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Cagliari: Gabrielli ospite degli alunni di Sinnai

Questa mattina il capo della Polizia Franco Gabrielli ha partecipato ad un’iniziativa dell’Istituto Comprensivo Statale n° 2 di Sinnai vicino Cagliari, invitato dagli alunni e studenti della scuola primaria di primo e secondo grado. I ragazzi con una lettera-invito hanno chiesto al prefetto Gabrielli un incontro, dopo aver terminato un percorso di educazione alla legalità, promosso dalla scuola e curato dalla Polizia di Stato. Si tratta degli alunni che lo hanno visto in occasione della loro partecipazione all’iniziativa la “Nave della legalità”, approdata nel porto di Palermo nel maggio 2018 per ricordare l’anniversario della strage di Capaci. In tale circostanza, i ragazzi non avevano avuto l’opportunità di parlare con il capo della Polizia e, spinti dal desiderio di poterlo rivedere da vicino e scambiare con lui qualche parola, gli hanno inviato una lettera con la quale lo invitavano a visitare la loro scuola di Sinnai. E così oggi il capo della Polizia Franco Gabrielli, accompagnato dal questore Pierluigi d’Angelo, è stato accolto, nell’aula magna dell’Istituto, dalle autorità, dai dirigenti scolastici, dai docenti e, naturalmente, dagli studenti. Presenti anche gli specialisti della Polizia di Stato che hanno affrontato, con i giovani i temi della solidarietà sociale, del rispetto delle regole e del senso civico, nonché argomenti legati al fenomeno del bullismo, sempre più frequente tra i giovani, al corretto uso dei social e al rispetto delle regole del Codice della strada e dell’attenzione alla guida. Dopo aver lasciato i ragazzi il prefetto Gabrielli ha fatto visita alla questura di Cagliari dove ha incontrato le rappresentanze dei poliziotti e del personale civile di tutti gli uffici e reparti della provincia. leggi tutto

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Mafia nigeriana a Palermo, presi 13 adepti dell’Eiye

Spaccio di stupefacenti, tratta di esseri umani e sfruttamento della prostituzione sono i principali reati commessi dagli appartenenti a un’associazione per delinquere di tipo mafioso formata da nigeriani e denominata “Eiye”. Al termine dell’indagine “No fly zone”, gli investigatori della Squadra mobile di Palermo hanno arrestato 13 persone, accusate di far parte di un gruppo criminale, ramificato su tutto il territorio nazionale. L’attività investigativa ha preso il via dalla denuncia di una ragazza nigeriana strappata dalla sua terra e avviata alla prostituzione sulle strade palermitane, che ha fornito ai poliziotti numerosi elementi relativi all’appartenenza all’Eiye del suo sfruttatore. Grazie a intercettazioni telefoniche ed ambientali, dichiarazioni di collaboratori di giustizia e di testimoni, gli investigatori hanno ricostruito l´organigramma dell´associazione a livello locale, arrivando poi ad identificare i suoi vertici. Individuata anche la casa di prostituzione all´interno del quartiere di Ballarò, documentati numerosi episodi violenti riconducibili all´associazione e alla sua capacità di imporsi sul territorio, nonché diversi reati connessi allo spaccio di stupefacenti e alla prostituzione. Documentate anche numerose riunioni degli adepti; una di queste è relativa al battesimo di un nuovo “Bird”, appartenente, con la registrazione dell’intero rito di iniziazione, durante il quale l’iniziato veniva spogliato e picchiato. Poi, dopo aver bevuto un liquido a base di alcol, doveva giurare fedeltà all’organizzazione “Supreme eiye confraternity” e totale silenzio sulle sue attività. I nuovi adepti prestavano un vero e proprio giuramento con una formula prestabilita: “…Debitamente giuro di sostenere Eiye confraternita moralmente, spiritualmente, finanziariamente e in qualsiasi altro modo e se non lo faccio, che il vulture (avvoltoio) spietato mi strappasse gli occhi…”. Nel corso delle indagini è emerso, inoltre, che i nuovi membri del gruppo dovevano pagare una somma di denaro al capo e diventare schiavi di tutti i componenti del clan, all’interno del quale poi, per acquisire un grado superiore, dovevano compiere dei reati. È stato infine appurato che gli appartenenti al gruppo criminale cercavano di mascherare l’associazione a delinquere “Eiye”, costituendone una regolare denominata “Aviary”. leggi tutto

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Catania: “impresari” della droga uniti tra loro, 21 arresti

Ventuno sono gli arrestati di questa mattina da parte della Squadra mobile di Catania, tutti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, e detenzione ai fini di spaccio. Le indagini, iniziate nell’ottobre 2015, hanno portato i poliziotti a scoprire due distinti gruppi di spacciatori, vere e proprie joint venture criminali, associazioni legate tra loro per una specifica attività illecita. I legami scoperti erano tra narcotrafficanti catanesi, esponenti delle ‘Ndrine calabresi, per l’approvvigionamento di cocaina e gruppi palermitani per l’acquisto di marijuana. Alleanze che garantivano fiumi di droga nelle piazze di spaccio. Attraverso i sistemi di video-sorveglianza i poliziotti sono riusciti a scoprire la base logistica del gruppo e l’intensa attività stabile e continuativa con fornitori e acquirenti abituali. La struttura era organizzata gerarchicamente e ognuno degli indagati aveva un ruolo ben definito. Alcuni erano addetti alle vendite al dettaglio della sostanza stupefacente che prelevavano dall´abitazione di uno degli arrestati, per distribuirla ai vari acquirenti del gruppo. Le forniture di cocaina, il trasporto e la consegna, venivano assicurate da uomini di Vibo Valentia, mentre per quanto riguarda l’acquisto di marijuana, l’organizzazione faceva riferimento all’area palermitana di Partinico. Donatella Fioroni leggi tutto

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Pescara: anni di raggiri ad anziana, arrestato truffatore

Aveva conquistato la fiducia di un’anziana signora di Pescara e ogni volta che entrava a casa sua gli portava via preziosi e denaro. Ora l’uomo, che si era spacciato per tecnico inviato dall’amministratore del condominio, è finito agli arresti. Le indagini della Squadra mobile, iniziate dopo la segnalazione dei familiari della signora di 95 anni che riscontravano da un po’ di tempo ammanchi di denaro, hanno permesso di scoprire un raggiro messo in atto senza scrupoli. Dalla visione dei filmati del sistema di videosorveglianza installato nell’abitazione della vittima, i poliziotti hanno avuto modo di documentare il modo in cui il malfattore si appropriava dei beni dell’anziana. Agli inizi di febbraio un’operatrice socio assistenziale che saltuariamente andava dalla signora, aveva sorpreso il truffatore mentre si stava facendo consegnare 1.500 euro, il quale dapprima si giustificava asserendo di aver fatto dei lavori al boiler dell’acqua calda, per darsi poi alla fuga senza prendere i soldi che l’anziana, su sollecitazione dell’uomo, aveva appena prelevato in banca. La conoscenza di quel fatto permetteva alla Polizia scientifica di intervenire e rilevare, sul boiler, l’impronta digitale dell’uomo risalendo così al malfattore, un 55enne originario della provincia di Teramo ma residente a Pescara, con numerosi precedenti per reati contro il patrimonio. leggi tutto

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Karate: Fiamme oro sul podio dei Campionati europei

Grande prestazione degli atleti azzurri ai Campionati europei 2019 di karate, appena conclusi a Guadalajara (Spagna), dove il bottino è stato di otto medaglie. Anche in questa edizione della massima competizione continentale i portacolori delle Fiamme oro hanno dato il loro fondamentale contributo, con quattro atleti saliti sul podio nelle varie discipline. Viviana Bottaro si è confermata ai vertici internazionali del kata femminile, conquistando una prestigiosa medaglia d’argento, al termine di una gara ad altissimi livelli, fermata in finale dalla padrona di casa Sandra Sanchez, al suo quinto titolo europeo. Ottimo risultato che consente alla portacolori delle Fiamme oro di ottenere punti preziosi per il ranking olimpico. Altre due Fiamme sul podio con la squadra di kata femminile: Michela Pezzetti e Carola Casale, insieme all’azzurra Terryana D’Onofrio, hanno portato l’Italia alla medaglia d’argento. Anche il team del kata è stato vittima della Spagna, che si è aggiudicata il metallo più prezioso. Ultimo podio colorato di cremisi è quello del kumite (combattimento) femminile a squadre, con Clio Ferracuti che ha conquistato il bronzo insieme a Laura Pasqua e Lorena Busà. Nella finale per il terzo posto le azzurre hanno affrontato la Croazia, battendola per 2-0. Grande soddisfazione nello staff azzurro per i risultati degli atleti italiani, tra di loro anche due tecnici delle Fiamme oro, Cristian Verrecchia, che si occupa del kumite (combattimento), e Roberta Sodero, che segue gli atleti del kata. Sergio Foffo leggi tutto

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Crimine finanziario online nel mondo dello sport

Hacker frodano il sito della Federazione italiana tennistavolo (Fitet). La Federazione infatti è stata colpita da un’organizzazione criminale che si è intrufolata clandestinamente nel sito internet rubando le credenziali di accesso alle caselle di posta elettronica federali, e riuscendo in tal modo ad intercettare tutte le comunicazioni scambiate fra le varie società sportive. I poliziotti della Postale di Imperia, che subito dopo la denuncia della frode si sono messi sulle tracce dei responsabili hanno identificato due uomini. L’occasione per i due criminali è stata quella di un torneo internazionale a cui partecipavano 40 Paesi da tutto il mondo. I due criminali si sono infiltrati nel corso della fase dei preparativi alla competizione. A finire sotto la lente degli hacker sono state, in particolare, le email contenenti i dati e gli estremi per procedere ai pagamenti per la partecipazione al prestigioso torneo. Sottratti i dati, infatti, i criminali informatici sono riusciti a rubare l´identità digitale degli organizzatori del torneo riuscendo a falsificare tutte le fatture relative ai pagamenti per l´iscrizione. Gli hacker hanno contattato le varie Federazioni sportive e squadre partecipanti, tra cui Cina, Polonia, Ungheria, convincendole della necessità di effettuare i pagamenti su conti correnti del tutto falsi, accesi presso banche estere ed in realtà riconducibili ai due italiani, i quali, nel giro di pochissimi clic, avevano già incassato oltre 30 mila euro di profitti illeciti. Fortunatamente però la Federazione italiana si è accorta della frode, ed ha prontamente denunciato l´accaduto alla Polizia postale e delle comunicazioni di Imperia che ha denunciato i responsabili. Donatella Fioroni leggi tutto

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Concorso per l’arruolamento di 20 atleti da assegnare alle Fiamme oro

È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana 4^ Serie speciale “Concorsi ed esami” del 2 aprile 2019, il concorso pubblico, per titoli, relativo all’assunzione di 20 atleti da assegnare ai Gruppi sportivi “Polizia di Stato – Fiamme oro”, che saranno inquadrati nel ruolo degli agenti e assistenti della Polizia di Stato. La domanda di partecipazione al concorso deve essere compilata e trasmessa entro il termine perentorio di trenta giorni, che decorre dal giorno successivo alla data di pubblicazione del bando sulla Gazzetta Ufficiale. Tutte le informazioni sono disponibili sulla pagina dedicata al concorso. leggi tutto

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Alessandria: i “ragazzi” del 75° corso di nuovo a Scuola

In 200 questa mattina si sono ritrovati alla Scuola allievi di Alessandria dopo quasi 40 anni di servizio. Stiamo parlando dei poliziotti del 75° corso che il 1° aprile 1981 hanno varcato l’ingresso della Scuola indossando le stellette e ne sono usciti senza, per l’entrata in vigore della legge 121/1981. La Legge abolì il Corpo delle guardie di pubblica sicurezza ad ordinamento militare e istituì l’Amministrazione della pubblica sicurezza ad ordinamento civile di cui la Polizia di Stato fa parte. Un incontro speciale dunque per gli appartenenti del “1° corso allievi agenti” a cui ha voluto prendere parte anche il capo della Polizia Franco Gabrielli. I presenti di questa mattina sono stati purtroppo una parte di quei 750 uomini che indossarono l’uniforme quel 1° aprile di 38 anni fa. Alcuni di loro purtroppo per vicende diverse o perché non ci sono più, come coloro che sono rimasti vittime di atti criminali e terroristici, non hanno potuto esserci. Prima di riabbracciarsi e condividere le proprie esperienze i “ragazzi” del 75° si sono di nuovo schierati di fronte al tricolore per partecipare all’alza bandiera a simboleggiare il loro attaccamento alla patria e ai doveri assunti con il giuramento. Il capo della Polizia Franco Gabrielli nel suo intervento ha sottolineato come “Il senso di appartenenza e lo spirito di corpo sono fondamentali e ci permettono di essere una comunità che si riconosce in valori e tradizioni e in coloro che hanno dato la vita per questi. Ed è lo stesso spirito che ha spinto i colleghi entrati in Polizia 38 anni fa, in un momento in cui l’amministrazione stava cambiando pelle, a ritrovarsi e riunirsi oggi qui. Questo trovo sia straordinariamente bello” Antonio Fantozzi leggi tutto

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Mafia e imprenditori: 3 arresti ad Enna con l’operazione “Cerberus”

Al termine dell’operazione “Cerberus” i poliziotti della questura di Enna hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Caltanissetta. Sono tre le persone finite dietro le sbarre con l’accusa di associazione per delinquere di tipo mafioso e concorso esterno nell’organizzazione criminale “Cosa Nostra”. Si tratta di uno dei principali esponenti della famiglia di Calascibetta (Enna) di Cosa Nostra e di due imprenditori, titolari di un impianto per la produzione di calcestruzzo. Gli imprenditori sono accusati di aver concorso alle attività della famiglia mafiosa mettendo a disposizione le informazioni relative allo svolgimento di lavori edili sul territorio, di sostenere economicamente la “Famiglia” e di fare da intermediari tra Cosa Nostra e le ditte che eseguivano i lavori, in cambio del “sostegno” per vedersi assegnate le forniture di calcestruzzo, senza doversi attenere ai parametri concorrenziali. L’indagine, portata a termine oggi dagli investigatori della Squadra mobile di Enna e del Commissariato di Leonforte, in collaborazione con gli agenti delle Volanti e della Polizia scientifica, è il proseguimento dell’operazione “Goodfellas” del giugno 2017. Il fatto che i due imprenditori, per assicurarsi le forniture di calcestruzzo, avrebbero avuto l’appoggio proprio dell’organizzazione mafiosa ennese, sarebbe stato confermato anche da un collaboratore di giustizia; inizialmente, l’attività era stata sottoposta al regolare pagamento del pizzo, fino all’intercessione di alcuni uomini d’onore, che decisero di esentare l’impresa di calcestruzzo. leggi tutto

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Vigilanza Privata, videosorveglianza, dati e Privacy

Un Istituto di Vigilanza Privata che gestisce un impianto di videosorveglianza di un cliente è titolare o responsabile del trattamento? Negli ultimi anni sono stati sottoposti al Garante diversi casi in merito alla corretta configurabilità delle figure privacy (titolare e responsabile). Di seguito il contributo dell’Avv. Marco Soffientini (Docente UnitelmaSapienza; esperto di Privacy e Diritto delle Nuove Tecnologie; Privacy Officer certified in accordo a ISO/IEC 17024:2003; Coord. Naz. Comitato Scientifico Federprivacy; membro dell’Istituto Italiano per la Privacy; membro Comitato di Delibera TUV Italia per lo schema CDP) e della Dr.ssa Silvia Mencaroni (collaboratrice dello Studio Legale Rosadi-Soffientini Associati)Cosa dice il Garante
Il primo e più recente caso in materia riguarda una lettera del 24 settembre 2018 del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, che ha sottoposto al Garante un quesito relativo al ruolo del consulente del lavoro alla luce del Regolamento (UE) 679/2016 con particolare riferimento alle qualificazioni di “titolare” e di “responsabile” del trattamento, dei relativi compiti e responsabilità. Il secondo caso, del 2014, ha riguardato un impianto di videosorveglianza installato presso una farmacia con immagini visionate dalla centrale operativa di un Istituto di Vigilanza.

I Consulenti del Lavoro
La vicenda dei Consulenti del lavoro traeva spunto dalla circolare 23 luglio 2018, n. 1150 con la quale il Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro affermava che “il consulente del lavoro nelle attività di trattamento di dati dei propri clienti e dei dipendenti di questi ultimi, non potrà che assumere la qualifica di titolare del trattamento. E’ possibile ritenere configurabile, al più, una fattispecie di co-titolarità”.

Gli Istituti di Vigilanza
Nel caso esaminato dall’Autorità Garante relativo ad un servizio svolto da un Istituto di Vigilanza il trattamento si svolgeva nel seguente modo: Le immagini raccolte presso i locali della farmacia e trasmesse alla centrale operativa dell’istituto “venivano conservate [dallo stesso] non oltre le 24 ore successive alla rilevazione (fatte salve speciali esigenze di ulteriore conservazione in relazione a festività o chiusura di uffici o di particolare rischiosità dell´attività svolta, comunque non superiori ai 7 giorni).

Il quadro di riferimento
Rispondendo ai quesiti sottoposti dal Consiglio Nazionale dei consulenti del lavoro e da numerosi professionisti, il Garante ha chiarito che il Regolamento (UE) 679/2016 si pone in linea di continuità con quanto già prefigurato dalla Direttiva 95/46/CE. Il Regolamento conferma, infatti, le definizioni di titolare e responsabile del trattamento, nelle quali il primo resta il soggetto che “determina le finalità e i mezzi del trattamento di dati personali” e il secondo colui che “tratta dati personali per conto del titolare del trattamento”.

Titolare e responsabile del trattamento dati
L’art. 4, n. 7 del Regolamento definisce “”titolare del trattamento»: la persona fisica o giuridica, l’autorità pubblica, il servizio o altro organismo che, singolarmente o insieme ad altri, determina le finalità e i mezzi del trattamento di dati personali”. Qualora il trattamento sia effettuato nell’ambito di una persona giuridica, di una pubblica amministrazione o di un altro organismo, il “titolare” è l’entità nel suo complesso (ad esempio, la società, il ministero, l’ente pubblico, l’associazione, ecc.), anziché taluna delle persone fisiche che leggi tutto

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