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1 1 2 il Numero unico di emergenza da oggi è anche un sito

Tre numeri ed una data: 1 1 2 e 11 febbraio. Si celebra oggi in tutta Europa il Numero unico di emergenza (Nue) l’“1 1 2 day” e, in coincidenza con questo evento, debutta il nuovo sito web dedicato al servizio. https://112.gov.it contiene le informazioni sulla genesi e lo sviluppo del Servizio, sul suo funzionamento e le modalità di utilizzo. Uno spazio agile e veloce, inoltre, è riservato alle news. Il modello organizzativo del Nue 1 1 2 prevede una Centrale unica di risposta nella quale vengono convogliate le chiamate di emergenza per richiedere l’intervento di Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Vigili del Fuoco o il Soccorso sanitario. All’interno della Centrale gli operatori, formati per gestire la prima risposta alla chiamata, smistano le telefonate agli Enti responsabili della gestione delle emergenze. Questo sistema ha permesso alle singole amministrazioni che gestiscono le centrali operative di pronto intervento di ricevere solo le effettive chiamate di emergenza. Infatti, il 50% delle chiamate ricevute dalle Centrali uniche di risposta non viene inoltrata alle centrali operative perché non di vera emergenza. Oggi il Servizio è attivo in Friuli Venezia Giulia, Lazio (prefisso 06), Liguria, Lombardia, Piemonte, Sicilia Orientale, Valle d’Aosta e nelle Province Autonome di Trento e Bolzano. Oggi, in occasione della ricorrenza, verrà riproposta l’iniziativa “Open day Cur”, che prevede l’apertura delle Centrali uniche di risposta ai cittadini per offrire l’opportunità di conoscere concretamente il funzionamento del Servizio NUE 1 1 2 anche attraverso l’attività degli operatori impegnati in prima linea. leggi tutto

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Coppa del mondo fioretto: Alice Volpi vince la finale-derby con Elisa Di Francisca

La tappa italiana della Coppa del mondo di fioretto femminile ha avuto come protagoniste assolute le campionesse delle Fiamme oro Alice Volpi ed Elisa Di Francisca. Sulle pedane del Pala Alpitour di Torino, dove si è svolto il Grand prix Fie trofeo “Inalpi”, le portacolori cremisi sono arrivate entrambe in finale, dove hanno incrociato le lame per conquistare la vetta del podio, in un derby targato Polizia di Stato di altissimo livello: la campionessa del mondo in carica contro l’oro olimpico di Londra 2012 e argento di Rio 2016. Alla fine ha vinto Alice, che ha superato Elisa con il punteggio di 15-9 e un urlo liberatorio che ha fatto tremare il palazzetto: “Torino è sempre una gara particolare e poter festeggiare un’altra vittoria qui è bellissimo – ha detto Alice dopo la premiazione – Un podio tutto italiano era un sogno e sono felice di festeggiare con Elisa e Francesca (Palumbo, ndr), soprattutto in questa nuova location che è davvero magica. In finale contro Elisa non è stata semplice, ma volevo vincere e alla fine ho scaricato con quell’urlo tutta la tensione e anche la stanchezza per una gara lunga. Grazie a tutto il pubblico di Torino”. Sul terzo gradino del podio anche l’altra azzurra Francesca Palumbo, sconfitta in semifinale da Elisa Di Francisca. Per le fiorettiste cremisi è stata una marcia trionfale fino alla finale. Alice aveva iniziato la giornata eliminando la statunitense Madison Zeiss per 15-7, poi aveva affrontato l’azzurra Martina Favaretto superandola per 15-10; subito dopo è stata la volta della francese Morgane Patru, battuta per 15-9, e della tedesca Leonie Ebert, sconfitta con il punteggio di 15-8. Un po’ più faticosa è stata la semifinale con la russa Ivanova, finita 15 a 12. Per Elisa Di Francisca si tratta del secondo podio successivo al suo rientro dalla maternità. Dopo aver superato la fase a gironi e il turno di qualificazione contro la francese Lacheray (15-11), Elisa ha sconfitto la statunitense Jacqueline Dubrovich (15-12), la sudcoreana Oh Hye Min (15-7), e l’altra statunitense Lee Kiefer (15-14). Poi solo avversarie azzurre per Elisa, che ha superato ai quarti Camilla Mancini per 15-11, e in semifinale Francesca Palumbo per 15-7. leggi tutto

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Gli italiani scelgono allarmi smart e vigilanza privata

Verisure, leader europeo negli allarmi e presente in Italia dal 2013, in collaborazione con l’Istituto di ricerca Sondea, ha indagato nelle paure degli italiani in caso di furto: il timore più grande, come prevedibile, è ricevere la visita dei ladri quando si è in casa con la famiglia. Su un campione di oltre 2500 italiani tra i 30 e i 65 anni, 7 intervistati su 10 hanno infatti indicato come massima preoccupazione quella di ricevere la visita dei ladri quando sono in casa con la propria famiglia. Una paura sentita maggiormente dalle figure più a rischio, come le donne (10 punti in più rispetto agli uomini) e gli anziani (5 punti in più rispetto ai più giovani).

Gli italiani temono poi l’invasione del proprio spazio personale (45%) e il furto dei propri ricordi e degli oggetti personali (41%). In particolare, sono gli anziani ad essere maggiormente legati ai propri ricordi e al proprio spazio personale, coerentemente alla necessità tipicamente senile di legarsi ad oggetti di riferimento.

In secondo piano invece, è la preoccupazione per i possibili vandalismi che si possono subire dai ladri (39%) e il furto di oggetti materiali e ricordi (25%), preoccupazioni che affliggono maggiormente chi abita in villa.

I sistemi d’allarme sono ritenuti la misura più efficace per proteggersi dai furti in casa e nelle attività commerciali: la motivazione principale di acquisto di un sistema di allarme è infatti sempre la protezione della famiglia, con il 45% delle risposte. Il 67% di coloro che hanno installato un allarme, ha scelto un sistema connesso ad una Centrale Operativa gestita da Guardie Giurate, che verifica gli scatti d’allarme e le segnalazioni SOS, inviando le forze dell’ordine o i soccorsi in caso di necessità, e riattivando l’allarme dopo lo scatto.

Verisure assicura i massimi livelli di protezione grazie al collegamento alla Centrale Operativa e ad una serie di servizi come:

  • Pulsante SOS portatile e indossabile tramite il quale richiedere l’intervento immediato dei soccorsi alla Centrale Operativa
  • Pannello di controllo con pulsante SOS e tecnologia parla e ascolta: in caso di pericolo, ci si può nascondere in un angolo sicuro, inviare un segnale di SOS per ricevere immediatamente i soccorsi, parlare direttamente con la Centrale Operativa o lasciare che ascolti silenziosamente l’evento per inviare i soccorsi necessari.
  • App collegata al sistema di allarme che permette di vedere cosa accade nella propria abitazione anche se si è fuori casa. Tramite smartphone o tablet puoi sapere in ogni momento se la tua famiglia è al sicuro.

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Category: Primapagina, Vigilanza Economica

Mobilitazione AGRI (Associazione Guardie Riunite d’Italia) il 13 Febbraio 2019

A.G.R.I. – Associazione Guardie riunite d’Italia – indice una manifestazione per il 13 Febbraio 2019 in Piazza Esquilino a Roma per richiamare l’attenzione sulle condizioni in cui versano gli operatori della vigilanza privata. Nell’assoluto immobilismo degli enti di tutela – si legge nel comunicato stampa AGRI – si è continuato a perseguire “vecchie logiche della rappresentanza, sottoscrivendo un contratto nazionale peggiorativo e ben lontano dall’evoluzione richiesta a livello giuridico e sociale. Un’evoluzione – specifica il comunicato – non solo tecnica e/o strumentale, ma soprattutto cognitiva, ossia nella capacità di conformarsi alle esigenze delle realtà produttive e nel bilanciamento tra competenze e competitività, per interpretare correttamente i bisogni di sicurezza privata e complementari alle forze di Polizia.
Continua il comunicato AGRI: “Le organizzazioni degli istituti di vigilanza privata – diventati, nel frattempo, sempre più piccoli e sofferenti – presentano vecchie figure manageriali, dirigenziali e di coordinamento, ben lontane dalle abilità economiche e gestionali del mercato contemporaneo. Le risorse umane sono fossilizzate in architetture gestionali statiche, antimeritocratiche, senza pretese di plurifattorialità, di intercambiabilitá e di dinamicità professionale”.

“A.G.R.I. nelle sue posizioni critiche verso il sistema, ha coerentemente denunciato queste alchimie del degradato e della dequalificazione, rilanciando già dal 2013 le sue previsioni di un mercato deviato, rivendicando uno sviluppo che parte dall’autonomia professionale delle guardie giurate, in contesti professionalizzati e innovativi, impostati nella ricerca e nella loro evoluzione tecnica, senza condizionamenti ideologici e sindacali. Per queste ragioni, l’Associazione delle Guardie Riunite d’Italia sarà in piazza dell’Esquilino il 13 febbraio dalle ore 09:00”.

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Category: Primapagina, Rinnovo CCNL, agri

Sciopero Vigilanza Privata: i commenti

Abbiamo ricevuto diversi commenti sulla partecipazione allo sciopero della vigilanza privata dell’1 e 2 febbraio scorsi. Dal segretario generale CGIL Maurizio Landini, che chiede di riavviare subito il confronto per rinnovare il CCNL e dare rapide risposte ai lavoratori, a guardie giurate come Danilo Ferri, che ci parla del suo lavoro, della sua vita quotidiana e del senso dello sciopero nel 2019. Riprendiamo la sua lettera aperta (un messaggio che merita di essere ascoltato, nella sua semplicità e verità) e ringraziamo Salvatore Cortese per la bella foto del corteo milanese.

Voglio ringraziare tutti gli addetti alla sicurezza e le Guardie Particolari Giurate che hanno aderito allo sciopero ed in particolare quelli che hanno partecipato alla manifestazione che si è svolta a Milano. Vorrei fare i complimenti agli organizzatori ed ai colleghi RSU che tutti i giorni si mettono in prima linea (e non è per niente facile) negli Istituti di vigilanza privata.

Nei miei trent’anni di esperienza nel settore vigilanza ho capito una cosa: che le colpe delle sconfitte sindacali non sempre sono delle associazioni sindacali, ma spesso di alcuni colleghi che se ne fregano e danno tutto per scontato. Pretendono che tutto gli sia dovuto e credono che i sindacati e i volontari che sono stati eletti come RSU abbiano la bacchetta magica. Non capiscono che la forza di chi si siede ad un tavolo di trattativa è proporzionale a quanti lavoratori lo sostegno.

Riguardo ai sindacati, se proprio dovessi cercare delle colpe, potrei dire che sono ancora troppo legati ad ideologie politiche che, spesso, li distraggono dalle vere necessità dei lavoratori e, in certi casi, li portano a vere spaccature tra le varie sigle.

RICORDIAMOCI che tutto quello che abbiamo oggi rin merito ai regolamenti sindacali, contrattuali e legislativi sono il risultato di anni di lotte che hanno fatto i nostri nonni, i nostri padri e chi di noi ha già anni di lavoro sulle spalle.

RICORDIAMOCI CHE NIENTE È SCONTATO. Dobbiamo sempre tenere la guardia alta ed essere tutti uniti, altrimenti ci toglieranno tutto quello che in decenni di lotta, sia sindacale che civile, abbiamo ottenuto con tanta fatica. Niente è per sempre.

Danilo Ferri

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Category: Primapagina, Rinnovo CCNL, sciopero

Estorsioni e spaccio alla “Vecchia maniera”, 8 arresti a Siracusa

Svolgevano attività illecite alla “Vecchia maniera” (definizione che ha dato il nome all’operazione), in particolare traffico di droga ed estorsioni, basate sull’intimidazione mafiosa ottenuta a colpi di arma da fuoco e incendio dei mezzi d’opera delle ditte che non si piegavano alle richieste estorsive. Leader degli otto criminali arrestati questa mattina dagli agenti della Squadra mobile di Siracusa era un esponente di vertice del clan mafioso dei Trigilia di Noto (Siracusa), che sfruttava i legami allacciati nel corso della sua lunga carriera criminale. All’esecuzione dei provvedimenti, disposti dal Giudice per le indagini preliminari del tribunale di Catania, hanno collaborato gli uomini delle Squadre mobili di Milano, Messina e Novara. Altre due persone sono attualmente ricercate. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso, porto e detenzione illegale di armi, estorsione aggravata dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolare il clan Trigila. Nel corso dell’attività investigativa sono stati effettuati diversi sequestri di droga. Nel febbraio 2017, gli agenti della questura di Messina hanno fermato il figlio dell’unica donna del gruppo, con un chilo di cocaina nascosto nello sportello dell’auto sulla quale viaggiava. Nel mese di maggio dello stesso anno due degli arrestati di oggi sono stati fermati dagli uomini delle Squadre mobili di Siracusa e Reggio Calabria con circa 71 chili di hashish occultati sul loro furgone. L’indagine ha rivelato anche l’esistenza di una seconda associazione per delinquere, anch’essa dedita al traffico di droga, composta da cittadini del Marocco, localizzata a Milano ma con ramificazioni su Novara e Messina. Questo gruppo era in grado di far arrivare rilevanti quantità di sostanze stupefacenti, che venivano distribuite agli spacciatori in tutta Italia, compresi quelli arrestati a Siracusa. leggi tutto

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Stradale: attraversa l’autostrada, sanzionato

Circa 600 euro di multa, 15 punti in meno tolti dalla patente e la richiesta alla Motorizzazione della revisione della patente, al 52enne romano che ha attraversato a piedi l’Autostrada A11 per recuperare degli oggetti persi dal suo furgone. L’uomo, mentre guidava si è reso conto di aver perso della merce finita dall’altra parte della carreggiata e ha pensato di fare retromarcia, scendere e attraversare l’autostrada, schivando auto e tir, per raggiungere il materiale caduto dal furgone e riportarlo nel furgone. Ha rischiato di essere investito e di procurare un grave incidente sull’autostrada che avrebbe potuto coinvolgere tanti mezzi con conseguenze anche gravi. Tutta la scena è stata ripresa dalle telecamere del Centro operativo della polizia Stradale della Toscana, così una pattuglia è intervenuta poco dopo e lo ha fermato. L’episodio è avvenuto all’altezza della galleria di Serravalle Pistoiese, Pistoia. leggi tutto

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Postale: scoperta banda del phishing a Frosinone

Scoperta una banda specializzata al phishing e alla frode informatica dagli uomini del compartimento della Polizia postale Lazio che hanno arrestato tre persone. L’operazione è stata avviata dopo la denuncia presentata dal responsabile di una società attiva su una piattaforma online che ha segnalato di aver fornito le credenziali di accesso al proprio account di vendita in una pagina “login di accesso” che riproduceva quella originale. I tre truffatori si sono introdotti nell’account “rubato” e hanno iniziato a pubblicare falsi annunci di vendita di materiale informatico particolarmente conveniente, modificando i dati relativi al codice iban sul quale far confluire i soldi. Gli investigatori seguendo i trasferimenti del denaro sono riusciti a identificare i tre uomini, arrestandoli. Nel corso dell’operazione e della perquisizione gli agenti hanno sequestrato 16mila euro in contanti oltre a conti correnti postali su cui risultano ancora depositati circa 15mila euro. Si stima che i proventi dell’attività illecita compiuta dalla banda si aggira intorno ai 125mila euro. leggi tutto

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Traffico internazionale di cuccioli, 7 arresti a Rimini

Acquistavano cuccioli di cane, prevalentemente di razza bulldog francese e barboncino toy, nella Repubblica Slovacca, pagandoli pochi euro, e poi li rivendevano in Italia per cifre comprese tra 1.000 e 1.800 euro. Al termine dell’operazione “Luxury dog” sette persone sono state arrestate dalla Polizia di frontiera di Rimini con l’accusa di maltrattamento e traffico illegale di animali, truffa e falsificazione di documenti relativi alle vaccinazioni; cinque di loro sono finite in carcere e due ai domiciliari. Eseguite anche 13 perquisizioni nei confronti di ulteriori 6 persone, residenti in varie città italiane. Sequestrati passaporti per animali da compagnia ancora da compilare, falsi pedigree da immettere sul mercato, microchip pronti per essere inoculati ai piccoli cuccioli, farmaci ad uso veterinario. Sono stati inoltre scoperti due canili abusivi, uno presso la città slovacca di Nitra e uno nel napoletano dove 33 cuccioli venivano allevati in condizioni igieniche pessime. L’attività investigativa, disposta nel febbraio dello scorso anno dal Sostituto procuratore della Repubblica di Rimini, ha portato al sequestro di circa cento cuccioli e ha fatto luce su un’organizzazione criminale che, grazie alla compravendita di migliaia di animali, ha guadagnato oltre un milione di euro. Gli investigatori hanno accertato che un cittadino italiano, assieme alla moglie slovacca e al figlio, provvedeva all’acquisto dei cuccioli presso allevamenti abusivi gestiti da contadini locali o mercati settimanali dedicati alla vendita degli animali. Per rendere più appetibili i cuccioli l’organizzazione produceva falsi pedigree riferibili ad una associazione non riconosciuta quale organismo legittimato al rilascio dei pedigree, che in Italia è prerogativa dell’Ente nazionale cinofilia italiana (Enci). Gli animali venivano importati quando ancora non avevano raggiunto i tre mesi e 21 giorni previsti dalla normativa; tale limite è legato al tempo necessario affinché il vaccino contro la rabbia, obbligatorio, faccia il suo effetto. Per fare questo alteravano le date di nascita sui passaporti e registravano vaccinazioni mai effettuate. Venivano anche utilizzati microchip reperiti sul mercato asiatico e inoculati sui cuccioli da personale non veterinario. A causa dei maltrattamenti subiti in tenerissima età, molto spesso i cuccioli decedevano dopo pochi giorni dalla consegna. Durante l’attività investigativa sono stati documentati decine di episodi di importazione illegale di cuccioli, che hanno portato al sequestro di circa 30 passaporti falsi e 100 cani che inizialmente sono stati dati in custodia ai canili territorialmente competenti, e poi affidati a famiglie che si sono rese disponibili. Individuato anche un uomo incaricato di produrre false attestazioni di genealogia e fittizie certificazioni di riconoscimento di razza che venivano spacciate per pedigree. L’operazione è stata condotta in collaborazione con il Servizio di cooperazione internazionale di Polizia – Sirene, di due team EnFAST (Rete europea delle unità ricerche attive latitanti), delle Squadre mobili di Milano, Alessandria, Bergamo, Savona, Napoli, delle Guardie ecozoofile di “Fare ambiente” e di 30 poliziotti della Repubblica Slovacca. Sergio Foffo leggi tutto

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Polizia di Stato e Centro nazionale trapianti insieme per il trasporto organi

Una forte sinergia tra la Polizia di Stato e il Centro Nazionale Trapianti per il trasporto urgente di organi e tessuti: è quanto previsto dal protocollo d’intesa sottoscritto oggi al ministero dell’Interno dal capo della Polizia, Franco Gabrielli, e dal direttore del Centro nazionale trapianti, Alessandro Nanni Costa. L’accordo, che avrà la durata di due anni, disciplina ufficialmente il trasporto di organi e tessuti umani in condizioni di necessità e urgenza di carattere logistico o sanitario, ad esempio a causa della dislocazione delle strutture sanitarie interessate o per esigenze legate alla delicatezza dell’intervento da eseguire. Il coordinamento organizzativo sarà affidato al Centro Nazionale Trapianti Operativo, la struttura che ha il compito di gestire tutti i programmi nazionali di trapianto, mentre ad assicurare il servizio saranno le articolazioni della Polizia stradale, che è stata già chiamata a intervenire in casi particolari come le donazioni samaritane e le catene di trapianti di organi in modalità “cross-over”. Nel 2018 la Polizia stradale ha effettuato quattro trasporti per trapianti cross-over, tre dei quali con l’impiego della Lamborghini Huracan in dotazione al compartimento Polizia stradale di Bologna. Complessivamente sono state 357 le pattuglie impiegate lo scorso anno per portare a compimento servizi di assistenza sanitaria come il trasporto di organi (41 casi), di plasma e sangue (10 casi) e di siero, vaccino o medicinale (19 casi). leggi tutto

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