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Giro di vite sulla certificazione nella vigilanza privata

Su 580 società autorizzate ad operare nella vigilanza privata, 120 non si sono ancora adeguate agli obblighi di certificazione. La rilevazione è freschissima e vede ancora un buon 20% di imprese del settore operare impunemente, pur senza soddisfare i requisiti minimi di qualità richiesti dalla norma. Ma la pacchia è finita, come è in voga dire: la circolare a firma del Capo della Polizia Gabrielli dà alle Prefetture il termine ultimo del 30 Aprile per fare il punto della situazione e presentare un cronoprogramma di iniziative che evidenzi il periodo entro il quale il processo di adeguamento totale si concluderà. E di tempo ne hanno avuto le imprese: la prima scadenza per l’adeguamento era – lo ricordiamo – al 2015 e al 2017 solo per le aziende già in qualche modo certificate. Ma a metà 2017 le imprese certificate secondo il nuovo regime erano ancora talmente poche da allarmare anche l’ANAC. La deadline fu quindi allungata al 31 gennaio 2018, ma esattamente un anno dopo scopriamo che mancano ancora all’appello ben 120 aziende. Mica bruscolini.

Interessante vedere come la circolare non si soffermi tanto sull’aspetto punitivo, quanto sul valore sotteso al processo di certificazione: tutelare l’utenza garantendo l’erogazione di servizi validi, assicurare che il personale di vigilanza operi in piena sicurezza, far sì che le imprese di sicurezza possano operare da deterrente contro la criminalità e assicurare adeguate possibilità di autodifesa a fronte di possibili attacchi. E, ovviamente, la concorrenza sleale verso chi ha investito tempo e denaro (che ha poi, almeno in parte, dovuto ricaricare sulle tariffe) per l’adeguamento.

E veniamo all’aut.aut: la circolare ipotizza 4 situazioni nelle quali fa rientrare le 120 aziende che ad oggi ancora non sono certificate, formulando le rispettive indicazioni operative per le Prefetture.

1) primo rilascio di licenza (ma non sono ancora trascorsi i 6 mesi per la consegna del certificato di qualità e conformità): se passano 6 mesi senza consegnare il certificato, l’impresa subisce il ritiro della licenza

2) richiesta di rinnovo di licenza senza certificazione allegat0: la Prefettura dà un termine di massimo 30 giorni, superati i quali si procede al diniego del rinnovo

3) richiesta di rilascio/rinnovo di licenza dopo l’entrata in vigore del DM 115/2014 ma decorsi i 16 mesi per l’annullamento: si interviene quando verrà richiesto il rinnovo

4) per i casi in cui le Prefetture abbiano allungato i termini oltre il 31 gennaio 2018, si intima di non concedere più proroghe.

Per visualizzare la lista aggiornata degli Istituti certificati: https://www.poliziadistato.it/statics/18/elenco-istituti-certificati11.03.2019.pdf

Circolare Certificazione Vigilanza Privata 2019

circolare_certificazione_vigilanza_privata_2019.pdf

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Formazione delle guardie giurate: pronto lo schema di decreto

Il 14 Marzo si è insediata la Commissione Consultiva Centrale ìper discutere dello schema di decreto sui requisiti minimi professionali e di formazione delle guardie particolari giurate. Alla Commissione, presieduta dal Prefetto Rossella D’Alessandro, partecipavano il Sottosegretario all’Interno On. Nicola Molteni, alti funzionari del Dipartimento di PS, le rappresentanze di Carabinieri, Polizia di Stato, Ministero della Giustizia, del Lavoro e delle Politiche Sociali, dello Sviluppo Economico, dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, di ABI, ANIA e Federdistribuzione. E naturalmente le rappresentanze datoriali e sindacali del comparto della sicurezza privata.

Il Sottosegretario Molteni ha sottolineato l’importanza della sicurezza privata per il Paese, ribadendo l’urgenza di dare piena applicazione alla normativa di settore, che deve trovare tutti gli operatori economici allineati sui requisiti minimi prescritti per legge (e non è un caso che sia datata 12 Marzo 2019 la circolare sullo stato di certificazione del settore, che individua ancora un 20% di Istituti di Vigilanza Privata non certificati).

Il percorso avviato oggi, ha dichiarato Molteni, “ci porterà all’adozione di un provvedimento ministeriale atteso da quasi 10 anni, che dovrà acquisire il parere della Conferenza Stato-Regioni, e che servirà a rendere questa importante categoria di operatori della sicurezza ancora più qualificata».

Le Associazioni di rappresentanza datoriale, con un unico intervento – affidato, in qualità di portavoce, al Presidente di FederSicurezza Luigi Gabriele – hanno evidenziato le macro criticità del testo in cinque punti di sintesi:

– ruolo delle Regioni e dei Fondi interprofessionali;
– questione “anagrafica”, ovvero limiti di età per l’accesso all’impiego;
– disciplina delle attività ”speciali” di sicurezza;
– armonizzazione con le politiche di inserimento al lavoro e con le oggettive implicazioni con il sistema contrattuale di comparto;
– necessità di affidare il prosieguo dei lavori ad una sottocommissione ristretta.

“Sebbene integriamo anche delle funzioni statali, siamo comunque imprenditori privati che, se non vengono messi in condizione di osservare correttamente il binomio costi-ricavi, difficilmente possono garantire standard di efficienza e qualità consoni alla delicatezza del mestiere” – ha detto Gabriele.

“La politica può però contribuire a rendere il nostro lavoro compensativo ampliando la sfera di attività degli operatori, abbattendo la barriera dei servizi alla persona e aprendo il mercato a servizi di appetibilità qualitativa e sicura resa”.

L’On. Molteni ha ribadito che il dibattito è aperto e che tutti i contributi verranno attentamente valutati. A breve le Associazioni rilasceranno le loro osservazioni.

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Roma: concluso il 107° corso da commissari

Si è concluso, questa mattina, con una cerimonia presieduta dal capo della Polizia Franco Gabrielli, il 107° corso per commissari presso la Scuola superiore di polizia di Roma. I nuovi commissari hanno frequentato il corso di formazione durato 18 mesi e ora sono pronti a partire per gli Uffici e Reparti dove inizieranno il loro servizio operativo. Durante il periodo formativo, grazie ad una partnership con la Sapienza Università di Roma, gli 86 corsisti, 57 uomini e 29 donne, hanno conseguito un master di secondo livello in Scienze della sicurezza. In questa giornata i commissari hanno ricevuto la sciarpa tricolore che ne connota la peculiarità dell’esercizio di Autorità di pubblica sicurezza, funzione specifica dei funzionari della Polizia di Stato. Alla cerimonia, svolta all’interno dell’aula “Vincenzo Parisi”, oltre al prefetto Gabrielli, erano presenti il vice capo della Polizia preposto all’attività di coordinamento e pianificazione Alessandra Guidi e Eugenio Gaudio rettore della Sapienza Università di Roma. Dopo il saluto del direttore della Scuola, Annamaria Di Paolo, ha preso la parola il capo corso Carmine Di Geronimo, il quale ha poi donato al capo della Polizia il crest celebrativo del 107° corso. L’intervento del capo della Polizia e la consegna formale delle sciarpe tricolori ha segnato il termine della cerimonia. La solennità di questa giornata, particolarmente importante per gli 86 frequentatori del corso, è stata sottolineata anche dalle emozioni dei familiari dei corsisti presenti in sala. leggi tutto

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Nuovi incarichi al Dipartimento di pubblica sicurezza

Disposti ieri dal Consiglio dei ministri i nuovi incarichi per il prefetto Vittorio Rizzi e per i Dirigenti Generali di P.S. Armando Forgione e Francesco Messina. Da Direttore centrale anticrimine della Polizia di Stato, il prefetto Rizzi è stato nominato vice capo della Polizia con incarico di Direttore centrale della polizia criminale. Durante la sua carriera da investigatore, il prefetto Rizzi ha diretto le Squadre mobili di Venezia, Milano e Roma ed è stato responsabile delle Gruppo investigativo “Marco Biagi” a Bologna. Dal 2012 al 2016, prima della nomina a prefetto, ha ricoperto importanti incarichi di vertice quali direttore del servizio polizia stradale, questore di L’Aquila e direttore dell’Ispettorato di pubblica sicurezza “Palazzo Chigi”. Armando Forgione sarà, invece, il nuovo direttore centrale delle specialità della Polizia di Stato. Proveniente, quale direttore, dall’Ispettorato di pubblica sicurezza “Senato della Repubblica”. Negli anni ha ricoperto incarichi delicatissimi quali ad esempio quello di direttore dell’Ufficio ordine pubblico presso la Segreteria del dipartimento della pubblica sicurezza con la responsabilità del “Gruppo di Pianificazione per il Governo e la Gestione dei Grandi Eventi”, che si è occupato di gestire la sicurezza di eventi come Expo2015, Giubileo straordinario 2016 ed il G7 di Taormina del 2017. Nuovo incarico anche per Francesco Messina che rivestirà l’incarico di Direttore centrale Anticrimine della Polizia di Stato.
Nel corso della sua carriera, durante la quale è stato anche Capo centro SISDE a Palermo, in Polizia ha diretto le Squadre mobili di Brescia e Milano ed è stato al vertice di importanti questure quali Varese, Caserta, Perugia e da ultimo Torino. leggi tutto

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Roma: confiscati beni per 30 milioni alla ‘Ndrangheta e ai Casamonica

Due anni fa l’operazione “All’ombra del Cupolone” della Divisione anticrimine della questura di Roma, portò al sequestro di beni e contanti a esponenti delle cosche di ‘ndrangheta e ad appartenenti alla famiglia dei Casamonica. Oggi, al termine del procedimento penale, è scattata la confisca dei beni sequestrati, che sono stati sottratti dalla disponibilità dei proprietari per essere gestiti, per conto dello Stato, dall’Amministrazione giudiziaria. Si tratta di beni mobili, immobili, aziende e quote societarie, per un valore complessivo di 30 milioni di euro, accumulati grazie alle attività illecite del gruppo criminale, in particolare traffico di droga, usura e riciclaggio. In particolare sono state confiscate 10 unità immobiliari situate a Roma, Ardea e in Calabria; 21 società e imprese individuali con sede a Roma, Milano, Sora (Frosinone), Avellino, Caserta e Benevento; 25 complessi aziendali; 24 veicoli tra cui Maserati, Spider, Porsche, Hummer, Mercedes e Audi; 68 rapporti creditizi per un complessivo saldo attivo superiore a 424mila euro; una polizza pegno relativa a preziosi tra cui tre orologi Rolex. Tra le attività commerciali confiscate nella Capitale anche un bar e un ristorante in zona San Pietro, a pochi passi dal Vaticano, una trattoria a Trastevere e un ristorante in centro. Con l’operazione “All’ombra del Cupolone” è stata accertata un’infiltrazione nella realtà economico-finanziaria della Capitale, iniziata alla fine degli anni ’90, da parte di alcuni appartenenti alle cosche di ‘Ndrangheta che, dopo essersi insediati a Roma, hanno stretto alleanze con appartenenti alla famiglia Casamonica. Con l’ausilio di prestanome hanno acquistato locali in zone turistiche, reinvestendo notevoli somme di denaro di provenienza illecita. leggi tutto

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Lotta alle mafie: oggi si celebra la memoria delle vittime

Sono 1.011 i morti che “Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”, la rete creata da don Luigi Ciotti, ha censito attribuendoli alle mafie. E proprio da quei mille morti che parte la 24^ Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie che si tiene oggi. Dal 2017 questa ricorrenza è sancita da una legge il cui fine è quello di “sensibilizzazione sul valore storico, istituzionale e sociale della lotta alle mafie e sulla memoria delle vittime delle mafie”. La Polizia di Stato ha pagato un tributo altissimo nella lotta alle mafie: tutti ricordiamo i ragazzi che erano di scorta ai giudici Falcone e Borsellino ma andando indietro nel tempo tornano alla mente investigatori di razza come Boris Giuliano, Beppe Montana e Ninni Cassarà, quest’ultimi due uccisi a Palermo nel 1985 a distanza di nove giorni l’uno dall’altro. Insieme a Cassarà fu ucciso anche Roberto Antiochia un giovane agente romano che, sebbene trasferito nella sua città natale aveva deciso di restare con il suo dirigente Cassarà in quei giorni bui. Proprio la mamma di Roberto, Saveria, è stata la fondatrice di Libera nel 1995 insieme al sacerdote piemontese, andando a parlare nelle scuole, ai convegni antimafia, nelle cerimonie di commemorazione sino alla fine, quando è morta nel 2001 a 79 anni. Più di 4 mila luoghi ed eventi nei quali verranno portate le riflessioni della società civile, dei testimoni e degli uomini dello Stato che quotidianamente, con il loro impegno, combattono le mafie. leggi tutto

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Catania: azzerati i vertici del clan Santapaola – Ercolano, 14 arresti

Decapitati i vertici del clan Santapaola – Ercolano – gruppo di “San Cocimo” con l’arresto di 14 persone, a Catania. Gli arrestati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, dei delitti di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione, intestazione fittizia di beni, usura, detenzione e porto illegale di armi e reati in materia di stupefacenti. Le investigazioni hanno consentito, tra l’altro, di documentare episodi estorsivi e l’imposizione del sevizio di security in locali notturni di Catania. L’indagine della Polizia è partita nel 2016 dopo la denuncia di un titolare della società che gestisce Il parcheggio nei pressi dell’aeroporto Fontanarossa “Vincenzo Bellini” di Catania, per aver ricevuto una telefonata estorsiva di 100 mila euro. Indagando sull’episodio, i poliziotti, oltre a individuare gli autori della tentata estorsione, hanno scoperto un contesto criminale molto più vasto riconducibile all’associazione mafiosa Santa-paola – Ercolano – gruppo di “San Cocimo”. Gli investigatori hanno inoltre evidenziato come uno dei boss, anche se in carcere, riusciva, attraverso i figli e la moglie, a impartire ordini e ad acquisire quote di partecipazione in attività economiche che venivano intestate a prestanome. Sempre nel corso delle indagini gli agenti hanno documentato anche l’imposizione, ai gestori di una nota discoteca catanese, del servizio di sicurezza e a dover versare tre mila euro al mese. leggi tutto

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Roma: una Messa in ricordo di Antonio Manganelli

A sei anni dalla scomparsa del prefetto Antonio Manganelli si è svolta oggi a Roma una messa in suo ricordo. Oltre alla moglie, alla figlia ed ai familiari del prefetto Manganelli, erano presenti i sottosegretari all’Interno Nicola Molteni e Carlo Sibilia, il sottosegretario alla Difesa Angelo Tofalo e il capo della Polizia Franco Gabrielli.
Antonio Manganelli è stato capo della Polizia dal 2007 al 20 marzo del 2013, giorno della sua morte. La funzione religiosa è stata celebrata nella chiesa di santa Caterina da Siena da don Angelo Oddi, vice coordinatore dei cappellani della Polizia di Stato e da don Antonio Raaidy, cappellano dell’Istituto per ispettori di Nettuno. La messa è stata accompagnata dal tenore Francesco Grollo che ha intonato alcuni brani liturgici insieme al quintetto di fiati della Banda musicale della Polizia di Stato. (Foto) Presenti alla cerimonia il prefetto di Roma Paola Basilone, il questore Carmine Esposito, il procuratore Giuseppe Pignatone, nonché gli ex ministri Roberto Maroni e Marco Minniti, l’ex capo della Polizia Alessandro Pansa e una rappresentanza di prefetti ed ex colleghi del compianto Antonio Manganelli. leggi tutto

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Traffico di droga: 12 arresti tra Foggia e il Molise

Impegnati più di 70 poliziotti e diverse unità cinofile nell’operazione “White rabbit” della Squadra mobile di Isernia che ha fermato un’organizzazione criminale che trafficava droga tra Foggia e Isernia. Dodici sono gli indagati, otto gli arrestati, una persona è destinataria di un provvedimento di arresti domiciliari, mentre per altre tre è stato disposto l’obbligo di dimora. Arrestato anche l’elemento di spiccio del gruppo criminale che, in passato, fu reggente di uno dei clan locali. Nel gruppo, anche quattro donne arruolate come pusher o “cassiere”. Le indagini, coordinate dal Servizio centrale operativo della Polizia di Stato e svolte attraverso intercettazioni e pedinamenti, hanno fatto luce su un gruppo della provincia di Isernia e di Foggia, che trafficava sostanze stupefacenti. In particolare la droga partiva da Foggia per rifornire gli spacciatori isernini; spesso era proprio il boss ad andare personalmente a Isernia, accompagnato da suoi collaboratori. Nel corso di 4 mesi, ogni 20-25 giorni veniva trasportata a Isernia una quantità di cocaina che variava dai 30 ai 100 grammi per un guadagno medio stimato di circa 15mila euro. Le analisi tossicologiche effettuate sulla sostanza stupefacente sequestrata hanno rilevato un grado di purezza pari al 76 per cento. leggi tutto

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Imperia: prometteva facili guadagni in bitcoin, denunciato truffatore

Prometteva facili investimenti in “bitcoin”, in cambio di oro e valori: un giovane esperto di informatica è stato denunciato in stato di libertà dagli uomini della polizia Postale di Imperia. Il bottino, per un valore di centinaia di migliaia di euro, è il risultato di una sofisticata frode informatica con cui il giovane “accalappiava” le sue vittime sfruttando canali di comunicazione cifrati e false identità reperite nel darkweb. Si spacciava per operatore delle “cripto currencies” di alcune famose società estere realmente esistenti e proponeva affari d’oro acquistando la moneta virtuale, e poi si rendeva irreperibile. Il giovane utilizzava una nota piattaforma di messaggistica online, famosa per criptare e rendere inintercettabili tutte le comunicazioni: contattava le sue vittime e le convinceva a farsi consegnare oggetti d’oro e anche denaro contante con la promessa di triplicare l’investimento in pochi giorni. Frequentatore e conoscitore del “deep web”, era in contatto con diversi falsari dai quali si riforniva di documenti falsi che faceva intestare anche a conoscenti considerati “antipatici” e che poi utilizzava per le truffe. Ad accorgersi del raggiro è stata una società svizzera realmente operante nel campo degli investimenti in cripto valute che ha denunciato tutto alla Procura di Imperia. Seguendo le tracce informatiche del truffatore, gli specialisti della Postale lo hanno rintracciato e colto in flagranza mentre ritirava, con documenti falsi presso la posta di Sanremo, un pacco con dei gioielli. Gli agenti nel corso della perquisizione hanno sequestrato numeroso materiale informatico, documenti falsi, 58 bitcoin del valore attuale 200mila euro e due chili di oro per un valore di circa 70mila euro. leggi tutto

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