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Catania: 40 arresti per spaccio di droga legati a clan mafiosi

Sono quaranta le persone arrestate questa mattina dalla Squadra mobile, a Catania, nell’ambito dell’operazione “Tricolore” contro il traffico di droga. Trenta persone sono finite in carcere e 10 ai domiciliari con l’accusa di far parte di associazione per delinquere finalizzata al traffico e spaccio di marijuana e cocaina aggravata dal metodo mafioso. L’indagine, iniziata nel gennaio 2017, ha fatto luce sull’esistenza di due gruppi che gestivano due distinte piazze di spaccio. Una gestita dal gruppo riconducibile al clan mafioso Cappello-Bonaccorsi e l’altro gestita da affiliati al clan dei Cursoti Milanesi Il confine tra le due piazze era contrassegnato dall’apposizione di due distinte bandiere, quella degli Stati Uniti d’America per il clan dei Cappello-Bonaccorsi, quella del Milan per il clan dei Cursoti-Milanesi. Nel corso dell’attività d’indagine i poliziotti hanno smascherato le dinamiche delle due organizzazioni in grado di imporsi sul territorio attraverso diverse figure aventi ruoli differenti: pusher, vedette e custodi e che garantivano l’attività di spaccio. Gli agenti hanno inoltre scoperto che i proventi dello spaccio erano destinati all’autofinanziamento del gruppo criminale, ma anche al mantenimento degli affiliati in carcere, secondo consolidati “clichè” che impongono ai componenti di contribuire al sostentamento degli arrestati e delle loro famiglie, soprattutto di quelli aventi un ruolo apicale. leggi tutto

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Polizia postale: operazione “Eclissi” contro le pay tv illegali

Con l’operazione internazionale denominata “Eclissi”, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma e, a livello internazionale, dalle agenzie europee Eurojust ed Europol, è stato inferto un duro colpo al fenomeno delle cosiddette IPTV, sistema che, convertendo il segnale analogico della pay tv, lo trasforma illegalmente in segnale web-digitale. Insieme alla Polizia postale italiana hanno partecipato alle indagini anche le Polizie e delle Autorità giudiziarie di Francia, Paesi Bassi, Germania, Bulgaria e Grecia. Attraverso un’attività investigativa tecnico-informatica sulla diffusione dei segnali in streaming, effettuata dal Servizio polizia postale e delle comunicazioni, è stato possibile individuare le sorgenti estere dei segnali “pirata” e rendere inattiva la complessa infrastruttura tecnologica operante a livello internazionale. Nell’operazione sono stati sequestrati oltre 200 Server e 80 domini e sono state effettuate 20 perquisizioni in tutta Europa presso sedi di società e provider. Il segnale delle emittenti televisive a pagamento (Sky; DAZN; Mediaset; Netflix etc.), illegalmente captato, veniva diffuso attraverso numerosi siti a cui erano “abbonati”, solo in Italia, quasi cinque milioni di utenti; il giro d’affari era di circa due milioni di euro al mese. L’organizzazione criminale era articolata su quattro livelli dove al primo venivano stipulati gli abbonamenti regolari per l’acquisizione dei contenuti protetti da copyright e poi realizzate le infrastrutture tecniche necessarie alla ricezione dei segnali legittimi ed alla trasformazione del segnale video in segnale-dati (c.d. “sorgenti”). Al secondo livello c’era la gestione delle infrastrutture tecniche necessarie alla ritrasmissione e diffusione dei segnali video su larga scala, attraverso l’acquisto di spazi informatici presso provider di vari Paesi esteri per rendere difficoltosa l’individuazione delle tracce informatiche. Al terzo livello una società di diritto bulgaro, gestita dai due cittadini greci, metteva a disposizione dell’infrastruttura criminale i cosiddetti “Pannelli”, un software di amministrazione che offre la possibilità di creare da zero il proprio servizio IPTV illegale. Poi, attraverso un sistema di “multilevel marketing”, chi acquistava il servizio era non solo in grado di rivendere direttamente il segnale abusivo, ma anche di approntare una rete di rivenditori sotto di sé, trattenendo una percentuale dei ricavi. Al quarto livello c’era una fitta rete di soggetti che acquistavano pacchetti di contenuti, rivendevano i servizi di IPTV illegale (i c.d. reseller), e si facevano anche carico di distribuire il prodotto, sia al cliente finale che ad ulteriori rivenditori minori. In questa vicenda gli utenti non hanno considerato che oltre a rendersi complici di un mercato illecito, si mettevano in casa uno strumento (pezzotto) collegato on line nella Wifi domestica, quale potenziale “cavallo di troia” all’interno di un sistema informatico. Non si può escludere, infatti, la possibilità che questo tipo di apparecchiatura possa effettuare un’intrusione nei sistemi informatici connessi o che possa spiare le nostre azioni. Amministrato da remoto da malfattori, lo strumento potrebbe consentire di operare sui vari sistemi domestici, di gestire il sistema di video sorveglianza, l’antifurto se non addirittura la complessa domotica di un’abitazione. leggi tutto

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Calendario 2020: ultimi giorni per prenotare

Il prossimo 23 settembre è l’ultimo giorno utile per prenotare il calendario 2020 della Polizia di Stato, curato da Paolo Pellegrin, fotografo pluripremiato e membro di Magnum Photos, una delle più importanti agenzie fotografiche internazionali. Il calendario racconta l’umanità delle donne e degli uomini della Polizia di Stato attraverso istantanee di attività operativa. Il fotografo è riuscito a narrare il delicato ruolo dei poliziotti mettendo in luce gli aspetti interiori dei singoli operatori dando risalto alla passione e allo spirito di servizio che animano ogni singolo intervento. Quest’anno una parte del ricavato viene devoluto al progetto per il “Trentesimo anniversario della Convenzione ONU dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”, occasione per riaffermare i diritti degli under 18, e una parte invece, è devoluta al Piano Marco Valerio, ideato per aiutare i figli malati dei poliziotti. Ricordiamo che il costo del calendario da parete è di 8 euro, mentre di quello da tavolo 6 euro. Chi è interessato all’acquisto deve fare un versamento sul conto corrente postale nr. 745000, intestato a “ Comitato Italiano per l’Unicef”. Sul bollettino dovrà essere indicata la causale Calendario della Polizia di Stato 2020 per il progetto Unicef “Trentesimo anniversario della Convenzione ONU dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”. La ricevuta del versamento dovrà poi essere presentata agli Uffici relazioni con il pubblico di tutte le questure d’Italia che forniranno dettagli sulla consegna. leggi tutto

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Roma: operazione antidroga, 21 arresti

Arrestati questa mattina a Roma 21 persone appartenenti a diversi gruppi criminali che gestivano lo spaccio di droga nei quartieri Torpignattara, Marranella, La Rustica, Acilia, Infernetto, Tiburtino e Fonte Nuova. Tra gli arrestati ci sono anche personaggi di spicco della criminalità romana. L’indagine, partita nel 2017 a seguito del sequestro di un ingente quantitativo di cocaina, ha portato a scoprire le connessioni tra un noto personal trainer, in stretto contatto con la malavita albanese, e i diversi gruppi criminali che gestivano il rifornimento di droga nelle piazze della Capitale. Gli uomini della Squadra mobile seguendo il personal trainer hanno documentato sia la gestione di un autonomo circuito di spaccio nella città di Latina sia il modo in cui si riforniva della droga dai diversi fornitori che sceglieva in base alla convenienza economica del prezzo di vendita. Alcuni fornitori per fissare gli appuntamenti usavano telefonini intestati a cittadini stranieri non rintracciabili in modo da non essere individuati. Mentre per la consegna della droga veniva utilizzato il sistema della “staffetta” in cui lo stupefacente viaggiava su un mezzo diverso da chi gestiva la fornitura per non essere implicato nel traffico di droga. Le attività di indagine hanno evidenziato anche il diverso modo di organizzarsi dei gruppi come nella piazza di spaccio della Marranella caratterizzata dalla volontà di giovani leve di emergere spingendosi fino alla ricerca di armi da utilizzare per affermare il proprio potere. La piazza di spaccio di Torpignattara, invece, aveva come luogo di riferimento un bar gestito dalla moglie di un pluripregiudicato che era a capo di una rete capillare di spacciatori. Gli appartenenti a questo gruppo criminale per non farsi rintracciare usavano telefonini intestati a persone di fantasia in quanto già tutti noti alle forze dell’ordine. Neanche l’uso di nomi in codice o il cambio periodico dei cellulari gli ha permesso di ingannare gli investigatori e così anche per il sistema delle consegne a domicilio della droga che avveniva per mezzo di taxi. leggi tutto

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L’Aquila: al via la 7^ edizione di “Una vita da social”

“Una vita da social”, la Campagna itinerante della Polizia di Stato realizzata dalla Polizia postale sui pericoli della Rete, riparte questa sera da L’Aquila in concomitanza con la Cerimonia d’inaugurazione dell’anno scolastico, alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, del ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti e dal capo della Polizia, Franco Gabrielli. La cerimonia si è tenuta presso la scuola primaria “Mariele Ventre” attualmente in fase di ricostruzione dopo l’abbattimento per i gravi danni riportati a causa del terremoto del 2009. Sempre al passo con le nuove generazioni, il Progetto, realizzato in collaborazione con il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca è giunto alla 7^ edizione e si occupa di sensibilizzare i minori e prevenire i rischi e pericoli della Rete. Da L’Aquila a Palermo, attraversando lo stivale in 62 tappe con un truck allestito ad aula didattica multimediale, gli operatori della Postale incontreranno studenti, genitori e insegnanti sui temi della sicurezza online con un linguaggio semplice ma esplicito adatto a tutte le fasce di età. Sul truck di “Una vita da social” oggi c’è stato uno “specialista” d’eccezione che ha intrattenuto i ragazzi: il capo della Polizia Franco Gabrielli. Il prefetto Gabrielli circondato da vivaci ragazzini ha “faticato” non poco a soddisfare tutte le loro curiosità, dalle funzioni del capo della Polizia, alle attività della Polizia di stato, agli effetti del terremoto. Alla domanda sul grado di un poliziotto il Prefetto si è soffermato sui nuovi distintivi di qualifica sottolineando l’elemento comune rappresentato dall’aquila, l’elemento distintivo presente sulle divise fin dal 1919. “Una vita da social” nelle precedenti edizioni ha raccolto un grande consenso di pubblico incontrando oltre 2 milioni di studenti sia nelle piazze che nelle scuole. La campagna ha riguardato 17 mila istituti scolastici e 300 città sul territorio nazionale. Da una ricerca di Skuola.net per “Una Vita da Social” è emerso che: un ragazzo su tre, sul proprio social di riferimento, possiede un account falso; il 28 per cento quelli che dichiarano di averne uno oltre a quello “ufficiale”, mentre il 5 per cento è presente ma solo con un fake. Perché questa identità anonima? Principalmente per conoscere gente nuova senza esporsi troppo online (26 per cento), oppure per controllare i propri amici senza che loro lo sappiano (21 per cento) nonché per controllare tutti quelli da cui sono stati bloccati (20 pe cento). Non manca chi ricorre ai fake per controllare il proprio partner (10 per cento) o chi cerca di sfuggire dal controllo dei propri genitori (il quattro per cento). Non manca tuttavia uno zoccolo duro, neanche così piccolo, che vive per i like. Per uno su tre, infatti, un contenuto che genera poche interazioni ha un effetto negativo sull’umore. Mentre il 40 per cento, più o meno sporadicamente, è disposto a cancellare un contenuto dalle scarse performance. Su una cosa, invece, i giovani sono in assoluto accordo: il controllo di chi commenta, condivide o clicca mi piace sui propri contenuti. Solo uno su sei dichiara di non farlo mai. Questo perché attraverso leggi tutto

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Nuoto paralimpico: 21 medaglie mondiali per le Fiamme oro

È stato uno storico risultato quello ottenuto dagli atleti azzurri ai Campionati del mondo di nuoto paralimpico, che si sono svolti a Londra dal 9 al 15 settembre, con il nostro Vincenzo Boni che è stato il portabandiera della spedizione azzurra durante la cerimonia di apertura. I nuotatori italiani hanno messo in bacheca 50 medaglie (20 d’oro, 18 d’argento e 12 di bronzo) conquistando per la prima volta il primato nella classifica finale.
Fondamentale il contributo dei campioni delle Fiamme oro, che hanno portato a casa 9 medaglie d’oro, 9 d’argento e 3 di bronzo. La regina indiscussa di questi campionati è stata sicuramente la portacolori cremisi Carlotta Gilli, capace di salire ben quattro volte sul gradino più alto del podio (200 misti SM13, 100 dorso S13, 100 e 50 metri stile libero S13), una volta sul secondo nei 100 metri farfalla S13 e una sul terzo nei 400 stile libero S13. Sono sei anche le medaglie finite sul petto di Antonio Fantin, che ha conquistato l’oro nei 400 stile libero S6 e con la staffetta 4×100 stile libero, l’argento nei 50 (con record europeo) e 100 metri stile libero S6, con la staffetta 4×50 mista insieme a Francesco Bocciardo (record europeo) e con la 4×50 mista mixed insieme al nostro Efrem Morelli, che è stato stratosferico nei 50 metri rana SB3, vincendo l’oro con il nuovo record del mondo. Francesco Bocciardo ha vinto anche l’oro nei 100 e 200 stile libero S5, l’argento nei 50 stile libero S5, nonché il bronzo nei 100 metri rana SB4. Dulcis in fundo l’olimpionica dei Rio 2016 Giulia Ghiretti che si è messa al collo l’argento nei 100 metri rana SB4 e il bronzo nei 200 misti. Un grande risultato per l’Italia e soprattutto per gli atleti che grazie alla loro passione e all’impegno costante riescono a superare grandi difficoltà, raggiungendo obiettivi storici. “Sono successi che ti gonfiano il petto – ha detto Riccardo Vernole, commissario tecnico della nazionale e poliziotto – Ricevere i complimenti sinceri da tutte le altre nazioni è un motivo di orgoglio. E quando sai che un grandissimo contributo lo hanno dato gli atleti delle Fiamme oro, il senso d’appartenenza, che ti aiuta a costruire nel tempo, insieme alla passione e all’abnegazione, successi inimmaginabili, diventa qualcosa di speciale”. E il successo è veramente evidente, risultato di un progetto iniziato nel 2009 che ha visto gli azzurri, in meno di 10 anni, passare dal 23° posto ai Mondiali 2010, al primo di questa edizione. Ma non c’è tempo di cullarsi sugli allori, perché i giochi di Tokyo 2020 si avvicinano e l’obiettivo minimo sarà quello di migliorare il medagliere di Rio 2016, cercando di confermare i risultati di Londra. Sergio Foffo leggi tutto

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Torture sui migranti: arrestati tre scafisti ad Agrigento

Sono stati fermati dalle Squadre mobili di Agrigento e Messina i tre torturatori di Zawyia la città della costa libica dove, dentro una ex base militare, vengono sequestrati centinaia di migranti in attesa di partire per l’Europa. I tre uomini di 22, 24 e 26 anni sono accusati di gravissimi reati per i quali sono state raccolte molte testimonianze dagli investigatori, tutte concordanti tra loro. I migranti, arrivati in Italia accompagnati dai tre scafisti, hanno testimoniato di violenze e minacce inaudite per costringere le persone sequestrate dentro la base militare, a fornire denaro per essere rilasciati. Uomini, donne e bambini venivano chiusi a chiave dentro enormi capannoni; pane duro e acqua di mare costituivano il loro sostentamento. Ciclicamente gli uomini venivano picchiati con bastoni e tubi di gomma; frustati con cavi elettrici e minacciati costantemente con armi. Le donne venivano spesso stuprate dai propri aguzzini. Lo scopo di tale trattamento era quello di ridurre in condizione di sudditanza i migranti, fino a costringerli a chiamare i familiari nel Paese di origine e farsi inviare il denaro necessario per essere liberati e imbarcati su natanti di fortuna. A chi si rifiutava di telefonare o a chi cercava di fuggire venivano riservate violenze ulteriori: scosse elettriche, bastonature e in alcuni casi anche l’uccisione a colpi di mitra. Per chi non poteva pagare o si rifiutava di fornire la somma richiesta, circa 6 mila euro, il destino era quello di esser venduto ad altre bande criminali per lo sfruttamento lavorativo o sessuale. leggi tutto

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Ricatti e estorsioni: 12 arresti tra gli ultrà della Juve

Estorsione aggravata, autoriciclaggio, violenza privata, vendita illegale di biglietti. Una vera e propria associazione per delinquere, gestita dalle frange ultrà della squadra di calcio della Juventus. Stamattina all’alba, con l’operazione “Last banner”, i poliziotti della Digos di Torino hanno arrestato 12 persone, esponenti di spicco del tifo bianconero. Tra loro i capi dei “Drughi”, dei “Tradizione”, dei “Viking” e del “Nucleo 1985”: l’accusa è che l’organizzazione avrebbe ricattato esponenti della Juventus per cercare di continuare ad avere biglietti agevolati per le partite all’Allianz Stadium e gestire così il bagarinaggio. Nell’ambito della stessa indagine sono stati anche denunciati 25 ultrà della Juventus per violenza privata aggravata in concorso.
I poliziotti hanno inoltre, sotto il coordinamento della Direzione centrale della polizia di prevenzione, effettuato 39 perquisizioni in tutta Italia, con l’aiuto delle Digos locali. L’indagine è partita circa un anno fa quando i dirigenti della Juventus hanno denunciato il ricatto cui era sottoposta la società, dai suoi ultrà. Era la fine del campionato 2017/2018 e la società aveva interrotto alcuni privilegi, come abbonamenti gratuiti, concessi ai gruppi ultrà, scatenando la reazione delle tifoserie che hanno cercato di ripristinare la loro posizione di forza nei confronti della Juventus. In tale contesto, la società sportiva, al fine di evitare ripercussioni e danni di immagine, ha dovuto garantire circa 300 biglietti a pagamento per le gare in trasferta di campionato e di Champions League che sono stati poi in parte redistribuiti dai capi ultrà, permettendo loro indebiti profitti. Donatella Fioroni leggi tutto

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Interpol: incontro a Lione per migliorare le strategie di cooperazione

Si è svolto a Lione un incontro tra una delegazione italiana guidata dal prefetto Vittorio Rizzi, direttore centrale della Polizia Criminale e una delegazione di funzionari Interpol, con a capo il segretario generale Jurgen Stock. Obiettivo dell’incontro per la delegazione italiana è stato quello di illustrare la strategia volta a potenziare la cooperazione con la più grande Agenzia internazionale di polizia, che riunisce 194 Paesi del mondo, attraverso una serie di azioni di formazione, di investimento e di innovazione tecnologica. Apprezzata dall’Interpol l’attenzione italiana sostenuta dal capo della Polizia Franco Gabrielli a lavorare affinché il bagaglio culturale del law enforcement sia costantemente aggiornato sull’uso dei canali di comunicazione e delle banche dati per sfruttare al massimo le potenzialità offerte dalla cooperazione internazionale di polizia nel lavoro quotidiano dell’operatore, sia di indagine che di controllo del territorio reale e virtuale. Proficui i primi esiti dell’incontro in cui si sono gettate le basi per progettualità ad hoc tra il dipartimento della Pubblica Sicurezza e l’Interpol per il contrasto ai cartelli criminali italiani di stampo mafioso che hanno sempre più ambizioni internazionali, con particolare riguardo soprattutto alla ‘ndrangheta. leggi tutto

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Musica e cultura con la Banda della Polizia a Paestum

Musica, arte e cultura saranno le protagoniste del concerto della Banda musicale della Polizia di Stato che si svolgerà stasera alle 20.15 tra i templi greci del Parco archeologico di Paestum (Salerno), monumento dell’antichità e patrimonio dell’Unesco. Lo spettacolo sarà presentato dalla giornalista Ertilia Giordano. Attraverso la musica, la Banda musicale della Polizia di Stato, ormai da oltre 90 anni, veicola tra i cittadini i valori di legalità, sicurezza, rispetto e giustizia espressi dall’Istituzione. Diretti dal maestro Maurizio Billi e dal vice direttore maestro Roberto Granata, gli orchestrali accompagnati dal tenore Daniele Lettieri, condurranno gli spettatori in un viaggio musicale tra modernità e tradizione. Presenti all’evento il capo della Polizia Franco Gabrielli, il prefetto di Salerno Francesco Russo, il questore Maurizio Ficarra e il direttore del Parco archeologico Gabriel Zuchtriegel. La scaletta prevede l’esecuzione di un repertorio di musiche popolari, brani tratti da colonne sonore di famosi film arie operistiche e, infine, come di consueto, l’ultimo brano sarà “Il canto degli italiani”, il nostro inno nazionale, interpretato da Daniele Lettieri. leggi tutto

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