alla luce un fenomeno che chiunque si occupi di sicurezza conosce benissimo: il senso di incertezza, di preoccupazione e di degenerazione sociale, unitamente a leggi che sembrano spesso premiare il crimine, rendendo difficile capire chi sono i buoni e chi i cattivi.Dalle Forze dell’Ordine alle guardie giurate, dagli addetti ai servizi di controllo agli steward negli stadi: chi lavora sul campo non è mai sicuro. E non essendo sicuro per la propria incolumità non può svolgere bene il proprio lavoro, ossia proteggere gli altri. Auspichiamo che questa morte, al netto delle strumentalizzazioni politiche e delle polemiche di questi giorni, porti ad una riflessione seria e condivisa sul sistema paese e su come viene gestita la sicurezza, pubblica e privata. Il nostro cordoglio va quindi a Mario, ma anche a tutte le morti silenziose che quotidianamente devastano il comparto della vigilanza privata e del trasporto di valori.

Non potendo pubblicare tutte le lettere di cordoglio ricevute, menzioniamo l’Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria, il Gruppo Guardie Giurate d’Italia, Federsicurezza e Univ.

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KSM-Sicurtransport: RAI condannata per diffamazione

Ricordate il servizio di REC (RAI3) del 2016 “Ma siamo sicuri?”, che descriveva le imprese della vigilanza privata KSM e Sicurtransport evocando politiche quanto meno torbide? Il tribunale di Palermo ha condannato la RAI a risarcire il danno per diffamazione: l’accusa di agire in monopolio o di vincere gli appalti con bandi preconfezionati, come altre accuse più implicite ma non meno pesanti, sono state smentite o non sono risultate supportate da dati. Il servizio, secondo la sentenza, avrebbe travalicato i limiti del diritto di cronaca e del giornalismo d’inchiesta con suggestioni, sottintesi e insinuazioni tese solo a gettare ombre sulle società.
Non consentiamo a nessuno di accostare la sana imprenditoria siciliana a cosa nostra – si legge in una nota dei vertici del Gruppo KSM, Sicurtransport. Siamo orgogliosi di essere la più grande azienda del Mezzogiorno nel settore della Sicurezza, che opera anche in zone complesse con riconosciuta professionalità”.

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Violenze e minacce in casa di riposo a Ragusa, fermate 3 donne

Senza alcun motivo deridevano, insultavano e maltrattavano gli anziani ricoverati nella casa di riposo dove lavoravano come assistenti sanitarie. Per questo i poliziotti della Squadra mobile di Ragusa hanno fermato tre donne. Due delle indagate sono state sottoposte agli arresti domiciliari mentre per la terza è stato disposto l’obbligo di presentazione in questura. L’indagine ha preso il via dalla segnalazione di alcuni comportamenti non corrispondenti all’obbligo di assistenza a favore di anziani all’interno di una casa di riposo. La Squadra mobile ha installato più telecamere e microspie nella struttura per registrare le violenze fisiche e psicologiche ai danni degli anziani. Gli ospiti chiedevano aiuto per ore prima di ricevere assistenza. Quotidianamente venivano apostrofati in ogni modo e con pesanti insulti, schiaffi, spinte, umiliazioni, addirittura una delle indagate si sdraiava sopra un’ospite della struttura per non farla alzare. Una donna malata di Alzheimer voleva andare in bagno e per tutta risposta l’indomani mattina è stata insultata per aver disturbato il sonno di chi doveva assisterla e due delle indagate, commentando tra loro la notte appena trascorsa, auguravano la sua morte perché dava fastidio. Donatella Fioroni leggi tutto

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