NOTIZIE

Giornata mondiale della sindrome di down: la Polizia con i ragazzi dell’Aipd

Domani è la giornata mondiale della sindrome di down e sono diverse le iniziative in campo per sensibilizzare l’opinione pubblica sui valori dell’inclusione delle persone che hanno diverse abilità e che costituiscono per le comunità un autentico valore aggiunto. La Polizia di Stato, da sempre vicina alle persone più vulnerabili della nostra società, anche in occasione di questa ricorrenza, ha voluto dare rilievo al claim #essercisempre, segno distintivo della nostra azione in favore delle comunità. Sabato scorso, nel rispetto della normativa anticovid, presso il Centro sportivo della Polizia di Stato di Tor di Quinto a Roma, alla presenza del capo della Polizia Lamberto Giannini e della neo sottosegretaria di Stato con delega allo Sport Valentina Vezzali, campionessa olimpionica di scherma per le Fiamme oro della Polizia di Stato, si è svolta una giornata di solidarietà con gli amici dell’Aipd (Associazione italiana persone down). Abbiamo trascorso una mattinata in compagnia dei ragazzi dell’Associazione che si sono cimentati nelle arti marziali. I nostri maestri delle Fiamme oro, delle discipline di Karate e Judo, hanno dapprima eseguito una breve dimostrazione delle loro specialità per poi coinvolgere i quindici ragazzi in un allenamento collettivo. La “fatica” dei giovani praticanti è stata ricompensata con la consegna degli attestati di partecipazione, della T-shirt della manifestazione e di altri gadget. La giornata, che ha rafforzato e consolidato il forte legame di amicizia tra l’Aipd e la Polizia di Stato, si è conclusa con un meritato spuntino a margine del quale il tenore Francesco Grollo ha eseguito il brano “Mattinata” di Ruggero Leoncavallo e intonato il “Canto degli Italiani”. Una giornata che ha dato valore ai progetti di inclusione, attraverso la condivisione di emozioni, e sottolineato che #lamiciziaèunacosaseria. leggi tutto

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Roma: consegnati i Premi Camomilla

Maurizia Quattrone, vice questore aggiunto della Polizia di Stato, ha ricevuto il Premio Camomilla per le brillanti capacità d’indagine che, nel 2016 a Roma, hanno riguardato la morte della giovane Sara Di Pietrantonio e per la sensibilità manifestata nei confronti dei familiari della vittima con cui, ancora oggi, in particolare con la mamma di Sara, condivide un costante impegno di prevenzione nella lotta contro la violenza sulle donne. Il Premio Camomilla, dedicato alla solidarietà delle donne per le donne, è stato consegnato nell’ambito di “Women for Women against violence – Camomilla Award” presso la sala Petrassi all’Auditorium parco della musica di Roma. Il fiore di camomilla, simbolo della kermesse, in fitoterapia ha il potere di rinvigorire le piante malate e rappresenta la forza e il coraggio nei momenti difficili. Maurizia Quattrone, all’epoca funzionaria della Squadra mobile di Roma, la sera del ritrovamento del cadavere di Sara ha immediatamente, insieme alla sua squadra, attivato con forte determinazione le indagini che hanno portato, in breve tempo, all’identificazione dell’ex ragazzo della vittima come l’autore dell’efferato omicidio. leggi tutto

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Caserta: concluso il 17° corso allievi agenti

Questa mattina, si è concluso presso la Scuola allievi agenti di Caserta il 17° corso allievi agenti tecnici della Polizia di Stato riservato ai familiari delle vittime del dovere.
La sobria cerimonia di fine corso è stata organizzata nel rispetto delle disposizioni anti-Covid.
I nuovi agenti, nove in tutto, sono familiari di appartenenti alle Forze dell’ordine che hanno perso la vita durante il servizio o che hanno riportato gravissime lesioni invalidanti.
Con orgoglio e determinazione i nuovi poliziotti hanno giurato alla presenza del prefetto di Caserta Raffaele Ruberto, del questore Antonio Borrelli, del direttore del Servizio corsi della Direzione centrale istituti d’istruzione, Serafina Fascina e del direttore della Scuola, Alessandra Calvino.
Nel corso della cerimonia è giunto anche il saluto in video collegamento di Tina Montinaro, moglie di Antonio rimasto vittima nell’attentato di Capaci del 1992.
Tra i nuovi poliziotti c’è Giuliana Ghidotti moglie dell’agente scelto Pasquale Apicella che il 26 aprile 2020 a Napoli, alla guida della sua volante moriva a 37 anni. Il destino non gli lasciò scampo quando l’auto dei rapinatori in fuga, al buio e contromano, gli piombò addosso. Daniele e Lisa sono i figli del vice brigadiere dei Carabinieri Carlo Caricasulo. Carlo è deceduto a causa di una grave patologia riportata dopo una missione in Bosnia effettuata nel 2000. Raffaele, invece, è il figlio dell’agente della Polizia stradale di Benevento Clemente Martone che a Napoli nel 1981, in motocicletta mentre effettuava la scorta ad una gara ciclistica, rimase vittima di un incidente stradale perdendo la vita.
Anna è la figlia del vice sovrintendente Gianpaolo Peluso delle volanti di Cremona che il 10 giugno del 2004, insieme al collega Luca Manfredini, di scorta ad un furgone contenente schede elettorali, si scontrarono frontalmente con un Tir. Entrambi persero la vita. Angelo è il figlio di Loredana Percio, vice Sovrintendente della Polizia di Stato che nell’ottobre 1994, sulla tangenziale di Salerno, nel prestare soccorso durante un incidente stradale venne a sua volta investita da un veicolo in transito riportando gravissime e permanenti lesioni, altamente invalidanti, ad una gamba.
Giuseppina invece è la sorella dell’agente Pierluigi Rotta che il 4 ottobre del 2019, insieme all’agente Matteo Demenego, fu ucciso durante una sparatoria all’interno della Questura a Trieste.
Clara è la figlia dell’assistente capo Antonino Amato che nell’aprile del 1986 dopo un grave incidente stradale mentre era in servizio, riportò delle gravi e permanenti lesioni.   Valentina Vescovi è la figlia dell’agente scelto Luigi Giovanni che il 22 giugno del 1993 insieme al capopattuglia Giuseppe Randazzo, sull’autostrada Milano-Venezia mentre scortavano un trasporto eccezionale, seguendolo con l’auto di servizio, furono travolti dal camion che li seguiva a causa di un colpo di sonno del conducente.
I due poliziotti finirono schiacciati contro il mezzo pesante e per loro non ci fu scampo. Luigi morì il giorno seguente per le gravissime ferite riportate. leggi tutto

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Bologna: indagine sui “suprematisti”, perquisite le abitazioni di 4 neonazisti

Sono indagate per il reato di propaganda ed istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, le quattro persone nei cui confronti la Polizia di Bologna ha eseguito altrettante perquisizioni delegate dalla Procura della Repubblica. I destinatari del provvedimento, che hanno un’età compresa tra 19 e 53 anni, sono coinvolti in un’indagine, condotta negli ambienti della destra radicale suprematista, dalla Digos bolognese e dal Compartimento polizia postale e delle comunicazioni Emilia Romagna. L’attività investigativa, coordinata dalla Procura di Bologna e dal Servizio per il contrasto dell’estremismo e del terrorismo interno della Direzione centrale della polizia di prevenzione, ha accertato che gli indagati avevano costituito un’associazione avente per scopo l’incitamento alla discriminazione e alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali e religiosi; gli stessi facevano inoltre parte di un’associazione di rievocazione storica delle milizie della Germania nazista. Gli investigatori hanno scoperto che gli appartenenti all’associazione utilizzavano le chat di messaggistica per diffondere idee fondate sulla superiorità e l’odio razziale ed etnico, istigando a commettere atti di discriminazione, anche con apologia della Shoah e dei crimini di genocidio. È inoltre emerso che i loro nomi erano stati già evidenziati nell’ambito di un’indagine analoga della Digos e della Procura di Genova che nel gennaio scorso aveva portato all’arresto di una persona. Durante le perquisizioni è stato sequestrato numeroso materiale informatico ritenuto interessante ai fini dell’indagine. leggi tutto

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Avezzano: oggi i funerali del prefetto Nicola Simone

Si sono tenuti stamattina a Avezzano (L’Aquila), nella chiesa di San Giovanni, i funerali del prefetto in pensione Nicola Simone, dirigente della Polizia di Stato sino al 2003 quando è stato nominato prefetto dal Consiglio dei Ministri. Nicola Simone è ricordato per aver combattuto le Brigate Rosse ma anche per il suo lavoro in Albania contro il traffico di esseri umani e l’arrivo in Italia di clandestini. Il 6 gennaio del 1982 ha ricevuto la Medaglia d’oro al valor civile con la seguente motivazione “Funzionario di Pubblica Sicurezza, pur consapevole del gravissimo pericolo cui si esponeva, assumeva l’incarico di condurre e coordinare delicate e pericolose indagini, che portavano alla conclusione di brillanti operazioni di polizia. Vittima di un tentativo di sequestro da parte di alcuni terroristi armati penetrati con inganno nella sua abitazione, con estremo coraggio e decisione reagiva prontamente con l’arma in dotazione. Sebbene gravemente ferito, colpiva a sua volta un criminale, e messi in fuga gli altri aggressori ne consentiva poi, l’individuazione e l’arresto”. È stato il primo direttore Interpol Italia e il primo a dirigere il Servizio centrale operativo della Polizia di Stato ed è stato capo della missione interforze in Albania fine anni ’90. È stato lui ad addestrare la polizia albanese secondo gli standard italiani e a bloccare i gommoni che partivano dall’Albania verso l’Italia pieni di clandestini. Alla cerimonia ha preso parte anche il questore dell’Aquila Gennaro Capoluongo, accompagnato dal capo di gabinetto Sandro De Angelis. Quest’ultimo, insieme a Simone prese parte a una missione in Albania in cui dei trafficanti di droga spararono a un elicottero della Polizia di Stato. leggi tutto

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Numeri, margine e impatto Covid sul mercato della vigilanza privata: indagine Federsicurezza

Che numeri ha il mercato della vigilanza privata italiana? Quante imprese sono certificate? Quali sono i costi per le aziende e quali le marginalità reali? Che impatto ha avuto il Covid sul fatturato e sull’occupazione? E’ stato fatto uso di cassa integrazione? Sono stati chiesti dei finanziamenti? I ristori sono arrivati? E’ giunta l’ora di rinnovare un CCNL scaduto ormai nel 2015? Di questo ed altro si parlerà il 23 marzo in un webinar in streaming dedicato all’annuale Osservatorio Federsicurezza sul settore della vigilanza e sicurezza privata in Italia. Format Research presenterà i risultati della sua ultima indagine commissionata da Federsicurezza.

Dopo lo stop forzato della pandemia, torna l’Osservatorio FederSicurezza sul settore della vigilanza e sicurezza privata in Italia: martedì 23 marzo, con un webinar gratuito in streaming, Format Research presenterà al pubblico i risultati dell’indagine commissionata da FederSicurezza sulle tendenze del mercato della sicurezza privata in Italia.
Accanto al tradizionale Osservatorio sui numeri del comparto (struttura, dimensione e valore economico), la ricerca si focalizzerà quest’anno sull’impatto della crisi legata alla pandemia da Covid-19 e sulle prospettive del settore. Grazie alla collaborazione con Aja Europe, il webinar dà diritto alla ricezione di un Attestato di partecipazione valido ai fini dell’aggiornamento permanente del Security Manager secondo la norma UNI 10459:2015 p.to 6.4.2.

Martedì 23 marzo 2021 ore 11.00 -12.30

Introduzione
Luigi Gabriele
(Presidente di Federsicurezza)

Presentazione indagine Osservatorio Federsicurezza sul settore della vigilanza e sicurezza privata in Italia
Pierluigi Ascani
(Presidente di Format Research)

Modera
Ilaria Garaffoni (Direttore Responsabile di www.vigilanzaprivataonline.com)

A seguire, domande dei giornalisti

Appuntamento Martedì 23 marzo ore 11.00 sulla piattaforma Zoom: partecipazione gratuita con registrazione al link https://bit.ly/3qNfNT7

Live Streaming dell’evento sul canale Youtube https://youtu.be/KBRkeCVBKj8

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Pedopornografia: arresti e perquisizioni in tutt’Italia

Oltre cento perquisizioni sono state eseguite dalla Polizia su tutto il territorio nazionale, nell’ambito di un’indagine di contrasto alla pedopornografia online, anche in ambito internazionale. L’attività investigativa svolta dalla Polizia postale di Reggio Calabria, che ha avuto inizio a seguito di segnalazioni internazionali recepite dal Servizio Polizia postale e delle comunicazioni circa un anno fa, ha consentito di scoprire il coinvolgimento di 119 persone nel traffico di materiale pedopornografico. Gli upload del materiale illecito riguardavano minori abusati o vittima di violenze, la maggior parte dei quali in tenera età e, in alcuni casi, anche neonati. Gli accertamenti informatici degli specialisti della Polizia hanno permesso di dare una identità agli username utilizzati in Rete e attraverso le perquisizioni personali, locali ed informatiche i poliziotti In più di 80 casi, hanno rinvenuto gli account utilizzati per le richieste di materiale illecito, riuscendo, inoltre, ad isolare, in prima battuta, la presenza di circa 28 mila immagini e 8 mila video a carattere pedopornografico. Durante le perquisizioni, eseguite in 16 diverse regioni e 60 province, con maggiore incidenza in Lombardia, Piemonte e Veneto, aree geografiche nelle quali risiedono quasi la metà delle persone sotto inchiesta, sono stati sequestrati più di 230 dispositivi informatici di varia natura (cellulari, tablet, hard disk, pen drive, computer, cloud, account email e profili social associati). In tre di questi casi, l’ingente quantitativo di media pedopornografici rinvenuti ha fatto scattare l’arresto in flagranza di reato dei responsabili, residenti nelle Province di Imperia, Pistoia e Reggio Calabria. L’indagine mette in evidenza la trasversalità del fenomeno criminale che ricomprende professionisti, studenti, disoccupati, pensionati, impiegati privati e pubblici, con un’età compresa tra i 18 e 72 anni. Come in precedenti occasioni, anche in questo caso sono state fondamentali le segnalazioni pervenute attraverso il circuito internazionale di cooperazione in materia di contrasto allo sfruttamento dei minori online, con enti esteri e associazioni non governative, poi gestite dal Centro Nazionale di Contrasto alla Pedopornografia Online. leggi tutto

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Vigilanza Privata: incamerata la cauzione per violazioni continue

Dopo innumerevoli violazioni – gravi e gravissime – messe in atto da un Istituto di Vigilanza Privata e segnalazioni piovute da più parti, il Prefetto competente ha incamerato il 30% della cauzione a titolo di sanzione . Parliamo di una bella cifretta (117.000,00) ma non è l’entità della somma a fare notizia, bensì il fatto che una volta tanto l’autorità di controllo abbia fatto il suo mestiere e che l’autorità giudiziaria non abbia ostacolato il processo, respingendo al TAR il ricorso fatto dallo stesso Istituto contro la sanzione elevata dal Prefetto. Una volta tanto insomma tutto ha funzionato, anche se la premessa perchè tutto potesse funzionare lato controlli e sanzioni, è stato che tutto andasse male lato impresa e lavoratori. Speriamo che non si debba più arrivare a tanto. A voi le riflessioni del nostro anonimo Bastiancontrario, che stavolta è piuttosto mansueto.

Quando la catena (dei controlli) funziona!

Anche al mio unico lettore sarà capitato – poiché non legge, per sua fortuna, solo queste righe – di leggere la sentenza (viaggia sulla rete alla velocità della luce, perché siamo tutti pronti a vedere la pagliuzza nell’occhio dell’altro!) con la quale è stato respinto il ricorso di un istituto di vigilanza contro un provvedimento di incameramento parziale della cauzione. Bene, la cosa offre vari spunti di riflessione.

– Il primo punto è che il provvedimento sanzionatorio arriva dopo che diversi uffici hanno rilevato violazioni alle norme. Quindi questo significa un’attività di controllo coordinata ed efficace.

– Secondo punto degno di nota è che il Prefetto ha adottato il provvedimento all’esito di più segnalazioni, a dimostrare che l’autorità ha valutato varie situazioni e diverse violazioni, non intervenendo su di un singolo episodio, ma su un quadro che dimostrava una certa abitudine nei comportamenti.

– Terzo elemento, di estrema importanza, è che si è rilevato come sia stato violato il dovere di organizzare un servizio adeguato e coerente con le norme e le prescrizioni di sicurezza e come non si possa sempre ribaltare tutto sulla colpa individuale delle guardie, responsabili di non adempiere correttamente alle indicazioni del datore di lavoro (cosa che, va detto, pure accade con frequenza), perché su questo è preminente l’onere di vigilanza e controllo proprio di ogni datore di lavoro, che diventa più marcato quando si verte in attività delicate come quella di vigilanza privata.

– Vi è, poi, un quarto punto, direi sotteso, ma che trovo estremamente significativo: la natura delle violazioni. Ancora oggi, quindi, a più di dieci anni dalla riforma della sicurezza privata, dall’inaugurazione della stagione della qualità, della professionalità, della rivalutazione dei servizi e delle aziende, parliamo di servizi svolti in difetto delle più basiche dotazioni di sicurezza!

A questo punto la vera domanda è: perché ancora si verificano situazioni che riportano alla memoria l’epoca della vigilanza “a conduzione familiare”, all’insegna del risparmio e della poca attenzione?
La risposta è che forse siamo cresciuti all’apparenza, ma dentro fatichiamo a liberarci dell’ “incultura della sicurezza” (questa mi è venuta adesso).
Fare profitto – doveroso – non fornendo il servizio migliore, più qualificato e qualificante, ma leggi tutto

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Rapine ai furgoni portavalori, 13 arresti a Cagliari

Sono 13 le persone arrestate, nelle province di Nuoro e di Sassari, nell’operazione “La ditta” conclusa stamattina dalla Squadra mobile e dalla Guardia di finanza di Cagliari, contro una banda di malviventi specializzata in assalti a furgoni portavalori sull’isola. L’operazione ha colpito un gruppo criminale che stava programmando altri colpi e i cui componenti si distinguevano per una eccezionale pericolosità. Disponevano infatti di armi da guerra e comuni da sparo, com’è emerso dalle intercettazioni telefoniche e ambientali ascoltate dagli investigatori delle Squadre mobili di Cagliari, di Nuoro e di Sassari e del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Nuoro, che hanno condotto le indagini. I membri della banda si incontravano in ovili o in luoghi difficili da sorvegliare. Tuttavia, attraverso i vari servizi di appostamento e di osservazione, compiuti anche dall’alto con l’ausilio di elicotteri, gli agenti sono riusciti a ricostruire le relazioni fra gli indagati e persino di sventare, nel febbraio 2020, un assalto al caveau della Mondialpol di Sassari.   Ruolo di primo piano fra gli indagati era quello dell’allevatore di 50 anni, originario di Irgoli (Nuoro), arrestato nel suo ovile di Thiesi, in località “Sa Figu Niedda”. Le indagini economico-patrimoniali svolte dal Nucleo della Guardia di Finanza e le intercettazioni hanno dimostrato che l’uomo aveva notevoli disponibilità economiche e patrimoniali, deteneva armi e custodiva elevate somme di denaro provento delle rapine. Nei dialoghi intercettati, le banconote macchiate venivano indicate come “indumenti da lavare” o “formaggio”. L’uomo aveva a disposizione una pistola mitragliatrice UZI, un fucile automatico leggero, due kalashnikov e due bombe a mano, che teneva nascosti nei terreni di sua proprietà, fra Thiesi, Bonorva e Irgoli. Il gruppo è responsabile di almeno due rapine a due furgoni portavalori in cui si impossessarono rispettivamente di 534 mila e 11 milioni di euro. Le indagini hanno fatto luce anche sulla rapina al supermercato Conad di Ittiri (Sassari) il 23 dicembre 2019, durante la quale il 50enne di Irgoli, insieme ad altri tre complici tentarono di aprire la cassaforte senza riuscirvi e, dopo aver legato i dipendenti e averli rinchiusi in uno sgabuzzino, scapparono con un furgone del supermercato. Con l’ausilio del Reparto prevenzione crimine di Abbasanta, delle unità cinofile e di un elicottero del Reparto volo sono state eseguite anche 11 perquisizioni in ovili e abitazioni nei comuni di Sassari, Olbia, Orgosolo, Irgoli, Mores, Olmedo, Santa Maria Coghinas e Thiesi, a carico di altrettanti indagati. L’operazione di oggi prende le mosse da un’indagine che si è conclusa nel marzo 2016, con l’arresto di 23 persone. La banda aveva una struttura tale da riuscire a cambiare in relazione alle diverse azioni criminali in programma e vi erano altri gruppi organizzati, chiamati dagli stessi indagati “ditte”, che agivano sul territorio. L’indagine conclusa oggi dalla Polizia di Stato e dalla Guardia di Finanza ha consentito di individuare altri partecipanti all’associazione che, incuranti dell’arresto nel 2016 dei loro complici, hanno proseguito la pianificazione di altri colpi. leggi tutto

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Una giornata per ricordare le vittime del Covid

Una fila interminabile di camion militari, pieni di bare, che escono da una Bergamo deserta, nel buio di una notte illuminata solo dai lampioni delle vie. Dentro le bare tantissime vite spente dal soffio venefico del Covid. Un’immagine che ha fatto il giro del mondo. L’emblema di una malattia con la quale ancora il Pianeta si confronta: milioni di morti e decine di milioni di vite in pericolo. Era il 18 marzo 2020 e quelle immagini scioccanti sono diventate una data simbolo. na giornata in cui tutta la Nazione ricorda e ricorderà le persone, oltre centomila sino ad ora, che sono decedute in Italia a causa del Covid. Anche la famiglia della Polizia ha pagato il suo tributo al Virus con tanti colleghi uccisi dal Covid19. Sono Giorgio, Maria, Valter, Manuela, Vincenzo, Gianluca, Giuseppe Walter, Felice, Alessandro, Gino e Cataldo, Gianluca; madri, padri, fratelli, figli e sposi; vite spente troppo presto. Donne e uomini in uniforme che hanno lasciato una eredità professionale ed un lascito di istanti ricchi di sentimenti che non verranno dimenticati dai loro cari così come dai tanti colleghi degli uffici sparsi in tutto il Paese. Uffici che, nonostante l’arrivo delle sostituzioni, saranno sempre un po’ vuoti senza di loro. leggi tutto

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