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Genova: il capo della Polizia ai 70 anni del Reparto mobile

Oggi alla caserma “Nino BIXIO” di Genova è stato celebrato il 70° anniversario del Reparto mobile, che fu istituito nel 1948 dopo la proclamazione dello stato Repubblicano. All’evento ha preso parte il capo della Polizia Franco Gabrielli che alla presenza delle autorità civili e militari ha reso omaggio ai caduti della Polizia. Il prefetto Gabrielli nel suo intervento ha ricordato il periodo passato proprio al reparto mobile di Genova dove ha imparato “Lo spirito di corpo e il sentirsi parte di una grande famiglia” proseguendo ha poi sottolineato che oggi “I Reparti sono un’eccellenza della nostra amministrazione, perché dagli errori del passato si sono fatte scelte e percorsi virtuosi”. Per l’occasione della ricorrenza all’interno della caserma è stata realizzata una mostra di mezzi provenienti dal Museo Storico della Polizia di Stato tra cui la Jeep “Willys” in dotazione nell’immediato dopoguerra, la Jeep Alfa Romeo Ar 51 soprannominata “matta” per le evoluzioni di cui era capace, la celebre Fiat 1500 utilizzata per il pattugliamento negli anni Sessanta, l’autoblindo Staghound e il mezzo da ordine pubblico degli anni Settanta OM50, il mezzo anfibio VTC utilizzato in occasione delle alluvioni nel basso Piemonte e, infine, la Lamborghini della Polizia di Stato attualmente in servizio. I 70 anni di storia del VI Reparto Mobile che s’intrecciano, inevitabilmente, con le vicende della città di Genova, sono raccontati anche attraverso una mostra fotografica con immagini di archivio. E per la prima volta la caserma “Nino Bixio”, nella sua lunga storia, apre i battenti al pubblico per consentire di visitare la mostra nel suo insieme che sarà aperta alla cittadinanza a partire da questo pomeriggio dalle 14 alle 17, mentre sabato 1 dicembre l’orario sarà dalle 10 alle 17 e domenica 2 dicembre dalle 10 alle 13. leggi tutto

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Gabrielli a Riccione per la presentazione del “Progetto 3P: patto – passione – partecipazione”

Promuovere un nuovo modello di partecipazione e inclusione negli stadi mediante la stretta collaborazione tra società, istituzioni e tifosi, ponendo particolare attenzione verso le famiglie e la sicurezza è l’obiettivo finale del “Progetto 3P: patto – passione – partecipazione”, presentato oggi pomeriggio a Riccione. Il Progetto, realizzato dalla Lega Pro in accordo con l’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive del ministero dell’Interno, è stato attuato nella stagione calcistica 2018-2019. Alla presentazione, che si è svolta presso il Palazzo del Turismo di Riccione, era presente anche il capo della Polizia Franco Gabrielli, insieme al presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli e al presidente dell’Aia Marcello Nicchi. “Apprezzo il coinvolgimento della Lega Pro nella tematica della sicurezza come tema che non appartiene solo alle Forze di polizia ma che coinvolge tutti – ha detto il capo della Polizia in una dichiarazione rilasciata a margine dell’evento – Serve un percorso in cui tutti siano partecipi, consapevoli e responsabili”. Prima di recarsi al Palazzo del Turismo, il prefetto Gabrielli, accompagnato dal questore di Rimini Maurizio Improta, ha visitato il posto avanzato della Polizia di Stato. L’ufficio è la risposta all’esigenza di garantire a Riccione un punto di appoggio molto utile sia per le esigenze operative, sia per una maggiore fruibilità dei servizi di polizia da parte dei cittadini e, soprattutto, per i turisti che ogni anno affollano la cittadina balneare. Durante la visita il capo della Polizia ha sottolineato che “È un esempio tangibile della polizia che amo, vicina alla comunità e che la comunità sente come propria”. leggi tutto

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Vibo Valentia: palazzina della scuola di Polizia intitolata a Montinaro

Intitolata alla memoria dell’assistente capo Antonio Montinaro, Medaglia d’oro al Valor Civile, caduto nella Strage di Capaci, la cosiddetta “Palazzina nuova” della Scuola Allievi Agenti di Vibo Valentia. In questa Scuola, nel 1981, Montinaro aveva frequentato il corso da agente. Alla cerimonia ha preso parte il capo della Polizia Franco Gabrielli, la vedova di Antonio, Tina Montinaro, da sempre impegnata nella diffusione dei valori della legalità, le autorità civili e militari e i 216 allievi agenti che attualmente stanno frequentando il 202° corso. Il capo della Polizia Franco Gabrielli nel suo intervento ha detto che “Giro l’Italia non solo per avere l’occasione per parlare con i colleghi per rendermi conto delle condizioni in cui operano, ma oggi a maggior ragione per ricordare i nostri caduti che per me sono una inesauribile benzina un carburante straordinario per andare avanti per cercare di fare meglio. Il prefetto Gabrielli ha poi proseguito dicendo che “L’unica nostra ragione d’essere è servire; garantire la sicurezza è l’impegno che noi abbiamo assunto con le comunità e ogni divisa è il segno più profondo del sacrificio di quelli che ci hanno preceduto”. In occasione dell’evento sono state organizzate diverse giornate di incontri che coinvolgeranno, oltre agli uomini e alle donne della Polizia di Stato di Vibo Valentia, anche le autorità civili e religiose, ma, soprattutto, gli studenti delle Scuole vibonesi e la cittadinanza; l’iniziativa si propone principalmente di esaltare i valori della memoria e della legalità in un territorio, quello vibonese, a forte densità mafiosa. Il 30 novembre, ci sarà un dibattito sulle mafie al quale saranno invitati gli allievi agenti e gli studenti dei licei cittadini e della Provincia che hanno partecipato al bando-concorso sul tema “Memoria e Legalità”. All’evento sarà presente Tina Montinaro, il giornalista e scrittore Gaetano Savatteri, autore del libro L’Attentatuni e il regista e sceneggiatore Stefano Mordini, regista del film La scorta di Borsellino- Emanuela Loi. Il primo dicembre, invece, la Scuola allievi agenti sarà aperta agli studenti e alla cittadinanza e, per l’occasione, sarà possibile visitare stand e assistere a dimostrazioni della Polizia scientifica, dei cinofili, degli artificieri e della Polizia stradale. Inoltre, nel cortile interno della Scuola, saranno esposte la teca con la Quarto Savona Quindici, nome in codice dell’auto blindata sulla quale viaggiava Antonio Montinaro, la Lamborghini Huracan, e una mostra fotografica sugli eventi di cronaca di maggiore rilievo storico. La manifestazione si concluderà il 2 dicembre, con la I^ edizione della gara podistica “Vibo corre per memoria e legalità”. Il ricavato raccolto con le iscrizioni verrà devoluto a favore del Piano di Assistenza “Marco Valerio”, rivolto ai figli dei poliziotti affetti da gravi patologie. leggi tutto

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Milano: rapina in gioielleria, presa gang delle “Pink panthers”

Stava pianificando un grosso colpo a Basilea, in Svizzera, ma è stato bloccato dalla polizia elvetica che ha dato esecuzione al mandato d’arresto europeo. Si tratta di uno degli autori della rapina alla gioielleria “Paradiso Luxury”, compiuta lo scorso 20 dicembre in via Pontaccio a Milano. In quell’occasione i criminali, nel giro di 50 secondi, avevano sottratto orologi di pregio per un valore superiore ai 200 mila euro. L’uomo, estradato in Italia, è stato arrestato dai poliziotti della Squadra mobile di Milano. Per i due complici sono in corso ricerche in campo internazionale. Il cittadino serbo arrestato fa parte del gruppo criminale di origine balcanica “Pink panthers” attivo in tutto il mondo e conosciuto per i modi violenti e spregiudicati con cui compie rapine. Il criminale e i suoi due complici sono sospettati di essere tra gli autori di altri colpi commessi anche a Milano. Donatella Fioroni leggi tutto

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Ragusa: finte dottoresse per vere truffe

Si fingevano dottoresse dell’Azienda sanitaria provinciale e ottenuta la fiducia di anziane signore, con la scusa di dover fare delle visite mediche per la pensione, le derubavano. Due donne sono state arrestate dalla Squadra mobile di Ragusa con l’accusa di truffa e furto. Una volta all’interno dell’abitazione, le complici effettuavano un’anamnesi facendo finta di appuntare il tutto su un libretto sanitario che avrebbero rilasciato al termine della visita medica. Dovendo quindi fare la “visita” invitavano le vittime ad andare in bagno e spogliarsi togliendo ogni oggetto in oro, comprese le fedi nuziali: ed è così che poi una delle due donne si impossessava dell’oro, distraendo la vittima. L’indagine è partita dopo le denunce di numerose signore anziane che, tra la primavera e l’estate di quest’anno, erano state derubate con lo stesso modus operandi. Gli agenti le hanno individuate grazie alle telecamere di videosorveglianza, alla collaborazione di alcune anziane signore e all’impronta digitale rilevata dalla Polizia scientifica sul finto libretto sanitario, poi rivelatosi un semplice quaderno. Dalle indagini è stato possibile anche risalire anche alla Fiat panda bianca utilizzata per raggiungere la provincia di Ragusa da Siracusa, città da cui provenivano le due truffatrici. leggi tutto

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Nuoro: arrestato libanese per terrorismo internazionale

Deve rispondere di associazione con finalità di terrorismo internazionale per la sua appartenenza all’autoproclamato stato islamico e di aver pianificato un’azione ostile in Sardegna. Si tratta di un 38enne libanese di origine palestinese arrestato questa mattina, a Macomer (Nuoro), dagli uomini della Digos di Cagliari e Nuoro, coordinati dal Servizio per il contrasto all’estremismo e terrorismo esterno della Direzione centrale della Polizia di prevenzione. Le indagini sono iniziate alcune settimane fa a seguito della notizia, ripresa ampiamente dalla stampa mediorientale, dell’arresto in Libano di un militante di Daesh che aveva pianificato l’avvelenamento con la “ricina” di una cisterna d’acqua da cui si riforniva una caserma dell’esercito libanese. Il progetto sarebbe stato supportato da un suo “cugino” presente in Italia, il quale avrebbe avuto in animo di realizzare una simile operazione anche in Europa. Il “cugino” veniva individuato in Sardegna dagli uomini dell’antiterrorismo che acquisivano nei suoi confronti elementi sia in ordine all’appartenenza al c.d. islamic state sia riguardo una pianificazione per utilizzare agenti tossici con finalità lesive. Durante la perquisizione domiciliare i poliziotti hanno sequestrato alcuni campioni di sostanza che al momento vengono analizzati dalla polizia scientifica di Cagliari, mentre dall’esame tecnico del suo smartphone è stato trovato molto materiale riferibile al sedicente stato islamico e al suo califfo Abu Bakr Al-Baghdadi; inoltre, gli investigatori hanno riscontrato sul cellulare anche una vasta letteratura e documentazione inerente sostanze venefiche letali, come le aflatossine B1 e il metomil, un pesticida potentissimo che l’uomo ha tentato a più riprese di acquistare su siti di e-commerce. In ragione del profilo di pericolosità dell’indagato, la cattura è stata eseguita con il supporto di una squadra operativa del NOCS. leggi tutto

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Foggia: 11 arresti per spaccio a San Severo

Tutto è nato a seguito di una perquisizione effettuata a casa di uno degli indagati, soprannominato “Robin Hood”, da qui il nome all’operazione di questa mattina della Squadra mobile di Foggia e del commissariato di San Severo che ha portato alla segnalazione, alla magistratura, di 14 pregiudicati di San Severo. Dieci sono finiti in carcere, uno ai domiciliari e ad altri tre è stato imposto l’obbligo di presentazione all’autorità giudiziaria. Le indagini hanno riguardato il periodo compreso tra marzo 2017 e febbraio 2018 ed hanno permesso di accertare numerosi episodi di spaccio di hashish, marijuana, cocaina ed eroina che avvenivano all’interno delle abitazioni di alcuni indagati e dove i clienti si recavano con giornaliermente. Tra gli arrestati, tutte persone ritenute vicine a noti esponenti della criminalità sanseverese, anche due donne a cui spettava il compito di informare i mariti, nel caso in cui venissero fatte delle perquisizioni all’interno delle abitazioni. Gli spacciatori utilizzavano termini convenzionali per comunicare al telefono con i loro clienti. Cicoria, per esempio, era il termine utilizzato per indicare la marijuana. Termini che non sono passati inosservati agli investigatori che, attraverso intercettazioni e indagini, sono riusciti ad individuare spacciatori, clienti e luoghi dove avveniva la vendita della droga. Nell’operazione di questa mattina sono stati impegnati un centinaio di agenti della Polizia di Stato, con ausilio di un elicottero del Reparto volo e numerose pattuglie dei Reparti Prevenzione Crimine. Donatella Fioroni leggi tutto

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Foggia: arrestato killer mafioso

A distanza di quasi tre anni è stato arrestato uno dei due killer di Rocco Dedda il pregiudicato ucciso nel gennaio 2016. A Foggia gli investigatori del Servizio centrale operativo e della squadra mobile hanno fermato un pregiudicato legato al gruppo criminale “ Moretti Pellegrino Lanza” che si contrappone da anni al gruppo “Sinesi Francavilla” al quale invece era legato la vittima. La guerra mafiosa tra le due famiglie contrapposte è esplosa nel settembre 2015 ed ha registrato diversi episodi violenti con tentativi di omicidio e la morte di Dedda. L’uomo fu ucciso dentro la sua abitazione da due killer mentre era in compagnia della convivente e del figlio di 4 anni. Grazie alle indagini (Video) e alle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia si è arrivati all’identificazione dell’uomo arrestato questa mattina. leggi tutto

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Rubavano e ricettavano gioielli, arresti e denunce nel Centro Italia

Individuate alcune agenzie di compro oro che ricettavano gioielli rubati da criminali, durante furti in abitazioni; i titolari dei negozi fondevano l’oro ottenendo lingotti che rivendevano ad altre agenzie compiacenti. È il risultato dell’operazione “Oro forte” portata a termine questa mattina dagli agenti del commissariato Forte dei Marmi in collaborazione con quelli delle Squadre mobili di Lucca, Arezzo, Massa, Pisa e Firenze.
Impiegate anche numerose pattuglie del Reparto prevenzione crimine e una unità del Reparto volo di Firenze. Sono 33 le misure cautelari eseguite, di cui 24 in carcere, e 44 le persone indagate per un totale di 219 capi di imputazione. Eseguite anche 40 perquisizioni in diverse province del centro Italia e il sequestro preventivo di una gioielleria-compro oro di Viareggio, nonché il sequestro di numerosi conti correnti bancari da parte del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza. L’attività investigativa ha stroncato l’attività di due gruppi criminali che ruotavano intorno ad alcune agenzie di compro oro. Il primo era costituito da giovani cittadini albanesi specializzati nei furti in abitazione nelle province di Lucca, Massa e La Spezia che prediligevano, nei loro colpi, gli oggetti preziosi che poi monetizzavano in due compro oro della Versilia. Gli investigatori del commissariato di Forte dei Marmi hanno accertato 89 colpi messi a segno dal gruppo criminale, il primo dei quali ad agosto 2015. Grazie alla collaborazione della Squadra mobile di Lucca, l’indagine si è sviluppata ulteriormente, riuscendo a far luce su un’associazione per delinquere finalizzata alla ricettazione e al riciclaggio di notevoli quantità di oro provento di furto, per un volume d’affari di oltre 550mila euro documentati in soli 9 mesi di indagine. A capo dell’organizzazione un 55enne italiano e la sua famiglia, moglie e due figli, che gestivano un’agenzia di compro oro. Questi acquistavano gli oggetti preziosi, consapevoli della loro provenienza illecita, li sezionavano e li schiacciavano per poi fonderli in lingotti artigianali utilizzando la fonderia allestita dalla famiglia in una stalla della loro abitazione. Per giustificare il fatturato della loro attività commerciale, i ricettatori annotavano sui registri solo la merce anonima, non riconducibile ai furti, registrando gli oggetti a nome di ignari clienti. Gli investigatori, seguendo il flusso di denaro, sono arrivati a una fonderia e un compro oro di Arezzo. Gli arrestati portavano l’oro, fuso in lingotti, a due complici che lo acquistavano in contanti e lo fondevano nuovamente per ripulirlo. Documentate diverse vendite di lingotti artigianali: 1.630 grammi per 55.600 euro, un chilo per 30mila euro, quattro chili per 100mila euro, 2.201 grammi per 66.800 euro. All’ennesima cessione di oro, 2.491 grammi per 70mila euro, sono intervenuti gli agenti del commissariato di Forte dei Marmi e delle Squadre mobili di Lucca e Arezzo, che hanno sequestrato tutto, insieme a un piccolo lingotto di 159,9 grammi e orologi Rolex rubati e trovati nei compro oro di Viareggio e Pietrasanta. leggi tutto

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Brescia: scoperti i ladri dell’Alfa delle Mille Miglia

Sono tutti componenti dello stesso nucleo familiare, marito, moglie e figlio di 19 anni, gli autori del furto della Alfa Romeo 6C 2500 Sport Cabriolet, auto storica in gara anche all’ultima Mille Miglia, arrestati questa mattina dai poliziotti della Squadra mobile di Brescia con la collaborazione della Stradale. L’autovettura, con targa olandese e del valore stimato di oltre un milione di euro, era stata rubata a Brescia il 13 maggio scorso. Attraverso l’analisi delle immagini delle telecamere cittadine, varchi e transiti autostradali, l’analisi del traffico telefonico ed intercettazioni, gli agenti hanno ricostruito tutte le fasi del furto. I ladri, dopo aver sganciato l’auto storica dal carrello a bordo del quale era custodita, l’hanno caricata su un furgone e si sono allontanati dalla città prendendo l’autostrada. I tre indagati sono anche responsabili di altri furti di auto commessi nei mesi successivi, per lo più nei comuni del lago di Garda affollati dai turisti. I poliziotti hanno inoltre scoperto che la coppia portava anche la figlia di 7 anni a fare il “palo” durante i furti. La bambina è stata tolta al nucleo familiare e affidata ad una comunità. leggi tutto

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