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25 anni di vigilanza privata per UNIV

25 anni dalla sua fondazione: questo il traguardo raggiunto da UNIV, Unione Nazionale Imprese di Vigilanza privata, aderente a FederSicurezza – Confcommercio, e festeggiato lo scorso 14 Gennaio in un evento di grande successo moderato da Paolo Di Lorenzo, volto noto del Tg5.

La storia di UNIV ripercorre e segna la storia di 25 anni dell’industria del settore italiano, ma anche la storia del sistema paese nel suo complesso – con tutte le sue criticità, complicazioni e contraddizioni.

“Siamo passati attraverso la più grande crisi economica immaginabile, siamo sopravvissuti ad una riforma che in 11 anni non ha ancora chiuso il cerchio della trasformazione del settore e che tuttora non ha dato i frutti sperati, abbiamo sperimentato diverse tipologie di relazioni con le istituzioni tutorie. Siamo stati testimoni attivi del passaggio da “istituti di vigilanza” ad “imprese di sicurezza”, cambiando pelle, metodo di rappresentanza e anche nome. In tutti questi passaggi siamo sempre stati in prima linea per promuovere, tutelare e rappresentare gli interessi degli associati e dell’intero settore della vigilanza privata, con accreditate interlocuzioni” – ha ricordato Anna Maria Domenici, Segretario Generale di UNIV.

La memoria storica del Past President Pier Giulio Petrone ha ripercorso nomi e tappe dell’evoluzione associativa e del settore: dall’abolizione delle tariffe di legalità alla liberalizzazione del mercato, passando per l’istituzione di strumenti di welfare contrattuale essenziali (ente bilaterale e fondo di assistenza sanitaria integrativa – FASIV).

Di particolare rilievo, soprattutto in un momento di generale “sordità” dell’Amministrazione dell’Interno alle interlocuzioni con le rappresentanze del comparto, la presenza del Vice Prefetto Dott.ssa Maria De Angelis, Direttore dell’ufficio per gli affari della polizia amministrativa, che ha assicurato l’apertura del Dipartimento rispetto alle sollecitazioni provenienti dagli stakeholders.

Tanti, infine, gli ospiti intervenuti per raccontare la propria esperienza con la realtà associativa e la disponibilità a proseguire sulla strada della cooperazione per lo sviluppo della sicurezza: dall’on. Luca Squeri di Forza Italia, ai Segretari di Fisascat-Cisl e Ugl, ai rappresentanti delle associazioni di categoria dell’intero comparto fino alle imprese, storiche e di recente aggregazione.

Una storia di successo che prosegue all’insegna dell’innovazione e del consolidamento: come illustrato dal Presidente in carica Luigi Gabriele, nel 2020 “UNIV parteciperà ad un nuovo processo di aggregazione nell’ambito della casa madre di Confcommercio, con la creazione di una nuova Confederazione dei Servizi di Sicurezza in grado di assicurare la giusta rappresentanza ad una realtà che non è più possibile trascurare: la filiera della sicurezza”.

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Serie A karate 1: Viviana Bottaro vince a Santiago del Cile

Prima gara dell’anno e prima vittoria per la campionessa di karate delle Fiamme oro Viviana Bottaro che nella tappa cilena della Serie A karate 1, disputata al Polideportivo Estadio Nacional di Santiago del Cile, ha conquistato il primo gradino del podio nel kata individuale femminile. Dopo aver vinto con autorità la sua pool, la portacolori cremisi ha battuto in finale la turca Dilara Eltemur con il punteggio di 25.4 contro 24.58, compiendo così un ulteriore passo verso la qualificazione ai giochi olimpici di Tokyo 2020, dove per la prima volta, il karate farà la sua comparsa. Prossimo appuntamento a Parigi, dove, dal 24 al 26 gennaio, saranno in palio altri punti preziosi per guadagnarsi il pass olimpico. leggi tutto

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Ferroviaria: conclusa in tutta Italia l’operazione “Oro rosso”

Si è conclusa nei giorni scorsi una giornata di controlli straordinari contro il fenomeno dei furti di rame organizzata dalla Polizia ferroviaria in tutto il territorio nazionale. Nel corso dell’operazione chiamata “Oro rosso” sono stati sequestrati 2 tonnellate di materiale polverizzato proveniente dalla macinazione di cavi di rame recuperato, oltre 2000 persone controllate, 7 denunciate, 13 sanzioni amministrative elevate per un importo totale di più di 6.000 euro. All’attività di controllo hanno partecipato complessivamente 703 operatori con cui sono stati controllati 295 rottamai, 157 servizi di pattugliamento lungo le linee ferroviarie e 55 su strada. In particolare a Torino gli agenti hanno indagato in stato di libertà il titolare di un impianto per reati ambientali e per attività di gestione di rifiuti in assenza di idonea autorizzazione.
Il controllo ha portato al sequestro di un impianto definito “mulino”, utilizzato per la granulazione e macinazione di cavi di rame e di 4 cassoni metallici contenente rame e plastica polverizzati per un totale di circa 2 t di materiale. L’impianto era senza le rispettive autorizzazioni e il titolare è stato anche sanzionato amministrativamente per oltre 2.580 euro. Ad Alessandria i poliziotti della Polizia ferroviaria hanno indagato il titolare di una ditta metalli per eccesso di stoccaggio istantaneo R.a.e.e. (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche). In Sicilia sono state indagate 3 persone titolari di alcune ditte nel catanese non autorizzate per la gestione dei rifiuti mentre ad Agrigento l’operazione “Oro Rosso” è coincisa con l’apertura dei sigilli di un’area precedentemente sequestrata al fine di consentirne la bonifica. leggi tutto

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Droga a La Spezia, 17 arresti con l’operazione “Touran”

Avevano spostato la loro piazza di spaccio fuori La Spezia, in alcune aree impervie vicine alla frazione di Pitelli e in prossimità del parco fluviale del fiume Magra, ma gli investigatori della Squadra mobile spezzina hanno bloccato la loro fiorente attività illecita. Al termine dell’operazione “Touran” i componenti di un gruppo criminale dedito all’attività di importazione, trasporto, confezionamento e spaccio di sostanze stupefacenti, sono stati arrestati dagli operatori delle Squadre mobili di La Spezia, Massa, Pisa, Como e Milano, in collaborazione con alcuni equipaggi del Reparto prevenzione crimine e una unità cinofila antidroga della questura di Genova. In totale sono dieci, tutti cittadini del Marocco, gli uomini finiti dietro le sbarre: otto custodie cautelari in carcere sono state eseguite su mandato del giudice per le indagini preliminari di La Spezia; un’altra persona è stata arrestata durante l’esecuzione delle perquisizioni perché destinataria di un precedente ordine di carcerazione per reati analoghi, mentre l’ultimo è stato arrestato perché, dopo essere stato espulso dall’Italia, era rientrato senza autorizzazione. Nell’ambito della stessa indagine erano già stati arrestati in flagranza di reato, altri sette cittadini marocchini, mentre ulteriori sei erano stati sottoposti alla misura cautelare del divieto di dimora nella provincia di La Spezia. Infine sono cinque le persone denunciate in stato di libertà per concorso nell’attività di spaccio. Sequestrati circa 50mila euro in contanti e oltre 24 chili di droga (12 di cocaina, 11 di hashish e oltre un chilo di eroina), bilancini di precisione, materiale per il confezionamento e quattro auto utilizzate per il trasporto dello stupefacente. L’indagine, durata circa un anno e mezzo, ha preso il via dopo una serie di arresti, denunce e piccoli sequestri di droga per attività svolte in alcune aree boschive periferiche. L’attività investigativa, sviluppata con intercettazioni telefoniche, ambientali, tracciamenti Gps e analisi dei tabulati telefonici, oltre che con i tradizionali appostamenti, pedinamenti e video riprese con telecamere nascoste, ha consentito di far luce sulla struttura e l’attività del gruppo criminale.
La merce arrivava da Milano a bordo di alcune auto modificate con doppi fondi, accessibili soltanto azionando sofisticati ed occulti congegni elettronici, e poi veniva nascosta sotto terra, all’interno di barattoli stagni, nei boschi della periferia, o in alcuni luoghi “sicuri” più vicini alla città, in attesa di essere confezionata e venduta. leggi tutto

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Verona: Gabrielli riceve la cittadinanza onoraria di Torri del Banaco

Il comune di Torri del Benaco (Verona), località sulle sponde del Lago di Garda, ha conferito al capo della Polizia Franco Gabrielli la cittadinanza onoraria. Il Prefetto ha ricevuto l’onorificenza dal sindaco Stefano Nicotra, durante una cerimonia che si è svolta oggi pomeriggio all’auditorium San Giovanni (Foto). Il riconoscimento è stato fortemente voluto per l’attenzione dimostrata dalla questura di Verona nell’accogliere le esigenze della popolazione residente sulla sponda veronese del Lago di Garda. Il comune di Torri del Benaco ha sviluppato e rafforzato nel tempo un rapporto di fiducia e stretta collaborazione con la Polizia di Stato, dando la possibilità ai cittadini di poter usufruire in modo più agevole di alcuni rilevanti servizi erogati dalla Questura; circostanza, quest’ultima, che ha consentito al Comune di avviare, per primo tra i comuni lacustri, l’apertura di uno sportello amministrativo dedicato esclusivamente al rilascio dei passaporti. “Questa iniziativa che si è realizzata in riva al Garda, credo che sia una delle esemplificazioni più belle ma anche più concretamente vere di quello che oggi noi dobbiamo immaginare essere il mondo della sicurezza – ha detto il capo della Polizia nel suo intervento – la sicurezza non è più soltanto un diritto ma è un bisogno dei cittadini, ed è la precondizione che favorisce ogni altra attività. Oggi sempre più parliamo di sicurezza integrata, sicurezza partecipata, perché il prodotto sicurezza è il risultato di un concorso. Lo fanno sicuramente le forze dello Stato, che hanno una competenza esclusiva in materia, che trae la sua ragione d’essere nel mantenimento di una omogeneità di trattamento, in tutta la Penisola. Ma questa competenza esclusiva, progressivamente, ha visto sempre più la partecipazione delle comunità con un ruolo proattivo, in particolare di chi esprime la rappresentanza della comunità, in particolar modo dei sindaci dei piccoli comuni che sono il presidio di legalità dei territori dove non esiste l’autorità di pubblica sicurezza. Quindi il sindaco è un soggetto fondamentale nella gestione della sicurezza. Bisogna intercettare i bisogni dei cittadini per andare verso le esigenze delle comunità la cui sicurezza ci è affidata. La nostra ragione d’essere non è di esserci – ha concluso il prefetto Gabrielli – ma esserci al servizio delle comunità, quindi dobbiamo andare verso le esigenze dei cittadini, per far si che ci considerino non solo presidio di legalità ma anche come uno strumento che rende un servizio. Credo che sia la cosa più bella per chi immagina il proprio servizio come essere al servizio dei propri concittadini”. In mattinata, il capo della Polizia, dopo aver rivolto i saluti istituzionali al prefetto di Verona e al Sindaco, aveva incontrato, nell’aula magna ”Giuseppe Cimarrusti” della Questura, il personale in servizio, i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e i parenti delle vittime del dovere.
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Arrestati a Reggio Calabria autori e mandante omicidio

Agevolavano la cosca di ‘Ndrangheta denominata cosca “Tegano”, operante nei quartieri Archi e Gallico del capoluogo calabrese: 4 persone sono finite in manette per omicidio premeditato tentata estorsione rapina e tentato omicidio aggravati da metodo mafioso.

L’operazione “Giù la testa” è stata eseguita, questa mattina, dagli uomini della questura di Reggio Calabria coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura.
Le indagini hanno consentito di individuare il mandante e l’esecutore materiale dell’omicidio di un tabaccaio ucciso con un colpo di pistola alla testa la sera del 25 maggio 2017.
L’uomo di ritorno a casa con lo scooter venne avvicinato da un killer che esplose il colpo a distanza ravvicinata, freddandolo.

La vittima di 66 anni venne uccisa su mandato di un esponente della ‘Ndrangheta reggina in modo plateale con una pistola abbandonata accanto al cadavere, perché non si era voluto piegare alle “regole” della cosca; gli era stato imposto di chiudere la tabaccheria nel quartiere Gallico, che faceva concorrenza a quella del mandante dell’omicidio, elemento di spicco della famiglia Tegano. Le modalità del delitto avevano assunto connotazione simbolica per riaffermare il potere della cosca di fronte a tutta la comunità così da reprimere qualsiasi tentativo di opposizione.
Gli investigatori hanno dovuto esaminare le numerose immagini degli impianti di videosorveglianza faticosamente acquisite, estrapolare e ricostruire le fasi dell’agguato e risalire ai responsabili. Le indagini hanno fatto luce anche sulla rapina e il tentativo di omicidio avvenuto a novembre del 2016 ai danni del tabaccaio poi assassinato.
In quell’occasione gli indagati sempre per intimorire il commerciante lo avevano gravemente ferito al volto con un colpo di pistola esploso da uno dei due malviventi che avevano fatto irruzione all’interno della sua tabaccheria. Gli investigatori hanno studiato le abitudini degli indagati, monitorato le loro condotte, analizzato le peculiari fattezze fisiche e il modus operandi particolarmente violento e sono riusciti ad individuare elementi in comune alla rapina e all’omicidio; hanno dimostrato attraverso analisi scientifiche che l’arma abbandonata sulla scena del crimine la sera dell’omicidio, fosse dello stesso modello di quella impugnata sempre dallo stesso esecutore durante la rapina. Olivia Petillo

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Palermo: in ricordo di Natale Mondo

In occasione del 32° anniversario dell’uccisione per mano mafiosa dell’assistente della Polizia di Stato Natale Mondo, questa mattina a Palermo c’è stata una cerimonia commemorativa in sua memoria. Il questore di Palermo, Renato Cortese accompagnato dai familiari di Natale Mondo ha deposto una corona di alloro sulla lapide dedicata ai caduti della Polizia di Stato collocata nell’atrio interno della Caserma “Boris Giuliano”, sede della Squadra mobile di Palermo. Natale Mondo è stato ucciso nel primo pomeriggio del 14 gennaio 1988 in un agguato mafioso, mentre si trovava davanti il negozio di giocattoli gestito dalla moglie nel quartiere “Arenella” a Palermo. È stato insignito della “Medaglia d’oro al valor civile alla memoria”. Natale Mondo si era arruolato in Polizia nel 1972 ed aveva prestato servizio a Roma, Siracusa e Trapani.
Trasferito successivamente alla questura di Palermo, lavorava alla Squadra mobile, dove si occupava prevalentemente di indagini sulle cosche mafiose del palermitano, apportando un prezioso contributo alle indagini su “Cosa Nostra”. Mondo era scampato all’agguato nel quale furono uccisi il commissario Ninni Cassarà e l’agente Roberto Antiochia il 6 agosto 1985. La mafia non si dimenticò di lui e tre anni dopo lo uccise. leggi tutto

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Polizia ferroviaria: nella prima settimana di gennaio 19 arresti e 185 indagati

L’attività della Polizia ferroviaria nella prima settimana dell’anno ha portato all’arresto di 19 persone e ad indagarne 185. Le 3.758 pattuglie di servizio nelle stazioni e le 1.049 a bordo treno, hanno inoltre identificato più di 33 mila persone rintracciando 9 minori non accompagnati. mentre sono stati 60 i cittadini stranieri sorpresi in posizione irregolare. Dalla Lombardia alla Liguria Gli Agenti della Polfer di Milano Rogoredo controllando un 19enne, lo hanno trovato in possesso di 20 grammi di marijuana, di denaro ritenuto provento dell’attività illecita e di materiale per il confezionamento delle dosi di droga. Il tutto è stato sequestrato e l’uomo è stato arrestato. A Milano Centrale, durante un controllo i poliziotti hanno rintracciato una cittadina serba pluripregiudicata risultata destinataria di un ordine di arresto. La donna, doveva espiare la pena della reclusione di oltre tre anni per furto aggravato. Arrestato un giovane algerino di 28 anni, senza fissa dimora, dalla Polfer di Genova Principe: È successo a bordo di un treno proveniente da Milano ed in procinto di fermarsi nella stazione di Genova Principe. Lo straniero si è impossessato del denaro contante che una donna custodiva all’interno della propria borsa, poi si è allontanato frettolosamente. La vittima è stata avvisata dell’accaduto da altri passeggeri tra cui una testimone al quale l’uomo aveva mimato “il taglio della gola”. Gli Agenti avevano fermato l’uomo per un controllo nello stesso frangente in cui arrivava la vittima che denunciava quello che era successo sul treno. Dalle Marche alla Campania Nella stazione di San Benedetto del Tronto gli agenti hanno arrestato un cittadino romeno per un ordine di custodia cautelare emesso dal Tribunale di Cremona. A Pescara, la Polfer ha proceduto all’arresto di un cittadino nigeriano di 37 anni responsabile di resistenza, oltraggio e lesioni a pubblico ufficiale. I poliziotti a bordo di un treno partito da Firenze Santa Maria Novella e destinato a Pisa Centrale, hanno arrestato i due autori di una rapina consumata poco prima nei confronti di un viaggiatore al quale, sotto la minaccia di gravi ripercussioni, sottraevano il denaro in suo possesso. Il viaggiatore sceso a Pistoia ha denunciato il fatto permettendo agli agenti di individuare i due malfattori e di recuperare il denaro. Due cittadini algerini sono finiti in manette nei pressi della Stazione di Roma Termini per aver rubato uno zaino ad una coppia di turisti brasiliani all’interno di un esercizio commerciale. Tre malfattori nella convinzione di non essere osservati durante il furto sono fuggiti, ma dopo un breve inseguimento i poliziotti sono riusciti a bloccarne due e ad arrestarli per furto aggravato in concorso. Alla Stazione di Napoli Centrale un uomo ed una donna, subito dopo il furto di una confezione di auricolari per Iphone che avevano schermato con carta argentata per non allarmare le porte antitaccheggio del negozio, sono stati scoperti e arrestati. Due episodi a lieto fine A Como gli Agenti hanno salvato un 23enne con intenti suicidi quando il giovane aveva già oltrepassato la ringhiera metallica e si era sporto leggi tutto

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Fiamme oro sul podio della Coppa del mondo di scherma

Fine settimana intenso per la scherma internazionale con la Coppa del mondo delle diverse discipline che si è svolta nelle varie sedi stabilite dal calendario. Le azzurre della spada sono tornate in cima al podio nella tappa disputata a L’Avana (Cuba) grazie alla vittoria ottenuta nella finale contro l’Estonia con il punteggio di 33-30. Il quartetto azzurro, composto dalla portacolori delle Fiamme oro Alberta Santuccio insieme alle azzurre Mara Navarria, Rossella Fiamingo e Federica Isola, ha così conquistato punti importantissimi in funzione della qualificazione olimpica a Tokyo 2020. Per arrivare in finale le spadiste italiane avevano superato la Romania agli ottavi di finale (38-35), la Cina ai quarti (40-21) e in semifinale la Francia, battuta al minuto supplementare per 41-40. Nel Grand prix Fie di sciabola maschile disputato sulle pedane canadesi di Montreal, valido anch’esso come prova di Coppa del mondo, il campione delle Fiamme oro Luca Curatoli si è messo al collo l’argento nel torneo individuale. Prima di essere fermato in finale dal francese Bolade Apithy (12-15), lo sciabolatore cremisi aveva eliminato dapprima il britannico James Honeybone (15-10), poi il canadese Joseph Polossifakis (15-6) e il francese Vincent Anstett (15-11). Nel quarto di finale Luca ha sconfitto lo statunitense Daryl Homer (15-7), mentre in semifinale ha avuto la meglio sul georgiano Sandro Bazadze (15-9). Nella tappa di Katowice (Polonia) le ragazze del fioretto si sono piazzate al terzo posto, ma grazie a questi punti hanno conquistato il pass per i Giochi olimpici di Tokyo 2020, dove potranno finalmente difendere l’oro di Londra 2012, dal momento che a Rio 2016 la disciplina non era presente a causa delle rotazioni previste dal programma. Protagoniste della gara le due atlete del Gruppo sportivo della Polizia di Stato Elisa Di Francisca e Alice Volpi, che insieme ad Arianna Errigo e Francesca Palumbo hanno superato gli Stati Uniti per 48-18 nella finale per il terzo posto. In precedenza le azzurre avevano superato Taipei (45-18) agli ottavi, l’Ungheria ai quarti (45-36), mentre si erano dovute arrendere per la stoccata piazzata dall’atleta francese nel minuto supplementare dell’assalto di semifinale. Sergio Foffo
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Arezzo: mezzi storici esposti alla mostra “Arezzo Classic Motors”

Anche quest’anno la Polizia di Stato partecipa alle 22^ edizione di Arezzo Classic Motors, la mostra-scambio di veicoli da collezione presso Arezzo Fiere e congressi, da oggi fino a domani alle 18. Al padiglione 6 i visitatori possono ammirare alcuni veicoli che hanno fatto la storia della Polizia dagli anni ’50 sino agli anni ’80 del secolo scorso, rigorosamente con i colori d’istituto che negli anni si sono susseguiti e che tutti abbiamo apprezzato sulle strade d’Italia.
Questi veicoli nel corso degli anni hanno effettuato migliaia di chilometri nelle nostre città nei servizi di pronto intervento e di Polizia stradale. In particolare sono esposte: Alfa Romeo 1900 Super TI Speciale (anno 1958). È stata la prima vettura utilizzata dalla Polizia per il servizio di Volante negli anni ’50. Soprannominata “Pantera” per il colore nero, la linea particolarmente aggressiva ed il motore potente; è stata prodotta in soli 400 esemplari. Alcuni furono dotati di parabrezza blindato, tetto apribile e protezioni per i pneumatici anteriori. Alfa Romeo Giulia Super 1600 (anno 1971). Veicolo che entra in servizio alla fine degli anni ’60, con motori potenti, linee accattivanti e livrea verde; indimenticabile protagonista di rocamboleschi inseguimenti nelle pellicole cinematografiche poliziesche degli anni ’70, rimane in servizio sino ai primi anni ’80, dopo aver cambiato livrea da quella verde a quella attuale bianco/ azzurra. Utilizzata nei servizi di pronto intervento e di controllo del territorio. Alfa Romeo Giulietta 1600 (anno 1979). Potente autovettura utilizzata dalla Polizia nei servizi di pronto intervento e di controllo del territorio. Molto apprezzata per la sua versatilità grazie alla coda tronca, venne impiegata dalla prima metà degli anni ’80 sino ai primi anni ‘90.
Tra questi anche la moderna Giulia Veloce turbo Q4, un bolide con motore 2mila cc di cilindrata, 4 cilindri a benzina con 280 Cv di potenza massima. Questo veicolo, in servizio al Reparto operativo speciale della Polizia stradale di Roma, è dotato di un tablet, un computer e un sistema di registrazione con telecamera; apparecchiature che consentono di documentare le attività di controllo su strada. All’interno anche un defibrillatore per soccorrere tempestivamente chiunque sia colto da un attacco di cuore. Presso lo stand anche il volume fotografico “Polizia e Motori – la lunga strada insieme” scritto da Emanuele Mùrino, giornalista di “Quattroruote”.
Il ricavato delle vendite viene devoluto al Fondo Marco Valerio, istituito per sostenere i figli minori dei dipendenti della Polizia di Stato affetti da gravi patologie e familiari delle vittime del dovere. leggi tutto

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