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Catanzaro: traffico illecito di rifiuti, 20 arresti

Operazione “Rubbish circle” della Squadra mobile di Catanzaro e degli uomini del commissariato di Lamezia Terme nei confronti di 20 persone a conclusione di un’indagine sul traffico illecito di rifiuti. Le indagini hanno preso avvio dall’individuazione di una discarica abusiva, in località “Bagni” a Lamezia Terme, dove alcuni autocarri si recavano per sversare rifiuti, formalmente destinati ad essere stoccati in siti autorizzati del Nord Italia. L’attività investigativa, anche attraverso le intercettazioni, ha fatto emergere l’esistenza di un vero e proprio gruppo criminale organizzato che operava attraverso il controllo di due società del settore;
una con sede in provincia di Catanzaro e un’altra in provincia di Bologna. Entrambe, destinatarie di un provvedimento di sequestro preventivo, le due società gestivano in modo illecito la filiera del recupero e dello smaltimento dei rifiuti sversati sia all’interno della discarica abusiva in località Bagni, che in quella in località San Sidero a Lamezia Terme vicini ad alcuni corsi d’acqua che attraversano il territorio Lametino. Gli accertamenti e le analisi, a suo tempo svolti presso i siti individuati, avevano rilevato la presenza anche di rifiuti classificabili come speciali e pericolosi, in particolare farmaci smaltiti attraverso gli indagati da una società campana e provenienti da quella regione. L’operazione è stata eseguita in collaborazione con le Squadre mobili di Milano, Varese, Como, Torino, Bologna, Salerno e Benevento. leggi tutto

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Asti: Gabrielli inaugura una rotonda in memoria di Salvatore Ottolenghi

Una rotonda di fronte alla questura di Asti porterà il nome di Salvatore Ottolenghi, il medico e professore di origini astigiane considerato il fondatore della Polizia Scientifica. La cerimonia di intitolazione si è svolta questa mattina alla presenza del capo della Polizia Franco Gabrielli. Il Prefetto nel suo intervento ha ricordato che “Noi esistiamo esclusivamente perché siamo al servizio delle comunità la cui sicurezza ci è stata affidata. Quindi tutte le volte che le comunità si riconoscono e ti riconosco nelle persone che hanno espresso il meglio di noi stessi, credo che sia la rappresentazione più vera e più corretta di quello che siamo. “Salvatore Ottolenghi – ha proseguito il capo della Polizia Franco Gabrielli – figlio di questo territorio e figlio del Piemonte, per noi non è soltanto il padre della polizia scientifica ma è stato anche il primo direttore della scuola superiore di polizia nel 1905. Oggi lo ricordiamo come un grande appartenente alla famiglia dell’amministrazione della Pubblica Sicurezza ma anche come scienziato perché quello che facciamo molto spesso si fonda anche nelle cose importanti e serie quali la scienza”. Il prefetto Gabrielli ha poi concluso il suo intervento ringraziando l’amministrazione comunale del fatto che “Come capita quando si titola un pezzo di città, una via, una piazza, quello diventa anche la modalità con la quale tutti i cittadini passando e posando il loro occhio su una targa si riappropriano di una memoria che è la memoria di un’amministrazione sì, ma è anche la memoria di questo straordinario Paese. La figura d Ottolenghi ad Asti era stata già celebrata, a ottobre dello scorso anno, in occasione della mostra fotografica “Frammenti di storia” a cui seguì il convegno “La Polizia Scientifica tra la dattiloscopia di Ottolenghi e i nuovi traguardi tecnologici” che mise in luce il pensiero e gli insegnamenti del Professore. Al termine della cerimonia, in Questura, c’è stata un’altra inaugurazione: è stata aperta la nuovissima “Stanza delle donne e dei bambini”, luogo protetto dedicato alle vittime di violenza di genere realizzato con il prezioso contributo del Club di servizio femminile “Zonta”. Il capo della Polizia Franco Gabrielli come primo appuntamento aveva partecipato, nella Sala Platone del Municipio, ad un incontro con i sindaci della provincia di Asti sul tema della sicurezza. leggi tutto

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Pon Legalità 2014.2020: progetti, iniziative e risultati

Favorire il rafforzamento delle condizioni di legalità per i cittadini e le imprese in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia con il fine di dare nuovo impulso allo sviluppo economico e migliorare la coesione sociale del Sud Italia. È questo l’obiettivo di fondo del Programma operativo nazionale (Pon) legalità 2014-2020, un piano di investimento settennale gestito dal ministero dell’Interno – Dipartimento della pubblica sicurezza, cofinanziato a livello europeo al 75 per cento dal Fesr (Fondo europeo di sviluppo regionale) e dal Fse (Fondo sociale europeo) e per il restante 25 per cento da risorse nazionali. Questa mattina, a Palazzo Viceconte di Matera, con la manifestazione “Legalità e cultura: valori in crescita nell’Europa di oggi e di domani”, il Pon Legalità si è raccontato al grande pubblico, attraverso la presentazione di progetti finanziati, iniziative avviate e risultati raggiunti (Foto). Alla manifestazione hanno partecipato il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e il capo della Polizia Franco Gabrielli. L’evento è stato aperto dall’Autorità di gestione del Pon Legalità, Maria Teresa Sempreviva, che ha interloquito con la giornalista Paola Saluzzi, presentatrice dell’evento, sugli obiettivi perseguiti con il Programma e sulle strategie utilizzate per raggiungerli. “L’obiettivo del programma è far leva sul concetto di legalità che è presupposto indispensabile per la crescita del Paese – ha detto il prefetto Sempreviva – Vogliamo eliminare il divario tra regioni per evitare che ci sia una legalità a velocità variabili. Mi piace sottolineare il nesso imprescindibile tra legalità e cultura. La cultura è legalità, che implica conoscenza per poter reagire. È essenziale che le istituzioni contribuiscano ad alimentare la fiducia dei giovani e nei giovani, sostenendo i territori e la loro voglia di riscatto e rivincita. Cerchiamo quindi di avvolgere i giovani in una rete di valori. La legalità è un sentimento culturale che va sentito e vissuto”. Successivamente è intervenuto il capo della Polizia Franco Gabrielli, evidenziando che “I temi della sicurezza devono essere coniugati con una crescita complessiva che ha alla base la legalità, la cultura e la realizzazione di sinergie. La straordinarietà dei progetti Pon è data dal coinvolgimento dei vari attori sul territorio a tutti i livelli. La sinergia e il fare squadra sono fondamentali su questi temi. Dove creiamo i presupposti per la crescita culturale, per la riaffermazione della legalità, poniamo le basi per territori più sicuri e quindi per una crescita complessiva del nostro Paese”. Infine il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese ha concluso la manifestazione evidenziando come “Con i progetti Pon operiamo per la sicurezza e per la legalità e quindi per la cultura della legalità. Così facendo guardiamo al futuro coinvolgendo i giovani che rappresentano il Paese del domani e la nostra speranza”. Per raggiungere gli obiettivi il Pon Legalità agisce su due direttrici principali: da un lato contrastare e, ove possibile, debellare la presenza dei fenomeni illeciti e criminali grazie a strumenti tecnologici innovativi e intelligenti a favore della pubblica amministrazione e dall’altro realizzare nuovi modelli e nuove reti di inclusione sociale per aiutare il contesto socio – economico leggi tutto

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Roma: imprenditori corrompevano funzionari pubblici, 9 arresti

Si è conclusa stamattina, con l’esecuzione di 9 misure cautelari, l’operazione Cassandra della Squadra mobile di Roma. La “Sezione anticorruzione” ha individuato, in collaborazione con l’Ufficio antifrode dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, i rapporti illeciti tra un gruppo imprenditoriale della Capitale e alcuni funzionari pubblici, nell’aggiudicazione degli appalti relativi alla gestione e ristrutturazione di immobili di proprietà del fondo di previdenza del ministero dell’Economia e delle Finanze. Per 2 imprenditori il Giudice per le indagini preliminari ha ritenuto necessaria la misura restrittiva del carcere gli altri indagati sono finiti agli arresti domiciliari. Le persone individuate dall’indagine sono responsabili a seconda del ruolo rivestito, di corruzione per l’esercizio della funzione, corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio, turbata libertà degli incanti e truffa ai danni dello Stato, nonché di reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto. Oltre 9 milioni di euro sono stati sottoposti a sequestro preventivo perché si è ritenuto che potessero contribuire ad aggravare o protrarre i reati contestati. leggi tutto

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Torino: sequestrate centinaia di slot machine false in tutta Italia, 5 indagati

Avevano installato, in diverse regioni italiane, centinaia di apparecchi del tutto simili a slot machine, ma in realtà non avevano alcuna autorizzazione né il collegamento con la rete telematica dello Stato, perché spacciati per dispositivi medicali contro la ludopatia. Le Squadre mobili di Torino e Vercelli insieme agli uomini della Guardia di finanza hanno sequestrato centinaia di videoslot e indagato 5 persone. L’operazione è scaturita da una serie di elementi emersi durante l’attività di controllo economico-finanziario del territorio, amministrativo e di pubblica sicurezza e dal monitoraggio delle problematiche legate alla ludopatia attraverso il gioco illegale, anche a danno dei minori. L’indagine si è concentrata sugli apparecchi sviluppati da una società con sede in provincia di Reggio Calabria e, di fatto, amministrata da una persona con precedenti penali anche in materia di gioco d’azzardo. Gli apparecchi si differenziavano unicamente per accettare gettoni al posto di monete; dall’indagine è emerso che questi dispositivi non garantivano in nessun modo le probabilità di vincita fissate esplicitamente dalle norme previste. Le slot machine “camuffate” invece di ridurre le conseguenze della ludopatia, in realtà ne amplificavano gli effetti, e inoltre, essendo prive di collegamento alla rete telematica nazionale, evadevano completamente le imposte dovute allo Stato. I gettoni da introdurre negli apparecchi, nonostante pubblicizzati come gratuiti, di fatto venivano in ogni caso convertiti in denaro dall’esercente, pertanto i clienti li ricevevano dietro il pagamento di soldi e poi avevano la possibilità di riconvertire nello stesso modo le vincite. L’attività coordinata dal Servizio centrale operativo (Sco) ha raggiunto il suo apice nelle perquisizioni e nei sequestri eseguiti oggi contemporaneamente in Piemonte, Calabria, Emilia Romagna e Toscana. leggi tutto

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Allievi vice ispettori giurano a Nettuno

Anche la seconda tranche del 10° corso per allievi vice ispettori ha giurato fedeltà alla Repubblica, stamattina, presso l’Istituto per ispettori di Nettuno (Roma) e sono ora pronti per essere assegnati ai vari reparti. La prima parte aveva giurato qualche giorno fa nella scuola di Campobasso. La cerimonia si è svolta sul piazzale dell’Istituto alla presenza del vice capo vicario della Polizia Antonio De Iesu. La Banda della Polizia di Stato ha accompagnato l’evento a cui erano presenti anche ildirettore dell’Istituto giuseppe mauro Volpe, il direttore centrale per gli Istituti di istruzione Maria Luisa Pellizzari diverse autorità nazionali e locali e molte scolaresche. Per l’occasione è stata esposta sul piazzale la Lamborghini della Polizia stradale. Il corso al quale hanno partecipato 459 alllievi è stato dedicato all’assistente capo Massimo Impieri, morto in servizio a Crotone il 7 luglio 2013. Il suo collega di pattuglia, Michele D’Aniello, vittima del dovere, è uno dei poliziotti che ha giurato questa mattina. Tra gli allievi anche un vice ispettore che ha simbolicamente ricevuto le consegne dalla madre, frequentatrice presso lo stesso istituto di Nettuno del 9° corso per allievi vice ispettori. Il 10° corso ha avuto un iter formativo particolarmente complesso per i 459 frequentatori che hanno iniziato, partendo da un bagaglio culturale già elevato; infatti l’82 per cento degli allievi è già in possesso di un diploma di laurea magistrale. Durante il corso i frequentatori hanno sostenuto quattro prove d’esame nelle materie di Istituzioni di diritto pubblico ed elementi di diritto amministrativo, diritto penale, procedura penale, tre prove teoriche sulle tematiche di legislazione stranieri, stupefacenti, reati informatici, ordinamenti e regolamenti e organizzazione della Polizia di Stato, una prova pratica di difesa personale e tecniche operative e l’abilitazione al tiro. Alla cerimonia hanno partecipato anche i familiari di Massimo Impieri, il padre ispettore superiore in pensione, la madre e la sorella, operatore tecnico della Polizia di Stato. leggi tutto

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CCNL vigilanza privata scaduto dal 2015: i sindacati scrivono alle istituzioni

Sono in stallo da oltre 40 mesi le trattative di rinnovo del contratto nazionale di lavoro della Vigilanza Privata e Servizi Fiduciari, scaduto dal 2015, applicato ai circa 70mila addetti del comparto dei servizi. Dopo le numerose iniziative di mobilitazione – l’ultima tornata con lo sciopero unitario dell’1 e del 2 agosto, differito al 6 settembre per gli addetti alla vigilanza nei siti aeroportuali – i sindacati di categoria Filcams Cgil Fisascat Cisl e Uiltucs Uil accendono ancora una volta i riflettori sullo stallo dei negoziati, al palo nonostante i molteplici tentativi di riavviare il confronto in un sistema che opera prevalentemente in regime di appalto e particolarmente esposto al dumping.
In un comunicato congiunto si leggeche le tre sigle hanno chiesto ai ministeri del Lavoro e dell’Interno di avviare un confronto in sede istituzionale finalizzato alla risoluzione della vertenza.
I sindacati puntano il dito contro le procedure di assegnazione delle gare di appalto indette da committenze centrali, regionali e locali, in cui il prezzo del servizio è persino inferiore al costo del salario. Il contenimento dei costi, denunciano i sindacati, si realizza anche con la riduzione delle guardie giurate – con decreto e porto d’arma – a fronte di un aumento del numero degli addetti generici, senza decreto e disarmati ma anche con l’applicazione della contrattazione in dumping sottoscritta da organizzazioni sindacali non rappresentative, falsando le regole di una corretta concorrenza. Nelle due note i sindacati richiamano inoltre le Prefetture a svolgere i compiti di vigilanza e controllo delle norme esistenti, compreso il potere di revoca della licenza alle aziende irregolari.

A complicare la situazione, il mancato aggiornamento delle tabelle per la determinazione del costo del lavoro – ferme al 31 dicembre 2015 – con l’inevitabile impatto sulle gare di appalto e sulle committenze a svantaggio dei lavoratori e sulla qualità del servizio reso. Durante le assemblee promosse dai sindacati nei luoghi di lavoro per informare i lavoratori sullo stato della vertenza per il contratto, i rappresentanti sindacali hanno proposto il testo delle due lettere indirizzate ai ministri dell’Interno e del lavoro; le due missive hanno già raccolto migliaia adesioni da parte delle guardie particolari giurate e degli altri lavoratori del comparto sicurezza, con oltre 10.000 firme in 86 aziende coinvolte in 48 provincie italiane.

Si parla spesso, forse troppo, di ‘sicurezza’ nel Paese – affermano Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs in un comunicato congiunto – ma ci si dimentica colpevolmente della condizione in cui versano questi lavoratori che, giornalmente, si espongono a rischio di incolumità per tutelare i beni e le persone».
Il rinnovo del contratto nazionale di lavoro della vigilanza privata e dei servizi fiduciari – stigmatizzano le tre sigle – incontra da tempo difficoltà e lungaggini, a causa dell’atteggiamento delle associazioni imprenditoriali che cercano ostinatamente di ‘risparmiare’ su salari e tutele».
Nel caso della vigilanza privata e dei servizi di sicurezza si va persino oltre – affondano i sindacati: anche le norme esistenti vengono eluse o violate, costringendo le organizzazioni sindacali e i lavoratori ad azioni vertenziali per farle valere». “E’ leggi tutto

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Autodifesa e vigilanza privata: tra la legge e la necessità di difesa

Leandro Abeille (Sociologo della sicurezza, formatore dei formatori certificato) e Paolo Catracchia (Esperto di sicurezza e difesa personale, formatore) ci hanno inviato un interessante studio, suddiviso in più “puntate”, su un tema tanto attuale quanto complesso in termini interpretativi: se, come, quando e quanto possono difendersi le guardie giurate che vengono aggredite in servizio. La buona notizia è che, al contrario di quanto spesso si pensa, il potere di difesa non è così circoscritto: basta conoscerne i limiti.Gli obiettivi dell’autodifesa non possono essere che due: il primo è portare a casa la pelle ed il secondo dormire sonni tranquilli. Vuol dire che la vita è un bene a cui non si può rinunciare ed è quello che si deve massimamente difendere in caso di aggressione ma è altresì vero che, nel difendere la propria vita, non si possono travalicare le norme giuridiche che ci permettono di farlo. Al contrario di quanto si pensi comunemente, la legge, in caso di un’aggressione ingiusta, ci dà un ampio potere di difesa e solo chi non la conosce è convinto del contrario.

Quando si parla di autodifesa per le guardie particolari giurate, si entra nel grande mondo delle tecniche improbabili. Centinaia di maestri di varie arti marziali che pretendono di insegnare il “modo definitivo” per difendersi da ogni pericolo. Sono così pressappochisti che il disarmo di un coltello o di una pistola sembrano un gioco da ragazzi, sembra quasi che convenga andare ad uno scontro disarmati, data la facilità nel catturare l’arma dell’aggressore. Guadagnano sulle spalle di ignari, speranzosi di trovare un modo per respingere le violenze di un aggressore. Il più delle volte questi “maestri” non hanno idea della legislazione italiana, le conoscenze base del lavoro delle guardie giurate e soprattutto di casi reali, in cui le guardie giurate sono state vittime di aggressione. Intanto insegnano.

La professionalità nell’autodifesa è data dalla conoscenza delle norme e dall’abilità nell’utilizzo delle tecniche. Per questo è uno spreco di soldi affidarsi a corsi estemporanei di autodifesa che durano 2-3 giorni o a corsi che non prevedono il contatto fisico ma solo simulazioni di interventi come, ad esempio, il tanto commercializzato Krav Maga che appare sempre di più un’operazione di marketing piuttosto che un’arte marziale seria. Quando lo youtuber “Cicalone” prende in giro i “krav maghi”, lo fa con cognizione. La difesa dalle aggressioni nasce dal ragionamento, dalla testa, non dalla forza bruta.

Possono intervenire?
Le guardie giurate non hanno “doveri d’intervento” su qualsiasi reato, hanno semplicemente il dovere di denunciare (e non intervenire) i reati procedibili d’ufficio, di cui vengono a conoscenza durante il servizio o a causa di esso. Rispetto a quello che vigilano, invece, hanno un dovere d’intervenire in prima persona.
Questo “dovere di intervento” sui beni mobili e immobili che le guardie giurate stanno vigilando e custodendo è desunto dagli articoli 133 e 134 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, il quale prescrive che esse “vigilino e custodiscano”.

Art. 133 TULPS – Gli enti pubblici, gli altri enti collettivi e i privati possono destinare guardie particolari alla leggi tutto

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Franco Gabrielli interviene alla fiera “Più libri, più liberi”

Molti autori e intellettuali saranno presenti all’evento culturale “Più libri, più liberi”, che si tiene a Roma, presso il centro La Nuvola, dal 4 al 8 dicembre. Proprio questa mattina, il direttore dell’Espresso Marco Damilano ha intervistato il capo della Polizia Franco Gabrielli, sul tema “La polizia italiana e la sicurezza in Europa, tra reati d’odio, minaccia terroristica e fenomeno migratorio”. Nel corso dell’intervista sono stati affrontati i grandi impegni operativi, investigativi e strategici della nostra Istituzione per fronteggiare le difficili sfide e rispondere alle esigenze transnazionali di sicurezza. Il prefetto Gabrielli riguardo all’odio razziale ha sottolineato che “Il nostro Paese ha saputo nel tempo porre la giusta attenzione anche da un punto di vista repressivo. Esempio recente è il nuovo articolo 604bis cp contenuto nella sezione “delitti contro uguaglianza”. Aldilà degli anticorpi giuridici e legislativi, l’attenzione su questi temi deve essere sempre alta”. Con riferimento a quanto accade sul web, anche riguardo ai reati d’odio, ha proseguito il capo della Polizia Franco Gabrielli “Credo che ogni cittadino debba ritenere di rilievo certi comportamenti. Bisogna denunciare e concorrere così alla sicurezza del proprio Paese. L’indifferenza è il male peggiore così come la banalizzazione. La Rete viene monitorata e anche qui ci imbattiamo in comportamenti “leggeri”. La Rete deve essere uno spazio libero ma governato. E i primi a governarlo devono essere gli utenti senza appunto sottovalutare”. Sul tema del terrorismo il Prefetto ha ribadito come “Fino ad oggi è stato fatto un grande lavoro. Siamo però sotto una minaccia immanente, che quindi esiste e non può non riguardarci per tutta una serie di motivi. Non bisogna quindi sottovalutarlo ma nemmeno avere comportamenti autolimitanti. La vita non può essere limitata da qualcuno che attenta ai nostri valori”. Infine, rivolgendosi sempre alla platea di giovani studenti, il capo della Polizia Franco Gabrielli ha loro ricordato che: “Il pianeta droga è estremamente complicato. Lo spaccio c’è perché c’è domanda. È aumentato il consumo e si è abbassata l’età dei consumatori. La repressione è importante e necessaria ma ha una prospettiva corta. Bisogna lavorare sulla prevenzione soprattutto di tipo culturale facendo comprendere ai giovani che simili comportamenti sono nocivi”. Prima dell’intervista il capo della Polizia Franco Gabrielli ha fatto visita allo stand di Poliziamoderna. leggi tutto

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La Polizia di Stato alla Fiera nazionale dell’editoria “Più libri, più liberi”

Poliziamoderna, la rivista ufficiale della Polizia di Stato, partecipa alla 18esima edizione della Fiera nazionale dell’editoria “Più libri, più liberi” 2019, che si svolge al Centro convegni “La Nuvola” di Roma, dal 4 all’8 dicembre. Nello stand L 13 potrete trovare prodotti editoriali della Polizia di Stato dal calendario 2020 alle pubblicazioni di libri come il fumetto de “Il Commissario Mascherpa” e il volume “Polizia e Motori – La lunga strada insieme”. Il ricavato delle vendite delle nostre pubblicazioni viene devoluto al Piano Marco Valerio per il sostegno delle famiglie di poliziotti con figli affetti da gravi e croniche patologie. Nello stand sarà esposta anche una selezione di libri di poliziotti scrittori. Giovedì il nostro spazio espositivo, sarà teatro di uno speciale evento dedicato al pubblico dei ragazzi. I giovani potranno sfidarsi in un’originalissima versione del Gioco dell’oca dal titolo InStradando. Il gioco è stato realizzato da alcuni vice ispettori che stanno ultimando il 10° corso presso la Scuola di Nettuno, ed è basato sui rischi che si corrono quando si guida in stato di ebbrezza. I partecipanti avranno come segnaposto delle automobiline, un dado da lanciare e un tabellone con rischi da evitare: chi cade nelle caselle contrassegnate dal simbolo di spritz, prosecco e mojito, sarà costretto a fermarsi un giro o a fare parte del tragitto a piedi. Il primo che fa ritorno a casa vince un bellissimo zainetto completo di accessori. Venerdì, nel nostro stand, invece, sarà allestito un set dove Daniele Bigliardo, autore delle tavole di Mascherpa e disegnatore di tantissime storie di Dylan Dog, realizzerà alcuni di disegni dal vivo e firmerà le copie del fumetto. Sabato, Poliziamoderna, ospiterà il giornalista di Quattroruote Emanuele Mùrino, autore dei testi del volume “Polizia e Motori – La lunga strada insieme” che per l’occasione firmerà le copie del libro. Il libro è stato realizzato dall’Ufficio relazioni esterne e cerimoniale della Polizia di Stato. Domenica, infine, verrà ospitato Sandro Menichelli, dirigente generale di pubblica sicurezza, esperto di criminalità organizzata e di terrorismo di matrice religiosa, che presenterà ai visitatori il suo ultimo volume “Galassia islamica” – Le ragioni del terrore”. leggi tutto

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