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Stradale: scoperta fabbrica abusiva di proiettili

Una carrozzeria dei Castelli Romani oltre a riparare le auto si era specializzata nella produzione di ogive per proiettili. La Polizia stradale di Albano, in provincia di Roma, nel corso di un normale controllo amministrativo si è imbattuta, nei giorni scorsi, in una carrozzeria della zona, che pur presentando tutte le autorizzazioni previste per lo svolgimento della propria attività, si dedicava alla produzione ed alla vendita di ogive per munizionamento. In uno spazio all’interno dei locali dell’attività commerciale, gli agenti hanno trovato tutti i macchinari necessari per la trasformazione della materia prima: circa 50 lingotti di piombo antimonio e stagno per la fabbricazione, una bilancia di precisione, una tabella di peso e dosaggio per il confezionamento, nonché circa 50 scatole di ogive finite e pronte per la spedizione. Nel corso dell’accertamento, inoltre è stato trovato anche un listino dei prezzi e l’elenco dei clienti con cui i titolari dell’attività avevano a che fare. Tutto il materiale è stato sequestrato. leggi tutto

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Pisa: arrestato ufficiale giudiziario per truffa ai danni dello Stato

Arrestato questa mattina un ufficiale giudiziario presso l’ufficio notifiche del Tribunale di Pisa, per il reato di truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atto pubblico e sostituzione di persona. L’indagine della Squadra mobile è partita nel mese di ottobre 2020 a seguito di una segnalazione di alcuni dipendenti e colleghi del funzionario infedele che, a seguito di verifiche interne, avevano riscontrato alcune anomalie. In particolare i colleghi dell’ufficio avevano appurato che nell’ambito di alcune procedure esecutive mobiliari ed in alcune procedure di sfratto, per le quali gli ufficiali giudiziari incaricati percepiscono dallo Stato delle indennità supplementari per ogni singolo intervento, risultavano in numero superiore rispetto a quelle effettivamente svolte. Dall’analisi dei fascicoli trattati dal funzionario e dalle testimonianze degli avvocati, che rappresentavano la parte procedente nelle procedure esecutive, al fine di apprendere quale fosse stato l’esatto numero di interventi, i poliziotti hanno riscontrato effettivamente un maggior numero di trasferte e di “accessi” per il medesimo procedimento rispetto a quelli compiuti realmente. Dal 2014 al marzo 2021, è stato accertato che lo stesso avrebbe accumulato un ingiustificato profitto per oltre 26.000 euro. Ma l’Ufficiale giudiziario non si limitava alla sola produzione di atti falsi. Infatti, durante il periodo della pandemia, in cui gli avvocati dei creditori dovevano richiedere gli accessi solo telefonicamente, il dipendente infedele, più volte fingendosi il legale di una procedura esecutiva per cui era competente, contattava con un numero non noto, i colleghi del centralino dell’ufficio, per prenotare un intervento dell’ufficiale giudiziario, così poi da poterlo contabilizzare illecitamente. Gli investigatori attraverso l’analisi dei tabulati telefonici hanno documentato come da un numero secondario intestato al Funzionario, lo stesso aveva effettuato numerose telefonate proprio in coincidenza con delle richieste di prenotazione di accessi da parte di avvocati titolari di alcuni suoi fascicoli. All’indagato, all’atto dell’arresto, è stato notificato anche un decreto di sequestro per l’importo di circa 26.000 euro, provvedimento eseguito presso le banche dove il funzionario infedele ha i conti correnti.       leggi tutto

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Non “omini”, ma uomini: la lettera di una guardia giurata

Riceviamo e pubblichiamo una toccante lettera da parte di una guardia giurata, che richiama tutti (stampa inclusa) ai valori e alla delicata missione di chi svolge con passione e sacrificio questo ingrato mestiere. La lettera tocca diversi temi: dalla qualifica di incaricato di PS al CCNL scaduto nel 2015, dall’impiego di contractor al posto di personale italiano al ruolo marginale e spesso ridicolizzato dalla stampa degli uomini della vigilanza privata. Che sono uomini con un vissuto, e non “omini”.

Caro Direttore

l’evoluzione della vigilanza l’ho vissuta sulla pelle, sono una Guardia Particolare Giurata. Ho iniziato questo lavoro 35 anni fa e nonostante varie occasioni di cambiare mestiere, non l’ho fatto.  Perché questo lavoro ti entra nel sangue, che se ci credi diventa una missione e ti senti orgoglioso di quello che fai.

Poi c’è stata la fatidica trasformazione legale in ” Incaricato di Pubblico Servizio ” e tutti esultarono, ma fu un modo per incastrare la nostra categoria in quel comparto di lavoratori che hanno dovuto dire addio al diritto di sciopero, perché regolati da una legge che impone delle regole talmente restrittive da rendere l’effetto è praticamente nullo.

Questa situazione ci ha portato all’impossibilità di rinnovamento dei Contratti Collettivi Nazionali, scaduti nel 2015, con la conseguenza di ritrovarci degli stipendi che non garantiscono nemmeno il mantenimento della famiglia.  Le Istituzioni, quelle che gestiscono le normative della sicurezza, sanno che siamo una forza necessaria, e che, spesso, veniamo utilizzate in supporto alle pattuglie delle forze dell’ordine. Vigiliamo sui nostri abbonati ma teniamo sempre sotto controllo il territorio, la città, segnalando eventuali anomalie. Di conseguenza spesso siamo i primi ad intervenire allertando le forze di polizia, o mezzi di soccorso.
Naturalmente sui giornali difficilmente veniamo citati, ma non importa, perché abbiamo la soddisfazione di leggere, l’indomani, che il tizio che ha fatto l’incidente, in cui sono intervenuti forze dell’ordine e mezzi di soccorso, si è salvato. Tu solo sai che il primo che l’ha soccorso eri tu e questo ti basta.

Notte e giorno 24 ore su 24 vigiliamo per il bene della comunità. Di notte quando ti si chiudono gli occhi e ti prende lo sconforto, e pensi a chi sta dormendo nel proprio letto vicino alla moglie, vicino ai figli, e tu sei lì di notte da solo contro l’ignoto. Lì ti rendi conto del tuo dovere, del tuo sacrificio: sei lì per permettere alla città, ai suoi abitanti di dormire tranquilli.

Il nostro è un mestiere che pretende onestà ed altruismo. Perché quando si tratta di difendere le persone, anche se per legge possiamo difendere solo il patrimonio, noi ci buttiamo, a costo di rischiare la coltellata o la denuncia. Perché questo è un lavoro, come quello delle forze dell’ordine, che ti coinvolge in situazioni dove sei sempre in bilico sulla lama del rasoio, sul confine tra legalità ed illegalità.

Per fare un esempio ricordo un corso sulla legittima difesa, dove l’istruttore ci trasformava la teoria delle normative in esempi pratici. Però poi ti trovi in azione, nella realtà: lì succede tutto velocemente, in modo imprevedibile, leggi tutto

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Lega: formazione delle guardie giurate e lotta all’abusivismo nella vigilanza privata

Licenziare quanto prima il decreto sui requisiti minimi formativi e professionali delle guardie giurate, investire su un nuovo CCNL che preveda maggiori tutele e adeguata formazione e infine riaprire il dialogo sul tema dell’estensione dei campi d’intervento e di attività della vigilanza privata e sul contrasto all’abusivismo. Queste le priorità del Sottosegretario di Stato all’Interno del Governo Draghi On. Nicola Molteni, che assicura la ripresa di quel dialogo con il comparto della sicurezza privata già proficuamente avviato durante il Governo Conte 1.

La Lega ha sempre avuto un occhio particolarmente attento alle problematiche del comparto sicurezza privata: durante il suo precedente Sottosegretariato lo scambio è stato costante e produttivo. Quali iniziative intendete portare avanti in questo Governo per il nostro settore?

Il tema della sicurezza rimane prioritario. La sicurezza è, mi preme ribadirlo, un bene primario imprescindibile che va tutelato e difeso nell’interesse del cittadino e della comunità. Si deve continuare ad investire nel controllo del territorio, nella prevenzione e nel contrasto del crimine. La sicurezza privata rimane un comparto importante, che va tutelato anche nell’ottica di un concetto più ampio che sottende al principio della sicurezza integrata.
Nel Governo Conte 1 abbiamo ripreso un dialogo, un proficuo confronto con le associazioni delle guardie giurate, percorso che oggi vogliamo proseguire. E’ necessario impegnarsi per completare la riforma del 2008. Rimane aperto il tema dell’estensione dei campi d’intervento e di attività delle guardie giurate come la proposta di legge presentata, previa una attenta valutazione e condivisione anche con il Dipartimento di P.S. L’attività delle guardie giurate deve essere tutelata rispetto a pratiche di esercizio abusivo della vigilanza privata spesso mascherata con il cosiddetto “portierato” attraverso l’operazione Vigilantes.

Lo scorso anno il vostro consigliere di Grosseto Pasquale Virciglio si è battuto perché le guardie giurate, particolarmente esposte al contagio, potessero accedere a test sierologici gratuiti. Oggi il focus si è spostato sul vaccino: ritiene che gli operatori della sicurezza privata possano essere annoverati tra le categorie prioritarie?

Nel processo vaccinale ci sono stati ritardi e problemi legati anche alle difficoltà di approvvigionamento delle dosi delle diverse case farmaceutiche. Ora, grazie al Presidente Draghi e al Commissario Figliuolo, il piano sta ripartendo con il coinvolgimento dell’intero Sistema Paese. Purtroppo ci sono stati anche numerosi “furbetti” che hanno avuto accesso al vaccino approfittando delle molte incertezze nella definizione delle priorità. Se verrà garantita la vaccinazione di 500.000 cittadini al giorno, per raggiungere l’immunità di gregge all’80% prima della fine dell’anno, allora il nostro Paese potrà finalmente ripartire, salvaguardando naturalmente il diritto alla salute e al diritto in sicurezza anche per le guardie giurate.

In Parlamento pendono varie proposte di legge – tra le quali la vostra a firma Belotti – sull’impiego delle guardie giurate all’estero, che aprirebbe rilevanti aree di business ad oggi precluse dalla normativa italiana. E’ possibile fare previsioni sull’iter di questa proposta, nonostante il periodo convulso?

Questo è un Governo nato nell’emergenza e nella straordinarietà di fronteggiare una situazione pandemica. E’ un Governo composto da forze politiche diverse, contrapposte ma unite nella responsabilità di superare leggi tutto

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Milano: presi gli autori dell’aggressione del 26 luglio

Avevano aggredito un gruppo di coetanei la notte del 26 luglio a Milano in piazza Sempione, per questo otto giovani sono stati fermati. L’indagine, intrapresa la sera stessa dell’aggressione nei confronti di una comitiva di ragazzi che trascorreva la serata nei pressi dell’Arco della Pace, ha portato ai colpevoli, due minorenni e sei appena maggiorenni residenti nelle province di Milano, Varese, Monza e Piacenza. L’indagine è stata condotta dalla Mobile di Milano in collaborazione con i colleghi delle rispettive province. Tra i ragazzi della comitiva, uno fu colpito da un violento pugno al volto e ricoverato in ospedale esanime dove rimase in coma farmacologico diverse settimane prima della dimissione, riportando lesioni gravi ed una prognosi superiore ai 40 giorni.
La violenta e sproporzionata aggressione aveva determinato panico tra la folla con una fuga disordinata dal luogo dei fatti. Il gruppo aveva assistito, nelle ore precedenti, sempre nella zona della movida alle riprese di un video di un giovane trapper emergente.
Attraverso le indagini svolte nei giorni successivi, concentrati negli orari notturni, è stato possibile risalire alla provenienza di alcuni gruppi di assidui frequentatori della zona. Grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza, unita all’analisi di piattaforme social, i poliziotti della Squadra mobile sono riusciti a ricostruire in modo dettagliato la dinamica dell’aggressione di gruppo caratterizzata, pur distinguendosi le singole responsabilità, dalle modalità tipiche del branco.   leggi tutto

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Pirateria marittima: le guardie giurate proteggono la nave ma non l’equipaggio?

Con il rapimento di 130 membri di equipaggio in 22 diversi incidenti (il 95% dei rapimenti di equipaggi in tutto il mondo nel 2020), il Golfo di Guinea si conferma area ad alto rischio pirateria marittima. E tuttavia difficoltà burocratiche e normative rendono particolarmente complesso svolgere dei servizi di sicurezza efficaci, anche perchè il nonsense della norma italiana impedisce alle guardie giurate di proteggere la persona fisica, con il surreale paradosso di poter restare a guardia della nave ma non anche del suo equipaggio. Urge un accordo tra Governo italiano e Stati costieri per la permanenza delle guardie armate a bordo delle navi, almeno fino al limite delle acque internazionali, chiedono gli esperti. Questi i contenuti del webinar targato FederSicurezza “Focus sul Golfo di Guinea per le compagnie di sicurezza private italiane”, trasmesso in streaming YouTube lo scorso 9 aprile.

“Il fenomeno pirateria è tutt’altro che tramontato – ha spiegato l’Ammiraglio Cristiano Aliperta, consulente di FederSicurezza in CoESS, moderatore del webinar, anzi che dai Report dell’IMO sembra aver addirittura ampliato i propri orizzonti anche alle grandi imbarcazioni da diporto. La possibilità di fornire servizi antipirateria, tuttavia, sconta insormontabili difficoltà a livello burocratico e normativo. Il rischio, in assenza di un auspicabile salto in avanti, è quello di lasciarsi sfuggire un’economia importante”.

Alle difficoltà sopra citate, secondo il Presidente di FederSicurezza Luigi Gabriele, si somma “l’annoso dibattito sui limiti della tutela prestata dalle nostre guardie giurate, particolarmente imbarazzante rispetto all’antipirateria: come calibriamo i confini del nostro intervento di difesa alle sole paratie delle navi e non anche ai marinai? Sono anni che ci battiamo contro queste vetuste limitazioni, che se forse avevano ragione di esistere negli anni 30, epoca della prima normazione del nostro settore, ma che perdono ogni aderenza con la realtà odierna, in cui l’integrazione tra sicurezza pubblica e privata è ampiamente consolidata”.

“Sul tema antipirateria marittima sono diverse le iniziative messe in campo da FederSicurezza” – ha ricordato Giuseppe Vittoria, consigliere FederSicurezza all’antipirateria e membro CoESS, non da ultimo l’apertura di un tavolo tecnico per il settore, e la firma, prevista per il prossimo 12 maggio, di un Protocollo d’Intesa con Segredifesa in materia di formazione di cui al D.M. 154/09. Ciò che è più necessario, tuttavia, è “l’accordo tra il Governo italiano e gli Stati costieri per la permanenza delle guardie armate a bordo delle navi, almeno fino al limite delle acque internazionali”.

Secondo l’Ambasciatore Daniele Bosio, Coordinatore per la materia del Mare del ministero degli Esteri, “l’ostilità dei Paesi del Golfo di Guinea a lasciare ad altri il controllo della sicurezza marittima deriva dal fatto che si tratta di Paesi con una certa capacità di governo, seppur con scarsa capacità di intervento”, motivo per cui, ai fini di un incremento della sicurezza non solo locale ma anche generale della navigazione in tutta l’area, si rende necessario “incoraggiarli a dotarsi di strumenti di prevenzione e repressione dei crimini del mare”.

Un fenomeno in continua evoluzione, quello della pirateria marittima, compiutamente inquadrato a livello giuridico dall’Avv. Beatrice Settanni, esperta di diritto marittimo e leggi tutto

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Europei di canottaggio: le Fiamme oro vincono 2 ori e 2 bronzi

Si è conclusa a Varese la 78esima edizione dei Campionati europei di canottaggio, durante i quali le imbarcazioni azzurre hanno vinto 8 medaglie (3 ori, 3 argenti, 2 bronzi), portando l’Italia al secondo posto nella classifica generale riservata alle nazioni, dietro alla Gran Bretagna con 12. Determinante, come sempre avviene in questa disciplina, l’apporto dei canottieri delle Fiamme oro, che hanno contribuito alla conquista di due medaglie d’oro e due di bronzo. Nelle specialità olimpiche si è confermata ad altissimi livelli la nostra Federica Cesarini che, insieme all’azzurra Valentina Rodini, ha conquistato il titolo europeo nel doppio pesi leggeri femminile. Grande prestazione per l’armo azzurro che ha vinto dominando la gara, mantenendo sempre la testa della finale, nonostante il tentativo di rimonta delle avversarie. “Vincere l’Europeo qui per me ha un sapore speciale – ha detto Federica al termine delle gara – È il mio lago, e nel 2012 da timoniera vinsi il bronzo sull’otto. Oggi mi godo una grande soddisfazione, ma è solo il primo passo di un lungo percorso. Sappiamo di dover lavorare molto, e dopo questa gara c’è solo voglia di lavorare ancora di più. Siamo felici, la gara è stata perfetta, solo negli ultimi 200 metri avevo timore per un risentimento ad un avambraccio, e contavo letteralmente le palate per arrivare alla fine, ma tutto è stato perfetto. Grazie alla mia famiglia, alle Fiamme oro”. Sempre dalle specialità olimpiche sono arrivati i due bronzi colorati di cremisi. Nel doppio pesi leggeri l’inossidabile Pietro Willy Ruta, insieme al compagno di sempre, l’azzurro Stefano Oppo, non è riuscito a confermare l’oro della passata edizione, piazzandosi comunque sul terzo gradino del podio, dietro Irlanda e Germania. “Da campioni uscenti avevamo gli occhi addosso, normale abbiano fatto la gara su di noi. Inoltre io ho avuto anche una preparazione frammentata, avendo contratto il Covid. Questa gara ci è servita per vedere gli avversari e capire i loro punti forti e deboli. La competizione è tra noi e gli altri due equipaggi saliti sul podio, lo sapevamo prima e troviamo conferma oggi. Adesso puntiamo alla miglior prestazione possibile nelle prossime manifestazioni. L’Irlanda è forte, la Germania non ci ha sorpreso per quel che ha fatto, sapevamo cosa vale. Va bene così, possiamo ancora crescere, passiamo da qui per farlo. Ringrazio le Fiamme oro per il supporto”. Bronzo anche per i portacolori cremisi Marco Di Costanzo e Matteo Castaldo, che nella finale del 4 senza si sono piazzati al terzo posto dietro Gran Bretagna e Romania. Il quartetto azzurro era completato da Giovanni Abagnale e Bruno Rosetti. “È stato un inverno difficile, siamo usciti poco in barca e sapevamo che sarebbe stato difficile fare di più. Adesso dobbiamo dare il 200 per cento non solo per rimanere a questo livello, ma soprattutto per crescere. Complimenti ai miei compagni, tutti insieme abbiamo tirato fuori i giusti attributi per affrontare un Europeo non facile. Adesso mi aspetto da tutti il massimo dell’impegno per toglierci soddisfazioni ancora più importanti. Grazie a tutti per questa medaglia, leggi tutto

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Roma: preso rapinatore seriale

Spostandosi con uno scooter nei vari quartieri di Roma rapinava i passanti. Fermato dalla Squadra mobile un 33enne straniero con numerosi precedenti specifici. I poliziotti sono arrivati all’uomo analizzando diversi episodi di rapina caratterizzati dal medesimo modus operandi: l’autore dei reati era descritto come straniero, armato di coltello a serramanico e a bordo di uno scooter scuro. Un primo episodio è avvenuto nei pressi del Giardino degli Aranci, dove una ragazza è stata avvicinata dall’uomo, arrivato a bordo di uno scooter; il malvivente, minacciandola con un coltello, ha obbligato la vittima a consegnargli il suo portafoglio. Due giorni dopo lo straniero ha provato a compiere la medesima azione criminale nei confronti di un poliziotto libero dal servizio in zona Portuense. In quest’occasione l’agente è riuscito a mettere in fuga il malvivente e a prendere nota della targa dello scooter. Il giorno successivo, in zona Cinecittà, a subire la rapina di due pc portatili, è stato un medico in trasferta a Roma per lavoro. Anche in questo episodio il numero di targa del veicolo utilizzato dallo straniero corrispondeva con quello preso dal poliziotto. I servizi di prevenzione messi in atto per individuare l’autore dei reati, che si muoveva tra l’altro a bordo di uno scooter rubato, hanno dato il risultato sperato. Sabato 10 aprile gli uomini della Squadra mobile sono riusciti ad intercettare, sempre in zona Portuense, lo scooter segnalato e dopo un inseguimento per le vie della città, hanno bloccato e arrestato il pluripregiudicato. Addosso al rapinatore sono stati rinvenuti monili e apparecchiature elettroniche di provenienza furtiva e nel cellulare in suo possesso i poliziotti hanno trovato le fotografie dei due portatili rubati al medico qualche giorno prima. Uno dei computer è stato recuperato, nell’immediatezza, in un negozio di informatica dove un cittadino filippino lo aveva appena consegnato per formattarlo, dopo averlo acquistato dal rapinatore. L’uomo è stato denunciato per il reato di ricettazione. leggi tutto

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Postale: operazione Big Surprise contro la pedopornografia

Due arresti, 22 denunce e decine di migliaia di immagini pedopornografiche cancellate dal web, è il risultato dell’operazione “Big surprise”, condotta dalla Polizia postale di Firenze e coordinata dal Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online, che si è conclusa oggi. I poliziotti hanno scoperto una rete di persone che si scambiava materiale pedopornografico radicata soprattutto in Toscana, dove sono state effettuate 16 perquisizioni, ma risultano coinvolte altre 8 regioni. La segnalazione è arrivata dalla polizia del Canada, tramite Europol: su una applicazione di messaggistica istantanea, Kik, viaggiavano immagini pedopornografiche che secondo i primi accertamenti provenivano dall’Italia. È da lì che la Polizia postale di Firenze è partita per risalire alla rete e ai fruitori di quelle immagini, fino ad arrivare ad arrestare due persone, un uomo di 45 anni residente nella provincia di Pistoia, recidivo, e uno di 47 anni della provincia di Firenze, perché sui loro supporti informatici è stata rinvenuta un grande quantità di immagini e video a carattere pedopornografico nonché la partecipazione attiva a gruppi social della medesima natura. Altri 22 utenti sono stati indagati per divulgazione di materiale pedopornografico, provvedimenti eseguiti in tre tranche a partire da ottobre 2019 fino ad aprile 2021.  leggi tutto

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Autorità di pubblica sicurezza: da 169 anni garante delle libertà

Si chiude idealmente in questo 10 aprile un altro anno di attività della Polizia di Stato, il 169° dalla data di fondazione. La data simbolica, il 10 aprile, è la data di pubblicazione della legge 121 del 1981 che, quarant’anni fa, ha rinnovato l’Amministrazione della pubblica sicurezza dando vita alla “moderna” Polizia di Stato, corpo civile ad ordinamento speciale. La cerimonia di questa mattina si è svolta a Roma, presso la Scuola superiore di Polizia alla presenza del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e del capo della Polizia Lamberto Giannini. Una celebrazione sobria, come impone il difficile momento che sta vivendo l’intero Paese. Quello trascorso, infatti, è stato un anno in cui l’impegno delle nostre donne e dei nostri uomini sul territorio è stato segnato dal Covid-19. L’emergenza ha messo in luce il ruolo centrale dei Questori quali Autorità di pubblica sicurezza. Il loro coordinamento tecnico operativo ha permesso l’organizzazione dei servizi a tutela della salute e della sicurezza dei cittadini, come l’aiuto nella distribuzione di mascherine e vaccini, la raccolta di generi alimentari per i più bisognosi, la prevenzione di assembramenti. Un impegno a trecentosessanta gradi, che caratterizza il nostro #essercisempre da 169 anni, premiato quest’anno con la medaglia d’oro al merito civile, concessa dal presidente della Repubblica alla Bandiera della Polizia di Stato per aver “Assicurato il mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica facendosi interprete sul territorio dell’alto magistero affidato alle Autorità provinciali di pubblica sicurezza”. Il riconoscimento, apposto sulla Bandiera dal Ministro dell’Interno, ha suggellato l’alto valore del nostro operato al servizio dei cittadini “nelle fasi anche più drammatiche della storia del nostro Paese”. Come ha evidenziato lo stesso Ministro “l’azione della Polizia di Stato, nel difficile momento che stiamo vivendo, si è contraddistinta per la capacità di affrontare, con il consueto senso di responsabilità e di equilibrio, una nuova e inedita sfida connessa a una crisi sanitaria mondiale senza precedenti”. Poco prima, il Ministro, accompagnato dal Capo della Polizia, aveva deposto una corona all’interno del Sacrario dei caduti della Polizia, nel ricordo di chi, come ha sottolineato il prefetto Giannini, “ha sacrificato il bene più prezioso, la vita, per la riaffermazione della legalità”. Parallelamente, in tutte le province italiane, il ricordo dei caduti è stato al centro delle brevi cerimonie tenute sul territorio. Su cippi e lapidi dove sono ricordati i poliziotti morti nell’adempimento del dovere, i prefetti ed i questori delle province hanno deposto una corona e si sono soffermati in raccoglimento e preghiera (foto Nord Centro Sud e Isole). leggi tutto

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