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Guardie giurate all’estero: una proposta che apre un business goloso

Audizione Assiv in Commissione Affari Costituzionali della Camera sul PDL Lollobrigida, che prevede l’impiego guardie particolari giurate all’estero. Un tema caldo, perché aprirebbe nuove e rilevanti aree di business ad oggi precluse dalla normativa italiana. Basti pensare che per la protezione non solo delle imprese italiane all’estero, ma addirittura dei compound militari all’estero, le imprese italiane devono di necessità rivolgersi a security contractor stranieri.

In un quadro geopolitico dove il terrorismo internazionale non dà tregua, le imprese che operano all’estero in aree a rischio hanno la responsabilità di proteggere il proprio personale (cd. duty of care riconosciuto dal codice penale) – illustra a proposta di legge.

Le Private military security companies (PMSCs) americane e britanniche, ma anche francesi, israeliane, russe e sudafricane, affiancano (in qualche caso sostituiscono) le Forze armate e di sicurezza governative internazionali e locali. All’appello mancano però del tutto le società italiane, strangolate da una normativa laconica e antiquata.

In analogia a quanto avvenuto per i servizi di antipirateria marittima, la PDL Lollobrigida richiede di aprire anche questo business alle imprese di sicurezza e vigilanza privata. Il settore ripartirebbe e le casse dell’erario ne avrebbero grandi benefici. Stiamo parlando di un business che nell’ultimo decennio ha registrato un incremento annuo costante, per un valore globale stimato sui 250 miliardi di dollari.

Il testo della proposta specifica inoltre che “l’impiego di personale italiano garantirebbe il controllo dei flussi informativi ai fini della protezione delle politiche e degli asset aziendali rispetto all’impiego di personale straniero. L’esternalizzazione di funzioni di sicurezza dovrebbe comunque riguardare esclusivamente attività accessorie rispetto a quelle svolte dai militari, quali l’impiego a livello operativo di consulenza e supporto, nel rispetto dei princìpi costituzionali che tutelano il monopolio dello Stato sull’uso della forza. Sarebbe altresì necessaria una sostanziale riconfigurazione del comparto della sicurezza privata in modo da consentire agli operatori del settore un margine di azione basato su standard riconosciuti da istituzioni quali i Ministeri dell’interno e della difesa, in conformità alle linee guida internazionali in materia. Tale controllo di qualità garantirebbe la credibilità delle società di sicurezza italiane e, di conseguenza, una maggiore competitività sul mercato internazionale”.

In allegato, la proposta così articolata:

L’articolo 1 individua l’ambito di applicazione delle norme.
L’articolo 2 regolamenta i requisiti richiesti alle guardie giurate per svolgere attività di protezione in territorio estero.
L’articolo 3 demanda a un regolamento di servizio la fissazione delle modalità per lo svolgimento dei servizi di protezione.
L’articolo 4 individua il tipo di armamento a disposizione delle guardie giurate.
L‘articolo 5 stabilisce le modalità di comunicazione tra il titolare della licenza dell’istituto di vigilanza e le autorità estere e nazionali.

PDL GPG ALL’ESTERO

PDL-GPG-ALLESTERO.pdf

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Categoria:Proposte di leggeData:11 Aprile 2019

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Efficientare le risorse con il welfare aziendale: la vigilanza privata torna in pista?

Nella vigilanza privata le PMI, ma anche chi vanta importanti quote di mercato, marginalizzano poco o niente, strangolate da costi di esercizio rappresentati in massima parte dal costo uomo. Tuttavia esistono strumenti di welfare che possono essere cuciti su misura, in modo da aggiungere potere d’acquisto al lavoratore ed al contempo efficientare le risorse e ridurre i costi. Ne parliamo con Giuseppe Ligotti, Consulente di direzione del personale, Vice Presidente nazionale di Federlavoro, membro del comitato dei sindacalisti d’impresa e della commissione di lavoro per la definizione dei CCNL in Conflavoro PMI.
La vigilanza privata è un settore labour intensive, caratterizzato da un costo-uomo per sua natura incomprimibile, ovviamente se si resta nel perimetro delle regole. Come non essere strangolati dai costi e tornare a marginalizzare?

Nel nostro sistema produttivo molti settori sono labour intensive, ovvero comparti ad alta intensità di forza lavoro, la cui incidenza è maggiore rispetto all’investimento di capitale (nel caso contrario l’azienda si definirebbe capital intensive). Sono esempi di comparti labour intensive la vigilanza privata, ma anche l’agricoltura, le imprese di servizi e per alcuni versi il settore alberghiero e della ristorazione, se si escludono gli investimenti immobiliari. Tuttavia, anche nei nei settori labour intensive e tenendo assolutamente fermi il rispetto delle regole e il non meno importante rispetto del lavoratore, il costo-uomo non si può considerare “per sua natura incomprimibile”. Si tratta solo di studiare soluzioni nuove spostando il focus sulle reali necessità dei lavoratori, in modo da elaborare degli strumenti per efficientare le risorse e ridurre i costi. A vantaggio di tutti.

In che modo?

Con corrette politiche di welfare, che favoriscono il raggiungimento di un’elevata produttività e competitività ed assicurano una maggiore sostenibilità del bilancio aziendale. Politiche di welfare adeguate e personalizzate contribuiscono peraltro a rafforzare il rapporto di fiducia tra datore di lavoro e dipendenti, con evidenti benefici a cascata, a partire dalla riduzione dell’assenteismo (e del conseguente turnover – che implica maggiori costi economici di efficienza).

Ci può fare un esempio concreto di queste operazioni di efficientamento e welfare?

Il nostro ordinamento prevede, come principio cardine inamovibile, che qualsiasi somma erogata come retribuzione sia assoggettata al pagamento di contributi ed imposte. Quello che si può prendere in considerazione sono quindi i beni e i servizi che l’azienda mette a disposizione dei lavoratori.
Un esempio: se un’azienda di vigilanza privata con oltre 15 dipendenti disponesse un aumento di 200 euro lordi mensili, sosterrebbe un costo annuale di circa 4.100 euro. Una cifra ben lontana da quanto il lavoratore percepirebbe in termini di aumento (che su base annua, al netto di contributi ed imposte, si aggirerebbe sui 2.100 euro). Decidendo invece per una politica di welfare del valore di 200 euro, il dipendente percepirebbe l’equivalente di 2.400 euro e l’azienda sosterrebbe un pari costo di 2.400 euro, con un risparmio netto di 1.700 euro.

Ma come reagiscono in genere i lavoratori a questo tipo di proposte? E i sindacati?

I lavoratori, come gli imprenditori, devono essere correttamente informati per poter comprendere appieno quanto queste scelte possano aumentare il loro potere d’acquisto leggi tutto

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Efficientare le risorse con il welfare aziendale: la vigilanza privata torna in pista?

Nella vigilanza privata le PMI, ma anche chi vanta importanti quote di mercato, marginalizzano poco o niente, strangolate da costi di esercizio rappresentati in massima parte dal costo uomo. Tuttavia esistono strumenti di welfare che possono essere cuciti su misura, in modo da aggiungere potere d’acquisto al lavoratore ed al contempo efficientare le risorse e ridurre i costi. Ne parliamo con Giuseppe Ligotti, Consulente di direzione del personale, Vice Presidente nazionale di Federlavoro, membro del comitato dei sindacalisti d’impresa e della commissione di lavoro per la definizione dei CCNL in Conflavoro PMI.
La vigilanza privata è un settore labour intensive, caratterizzato da un costo-uomo per sua natura incomprimibile, ovviamente se si resta nel perimetro delle regole. Come non essere strangolati dai costi e tornare a marginalizzare?

Nel nostro sistema produttivo molti settori sono labour intensive, ovvero comparti ad alta intensità di forza lavoro, la cui incidenza è maggiore rispetto all’investimento di capitale (nel caso contrario l’azienda si definirebbe capital intensive). Sono esempi di comparti labour intensive la vigilanza privata, ma anche l’agricoltura, le imprese di servizi e per alcuni versi il settore alberghiero e della ristorazione, se si escludono gli investimenti immobiliari. Tuttavia, anche nei nei settori labour intensive e tenendo assolutamente fermi il rispetto delle regole e il non meno importante rispetto del lavoratore, il costo-uomo non si può considerare “per sua natura incomprimibile”. Si tratta solo di studiare soluzioni nuove spostando il focus sulle reali necessità dei lavoratori, in modo da elaborare degli strumenti per efficientare le risorse e ridurre i costi. A vantaggio di tutti.

In che modo?

Con corrette politiche di welfare, che favoriscono il raggiungimento di un’elevata produttività e competitività ed assicurano una maggiore sostenibilità del bilancio aziendale. Politiche di welfare adeguate e personalizzate contribuiscono peraltro a rafforzare il rapporto di fiducia tra datore di lavoro e dipendenti, con evidenti benefici a cascata, a partire dalla riduzione dell’assenteismo (e del conseguente turnover – che implica maggiori costi economici di efficienza).

Ci può fare un esempio concreto di queste operazioni di efficientamento e welfare?

Il nostro ordinamento prevede, come principio cardine inamovibile, che qualsiasi somma erogata come retribuzione sia assoggettata al pagamento di contributi ed imposte. Quello che si può prendere in considerazione sono quindi i beni e i servizi che l’azienda mette a disposizione dei lavoratori.
Un esempio: se un’azienda di vigilanza privata con oltre 15 dipendenti disponesse un aumento di 200 euro lordi mensili, sosterrebbe un costo annuale di circa 4.100 euro. Una cifra ben lontana da quanto il lavoratore percepirebbe in termini di aumento (che su base annua, al netto di contributi ed imposte, si aggirerebbe sui 2.100 euro). Decidendo invece per una politica di welfare del valore di 200 euro, il dipendente percepirebbe l’equivalente di 2.400 euro e l’azienda sosterrebbe un pari costo di 2.400 euro, con un risparmio netto di 1.700 euro.

Ma come reagiscono in genere i lavoratori a questo tipo di proposte? E i sindacati?

I lavoratori, come gli imprenditori, devono essere correttamente informati per poter comprendere appieno quanto queste scelte possano aumentare il loro potere d’acquisto leggi tutto

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‘Ndrangheta: riciclavano denaro in pizzerie del Nord Italia, nove arresti

Operazione della Polizia nelle province di Milano, Torino e Monza Brianza, con nove persone arrestate ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere e trasferimento fraudolento di valori. Sono stati sequestrati anche beni per oltre dieci milioni di euro, tra cui quote societarie di alcuni ristoranti appartenenti a una nota catena, riconducibili ad un noto pregiudicato legato alla criminalità organizzata calabrese. Le indagini hanno fatto luce sulla capacità, delle cosche calabresi, di reinvestire denaro, frutto di attività illecite, nel circuito della grande ristorazione nel Nord Italia. Per riciclare i capitali illeciti era stato organizzato un articolato sistema di intestazioni fittizie di beni e società, utilizzando persone incensurate, legati da vincoli di parentela, per evitare aggressioni patrimoniali da parte dello Stato. leggi tutto

From: http://www.poliziadistato.it/articolo/385dc54dea38737358779537

Nuoro: preso uno dei rapinatori delle poste di Orgosolo

È stato arrestato in provincia di Firenze uno degli autori della rapina alle poste di Orgosolo (Nuoro) avvenuta lo scorso 31 luglio. Si tratta di un 27enne residente a Nuoro. La rapina del 31 luglio scattò nel pomeriggio: due uomini travistati con cappelli e fazzoletti, approfittando dell’orario di chiusura dell’ufficio postale, avevano costretto il direttore e una addetta alle pulizie a rientrare nello stabile. Qui i malviventi si erano impossessati di 66mila euro e quindi erano scappati a bordo dell’autovettura di proprietà dell’addetta alle pulizie supportati da un terzo complice, rimasto all´esterno dell´edificio, con il quale, durante le fasi della rapina, tenevano i contatti utilizzando delle radio ricetrasmittenti. La vettura quindi era stata ritrovata dai poliziotti della Squadra mobile nei pressi dell’ufficio postale. Le indagini hanno successivamente permesso agli agenti di Nuoro, con la collaborazione dei poliziotti della Mobile di Firenze di raccogliere gravi e concordanti elementi di responsabilità nei confronti del cittadino sardo. leggi tutto

From: http://www.poliziadistato.it/articolo/135dc5463a4bedd376011672

Poliziamoderna: il numero di novembre

Poliziamoderna dedica la cover story del mese al calendario 2020 della Polizia di Stato, 12 scatti d’autore firmati da un fotoreporter italiano di fama internazionale, Paolo Pellegrin, che racconta la sua esperienza in un’intervista esclusiva. In prima linea per i reportage nei territori di conflitto – Bosnia, Palestina, Iraq, Iran, Kosovo – come anche per le migrazioni nel Mediterraneo, il fotografo della celebre Magnum Photos ha realizzato istantanee che raccontano la polizia: una narrazione in presa diretta in pieno stile fotoreportage. Situazioni ordinarie rese dal bianco e nero, immagini che restituiscono l’umanità dei poliziotti e il loro impegno quotidiano. I proventi della vendita del Calendario verranno devoluti, come da tradizione, al Comitato italiano per l’Unicef Onlus e al Fondo assistenza per il personale della Polizia di Stato per finanziare il Piano Marco Valerio, un aiuto concreto ai figli dei poliziotti affetti da patologie gravi. Su questo numero anche un ampio resoconto sulla presentazione a Lucca Comics & Games 2019 del secondo volume delle indagini del Commissario Mascherpa dal titolo Mare Nero. Questa volta il commissario di Diamante si trova a dover indagare su un losco traffico di rifiuti tossici, su cui si allunga l’ombra della ‘Ndrangheta. Un’inchiesta che porta Mascherpa fino a L’Aia per ottenere la collaborazione di Europol. Proprio nella sede della polizia europea, il 2 ottobre scorso, il capo della Polizia Franco Gabrielli ha presentato in anteprima Murky Waters, versione inglese di Mare Nero. Mentre il personaggio di Mascherpa è diventato un gioco di ruolo che ha animato la XIII edizione del Festival del fumetto di Cosenza Le strade del paesaggio, sul numero di novembre ripartono le inchieste di Mascherpa con la pubblicazione della prima puntata della nuova graphic novel dal titolo Banditi. L’inserto è dedicato al lungo percorso normativo nel contrasto alla violenza di genere fino ad arrivare alle novità rappresentate dal Codice Rosso che ha introdotto, nel codice penale, nuove forme di reato come il Revenge porn, delitto che consiste nel diffondere, senza il consenso del partner, immagini riprese in momenti intimi. A seguire un focus del protocollo “Zeus”, sul recupero delle persone ammonite dal questore per violenza domestica e stalking. Ne parla la dirigente della Divisione anticrimine della questura di Milano, Alessandra Simone, sottolineando i risultati di questo progetto che ha visto una riduzione delle recidive dei maltrattanti – su 157 persone trattate solo 16 hanno ripetuto condotte violente. A spiegare le fasi del percorso di recupero Paolo Giulini, criminologo clinico dell’università Cattolica di Milano e presidente del Centro italiano per la promozione della mediazione, partner nel progetto. leggi tutto

From: http://www.poliziadistato.it/articolo/385dc535addb0e5977961931

Cooperazione internazionale: missione compiuta per il ritorno di Alvin

Missione compiuta, Alvin è a casa, in Italia. Grande commozione per il papà Afrimm e per chi ha portato a termine una missione complicata, che ha visto il nostro Paese in prima linea per completare il ritorno del bambino albanese di 11 anni. Del caso si era occupato anche il programma “Le Iene”. Nel 2014 la madre di Alvin, cittadina albanese residente in Italia, era scappata in Siria presumibilmente per diventare una foreign fighter del Daesh; con sé aveva portato il suo unico figlio maschio. Durante un combattimento in Siria la donna è morta e Alvin è rimasto ferito seriamente ad un piede ed è stato trasferito in un campo profughi. Le ricerche a livello internazionale lo hanno localizzato nel campo di Al Hol sotto il controllo dei curdi, che ospita oltre 70 mila persone, in prevalenza compagne e figli di combattenti jihadisti in prigione. Grazie all’impegno italiano è stato attivato un corridoio umanitario, il primo dall’inizio della guerra in Siria, attraverso il quale il bambino è giunto a Roma dopo essere transitato per il Libano. L’operazione, svoltasi sotto l’egida della Direzione centrale della polizia criminale, diretta dal Vice Capo della Polizia Vittorio Rizzi, è stata coordinata, da agosto del 2019 dal Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia (Scip) con il supporto della Croce Rossa Internazionale, della sua corrispondente Mezzaluna Rossa, dell’Albania e del Ros dei Carabinieri titolari dell’indagine condotta dalla Procura di Milano. Per l’identificazione del bambino, inoltre, è stata determinante l’attività dalla Polizia Scientifica che ha riconosciuto il bambino con la comparazione fisionomica. leggi tutto

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Ancona: arrestati per corruzione un geometra comunale e quattro imprenditori

Eseguiti cinque arresti nei confronti di un geometra del Comune di Ancona e di quattro imprenditori del settore edile ritenuti responsabili di corruzione aggravata. L’attività investigativa, iniziata nell’autunno del 2018, ha visto come principale protagonista il pubblico dipendente, il quale favoriva nelle assegnazioni e nei pagamenti dei lavori sempre le stesse ditte. Agli imprenditori venivano pagati anche lavori edili mai eseguiti o fatti in parte a un costo inferiore a quello realmente pagato con soldi pubblici. In cambio il dipendente del comune riceveva dagli “imprenditori amici” ogni forma di illegittima utilità. Nel corso delle indagini sono emersi altri fatti illeciti che hanno coinvolto altre 25 persone, indagate, a vario titolo per i reati di abuso d’ufficio, falsità materiale e ideologica in atti pubblici, turbata libertà degli incanti, truffa aggravata ai danni dello Stato finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche, rifiuto di atti d’ufficio e illeciti in materia ambientale. leggi tutto

From: http://www.poliziadistato.it/articolo/385dc43482d62d7306627771

Da oggi in vigore i sistemi antiabbandono

Da oggi è entrato in vigore il decreto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sui dispositivi antiabbandono per i bambini. Il decreto comporta l’obbligo per i conducenti dei veicoli sui quali devono essere installati i seggiolini che trasportino un bambino di età inferiore a 4 anni, di far uso anche di apposito dispositivo di allarme per prevenire l’abbandono del minore all’interno del veicolo stesso. Secondo quanto previsto dal Decreto i dispositivi possono essere già integrati nel seggiolino, possono costituire una dotazione di base o un accessorio del veicolo, oppure essere indipendenti sia dal seggiolino che dal veicolo. Non necessitano di omologazione, ma devono essere conformi alle prescrizioni tecniche riportate nell’allegato A al decreto. In particolare, il sistema antiabbandono deve dare un segnale di allarme idoneo ad attirare tempestivamente l’attenzione del conducente attraverso segnali visivi e acustici o visivi e aptici, percepibili all’interno o all’esterno del veicolo, nonché avere la capacità di attivarsi automaticamente ad ogni utilizzo, senza ulteriori azioni da parte del conducente. Prima dell’acquisto del dispositivo è consigliabile verificare la conformità alle caratteristiche tecniche previste dalla norma consultando la documentazione tecnica eventualmente messa a disposizione dal fabbricante. leggi tutto

From: http://www.poliziadistato.it/articolo/155dc3e00569eea811082232

Atterrano in Australia gli elicotteri della Polizia

Continua nel suo tour internazionale la mostra fotografica di Massimo Sestini “Italy – Twilight Skylines From Police Helicopters”. Dopo Mosca, Ho Chi Minh City e Hanoi la mostra, con gli scatti realizzati dagli elicotteri della Polizia di Stato, arriva a Melbourne, in Australia. L’occasione e la Conferenza ministeriale “No Money For Terror”, organizzata dal Department of Home Affairs australiano che si tiene il 7 e l’8 novembre al Convention & Exhibition Centre (MCEC) di Melbourne. A bordo degli elicotteri AgustaWestland AW139 e AB212 della Polizia di Stato italiana il fotografo ha immortalato subito prima dell’alba e subito dopo il tramonto molte località del nostro Paese offrendo una visione insolita, non convenzionale di alcuni luoghi famosissimi d’Italia. “La mostra fotografica permette all’osservatore di ammirare la bellezza dell’Italia da una prospettiva diversa ed originale. Il fotografo gioca nel capovolgere le nostre percezioni visive, planando discretamente sulle opere monumentali e sui paesaggi naturali” ha dichiarato Francesca Tardioli, Ambasciatrice d’Italia in Australia. “L’alba e il tramonto sono i momenti della giornata più delicati per l’essere umano: quando la luce non ancora, o non più, piena rende vulnerabili e più esposti alle insidie e alle paure. Sono momenti in cui la consapevolezza che qualcuno vegli su di noi ci rassicura. L’occhio che vigila dall’alto dell’elicottero della Polizia di Stato, il lampeggiante della Volante sono luci nell’oscurità, segno visibile della presenza di donne e uomini in divisa pronti a proteggere la nostra incolumità, i nostri beni e i nostri valori” sono le parole del Capo della Polizia, Franco Gabrielli. leggi tutto

From: http://www.poliziadistato.it/articolo/225dc3f36ea6c36950386731