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CCNL vigilanza privata: per Fesica Confsal urge un cambio di rotta

La categoria delle guardie particolari giurate sta subendo un vero e proprio danno a causa del mancato rinnovo del contratto collettivo di lavoro, scaduto ormai dal 31 dicembre 2015″. Lo dirama in un comunicato stampa Fesica Confsal, sindacato autonomo dei lavoratori che accorpa anche il comparto della vigilanza privata.
E attacca le sigle sindacali, sia datoriali che dei lavoratori, ad oggi titolate a sottoscrivere il CCNL. In attesa di ricevere un’eventuale replica da parte dei diretti interessati, riprendiamo di seguito il comunicato.

“A causa dei reciproci stop alle proposte avanzate dalle parti, ad oggi, le trattative vanno a rilento causando ai lavoratori difficoltà insormontabili. Non di poco conto è anche il confronto sulla sfera di applicazione del contratto stesso, poichè l’ulteriore grave rischio per i lavoratori della vigilanza privata è che si crei una confusionale impropria attribuzione di competenze annessa alla voce dei ‘servizi di sicurezza’».

“E’ evidente che riteniamo – spiega Fesica Confsal – che il contratto in questione sia superato, poiché non risulta più funzionale alle esigenze delle aziende e dei lavoratori».

“Adesso sarebbe opportuno procedere ad una nuova, moderna ed agile contrattazione, che riconosca le professionalità delle GPG con un orario di lavoro consono e la relativa giusta retribuzione, senza tralasciare, ovviamente, le necessità aziendali. Serve una svolta: considerati i danni che stanno creando a circa 70 mila lavoratori, non è poi così scontato che il diritto alla contrattazione – conclude il segretario generale della Fesica – debba rimanere di dominio delle solite sigle sindacali. Sia datoriali che dei lavoratori», precisa Bruno Mariani.

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Vigilanza Privata: il Viceministro Crimi concorda sulla necessità di indire un tavolo interministeriale

Botte, insulti e qualche volta – putroppo – ci scappa anche il morto. Questa è la vita delle guardie giurate, peggiorata ovviamente da un’emergenza Covid che ha affidato alla vigilanza privata il controllo del rispetto delle precauzioni sanitarie. L’On. Jessica Costanzo (M5S), che già si era interessata del settore con riferimento al tema del salario minimo e dell’orario di lavoro, ha avuto un’interlocuzione con il vice-Ministro dell’Interno Vito Crimi proprio sulla situazione in cui versa la categoria delle guardie giurate e dei servizi fiduciari. Il vice-Ministro Crimi si è detto consapevole delle criticità e dei disagi dei lavoratori della vigilanza privata, incrementati peraltro dalla necessità di far rispettare le regole di sicurezza sanitaria durante la pandemia: scontri e attacchi da parte di cittadini che rifiutano di indossare la mascherina o di sottoporsi al tampone sono infatti, purtroppo, all’ordine del giorno. L’On. Costanzo ha dichiarato – facendosi carico di portare avanti le necessarie iniziative – che è indispensabile convocare un tavolo interministeriale con i tecnici del settore e le parti sociali, come pure una riforma che offra maggiori tutele in materia di sicurezza, orari e salari dignitosi.

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Medaglie in Coppa del mondo per le Fiamme oro di canoa kayak

Sono quattro le medaglie conquistate dalle barche azzurre spinte dalle braccia dei portacolori delle Fiamme oro sulle acque del bacino di Szeged, in Ungheria, dove si è disputata l’ultima tappa della Coppa del mondo di canoa kayak. Il mattatore del fine settimana è stato senza dubbio il campione cremisi Carlo Tacchini che si è messo al collo tre medaglie. Il campione cremisi è stato il più veloce nella canoa monoposto C1 500 metri, dove a vinto al termine di una gara condotta in testa fin dalle prime pagaiate e conclusa in volata con il tempo di 1’50”70. Medaglia di legno per l’altro atleta delle Fiamme oro Daniele Santini che si è fermato ai piedi del podio chiudendo la gara al quarto posto. Tacchini sul podio anche sulla distanza olimpica del C1 1000 metri, nella quale si è piazzato secondo dopo una gara condotta sempre nel gruppo di testa e in lotta per la vittoria finale, sfumata per soli 41 centesimi di secondo. Oltre alle notevoli doti di velocista, Carlo Tacchini ha dato dimostrazione anche di una buona resistenza, conquistando il bronzo nella prova di fondo del C1 5000 metri, conclusa con il tempo di 22’30”47. Grande prestazione per la coppia tutta di marca Fiamme oro del C2 500 metri, formata da Daniele Santini e Nicolae Craciun, che hanno dominato la gara mantenendo la testa dall’inizio alla fine, concludendo in solitaria con il tempo di 1’38”90. Piazzamento d’onore per l’altra imbarcazione tutta cremisi, il C2 1000 metri dei fratelli Nicolae e Sergiu Craciun, arrivati quarti a 41 centesimi di secondo dal podio. Sergio Foffo leggi tutto

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A Vasto una piazza in memoria di Antonio Manganelli

A Vasto, in provincia di Chieti, l’area pubblica della Chiesa Patronale di San Michele Arcangelo è stata intitolata alla memoria di Antonio Manganelli, capo della Polizia dal 2007 al 2013, scomparso prematuramente quando era ancora in carica, insignito nel 2013 della Medaglia d’Oro al Valor Civile. Alla cerimonia di inaugurazione, che si è svolta oggi pomeriggio, era presente il capo della Polizia Franco Gabrielli che, insieme alla moglie del prefetto Manganelli, Adriana Piancastelli, ha scoperto la targa toponomastica.

Erano presenti il sindaco di Vasto Francesco Menna, il prefetto di Chieti Armando Forgione e il questore di Chieti Ruggero Borzacchiello. La cerimonia si è svolta nel giorno significativo della Festa di San Michele Arcangelo, patrono della Polizia di Stato e della città di Vasto.

Al centro della piazza dedicata ad Antonio Manganelli, è stato inaugurato un monumento alla memoria di tutti gli uomini e le donne della Polizia di Stato caduti nell’esercizio del loro dovere. Il rito di benedizione è stato presieduto dall’arcivescovo metropolita di Chieti-Vasto monsignor Bruno Forte. Nel suo intervento il capo della Polizia, riferendosi ai Caduti, ha detto: “Ci sono delle persone, degli uomini e delle donne, che ci hanno preceduto e ci hanno insegnato una strada, ma soprattutto ci hanno insegnato il modo di percorrerla, con abnegazione, senso del dovere, molto spesso non eroi per caso, ma persone che hanno saputo caricarsi sulle spalle la responsabilità che gli era stata affidata. Erano portatori di grandi valori. Guardare ai nostri caduti è sempre una modalità per acquistare quella giusta forza per essere al servizio del nostro Paese, perché la nostra unica, esclusiva, ragione d’essere è quella di essere al servizio della comunità la cui sicurezza ci è stata affidata, e tutte le volte che le comunità ci fanno vivere come parte di loro per noi è il riconoscimento più concreto”. Poi Gabrielli si è soffermato sulla figura di Manganelli: “Poter festeggiare San Michele Arcangelo in questa cornice, con un pubblico riconoscimento a una persona a me molto cara, per me è motivo di grande soddisfazione. Per ognuno di noi Antonio Manganelli è stato qualcosa di particolare; ho avuto il privilegio di avere diversi maestri che mi hanno insegnato, e, credo, su tutti Antonio Manganelli rappresenti una persona di grande e particolare valore. Era una persona con quoziente di intelligenza al di sopra della media, un fine investigatore, ma era anche una persona di grande umanità, umanità fatta di attenzioni, fatta di domande, di vicinanza, di far sentire in qualche modo che c’era un momento professionale e un momento di umanità, nel quale si dismettono i panni istituzionali, della funzione, del ruolo, per ritrovarsi con la propria umanità. La polizia che amo – ha concluso il Prefetto – è una polizia ferma, presidio di legalità, ma al tempo stesso anche un’istituzione che sa esercitare una grande umanità, nei confronti degli altri, di chi ha bisogno, di chi vive una condizione di sofferenza, e in questo Antonio Manganelli rappresentava una sintesi perfetta”. leggi tutto

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Parma: poliziotti cercano droga e trovano un violino del 1600

Una scoperta alquanto insolita quella che è toccata ai poliziotti di Parma durante una perquisizione in casa di un pusher. In casa dello spacciatore gli agenti hanno infatti trovato un prezioso violino del 1600 rubato in Giappone nel 2005, dal valore inestimabile.
Nell’aprile del 2019, gli agenti della Squadra mobile di Parma, in esecuzione di un decreto di perquisizione emesso dalla Procura, hanno perquisito l’abitazione di un 48enne, già arrestato nel 2018 perché trovato in possesso di sette etti di hashish, indagato per traffico di sostanze stupefacenti. Sotto al letto, dentro una custodia, c’era un Nicolò Amati del 1675. Di fianco al violino c’erano anche corde di ricambio con etichette in giapponese e il biglietto da visita di un commerciante di archi da violino di Cremona. L’uomo ha cercato di giustificarsi dicendo che il violino era stato portato nella sua abitazione dalla cognata, una sudamericana residente a Bogotà, a cui sarebbe stato donato dalla nonna che, a sua volta, lo aveva comprato presso un banco di pegni in Colombia.

I poliziotti della Mobile, dopo aver sequestrato il violino, hanno avviato le indagini dalle quali è emersa la segnalazione, su un sito, di un violino rubato nel 2005 a un privato in Giappone: proprio un Nicolò Amati del 1675. Le indicazioni sullo strumento rubato e le descrizioni dello stesso, presenti all’interno dell’articolo, corrispondevano a quanto riportato su di una vecchia targhetta, apposta dentro la cassa del violino sequestrato: “Nicolaus Amatus Cremonen Hieronymi Fil., ac Antonij Nepos Fecit, 1675”.

A questo punto la Procura ha affidato una consulenza a un liutaio cremonese per una perizia sullo strumento al fine di accertare l’effettiva corrispondenza con quello trafugato in Giappone e, nel frattempo, attraverso il Servizio per la cooperazione internazionale di polizia (Scip), la Squadra mobile ha avviato i primi contatti con i colleghi nipponici per avere riscontro rispetto al furto avvenuto nel 2005, per acquisire informazioni sulla persona derubata, sulla denuncia e sui certificati di autenticità dello strumento. Nella denuncia, formalizzata dalla vittima nel 2005, è emerso che nell’occasione del furto, erano stati rubati anche un archetto da violino ed un archetto da violoncello: per questo motivo venivano avviate ulteriori ricerche per recuperare anche questi due pezzi che si poteva ipotizzare fossero a casa del 48enne.

I poliziotti hanno trovato i due archetti presso il laboratorio di un artigiano cremonese, quello il cui biglietto da visita era stato trovato insieme al violino, verificando che il 48enne parmigiano, tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019, li aveva portati per una stima economica. Questa circostanza, unita al fatto che già dal novembre 2019 il pregiudicato stesse cercando un acquirente per il violino, smentiva definitivamente le sue dichiarazioni rispetto alla circostanza che lo strumento fosse stato portato in Italia dalla cognata solo nel mese di febbraio 2019. L’arco di violoncello era quello rubato assieme al violino e aveva un valore di 100 mila euro, mentre l’archetto da violino ha un valore di circa 4 mila euro.
Il prezioso strumento è tuttora in sequestro in attesa della restituzione alla leggi tutto

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Celebrato il 75° anniversario dell’Ispettorato di P.S. Vaticano

Ricorre quest’anno il 75° anniversario dell’istituzione dell’Ispettorato di Pubblica Sicurezza “Vaticano” (Video) e questa mattina a Roma, presso l’Aula “Paolo VI” in Vaticano, è stata celebrata la ricorrenza alla presenza del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e del capo della Polizia Franco Gabrielli. Per l’occasione, una rappresentanza di poliziotti e loro familiari è stata ricevuta da Papa Francesco nell’Udienza speciale che il Santo Padre ha concesso per ricordare l’anniversario.
A presentare l’evento il giornalista della Rai Alberto Matano. Attraverso foto e filmati, e con l’accompagnamento della Banda musicale della Polizia di Stato, il tenore Francesco Grollo e la violinista Olga Zakharova, è stata ripercorsa la storia dell’Ispettorato. Nel corso dell’udienza Il Santo Padre si è rivolto ai poliziotti dell’Ispettorato: “Vi ringrazio tanto per il vostro prezioso servizio, caratterizzato da solerzia, professionalità e spirito di sacrificio – ha detto Papa Francesco – Soprattutto ammiro la pazienza che esercitate nel dover trattare con persone di provenienze e culture così diverse. La mia riconoscenza – ha concluso il Pontefice – si estende anche al vostro impegno di accompagnarmi durante gli spostamenti a Roma e nelle visite a diocesi o comunità in Italia. Un lavoro difficile, che richiede discrezione ed equilibrio, per far sì che gli itinerari del Papa non perdano il loro specifico carattere di incontro col Popolo di Dio. Per tutto questo, ancora una volta vi sono grato”. (Foto Udienza) Al termine dell’udienza il capo della Polizia Franco Gabrielli ha donato al Papa una medaglia commemorativa che raffigura un equipaggio della Polizia di Stato sullo sfondo del colonnato del Bernini; sono sette le colonne visibili, quanti sono stati i Papi che le donne e gli uomini dell’Ispettorato hanno servito dal 1945 ad oggi. Il 10 marzo del 1945 è la data in cui viene sancita la nascita dell’Ufficio speciale di Pubblica Sicurezza “San Pietro”.
La sicurezza del Papa e della Piazza più famosa al mondo venne affidata alla Polizia attraverso un Decreto del ministro dell’Interno di allora, Ivanoe Bonomi. A distanza di 75 anni, con immutato spirito di servizio, le donne e gli uomini della Polizia di Stato garantiscono la protezione del Sommo Pontefice e la vigilanza ai sacri palazzi del Vaticano. Dopo l’Udienza, i presenti hanno potuto visitare la mostra fotografica (Video) inaugurata, nell’ingresso dell’Aula “Paolo VI”, dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e dal presidente del governatorato dello Stato Città del Vaticano, cardinale Giuseppe Bertello. (Foto inaugurazione) La mostra (libro fotografico), composta da 75 immagini significative, ripercorre la storia di questi 75 anni dal 1945 fino ai nostri giorni e dei 7 Pontefici affidati alla tutela dei poliziotti (da Pio XII fino a Papa Francesco). In occasione dell’Anniversario è stato emesso un francobollo celebrativo dedicato all’Ispettorato Vaticano inserito nella tematica “Il Senso civico”. Il francobollo ha sullo sfondo la Basilica di San Pietro e una serie di figure stilizzate rappresentanti turisti, fedeli e due agenti della Polizia di Stato con l’auto di servizio. Da sempre il compito istituzionale dell’Ispettorato Vaticano è quello di garantire sicurezza senza turbare la spiritualità dei luoghi sacri affidati; leggi tutto

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Da centro di costo a funzione apicale: prospettive di formazione per il security manager

Il Covid ha reso visibili le guardie giurate, ha mostrato che la vigilanza privata riveste una funzione sociale che incide sulla collettività e ha insegnato che la business continuity è l’unica risposta possibile all’emergenza. Risultato? La security, spessa ritenuta un improduttivo centro di costo, viene oggi coinvolta in tutti i progetti in funzione di consulenza e accentramento dei processi decisionali, oltre che come rete informativa qualificata. In questo contesto il security manager è la figura chiave e la qualità della sua formazione è una base imprescindibile non solo per chi deve adeguarsi, ma anche per chi vuole conoscere una professione che offre oggi notevoli opportunità. Ne parliamo con Andrea Ambrosino, Presidente di Vale srl, leader nella formazione e consulenza per il settore vigilanza, nota per i portali Accademia della Sicurezza e Formazione Vigilanza, che si accinge a dare il via alla IV edizione del corso per security manager.

Da centro di costo a funzione apicale: dopo il Covid, il security manager è al centro dei processi decisionali. Dal vostro osservatorio privilegiato, registrate questo cambio di passo?

Stiamo sicuramente vivendo un cambio di paradigma: se prima dell’emergenza i nostri corsi erano prevalentemente frequentati da operatori della vigilanza privata con necessità di adeguamento alle norme, oggi rileviamo molto interesse anche da parte di soggetti terzi. Questo perché la stessa utenza finale, con la quale abbiamo costanti contatti, richiede oggi un’elevata professionalità e ha compreso, spesso sulla propria pelle, che il Security Manager non può lavorare da solo ma deve saper dialogare con l’RSPP e il responsabile privacy. Oggi come non mai security fisica e logica, safety e privacy si sono intrecciate tra loro: il tempo dell’improvvisazione è finito.

Il Covid ci ha insegnato insomma che la sicurezza non è più il brutto anatroccolo che costa senza produrre, ma è una funzione imprescindibile. Del resto le aziende che avevano dei piani articolati di gestione del rischio hanno saputo affrontare meglio la pandemia…

Di certo la prima lezione impartita dal Covid è che l’insicurezza costa infinitamente di più della sicurezza. E coinvolge l’intero sistema paese, producendo danni assai tangibili. Di conseguenza, saper organizzare dei piani di prevenzione e di risposta all’emergenza diventa un valore sempre più evidente e spendibile a 360°. Oggi sono le imprese a richiedere la figura del Security Manager anche laddove non sia resa obbligatoria per legge. Il Consiglio Regionale del Lazio ha imposto il security manager negli ospedali pubblici e privati regionali: è un segnale importante. E la professionalità è una base imprescindibile, che ovviamente parte dalla formazione per approdare poi alla certificazione delle competenze.

Cosa contraddistingue il vostro modo di formare queste figure?

Credo che la risposta più corretta alla domanda la possano dare i nostri clienti: siamo l’unico corso patrocinato dagli stessi Istituti di Vigilanza che lo seguono… Del resto la nostra è da sempre una scelta di campo: ci occupiamo esclusivamente di consulenza e formazione per la security, siamo focalizzati su questo settore e vantiamo un network di docenti che sono noti professionisti sul campo. Seguire il corso per Security Manager valorizza leggi tutto

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La Polizia celebra San Michele Arcangelo suo Santo Patrono

La Polizia di Stato e il Corpo della Gendarmeria Vaticana hanno rinnovato, anche quest’anno, il gemellaggio per celebrare insieme il santo patrono, San Michele Arcangelo. La cerimonia si è svolta questa mattina nella basilica di San Pietro, dove il segretario di Stato Vaticano, cardinale Pietro Parolin, ha officiato la Santa Messa alla presenza del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, del capo della Polizia Franco Gabrielli e del capo della Gendarmeria vaticana Gianluca Gauzzi Broccoletti. La funzione religiosa è stata concelebrata dal coordinatore nazionale dei cappellani della Polizia di Stato don Giuseppe Cangiano e dal vice coordinatore, don Angelo Oddi. La Santa Messa è stata accompagnata da un gruppo strumentale, composto da elementi della Banda Musicale della Polizia di Stato e arricchita dalle voci del Coro del Vicariato Vaticano della Basilica Papale di San Pietro. Sull’altare è stata esposta un’icona raffigurante San Michele Arcangelo e la Bolla Pontificia con la quale Papa Pio XII proclamò, nel 1949, San Michele Arcangelo Patrono della Polizia di Stato. Il 29 settembre 1949 San Michele Arcangelo fu proclamato patrono e protettore della Polizia da papa Pio XII, per la naturale assonanza con la missione assolta, con professionalità ed impegno, da tutti i poliziotti chiamati ogni giorno ad assicurare il rispetto delle leggi, l’ordine e la sicurezza dei cittadini e che trova la sua sintesi nel motto “Sub lege libertas”. A questo impegno costante la Polizia di Stato unisce anche la straordinaria funzione di soccorso ed assistenza pubblica rappresentata, nel suo stemma araldico, con la doppia fiaccola incrociata. La celebrazione si è svolta questa mattina e non il 29, giorno della ricorrenza del Santo, poiché connessa all’udienza speciale che, oggi, Papa Francesco ha riservato alle donne e agli uomini della Polizia di Stato in occasione del 75^anniversario dell’Istituzione dell’Ispettorato di pubblica sicurezza “Vaticano”, l’ufficio della Polizia di Stato che vigila sulla sicurezza di piazza San Pietro e garantisce la tutela del Santo Padre, in tutti i suoi spostamenti nel territorio italiano. leggi tutto

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Brescia: Mostra fotografica “Frammenti – Covid19. Il nostro Esserci Sempre”

In occasione della celebrazione di San Michele Arcangelo, Santo Patrono della Polizia di Stato, la Questura di Brescia inaugurerà una mostra fotografica dal titolo “Frammenti – Covid19. Il nostro Esserci Sempre”. L’inaugurazione ci sarà il prossimo 29 settembre nel Salone Vanvitelliano di Palazzo Loggia. La mostra, organizzata in collaborazione con la locale sezione ANPS e il Comune di Brescia, è un percorso di quarantacinque immagini inedite raffiguranti volti, situazioni e speranze che rappresentano uno spaccato della comunità bresciana durante il lockdown. L’esposizione vuole essere anche un sentito omaggio a tutte quelle persone e a tutti gli operatori della Polizia di Stato che in questo periodo difficile non si sono risparmiati nell’assistenza al prossimo. Le foto, esposte fino al 5 ottobre, saranno accompagnate da una frase introduttiva e da una poesia che chiuderà ogni singola sezione tematica. L’accesso alla mostra è gratuito ma è obbligatoria la prenotazione tramite la seguente email: frammenti@poliziadistato.it . leggi tutto

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Inaugurato a Palermo un piazzale in onore di Nicola Scafidi

Questa mattina, nel quartiere di Sferracavallo di Palermo, alla presenza del questore Renato Cortese è stato intitolato un piazzale alla memoria dell’agente, Nicola Scafidi, medaglia d’oro al Valor Civile. Alla cerimonia d’intitolazione il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, familiari e amici del giovane poliziotto siciliano. Nicola era un agente di 28 anni nato a Palermo e in servizio nella stradale di Novara ed è morto nel settembre del 2016, durante un intervento di soccorso sull’autostrada “A4 Torino-Milano”. leggi tutto

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