NOTIZIE

Stradale: microcamera nella mascherina per superare esame, denunciato

Si è presentato alla Motorizzazione di Pordenone per sostenere l’esame della patente B con una mascherina FFP2 in cui era stata collocata una microtelecamera. Gli agenti della Polizia stradale di Pordenone, fingendosi esaminatori, hanno smascherato il candidato, denunciandolo. L’attenzione degli agenti è stata attratta immediatamente dal comportamento anomalo del giovane di origine senegalese. Oltre ad avere un insolito rigonfiamento nella mascherina che indossava, il ragazzo si comportava nervosamente, portando frequentemente le mani all’altezza della bocca e adottando una postura innaturale e ricurva come a voler nascondere qualche cosa. Alla conclusione dell’esame il giovane è stato invitato dagli agenti a consegnare la mascherina indossata che in realtà era composta da due mascherine FFP2 sovrapposte. Tra le due FFP2 c’era un congegno con una piccola telecamera che permetteva di inviare le immagini delle domande d’esame a cui veniva attribuita una risposta tramite lo smartphone che il giovane aveva in tasca: una vibrazione per la risposta vera, due per quelle false. Il ragazzo residente nella provincia di Modena è stato denunciato per truffa.   leggi tutto

From: http://www.poliziadistato.it/articolo/1560657dda6790b813439945

La Polizia di Stato compie 40 anni

Oggi ricorre una data storica: esattamente 40 anni fa veniva approvata la legge 121 che rifondava il sistema della sicurezza del nostro Paese dando vita alla Polizia di Stato, la prima Forza di polizia ad ordinamento civile. Un cambiamento epocale non solo formale. La riforma ha conferito al ministro dell’Interno la funzione di Autorità nazionale di Pubblica Sicurezza e al Prefetto e Questore quella di Autorità provinciali, rispettivamente con competenza generale e tecnico-operativa per la gestione dell’ordine e della sicurezza pubblica, e ha introdotto il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, a capo del quale è preposto il capo della Polizia – direttore generale della Pubblica Sicurezza. Al capo della Polizia è affidato il coordinamento di tutte le Forze di polizia per l’assolvimento dei servizi di ordine e sicurezza pubblica. Con la Legge sono stati istituiti nella Polizia di Stato i ruoli dei tecnici e dei sanitari nonché quello degli ispettori, quest’ultimo con compiti inizialmente solo investigativi. Alle donne venne riconosciuta la parità di trattamento economico, di carriera e di funzioni e fu introdotta la figura dei sindacati di polizia.La riforma ha inoltre rafforzato i valori che contraddistinguono la nostra missione e la memoria di chi ci ha preceduto sacrificando la propria vita al servizio degli altri. Tali valori hanno assunto maggiore rilevanza rafforzando i concetti di identità e servizio. Un servizio fatto di assidua presenza tra la gente, come parte integrante delle comunità, sempre pronti ad aiutare chi è in difficoltà o vive in condizioni di bisogno. Il profondo cambiamento, che ha rinnovato le tradizioni per costruire un futuro improntato sempre più al concetto di prossimità e vicinanza, è stato raccontato nella pubblicazione “La riforma dell’Amministrazione della Pubblica Sicurezza- Esserci sempre al servizio del bene comune”, in un foglietto erinnofilo dedicato alla ricorrenza, prodotto dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, e con una medaglia celebrativa coniata appositamente per tale significativo anniversario. Il prefetto Carlo Mosca, scomparso lo scorso 30 marzo, è stato uno degli ideatori della riforma ed ha curato la realizzazione del libro in cui sono raccolti anche i contributi di autorevoli figure istituzionali, del mondo ecclesiastico, della cultura e della società civile. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo messaggio ha sottolineato come “La legge 121 del 1981 è caposaldo vivo e vitale dei nostri tempi: ha rapportato l’agire della Polizia nella società ai valori della Costituzione repubblicana, affidandole una missione non dissipata in un compito meramente securitario, bensì proiettata esplicitamente verso la cura dell’ordine democratico del Paese”. “Oggi – scrive ancora Mattarella – la Polizia è un corpo dello Stato che i cittadini riconoscono come amico, accessibile e aperto, un elemento di coesione. Una “empatia democratica”, guadagnata sul campo anche nei giorni durissimi di questo annus horribilis appena trascorso”. Il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, nella prefazione, ha rimarcato come “La legge n. 121 è giustamente ricordata per aver fatto del coordinamento delle Forze di polizia il suo punto di forza, l’elemento fondante di un nuovo sistema di sicurezza, in grado di moltiplicare la performance operativa di ogni singolo leggi tutto

From: http://www.poliziadistato.it/articolo/386061f7ee3fb48135122102

Roma: arrestato pusher con 10.000 dosi di shaboo, la “droga che deforma il viso”

Nascosti nell’armadio della sua camera da letto gli agenti del commissariato Romanina della Capitale, hanno trovato 1,126 chilogrammi di shaboo, una droga sintetica molto pericolosa che, inizialmente diffusa in oriente, da qualche anno si trova anche in occidente, Italia compresa. L’uomo, un 39enne di origine cinese, è stato arrestato dopo che i poliziotti erano riusciti ad entrare nel suo appartamento in via Grottaminarda, nel quartiere Colle Prenestino di Roma, che da un’indagine era risultato un probabile luogo di detenzione e spaccio di droga. Le oltre 10mila dosi di stupefacente, che dalle analisi è risultato puro al 93-94 per cento, avrebbero reso sul mercato circa 300mila euro. Il pusher, che aveva già precedenti per reati analoghi, è stato arrestato e processato per direttissima con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, e condannato a sei anni e otto mesi di reclusione, al pagamento di 30mila euro di multa con l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e interdizione legale durante l’esecuzione della pena. Lo shaboo, conosciuto anche come ice, cristalli o “la droga che deforma il viso”, è una sostanza sintetica che appartiene alla famiglia delle metanfetamine, e che ha effetti anche dieci volte superiori a quelli della cocaina. Ma finiti gli effetti di immediata euforia, l’utilizzo dello shaboo può comportare ansia, pensieri e comportamenti irrazionali, insonnia, sbalzi di umore violento, perdita di peso, caduta di denti e capelli, comportamento distruttivo, deformazione del viso, aumento della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa che può portare all’ictus. leggi tutto

From: http://www.poliziadistato.it/articolo/166064a51b2e92b290328772

Vigilanza Privata Aquila: guardie giurate equiparate alla polizia civile?

Una voce dal mercato che non teme di essere controcorrente, a tratti rétro e che auspica una “rivoluzione all’indietro”, verso una qualifica della guardia giurata molto vicina alla polizia civile. Qyesto è il pensiero di Angelo Di Nardo, Security Manager dell‘Istituto di Vigilanza Privata Aquila srl, dove lavorano oltre 300 operatori fra Abruzzo e Molise.

Dall‘ultimo Osservatorio Federsicurezza emerge che la maggioranza delle imprese censite vorrebbe elevare lo status della guardia giurata ad agente ausiliare di PS: cosa ne pensa?

Una premessa: il DM 269/2010 nasceva non solo da una condanna della Corte di Giustizia, ma anche da una necessità – inespressa ma evidente – dello Stato: colmare le lacune di un sistema pubblico endemicamente carente immettendo più sicurezza privata ed elevandone la professionalità. In questo scenario, che vede oggi le guardie giurate impegnate in siti sensibili, al fianco delle forze dell’ordine, addirittura sulle navi mercantili e con una formazione che va ben oltre il “saper leggere e scrivere”, un riconoscimento ulteriore sarebbe sacrosanto. Immagino un processo di evoluzione graduale, che nel tempo avvicini sempre più la vigilanza privata alla polizia civile.

Perché non basta la qualifica di incaricato di Pubblico Servizio?

Perché si assume che la guardia giurata svolga un servizio pubblico solo in alcuni momenti e su alcune tipologie di servizi, mentre produce costantemente sicurezza sul territorio. Uno status adeguato aprirebbe peraltro le porte al riconoscimento del lavoro delle gpg come usurante, con quel che ne consegue in termini di trattamento pensionistico, e concederebbe – si spera – delle deroghe al codice della strada (oggi un’auto che corre su allarme viene multata per eccesso di velocità e un blindato non può accedere ad un’area ztl) o magari l’esenzione del bollo per i mezzi che aderiscono ai “Mille occhi sulla città”. Un nuovo status darebbe dignità ad una professione ad oggi blindata da una concreta impossibilità di intervento. Perché scegliere una gpg allora? Il portiere costa molto meno e apparentemente fa lo stesso lavoro. In un mercato all’eterno ribasso, anche quando la committenza è pubblica, a che dovrebbero servire formazione e certificazione? Serve un anno zero che parta dal CCNL per raggiungere un nuovo status di polizia civile.

Sta pensando ad una forma di militarizzazione del comparto privato della sicurezza? Un totem ideologico difficilmente superabile…

“Militarizzazione” è un concetto forte, ma non deve fare paura se è regolata, coordinata, perimetrata e garantita dallo Stato. Piuttosto deve mettere paura il volontariato militarizzato, come quello del Tulipark. Il DM269 chiede di elevare la qualità dei servizi ed alza l’asticella della security su tutti i livelli: perché dunque non immaginare un percorso a tappe volto ad identificare una figura che possa essere davvero al centro del concetto di complementarietà e sussidiarietà e che sgombri il campo da ogni pretestuosa commistione con i servizi fiduciari?

Quali potrebbero essere le tappe di questa evoluzione graduale?

Il primo passo sarebbe la possibilità di tutelare la persona fisica.
Cosa che di fatto avviene già: il piantone davanti alla banca tutela solo il denaro o protegge anche leggi tutto

From: https://www.vigilanzaprivataonline.com/riforma-tulps/vigilanza-privata-aquila-guardie-giurate-equiparate-alla-polizia-civile-4567.html

Category: Primapagina, Riforma Tulps, Rinnovo CCNL, vigilanza aquila

Replica del SAVIP sulle vicende CLSTV

A richiesta del Sig. Vincenzo del Vicario e per l’integrazione dei dati pubblicati su questo Organo d’informazione, relativi alle vicende che lo riguardano, a tutela della sua onorabilità e della credibilità del SAVIP (Sindacato Autonomo Vigilanza Privata), si pubblica quanto l’interessato ha fatto conoscere alla Redazione con lettera del 30 marzo 2021 circa il lungo contenzioso con Di Angelo Roberto e le sue Società di vigilanza privata:

Alla data odierna, trascorsi sette anni da quelle dichiarazioni del Di Angelo, va detto che le sue quattro iniziative legali penali nei confronti del sottoscritto (e del SAVIP) si sono TUTTE chiuse non solo con il riconoscimento dell’assoluta innocenza del sottoscritto ma anche con formali attestazioni dei giudici sulla correttezza del comportamento tenuto dallo scrivente.

In particolare, con Decreto n. 01831/15 R.G. GIP del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma, Sez. 33°, in data 10/02/2017 (depositata il 3 febbraio 2017), su conforme richiesta del P.M., veniva disposta l’archiviazione per “tardività della querela”.

Inoltre, con sentenza n. 57803-17 della Corte di cassazione, V Sezione penale, in data 30/11 – 28/12/2017, che dichiarava inammissibile il ricorso del Di Angelo contro il Decreto di archiviazione n. 1454/2016 RGGIP del 28 novembre 2016 a favore del sottoscritto, restava definitivamente accertato che quanto il Di Angelo lamentava essere una diffamazione a mezzo stampa, era invece verità, siccome: …costituisce un dato pacifico che nel periodo in cui venivano pubblicati gli articoli in esame la società di vigilanza della persona offesa aveva intrapreso un’operazione di cessione di ramo di azienda, dato non contestato dall’opponente; tale cessione era ritenuta pregiudizievole per i lavoratori dal sindacato di cui l’indagato era rappresentante e, proprio per tali ragioni, lo stesso aveva anche presentato alcuni esposti alla Procura della Repubblica. Inoltre, nel caso di specie ricorre anche l’ulteriore requisito della “continenza” del linguaggio, non avendo mai trasceso gli articoli in esame, in un’aggressione gratuita della reputazione altrui, mediante termini ex se violenti o volgari, limitandosi piuttosto alla critica sindacale…Negli articoli allegati alla querela non vengono mai utilizzate espressioni direttamente lesive dell’onore o della reputazione del legale rappresentante della società, odierna persona offesa, il quale ha anche avuto modo di replicare alle dichiarazioni rese dall’indagato, che comunque ha sempre utilizzato toni corretti e non offensivi dell’altrui reputazione. Sulla base di siffatte considerazioni, dunque, l’Ufficio di Procura ha correttamente argomentato che, in definitiva, non sussistono nel caso di specie i presupposti per esercitare l’azione penale, in quanto, in caso di giudizio, l’odierno indagato andrebbe assolto perché il fatto non costituisce reato sussistendo la scriminante dell’esercizio del diritto (di critica) ex art. 51 c.p.”.

Anche nel terzo procedimento, il n. 2881/18 del Giudice di pace di Roma in data 11/09/2018, con riferimento alla querela presentata dal Di Angelo in data 21/12/2011, il sottoscritto era assolto con la seguente motivazione: “Le espressioni pronunciate dall’odierno imputato, riguardanti le condizioni finanziarie del Di Angelo e dell’azienda di Vigilanza, devono essere contestualizzate nell’ambito del difficile clima che si era creato nell’ ambiente di lavoro in cui sono state proferite e dei reiterati atteggiamenti leggi tutto

From: https://www.vigilanzaprivataonline.com/vigilanza-nella-stampa/replica-del-savip-sulle-vicende-clstv.html

Category: Primapagina, Vigilanza nella stampa

Varese: maxi rissa a Gallarate, 30 indagati

Indagati 30 giovani, la maggior parte minorenni, che hanno partecipato alla maxi rissa avvenuta l’8 gennaio scorso nel centro di Gallarate (Varese). Tutti devono rispondere a vario titolo di rissa aggravata, lesioni personali, favoreggiamento e porto di armi e oggetti atti ad offendere. Due maggiorenni sono stati sottoposti uno agli arresti domiciliari e l’altro all’obbligo di dimora con divieto di allontanamento notturno; sette minorenni sono stati sottoposti alla misura della permanenza in casa, con divieto di comunicare con qualsiasi mezzo, telefonico o telematico con soggetti diversi da quelli con cui coabitano, e gli altri otto a diverse prescrizioni per la durata di due mesi, come l’ obbligo di frequenza di attività educative e scolastiche, utilizzo di sistemi telematici solo ai fini scolastici, obbligo di partecipare ai colloqui con gli specialisti dei servizi sociali territoriali. Il Questore della provincia di Varese ha inoltre disposto per 26 dei trenta indagati il provvedimento di prevenzione noto come “Daspo Willy”, che prevede il divieto di accesso ai locali e agli esercizi pubblici situati nella zona del centro della città di Gallarate e a ristoranti, pasticcerie, gelaterie, bar, sale da ballo, sale da gioco e locali notturni. L’indagine ha consentito di documentare che la rissa è stata organizzata da due opposte fazioni, quella di Varese/Malnate e quella di Cassano Magnago/Gallarate, al fine di “regolare i conti” a seguito di una precedente rissa avvenuta solo pochi giorni prima a Cassano Magnago (Varese). Dopo lo scontro, i partecipanti avevano cominciato a pubblicare sui propri profili Instagram dei post relativi alla rissa, fomentando sui social la contrapposizione e coinvolgendo i rispettivi amici, giungendo a organizzare il nuovo “incontro” a Gallarate. All’appuntamento i soggetti provenienti da Varese/Malnate si sono presentati con numerosi oggetti atti ad offendere, fra cui mazze, bastoni, coltelli e catene, con i quali hanno colpito alcuni dei ragazzi appartenenti alla opposta fazione, fra cui un minorenne che era poi stato soccorso dai passanti e, successivamente ricoverato in ospedale con lesioni giudicate guaribili in sette giorni. Durante l’attività investigativa è emersa inoltre l’inclinazione degli indagati a reiterare nuove violente azioni di gruppo pianificate attraverso il classico tamtam sui più noti social network, tanto che avevano organizzato il “terzo round” nel Comune di Malnate, non realizzatosi solo grazie alla collaborazione delle istituzioni di quel Comune e alle immediate attività poste in essere dalla Polizia di Stato.  leggi tutto

From: http://www.poliziadistato.it/articolo/386064501a26f11353906535

Traffico di droga: 5 arresti nel Napoletano

Sequestrati dalla Squadra mobile e dal Gico della Guardia di finanza di Napoli 150 chili di cocaina, 46 chili di hashish, 9 pistole con munizioni, strumenti per il confezionamento della sostanza stupefacente e oltre 650mila euro in contanti. Questi i risultati di un’operazione congiunta di Polizia di Stato e Guardia di Finanza che si è conclusa stamattina con l’arresto di cinque persone tra Giugliano in Campania e Marano, entrambi in provincia di Napoli. Gli arrestati sono tutti accusati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e armi. Due degli arrestati sono stati sorpresi nel box auto dell’abitazione di un terzo complice mentre caricavano, all’interno di scomparti ricavati nel vano della ruota di scorta di due autovetture, 100 panetti di cocaina per un peso complessivo di circa 105 chili. La perquisizione effettuata in casa di un quarto componente ha poi portato alla luce, celata sotto il pavimento del suo garage, una botola ad apertura comandata da un sistema idraulico, all’interno della quale sono stati scoperti e sequestrati altri 47 panetti di cocaina per un peso complessivo di circa 43 chili. La perquisizione dell’abitazione di un quinto appartenente dell’organizzazione ha portato al rinvenimento dei 46 chili di hashish, di 2 chili di cocaina, 6 pistole semiautomatiche e relativo munizionamento, 3 revolver con matricola abrasa, 12 caricatori, 543 munizioni per arma corta, numerosi stampi per l’apposizione di marchi sulle confezioni di stupefacenti, una pressa ed altri strumenti per il confezionamento della droga. Anche in questo caso il ”materiale” è stato trovato all’interno di un vano ricavato in una botola nascosta sotto il pavimento del box auto e accessibile tramite un sistema ad apertura controllata di tipo idraulico. Durante le perquisizioni, all’interno dell’auto di un sesto complice, è stato rinvenuto un analogo doppiofondo che ne ha determinato la denuncia. In casa di un settimo componente, infine, gli investigatori hanno trovato un sistema a scomparsa nascosto sotto il pavimento del piano interrato, che dava accesso a una botola all’interno della quale sono stati trovati e sequestrati 62 involucri in cellophane contenenti banconote di vario taglio, per una somma totale di oltre 650 mila euro, oltre a 2 macchine conta banconote. leggi tutto

From: http://www.poliziadistato.it/articolo/1360643f2437338113339114

Postale: catturato il re delle truffe online

  Identificato e catturato dalla Polizia postale il re delle truffe online. Il 63enne, originario della provincia di Cosenza, si nascondeva vicino Roma: deve scontare 7 anni di reclusione per reati di associazione per delinquere finalizzata alla falsificazione di strumenti di pagamento, truffa, estorsione ed altro. Nuove truffe messe a punto nell’area geografica identificata dagli investigatori avevano confermato la presenza dell’uomo nella zona e, attraverso indagini informatiche e tradizionali, con appostamenti e pedinamenti, la Polizia postale di Cosenza insieme a quella di Roma e al commissariato di Colleferro lo hanno arrestato in un appartamento della provincia di Roma. Era ricercato da tempo dopo aver fatto perdere le sue tracce per sottrarsi al carcere, in seguito alla condanna definitiva. All’interno dell’immobile gli agenti hanno sequestrato diversi telefoni cellulari, carte di pagamento e dispositivi per la connessione Internet. Dalle indagini e dagli appostamenti è emerso, tra l’altro, che il latitante prelevava denaro periodicamente attraverso le postazioni bancomat nella zona in cui era stato individuato, con l’utilizzo di carte in suo possesso. L’uomo, considerato dagli investigatori uno tra i primi criminali informatici, è risultato essere componente di un’organizzazione specializzata nella falsificazione di strumenti di pagamento e nelle frodi informatiche. leggi tutto

From: http://www.poliziadistato.it/articolo/1560643bf0ca641712054239

A Roma la camera ardente del prefetto Carlo Mosca

“Esprimo al figlio Davide i sentimenti di cordoglio e vicinanza da parte della famiglia della Polizia di Stato. Oggi il nostro Paese perde un uomo di grandi virtù che ha servito per decenni il nostro Paese con impegno e non comune senso dello Stato”. Queste le parole del capo della Polizia Lamberto Giannini per la scomparsa del prefetto Carlo Mosca avvenuta ieri a Roma. Oggi pomeriggio, dalle 15 alle 20, sarà allestita la camera ardente presso la Scuola superiore di polizia di Roma. Dopo avere trascorso parte della carriera nel Corpo delle guardie di pubblica sicurezza e, nominato prefetto nel 1993 e prefetto di prima classe nel 2000. È stato tra i principali ispiratori della legge di riforma dell’amministrazione della pubblica sicurezza n.121 del 1981. Ha svolto le funzioni di vice capo di gabinetto del ministero dell’Interno sino al 1994, quando è diventato vice direttore vicario del Sisde. Dal 1996 ha svolto l’incarico di direttore della Scuola superiore del ministero dell’Interno e nel 2000 quello di direttore dell’Ufficio centrale legislativo e delle relazioni parlamentari presso lo stesso dicastero dove ha assunto, dal 2003, le funzioni di capo di gabinetto dei ministri dell’Interno Pisanu e Amato. Dal settembre 2007 era stato prefetto di Roma. leggi tutto

From: http://www.poliziadistato.it/articolo/13606432aa0ab86359715641

Concorsi: pubblicato bando per l’assunzione di 130 commissari

Nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana 4^ Serie speciale “Concorsi ed esami” del 30 marzo 2021 è pubblicato il bando del concorso pubblico, per titoli ed esami, per l’assunzione di 130 commissari della Polizia di Stato. Le domande di partecipazione potranno essere presentate dalle ore 00.00 del 31 marzo 2021 alle ore 23.59 del 29 aprile 2021. Il candidato dovrà inoltre essere in possesso di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) a lui personalmente intestata, ovvero di posta elettronica istituzionale (corporate) per i candidati appartenenti alla Polizia di Stato, dove riceverà le comunicazioni relative al concorso. Il bando e le altre informazioni sono presenti al seguente link: https://www.poliziadistato.it/articolo/1416062071dcb74f130205478 leggi tutto

From: http://www.poliziadistato.it/articolo/3860634f479473c859065999