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Napoli: al rione Sanità sport e legalità con le Fiamme Oro

“Le Fiamme Oro hanno come fine statutario quello di perseguire la legalità attraverso lo sport. E lo facciamo con strutture sportive che tendono ad attrarre giovani, togliendoli dalla strada, per praticare discipline particolarmente attrattive per loro, come il pugilato, il judo o gli altri sport di combattimento”. Così il presidente del gruppo sportivo Fiamme Oro, Francesco Montini, a margine della firma a Napoli del protocollo per la concessione in uso gratuito del primo piano di un immobile della III Municipalità da destinare alla pratica dell’attività sportiva a favore dei giovani del rione Sanità, attraverso il gruppo sportivo della Polizia di Stato. La convenzione avrà una durata di sei anni, prorogabile per ulteriori sei. L’intesa, in sala giunta, è stata siglata anche dal questore di Napoli Alessandro Giuliano e dal sindaco Luigi de Magistris. Si tratta, spiega il Questore, “Di una cosa di straordinaria importanza per noi. Anche la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese stamane ha detto che occorre fare uno sforzo collettivo per le giovani generazioni. Le Fiamme Oro della Polizia di Stato da anni qui a Napoli fanno questo, quella che noi riteniamo essere la vera prevenzione”. Questa intesa “È un ulteriore segnale – sottolinea de Magistris – di luoghi di aggregamento in cui si fa sport, legalità, vita e socialità con quello spirito di squadra che ci fa dire mai mollare, oggi più che mai”. leggi tutto

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Assunzione di 1.515 allievi agenti: sospeso l’avvio dei corsi

Si comunica che le convocazioni per l’avvio al corso di formazione per allievi agenti della Polizia di Stato dei vincitori del concorso pubblico per l’assunzione di 1515 allievi agenti della Polizia di Stato, indetto con D.M. del 3 giugno 2019, sono momentaneamente sospese per esigenze organizzative. Si fa riserva di comunicare al più presto la data di inizio del corso leggi tutto

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La Polizia ricorda Nicola Calipari

È stato ricordato questa mattina negli uffici della questura di Roma, Nicola Calipari, che prima di diventare agente dei servizi di intelligence italiani, era stato funzionario di Polizia. Calipari perse la vita il 4 marzo 2005 a Baghdad (Iraq), durante le fasi conclusive dell’operazione di salvataggio della giornalista italiana Giuliana Sgrena, che era stata sequestrata da una banda criminale. Alla cerimonia commemorativa hanno partecipato il capo della Polizia Franco Gabrielli, il questore di Roma Carmine Esposito e i familiari di Calipari. Dopo la deposizione di una corona d’alloro al bassorilievo posto all’interno della Questura, il prefetto Gabrielli ha commemorato il poliziotto scomparso 15 anni fa. “Ho avuto la fortuna di incrociare Nicola quando ero dirigente della Digos a Roma – ha ricordato il capo della Polizia – nella mia carriera ho sempre guardato ai colleghi più grandi, di età e di esperienza. Nicola era uno di quei colleghi. Mi ha fatto comprendere l’importanza della dignità. Non l’ho mai sentito recriminare contro qualcuno. Era un collega sempre all’altezza del proprio ruolo. Mi ha insegnato il rispetto ed il senso di responsabilità, il senso del dovere, il senso di appartenenza, che caratterizzano la nostra comunità. Nicola è, ancora oggi, – ha concluso Gabrielli – un esempio che rappresenta un punto imprescindibile della mia vita personale e professionale”. Calipari entrò in Polizia del 1979, e come primo incarico venne assegnato alla Squadra mobile di Genova, poi a quella di Cosenza e successivamente alla questura di Roma.
Nel 1993 divenne vice dirigente della Squadra mobile di Roma e poi passò alla Direzione centrale della polizia criminale. Dopo una serie di prestigiosi incarichi nella Polizia di Stato, nel 2002 venne assegnato ai servizi di intelligence. leggi tutto

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Novara: scoperto giro di permessi di soggiorno con pratiche irregolare

Un giro di istanze anomale di permessi di soggiorno è stato scoperto dagli uomini della Squadra mobile di Novara insieme a quelli dell’Ufficio immigrazione della stessa questura. Due le misure cautelari eseguite questa mattina nei confronti di due professionisti e oltre 30 persone sono state denunciate. Un collaudato sistema permetteva di eludere le normative sull’immigrazione: cittadini stranieri, seguendo le direttive di una agenzia di pratiche per stranieri e di un tributarista, registravano delle ditte individuali con lo scopo di dimostrare la presenza di un reddito e un volume di affari. Le pratiche presentate erano complete di fatture relative ad operazioni inesistenti e falsi bilanci, predisposti “ad hoc” dal professionista compiacente. La documentazione avrebbe consentito di ottenere il titolo di soggiorno od il rinnovo dello stesso, pur in assenza dei requisiti previsti dalla legge. L’indagine ha svelato ben 30 pratiche irregolari; i richiedenti, infatti, non prestavano alcuna attività lavorativa. leggi tutto

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Coronavirus e sicurezza privata: Federsicurezza aperta al dialogo

Il Covid-19 comincia a spaventare quasi di più per lo spettro della recessione che per il rischio sanitario. Ma qual è la situazione nello specifico del comparto sicurezza e vigilanza privata? Come reagiscono le imprese e quali richieste arrivano dalle guardie giurate? Lo abbiamo chiesto a Luigi Gabriele, Presidente di Federsicurezza, Federazione del settore della Vigilanza e Sicurezza Privata aderente a Confcommercio.

Il Governo ha messo in campo alcune misure di “salvataggio” per le imprese delle aree più colpite: possono dirsi sufficienti?

In un quadro evolutivo fluido e imponderabile, temo che le misure finora messe in campo dal Governo a favore delle imprese possano rappresentare un pannicello caldo rispetto alle reali esigenze. Tanto per cominciare, lo stop a versamenti e cartelle nella zona rossa è temporaneo (entro fine Aprile le imprese dovranno pagare tutto, arretrati inclusi), inoltre pochissimo è stato fatto per le imprese al di fuori dalle zone più colpite, e che tuttavia risentono grandemente dello stato di crisi. Buono lo slittamento dei termini del 730 a fine settembre, che concede qualche mese in più alle imprese per gli adempimenti fiscali. Gran parte degli interventi è comunque rimandata al maxi decreto allo studio, che richiederà però il via libera del Parlamento prima e dell’Europa poi. Difficile fare previsioni, anche se dubito si potranno sbloccare risorse in deficit per 4 miliardi …

Che impatto sta avendo l’emergenza sanitaria sulle imprese del comparto sicurezza e vigilanza privata?

Al di là delle ovvie difficoltà per le imprese che operano nelle zone più colpite e dell’impossibilità tecnica di sfruttare modalità smart di resa dei nostri servizi da remoto, l’impatto si avvertirà – se la situazione dovesse peggiorare – in prevalenza sul nostro mercato, ossia sulle committenze. Perché se finora il mercato sembra in tenuta, è però facile ipotizzare che ci potranno essere ricadute sulle nuove commesse, quanto meno per segmenti già in ginocchio come turismo e ospitalità, ma pure per alcune realtà industriali e commerciali. Mentre sembra sicuramente in tenuta il mercato dei siti sensibili (aeroporti, porti, stazioni, metropolitane), è però possibile prevedere un rallentamento delle procedure di affidamento di nuovi servizi di committenza pubblica, alle prese con un ingente disimpegno di denaro per iniziative urgenti di altra natura.

Ha parlato di siti sensibili. In quei contesti gli operatori della sicurezza sono particolarmente esposti a grandi flussi di persone provenienti da tutte le parti del mondo, ma la questione è identica per i grandi centri commerciali: quali dispositivi di protezione sono stati messi in campo?

Al netto di ogni considerazione sulla reale utilità di strumenti molto discussi come le mascherine protettive, Federsicurezza sta monitorando attentamente la situazione ed è pronta ad intervenire laddove fosse necessario schierare uno strumento specifico di protezione per le guardie giurate più esposte. Le imprese del nostro settore risultano essersi adeguate alle disposizioni diramate dal Governo e rilanciate da Confcommercio e Federsicurezza (affissione di informative, norme comportamentali e prodotti disinfettanti e igienizzanti) e alcune realtà virtuose hanno scelto di dotare i propri operatori di mascherine e altri presìdi. Come Federsicurezza confermiamo la piena disponibilità leggi tutto

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La sicurezza privata ai tempi del Coronavirus: intervista a Sicuritalia, leader in Italia

Che impatto sta avendo l’emergenza sanitaria sul mercato della sicurezza privata? Quali sono le committenze che risultano più colpite? Stanno nascendo servizi specifici o applicativi nuovi per fronteggiare l’emergenza? L’abbiamo chiesto al primo player del settore, che opera trasversalmente su diverse aree di servizio (dalla security nei siti ad alta criticità al pulimento, dalla travel alla cyber security) e che rappresenta la realtà numero uno in Italia per dimensione, tasso di sviluppo e solidità economico-finanziaria con ricavi per 650 milioni di euro, 15.000 dipendenti e 100.000 clienti all’attivo.
La parola a Lorenzo Manca, Amministratore Delegato e proprietario di Sicuritalia.

Che impatto sta avendo l’emergenza sanitaria sul mercato della sicurezza, secondo l’osservatorio privilegiato del primo player del comparto?

Ad oggi riscontriamo un comportamento molto equilibrato da parte della clientela: le aziende clienti si sono mosse con celerità per uniformarsi ai dispositivi emanati dalle Autorità, cercando di adattare alla propria realtà, lavorativa e logistica, le indicazioni emanate dal Ministero della Salute.
Le situazioni più complesse le abbiamo dovute affrontare insieme con i clienti che hanno grandi afflussi di dipendenti e visitatori nei loro complessi aziendali. In più casi sono stati attivati servizi di controllo dei flussi in accesso e di assistenza alla verifica della temperatura dei visitatori sotto la responsabilità di personale sanitario oppure, ad esempio, in relazione all’ultimo DPCM, nelle sale mensa ci è stato chiesto di provvedere a regolamentare gli accessi in funzione delle capienze e delle rotazioni previste per rispettare il Decreto, verificando che ogni dipendente pranzasse ad almeno un metro di distanza dall’altro. Nella Zona Rossa, le attività di zona da prestarsi in loco sono state sospese, mentre i servizi di caricamento ATM sono proseguiti, dotando il personale di appositi DPI. Per quanto concerne le attività legate alla travel security, molte aziende hanno richiesto un supporto consulenziale per affrontare la situazione al meglio, senza bloccare l’operatività ma badando ad informare adeguatamente i dipendenti ed a minimizzare i rischi.

In molti servizi tipici della sicurezza privata, l’esposizione al rischio è notevole per i flussi ai quali sono esposti gli operatori: quali misure cautelative e dispositivi di prevenzione ha messo in campo Sicuritalia per tutelare i dipendenti?

In un clima di generale incertezza ed allarmismo, abbiamo ritenuto che la strategia migliore fosse quella di attenersi alle disposizioni delle Autorità, con varianti più garantiste in relazione al buon senso ed al gradimento dei clienti. Per affrontare l’emergenza è stata immediatamente istituita una Task Force, che funge da riferimento per i clienti e per i dipendenti e che continuerà ad operare fino alla definitiva normalizzazione della situazione.

I Governatori delle Regioni più colpite hanno criticato le misure messe sinora in campo dal Governo. Qual è la vostra posizione e quali sarebbero le richieste di Sicuritalia al Governo Conte, alle prese con un maxi-decreto d’emergenza per sbloccare nuove risorse in deficit?

Occorre comprendere che si tratta di una situazione nuova anche per tutti. Il comportamento dei nostri governanti, il nostro comportamento, è figlio di un modello culturale che ci vede molto avvezzi a reagire con intuito e creatività alle situazioni nuove, leggi tutto

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Mazzette per lavori pubblici, 11 arresti a Messina

La notte di Capodanno del 2019 la saracinesca di una tabaccheria di Messina, nel quartiere Camaro, veniva raggiunta da alcuni colpi di arma da fuoco. La Squadra mobile avviava subito un’indagine, ipotizzando che l’episodio fosse un segnale intimidatorio rivolto ai titolari dell’esercizio commerciale per una possibile estorsione. L’attività investigativa, denominata “Ottavo cerchio” evidenziò invece l’esistenza di un sistema di corruzione che coinvolgeva soggetti operanti sia nel settore pubblico che in quello privato. In particolare, appare coinvolto nell’indagine, un funzionario del Genio civile di Messina, il quale, in cambio di denaro, favoriva alcune ditte edili nell’aggiudicazione di lavori pubblici. L’operazione ha portato ad indagare 14 persone, delle quali 11 sono state arrestate con le accuse di corruzione, rivelazione di segreto d’ufficio e fittizia intestazione di beni. È in corso di esecuzione anche il sequestro preventivo del complesso di beni e utilità economiche di una società commerciale. Grazie alle intercettazioni telefoniche e ambientali gli agenti della Mobile hanno registrato le conversazioni degli indagati che parlavano delle tangenti; in alcuni casi le mazzette sarebbero state pagate con soggiorni in alberghi, cene, auto d’epoca, e addirittura con l’assunzione di una persona. leggi tutto

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Coronavirus: DPCM 2 e smart working nella sicurezza privata

Secondo decreto emergenziale (triste vedere solo in queste occasioni un uso appropriato della decretazione d’urgenza) del governo Conte bis per uniformare le misure di contrasto al rischio Coronavirus. Il DPCM, in vigore da oggi 2 marzo e – salvo diverse previsioni – fino all’8. L’Italia è divisa per fasce di severità della diffusione del contagio, con misure via via meno invasive di contenimento che arrivano a interessare l’intera popolazione. Nel lasciare il dettaglio alla lettura del decreto (comunque sbandierato su qualunque telegiornale), segnaliamo che finalmente lo smart working trova uno spazio utile anche in Italia. Anche se nel comparto sicurezza e vigilanza privata si tratta di un’ipotesi raramente percorribile, potrebbe comunque essere di ausilio per le famiglie dove l’altro coniuge svolge un diverso tipo di lavoro, soprattutto in tempi di scuole chiuse e gestione di figli recalcitranti.
L’utilità di questa modalità “intelligente” si ravvisa del resto non solo sul fronte sanitario, ma anche di impatto ambientale e di gestione dell’organizzazione familiare, soprattutto per le lavoratrici madri. Lo smart working è oggi applicabile a qualunque rapporto di lavoro subordinato, su tutto il territorio nazionale, anche in assenza degli accordi individuali cui la normativa di riferimento rinvia per l’attivazione della predetta attività di lavoro, e per la durata dello stato di emergenza (sei mesi dalla data della deliberazione del Consiglio dei Ministri 31 gennaio 2020).
L’informativa scritta nella quale sono individuati i rischi connessi alla particolare modalità di esecuzione del rapporto di lavoro – finalizzata all’assolvimento degli obblighi in materia di salute e sicurezza nei confronti dei lavoratori e dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS) – può essere resa in via telematica anche ricorrendo alla documentazione disponibile sul sito dell’INAIL (cfr nota 26 febbraio 2020).

Alleghiamo anche le considerazioni del Segretario Generale di Confcommercio, Luigi Taranto, sul DPCM.

DPCM Del 1.3.2020

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NOTA DEL SEGRETARIO GENERALE N.5 DPCM 1.3.2020

NOTA DEL SEGRETARIO GENERALE N.5 DPCM 1.3.2020

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Karate1 Premier league: Fiamme oro sul podio con 3 argenti e 1 bronzo

Si è conclusa a Salisburgo (Austria) la terza tappa della Karate1 Premier league 2020, con l’ottima prestazione degli atleti delle Fiamme oro, che hanno conquistato un bel bottino di medaglie. Nel kumite Luca Maresca e Clio Ferracuti si sono messi al collo l’argento rispettivamente della categoria -67 kg maschile e +68 kg femminile; stesso risultato per Giuseppe Panagia con la squadra di kata maschile mentre Michela Pezzetti e Carola Casale hanno vinto il bronzo con il team femminile di kata. Ottima la prova di Maresca che nella sua categoria ha superato prima l’australiano Dritsas (3-0), poi il kazako Muratov (5-2), l’egiziano Elsawy (3-1) e in semifinale l’austriaco Stefan Pokorny (7-2); purtroppo in finale si è dovuto arrendere al suo avversario, l’azero Rafiz Hazanov (1-3). Percorso netto fino alla finale anche per Clio Ferracuti, che ha eliminato l’algerina Ibrahim Nadege Ait (3-0), la rappresentante di Taipei Tsu-Hsuan Wen (1-0), la greca Eleni Chatziliadou (7-0) e in semifinale la tedesca Charlotte Grimm (1-0); nella sfida con l’iraniana Hamideh Abbasali per il podio più alto, Clio ha battagliato fino alla fine ma non è riuscita a recuperare lo svantaggio (1-2). Dopo aver vinto il girone di qualificazione, conquistando così il diritto di lottare per la medaglia d’oro, anche la squadra maschile di kata, composta dal portacolori cremisi Giuseppe Panagia insieme agli azzurri Gianluca Gallo e Alessandro Iodice, si è dovuta accontentare del secondo gradino del podio. Grande bronzo per il team di kata femminile con le portacolori del Gruppo sportivo della Polizia di Stato Michela Pezzetti e Carola Casale, che, insieme a Terryana D’Onofrio, hanno superato la Slovacchia nella finale per il terzo posto, dopo essersi piazzate seconde nel girone di qualificazione. Sergio Foffo leggi tutto

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Brescia: operazione contro il traffico di droga, 35 indagati

Importavano la droga dall’Olanda per rifornire numerosi clienti tra cui uno storico trafficante bresciano. La Squadra mobile di Brescia, coordinata dal Servizio Centrale Operativo, ha eseguito 35 misure cautelari per associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, lesioni dolose, rapina, detenzione e cessione di armi. Nell’operazione sono state interessate anche le Squadre mobili di Alessandria, Como, Monza e Brianza, Pavia, Ferrara e Verona e le Polizie del Belgio, Albania, Germania, Spagna e Romania, coordinate dal Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia. Le indagini, inizialmente dirette nei confronti di alcuni magrebini per lo spaccio di rilevanti quantitativi di hashish, hanno poi riguardato quattro cittadini albanesi e una cittadina Romena che importavano dall’Olanda consistenti quantitativi di cocaina. Il gruppo che nascondeva lo stupefacente nel sottotetto di una lavanderia di Rovato (Brescia), riforniva gli spacciatori incontrandoli soprattutto nei parcheggi pubblici di Brescia. Durante l’attività investigativa i poliziotti hanno documentato diverse cessioni di stupefacente che in una occasione ha riguardato quattro chili di cocaina con il pagamento di 130 mila euro; inoltre veniva accertata anche la disponibilità da parte di uno degli arrestati di un fucile a pompa e di due pistole. Gli investigatori hanno documentato anche alcuni episodi criminosi tra gli indagati come pestaggi con mazze e spranghe di ferro, aggressioni con ammoniaca e coltello, fino all’uso delle armi. Tra gli arresti di questa mattina figurano anche diversi cittadini marocchini e italiani. Nel corso dell’attività d’indagine, iniziata ad ottobre 2017 sono state arrestate in flagranza di reato 11 persone e sequestrati circa 5 chili di cocaina e 80 di hashish. Il giro d’affari quantificato è stato di circa otto chili di cocaina al mese per un valore all’ingrosso di circa 2.500.000 di euro all’anno. leggi tutto

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