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Auto e beni di lusso per “imprenditori” nullatenenti, 7 arresti a Potenza

Possedevano auto e beni di lusso, come preziosi Rolex o lussuose Porsche, ma ufficialmente erano quasi nullatenenti. Per questo due fratelli, con precedenti per traffico di droga, sono finiti nel mirino degli investigatori della Squadra mobile di Potenza, che ha iniziato ad indagare su di loro in collaborazione con gli agenti del commissariato di Melfi. Al termine dell’operazione “Rimmel”, due fratelli sono finiti in carcere per intestazione fittizia di beni e false fatturazioni per operazioni inesistenti, commessi, nella provincia di Potenza, con lo scopo di eludere i vincoli e gli effetti delle disposizioni antimafia in materia di misure di prevenzione. Altre cinque persone sono agli arresti domiciliari mentre ad altre due sono state notificate le misure del divieto di dimora a Melfi e Rionero in Vulture, nonché l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. I due fratelli agivano da imprenditori occulti, gestendo di fatto società controllate da prestanome, utilizzando probabilmente come investimento i proventi delle loro precedenti attività illecite. L’indagine è iniziata nel dicembre 2017, quando sono state autorizzate le intercettazioni ambientali e telefoniche nonché gli accertamenti patrimoniali, che hanno portato ad individuare gli altri soggetti destinatari dell’ordinanza emessa dal giudice. Durante l’attività investigativa è emersa anche la pericolosità sociale dei due indagati, i quali non hanno esitato a minacciare pesantemente, anche di morte, un funzionario dell’Agenzia delle entrate di Melfi, per costringerlo ad agevolare le procedure di immatricolazione di varie autovetture importate dall’estero, nonostante le gravi irregolarità amministrative riscontrate. Tra gli arrestati anche i prestanome utilizzati per gestire le attività commerciali, tra i quali la madre dei due fratelli e una dipendente di banca. Il giudice per le indagini preliminari ha disposto il sequestro di quattro attività commerciali di rivendita auto e moto, con tutti i loro beni mobili e immobili, rapporti finanziari e bancari, nonché il sequestro per equivalente dei beni nella disponibilità dei fratelli arrestati, per un valore di oltre 212mila euro. leggi tutto

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Operazione “Stirpe criminale”: 7 arresti a Manfredonia

Al termine dell’operazione “Stirpe criminale”, agenti del Servizio centrale operativo, delle Squadre mobili di Foggia e Bari e del commissariato di Manfredonia, che tutti insieme costituiscono il pool investigativo denominato “Gruppo Gargano”, hanno eseguito sette arresti. Gli indagati appartengono a un’organizzazione criminale specializzata nell’approvvigionamento e spaccio al dettaglio di hashish nella città di Manfredonia, dove ne aveva monopolizzato lo smercio. L’ordinanza, emessa dal Gip di Bari, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Bari, è stata eseguita all’alba di oggi con il supporto operativo dei Reparti prevenzione crimine Puglia settentrionale, Puglia meridionale e Lucania, nonché degli specialisti della Polizia scientifica di Foggia. L’attività investigativa è stata condotta dal “Gruppo Gargano”, coordinato dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari, che ha fatto luce sull’attività dell’organizzazione criminale specializzata nel traffico di consistenti quantità di hashish nella cittadina garganica. Grazie alle attività tecniche gli investigatori hanno accertato l’esistenza di una struttura organizzativa. caratterizzata da un sistema piramidale. facente capo a un imprenditore nel settore del commercio. È stato anche evidenziato il tentativo, da parte del gruppo, di sbarazzarsi delle attenzioni rivolte loro dalle Forze di polizia, incendiando l’auto di un appartenente alle Forze dell’ordine e, successivamente, arrivando a formalizzare una denuncia per atti persecutori nei confronti dello stesso. Gli appartenenti all’organizzazione criminale erano particolarmente accorti nella scelta dei luoghi di stoccaggio dell’hashish e provvedevano, quotidianamente, ad effettuare spostamenti dello stupefacente con lo scopo di ostacolare l’intervento delle Forze di polizia, potendo contare sulla disponibilità di numerosi locali a loro non direttamente riconducibili. Durante l’indagine, gli investigatori hanno accertato l’approvvigionamento e lo smercio di decine di chili di stupefacente. Nel giro di qualche mese l’organizzazione criminale ha conquistato l’egemonia dello spaccio cittadino, impadronendosi di alcuni luoghi di ritrovo dei giovani situati in zona Monticchio di Manfredonia e, in particolare, di “piazzetta Mercato”, che era diventata la loro base logistica. leggi tutto

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Iva, consorzi e vigilanza privata: parla la Cassazione

Da un bell’articolo di Fisco Oggi, Rivista Telematica dell’Agenzia delle Entrate, firmato da Giovambattista Palumbo, si evince che, in materia di Iva e imposte dirette, le prestazioni dei consorzi in favore dei propri associati costituiscono operazioni imponibili e reddito d’impresa, se sono effettuate dietro pagamento di un corrispettivo che eccede i costi di diretta imputazione. Anche in caso di servizi di vigilanza privata sui beni degli associati resi tramite guardie giurate: l’esenzione Iva per la vigilanza è infatti limitata alle prestazioni rese dalle guardie giurate quali lavoratori autonomi.

Lo ha detto la Corte di Cassazione con ordinanza n. 28702 del 9 novembre 2018: la funzione mutualistica dei consorzi non è ostativa allo svolgimento di distinta attività commerciale con scopo di lucro. Tanto premesso, l’autonoma responsabilità delle obbligazioni tributarie connesse alle operazioni poste in essere da ciascuna consorziata, nonché dalla società consortile, comportano comunque la distinzione tra le operazioni realizzate dalla società consortile, in esecuzione del patto mutualistico, e quelle costituenti esercizio di un’autonoma attività commerciale della società consortile. I riflessi fiscali delle operazioni poste in essere dai consorzi devono essere quindi esaminati caso per caso, sulla base dell’atto costitutivo e in base alla natura delle operazioni.

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COESS, sicurezza privata ed Europa al bivio elettorale

COESS, Confederation of European Security Services, rappresentata per l’Italia da Federsicurezza, chiude il 2018 con due interrogativi di scottante attualità: l’incognita Brexit e le elezioni europee 2019, i cui esiti incerti stanno oggi ponendo in fase di stallo molte attività confederali. Quel che è certo che, se prevarranno i movimenti euroscettici e antieuropeisti, COESS si dovrà interfacciare con una nuova EU e con metodiche di dialogo diverse.Il COESS è organizzato in vari Committee che trattano la sicurezza nel suo complesso, seppur con diverse specializzazioni (vigilanza privata, trattamento e gestione del denaro, telecontrollo, sicurezza aeroportuale, relazioni con le parti sociali, sicurezza marittima, infrastrutture critiche, etc). Intensa l’attività relazionale 2018, che ha visto consacrare COESS quale portavoce privilegiata delle società europee che trovano nella sicurezza il loro core business. Tra le varie iniziative, menzioniamo la partecipazione di COESS al TERRorism Committee del Parlamento Europeo e l’intensificazione dei rapporti con importanti organizzazioni come IATA (International Air Transport Association), ICAO (International Civil Aviation Organization) e ACI Airport Exachange.
Il manuale di Best Practices sulla Sicurezza dei Trasporti, redatto da COESS, ha riscosso critiche molto positive sia da parte del Parlamento Europeo che della Commissione e i rappresentanti del COESS sono presenti nei gruppi di lavoro attivi per la stesura degli standard ISO TC 292 WG6 “Protective Security” e CEN 391 “Societal Security”.

Per il 2019, oltre al consolidamento delle interlocuzioni già avviate, seppure con le incognite legate alle elezioni europee, si celebrerà il 30° anniversario della fondazione con una due giorni a Roma (10 e 11 ottobre 2019), insieme all’European Security Summit e sotto l’egida di Federsicurezza, unica rappresentanza datoriale italiana in seno alle istituzioni europee.

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Prassi UNI di riferimento per la sicurezza urbana

È stata pubblicata la Prassi di Riferimento UNI/PdR 48:2018 “Sicurezza urbana – Quadro normativo, terminologia e modelli applicativi per pianificare, progettare, realizzare e gestire soluzioni di sicurezza urbana”, frutto della collaborazione tra UNI e FOIM. Il documento, in vigore dal 29 ottobre scorso, definisce un “linguaggio comune” per i diversi soggetti operanti nel settore sicurezza urbana, offrendo una panoramica delle prescrizioni nazionali, europee ed internazionali e proponendo modelli applicativi di riferimento per gestire soluzioni di sicurezza urbana.

La nuova UNI/PdR 48:2018 sarà utilizzata dagli operatori del settore che si dovranno confrontare con problematiche di Sicurezza Urbana in aree e luoghi sia pubblici che privati: addetti alla pubblica amministrazione, forze dell’ordine, security manager, product manager, ingegneri, progettisti, urbanisti, giuristi, avvocati, consulenti, installatori e cittadini.

La prassi di riferimento tiene conto della compresenza di tecnologia (controllo accessi, varchi, videosorveglianza, ecc.) e di servizi (es. vigilanza privata, forze dell’ordine) finalizzati alla prevenzione di atti criminosi e della vulnerabilità dei siti riconducibili alle loro proprietà attuali o precedenti di ordine simbolico, politico, e/o religioso.

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Arriva il database degli operatori della Sicurezza Privata

Lo scorso 14 novembre, presso il Ministero dell’Interno, le Associazioni di categoria del comparto della vigilanza privata hanno partecipato alla presentazione del Data Base Nazionale degli Operatori della Sicurezza Privata, la cui messa in esercizio era stata annunciata dalla già commentata Circolare del 9 ottobre scorso. Il Database, attivo dal 1 febbraio 2019, collegherà i Registri delle guardie giurate e degli Istituti presso le Prefetture, operando da “sensore del mercato del lavoro” e da semplificatore degli attuali adempimenti amministrativi (es. rilascio e rinnovo dei decreti), spesso lenti e farraginosi.

L’obiettivo è dare vita ad una banca dati nazionale degli operatori della sicurezza privata, alla quale potranno accedere gli uffici preposti alle attività di controllo e gli ufficiali e gli agenti di Pubblica Sicurezza e di Polizia Giudiziaria, ciascuno per le proprie competenze. Molto apprezzata in sede di riunione la proposta di legare al nuovo sistema un modello di licenza-tipo, che renda omogeneo il documento sui vari territori.

Il Ministero ha infine annunciato la prossima emanazione del decreto sui requisiti minimi professionali e di formazione delle Guardie Particolari Giurate (ex comma 2 art. 138 del TULPS).
Un decreto molto atteso non solo in senso temporale (è l’ultimo decreto attuativo di una riforma di settore partita nel lontano 2008), ma anche in senso contenutistico, non essendo stato redatto secondo la prassi di confronto e concertazione con le parti sociali prevista dal meccanismo della Commissione Consultiva Centrale, che quest’anno non è ancora stata avviata.
Staremo dunque a vedere quali novità verranno adottate in termini di contenuti della formazione del personale, monte ore, materie di studio, professionalità dei formatori.

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Ferroviaria: “Operazione Stazioni Sicure”

Si è conclusa l’“Operazione Stazioni Sicure”, una giornata di controlli straordinari effettuati su tutto il territorio nazionale dalla Polizia ferroviaria. Lo scopo dell’operazione è quella di aumentare i livelli di sicurezza nelle stazioni ferroviarie anche in vista del vicino periodo natalizio. L’iniziativa ha visto impegnati 1.445 operatori nelle 502 stazioni ferroviarie; sono state controllate 6.621 persone e 1.539 bagagli. Alla fine di tutta l’attività 24 persone sono state indagate e una è stata arrestata.
Trentanove le sanzioni amministrative contestate, in materia di sicurezza ferroviaria. Tutte le attività, estese ai depositi bagagli, sono state ottimizzate grazie all’utilizzo degli smartphone in dotazione alle pattuglie, per il controllo in tempo reale dei documenti elettronici. All’operazione hanno partecipato anche le squadre cinofili. leggi tutto

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Sci di fondo: Federico Pellegrino vince la sprint di Coppa del mondo

Il tricolore sventola ancora sul gradino più alto del podio di Coppa del mondo e a portacelo è sempre lui, Federico Pellegrino. Nella tappa di Lillehammer (Norvegia) il campione delle Fiamme oro conquista la dodicesima vittoria in carriera (ventunesimo podio individuale) nella prestigiosa competizione, aggiudicandosi di prepotenza la prima sprint a tecnica libera della stagione. Federico, che è campione del mondo e vice campione olimpico, dimostra di essere già in ottima forma, vincendo di prepotenza una finale raggiunta risparmiando le energie e controllando gli avversari nei turni precedenti. Il portacolori delle Fiamme oro piazza l’affondo decisivo sull’ultima salita, dove nessun avversario riesce a reagire allo strappo che gli consente di prendere un vantaggio di 10-15 metri, incolmabile fino al traguardo. Secondo posto per il norvegese Emil Iversen, terzo il canadese Alex Harvey. “Sono contento perché oggi l’obiettivo era arrivare in finale – ha commentato Pellegrino dopo la gara – che sarebbe stato un buon passo per mettermi alle spalle la precedente gara di Ruka e lanciarmi verso Davos”. Con la dodicesima vittoria il campione cremisi consolida il suo primato nella classifica dei fondisti italiani più vincenti in Coppa del mondo, davanti a Pietro Piller Cottrer, secondo a quota sei, e a Cristian Zorzi fermo a cinque. Sergio Foffo leggi tutto

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Palermo: operazione “Lampedusa”, 15 arresti per droga

Un traffico di droga tra la Calabria e la Sicilia è stato scoperto dalla Squadra mobile di Palermo che insieme agli uomini delle questure di Agrigento, Reggio Calabria e Siracusa hanno arrestato 15 persone, componenti di un gruppo criminale e legati anche da rapporti di parentela. L´indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Palermo-Direzione distrettuale antimafia, ha fatto luce su un traffico di cocaina che dalla Calabria veniva acquistata dal gruppo e fatta arrivare nelle province siciliane con dei venditori ambulanti. Gli ambulanti, di fatto dei commercianti che si spostano nei vari mercati rionali delle città, trasferivano lo stupefacente senza destare sospetti per poi consegnarlo ai vari pusher per lo spaccio. L’organizzazione criminale utilizzava anche fonti locali per l’approvvigionamento come la piantagione di marijuana coltivata da una persona alle dirette dipendenze di uno dei principali esponenti dell´associazione, e sequestrata nel 2017 nel corso di un’operazione legata all’indagine. Pedinamenti e intercettazioni hanno ricostruito tutti i passaggi che avvenivano dalla partenza della droga dalla Calabria, i ruoli degli indagati e le consegne effettuate. La droga attraverso gli spostamenti degli ambulanti era arrivata anche a Lampedusa. Nel corso dell’indagine, iniziata nel 2016, sono state sequestrate complessivamente 18 chili di hashish, oltre 3 chili di cocaina, 44 piante di marijuana e di 193mila euro in contanti. Olivia Petillo leggi tutto

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Mafia a Foggia: 30 arresti nella “Decima azione”

Sono trenta le persone, tutte già note alle forze di polizia, che questa mattina, a Foggia, sono state arrestate durante un’operazione congiunta di Polizia e Carabinieri. Sono tutti esponenti di rilievo appartenenti alle famiglie Moretti-Pellegrino-Lanza e Sinesi-Francavilla, della criminalità organizzata della provincia, e sono accusati, a vario titolo, di associazione di stampo mafioso, estorsioni e tentato omicidio. Con l’impiego di oltre 200 operatori con elicotteri e reparti speciali, l’operazione di questa mattina è la più importante operazione antimafia degli ultimi anni a Foggia. Ha ricostruito la struttura organizzativa e le dinamiche criminali dell’associazione mafiosa denominata “Società foggiana”, sulla scia di precedenti indagini. Per questo motivo è stata definita “Decima azione” in quanto rappresenta appunto la decima delle più importanti azioni antimafia. Dalle indagini emergono le pressioni esercitate negli anni scorsi su dirigenti, ex dirigenti ed ex allenatore del Foggia Calcio per l’ingaggio di un calciatore foggiano, oltre che la responsabilità degli indagati in episodi di estorsione nei confronti di negozianti ed imprenditori, dalle agenzie funebri, ai gestori di slot machine, alle imprese edili. Le indagini, compiute attraverso pedinamenti e intercettazioni, sono iniziate nei primi mesi del 2017 e hanno dato risalto a numerosi episodi di reati commessi ai danni di cittadini, imprenditori, negozianti che però non sono stati seguiti da denuncia. Questo a dimostrazione del forte stato di omertà e paura in cui vivevano i cittadini. Altra fonte di guadagni illeciti erano le corse dei cavalli, cioè l’alterazione dei risultati delle corse. Dalle intercettazioni è emerso che il gruppo criminale aveva un uomo in grado di truccare le corse tris facendo vincere il fantino di volta in volta individuato, corrompendo gli altri fantini con 600 euro per non piazzarsi. leggi tutto

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