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Scherma: Volpi e Di Francisca portano l’Italia alla vittoria in Coppa del mondo

Alice Volpi ancora protagonista nella Coppa del mondo di fioretto. Dopo la vittoria nel Grand Prix di Torino la campionessa del mondo delle Fiamme oro ha portato di nuovo l’Italia sul podio della prestigiosa competizione. Sulle pedane de Il Cairo (Egitto), la portacolori cremisi si è messa al collo la medaglia d’argento del torneo individuale, superata solo in finale dalla campionessa olimpica russa Inna Deriglazova. Fino ai quarti l’azzurra aveva affrontato solo atlete italiane. La prima era stata Chiara Cini (15-7), poi è stata la volta di Valentina De Costanzo (15-9) e Martina Batini (15-13). Nei quarti di finale altro derby, questa volta con la campionessa azzurra Arianna Errigo, superata per 15-11, mentre in semifinale Alice ha sconfitto la statunitense Lee Kiefer per 15 a 13. Fiamme oro sul podio anche della gara a squadre, nella quale il team azzurro di fioretto femminile è tornato ad essere il “dream team” con la conquista della medaglia d’oro in una finale di Coppa del mondo. Due le fiorettiste delle Fiamme oro protagoniste della vittoria azzurra: Alice Volpi ed Elisa Di Francisca, che, insieme a Martina Batini e Camilla Mancini, hanno conquistato la vittoria battendo in finale la squadra russa con il punteggio di 38-37, al termine di un assalto molto equilibrato. La stoccata della vittoria l’ha piazzata Camilla Mancini nel minuto supplementare, dopo che il tempo regolamentare si era concluso in parità. Anche la semifinale contro gli Stati Uniti era stata molto tirata, e si era risolta solo sul finale grazie alla stoccata del 44-43 messa a segno proprio da Alice Volpi. Nei turni precedenti le azzurre avevano affrontato ed eliminato, senza soffrire troppo, i team del Giappone (45-24) e della Spagna (45-21). Sergio Foffo leggi tutto

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Chimica forense, convegno della Scientifica

Si è tenuto ieri il secondo seminario sulla chimica analitica forense. Nell’aula “Palatucci” del Polo Tuscolano a Roma esperti delle università di Torino, Parma, Catania, Genova, Teramo, Milano e Roma insieme a studenti, cultori della materia ed esperti delle Forze dell’ordine si sono confrontati con il tema del seminario: Le indagini forensi e il contributo della spettrometria di massa. Il seminario organizzato dalla Polizia di Stato in collaborazione con la Società chimica italiana ha fatto il punto della situazione sul contributo che le analisi spettrometriche possono fornire nelle attività investigative e i possibili sviluppi di tale tecnica. leggi tutto

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Arezzo: commemorazione per Emanuele Petri

Questa mattina a Castiglion Fiorentino è stato commemorato Emanuele Petri sovrintendente della Polizia di Stato assassinato su un treno durante un conflitto a fuoco con alcuni brigatisti rossi il 2 marzo 2003. I familiari, i colleghi e gli amici di Emanuele si sono raccolti nella chiesa del Rivaio della cittadina aretina, dove è stata celebrata una messa di suffragio. Poi tutti si sono spostati in piazza Emanuele Petri, la piazza antistante la stazione ferroviaria che porta il nome del sovrintendente ucciso. Il questore di Arezzo Salvatore Fabio Cilona e la vedova, signora Alma, si sono soffermati davanti al cippo che ricorda l’evento e sul quale è stata deposta una corona d’alloro. Lo scontro a fuoco avvenne su un treno in movimento, all’altezza di Castiglion Fiorentino. Sul treno, il sovrintendente, insieme ad altri due colleghi della Polizia ferroviaria, stava controllando i documenti di due viaggiatori che sembravano sospetti; i due terroristi, temendo di esser stati scoperti, hanno impugnato le armi e hanno sparato sugli agenti. Nel conflitto a fuoco un terrorista rimase ucciso, una terrorista venne arrestata e un altro agente rimase gravemente ferito. leggi tutto

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Preso foreign fighter algerino, si nascondeva in un casolare

Si era nascosto in un casolare abbandonato nelle campagne di Acerra (Napoli) ma era ricercato in campo internazionale perché destinatario di un mandato di cattura emesso dal tribunale di Constantine (Algeria). L’uomo è stato arrestato dagli agenti della Digos di Caserta al termine di un’indagine iniziata alla fine dello scorso anno, subito dopo la notizia che segnalava la presenza dello straniero nelle province di Caserta e Napoli. Si tratta di un 45enne cittadino algerino accusato di partecipazione ad organizzazione terroristica, perché nel 2014 aveva lasciato il suo Paese per raggiungere la Siria ed unirsi alle milizie dello Stato islamico. Il foreign fighter era stato già residente nella zona, con regolare permesso di soggiorno, dal 2003 al 2012, ed era conosciuto dagli investigatori del Servizio per il contrasto al terrorismo esterno della Direzione centrale della polizia di prevenzione (Dcpp); l’uomo era stato infatti segnalato nel 2016 dall’Agenzia informazioni e sicurezza interna (Aisi) e dall’Interpol, in una lista di combattenti partiti per unirsi ai gruppi jihadisti operanti nel teatro siro-iracheno. Sergio Foffo leggi tutto

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Agrigento: “Polizia di Stato – com’eravamo come siamo – la memoria come valore”

Villa Aurea, nella Valle dei Templi (Agrigento), è stata al centro, questo pomeriggio, della manifestazione ““Polizia di Stato – com’eravamo come siamo – la memoria come valore” a cui ha partecipato il capo della polizia Franco Gabrielli insieme al questore Maurizio Auriemma, alla signora Tina Montinaro, alle autorità civili e militari, alla cittadinanza e a numerose scolaresche. Il prefetto Gabrielli ha visitato la teca “Quarto Savona 15”, l’automobile blindata dei tre poliziotti Antonio Montinaro, Rocco Dicillo, e Vito Schifani, vittime della strage di Capaci, esposta per l’occasione. Il capo della Polizia nel suo intervento ha sottolineato riferendosi a questa strage che “Quel sacrificio fu un segno tangibile perché nel momento in cui perdevano la vita era possibile costruire un riscatto. Questo ammasso di lamiere – ha proseguito il capo della Polizia Franco Gabrielli indicando la Teca – rappresenta la speranza e certe immagini più delle parole hanno il potere straordinario di non lasciarci indifferenti”. Successivamente nel Giardino dei Giusti, nei pressi del tempio della Concordia, è stata scoperta una stele in memoria delle vittime delle stragi di Capaci e via D’Amelio. Questa sera, poi, al Teatro Pirandello, si è svolto un concerto della Banda musicale della Polizia di Stato. In mattinata i musicisti della Polizia erano già stati protagonisti di una esibizione in piazza Cavour in cui erano presenti diverse scolaresche della provincia. Per gli studenti la questura di Agrigento, oltre al concerto, ha organizzato anche un percorso di legalità con visite guidate a diverse mostre. leggi tutto

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Donare il sangue anche a marzo, dove e quando farlo con la Polizia di Stato

“Fai fiorire la tua generosità”, vai a donare il sangue. È lo slogan scelto da Donatorinati, l’Associazione donatori volontari della Polizia di Stato per promuovere le donazioni nel mese di marzo. Come ogni mese, l’Associazione ha predisposto diverse date in alcune città italiane, dove potranno recarsi coloro che vorranno effettuare una donazione. L’invito è rivolto a tutte le persone in buona salute e di età compresa tra i 18 e i 65 anni. Si ricorda che per donare il sangue è necessario avere un peso corporeo non inferiore ai 50 chili. È essenziale recarsi al prelievo a digiuno, anche se è concesso bere un caffè, un tè o un succo di frutta. Non è consentito ingerire latte e derivati. (Requisiti). Consultate la locandina nazionale per conoscere le date e le città dove è possibile donare. leggi tutto

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Traffico di rifiuti dalla Campania alla Lombardia, sei aziende coinvolte

Sono 15 le persone coinvolte nell’indagine “Venenum” della questura di Milano. A conclusione dell’operazione 8 persone sono finite in carcere, per 4 sono stati disposti gli arresti domiciliari e per gli altri 3 il divieto di dimora. Tutti sono ritenuti responsabili di reati ambientali avendo gestito abusivamente 37 mila metri cubi di rifiuti. Invece di far confluire i rifiuti nelle discariche autorizzate o nei termovalorizzatori, gli intestatari di almeno sei aziende abbandonavano i rifiuti all’interno di capannoni posti su terreni intestati o affittati anche con il coinvolgimento di prestanome. Tale sistema ha permesso ai criminali di avere un guadagno stimato intorno al milione di euro. L’indagine è iniziata a seguito di un incendio divampato nell’ottobre scorso all’interno di un’azienda del milanese che si occupa di stoccaggio di rifiuti e, da lì, i poliziotti della Squadra mobile hanno ricostruito l’intera filiera che coinvolgeva società di raccolta, autisti compiacenti e affittuari di terreni e capannoni. Gli investigatori sono stati anche in grado di classificare i rifiuti smaltiti illegalmente accertando che si tratta di rifiuti domestici (incluse le piazzole ecologiche) e rifiuti provenienti dalle attività produttive artigianali. Tali rifiuti, prima di essere abbandonati nei capannoni e sui terreni, venivano portati nei centri di trattamento dove, attraverso la pressatura a cubi, i rifiuti venivano compattati meccanicamente e tenuti insieme mediante filo di ferro. Le zone interessate dallo stoccaggio abusivo sono state individuate in provincia di Venezia, Lodi e Verona. La Polizia ha anche accertato che i rifiuti provenivano per buona parte dalle province di Salerno e Napoli. Oltre ai soldi confluiti sui conti correnti la Polizia ha sequestrato il capitale sociale delle sei aziende coinvolte e 13 mezzi pesanti utilizzati per la commissione dei reati. Donatella Fioroni leggi tutto

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Antiriciclaggio e Vigilanza Privata: criticità e proposte

Chi custodisce e trasporta contante o valori rientra tra i destinatari della normativa antiriciclaggio: su queste imprese di sicurezza e vigilanza privata gravano quindi una serie di oneri che non di rado generano criticità, a partire dalla stessa individuazione delle figure responsabili. Esternalizzare queste funzioni quanto meno nelle imprese meno dimensionate, potrebbe essere un’idea.
Ne abbiamo parlato con Giuseppe Gabriele, Institore e security manager per ARGO Srl – IVRI SpA.

Qual è l’attuale quadro normativo antiriciclaggio e in che modo coinvolge gli istituti di vigilanza privata?

Con il decreto 90/2017, coloro che esercitano le attività di custodia e trasporto di denaro contante e di titoli o valori a mezzo di guardie particolari giurate sono stati inseriti nell’elenco dei soggetti destinatari degli obblighi previsti dalla normativa antiriciclaggio, con particolare riferimento agli obblighi di adeguata verifica della clientela, conservazione dei dati ed obblighi di segnalazione, in caso di rapporti continuativi o per operazioni occasionali superiori ai 15 mila euro.

Nello svolgimento di questa funzione si sono manifestate delle criticità per le imprese?

Le criticità sono numerose, a partire dalla difficoltà nell’individuazione e formazione delle figure responsabili, delle procedure e degli strumenti necessari, passando per l’introduzione di un’attività di analisi con componenti soggettive, non proprie della attività di impresa, fino ad arrivare ad un sistema sanzionatorio decisamente gravoso.

Assovalori propone una forma di esternalizzazione di queste funzioni quanto meno per le imprese meno dimensionate: cosa ne pensa?

La sezione IV del decreto prevede la possibilità di esternalizzare a terzi l’esecuzione delle procedure richieste, chiarendo sin da subito che “i responsabili finali dell’assolvimento di tali obblighi continuano a essere gli enti e le persone soggetti al presente decreto, che ricorrono a terzi.”

Come già specificato nella comunicazione del marzo 2012 di Banca d’Italia, la normativa prevede comunque la nomina di un responsabile interno, con il compito di monitorare il servizio svolto in esternalizzazione e di assicurarne il corretto svolgimento da parte dell’outsourcer.

La proposta è comunque da accogliere con favore, certi che gli oneri residui sarebbero comunque meno gravosi laddove esistesse un fornitore affidabile (ancor meglio se garantito da un meccanismo di verifica da parte degli stessi organi di controllo previsti dalla normativa) ed accreditato presso Banca d’Italia.

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Roma: Gabrielli inaugura la Sala dei mondi connessi

Condividere, connettere mondi diversi per aumentare la sicurezza nel nostro Paese. Questo è lo spirito che anima la “Sala dei mondi connessi” inaugurata questa mattina a Roma nella sede della Direzione centrale anticrimine. Presentata in anteprima al capo della Polizia Franco Gabrielli dal direttore centrale Anticrimine Vittorio Rizzi la “Plancia di comando” sarà al servizio delle indagini e delle operazioni di polizia più importanti che richiedono un coordinamento, in tempo reale, di più realtà operative. Il Prefetto Gabrielli, durante il suo intervento, ha sostenuto che questa Sala “Serve a tutti i nostri settori che hanno necessità di svolgere una gestione centralizzata e condivisa del controllo sul territorio. Questa – ha continuato il Prefetto – deve essere una tappa significativa e non il punto di arrivo nel percorso per la sicurezza del Paese e l’attenzione alle nostre comunità e ai loro bisogni, che poi è la ragione d’essere della nostra Istituzione”. Come funziona Questa control room serve a condividere in modo sistematico tutte le risorse tecnologiche, i sistemi informativi e le banche dati del settore anticrimine della Polizia di Stato; il dialogo tra sistemi vale anzitutto per la gestione delle immagini. Potranno confluire nella Sala le immagini trasmesse dalle sale operative delle questure, dagli elicotteri della Polizia di Stato, dai droni, dalle autovetture dotate del sistema di trasmissione Mercurio, così come dal tablet o dallo smartphone del poliziotto che abbia installato MercurioApp; potranno essere indirizzate le immagini dei sistemi pubblici di videosorveglianza e quelle proveniente da sistemi LTE dei gestori telefonici nazionali o di cui è proprietaria la Polizia scientifica. Nella cabina di regia verranno rimbalzate anche le immagini dei servizi investigativi di pedinamento, che così potranno essere incrociate con le immagini e i dati delle telecamere presenti lungo il tragitto, che siano state prima geolocalizzate. Tutto questo consentirà di seguire in diretta tutte le più importanti operazioni di polizia, compresi i sopralluoghi della Polizia scientifica per rapine ed omicidi, con la possibilità di supportare l’attività di repertazione delle tracce con genetisti, periti balistici, ingegneri, chimici e informatici che dalla Sala si potranno collegare con tutto il Paese. L’inaugurazione è stata anche l’occasione per presentare il pacchetto formativo STOP, acronimo che raccoglie i termini stand, fermati, take a breath, prenditi un respiro, quindi observe, osserva, e infine proceed, procedi, sulle tecniche volte a disinnescare le situazioni di conflitto e rabbia nel contatto quotidiano del poliziotto con il cittadino. Il progetto, promosso dalla Direzione centrale anticrimine, è stato curato dallo psichiatra Massimo Picozzi, e sarà utilizzato durante i corsi di formazione per i poliziotti. leggi tutto

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Accordo con la Federciclismo per la prevenzione degli incidenti

Firmato, oggi al Viminale, un protocollo di collaborazione tra la Polizia di Stato e la Federazione Ciclistica Italiana con lo scopo di diffondere la cultura della prevenzione per ridurre gli incidenti sulle strade. L’intesa, di durata triennale e prorogabile per altri tre anni, è stata sottoscritta dal capo della Polizia Franco Gabrielli e dal presidente della Federazione Ciclistica Italiana Renato Di Rocco. La Polizia di Stato e la Federciclismo si impegnano a sviluppare iniziative congiunte nei settori della comunicazione, della formazione, dell’educazione stradale e per la prevenzione degli incidenti. Attenzione particolare è stata riservata alla condivisione dei dati sul fenomeno infortunistico e all’analisi delle statistiche al fine di adottare misure efficaci di prevenzione. I ciclisti sono utenti vulnerabili: nel 2017 la categoria ha fatto segnare un risultato sostanzialmente positivo in termini di riduzione della mortalità, le vittime infatti sono diminuite del 7,6 per cento rispetto al 2016, passando da 275 a 254, ma il tributo di sangue è ancora troppo alto. Il risultato da raggiungere è previsto nel Piano Nazionale della Sicurezza Stradale “Orizzonte 2020” che indica la “Riduzione del 50 per cento del numero dei decessi sulle strade entro il 2020, rispetto al totale dei decessi registrato nel 2010”. leggi tutto

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