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Coronavirus: il ringraziamento del presidente della Repubblica alla Polizia di Stato

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel pomeriggio di oggi, ha espresso al Capo della Polizia- Direttore Generale della P.S. sentimenti di vicinanza e di profonda riconoscenza alle donne e agli uomini della Polizia di Stato impegnati nei servizi di vigilanza e controllo del territorio, di assistenza alla cittadinanza e di supporto al personale sanitario. Il Capo dello Stato ha ringraziato gli appartenenti alla Polizia di Stato sottolineandone la competenza, la dedizione e lo spirito di umanità dimostrate in condizioni di lavoro molto difficili.
Il Capo della Polizia ha ringraziato il Presidente della Repubblica, per questo ulteriore gesto di vicinanza, assicurando che lo avrebbe esteso a tutti gli appartenenti alla Polizia di Stato. foto d’archivio leggi tutto

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Coronavirus: in campo l’Associazione nazionale della Polizia di Stato

C’è un filo quasi invisibile che scorre lungo tutto il nostro Paese e unisce le nostre comunità con attività di supporto e di sostegno alla popolazione. È quello delle tante sezioni dell’Anps, l’Associazione nazionale della Polizia di Stato che, inserite nel dispositivo della Protezione civile, stanno sostenendo la popolazione in questo momento così difficile. I nostri volontari dell’Associazione, poliziotti in servizio ed in pensione, stanno dando una grossa mano al nostro Paese impegnandosi nei servizi più vari. I 480 volontari messi in campo stanno portando agli anziani viveri e farmaci; nelle regioni del Sud ad esempio hanno collaborato al censimento dei residenti tornati dalle regioni del Nord. A Matera le infermiere volontarie dell’Associazione sono impiegate nei servizi di pre triage nei pronto soccorso della città. A Campobasso stanno gestendo gli accessi agli uffici pubblici cittadini da parte della popolazione. Sono solo alcuni esempi questi, di come sostegno, aiuto e soccorso alle comunità non siano solo vuote parole ma facciano parte del nostro Dna e oltrepassino il turno di servizio o il pensionamento. leggi tutto

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Decreto cura Italia: al via la Cig in deroga per la vigilanza privata

Nessuno deve sentirsi abbandonato”- con queste parole il Premier Giuseppe Conte ha licenziato il tanto atteso “decreto cura Italia” contenente le misure economiche messe in campo per sostenere le imprese, i lavoratori e le famiglie. L’Italia – ha continuato Conte – sta facendo scuola non solo per le strategie di contenimento, ma anche sul terreno economico con una manovra poderosa (25 miliardi per il sistema economico, che genereranno un flusso globale di 350 miliardi), ma che richiederà comunque misure aggiuntive già ad Aprile. Per il comparto della sicurezza e vigilanza privata, segnaliamo la possibilità per le imprese di accedere alla Cassa integrazione in deroga, oltre a diverse misure di impatto fiscale e finanziario.

Luigi Gabriele, Presidente di Federsicurezza, Federazione del Settore della Vigilanza e Sicurezza Privata, commenta a caldo: “Apprezziamo ovviamente lo sforzo del Governo, augurandoci che nella maggioranza dei casi non si debba dover ricorrere alla Cig in deroga. Tuttavia, se la situazione dovesse protrarsi ancora a lungo, queste misure potrebbero purtroppo risultare un pannicello caldo per le imprese. Un’osservazione, poi, più che sul merito, sul metodo fin troppo latino: la proliferazione incontrollata – anche in ambienti altamente istituzionali – di una varietà di bozze del decreto, anche molto distanti fra loro, sta generando un’enorme confusione in un paese di per sè sgomento e smarrito. Meno frenesia comunicativa uguale meno incertezza, della quale davvero non abbiamo bisogno… “.

Il decreto si muove su cinque assi: 3 miliardi e mezzo per il sistema sanitario, 10 per il sostegno all’occupazione e ai lavoratori, e poi una forte iniezione di liquidità nel sistema del credito che potrà mobilitare 340 miliardi di finanziamenti all’economia reale, e ancora sospensione e slittamento dei tributi e norme di sostegno a settori specifici. Si tratta di un lavoro monumentale e di cui ad oggi circolano soltanto bozze non firmate.

In estrema sintesi, a quanto è dato sapere, il “Decreto Cura Italia”: destina risorse alla Sanità ed alla Protezione Civile, estende le misure speciali in tema di ammortizzatori sociali a tutti i settori, definisce norme in materia di riduzione dell’orario di lavoro e di sostegno ai lavoratori (pubblici, privati e autonomi di tutti i settori), istituisce un fondo per il reddito di ultima istanza a favore dei lavoratori danneggiati e misure a sostegno della liquidità attraverso il sistema bancario, misure di sostegno finanziario alle imprese e iniziative specifiche per le PMI, misure fiscali a sostegno della liquidità delle famiglie e delle imprese.

Per il comparto della sicurezza e vigilanza privata, segnaliamo la possibilità per le imprese di accedere alla Cassa integrazione in deroga (attualmente art. 21).
In forza di tale articolo, le Regioni e le Province autonome potranno riconoscere, previo accordo (raggiungibile anche per via telematica) con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale per i datori di lavoro che occupano più di 5 dipendenti, i trattamenti di cassa integrazione salariale in deroga per la durata della sospensione del rapporto di lavoro e in ogni caso per non più di leggi tutto

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Trasporto valori e distanza di un metro: come si fa senza mascherine? Stop dal 19 marzo senza DPI

Il protocollo sulle misure per il contenimento del virus Covid -19 negli ambienti di lavoro siglato il 14 marzo scorso dispone al punto 6 che “qualora il lavoro imponga di lavorare a distanza interpersonale minore di un metro e non siano possibili altre soluzioni organizzative, è comunque necessario l’uso delle mascherine, e altri dispositivi di protezione (guanti, occhiali, tute, cuffie, camici, ecc.) conformi alle disposizioni delle autorità scientifiche e sanitarie”. Benissimo. Ma come si fa se le scorte sono esaurite ed è impossibile rifornirsi, visto che ormai questi presidi di sicurezza sono introvabili, anche grazie a partner europei che ci sbattono le frontiere in faccia e bloccano gli approvvigionamenti verso l’Italia? Nel comparto vigilanza privata, il problema si presenta soprattutto nel trasporto valori che, in base alle somme trasportate, impone la presenza di massimo tre guardie giurate all’interno dei mezzi blindati…che ovviamente non possono rispettare la distanza di sicurezza. Senza mascherine, come si fa?
La Associazioni di categoria del comparto sicurezza privata e vigilanza privata AGCI Servizi, ANIVP, ASSIV, ASSOVALORI, CONFCOOPERATIVE Lavoro e Servizi, LEGACOOP Produzione e Servizi e UNIV hanno chiesto urgenti delucidazioni alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Dipartimento della Protezione Civile, al Ministero dell’Interno, al Ministero della Salute, al Ministero dell’Economia e delle Finanze, al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, a Banca d’Italia, ad ABI – Associazione Bancaria Italiana e a Poste Italiane Spa, oltre alle Prefetture del territorio italiano.

Non solo: con pec datata 17 Marzo le stesse Associazioni hanno comunicato alle Prefetture che i servizi di trasporto e scorta valori e trattamento denaro verranno a cessare presumibilmente a far data da giovedì 19 marzo 2020, allorquando le scorte di DPI saranno integralmente esaurite.

E visto che stavolta l’hanno appoggiata non proprio lieve, aggiungono che, indipendentemente dall’eventuale fornitura dei DPI, che consentirà il possibile riavvio/prosecuzione dei servizi, gli stessi dovranno subire una radicale riorganizzazione sul territorio, consistente nella rimodulazione della operatività, anche attraverso una modalità di calendarizzazione delle attività in alcuni giorni settimanaliferiali o altra modalità che riduca comunque le attività di trasporto.

Tale rarefazione, le cui modalità verranno articolate conformemente alle differenti realtà aziendali, verrà disposta per:
– limitare l’uso dei DPI, così da prolungare la disponibilità delle scorte;
– comandare in servizio, in relazione alla forza lavoro a disposizione, un minor numero di Guardie Particolari Giurate, in ottemperanza alle disposizioni di cui al DPCM 01 marzo 2020, al fine di ridurre al minimo il rischio di contagio.

2020 DPI Trasporto Valori Def

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Categoria:VarieData:16 Marzo 2020

17/03/2020 Trasporto Valori

17/03/2020 Trasporto Valori

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Trasporto valori, distanza di un metro e mascherine: come si fa?

Il protocollo sulle misure per il contenimento del virus Covid -19 negli ambienti di lavoro siglato il 14 marzo scorso dispone al punto 6 che “qualora il lavoro imponga di lavorare a distanza interpersonale minore di un metro e non siano possibili altre soluzioni organizzative, è comunque necessario l’uso delle mascherine, e altri dispositivi di protezione (guanti, occhiali, tute, cuffie, camici, ecc.) conformi alle disposizioni delle autorità scientifiche e sanitarie”. Benissimo. Ma come si fa se le scorte sono esaurite ed è impossibile rifornirsi, visto che ormai questi presidi di sicurezza sono introvabili, anche grazie a partner europei che ci sbattono le frontiere in faccia e bloccano gli approvvigionamenti? Nel comparto vigilanza privata, il problema si presenta soprattutto nel trasporto valori che, in base alle somme trasportate, impone la presenza di massimo tre guardie giurate all’interno dei mezzi blindati…che ovviamente non possono rispettare la distanza di sicurezza.
La Associazioni di categoria del comparto sicurezza privata e vigilanza privata AGCI Servizi, ANIVP, ASSIV, ASSOVALORI, CONFCOOPERATIVE Lavoro e Servizi, LEGACOOP Produzione e Servizi e UNIV hanno chiesto urgenti delucidazioni alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Dipartimento della Protezione Civile, al Ministero dell’Interno, al Ministero della Salute, al Ministero dell’Economia e delle Finanze, al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, a Banca d’Italia, ad ABI – Associazione Bancaria Italiana e a Poste Italiane Spa, oltre alle Prefetture del territorio italiano.

2019-European-Security-Summit

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Autore:CoESSPiattaforme:Windows 98, Windows 2000, Windows XP, Windows Vista, Windows 7Categoria:VarieData:6 Settembre 2019

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Coronavirus e sicurezza nei luoghi di lavoro: il Protocollo condiviso con le parti sociali

Il “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”, sottoscritto il 14 marzo dal Governo e dalle Parti sociali, nel ribadire il possibile ricorso agli ammortizzatori sociali e a forme di lavoro agile e qualunque soluzione per ridurre o sospendere rami non essenziali dell’attività, enuclea diverse misure che seguono una logica analoga a quella delle misure già intraprese per la popolazione. E’ sempre suggerito un confronto preventivo con le rappresentanze sindacali nei luoghi di lavoro (con le rappresentanze territoriali per le piccole imprese); è a tal fine costituito un “Comitato aziendale per la verifica e l’applicazione delle misure di prevenzione”.

Il protocollo suddivide le misure da apprestare in: doveri di informazione del datore di lavoro, indicazioni sulle modalità di ingresso in azienda dei dipendenti e dei fornitori esterni; obblighi di pulizia e sanificazione degli ambienti di lavoro; precauzioni igieniche personali; dispositivi di protezione individuale; gestione degli spazi comuni (es. mensa, spogliatoi); organizzazione aziendale (turni, trasferte etc); gestione dell’entrata e dell’uscita dei dipendenti; spostamenti interni, riunioni, eventi interni di formazione; modalità di gestione di persone sintomatiche in azienda; sorveglianza sanitaria/medico competente/RLS.

Nel consigliare un’attenta ed integrale lettura del protocollo, si riporta di seguito l’articolo 6 (DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE), di particolare interesse per le guardie giurate e gli addetti al comparto vigilanza e sicurezza privata, spesso esposti a grandi flussi o a situazioni di vicinanza obbligata (es. nel trasporto valori). In un momento in cui mascherine, guanti e occhiali sono irreperibili per le stesse strutture sanitarie, le Associazioni di categoria del comparto sicurezza stanno chiedendo chiarimenti al ministero.

6 (DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE)

• l’adozione delle misure di igiene e dei dispositivi di protezione individuale indicati nel presente Protocollo di Regolamentazione è fondamentale e, vista l’attuale situazione di emergenza, è evidentemente legata alla disponibilità in commercio. Per questi motivi:
a. le mascherine dovranno essere utilizzate in conformità a quanto previsto dalle indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità.
b. data la situazione di emergenza, in caso di difficoltà di approvvigionamento e alla sola finalità di evitare la diffusione del virus, potranno essere utilizzate mascherine la cui tipologia corrisponda alle indicazioni dall’autorità sanitaria
c. è favorita la preparazione da parte dell’azienda del liquido detergente secondo le indicazioni dell’OMS (https://www.who.int/gpsc/5may/Guide_to_Local_Production.pdf)
• qualora il lavoro imponga di lavorare a distanza interpersonale minore di un metro e non siano possibili altre soluzioni organizzative è comunque necessario l’uso delle mascherine, e altri dispositivi di protezione (guanti, occhiali, tute, cuffie, camici, ecc…) conformi alle disposizioni delle autorità scientifiche e sanitarie.

Protocollo Virus Covid-19 -14-03-20

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Categoria:VarieData:16 Marzo 2020

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Poliziamoderna: speciale Covid_19

Le truffe al tempo del Covid19, spiegate dagli esperti della Polizia postale e delle Squadre mobili. Nel numero di marzo del mensile ufficiale della Polizia di Stato, i nostri investigatori spiegano come i truffatori ed i ladri riescono ad entrare nelle nostre case e nei nostri computer sfruttando l’eccezionalità del momento e la fragilità piscologica di tanti anziani soli in casa. Su Poliziamoderna troverete anche un reportage sul lavoro incessante svolto dalle pattuglie su strada, per garantire la sicurezza di tutti, anche con i controlli sul rispetto delle direttive del Governo. leggi tutto

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Via Fani: 42 anni fa la strage a Roma

Nessuna cerimonia questa mattina a Roma per la commemorazione del 42° anniversario dell’eccidio di Via Fani. Le disposizioni emergenziali per il contenimento del Coronavirus hanno imposto la sospensione di qualunque manifestazione. Ricordiamo questo tragico evento che ha segnato la vita del nostro Paese e rendiamo onore ai nostri colleghi uccisi quel giorno. Oreste, Francesco, Domenico, Raffaele e Giulio, cinque uomini della scorta dell’onorevole Aldo Moro, tre poliziotti e due carabinieri, furono assassinati per rapire lo statista il 16 marzo 1978. La storia Ore 9,03 del 16 marzo 1978 a Roma. Una telefonata anonima al 113 segnala colpi d’arma da fuoco in via Fani. Dentro un’Alfa Romeo Alfetta il cadavere della guardia di Pubblica Sicurezza Giulio Rivera ed il corpo agonizzante del vice brigadiere di Pubblica Sicurezza Francesco Zizzi; dentro la Fiat 130 che precedeva l’Alfetta, i cadaveri dell’appuntato dei Carabinieri Domenico Ricci e del maresciallo dei Carabinieri Oreste Leonardi; a terra la guardia di Pubblica Sicurezza Raffaele Iozzino. L’eccidio venne compiuto da un commando delle Brigate Rosse che in quella circostanza sequestrarono l’onorevole Aldo Moro, lo statista della Democrazia Cristiana poi ucciso 55 giorni dopo. I 3 giovani poliziotti, il 16 febbraio del 1979 furono insigniti della medaglia d’Oro al valor civile. I loro nomi sono incisi anche nelle piccole lapidi del Sacrario presente alla Scuola superiore di Polizia. leggi tutto

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Coronavirus: stop sciacallaggio mediatico (anche nella sicurezza privata)

Nel comparto della sicurezza privata ci sono tanti imprenditori e istituti di vigilanza privata che operano con serietà e dedizione a favore della collettività: onore quindi alle guardie giurate che con spirito di abnegazione e amore per il proprio lavoro rischiano la vita in aree estremamente esposte al contagio come ospedali, e aeroporti. Con l’aggravarsi della situazione epidemiologica si stanno però vedendo fenomeni di sciacallaggio mediatico da parte di imprese non sempre limpide nel trattamento dei lavoratori. Lo rileva l’associazione guardie particolari giurate e noi siamo d’accordo.

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Postale: reati informatici in aumento per effetto coronavirus

In questi giorni, in cui milioni di italiani sono in casa, i reati “tradizionali” sono crollati e sono invece aumentati quelli informatici. Il Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche della Polizia postale (Cnaipic) sta lavorando senza sosta per arginare le nuove truffe online, fakenews e hacker in azione che, approfittando della vulnerabilità emotiva della persone, tentano di “infettare” i dispositivi con i malware o mettono in Rete notizie non vere. “Abbiamo un incremento di criminalità informatica in questa situazione in cui siamo tutti a casa e sempre connessi, in uno stato di fragilità psicologica” lo afferma Nunzia Ciardi, direttore del Servizio polizia postale, spiegando come in questi giorni sia aumenta la criminalità informatica.
L’invito dei nostri esperti è quello di fare attenzione, soprattutto alle mail ben fatte che offrono servizi connessi all’emergenza Covid-19 o che segnalano importanti prescrizioni mediche dell’Oms. Possono essere il mezzo mediante cui gli spietati hacker riescono a scaricare allegati malevoli in grado di raccogliere informazioni sull’incauto mittente. “Se vediamo arrivare una mail da un medico o una comunicazione urgente relativa allo stato di allerta del Coronavirus, è facile essere tratti in inganno anche se non si è degli sprovveduti, basta un attimo di distrazione” aggiunge Nunzia Ciardi.
Tra gli esempi più ingegnosi da segnalare, la finta mappa della diffusione del Coronavirus nel mondo che nasconde un insidioso malware; e poi ancora, mail provenienti da presunti centri medici che, con il pretesto di fornire aggiornamenti sulla diffusione del coronavirus, invitano ad aprire un allegato contenente un virus informatico di tipo RAT: un malware che consente all’hacker di assumere il totale controllo del dispositivo trasformandolo in uno “zombie” e usandolo da remoto per compiere altri attacchi informatici. Altra segnalazione su cui la Polizia postale sta lavorando in questi giorni è quella di una mail a nome di una fantomatica dottoressa Penelope Marchetti, “esperta” dell’Organizzazione mondiale della sanità in Italia. Dal linguaggio professionale e credibile, la dottoressa invita le vittime ad aprire un allegato che contiene indicazioni per evitare il contagio da Coronavirus, ma che, in effetti, nasconde un virus informatico insidioso che carpisce i nostri dati. Attenzione anche alle mail che arrivano dalle banche o istituti di credito.
Si stanno infatti moltiplicando i reati legati a homebanking, carte e e-commerce. Verificate sempre l’attendibilità della fonte e accertatevi che le richieste di dati personali siano reali, anche contattando direttamente il vostro istituto di credito.
I casi sospetti possono essere segnalati sul portale della Polizia postale. leggi tutto

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