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Vigilanza Privata: guardie giurate e armi in un sistema che non funziona

Quando ad uccidere è un uomo morto, ma prima ancora un sistema inceppato. Si è visto ad Ardea, dove un uomo ha ucciso un anziano, due bambini e se stesso con l’arma del padre, guardia giurata deceduta un anno prima. E’ successo perché le GPG sono proprietarie dell’arma di servizio: quando cessa il rapporto di lavoro perdono il porto d’armi, ma l’arma resta in casa loro – con tutti i rischi connessi. Se poi qualcosa si inceppa nella notifica del decesso alle forze dell’ordine o, peggio ancora, se si sorvola sui controlli rispetto a persone con disturbi psichici, la frittata è fatta. Ma una soluzione c’è ed è già prevista da norme del nostro stesso settore: cosa manca dunque? La volontà di cambiare, diremmo. Ce ne parla il nostro anonimo ma non meno fumantino Bastiancontrario.

La (possibile) rivoluzione delle armi

di Bastiancontrario

Il mio unico lettore si sarebbe aspettato un piccolo intervento di chi scrive sulla tragica vicenda di Ardea, anche perché, seppure indirettamente, tocca il nostro settore. Giusto. Ho solo aspettato però che lo sgomento, il dolore e l’indignazione per quella terribile vicenda decantassero un poco (per quanto possano decantare i sentimenti rispetto ad una simile tragedia), per affrontare più lucidamente la questione. Che è tutta di pubblica sicurezza!

Eh si, perché, a parte l’aspetto sanitario della gestione delle persone con disturbi psichici (non ho le competenze per affrontare un tema tanto delicato e divisivo dalla legge Basaglia in avanti che, per inciso, risale al 1978!), qui si è palesato, per l’ennesima volta, il tremendo vulnus costituito dalla legislazione in materia di armi, in particolare quelle delle guardie giurate, in servizio o ex (quando non addirittura, come nel caso di Ardea, passate a “miglior vita”).

La necessaria premessa è che il sistema in generale non funziona: manca un sistema informatizzato nazionale che gestisca le armi ed i loro possessori; manca una rete di collegamenti, in tempo reale, tra le banche dati principali, in primis quelle del sistema sanitario; manca un’efficace rete di controlli e la capacità di tenere il polso della situazione (paradosso: non ci si affida più alla capillare conoscenza del territorio dei presidi delle forze dell’ordine – commissariati di p.s., stazioni dei cc – perché l’informatica semplifica, ma l’informatizzazione non c’è e quindi nessuno sa più nulla); manca la possibilità di ritirare ope legis le armi quando sono venuti meno i presupposti per il porto delle stesse (non dimentichiamo le battaglie di qualche forza politica per consentire a tutti di avere un’arma in casa per “difendersi”).

E su quest’ultimo punto veniamo proprio alle guardie giurate che, come è ben noto a chi pratica questo settore, sono proprietarie dell’arma (spesso delle armi) con cui lavorano e che quando cessano il rapporto di servizio (pensionamento, cambio lavoro, licenziamento) perdono sì il porto d’armi, ma mantengono la detenzione. Come nel caso di Ardea!

Bene – anzi male, malissimo – allora che si fa? Direi che la soluzione è semplice: si cambia la legge e si dà agli istituti la possibilità di costituire armerie e di leggi tutto

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Ricollocare i militari congedati come guardie giurate antipirateria?

Suggestiva cerimonia, con tanto di picchetto in alta uniforme dei Lancieri di Montebello, per la sottoscrizione della convenzione tra il Segretariato Generale della Difesa e Federsicurezza – Federazione Nazionale della Vigilanza e Sicurezza, che apre le porte a processi più rapidi di ricollocazione per i volontari congedati senza demerito all’interno del circuito lavorativo della vigilanza e sicurezza privata, soprattutto per mansioni altamente specializzate. 
E’ successo il 16 Giugno al Circolo Ufficiali Pio IX di Roma ed ha coinvolto autorità del calibro del Direttore del I Reparto del Segretariato Generale della Difesa e Direzione Nazionale degli Armamenti Dr.ssa Giovanna Romeo e del Generale di Corpo d’Armata Rosario Castellano, Comandante del Comando Militare della Capitale.

L’accordo, sottoscritto dalla Dr.ssa Romeo e dall’Avv. Luigi Gabriele, Presidente di Federsicurezza, si inquadra nel progetto “sbocchi occupazionali” dedicato a Militari di truppa, Volontari in servizio permanente e Ufficiali in ferma prefissata delle Forze Armate Italiane congedati senza demerito, che si esprime in un ventaglio di iniziative volte ad elevare il grado di occupabilità dei Militari congedati attraverso attività di matching fra domanda e offerta di lavoro, riserva dei posti nei concorsi pubblici, attività di orientamento professionale ed opportunità formative.

“E’ un lavoro silenzioso quello delle forze armate, che diventa visibile solo in costanza di emergenze (terrorismo, calamità naturali, di recente la pandemia), quando i media allargano lo zoom sul nostro comparto” – ha ricordato il Gen. Castellano. Aggiungendo che, nonostante l’implementazione della Legge 244/2012 sembri ancora remota, allo stato le unità dell’Esercito sono destinate a ridursi ad 89.400 entro fine 2024. Il tema della ricollocazione si pone quindi in primissimo piano. In questo scenario, professionalità e disciplina sono le caratteristiche dell’Esercito più spendibili in un settore privato che ha fame di qualificazione e necessità di impiego da soddisfare con assolute garanzie di serietà e rapidità.

“Si tratta di caratteristiche fondamentali soprattutto per le candidature a servizi ad alta specializzazione, come quelli antipirateria marittima, che la legge delega alle guardie giurate” – chiosa Luigi Gabriele. “Propedeutico a qualunque processo di ricollocamento dei Congedati è però il Decreto Formazione, a tutt’oggi in fase di colpevole gestazione, che detterà le regole della professionalizzazione per il comparto sicurezza e vigilanza privata. Una volta a regime, occorrerà studiare un cronoprogramma serrato di diffusione delle informazioni, incontri territoriali di sistema e feedback sulle reali assunzioni per tarare al meglio il processo”.

L’accordo con Federsicurezza rappresenta un esempio tangibile di proficuo partenariato pubblico/privato nel comparto sicurezza, ha concluso la Dr.ssa Romeo. “Una volta messo a regime il processo, sarà interessante analizzare i risultati di questa convenzione. Se infatti sul versante pubblico è semplice verificare gli esiti della ricollocazione su altre realtà (Polizia Municipale, Ministero della Difesa, PA), il privato è un territorio da esplorare e, crediamo, ricco di opportunità”.

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169 anni dalla Fondazione della Polizia

L’11 luglio 1852 veniva fondato il Corpo delle guardie di Pubblica Sicurezza, che nel 1981, con una riforma epocale, di cui ricorrono quest’anno i 40 anni, venne disciolto ed il personale assorbito dalla moderna e attuale Polizia di Stato. Durante questi 169 anni la Polizia ha mutato pelle, passando da una struttura militare ad una civile ad ordinamento speciale, restando sempre però al passo con i tempi. Ciò che non è mai cambiata è l’identità che caratterizza la nostra Amministrazione. Donne e uomini che con passione e impegno operano al servizio del cittadino e che, nel tempo, sono sempre stati presenti per assistere chi ha più bisogno, nelle tante situazioni di difficoltà vissute dal nostro Paese. Un servizio fatto di assidua presenza tra la gente, che caratterizza il nostro #essercisempre per garantire la sicurezza delle comunità, delle quali la Polizia di Stato è parte integrante. 169 anni segnati dallo spirito di sacrificio di chi ci ha preceduto sacrificando la propria vita al servizio degli altri. leggi tutto

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Postale: un arresto e 7 denunce per pedopornografia online

Nell’ambito di due operazioni finalizzate al contrasto della pedopornografia online, gli investigatori della Polizia postale di Napoli hanno arrestato una persona e ne hanno denunciate altre sette. La prima indagine, coordinata dal Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online (Cncpo) del Servizio polizia postale e delle comunicazioni di Roma, e diretta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli – IV sezione – Fasce deboli, ha preso il via dopo una segnalazione arrivata dall’ufficio della Polizia canadese che si occupa di questi reati, per scambio di materiale pornografico prodotto mediante lo sfruttamento sessuale di minori, avvenuto su una App di messaggistica istantanea. Gli accertamenti, effettuati dalla Polizia postale di Napoli attraverso l’analisi delle tracce informatiche relative alle connessioni di interesse investigativo, hanno consentito di identificare le sette persone indagate, residenti nelle province di Napoli, Roma e Foggia, e di denunciarle in stato di libertà con l’accusa di detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico.   A seguito delle perquisizioni eseguite presso le abitazioni degli indagati, sono stati sequestrati numerosi dispositivi all’interno dei quali i poliziotti hanno trovato immagini e video relativi ad abusi e violenze su minori. Gli investigatori della Polizia postale di Napoli, nell’ambito di un’attività di indagine analoga alla prima, hanno arrestato un cittadino straniero residente in provincia di Cosenza, responsabile della detenzione di ingente quantitativo di materiale pedopornografico reperito online e scambiato con altri utenti. leggi tutto

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Latina: Digos rintraccia terrorista a Terracina

È stato rintracciato in un appartamento di Terracina, in provincia di Latina, un 40enne cittadino tunisino residente in Francia evaso lo scorso 29 maggio da un centro psichiatrico di Bassens ed entrato pochi giorni dopo nel territorio italiano. L’uomo, ricercato in ambito Schengen, è indagato in quel Paese per apologia del terrorismo e minacce aggravate, nonché per reati contro la persona e in materia di stupefacenti. Il 40enne, tra l’altro, aveva anche esaltato l’operato di Mohamed Merah, l’autore degli attentati di Tolosa e Montauban del 2012 in cui rimasero uccise numerose persone, ed era indicato dalle autorità francesi come persona pericolosa. L’indagine, condotta dalla Digos della questura di Latina e da personale specializzato del servizio per il contrasto all’estremismo e al terrorismo esterno della Direzione centrale della polizia di prevenzione, è iniziata a maggio scorso dopo che ne erano state riscontrate tracce di passaggio presso le stazioni ferroviarie di Genova, Roma e Napoli. Il 7 luglio scorso la sala operativa internazionale del Servizio per la cooperazione internazionale di polizia (Scip) ha segnalato in tempo reale che lo straniero aveva inviato una serie di mail all’Ispettorato generale di Polizia nazionale transalpino contenenti minacce all’indirizzo dei “francesi e delle loro istituzioni”, sostenendo altresì di voler “porre fine alla propria vita uccidendo la gente”.  Si è così riusciti a circoscrivere l’area da dove erano partite le mail permettendo ai poliziotti della Digos di individuare il suo nascondiglio e di bloccare l’uomo L’evaso è stato condotto in sicurezza presso il Centro di cooperazione di polizia internazionale di Modane (Frosinone) e consegnato alle autorità transalpine in esito a una procedura di riammissione immediatamente attivata tra la Direzione centrale dell’immigrazione e della polizia delle frontiere e la polizia francese.  leggi tutto

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Bari: sicurezza “a rimborso spese” al Politecnico

Eccellente. Non facciamo a tempo a scandalizzarci per un abuso, che subito ce ne piove in testa un altro, sempre più spudorato e indecente. Questa volta è il Politecnico di Bari che – lo scrive nero su bianco, casomai ci sorgesse il dubbio di avere le traveggole – riconoscerà un rimborso spese giornaliero per singolo addetto di ben € 35,00. Per cosa? Ma ovviamente gestire i flussi di pubblico e monitorare la temperatura corporea, a contrasto della diffusione del Covid-19. Ma ohibò: non erano forse attività di spettanza dei professionisti della sicurezza? Guardie giurate, operatori fiduciari, addetti ai servizi di controllo, foss’anche investigatori privati, ma comunque non volontari? Perchè i volontari si pagano a rimborso spese, in barba alle leggi e alla faccia dell’erario. Vedremo come li vestiranno stavolta: da parà o da comuni cittadini?Se volete farvi il sangue amaro, leggetevi so popo’ di avviso di manifestazione di interesse del Politecnico di Bari.

Clicca qui per scaricare il bando del Politecnico di Bari e Taranto

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Vigilanza privata e servizi di sicurezza: oggi e domani secondo Italo Soncini

Come si presenta il mercato italiano dei servizi di sicurezza privata oggi? Quali modelli di business caratterizzano le aziende leader? Quali punti di debolezza presenta il settore? Sarà mai in grado di internazionalizzarsi? Come si può immaginare il comparto della vigilanza privata e sicurezza tecnologica tra 5 anni? L’abbiamo chiesto a Italo Soncini, Managing Director Alvarez & Marsal e Commissario Straordinario di Securpol Group, ma anche ex CEO di IVRI, regista della cessione del Gruppo a BSK Securmark e consulente nel successivo acquisto da parte di Sicuritalia.

Intervista ad Italo Soncini, Managing Director Alvarez & Marsal e Commissario Straordinario Securpol Group

E’ stato CEO di IVRI, regista della cessione del Gruppo a BSK, consulente nel successivo acquisto di Sicuritalia e Commissario Straordinario nella cessione di Securpol Group. Ravvisa un fil rouge, qualche elemento di continuità in queste operazioni di ristrutturazione?

L’industry italiana dei servizi di sicurezza evidenzia una forte polarizzazione tra poche realtà che lavorano bene, accrescendo le quote di mercato e rendendosi protagoniste di acquisizioni di rilievo, ed una pletora ampia e polverizzata di soggetti con serie problematiche economico-finanziarie, ma soprattutto industriali, che si barcamenano per sopravvivere in un mercato sempre più concentrato. Se c’è un fil rouge, mi chiede? La presenza di moltissime realtà che non hanno saputo superare i propri problemi industriali, dai quali invero derivano i problemi economici e lo squilibrio finanziario. Si tratta di un fenomeno tipico dei settori soggetti ad un violento cambio di paradigma sul fronte regolamentare e, conseguentemente, delle regole della competizione.

La mancanza di cultura manageriale è però figlia della storia di questo comparto, nato nel dopoguerra con “feudi operativi” tramandati di padre in figlio e governato a lungo da licenze territoriali e tariffe di legalità che di fatto garantivano una pace armata sul mercato. La liberalizzazione del mercato è stata deflagrante…

E’ stata deflagrante soprattutto per chi godeva di una posizione di monopolio di fatto in aree che rappresentano la ricchezza del nostro paese: da un giorno all’altro chiunque si è trovato autorizzato ad accedere al mercato, con un inevitabile crollo delle tariffe e del valore delle licenze. La sostanziale assenza di competizione da parte di operatori “fuori provincia” e tanto meno dall’estero, garantita da licenze restrittive e tariffe regolamentate, unita ad un passaggio generazionale spesso privo di adeguata cultura imprenditoriale e risorse manageriali, ha indebolito ulteriormente le capacità di reazione del settore alla discontinuità indotta dal cambio normativo. Coloro che avevano già avviato un rafforzamento manageriale ed organizzativo sono riusciti a beneficiare dell’elemento di discontinuità rappresentata dalle innovazioni normative, passando da operatore locale a market leader nazionale. E ciò è avvenuto, in una prima fase, con politiche di pricing aggressive e, successivamente, strutturando la macchina operativa con manager provenienti da settori più evoluti (commerciale, organizzazione, IT, …) e ponendo quindi le basi per una crescita di quota di mercato e presenza territoriale per linee esterne, con acquisizioni di concorrenti sempre di maggiori dimensioni.

Oggi il mercato evidenzia una chiara leadership: quale sarà il prossimo passo del leader italiano? Sbarcherà in borsa? Tenterà la scalata estera?

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Qualificati Olimpiadi Tokyo 2020

Gli atleti delle Fiamme oro qualificati ai Giochi olimpici di Tokyo 2020 saranno 72 in 19 discipline.   Laura Rogora Michael Piccolruaz Marcell Jacobs Gianmarco Tamberi Ayomede Folorunso Arrampicata sportiva Arrampicata sportiva Atletica Atletica Atletica           Luminosa Bogliolo Dalia Keddari Paolo Dal Molin Yemaneberhan Crippa Eyob Ghebrehiwet Faniel Atletica Atletica Atletica Atletica Atletica           Ala Zoghlami Linda Olivieri Yassine Rachik Massimo Stano Hassane Fofana Atletica Atletica Atletica Atletica Atletica           Marco Di Costanzo Pietro Willy Ruta Matteo Castaldo Federica Cesarini Kiri Tontodonati Canottaggio Canottaggio Canottaggio Canottaggio Canottaggio           Elisa Longo Borghini Elisa Balsamo Marta Cavalli Vittoria Guazzini Martina Fidanza Ciclismo Ciclismo Ciclismo Ciclismo Ciclismo           Rachele Barbieri Asia D’Amato Alice D’Amato Giorgia Villa Martina Maggio Ciclismo Ginnastica artistica Ginnastica artistica Ginnastica artistica Ginnastica artistica           Alessia Russo Christian Parlati Maria Centracchio Francesca Milani Viviana Bottaro Ginnastica ritmica Judo Judo Judo Karate           Silvia Semeraro Rachele Bruni Mario Sanzullo Gregorio Paltrinieri Domenico Acerenza Karate Nuoto Nuoto Nuoto Nuoto           Alessandro Miressi Thomas Ceccon Marco De Tullio Manuel Frigo Stefania Pirozzi Nuoto Nuoto Nuoto Nuoto Nuoto           Martina Caramignoli Margherita Panziera Ilaria Cusinato Francesca Deidda Enrica Piccoli Nuoto Nuoto Nuoto Nuoto sincronizato Nuoto sincronizato           Domiziana Cavanna Angela Carini Irma Testa Rebecca Nicoli Luca Curatoli Nuoto sincronizato Pugilato Pugilato Pugilato Scherma           Andrea Santarelli Marco Fichera Alice Volpi Alberta Santuccio Erica Cipressa Scherma Scherma Scherma Scherma Scherma           Antonino Pizzolato Leonardo Fioravanti Lucilla Boari Tatiana Andreoli Lorenzo Bacci Sollevamento pesi Surf Tiro con l’arco Tiro con l’arco Tiro a segno           Marco Suppini Sofia Ceccarello Jessica Rossi Gabriele Rossetti Mauro De Filippis Tiro a segno Tiro a leggi tutto

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Arresti da Nord a Sud per traffici di droga

Proseguono senza sosta i controlli della Polizia di Stato finalizzati al contrasto di traffici di sostanze stupefacenti. Più precisamente a Imperia, i poliziotti del commissariato di Sanremo hanno trovato e sequestrato 44 involucri di droga, per un totale di 250 chili, nascosta nel rimorchio di un Tir durante un controllo mirato al contrasto dell’immigrazione clandestina e alla prevenzione di reati in prossimità delle aree di confine. Il tir era parcheggiato in modo anomalo e pericoloso, a ridosso dell’accesso a una piazzola di servizio. Il guidatore è stato arrestato per traffico di sostanze stupefacenti. A Taranto, invece, i poliziotti della Squadra mobile, con l’ausilio di equipaggi del Reparto prevenzione crimine di Lecce e del Reparto cinofili di Bari, hanno arrestato 6 persone, di cui 3 ai domiciliari. Sono tutti accusati di detenzione ai fini di spaccio di cocaina, eroina, hashish e droga sintetica in pillole nella piazza di Sava (Taranto) e nei comuni limitrofi. Destinatario di misura cautelare anche il figlio di una indagata, all’epoca dei fatti minore, per il quale è stato disposto il collocamento in comunità. Le indagini sono partite a giugno del 2020, ricostruendo i movimenti di un abituale e noto assuntore di cocaina che, dal capoluogo jonico, insieme ad altri conoscenti, con frequenza, si spostava nel comune di Sava per acquistare la sostanza stupefacente e poi consumarla rapidamente in zona. Da intercettazioni e pedinamenti i poliziotti hanno ricostruito la fitta rete di contatti tra gli indagati e gli assuntori. leggi tutto

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Presentato alla “Sapienza” il libro Investigare 4.0

È stato presentato, questa mattina, presso l’Aula Magna del rettorato dell’università “Sapienza” di Roma il manuale “Investigare 4.0-Criminologia e Criminalistica–Viaggio nel mondo delle indagini”.
Il volume è stato curato dal vicecapo della Polizia Vittorio Rizzi e dalla professoressa Anna Maria Giannini, docente di psicologia generale della Sapienza. Presenti all’evento il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, il capo della Polizia Lamberto Giannini, la rettrice Antonella Polimeni, la giornalista Federica Sciarelli, autorità istituzionali e accademiche. Il testo rappresenta un percorso attraverso tante storie d’indagine: dal sopralluogo, alle scienze forensi, all’esame dei crimini più gravi fino ad arrivare ai temi della vittimologia, della nascita della violenza, della comunicazione e del giornalismo investigativo, offre uno spaccato più attuale della criminologia e della criminalistica. Oltre ai principali curatori, il manuale è stato elaborato con il contributo professionale di altre 25 persone tra cui tra cui diciotto dirigenti della Polizia di Stato. Dopo la proiezione di un breve filmato introduttivo di apertura lavori della moderatrice, il primo dirigente della Polizia di Stato Elisabetta Mancini, si sono susseguiti i vari interventi dei curatori e degli ospiti presenti. L’introduzione della professoressa Giannini, voce autorevole del mondo scientifico nello studio dei comportamenti umani e a seguire la Lectio magistralis del prefetto Rizzi in cui ha sottolineato che “Temi che spesso vengono proposti al grande pubblico con sensazionalismo e scarsa aderenza ai principi della scienza e che nel libro vengono affrontati facendo riferimento alla cornice normativa, alle scienze forensi e all’analisi dei fenomeni criminali, coniugando l’approccio teorico con quello pratico”. Al seguire l’intervento di Federica Sciarelli, giornalista impegnata in ambito criminologico attraverso il programma televisivo che conduce ormai da molti anni e infine l’intervento del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese.   leggi tutto

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