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Inaugurata la nuova questura di Monza e Brianza

“In questo modo si completa l’architettura disegnata dalla 121 che, anche in questo importante pezzo di territorio italiano, vede la presenza dell’autorità del prefetto, dell’autorità del questore e dei colleghi dell’Arma e della Guardia di finanza”, lo ha detto questa mattina il capo della Polizia Franco Gabrielli durante l’inaugurazione della nuova questura di Monza e Brianza, in via Montevecchia. “Questa mattina abbiamo iniziato con il doveroso saluto ai nostri caduti – ha sottolineato il capo della Polizia durante il suo intervento – ma in queste ore non possiamo non ricordare il maresciallo Vincenzo Di Gennaro e quindi, ancora una volta pubblicamente, all’amico Gianni Nistri, a tutti i carabinieri che garantiscono la sicurezza nostro Paese, unitamente ai colleghi della Guardia di finanza, della Polizia di Stato e della Polizia penitenziaria, il senso della più assoluta vicinanza”. Il nastro inaugurale è stato tagliato dal ministro dell’Interno Matteo Salvini, presente alla cerimonia insieme al nuovo prefetto Patrizia Palmisani, al nuovo questore Davide Michele Sinigaglia, e alle altre autorità locali. “Le nostre Forze dell’ordine – ha detto Salvini – sono un modello nel mondo, non hanno quasi nulla da imparare ma tantissimo da insegnare, dal punto di vista del contrasto alle malavite organizzate e ai terrorismi. Bisognerebbe essere un po’ più orgogliosi di quello che le nostre donne e i nostri uomini fanno”. Poi, riferendosi al nuovo presidio sul territorio brianzolo, il Ministro ha aggiunto: “questo sarà un punto di incontro, un punto di ascolto e di riferimento per i sindaci del territorio. A pieno organico ci saranno più di 200 persone”. leggi tutto

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Truffa alle assicurazioni: 34 fermati a Palermo

Mutilavano braccia e gambe per intascare i soldi delle assicurazioni. Trentaquattro persone sono state arrestate stamattina durante l’operazione “Tantalo bis” compiuta dalle Squadre mobili di Palermo e Taranto. L’operazione fa seguito a quella compiuta nell’agosto 2018, sempre a Palermo, che portò all’arresto di 11 persone. L’organizzazione criminale era specializzata nelle frodi assicurative realizzate attraverso le mutilazioni di arti di vittime compiacenti, che avvenivano in maniera cruenta. I componenti infatti non esitavano a scagliare pesanti dischi di ghisa come quelli utilizzati nelle palestre, sugli arti delle vittime, in modo da procurare delle fratture che spesso menomavano le parti coinvolte costringendole, anche per lunghi periodi, all’uso di stampelle e sedie a rotelle. Tra le trentaquattro persone fermate c’è anche un avvocato palermitano che curava la parte legale di molti dei falsi incidenti. Centinaia risultano inoltre essere le persone indagate. Importanti, ai fini delle indagini, sono state le dichiarazioni rese da alcuni collaboratori arrestati nel corso dell’operazione della scorsa estate. Le vittime venivano reclutate dai membri delle organizzazioni in luoghi frequentati da soggetti ai margini della società. Spesso si trattava di tossicodipendenti, persone con deficit mentali o affetti da dipendenza da alcool e con grandi difficoltà economiche, attratti dalle promesse di facili e cospicui guadagni, mai corrisposti dall´organizzazione criminale. Oltre 50 le vittime che, con i loro racconti colmi di disperazione, hanno consentito di avvalorare le accuse nei confronti dei componenti l’organizzazione criminale. Una volta scelte le vittime, queste venivano trasportate in appartamenti o magazzini e passavano sotto le mani violente di “spaccaossa” incaricati delle fratture. Il metodo era sempre lo stesso: le vittime venivano anestetizzate con del ghiaccio o con farmaci, gli arti appoggiati in sospensione tra due blocchi di pietra o cemento, poi veniva lanciata con violenza, sulla parte dell’arto sospesa, una borsa piena di pesi in ghisa o di grosse pietre, in modo da provocare fratture nette, e possibilmente scomposte. I malcapitati, in preda a lancinanti dolori, venivano trasportati presso gli ospedali. Dopo il ricovero, si apriva la fase amministrativa e burocratica dell’istruzione della pratica assicurativa entrando in scena i vertici dell’associazione, che curavano la presentazione delle richieste di risarcimento presso le compagnie assicurative e la successiva suddivisione delle “quote” del premio da liquidare. Donatella Fioroni leggi tutto

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Roma: la conclusione del 167° Anniversario con incontri in piazza

Terminano oggi a Roma le iniziative legate al 167° Anniversario della fondazione della Polizia con proposte dedicate ai cittadini. In piazza San Giovanni Bosco (programma), da questa mattina, ci sono stati diversi appuntamenti in cui si sono esibiti i nostri atleti delle Fiamme Oro e i nostri colleghi a quattro zampe che hanno dato prova delle loro straordinarie abilità. Non è mancata neanche la solidarietà con l’Associazione donatori volontari della Polizia di Stato “Donatorinati”, che ha organizzato una giornata dedicata alla raccolta di sangue. A concludere la prima parte del programma dimostrativo la Fanfara della Polizia di Stato con l’esecuzione di famose marce, brani classici e popolari per chiudere con l’Inno d’Italia. Le dimostrazioni riprenderanno nel pomeriggio con l’esibizione degli atleti della scherma, disciplina che ha regalato all’Italia tante medaglie in competizioni internazionali. Successivamente entreranno in scena le unità cinofile e gli artificieri sempre molto applauditi da bambini e adulti. Alle 18.30 sarà la Fanfara a Cavallo che rappresenta una straordinaria fusione tra musica ed equitazione, a chiudere il sipario sul 167° Anniversario della fondazione della Polizia. La formazione musicale a cavallo si esibirà con musiche di Giuseppe Verdi, brani popolari e celebri colonne sonore. Nel finale dopo la famosa “marcia di Radetzky” verrà eseguita la Marcia d’ordinanza della Polizia di Stato, “Giocondità”; il concerto sarà chiuso dall’esecuzione del nostro inno nazionale. Nella piazza, inoltre, saranno esposte per tutta la giornata, le auto storiche e quelle più moderne della Polizia che danno il senso dell’evoluzione della nostra istituzione nel corso della storia, e stand tematici dove avere informazioni e scoprire la nostra attività operativa. I nostri stand La questura di Roma ospita il progetto “Questo non è amore…” per il contrasto alla violenza di genere e il progetto “Scuole sicure” per l’educazione alla legalità dei giovani cittadini. Presenti anche i medici della Polizia che sono a disposizione per effettuare alcuni accertamenti clinici, come la misurazione della massa corporea, il cardio check, per l’assetto lipidico-glicemico e la misurazione della pressione. La Polizia ferroviaria mostrerà l’utilizzo delle nuove tecnologie a supporto dell’attività operativa e illustrerà il progetto di educazione alla legalità denominato “train…to be cool”. Per i più piccoli sono previsti giochi e quiz sulla sicurezza ferroviaria con il rilascio dell’attestato “train…to be cool”. Con la Polizia delle frontiere si potranno provare le apparecchiature e le tecnologie utilizzate dagli uffici di frontiera nei porti e negli aeroporti nazionali per la verifica delle contraffazioni e delle falsificazioni dei documenti di viaggio. I più piccoli, invece, potranno ammirare una collezione di navi e aeroplani che rappresenta il contesto in cui opera la polizia di frontiera e giocare con i quiz conseguendo l’attestato con la dicitura “cittadino del mondo” con il proprio nome. L’ufficio storico ha organizzato l’esposizione dell’equipaggiamento, del vestiario e di vari oggetti che rappresentano la storia della Polizia di Stato. Una particolare attenzione è riservata ai cento anni dell’emblema della Polizia di Stato, con delle illustrazioni che rappresentano l’evoluzione nei diversi periodi storici dell’aquila, simbolo che accompagna la nostra istituzione sin dal leggi tutto

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Roma: la Polizia in festa con i cittadini a piazza San Giovanni Bosco

Ospiti del programma Rai Unomattina, abbiamo presentato tutti i mezzi che domenica, a conclusione delle celebrazioni per il 167° Anniversario della nostra fondazione, saranno esposti, per tutta la giornata, a Roma, in piazza San Giovanni Bosco (programma). Ma non ci saranno solo le nostre auto da ammirare. Infatti, sia al mattino che nel pomeriggio, gli atleti delle Fiamme oro daranno dimostrazione delle loro capacità, così come i nostri colleghi a quattro zampe. Da non perdere il concerto della Fanfara, che si esibirà in piazza alle 13.15, e quello della Fanfara a cavallo, che concluderà l’evento e che si svolgerà alle 18.30. Vi aspettiamo tutti dalle 8.30 ai nostri stand (pianta della piazza), tra i quali ci sarà un’autoemoteca, all’interno della quale l’Associazione donatori volontari della Polizia di Stato “Donatorinati”, ha organizzato una giornata dedicata alla donazione di sangue. #essercisempre leggi tutto

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Torino: un convegno per il padre della Polizia scientifica

Presentato questa mattina nell’Aula magna del rettorato dell’Università degli studi di Torino, il libro dal titolo “Salvatore Ottolenghi. Le impronte digitali in Polizia Scientifica e Medicina Legale”, scritto da Andrea Giuliano, sostituto commissario della Polizia di Stato. All’evento ha presenziato il Direttore centrale anticrimine, Francesco Messina, il questore di Torino Giuseppe De Matteis e il direttore della 2^ divisione Polizia scientifica, Fabiola Mancone. Nel corso della presentazione si è tenuto anche un convegno dedicato all’opera del professor Ottolenghi, assistente di Cesare Lombroso e fondatore della Polizia scientifica italiana. La figura di Salvatore Ottolenghi è strettamente legata a Torino, dove oltre un secolo fa, fece il suo debutto divenendo un illuminato precursore delle moderne tecnologie scientifiche; sono celebri i suoi contributi dedicati alla diffusione della dattiloscopia quale prova centrale nei processi giudiziari. Il tema del convegno è, inoltre, in linea di continuità con la mostra fotografica della Polizia scientifica tenuta ad Asti lo scorso mese di ottobre. Tra i relatori di questa mattina, personalità accademiche, della magistratura e il dirigente del gabinetto interregionale della Polizia scientifica Sabrina Castelluzzo. Per tutta la giornata sarà possibile visitare gratuitamente alcuni musei torinesi: il Palazzo degli istituti anatomici, il museo di Anatomia umana Luigi Rolando e il Museo di antropologia criminale Cesare Lombroso. leggi tutto

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‘Ndrangheta: arresti e perquisizioni a Vibo Valentia

Quattro persone considerate al vertice della ‘Ndrangheta vibonese sono state raggiunte stamattina da un’ordinanza di custodia cautelare eseguita dagli uomini della Squadra mobile di Vibo Valentia. Sono stati arrestati perché responsabili del tentato omicidio di Francesco Mancuso e dell’omicidio di Raffaele Fiamingo avvenuto a Spilinga, comune del vibonese, nel luglio del 2003. Le indagini, coordinate dal Servizio centrale operativo e supportate anche da dichiarazioni rese da collaboratori di giustizia sono state seguite dalle Squadre mobili di Vibo Valentia e Catanzaro. Gli investigatori hanno accertato che l’omicidio era maturato per contrasti insorti nella gestione delle attività criminali tra i componenti della famiglia Mancuso, in particolare tra la fazione capeggiata da Ciccio Mancuso, conosciuto anche con il nome di Tabacco, e quella guidata da Cosmo Mancuso, detto Michele. Durante l’operazione di stamattina sono stati impegnati oltre 50 uomini ed eseguite diverse perquisizioni. leggi tutto

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DDL Lollobrigida: le nostre guardie giurate finalmente all’estero?

Molto interessante l’articolo 1 del DDL a firma Lollobrigida, Deidda e Ferro intitolato “Disposizioni in materia di impiego delle guardie giurate all’estero”, presentato alla Camera ad Ottobre 2018 ed ora assegnato alla commissione Affari costituzionali: “I servizi di vigilanza privata (omissis) possono essere svolti con l’impiego di guardie giurate destinate alla protezione delle merci e dei valori delle imprese pubbliche e private operanti in territorio estero ogni qualvolta ne sia ravvisata la necessità in relazione ai livelli di rischio dell’area in cui tali imprese operano”.

Un bel passo in avanti rispetto all’attuale impossibilità di utilizzare operatori italiani per presidiare asset su suolo straniero. Attualmente il mercato è in mano a grandi società di sicurezza private – le Private military security companies (PMSCs) – americane, britanniche, francesi, israeliane, russe e sudafricane.

Di contro, si legge nell’introduzione al DDL, “non vi sono società italiane che operano in questo delicato e importante settore. Pertanto, considerando che il 60 per cento delle attività lavorative delle imprese italiane si svolge in tutto o in parte fuori dal territorio nazionale, la maggior parte delle imprese che operano all’estero è costretta a ricorrere a compagnie di Paesi stranieri, la cui legislazione nazionale prevede la figura professionale del security contractor quando si trovano in contesti ad alto rischio.

Si tratta di un settore in continua e crescente espansione: nel corso dell’ultimo decennio il mercato globale della sicurezza all’estero ha registrato, infatti, un incremento annuo costante e si stima un volume di affari in tutto il mondo pari a circa 250 miliardi di dollari.

Allo stato attuale è assente una normativa specifica sulla materia, con l’unica parziale eccezione, recentemente prevista dalla legislazione italiana, data dal servizio di antipirateria marittima, svolto da istituti di vigilanza autorizzati, regolato dall’articolo 5 del decreto-legge 12 luglio 2011, n. 107, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 agosto 2011, n. 130.

Per quanto esposto, si ritengono maturi i tempi affinché sia permesso agli stessi istituti di vigilanza di fare un ulteriore passo in avanti consentendo alle imprese pubbliche e private italiane che operano in settori strategici in aree estere, dove la sicurezza non può essere garantita con lo strumento militare – in analogia a quanto già previsto nel campo della lotta alla pirateria marittima – di provvedere alla propria sicurezza con risorse nazionali.

Tale possibilità offrirebbe un vantaggio competitivo al “sistema Italia», rispondendo a molteplici e diverse esigenze. Innanzitutto, da un punto di vista prettamente economico, incoraggiare lo sviluppo di un mercato della sicurezza privata porterebbe nuove risorse all’erario grazie alla limitazione dell’uscita dallo Stato di ingenti risorse economiche utilizzate dalle nostre imprese di punta per pagare la sicurezza privata all’estero. In secondo luogo, uno sviluppo in tal senso permetterebbe l’impiego di quel personale che, già formato, troverebbe quale naturale sbocco professionale l’impiego in attività di sicurezza privata ad alta qualificazione.

Si precisa, a tale proposito, che a seguito della trasformazione delle Forze armate con l’adozione del modello professionale (legge n. 331 del 2000), oggi l’offerta del mercato della sicurezza privata vanta la presenza di ex militari la cui qualificazione leggi tutto

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Report Federsicurezza 2019: la sicurezza privata si muove a due velocità

Grande partecipazione alla presentazione del Report Federsicurezza il 9 Aprile scorso a Napoli. L’analisi, realizzata da Format Research, tratteggia uno scenario in chiaroscuro dove poche aziende dimensionate detengono gran parte delle quote di mercato della sicurezza privata, ma faticano a marginalizzare per gli elevati costi di esercizio, dominati da un costo uomo per sua natura incomprimibile. Diversa la situazione nel Sud, dove il mercato è governato da molte piccole realtà, che marginalizzano però con ancor più difficoltà rispetto alle colleghe del Nord e del Centro. Il comparto si muove peraltro in uno scenario complesso, dominato da appalti al massimo ribasso e una grande utenza, anche pubblica, che assegna servizi a prezzi inferiori a quelli stabiliti dai minimi tariffari sul costo del lavoro.

Non meno complicata la situazione contrattuale, che vede la trattativa tra le parti sociali ferma su nodi apparentemente insolubili e un contratto scaduto ormai da troppi anni.

Nel rimandare alla prossima settimana per i dettagli sul report e sulle proposte emerse dalla giornata di lavori, vi lasciamo al video.

Guarda il video

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Investigatori Privati e GDPR: Federpol dal Garante per esporre i problemi applicativi

Il Vice-segretario Generale dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, Daniele De Paoli, Dirigente del Dipartimento realtà economiche e produttive, e il Dirigente Servizio affari legislativi e istituzionali Mario De Bernart, hanno ricevuto una delegazione Federpol , Federazione Italiana degli Istituti Privati per le Investigazioni le Informazioni e la Sicurezza, per ascoltare alcune problematiche applicative del GDPR in ambito investigativo privato.

Federpol ha chiesto di poter inviare al Garante una proposta di revisione delle attuali regole deontologiche sui trattamenti di dati personali effettuati per svolgere investigazioni difensive o per fare valere o difendere un diritto in sede giudiziaria. Queste le principali istanze:

1) esonero dal rilascio dell’informativa ex artt. 13 e 14 GDPR per gli Investigatori privati (in particolare per i dati personali raccolti presso l’interessato), quando ciò renda impossibile o pericolosa l’attività di ricerca della prova;

2) considerata la durata dei processi, Federpol chiede una revisione della norma sulla conservazione dei dati, vista la restrittività delle regole deontologiche in materia (che prescrivono che, una volta conclusa l’attività investigativa, il trattamento debba cessare in ogni sua forma, salvo eccezioni);

3) esonero dall’obbligo di nomina del Responsabile per la Protezione dei Dati (DPO) ed eventuale obbligatorietà della nomina del DPO collegabile a parametri precisi;

4) semplificazione della nomina del Responsabile e Sub Responsabile del trattamento, oggi di grave pregiudizio all’attività professionale e di impresa.

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Bonus videosorveglianza per tutto il 2019

Nel 2016 la Legge di Stabilità aveva previsto il bonus sicurezza, con interessanti detrazioni fiscali per l’installazione di sistemi di allarme in forma di credito d’imposta. La legge di Bilancio 2019 ha prorogato tutti i bonus casa, ovvero le detrazioni fiscali su ristrutturazioni, risparmio energetico e bonus verde, prevedendo anche un bonus videosorveglianza tra gli interventi agevolabili.Il bonus consente, a chi abbia sostenuto delle spese per installare sistemi di videosorveglianza nella propria casa, di richiedere la detrazione fiscale e ottenere un rimborso IRPEF del 50% della spesa sostenuta, fino ad un massimo di € 96.000, per lavori eseguiti e pagati entro il 31 dicembre 2019.

Nelle spese agevolabili rientrano anche sopralluogo, progetto e installazione degli impianti di videosorveglianza. Sono incluse anche le spese sostenute per il rilascio della certificazione e conformità alla legge sulla privacy e per la documentazione necessaria per accedere all’agevolazione. Non rientrano però nell’agevolazione i contratti stipulati con istituti di vigilanza privata.

Per fruire della detrazione:

– il fornitore dev’essere stato pagato con pagamenti tracciabili (bonifico parlante, bancario o postale con specifiche indicazioni)

– la spesa deve comparire nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo, presentando la dichiarazione dei redditi (modello 730 o modello Redditi)

– la detrazione IRPEF verrà poi divisa in 10 rate ed erogata nei 10 anni successivi sotto forma di credito di imposta

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