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50 dall’allunaggio: la polizia ricorda il “volo nello spazio”

Cinquant’anni fa l’astronauta Neil Armstrong fu il primo uomo a mettere piede sulla Luna. Fu un traguardo epocale, che ha segnato per sempre la storia dell’umanità e della scienza. Vogliamo omaggiare questo evento storico ricordando quando nel 2006 anche la Polizia di Stato “ha raggiunto” lo spazio grazie all’astronauta americano Piers Sellers scomparso nel dicembre 2016 a causa di una grave malattia e a cui rivolgiamo un pensiero affettuoso. La storia è curiosa: alcuni poliziotti del Reparto mobile di Roma, durante un servizio di ordine pubblico, nel settembre 2005, incontrarono l’astronauta della Nasa in visita nella Capitale. Chiacchierando con lui gli chiesero, un po’ per gioco e un po’ per attaccamento all’Istituzione, di portare nello spazio l’insegna che avevano sulla giacca, consegnandogliene una. Sellers, colpito soprattutto dalla cordialità e dalla professionalità dei poliziotti, decise di mantenere la promessa portando con sé la targhetta, cremisi con la scritta color oro, dei nostri agenti nella missione STS-121 partita da Cape Canaveral in Florida e rimasta in orbita per 12 giorni, 18 ore e 38 minuti. “Quello che mi ha convinto a portarla con me nello spazio è stato il modo in cui mi è stato chiesto e il fatto che il ragazzo che me l’ha data non la rivolesse indietro” raccontò Sellers. “Al ragazzo ho anche chiesto il nome ma lui mi ha risposto: non voglio che la porti a nome mio ma a nome di tutti i miei colleghi e della Polizia di Stato’. Questo mi ha convinto della sincerità della richiesta”. Nel 2007 Sellers venne ricevuto dall’allora capo della Polizia Antonio Manganelli che sugellò, simbolicamente, il ritorno “a casa” della targa, in un incontro che vide protagonisti i tre poliziotti e un altro grande astronauta, l’italiano Paolo Nespoli, amico di Sellers, che si dichiarò piacevolmente sorpreso dell’iniziativa poiché, disse, “non è facile portare oggetti nello spazio. Abbiamo un numero davvero limitato di cose da portare e lui ha scelto di rinunciare a qualcosa per questo distintivo”. leggi tutto

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Prostituzione: fermata tratta di esseri umani a Teramo

Partivano dalla Nigeria con la speranza di cambiare vita in Italia ed avere un futuro migliore, ma non era così per giovanissime nigeriane che invece venivano condotte alla prostituzione. Un giro di traffico di esseri umani è stato scoperto e bloccato dalla Squadra mobile di Teramo che ha arrestato quattro nigeriane mentre per un italiano sono stati disposti gli arresti domiciliari in quanto proprietario e comproprietario di due degli appartamenti di dimora delle prostitute. Resta ancora da eseguire una quinta misura applicativa della custodia cautelare in carcere ad una donna nigeriana al momento irreperibile. Per i fermati le accuse sono, a vario titolo, tratta di esseri umani, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Le indagini dei poliziotti della Squadra mobile sono partite dal monitoraggio della strada “Bonifica del Tronto” a Teramo per interrompere il costante flusso di giovanissime donne nigeriane, reclutate in patria con la promessa di un lavoro in Europa e poi fatte arrivare clandestinamente attraverso disperati viaggi lungo la rotta mediterranea. Arrivate in Italia le ragazze dovevano ripagare il loro debito per il viaggio (circa 25-30 mila euro) ed erano sottoposte a riti voodoo, minacce e violenze per costringerle a prostituirsi e a consegnare i proventi a chi le aveva reclutate in patria e ai referenti in Italia. Questo è quanto hanno raccontato ai poliziotti alcune delle 12 ragazze identificate che abitavano in 5 appartamenti, 4 a Martinsicuro (Teramo) ed uno a Monsampolo del Tronto (Ascoli Piceno). Le ragazze erano completamente assoggettate alla “madame” che le obbligava a prostituirsi per estinguere il loro debito, picchiandole e minacciandole anche con la forza intimidatrice di nuovi riti juju con la conseguenza di procurare del male a loro o ai familiari in Nigeria. Una delle vittime, partita nel marzo del 2016 da Benin City con altre persone, dopo aver attraversato il Niger, era arrivata a Tripoli 8 giorni dopo. La donna racconta che una compagna di viaggio aveva perso la vita durante il percorso cadendo dal pick-up, sul quale viaggiavano ammassati, dopo essere stata percossa da malviventi incontrati sulla strada i quali pretendevano dei soldi. Dopo essere stata trattenuta per oltre due mesi in abitazioni vicino a Tripoli in cui vi erano molti altri connazionali, in attesa di intraprendere anch’essi il viaggio verso le coste italiane, la vittima era partita a bordo di un barcone dalle coste libiche, giungendo nel luglio 2016 in Italia. Poco dopo era stata presa in carico dalla “madame” che l’aveva costretta a prostituirsi. leggi tutto

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Palermo: bloccata IPTV pirata con palinsesto di Sky

Aveva creato un’infrastruttura informatica in grado di replicare abusivamente l´intero palinsesto Sky sulla nota IPTV pirata “ZSAT”. La Polizia di Stato a Palermo, attraverso un´indagine ad elevato contenuto tecnologico, ha individuato l’autore della messa in commercio e riproduzione illecita del segnale della pay-tv attraverso il web e in grado di generare un giro elevato di profitti illeciti. Si tratta di un 35enne palermitano che nella sua abitazione, la Polizia postale ha trovato la “Sorgente” dell´IPTV pirata ZSAT, composta da 57 decoder di Sky Italia, collegati ad apparati per la ritrasmissione sulla rete internet, per un giro di clienti finali stimato in circa 11.000 persone in tutta Italia. Nell’appartamento dell’uomo i poliziotti hanno rinvenuto e sequestrato, nascosti negli scarichi dei bagni e nella spazzatura, anche 186.900 euro in contanti ed una macchina professionale conta-banconote, lingotti d´oro, e due “wallet” hardware (portafogli virtuali) contenenti cryptomoneta in diverse valute di elevato valore. L´uomo è al momento indagato per aver violato la legge sul diritto d´autore. Cosa sono le IPTV Tecnicamente, le IPTV pirata rendono possibile la visione, attraverso internet, dei canali delle pay-tv normalmente trasmessi via satellite, attraverso la stipula di abbonamenti illeciti i quali, a fronte di costi irrisori per il cliente finale e dietro l´istallazione di un semplice dispositivo domestico (il c.d. “Pezzotto”), offrono la possibilità di accedere all´intero palinsesto, nazionale ed internazionale, delle più note emittenti satellitari a pagamento. Per rendere possibile la trasmissione, organizzazioni criminali ben strutturate pongono in essere una complessa infrastruttura tecnologica, basata sull´acquisto di abbonamenti genuini (le c.d. “Sorgenti”), da cui, attraverso un intricato sistema di decoder/encoder, il segnale viene trasformato in segnale-dati, scambiabile via internet. A questo punto, attraverso il ricorso a servizi tecnologici disponibili in commercio sul web, il segnale informatico viene assemblato in pacchetti, ed offerto al pubblico attraverso un sistema di “rivenditori” che giunge fino al cliente finale. Un fenomeno capace di generare un business milionario, si stima che fino allo scorso anno i profitti illeciti ammontassero ad oltre 700 milioni di euro all´anno, che da un lato si traduce in mancati incassi per gli operatori e dall´altro costituisce una fonte di approvvigionamento per pericolosi settori criminali, che in alcuni casi risultano legati alla criminalità organizzata, nostrana ed internazionale. leggi tutto

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Ore 16,58 19 luglio 1992

Ci guardano da 27 anni dalle 16,58 del 19 luglio 1992, precisamente. Ci guardano attraverso delle fototessere perché i loro occhi si sono spenti per sempre quel giorno, polverizzati da 90 chili di plastico mafioso. Sono “i ragazzi della scorta” di Paolo Borsellino morti a via D’Amelio. In tutti gli uffici di polizia italiani, a qualunque latitudine, dall’ufficio prestigioso a quello più isolato, in qualche stanza o corridoio, esiste un quadretto appeso con questi cinque volti. Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi, Claudio Traina e Eddie Walter Cosina sono diventate le nostre icone civili della legalità. Ci osservano con i loro occhi e ci raccontano la loro esistenza di persone comuni, figli del popolo, si sarebbe detto un tempo. C’è lo sguardo severo di Agostino il più anziano della squadra, caposcorta per caso, quel giorno, perché “copriva” il turno di un altro collega; a 44 anni aveva perso la moglie tre anni prima per un tumore e tirava su due figli con grande impegno e dedizione. C’è lo sguardo sorridente, aperto alla vita e pieno di fiducia della 25enne Emanuela; scortava il giudice da soli due giorni; temeva quell’incarico ma con un coraggio rispondeva a tutti “È il mio lavoro, non posso tirarmi indietro”. Poi ci sono gli occhi di Eddie Walter che nascondono l’impaccio della posa per la foto “in borghese” così in contrasto con il suo carattere ironico e divertente da triestino doc; lui il giudice lo scortava da 15 giorni aggregato da Trieste perché gli “obiettivi sensibili” nella Palermo del dopo Capaci si erano moltiplicati. E ancora lo sguardo di Vincenzo il più giovane, 22 anni, quasi rassegnato all’incombenza dello scatto da “tesserino”; dietro quegli occhi, un ragazzo innamorato del proprio lavoro come solo a quell’età si può: da pochi mesi al reparto scorte, dopo Capaci, aveva chiesto lui di essere assegnato alla tutela del nemico numero 1 di Cosa Nostra. Infine Claudio con quegli occhi scuri come l’inchiostro ci chiede perché è morto a 27 anni, perché suo figlio è rimasto orfano a soli 11 mesi. Questi sguardi dovevano rappresentare la salvezza di Paolo Borsellino; schierati a ventaglio, spalle al magistrato, scrutando un nemico invisibile, si sono opposti all’esplosivo con i loro corpi, l’unica cosa che potevano fare. Le celebrazioni Per non dimenticare, stamattina il capo della Polizia Franco Gabrielli ha partecipato, a Palermo, ad una cerimonia all’interno del chiostro della questura. Erano presenti il questore Renato Cortese, le massime autorità sulla lotta alla criminalità organizzata ed alcuni personaggi del mondo dello spettacolo, tra cui Gigi D’Alessio. Il dibattito è stato incentrato sul contrasto al fenomeno mafioso, in particolare alla sensibilizzazione delle nuove generazioni al rispetto delle regole e della legalità. “Il 23 maggio e il 19 luglio sono date che sono entrate nella coscienza del nostro Paese e appartengono al pantheon della memoria” – ha detto il capo della Polizia durante il suo intervento che ha concluso la cerimonia – “Ma c’è il rischio che queste date rimangano solo occasioni celebrative, una sorta di leggi tutto

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Vigilanza privata: in Campania c’è tanta imprenditoria onesta

Si legge in questi giorni – e non è purtroppo la prima volta – di casi di infiltrazioni camorristiche tra soggetti che operano della vigilanza e sicurezza privata in Campania. Si denunciano veri feudi dove le azioni intimidatorie, oltre alla concorrenza sleale, sono all’ordine del giorno per chi si barcamena per operare nel perimetro delle regole. Perché accanto a questa imprenditoria, ce n’è anche una sana, che soffre ma resiste, seppur tra mille difficoltà.
Ne abbiamo parlato con Luigi Esposito, Presidente di Federsicurezza Sud.

Nonostante tutto – dichiara Luigi Esposito – ci sono tante realtà storiche della vigilanza privata che continuano a fare sacrifici pur di tenersi fuori da questo mondo fatto di improvvisazione e spesso illegalità. Queste realtà infangano le tante professionalità di donne e uomini che a vario titolo si occupano di sicurezza privata in un territorio di per sé complicato”.

Come uscirne dunque? “Oggi più che mai credo sia utile tenere alta la guardia e rammentare il monito del Capo della Polizia dello scorso 24 Aprile” – risponde Esposito.
“In quella Circolare il Dr. Gabrielli evidenziava una forte crescita dell’abusivismo del nostro settore, affrontando lo spinoso tema del confine tra attività esclusive della vigilanza privata e portierati. La circolare forniva a Prefetture e Questure una prima linea di contrasto contro l’abusivismo: dare corretta informazione alla domanda pubblica e privata. Anche se la fase dei controlli ad alto impatto è rimandata ad una successiva circolare, mi sembra un passo rilevante”.

Sinora però “educare la domanda” non ha portato grandi risultati, visto che tutti cercano il prezzo più basso…. “Credo – risponde Esposito – che necessiti in tal senso un confronto continuo tra le Istituzioni e le Associazioni di Categoria, unitamente ai Sindacati dei Lavoratori. E’ essenziale creare una profonda sinergia con le istituzioni per denunciare e quindi isolare davvero certe realtà”.

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Canadian ‘Ndrangheta connection, 12 arresti nella ‘Ndrina dei Muià

Si chiama “Canadian Ndrangheta connection” l’operazione che si è conclusa stamattina nella provincia di Reggio Calabria e in altre regioni e che ha portato all’arresto di 12 affiliati della ‘Ndrina Muja, espressione del potente clan dei Commisso che opera a Siderno (Reggio Calabria) e in Canada, dove è nota come Siderno Group of Crime. Per i fermati, le accuse sono a vario titolo di associazione mafiosa transnazionale ed armata, porto e detenzione illegale di armi, trasferimento fraudolento di valori, esercizio abusivo del credito, usura e favoreggiamento personale. L’indagine è stata condotta dagli agenti del Squadra mobile di Reggio Calabria e dal Servizio centrale operativo, in collaborazione con le autorità canadesi, ed è partita lo scorso anno. Attraverso mirati servizi di osservazione effettuati da investigatori canadesi e italiani nello Stato del nord America e attraverso scambi di informazioni, i poliziotti sono riusciti a ricostruire gli assetti e l’organigramma delle famiglie della ‘Ndrangheta della zona jonica reggina fino a documentare l’esistenza di un organismo stabile in Canada capace non solo di gestire affari e dinamiche criminali oltreoceano, ma anche di decidere gli affari in Calabria. leggi tutto

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Mafia nigeriana: a Bologna e Torino fermato il “Cult Maphite”

Maphite, ovvero Maximum, Academic, Performance, Highly, Intellectuals, Train, Executioner. Questo il nome ed il significato dell’acronimo di un’organizzazione criminale nigeriana colpita dalle indagini della Procura della Repubblica di Torino. Consolidatasi negli anni ’90 in Nigeria come confraternita o “cult», l’origine embrionale del gruppo risale, già dagli anni ‘80, all’ambiente universitario dello Stato del Benin, così come gli analoghi, ma contrapposti, gruppi diversamente denominati, come ad esempio gli Eiye, i Black Axe, i Vikings. La confraternita Maphite si radicò nella società nigeriana, richiamando a sé numerosi adepti e strutturandosi, seppur inizialmente in modo rozzo e dozzinale, similarmente al modello della mafia italiana, della quale ne volle ricalcare, per sommi capi, lo scheletro strutturale verticistico. Il risultato nel tempo fu il consolidamento di una struttura solida e ben radicata in Nigeria, mimetizzata in ambito internazionale sotto il nome di Green Circuit Association, e diffusa oramai in moltissimi Stati in tutto il mondo. Nel 2012 la “Green Circuit Association Charity Italia” veniva registrata nella città di Bologna. I soci fondatori sono tra gli attuali indagati. Le indagini e l’operazione della Polizia di questa mattina, sono state realilzzate tra il Piemonte e l’Emilia–Romagna, regioni dove il “Cult Maphite”, l’organizzazione mafiosa, si era insediata: sono 14 gli arrestati per spaccio di sostanze stupefacenti e sfruttamento della prostituzione. Il gruppo, nonostante avesse propri riti di iniziazione, gradi di affiliazione e regole di gestione interna, analogamente alle altre mafie nigeriane, aveva scelto di rimanere in ombra in una posizione “silente”, così definita dagli investigatori. Le Squadre mobili di Torino e Bologna, coordinate dal Servizio centrale operativo hanno accertato, per le persone sottoposte a fermo, ruoli e gerarchie individuando anche una sorta di regolamento scritto, uno statuto in vigore per tutti gli affiliati. Sono stati accertati anche legami con le altre organizzazioni mafiose nigeriane presenti in Italia e gli accordi per la spartizione delle “piazze di spaccio”. leggi tutto

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Vacanze estive: presentato il piano di Viabilità Italia per l’estate

Si avvicina il periodo delle partenze più numerose per le vacanze estive in cui milioni di persone si spostano per raggiungere le mete preferite e, per consentire un viaggio in sicurezza, questa mattina a Roma è stato presentato il piano strategico di Viabilità Italia alla presenza del capo della Polizia Franco Gabrielli. L’impegno degli organismi che fanno parte di Viabilità Italia è stato quello di organizzare, su tutta la nostra rete viaria e ferroviaria, interventi in casi di criticità oltre ad intensificare la presenza delle pattuglie nei punti e nei periodi nevralgici. Nel piano inoltre sono riportate tutte le informazioni e le misure operative che saranno attuate. Sono state individuate e riportate in un calendario, le giornate in cui si prevede il maggior numero di persone in viaggio. Quest’anno sono contrassegnate con “bollino nero” le mattine di sabato 3 agosto e di sabato 10 agosto, giornate in cui storicamente è prevista la più alta concentrazione delle partenze e di una parte dei rientri. Gli spostamenti si preannunciano, invece, intensi sia nell’ultimo fine settimana di luglio, contraddistinto con il bollino rosso, sia negli altri weekend del mese di agosto. Sempre nel calendario sono riportati anche i divieti di circolazione per i mezzi superiori alle 7,5 tonnellate. L’esperienza dei nostri specialisti della Polizia stradale che sono vicini ogni anno ai tanti automobilisti che si trovano in difficoltà o perché coinvolti in incidenti, ha permesso di elaborare alcuni consigli frutto proprio della conoscenza delle dinamiche che più si manifestano sulle strade. Al di là della fatalità, infatti, la maggior parte degli incidenti si verificano in particolare per distrazione e per il mancato rispetto delle regole. Prima di mettersi in viaggio inoltre si suggerisce di informarsi attraverso i diversi canali di comunicazione messi a disposizione dai concessionari stradali e autostradali su eventuali criticità lungo il proprio itinerario in modo da poter scegliere un percorso alternativo. Da domani prende il via anche la campagna #SEISICURO, un’iniziativa della Polizia di Stato e di Autostrade per l’Italia, per informare gli automobilisti sui gravi rischi di una guida non corretta attraverso l’ironia del testimonial Dario Vergassola. L’attore comico, nei video realizzati, mostra gli effetti di un uso scorretto dello smartphone, dell’eccesso di velocità, del mancato uso delle cinture di sicurezza e dell’utilizzo di alcool e di droghe. Inoltre a partire dal 20 luglio e fino alla prima settimana di settembre, nelle principali Aree di servizio agenti della Polizia stradale e il personale di ASPI forniranno una serie di servizi di caring per gli automobilisti. Per chi ha scelto di viaggiare in treno la Polizia Ferroviaria, come ogni anno, ha previsto il potenziamento dei propri servizi: ogni giorno saranno oltre 1.600 gli operatori in campo con 650 pattuglie in stazione e 160 a bordo treno, a cui andranno ad aggiungersi poliziotti in abiti civili per le attività antiborseggio. È sempre raccomandabile prestare attenzione al proprio bagaglio, soprattutto durante le fermate del treno, evitando di lasciare incustoditi gli oggetti di valore. Bisogna tenere a mente che i “professionisti del furto” leggi tutto

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Camilleri ci ha lasciato, scompare il “padre” del Commissario Montalbano

Ci ha lasciato questa mattina Andrea Camilleri uno tra i più grandi scrittori contemporanei. I caratteri e la complessa umanità dei poliziotti sono stati rivelati dal Maestro nei suoi romanzi che hanno tenuto migliaia di lettori, anche poliziotti, incollati per ore sui suoi libri e sugli schermi. Proprio questa è la sua grandezza: è riuscito ad appassionare, con le avventure del Commissario Montalbano, anche chi quelle avventure le vive narrando con autenticità la nostra professione. Nel Commissario Montalbano siamo poliziotti “Umani in mezzo agli umani che intercettano sofferenze e debolezze”, come ha detto il capo della Polizia incontrando recentemente lo scrittore. Camilleri non era solo uno scrittore di polizieschi ma anche di saggi e romanzi; è stato un intellettuale a tutto tondo: registra, sceneggiatore televisivo e attore. Il suo impegno sociale e le sue battaglie civili hanno sempre stimolato il dibattito politico e sui mass media. Grazie ai suoi romanzi tradotti in tantissime lingue la Polizia di Stato italiana ha varcato i confini nazionali ed è conosciuta ed apprezzata in tutto il mondo. leggi tutto

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Mafia: 19 arresti tra Palermo e New York

Dalla Sicilia agli Stati Uniti la vecchia mafia degli Inzerillo e dei Gambino era tornata ad essere forte. Questo è quanto ha portato alla luce l’operazione “New connection” condotta dalla Squadra mobile di Palermo, dal Servizio centrale operativo della Polizia di Stato e dal Federal bureau of investigation (Fbi) di New York. Diciannove sono stati gli arresti e decine le perquisizioni negli Stati Uniti e in Italia. A Passo di Rigano, a Palermo, avevano ricostituito la loro roccaforte criminale importanti esponenti della famiglia Inzerillo, una storica cellula mafiosa palermitana, decimata negli anni ’80 dalla seconda guerra di mafia. Erano andati via da Palermo per sfuggire alla furia criminale della mafia di Totò Riina. Gli esponenti delle famiglie Gambino e Inzerillo, le due famiglie potenti erano tornate a Palermo qualche anno fa con l’intento di ricominciare a fare affari di mafia nei quartieri di Passo di Rigano, Boccadifalco e a Torretta mantenendo saldi legami con gli Stati Uniti. Dalle indagini è risultato che questi criminali, rientrati in Italia dagli Stati Uniti nei primi anni duemila, puntavano oggi a ricostruire l’antico potere criminale, non solo con le estorsioni, ma soprattutto a fare affari nel settore delle forniture alimentari all’ingrosso e della gestione dei giochi e delle scommesse online. In carcere è finito anche il sindaco di Torretta Francesco Gambino, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Donatella Fioroni leggi tutto

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