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Bari: buon compleanno Matteo

Un insolito compleanno quello che Matteo ha voluto festeggiare con i poliziotti del commissariato di Gravina di Puglia, in provincia di Bari. Il ragazzo 31enne, affetto da problemi psicomotori, ha inviato agli agenti un vassoio con dei cornetti accompagnato da una lettera in cui esprime tutta la sua gratitudine per il lavoro svolto dai poliziotti in questo periodo di emergenza per Covid-19. “È un modo per ricambiare ciò che fate per noi cittadini, rischiando la vostra vita per tenerci al sicuro e standoci vicini…” queste alcune delle parole che il giovane ha rivolto ai poliziotti. Entusiasmo tra gli agenti che lo hanno ringraziato per aver voluto festeggiare un giorno speciale con loro. Auguri Matteo! leggi tutto

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Coronavirus: mancanza di sicurezza, a Ferrara e Rovigo chiuse aziende tessili

Scoperte dalla Polizia a Rovigo e Ferrara aziende che producevano mascherine senza le dovute autorizzazioni, con lavoratori irregolari, e senza il rispetto delle norme previste per il contenimento della diffusione del Coronavirus. A Rovigo i poliziotti della volante, all’interno di un garage nei pressi del centro, hanno scoperto un laboratorio che produceva mascherine, apparentemente chirurgiche. Al lavoro i poliziotti hanno trovato quattro persone di nazionalità cinese di cui due senza regolare contratto e residenti in un’altra regione. Gli ambienti nei quali si svolgeva la fabbricazione delle mascherine erano insalubri, senza alcuna uscita di emergenza e senza servizi igienici; le postazioni di lavoro avevano una scarsa luminosità. Inoltre, non era in nessun modo rispettato il distanziamento sociale fra i dipendenti. L’azienda poi, ha il codice ATECO (combinazione alfanumerica che identifica un’attività economica) che non rientra fra quelli autorizzati a continuare l’attività lavorativa durante il periodo di contenimento epidemiologico da COVID-19. Per le violazioni riscontrate, ai tre dipendenti e al titolare è stata applicata una sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 400 a 3 mila euro; in più al titolare è stata applicata una ulteriore sanzione amministrativa ed è stato diffidato dal proseguire l’attività. A Ferrara, invece, in un capannone, i poliziotti insieme alla polizia municipale hanno scoperto un laboratorio tessile clandestino. Al lavoro c’erano 18 cittadini cinesi che erano alle macchine da cucire senza rispettare le prescrizioni in materia di contenimento del Coronavirus e, nove di loro, sono risultati irregolari. Nella struttura, inoltre sono state scoperte numerose stanze abusive adibite a dormitorio, alcune prive di finestre; c’era inoltre una zona dedicata alla preparazione di pasti e un servizio igienico in precario stato di manutenzione e pulizia. Anche questa azienda non ha il codice ATECO idoneo a continuare l’attività lavorativa durante il periodo di contenimento epidemiologico da COVID-19. A tutti veniva applicata la sanzione amministrativa per non aver rispettato le distanze interpersonali di sicurezza. Il legale rappresentante dell’azienda, invece, è stato indagato per sfruttamento della manodopera clandestina e favoreggiamento della presenza di cittadini irregolari in Italia. Il capannone, adibito a laboratorio, veniva chiuso provvisoriamente per cinque giorni a norma dell’art. 4 co. 4 del D.L. 19/2020, in attesa dell’applicazione della sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell’attività da parte del Prefetto. leggi tutto

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Coronavirus : raccolta fondi online con truffa, denunciati padre e figlia

Con la scusa dell’emergenza sanitaria dovuta al Coronavirus avevano organizzato una raccolta fondi per due ospedali romani, lo Spallanzani e il San Camillo, ma il tutto per far finire i soldi delle donazioni nelle loro tasche. Al momento la Polizia postale di Roma che ha svolto le indagini, ha denunciato due persone. La scoperta della truffa è stata fatta dagli specialisti della Polizia postale per il costante monitoraggio che viene svolto sul Web proprio per impedire che persone senza scrupoli possano approfittare della generosità dimostrata in questo periodo da tanti italiani. Durante quest’attività i poliziotti hanno accertato la presenza di due campagne di donazione non autorizzate e sconosciute all’ente beneficiario. La prima iniziativa che si prefiggeva di raccogliere la somma di 100 mila euro per la terapia intensiva dell’Ospedale Spallanzani, era pubblicizzata su una nota piattaforma internazionale per la raccolta fondi; e per rendere ancor più credibile l’iniziativa, all’interno della pagina web era riportato indebitamente il logo della Regione Lazio e come persona di riferimento, l’attuale presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. L’altra raccolta illecita di fondi era pubblicata su una specifica pagina facebook in cui si chiedevano soldi per l’Ospedale San Camillo che finivano su una carta di credito ricaricabile. Dalle indagini i poliziotti sono risaliti agli autori della truffa denunciando padre e figlia : lui pensionato di 71 anni era intestatario della carta ricaricabile e lei, 36enne disoccupata, intestataria della linea telefonica associata alla pagina web. Le due pagina web sono state oscurate e il conto corrente collegato alla raccolta fondi è stato sequestrato . Indicazioni sulla raccolta fondi Per evitare che simili fenomeni possano scoraggiare i cittadini dall’effettuare donazioni, può essere utile fornire le seguenti indicazioni. 1) Le raccolte di fondi a scopo benefico necessitano di autorizzazione da parte dell’ente pubblico al quale la somma è destinata e che in genere la pubblicizza sulle sue pagine ufficiali; 2) Pur essendo possibile che una raccolta fondi non autorizzata possa poi effettivamente giungere al destinatario indicato, è importante che il cittadino, prima di effettuare la donazione, verifichi se sulla pagina ufficiale del destinatario delle somme sia pubblicizzata l’iniziativa, facendo quindi riferimento alle coordinate bancarie indicate nella pagina ufficiale, che potrebbero essere differenti da quelle dell’iniziativa di cui è venuto a conoscenza; 3) In caso di dubbio è importante non lasciarsi scoraggiare, ma contattare gli uffici della Polizia Postale e delle Comunicazioni sul territorio (facilmente rintracciabili sul web) o rivolgersi al sito ufficiale della Polizia Postale e delle Comunicazioni, raggiungibile all’indirizzo www.commissariatodips.it leggi tutto

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Coronavirus: attraverso un sito vendeva dispositivi di protezione, denunciato a Napoli

A marzo aveva aperto un sito da dove pubblicizzava la vendita di kit per la rilevazione dell’infezione da “Coronavirus”, di termometri digitali, mascherine FFP2 e KN95, nonché di mascherine chirurgiche. L’uomo che sfruttava lo stato di necessità delle persone per la protezione dal Coronavirus, commercializzando in modo fraudolento prodotti non a norma, è stato denunciato per frode in commercio e speculazioni su merci. A scoprire l’attività illecita dell’indagato sono stati gli specialisti della Polizia postale di Napoli che nel costante monitoraggio della Rete, proprio alla ricerca di attività fraudolente connesse all’emergenza Covid-19, ha individuato un sito denominato “Testcovid19.it”. L’attività di indagine ha portato a casa dell’uomo, dove, durante la perquisizione gli sono stati trovati materiali di scarsa qualità e sprovvisti della validazione dell’Autorità Sanitaria Nazionale, nonché privi della certificazione CE e dei prescritti requisiti di tracciabilità e di affidabilità acquistati dallo stesso da un fornitore cinese online. A tal proposito, è opportuno precisare che il test per la diagnosi del Covid-19 deve necessariamente essere eseguito da operatori specializzati che fanno capo al Dipartimento di prevenzione della Asl competente per territorio. In caso di positività al nuovo coronavirus, la diagnosi deve essere confermata dal laboratorio di riferimento nazionale dell’Istituto Superiore di Sanità. E soprattutto non esistono kit commerciali per la diagnosi dell’infezione. L’operazione condotta dal Compartimento di Napoli rientra nelle attività coordinate a livello centrale dal Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, finalizzate al contrasto delle vendite fraudolente, nonché per individuare illecite raccolte fondi da destinare agli ospedali. leggi tutto

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Minacciava in Rete di infettare per Covid-19, denunciato dalla Postale

Il suo nome in Rete era “Kaiser Soze” e minacciava di uscire dalla quarantena per Covid-19 e infettare un gran numero di persone se non gli avessero rinnovato gratuitamente l’abbonamento online ad un gioco di ruolo. I poliziotti del Compartimento Polizia postale e delle comunicazioni per le Marche in collaborazione con il Cnaipic (Centro nazionale anticrimine informatico e per la protezione delle infrastrutture critiche) hanno denunciato il giovane per procurato allarme. Alla luce della gravità del fatto, la società titolare della piattaforma americana informatica segnalava l’accaduto all’Fbi (Federal bureau of investigation) che, dopo aver acquisito i dati di registrazione dell’utente ed aver verificato che si trattava di un italiano, li trasmetteva al Cnaipic. Dalle indagini, i poliziotti della Postale hanno accertato dapprima che i collegamenti erano stati eseguiti attraverso una connessione proveniente dalle Marche e successivamente che l’account non era in uso all’utente registrato, bensì un’altra persona, reale utilizzatore della piattaforma di gioco che quindi è stato denunciato. leggi tutto

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Covid19: il supporto della Polizia di Stato al 118 in Sicilia

Nell’ambito del consolidato rapporto di collaborazione, che da molti anni lega il IV Reparto volo della Polizia di Stato di Palermo ed il 118 della Regione Sicilia, questa mattina è stato effettuato il trasporto urgente di 10 mila mascherine, del tipo FFP2, destinate al personale impiegato nell’emergenza COVID 19 in Sicilia.
La Polizia di Stato, infatti, in questi giorni di emergenza Coronavirus, sta impiegando ogni reparto per il supporto alle attività necessarie per fermare il contagio.
In tale contesto si inserisce il trasporto effettuato oggi dagli uomini del I Reparto Volo della Polizia di Stato di Pratica di Mare (Roma) e dai loro colleghi dell’omologo reparto palermitano.
Per far sì che vengano messi a disposizione del personale operante in breve tempo, i dispositivi di protezione individuale sono stati caricati sull’aereo P180 della Polizia di Stato all’aeroporto di Ciampino, a Roma, e, una volta giunti all’aeroporto di Punta Raisi a Palermo, sono stati trasferiti a bordo di un elicottero AW 139, presso l’aeroporto Boccadifalco.
Le mascherine saranno custodite all’interno del IV Reparto Volo di Palermo dove è stato allestito un hub regionale per i dispostivi di protezione individuale in attesa della progressiva distribuzione su tutto il territorio regionale. leggi tutto

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Covid-19: rinvio di tutte le attività concorsuali

Si avvisa che, con il proseguimento della situazione di emergenza causata dal Coronavirus, tutte le attività riguardanti i concorsi che implicano lo spostamento di persone, sono sospese fino al prossimo 16 maggio, come disposto dall’art. 87 del decreto legge 18/2020. Nel frattempo proseguono però le attività di tutti gli altri concorsi già avviati e l’organizzazione di quelli che verranno banditi in futuro, sempre tenuto conto delle misure che intenderà prendere il Governo in tema di Covid-19. leggi tutto

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Vigilanza e Sicurezza privata al “picco” del silenzio: il grido di Federsicurezza

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta del Presidente di Federsicurezza Luigi Gabriele, in rappresentanza delle proprie associate Univ, Anivp, PiùServizi e Anssat, ai “Signori dell’Informazione”. Si lamenta la consueta disattenzione mediatica e istituzionale riservata al comparto, figlio di una divisa minore anche se è ritenuto attività essenziale dal Governo e anche se oggi è più che mai al centro di quel che resta della vita sociale.

“Avevamo già lamentato la non considerazione prestata agli operatori della Filiera della Sicurezza, Guardie particolari giurate impiegate nei servizi tradizionali di Vigilanza, scorta e Trasporto valori e Addetti ai servizi integrati di sicurezza che, in tutto questo lungo, e non ancora finito, tempo di guerra, non hanno mai smesso di garantire alla collettività e alle Istituzioni la fruizione di quel bene “Sicurezza”, tanto ambìto e del quale si lamenta sempre la non totale disponibilità, che questi operatori contribuiscono ad assicurare in sinergia con le Forze dell’ordine di emanazione statuale.

Avevamo anche registrato l’inserimento delle attività riconducibili nella citata filiera nella lista di quelle non interrompibili perché indispensabili, con ben due Codici Ateco, sulla vetustà dei quali torneremo in altro momento, sperando che ciò contribuisse a convogliare anche su questi operatori un minimo di umana attenzione e considerazione.

Avevamo inoltre fortemente sperato che di queste decine di migliaia di operatori si tenesse debitamente conto e non accadesse, come di consueto, che agli stessi si prestasse attenzione solo in caso di eventi luttuosi determinati da “cause di servizio”.

Avevamo ingenuamente dato per scontato, poi, che chi pur di informazione vive, e se ne fa vanto, avesse meditato di rimediare a quel marchiano errore compiuto quando, in prima serata, su un Tg nazionale e pubblico, si ritenne di intervistare il capo di una banda specializzata negli assalti ai furgoni blindati adibiti al trasporto valori (con sullo sfondo una strada sulla quale transitavano auto della Polizia di Stato in servizio di controllo del territorio), assalti che spesso hanno determinato ferimenti ed uccisioni delle Guardie impegnate nel sevizio.

Avevamo pazientemente atteso, nondimeno, che all’elenco, ogni giorno giustamente più lungo, dei benemeriti che non si sottraggono, anzi, danno meritoriamente vita a nuove forme di ammirevole volontariato di supporto, si potesse aggiungere anche questa ignorata compagine in servizio h24, giorno dopo giorno, notte dopo notte, pattuglia dopo pattuglia, trasporto dopo trasporto, controllo dopo controllo, sicurezza di condomini dopo sicurezza di condomini, disciplina di accessi dopo disciplina di accessi, verifica di allarmi dopo verifica di allarmi…

Avevamo fiduciosamente confidato, pure, che chi di dovere capisse che gli Imprenditori di comparto dovevano essere messi anch’essi tempestivamente in condizione di fornire a questi kamikaze in prima linea di disporre dei basilari strumenti di prevenzione, o quantomeno riduzione del rischio di contagio.

Avevamo parimenti diligentemente aspettato, quasi silenti, di essere almeno messi in lista d’attesa, magari come fanalino di coda, di un’attenzione “non pervenuta”.

Avevamo fideisticamente creduto che, alla fine, qualcuno si sarebbe ricordato di chiedersi perché questo scampolo di umanità dovesse rimanere misconosciuto.

Avevamo ligiamente coltivato l’illusione che, almeno chi ci sovrintende, pensasse ai nostri operatori sul campo, un campo davvero assai vasto, leggi tutto

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Coronavirus: idranti della Polizia per sanificare le strade

Il Coronavirus si combatte con ogni mezzo e attività; anche con l’utilizzo degli idranti della Polizia di Stato che sono in dotazione ai Reparti mobili. Sono dei mezzi speciali nati e concepiti per essere impiegati in ordine pubblico per la capacità di spruzzare migliaia di litri d’acqua a pressione; ora, invece, in accordo con le amministrazioni comunali che lo hanno richiesto, vengono utilizzati per sanificare le strade. Abbiamo avuto l’occasione di vederli all’opera per questo nuovo scopo in diverse città del nostro Paese come Napoli, Milano, Genova, Padova e Roma. Non è la prima volta che gli uomini dei Reparti mobili sono chiamati ad intervenire in situazioni di emergenza per la loro versatilità e velocità di impiego oltre alle molteplici capacità professionali; in passato sono andati in soccorso delle popolazioni durante alluvioni e terremoti. leggi tutto

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Ferroviaria: il bilancio del primo trimestre dell’anno

La Polizia ferroviaria ha comunicato il bilancio dei primi tre mesi dell’anno, durante i quali sono state impiegate 49.867 pattuglie nelle stazioni italiane e 10.029 a bordo dei treni scortati. In questo periodo gli agenti della Specialità hanno arrestato 218 persone, ne hanno indagate 3.963 e ne hanno identificate 515.480. Nello stessi mesi gli agenti della Ferroviaria hanno svolto 3.242 servizi antiborseggio, ed hanno contestato 2.134 violazioni. Sono 187 i minori non accompagnati, rintracciati e restituiti alle famiglie o collocati in comunità. Durante i controlli gli agenti hanno sequestrato circa 18 chili di sostanze stupefacenti tra cocaina, eroina e hashish. leggi tutto

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