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Attraversa sui binari e cade, salvato dalla Polizia ferroviaria

Il mancato rispetto delle regole di comportamento in ambito ferroviario può farci rischiare di perdere la vita. È proprio ciò che è successo ieri alla stazione di Formia (Latina), dove un 38enne, nonostante le sue evidenti difficoltà di deambulazione, ha cercato di attraversare a piedi i binari, cosa assolutamente pericolosa e vietata. Durante il tentativo l’uomo ha perso l’equilibrio ed è caduto sui binari. Per fortuna gli agenti della Polizia ferroviaria sono sempre attenti, e si sono accorti in tempo reale di ciò che stava accadendo.
I poliziotti sono subito corsi in soccorso dello sprovveduto viaggiatore, sono scesi nella sede ferroviaria, lo hanno sollevato e accompagnato sul marciapiede. Subito dopo aver verificato il suo stato di salute, gli agenti hanno consegnato al viaggiatore una sanzione amministrativa per l’attraversamento irregolare dei binari, proprio mentre un treno passava nel punto esatto in cui l’uomo era caduto. leggi tutto

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Certificazione vigilanza privata: checklist aggiornate e semplificate

Com’è noto, il DM 269/2010, il DM 115/2014 ed il Disciplinare del Capo della Polizia 24/02/2015 hanno imposto l’obbligo di certificazione per gli istituti di vigilanza privata ai sensi delle norme UNI 10891 e, per chi dispone anche di centrali di monitoraggio e ricezione allarme, ai sensi della norma UNI CEI EN 50518. Le norme europee sono state nel tempo aggiornate all’edizione 2020; in particolare la EN 50518:2020 sulle centrali di allarme e monitoraggio pare semplificare sia in termini tecnici sia in termini organizzativi il precedente schema di verifica (check list), ritenuto complesso ed oneroso da applicare. Dopo diversi solleciti, il Ministero dell’Interno ha infine emanato un Decreto del Capo della Polizia che aggiorna le checklist del 2015, rendendo quindi pienamente applicabile il nuovo schema di certificazione UNI CEI EN 50518:2020. Sono state aggiornate anche le check list della norma UNI 10891:2000. Scaricate le nuove checklist

Aggiornamento Disciplinare Capo della polizia

Aggiornamento_disciplinare-capo-della-polizia-2020m.pdf
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Data:
16 Dicembre 2020

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Federico Pellegrino torna a vincere in Coppa del mondo

Federico Pellegrino è tornato sul gradino più alto del podio, e lo ha fatto nella tappa di Coppa del mondo che si è svolta a Davos (Svizzera), lo scorso fine settimana. Con una grande prova di forza, l’olimpionico delle Fiamme oro si è aggiudicato la finale della sprint in tecnica libera, prendendosi subito la testa della gara e mantenendo il comando fino al traguardo, tagliato in solitaria con 2”13 sul russo Alexander Bolshunov e 3”63 sull’inglese Andrew Young. Il campione cremisi ha dimostrato di aver superato il brutto infortunio subito ad agosto durante la preparazione, quando si procurò una lesione al tendine del muscolo bicipite femorale della gamba destra, mentre si allenava in Germania. “Il mio stato di forma è molto buono – ha detto Federico subito dopo la splendida vittoria – In estate, dopo l’infortunio, avevo pensato che sarebbe stato impossibile arrivare qui in simili condizioni. Ringrazio chi mi ha aiutato, sono davvero molto soddisfatto. Voglio ringraziare gli allenatori e tutti i medici e i fisioterapisti che mi hanno aiutato. Una dedica speciale a Greta (Laurent, sua moglie e fondista azzurra – ndr)”. Per il fondista azzurro si tratta della quattordicesima vittoria in Coppa del mondo, a cui bisogna aggiungere le due ottenute nella Team sprint; dieci anni ai vertici del fondo internazionale che lo hanno portato a vincere l’argento olimpico a PyeongChang (Corea del Sud) nel 2018, e cinque medaglie mondiali (1 oro, 2 argenti, 2 bronzi). Dopo tanti anni e tante vittorie, Federico è ancora lì davanti a sprintare sul traguardo, pronto per un’altra stagione da protagonista: “Undici anni fa ero qui, in gara – ha detto il campione cremisi in un’intervista – ed è incredibile come mi piaccia così tanto ancora il mio lavoro”. Sergio Foffo leggi tutto

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Addetti ai servizi di controllo e steward: in arrivo i ristori?

Un comparto che è rimasto senza mercato e senza aiuti, dimenticato dalla politica e dai ristori e che più di tutti soffre l’ombra scura di un Covid 19 che non ci restituirà più il mondo che conoscevamo prima.  Parliamo dei servizi di controllo nei locali di pubblico intrattenimento, fermi da febbraio per la chiusura di eventi, pubbliche manifestazioni, fiere, entertainment, sport, discoteche, movida. Non se la passano meglio gli steward, con un campionato a porte chiuse o orfano di pubblico e lo stop al calcio dilettantistico fino al 15 gennaio. Un comparto che soffre di un abusivismo pauroso, di una colpevole e pericolosa assenza di controlli e di un florilegio di sigle e contratti che non fanno che alimentare confusione e deregulation. In questo scenario a tinte fosche, quali sono le prospettive per fine marzo, quando cesserà il blocco dei licenziamenti? AISS, senza voler vendere la pelle dell’orso prima di averla conquistata, lo sorso 11 dicembre ha anticipato delle novità sul tema dei ristori e che si sta lavorando sul fronte istituzionale perché il settore venga identificato da un codice ateco ad hoc.

Sul fronte dei lavoratori, assieme ad ENBISIT, Ente Nazionale Bilaterale per la Sicurezza Sussidiaria, le Investigazioni e la Tutela ed UGL, si è ottenuto un importante traguardo: la possibilità di accedere alle indennità per causa Covid anche per i lavori intermittenti (in prima battuta esclusi dal beneficio), oltre alla CIGD e agli assegni ordinari del FIS (Fondo di integrazione salariale) per emergenza Coronavirus.

Ma la cassa integrazione non basta, ha commentato UGL Sicurezza Civile, lanciando l’idea di dar vita ad un tavolo permanente di consultazione tecnica per far fronte alle emergenze, visto che in Commissione Consultiva Centrale – peraltro ferma da tempo immemore – questo specifico segmento professionale non è adeguatamente rappresentato.
Proposta che fa il paio con la partecipazione di AISS agli Stati Generali dell’economia ma anche dell’Event Industry, dove si è cercare di elaborare un piano di rilancio del settore a più ampio spettro ed orizzonte.

Non meno interessante la proposta lanciata da SIA, Stewarding Italiani Associati, di creare un “ponte contrattuale” tra addetti ai servizi di controllo nei locali di pubblico intrattenimento e steward calcistici, in modo da offrire una certa continuità salariale a lavoratori che sono precari per natura e da assicurare anche alla clientela una professionalità garantita da percorsi formativi condivisi.

Resta poi il tema dell’abusivismo: archiviato fortunatamente l’obbrobrio degli assistenti civici per la gestione del social distancing, resta la diatriba tra quale figura professionale sia più qualificata a svolgere questo tipo di servizi…in una guerra tra poveri che finisce solo con il prestare il fianco alla concorrenza di figure prive di qualunque qualifica, come – ahinoi – il volontariato. Stay tuned.

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Addetti ai servizi di controllo e steward in attesa di ristori

Un comparto che è rimasto senza mercato e senza aiuti, dimenticato dalla politica e dai ristori e falcidiato dal Covid 19. Parliamo dei servizi di controllo nei locali di pubblico intrattenimento e degli steward calcistici.

Al fermo dovuto alla pandemia si uniscono un abusivismo pauroso e un florilegio di sigle e contratti di lavoro senza controllo.
In questo scenario, quali sono le prospettive? AISS lo scorso 11 dicembre in una tavola rotonda virtuale ha anticipato interessanti novità sul tema dei ristori e sulla definizione di un codice ateco ad hoc per questo settore.

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Trapani: duro colpo a clan mafioso vicino a Matteo Messina Denaro

Blitz della Polizia di Stato a Trapani e provincia, dove gli uomini del Servizio centrale operativo e delle Squadre mobili di Trapani e Palermo hanno eseguito 13 fermi per associazione mafiosa, estorsione, incendio, furto, favoreggiamento personale e corruzione elettorale, aggravati dal metodo mafioso. Alcuni degli indagati sono ritenuti, inoltre, vicini al latitante Matteo Messina Denaro. Le indagini hanno permesso di ricostruire una fitta rete di affiliati e fiancheggiatori del clan mafioso del mandamento di Alcamo, operante principalmente nel comune di Calatafimi-Segesta. A capo del mandamento un uomo già condannato per il 416 bis nell’ambito dell’indagine, denominata Crimiso, che nel 2012 aveva portato all’arresto di alcuni affiliati appartenenti anche alle famiglie di Castellammare del Golfo e di Alcamo. A lui facevano riferimento gli odierni fermati, che venivano ricevuti riservatamente all’interno di una fatiscente dependance attigua alla sua masseria. In quel contesto sono state assunte le principali decisioni ritenute rilevanti per Cosa Nostra e monitorate le dinamiche criminali nel territorio di riferimento. Il capo clan era diventato, inoltre, l’interlocutore privilegiato di personaggi provenienti da altri contesti territoriali, gestiti da altre famiglie mafiose. Nelle indagini sono finiti anche insospettabili che, a vario titolo, hanno favorito le comunicazioni tra il capo della famiglia calatafimese, specie nel periodo in cui era sottoposto alla sorveglianza speciale, ed altri compartecipi all’associazione mafiosa. Tra questi imprenditori e personaggi che ricoprivano incarichi pubblici. L’attività investigativa ha raccolto prove contro il clan anche riguardo al condizionamento del voto nelle elezioni amministrative per il comune di Calatafimi verso lo schieramento che appoggia l’attuale sindaco. Anche il primo cittadino è finito nelle indagini per aver fatto in modo di convogliare le preferenze nella sua lista dietro l’elargizione di somme di denaro, specie verso famiglie con pregiudicati in stato di disagio economico. Inoltre nei suoi riguardi sono state raccolte prove di frequentazioni con esponenti di Cosa Nostra e di un tentativo di recuperare somme di denaro, con l’aiuto della famiglia mafiosa di Calatafimi, nei confronti di un suo ex socio in affari. Le indagini hanno anche dimostrato la capacità del clan di “controllare il territorio”, intervenendo in casi di episodi criminosi avvenuti in zona, non previamente “autorizzati”, e impedendo a chiunque di collaborare con la giustizia con atti intimidatori mirati. leggi tutto

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Giuseppe ci lascia a 41 anni a causa del Covid-19

Si sono svolti oggi pomeriggio, a Candida (Avellino), presso la chiesa di Santa Maria Assunta, i funerali dell’assistente capo Giuseppe Walter Manfra morto a causa del Covid-19. Alla cerimonia funebre, tenutasi nel rispetto delle normative imposte dall’emergenza epidemiologica, erano presenti i familiari di Giuseppe, i questori di Napoli ed Avellino ed una rappresentanza di poliziotti. Giuseppe aveva 41 anni e, dopo aver prestato servizio presso la questura di Napoli, di recente era arrivato alla Polizia stradale di Avellino. Lascia la madre e le due sorelle. La grande famiglia della Polizia di Stato si stringe, nel dolore, ai familiari e a tutti coloro che lo hanno conosciuto e amato. leggi tutto

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Lucca: operazione antidroga “Pineta di Levante”, 6 arresti

Specializzati nello spaccio in particolare di cocaina e hashish, avevano allestito una base operativa nella Pineta di levante di Torre del Lago Puccini, in provincia di Lucca: 6 persone sono state arrestate mentre per altre 3 è stata applicata la misura del divieto di dimora. La Pineta era presidiata giorno e notte da sentinelle armate che garantivano la tranquillità del gruppo; tra i componenti c’era chi si occupava esclusivamente dello spaccio e chi invece aveva la mansione di fare la spesa, cucinare e costruire ripari per la notte. Per l’operazione antidroga “Pineta di Levante”, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Firenze, questa mattina, sono stati impegnati oltre 100 uomini tra quelli della questura di Lucca, del Reparto mobile, delle Unità cinofile e quelli del Reparto prevenzione crimine. leggi tutto

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Brescia: fermato lo spaccio nella fabbrica abbandonata

La zona di una ex fabbrica di Brescia, in via Milano, era diventata una delle principali piazze di spaccio della città, nella quale si smerciava un po’ di tutto, ma in particolare eroina. Con l’operazione “Salto nel buio” la Squadra mobile bresciana ha eliminato un bel numero di spacciatori che agivano proprio in quella zona: sette sono finiti in carcere, ad un altro è stato notificato il divieto di dimora, mentre altri otto sono attualmente ricercati. L’attività investigativa, alla quale hanno preso parte il Reparto cinofili e un elicottero del Reparto volo di Milano, insieme al Reparto prevenzione crimine “Lombardia”, ha preso il via dopo alcuni decessi causati da overdose di eroina acquistata proprio in quella zona. Una svolta importante dell’indagine è stato il ritrovamento di due involucri contenti sostanze stupefacenti e un telefono cellulare. La presenza del materiale nei pressi di via Milano, era stata segnalata alla questura da una donna il 5 ottobre dello scorso anno, dopo che nella zona era stato soccorso uno straniero, trovato a terra con il volto sanguinante. L’indagine ha evidenziato come i locali della ex fabbrica fossero diventati luogo di riparo di senza tetto e tossicodipendenti, posto perfetto di ritrovo per spacciatori e acquirenti provenienti anche da altre province. Ore di appostamenti, intercettazioni telefoniche e monitoraggio della zona con telecamere di videosorveglianza, hanno consentito agli investigatori di documentare 290 cessioni di droga, complessivamente circa 8 chili e mezzo di eroina, uno di cocaina e due di hashish, per un valore approssimativo di 150mila euro. Un altro dato importante emerso dall’indagine è stato il volto del “grossista” di eroina, che riforniva tutti i pusher della zona; si tratta di un 40enne straniero con numerosi precedenti per spaccio, ed è uno degli arrestati di questa mattina. Nel corso dell’attività operativa sono stati anche sequestrati 1,6 chili di eroina, 50 grammi di cocaina e 150 di hashish. Per comunicare con gli spacciatori, i clienti utilizzavano un codice particolare, nella speranza di non destare sospetti in caso di intercettazione. Per esempio la cocaina era “latte”, mentre i grammi richiesti erano minuti, quindi un messaggio tipico poteva essere: ”Un litro di latte tra 5 minuti” per una richiesta di 5 grammi di cocaina.   leggi tutto

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Covid-19: incontro bilaterale con il Perù

Un incontro con il ministro dell’Interno peruviano e oltre 100 ufficiali di Polizia nazionale del Perù si è tenuto, in videoconferenza, nell’ambito della collaborazione bilaterale di polizia. Erano presenti funzionari di Polizia dell’Ufficio ordine pubblico, della Direzione centrale della polizia criminale, della Direzione investigativa antimafia, della Direzione centrale anticrimine, del Servizio Polizia postale e delle comunicazioni, della Direzione centrale per le risorse umane e della Direzione centrale di sanità. L’iniziativa, organizzata dal Servizio relazioni internazionali dell’Ufficio per il coordinamento e la pianificazione delle Forze di polizia, è stata incentrata sull’attività di polizia durante l’emergenza pandemica da Covid-19. L’incontro è stato richiesto, attraverso il canale diplomatico, dal capo della Polizia peruviana, con lo scopo di offrire alla propria organizzazione un momento formativo sulle misure da adottare durante la gestione dell’emergenza pandemica, a garanzia dell’ordine e della sicurezza pubblica. Il Paese latino-americano sta infatti vivendo una stagione molto critica della propria storia proprio a causa dell’emergenza sanitaria in atto, per fronteggiare la quale la Polizia è chiamata a sviluppare nuovi modelli organizzativi e nuove metodiche investigative e operative ed è per questo che la polizia peruviana ha chiesto il sostegno del Dipartimento della pubblica sicurezza. Sono stati affrontati tre diversi aspetti dell’attività di polizia durante la pandemia: quello delle misure operative adottate dalle Forze di polizia  per la gestione dell’ordine pubblico e dell’osservanza delle restrizioni imposte alla circolazione interna ed internazionale di persone e mezzi di trasporto; quello delle misure organizzative del lavoro e di protezione/supporto del  personale adottate Dipartimento della pubblica sicurezza per preservare gli operatori di polizia dal contagio del Covid-19 garantendo la continuità dei servizi istituzionali; quello, infine, dei nuovi modi operandi dei gruppi criminali durante la crisi pandemica e delle nuove metodologie investigative e di effettuazione dei servizi a supporto delle indagini. I 100 ufficiali di Polizia presenti alla videoconferenza provenivano da tutte le province del Perù e da tutte le articolazioni terrestri, marittime e aeree della nazione leggi tutto

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