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Autotrasporto: nuovi livelli di sicurezza in un convegno a Roma

Autotrasporto sicuro: un tema caldo e con diverse implicazioni, che sarà oggetto di un convegno a Roma a cura di ANSSAT, Associazione nazionale servizi satellitari e telematici aderente a Federsicurezza. Tanto per dare una dimensione al fenomeno: nel 2018 si sono verificati 3395 furti e rapine di veicoli industriali (+112,45% sul 2017). 283 furti di Tir al mese, 9 al giorno! Come rispondere? ANSSAT ha elaborato dei livelli di sicurezza per le auto e i mezzi pesanti.

Di questo ed altro si parlerà presso la sede di Confcommercio il prossimo 28 Novembre, alla presenza delle autorità competenti (dalla polizia stradale all’Interpol) e dei principali stakeholder del comparto, dalle assicurazioni ai grandi utenti.

Perchè in presenza di standard volontari, la vera spinta verso l’adozione di alti livelli di sicurezza deve di necessità provenire dal mercato stesso – che è il primo ed ultimo anello della vicenda.
E perché i danni di un furto non si riducono all’ammanco, ma possono avere ripercussioni reputazionali molto severe per l’azienda, con tutto quello che ne consegue in termini di ricadute occupazionali e sociali. La sicurezza dell’autotrasporto è quindi un tema allargato e sensibile.

Ultimi posti disponibili (ingresso libero): per registrazioni inviare un’e-mail: info@anssat.it

Invito Ansstat 2019

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Categoria:VarieData:30 Ottobre 2019

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Vigilanza Privata: mercati emergenti e problemi mai risolti

Si è parlato di andamento del mercato della vigilanza privata e di business emergenti, si è parlato della necessità di dialogare e di integrare ma soprattutto si è parlato di attualità, di difficoltà di interlocuzione con il Ministero dell’Interno e dei suoi effetti nefandi. Questa la sintesi del convegno organizzato da Federsicurezza presso la Fiera SICUREZZA lo scorso 13 Novembre.

Si è in primo luogo riflettuto sul termine di “filiera”, che nel comparto sicurezza privata è sempre risultato indigesto, sia in termini contrattualistici del lavoro, sia sui tavoli istituzionali e tecnici. E’ però proprio l’integrazione (tra tecnologie e uomini, sicurezza pubblica e privata, armata e disarmata, fisica e logica, security e safety) il fil rouge delle industrie di settore più fiorenti, anche se il nostro piccolo mondo antico sembra esserne spesso esente.

Il Rapporto FederSicurezza 2019 mostra del resto un settore italiano in affanno, strangolato da costi di esercizio insostenibili, appalti – anche pubblici – aggiudicati a prezzi inferiori ai minimi tabellari e prezzi che scendono in picchiata, anche grazie ad un uso disinvolto del portierato.

Ma in Italia c’è anche chi ha le idee chiare per marginalizzare: la travel security ad esempio è un business di grande interesse. Ovviamente non è per tutti, né può essere completamente operata dalle aziende nostrane (costrette a subappaltare la parte dei contractor), ma è sfidante e dà soddisfazioni.
E c’è anche chi lavora bene, pur in una selva di legislazione della negazione, nel settore disarmato, che cuba numeri e soddisfa la richiesta di integrazione elevata dalle stesse stazioni appaltanti.
Cosa manca allora alle imprese italiane?

“Il prodotto Italia è eccellente, ma manca un sistema Italia a supportarlo” – risponde Luigi Gabriele, Presidente di Federsicurezza. “Così succede che aziende italiane virtuose siano costrette a subappaltare remunerative parti di un’attività che saprebbero fare benissimo da sé, se solo la legge lo permettesse. E così succede che un business, più che fiorente all’estero, in Italia sia fonte di confusione e sospetto – come accade per una security disarmata basata solo su leggi del diniego. E così succede che, quando ancora troppe aziende di vigilanza privata operano indisturbate senza una certificazione che sarebbe cogente, il Dipartimento di Pubblica Sicurezza non trova nulla di più urgente da fare se non partorire una circolare sul lavoro autonomo delle guardie giurate. Questo è il frutto di un comparto che di integrato, purtroppo, non ha nulla, soprattutto nel dialogo”.

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Guardie giurate autonome al via

Il Consiglio di Stato, interpellato dal Ministero dell’Interno sul possibile rilascio di licenza a guardie giurate che operino in regime di lavoro autonomo, ha detto sì. Con la controversa circolare del 17 Ottobre 2019 si apre dunque l’era delle gpg autonome (e dei relativi sindacati, già allo studio a quanto ne sappiamo). Al netto di ogni considerazione sul tentativo – in violazione del principio della gerarchia delle fonti – di abolire una norma di legge (il DM 269/2010) con una semplice circolare, la censura maggiore riguarda però il merito di questa scelta.
Se finora solo chi vantava un rapporto di lavoro dipendente con un Istituto di Vigilanza poteva essere nominato Guardia Giurata, con questa circolare si apre infatti il mercato a chiunque. Con quale qualità dei servizi? Con quale formazione? Con quale sicurezza per la guardia, per i clienti e per la società? Con quale certificazione?

Inutile elencare i rischi di un mancato controllo dell’autorità tutoria (Prefetture e Questure già latitano a controllare anche delle corpose aziende del settore: figurarsi se controlleranno dei singoli).
Inutile indignarsi per la schizofrenia giuridica che attanaglia questo settore sin dai tempi delle compiante tariffe di legalità.
Inutile commentare che la circolare è uscita senza consultare i rappresentanti della categoria, perché questa prassi risulta ormai essere consolidata.

Se si intende scardinare l’intero impianto di riforma messo in piedi nel 2008, lo si dica chiaro e tondo, e si evitino alle imprese costosi processi di certificazione di una qualità che chiunque, da adesso, potrà gettare alle ortiche. Col benestare del Ministero dell’Interno.

Circolare-del-17.10.2019

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Categoria:CircolariData:24 Novembre 2019

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Bari: traffico internazionale di stupefacenti, tre arresti

Arrestate questa mattina, a Bari, tre persone per traffico internazionale di sostanze stupefacenti. L’attività investigativa è iniziata a metà dello scorso ottobre su segnalazione del Servizio di cooperazione internazionale di Polizia della presenza, alla dogana di Dresda (Germania), di un pacco contente bottiglie di birra che in realtà celavano, all’interno, sostanza stupefacente del tipo ecstasy in forma liquida, destinato a un indirizzo di Bari. Grazie alla cooperazione internazionale e alla supervisione del Servizio centrale operativo che ha autorizzato l’attività sotto copertura, i poliziotti della Dogana di Dresda hanno trasportato a Bari le bottiglie consegnandole alla Squadra mobile. Il monitoraggio, una volta consegnato il pacco, ha permesso di capire che la droga non era destinata a chi aveva ricevuto la spedizione. Chi aveva preso la droga era un semplice intermediario che si era offerto a prestare il suo nome ed indirizzo per la consegna, in cambio di poche centinaia di euro. Le bottiglie erano per il nipote che una volta entrato in possesso della speciale birra è stato arrestato. Ma il vero destinatario finale dello stupefacente era un terzo uomo già noto alle forze dell’ordine per precedenti penali riguardanti la droga. La perquisizione nella sua abitazione ha consentito di sequestrare 500 grammi di marijuana oltre ad alambicchi e misurini graduati per la trasformazione e il confezionamento della sostanza stupefacente finita. Dalle quattro bottiglie di ecstasy si potevano ricavare quasi 5mila dosi, che una volta immesse sul mercato avrebbero fruttato un illecito guadagno di circa 150mila euro. leggi tutto

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Frode sportiva: 3 arresti della Postale di Catania

Frode in competizioni sportive è l’accusa rivolta a tre persone arrestate dalla Polizia postale di Catania. Si tratta del titolare di un centro scommesse, di un dipendente di una ditta privata e di un calciatore. L’indagine ha origine dalla denuncia del titolare di una agenzia di scommesse di Catania che lamentava la sottrazione di migliaia di euro da alcuni suoi conti per il gioco online tramite accessi abusivi informatici da parte di ignoti. La frode informatica ha successivamente delineato altre responsabilità e condotto gli investigatori ad indagare su un altro reato che emergeva: frode in competizioni sportive. Infatti, le intercettazioni e le analisi informatiche dei diversi smartphone sequestrati nel corso delle perquisizioni ai tre indagati, mettevano in luce l’esistenza di frodi in competizioni calcistiche di Lega Pro. In particolare, i primi due, al fine di ottenere un profitto dalle vincite di scommesse sportive, servendosi della collaborazione di una terza persona, all’epoca calciatore del Bisceglie si adoperavano per alterare talvolta l’esito delle partite, talvolta il numero dei “corner” e talvolta il numero delle espulsioni dei giocatori.
Queste ultime due tipologie di scommesse erano fatte su eventi che, a differenza del risultato finale dell’incontro, sarebbero passati inosservati. Tra l’altro le stesse scommesse venivano compiute su piattaforme da gioco estere al fine di eludere eventuali indagini. Almeno tre gli incontri calcistici dello scorso campionato in cui è stato accertato l’interesse degli arrestati: Trapani-Bisceglie, Rende-Bisceglie e Bisceglie-Sicula Leonzio. leggi tutto

From: http://www.poliziadistato.it/articolo/155dd90a4560440091015369

Truffe anziani: incontro a Grosseto per prevenire i reati

“Le strategie di prevenzione per la tutela delle fasce deboli” è il titolo dell’incontro che si è tenuto stamattina a Grosseto organizzato dalla Cna e Cna Pensionati a cui ha partecipato il capo della Polizia Franco Gabrielli. Una importante iniziativa rivolta ai pensionati e alle persone anziane con lo scopo di informare e prevenire tutti quei reati che li colpiscono direttamente, come le truffe. Anna Rita Bramerini, direttrice di Cna Grosseto ha aperto l’incontro, seguita da Riccardo Breda, Presidente di Cna e della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno. Successivamente sono intervenuti Vezio Vagnoni, presidente di Cna Pensionati di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, sindaco di Grosseto ed il prefetto di Grosseto Cinzia Torraco. Il Prefetto Gabrielli ha concluso sostenendo che il fenomeno delle truffe agli anziani è in crescita e quindi “È necessario fare rete, stare vicino agli anziani attraverso campagne di informazione e comunque presidiare sempre il territorio “. leggi tutto

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Scuola superiore: il presidente del Consiglio Conte inaugura l’anno accademico

Si è tenuta oggi pomeriggio a Roma, nell’aula Parisi della Scuola superiore di polizia, la cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2019-2020. Alla celebrazione hanno presenziato il presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte, il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e il capo della Polizia Franco Gabrielli. Prima della cerimonia il presidente del Consiglio ha visitato il Sacrario dei Caduti della Polizia di Stato, che si trova all’interno della Scuola superiore, dove ha deposto dei fiori e firmato il libro d’onore. Dopo un breve saluto del direttore della Scuola Anna Maria Di Paolo, ha preso la parola il capo della Polizia Franco Gabrielli. “Noi vogliamo formare comandanti di uomini e donne che, con il loro esempio, siano un punto di riferimento per le donne e uomini che gli saranno affidati – ha sottolineato il prefetto Gabrielli – Ciò coinvolge il sapere ma soprattutto l’etica, valori di cui siamo portatori, affinchè i nostri compiti siano assolti con onore e disciplina. Formiamo quindi prima di tutto dei cittadini che siano punto di riferimento ammirabile per la comunità nazionale”. Subito dopo c’è stato l’intervento del ministro Lamorgese: “Voi siete il futuro. In questo ateneo della sicurezza imparerete ad essere al passo con i tempi, così come è la nostra amministrazione. Affronterete le nuove sfide della sicurezza e della lotta alla criminalità. Con il vostro lavoro disegnerete la Polizia di domani, con impegno e passione”. Infine il presidente del Consiglio dei ministri ha concluso con il suo intervento: “Cari allievi ed allieve, le competenze che oggi acquisite vi torneranno utili e preziose domani, quando opererete, non solo in termini di nozioni immagazzinate, ma come approccio metodologico che vi spingerà ad avere il giusto atteggiamento quando si tratterà di affrontare le situazioni”. Dopo aver dichiarato ufficialmente aperto l’anno accademico, il presidente Conte ha rivolto un grande in bocca al lupo ai commissari frequentatori dei corsi. Al termine della cerimonia il prefetto Gabrielli ha consegnato al presidente del Consiglio una medaglia d’argento raffigurante l’aquila turrita ad ali spiegate, emblema della Polizia di Stato da più di 100 anni, in ricordo della giornata. leggi tutto

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Accordo tra Polizia di Stato e Fastweb per la tutela di reti e sistemi informativi

Sviluppare una collaborazione strutturata per l’adozione di strategie sempre più efficaci in materia di prevenzione e contrasto al cybercrime è l’obiettivo della convenzione firmata questa mattina a Roma, dal capo della Polizia Franco Gabrielli e dall’amministratore delegato di Fastweb Spa Alberto Calcagno. L’accordo riguarda in particolare la tutela delle reti e dei sistemi informativi di Fastweb, identificati di interesse nazionale per le funzioni istituzionali di enti pubblici e privati operanti nei settori strategici per il Paese. Per raggiungere lo scopo è necessaria una condivisione di informazioni che si pone quale strumento essenziale per rispondere con tempestività ed efficacia alla minaccia informatica e per intensificare le attività di prevenzione e di analisi dei rischi. Nell’accordo rientrano la condivisione e l’analisi delle informazioni per la prevenzione degli attacchi, lo scambio di segnalazioni relative a vulnerabilità e incidenti finalizzate all’individuazione dell’origine delle minacce contro infrastrutture critiche nonché di rapporti finalizzati al monitoraggio e allo studio dell’evoluzione della criminalità informatica. Per la Polizia di Stato tale compito viene assicurato dal Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche del Servizio polizia postale e delle comunicazioni che da anni si occupa della tutela delle reti informatiche di realtà, sia pubbliche che private, di rilievo nazionale e di importanza strategica per il Paese. Fastweb invece, oltre a mettere a disposizione un centro di competenza dedicato alla progettazione di soluzioni di IT Security, è dotata di un Security operations center dedicato esclusivamente alla gestione dei servizi di sicurezza per le amministrazioni pubbliche e le aziende, attivo 24 ore su 24, per respingere attacchi e prevenire minacce. Alla firma della convenzione erano, inoltre, presenti per il Dipartimento della pubblica sicurezza, il direttore centrale per la Polizia stradale, ferroviaria, delle comunicazioni e per i Reparti speciali della Polizia di Stato Armando Forgione e il direttore del Servizio polizia postale e delle comunicazioni, Nunzia Ciardi. Fastweb era invece rappresentata da Sergio Scalpelli, direttore delle relazioni esterne e istituzionali, Luca Merzi, security & real estate officer, e Giuseppe Putrino, head of authority operations. leggi tutto

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Presentata a Milano la brochure di “…Questo non è amore 2019”

Presentata questa mattina, nella questura di Milano, l’edizione 2019 del progetto “…Questo non è amore”.
Ideato e promosso dalla Direzione centrale anticrimine del Dipartimento della pubblica sicurezza, il progetto si pone l’obiettivo di diffondere una nuova cultura di genere e aiutare le vittime di violenza a vincere la paura di denunciare.
In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne del prossimo 25 novembre, oggi si è ha fatto il punto della situazione per il 2019 ed è stata presentata una nuova brochure con i dati e le informazioni relative al fenomeno anche attraverso il racconto di storie di poliziotti quotidianamente impegnati su questo fronte. All’evento ha partecipato “virtualmente”, attraverso un video messaggio, il capo della Polizia Franco Gabrielli; in questura erano presenti direttore centrale Anticrimine Francesco Messina, il questore di Milano Sergio Bracco e alcuni dei maggiori esperti della materia, come il procuratore aggiunto Letizia Mannella, la dottoressa Alessandra Kustermann e il professor Paolo Giulini. Il capo della Polizia Franco Gabrielli nel suo intervento ha precisato che “In questa nuova brochure abbiamo voluto dare un volto anche ai nostri operatori perché dietro ad ogni storia ci sono vissuti, sofferenze e tutte le difficoltà di approcciare una scelta così difficile di rendere pubblica la propria sofferenza”. Dopo la presentazione della brochure da parte del moderatore dell’evento, Alessandra Simone dirigente della divisione anticrimine della questura di Milano, è stato proiettato un video messaggio della nota conduttrice Michelle Hunziker da sempre impegnata su questo fronte con la sua associazione “Doppia difesa”. leggi tutto

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Operazione “People1” contro il cybercrime

Violate centinaia di credenziali di accesso a dati sensibili, rubate migliaia di informazioni private contenute in archivi informatici della pubblica amministrazione relative a posizioni anagrafiche, contributive, di previdenza sociale e dati amministrativi appartenenti a centinaia di cittadini e imprese del nostro Paese. È quanto è stato scoperto dagli investigatori del Servizio Polizia postale e delle comunicazioni, che hanno arrestato, a Sanremo (Imperia), un uomo di 66 anni esperto di sistemi informatici e denunciato altre sei persone. Durante l’operazione sono state eseguite diverse perquisizioni che hanno interessato anche alcune agenzie investigative. Gli indizi raccolti durante le indagini indicavano proprio il 66enne come il principale responsabile di ripetuti attacchi ai sistemi informatici di numerose Amministrazioni centrali e periferiche italiane, attraverso i quali sarebbe riuscito ad intercettare illecitamente centinaia di credenziali di autenticazione (userID e password). L’uomo ha attaccato i sistemi informatici di alcuni Comuni italiani riuscendo a introdursi in banche dati di rilievo istituzionale, come Agenzia delle Entrate, Inps, Aci ed Infocamere. Le sei persone denunciate erano, invece, coloro che, a vario titolo impiegati all’interno di note agenzie investigative e di recupero crediti, commissionavano all’uomo gli accessi abusivi e il furto delle preziose credenziali, per poi farne uso nelle rispettive attività professionali. L’attività investigativa degli uomini del Cnaipic ha permesso di capire come l’esperto informatico, nel corso degli anni, avesse creato un vero e proprio sistema di servizi, tra cui il portale illecito “PEOPLE1”, commercializzato clandestinamente ed offerto alle agenzie interessate, le quali, pagando una sorta di canone, potevano istallare il software con una semplice pen-drive USB, e riuscire così a connettersi clandestinamente alle banche dati istituzionali e fare interrogazioni dirette. Per ottenere l’accesso clandestino alle banche dati, venivano utilizzati messaggi di posta elettronica (phishing), apparentemente provenienti da istituzioni pubbliche, ma in realtà contenenti in allegato pericolosi malware. I messaggi arrivavano a migliaia di dipendenti di Amministrazioni centrali e periferiche, in particolare a quelli dei piccoli Comuni e dei patronati, che venivano, con l’inganno, portati a cliccare sull’allegato “malevolo” aprendo così la porta al sofisticato virus informatico che, in poco tempo, consentiva agli hacker di assumere il controllo dei computer. L’arrestato, nella sua attività criminale, si è avvalso anche della “consulenza” di hacker freelance stranieri ingaggiati all’interno del Darkweb, che sono in fase di identificazione. Le indagini degli specialisti della postale, iniziate nel 2017, a seguito di una segnalazione di una società di sicurezza informatica che, per prima, aveva individuato la minaccia di una campagna di spear-phishing, hanno evidenziato anche gli ingenti guadagni dell’attività criminale. Una singola interrogazione alle banche dati istituzionali veniva venduta a partire da 1 euro “a dato”, e sono state decine di migliaia le interrogazioni illecite accertate. leggi tutto

From: http://www.poliziadistato.it/articolo/385dd7ce683b072426017106