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Il social distancing spetta alle guardie giurate oppure no?

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dell’Associazione Nazionale Guardie Particolari Giurate che contesta un nostro articolo, nel quale Federsicurezza, nel commentare il DPCM 24 Ottobre, annuncia una convenzione con Confcommercio per garantire servizi di vigilanza privata e controllo del social distancing a condizioni di favore per le attività commerciali, di ristorazione e di intrattenimento già duramente penalizzate dal COVID. Senza entrare nel merito delle osservazioni del Presidente Giuseppe Alviti, e sicuramente convenendo con lui sulla necessità di rinnovare un CCNL scaduto da ormai 5 anni, non possiamo esimerci tuttavia dall’esprimere qualche perplessità sul tema delle competenze: la gestione del social distancing è stata infatti affidata sin dalle fasi più acute dell’emergenza alle imprese di sicurezza e vigilanza privata, che sono state impegnate con termoscanner, braccialetti per il distanziamento e quant’altro. Ma lasciamo commentare i lettori.L’Associazione nazionale guardie particolari giurate attacca Federsicurezza

Luigi Gabriele, presidente di UNIV (Unione Nazionale Imprese di Vigilanza Privata) e Federsicurezza, Federazione del Settore della Vigilanza e Sicurezza Privata aderente a Confcommercio lancia una proposta esilarante di coinvolgimento delle guardie particolari giurate nelle attività commerciali onde garantire loro l’ apertura ed c’ informa che è allo studio una convenzione tra Federsicurezza e Confcommercio atta a garantire condizioni di assoluto favore alle imprese più penalizzate dall’emergenza Covid. L’ associazione nazionale guardie particolari giurate è chiaramente molto attenta alle procedure e problematiche di una categoria da sempre sottoposte a macellazione sociale dove attualmente sta pagando a caro prezzo il suo impegno in prima linea contro il covid-19 avendo tantissime unità contagiate e attualmente a casa senza lavoro perché in affido sanitario, una categoria ripete il Presidente nazionale associazione guardie particolari giurate Giuseppe Alviti già Medaglia d argento al valore civile, che da oltre 5 anni è in assenza di un Ccnl degno di tutela e dignità sociale per le gpg e il Presidente di Federsicurezza che fa? Escogita una convenzione per far controllare alle gpg esercizi commerciali ( aggravandole di altre spese) mettendole a più rischi e compiti che non competono alle stesse? Credo realmente che Federsicurezza meriti altri scenari e proposte valide per le guardie particolari giurate e probabilmente uno svecchiamento al vertice con nuova linfa vitale composta da nuovi elementi con conclamata competenza dimostrata sul campo farebbe bene non solo alla categoria della vigilanza privata ma all’ intera Respubblica conclude il noto sindacalista napoletano Giuseppe Alviti

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Postale: falsa mail dell’Inps, attenzione al phishing

“Siamo lieti di annunciare che abbiamo emesso il bonifico a vostro favore”. Inizia così la falsa mail intestata Inps che sta circolando in questi giorni.
Fate attenzione, è l’ennesimo tentativo di phishing con cui cyber criminali, utilizzando mail o sms contraffatti, richiedono di cliccare su un link al fine di raggiungere una pagina web trappola, simile a quella originale, con lo scopo di rubare i vostri dati sensibili. La polizia Postale avvisa che è opportuno ignorare la mail e non dar seguito alle richieste. Vi invitiamo a segnalare qualsiasi caso sospetto al sito www.commissariatodips.it nella sezione segnala online leggi tutto

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DPCM 24 Ottobre: no chiusure dei locali; sì controlli della vigilanza privata

Ci risiamo. Ed è comune il sentore che si tratti solo della prima di una serie di puntate: un film già visto, insomma. Le novità del DPCM 24 Ottobre 2020, in vigore dal 26/10 al 24/11, le sappiamo già: coprifuoco alle 18; chiusi palestre, piscine, cinema e teatri; possibilmente limitare gli spostamenti a motivi di lavoro, studio, salute e necessità. Critico Luigi Gabriele, presidente di UNIV (Unione Nazionale Imprese di Vigilanza Privata) e Federsicurezza, Federazione del Settore della Vigilanza e Sicurezza Privata aderente a Confcommercio: “il Governo, anziché chiudere nuovamente attività che hanno già ampiamente sofferto e investito per adeguarsi alle norme di sicurezza, si sarebbe dovuto concentrare sul rispetto delle regole fuori dai locali, perché è lì che avvengono i contagi, non in ambienti sanificati, protetti e ad ingressi contingentati. Le imprese del comparto sicurezza privata hanno svolto e possono svolgere un importante ruolo nel sostegno alle attività commerciali e ricreative per far rispettare il social distancing, il corretto utilizzo dei dispositivi di sicurezza e le norme igienico-sanitarie”.

Interessante la proposta lanciata da Gabriele: “è allo studio una convenzione tra Federsicurezza e Confcommercio atta a garantire condizioni di assoluto favore alle imprese più penalizzate dall’emergenza Covid (ristorazione, entertainment, centri sportivi e ricreativi): l’idea è garantire servizi di sicurezza professionali che consentano a tutte le imprese di continuare a lavorare in piena sicurezza, in una logica di contenimento della catena di contagi. Auspichiamo che nei prossimi passi che verranno messi in campo dal Governo, si possa tenere conto delle nostre proposte e permettere quindi al paese di ripartire davvero. Non serve chiudere: serve controllare”.

DPCM 24 ottobre 2020

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Truffe online: raggiro a oltre 80 aziende italiane

Il contrasto al fenomeno delle truffe online a livello internazionale è stato al centro di un’operazione della Polizia postale di Ancona in collaborazione col Servizio Polizia postale e delle comunicazioni di Roma. L’indagine “Fake Travel” ha consentito di bloccare un gruppo criminale che ha truffato molte aziende italiane del centro-nord operanti in vari settori merceologici.
Attirate dalla possibilità, risultata poi falsa, di concludere lucrosi affari con industrie americane, le imprese sono incappate nel raggiro. Denunciati 4 italiani, di cui due residenti all’estero, responsabili di una movimentazione fraudolenta di denaro per centinaia di migliaia di euro e di dollari che poi venivano trasferiti su conti svizzeri e statunitensi. Oltre 80 le ditte truffate in sei mesi con importi sottratti fino a mezzo milione di euro.
Le indagini sono partite dalla denuncia dell’amministratore delegato di un’azienda marchigiana contattato da fantomatici collaboratori di una società americana alla ricerca di un fornitore europeo per conto di varie ditte Usa che manifestavano interesse per i prodotti offerti dall’azienda per i quali richiedevano i cataloghi. La ditta era stata scelta come fornitrice, quindi l’esigenza di organizzare un viaggio per un incontro di lavoro presso la sede della società americana. L’imprenditore aveva pagato così il costo di un pacchetto per viaggio e soggiorno negli Usa. Successivamente il viaggio era stato più volte posticipato con varie motivazioni fino a quando l’imprenditore aveva intuito di essere stato raggirato. Dietro tutto questo c’era un vero e proprio “sistema truffaldino” operativo da diversi anni gestito sul territorio nazionale da una coppia di coniugi veneti, mentre gli accertamenti condotti sui conti correnti esteri sui quali confluivano le somme di denaro provenienti dalle truffe hanno accertato anche il coinvolgimento di altri due italiani residenti all’estero. Nel modus operandi dell’organizzazione criminale i due coniugi prendevano i primi contatti con le società, essenzialmente del nord/centro Italia, proponendo l’opportunità di aprire partnership con società statunitensi.
Le vittime venivano contattate dagli altri due complici che si celavano dietro alle identità carpite illecitamente a mezzo di comunicazioni con Skype e mail apparentemente provenienti da dipendenti di ditte americane. Dopo circa 20/30 giorni i truffatori ricontattavano la società italiana, dichiarando che la società stessa aveva superato una prima verifica e quindi venivano richieste informazioni sulla sua capacità produttiva. Per concretizzare l’accordo era necessario un viaggio negli Usa per siglare un contratto di fornitura presso la sede centrale dell’azienda americana con il responsabile acquisti per l’estero. Alle aziende truffate veniva proposto, qualora non fossero in grado di provvedere autonomamente, di affidarsi a un’agenzia di viaggi che collaborava con la ditta americana e che avrebbe potuto procurare prenotazioni dei voli e alberghi a prezzi molto vantaggiosi. Il costo del viaggio era proporzionale al numero di persone che dall’Italia sarebbe partito per siglare gli accordi commerciali. I pagamenti, che variavano dai 3 ai 13 mila euro, venivano bonificati su vari conti aperti presso alcuni istituti di credito statunitensi. A ridosso della partenza l’azienda veniva contattata nuovamente e avvisata di un posticipo del viaggio in quanto il dipendente dell’azienda americana – o la moglie dello leggi tutto

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Più soldi e più beneficiari per il contributo di solidarietà per i lavoratori della vigilanza privata

Con il perdurare dell’emergenza sanitaria e del ricorso agli ammortizzatori sociali, il contributo di solidarietà dell’Ente Bilaterale Nazionale della vigilanza privata allarga il bacino dei possibili beneficiari. Il contributo di solidarietà è rideterminato in 260 € lordi (riproporzionato per il part time in base all’orario contrattuale individuale) per ogni mese compreso tra febbraio e dicembre 2020 e per un massimo di sei richieste. Per il periodo febbraio – agosto 2020 Ebinvip liquiderà l’importo integrativo sulla base di quanto già corrisposto a fronte delle domande pervenute ed approvate, senza necessità di ulteriori richieste da parte dei lavoratori. Per il periodo settembre – dicembre 2020, i lavoratori inoltreranno nuova richiesta, secondo la procedura già in atto.Il contributo di solidarietà viene altresì riconosciuto in favore dei lavoratori il cui reddito da lavoro costituisca l’unica fonte reddituale del proprio nucleo familiare e che siano posti in Cassa Integrazione Guadagni in Deroga o in Fondo Integrazione Salariale in misura compresa tra il 50% ed il 74% delle ore ordinarie lavorabili nei mesi da febbraio a dicembre 2020. L’ammontare del contributo è pari a 130 € lordi (riproporzionato per il part time in base all’orario contrattuale individuale) per ogni mese in cui si verifica la circostanza e per un massimo di sei richieste.

Il contributo di solidarietà viene riconosciuto anche in favore dei lavoratori il cui reddito da lavoro non costituisca l’unica fonte reddituale, che siano posti in Cassa Integrazione Guadagni in Deroga o in Fondo Integrazione Salariale in misura pari ad almeno il 75% delle ore ordinarie lavorabili nei mesi da febbraio a dicembre 2020. L’ammontare del contributo è pari a 100 € lordi (riproporzionato per il part time in base all’orario contrattuale individuale) per ogni mese in cui si verifica la circostanza e per un massimo di sei richieste.

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No volontari: la sicurezza spetta ai professionisti

Eventi cancellati, migliaia di addetti ai servizi di controllo e steward a spasso, mentre tutti chiedono il rispetto delle regole. AISS, Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria, ricorda che devono essere i professionisti qualificati dalla legge a svolgere le mansioni di controllo e non i volontari. Il legislatore ha affermato la centralità nel 2009 con l’obbligo di assunzione di personale qualificato, iscritto in un elenco noto ai Prefetti e revisionato a cadenza biennale, con un codice deontologico e mansioni circostanziate che prevedono anche la mediazione dei conflitti. Questo impianto è stato parzialmente smantellato nel 2018, con un Direttiva che ammetteva il volontariato per garantire la “sicurezza” nelle manifestazioni pubbliche. Con il COVID_19 i settori fieristico, entertainment e delle manifestazioni pubbliche sono stati spazzati via, travolgendo le imprese di sicurezza. L‘abominio degli assistenti civici, fortunatamente rientrato, ha dato il colpo di grazia. AISS, in una lettera aperta, fa un’interessante cronistoria del fenomeno, richiamando ai tema della sicurezza: un bene collettivo e primario.
“L’ operatività delle figure degli addetti al cpontrollo è stata parzialmente inficiata quando, con direttiva del 18 Luglio 2018, il Ministero dell’Interno ha introdotto le nuove “Linee guida per l’individuazione delle misure di contenimento del rischio in manifestazioni pubbliche con condizioni di criticità”, che prevedono la possibilità di utilizzare per i servizi di controllo anche personale proveniente da associazioni di volontariato, quindi privo di qualifiche e di preparazione specifica in materia. Questo fatto ha arrecato notevoli ed ingenti danni a istituti di vigilanza privata e agenzie di sicurezza, creando una situazione di sperequazione e dumping (le associazioni di volontari, pagate con rimborso spese, sono economicamente più vantaggiose). Il danno ovviamente riguarda tanto i Datori di lavoro quanto i lavoratori stessi, vittime di una concorrenza sleale portata avanti da individui di fatto “abusivi”, non qualificati e sottratti a tutti gli obblighi di legge di cui sopra, con conseguente de-professionalizzazione della mansione stessa.

In questo quadro è arrivato il Covid. Eventi e manifestazioni cancellati, con migliaia di addetti ai servizi di controllo e steward lasciati a casa. Una condizione che, con la recrudescenza autunnale del contagio e le limitazioni che sono già state poste in essere, è destinata a perdurare ancora a lungo. Tutto questo mentre le Amministrazioni locali sottolineano l’urgente necessità di personale per garantire la fattibilità e il rispetto sul territorio delle regole e del distanziamento. In proposito AISS, Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria – aderente a Federterziario – propone che siano i dipendenti delle agenzie soggette a licenze di Polizia (ex art. 134 del T.U.L.P.S.) preparati e qualificati a poter svolgere tali funzioni sul territorio, e non improvvisati volontari “assistenti civici” senza alcuna attitudine e competenza specifica. Questo toglierebbe gli operatori dal circuito assistenziale degli ammortizzatori sociali, restituendo la dignità dell’impiego. Inoltre si andrebbe così a ridurre le difficoltà e sofferenze economiche di istituti di vigilanza e agenzie di sicurezza, già caratterizzati da esposizioni bancarie paurose per via delle condizioni di lavoro al massimo ribasso. L’ultimo elemento, non meno importante, sarebbe quello del segnale e del valore attribuiti a un comparto leggi tutto

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CCNL Vigilanza Privata: nulla di fatto, con qualche spiraglio

Apparente nulla di fatto, seppur con qualche luce all’orizzonte, per l’ultimo incontro tra le parti sociali per il rinnovo del CCNL Vigilanza Privata e Servizi di Sicurezza. Nelle intenzioni, si legge in un comunicato UILTUCS-UIL, l’appuntamento doveva appurare la volontà di giungere ad un accordo in tempi brevi, tenuto conto che – a parte il salario – tutti gli argomenti erano stati approfonditi in 5 anni di trattative. “L’approccio delle Associazioni Datoriali – continua però il comunicato – è stato negativo: di fatto, un arretramento su Classificazione unica, Cambio di appalto, secondo livello di contrattazione e l’affermazione che – data l’emergenza in atto – i margini economici per un adeguamento salariale sono ridottissimi. La discussione ha vissuto momenti di difficoltà ma la conclusione lascia aperto uno spiraglio che, a questo punto, riteniamo vada esplorato fino in fondo”.
“Le Associazioni Datoriali – prosegue il comunicato – hanno riconosciuto la necessità di raggiungere l’accordo entro la fine dell’anno ed espresso la consapevolezza che occorre individuare punti di mediazione su tutti i temi posti dalle Organizzazioni Sindacali. Tuttavia hanno anche ribadito le difficoltà in cui versano le imprese nell’immediato e l’incertezza rispetto al futuro imminente. Infine, ribadiscono l’esigenza che per alcune materie (es. mercato del lavoro) vengano previsti adeguamenti rispetto alla legislazione vigente.
Per contro, come Organizzazioni Sindacali, abbiamo ricordato che l’equilibrio negoziale deve tenere conto del lungo tempo trascorso e della prioritaria esigenza di riformare l’attuale assetto contrattuale. Riteniamo che, con la prudenza necessaria, si debba tentare un ulteriore approfondimento delle posizioni, per verificare nel merito le proposte sui singoli temi.
Per questa ragione, sono stati fissati due incontri (21 ottobre, 10-11 novembre) sempre a livello di delegazione ristretta”.

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Noleggio auto: 20 denunce per false licenze

Scoperto un giro di licenze senza requisiti per il trasporto di persone che ha portato i poliziotti del Compartimento Polizia stradale di Catanzaro a denunciare 20 persone e a sequestrare 24 licenze. L’operazione, svolta tra Calabria e il Lazio, è stata compiuta contro l’abusivismo nel settore dei servizi di noleggio con conducente (Ncc), molto diffuso nei pressi dei terminal di arrivo nelle località turistiche. Dopo mesi di indagini, appostamenti e pedinamenti, gli investigatori della squadra di polizia giudiziaria della Stradale sono riusciti a ricostruire il giro d’affari in cui erano implicati imprenditori italiani e stranieri, nonché persone che avevano rapporti privilegiati in alcuni uffici pubblici del catanzarese. I poliziotti hanno scoperto che i malviventi avevano ottenuto in modo fraudolento la licenza per svolgere il servizio di noleggio con conducente. In questo modo si erano assicurati un grosso giro d’affari causando un danno economico a tassisti e altri conducenti di auto a noleggio, nonché perdite d’introiti per le casse del comune di Roma che, in alcuni casi, si era anche costituito parte civile. Gli agenti della Polizia stradale hanno accertato che tra il 2011 e il 2017 in un comune del catanzarese erano state rilasciate ben 100 licenze pur se lì gli abitanti fossero solo un migliaio, mentre a Roma di quelle autorizzazioni ne erano state rilasciate 1.024 su oltre 3 milioni di abitanti. leggi tutto

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Stradale: patenti facili scoperte nell’operazione “Via della seta”

Due organizzazioni criminali facilitavano il conseguimento della patente di guida a cittadini cinesi senza che questi conoscessero la lingua italiana e le norme del Codice della strada. Nove persone sono state raggiunte da una misura cautelare eseguita, questa mattina, dalla Squadra di Polizia giudiziaria della Polizia stradale di Torino, nell’ambito dell’operazione “Via della seta”. L’indagine prese il via nel novembre del 2018 quando gli agenti intervennero durante gli esami alla Motorizzazione dopo la segnalazione di un cittadino cinese, che, con atteggiamento sospetto, stava effettuando la prova teorica con il supporto audio delle cuffie per ascoltare domande e risposte. Al termine della prova, peraltro superata, accompagnando il candidato in una stanza attigua gli agenti riscontrarono come l’uomo, completamente calvo, occultasse tra gli indumenti e sotto una parrucca appositamente indossata, un telefono cellulare con un trasmettitore bluetooth ad esso collegato. Tale strumentazione serviva al candidato per ricevere suggerimenti da una terza persona posizionata all’esterno della Motorizzazione. L’esame dei tabulati telefonici delle utenze trovate in possesso del cittadino cinese, e le intercettazioni che ne scaturirono, confermarono agli investigatori la presenza di un’organizzazione criminale ben organizzata. In effetti, l’indagine ha portato alla luce 2 organizzazioni criminali composte per la quasi totalità da cittadini cinesi che, dietro il versamento di grosse somme di denaro, garantivano il conseguimento di patenti di guida a loro connazionali. In alcuni casi il “servizio” offerto arrivava a costare anche 7mila euro. Nel 2019 erano già state denunciate 63 persone, ritenute responsabili di aver truccato 55 esami e lo scorso giugno, erano stati indagati 45 cittadini cinesi coinvolti in altrettanti episodi illeciti. Sono state emessi 50 decreti di sequestro a carico di quelle patenti che si è accertato essere state ottenute attraverso questo metodo. Olivia Petillo leggi tutto

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Postale: scoperta rete di pedofili, 13 denunce nell’operazione “Pepito”

Tredici persone sono state denunciate nell’ambito di un’operazione della Polizia postale di Trieste e di Udine volta al contrasto della pedopornografia online. Gli indagati acquistavano il materiale prodotto mediante lo sfruttamento sessuale di minori anche più piccoli di 13 anni: l’accusa per loro è divulgazione, cessione e detenzione di immagini video e foto pedopornografiche. Gli agenti hanno scoperto che lo scambio del materiale avveniva su numerose chat riconducibili agli indagati, inoltre hanno scoperto tabelle che stabilivano il pagamento digitale e trasferimento di denaro. Tra il materiale informatico monitorato dagli investigatori anche alcuni forum di discussione su “Bibbia 3.0” in cui venivano mostrati dei cataloghi di immagini e video pornografico e pedopornografico in cui i frequentatori, dietro pagamento richiedevano il download. La lunga e minuziosa indagine ha consentito di dare un nome ai nickname utilizzati in Rete dai pedofili portandoli fuori dall’ anonimato. L’indagine è stata coordinata dal Centro nazionale di contrasto alla pedopornografia online del Servizio polizia postale e delle comunicazioni di Roma e secondo gli esiti degli investigatori il Tribunale di Trieste ha disposto 11 perquisizioni in 6 Regioni diverse. Le perquisizioni sono state eseguite in Campania, Emilia Romagna, Marche, Lombardia, Piemonte e Veneto ed hanno portato al sequestro di telefonini, tablet, hard disk, pen drive, computer e account di email. Olivia Petillo leggi tutto

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