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Mantova: risolto il caso dei Corali ritrovati

Una storia incredibile quella dei cinque Corali ritrovati all’interno del Palazzo Ducale di Mantova su cui ha indagato la Polizia di Stato. Un “cold case” antico quello su cui hanno lavorato gli uomini della questura di Mantova; i fatti risalivano al 1913 e riguardavano il furto, presumibilmente avvenuto tra il 1910 al 1913, dei cinque codici pergamenacei di grandi dimensioni, risalenti al XV secolo. Per ricostruirne tutta la vicenda e risalire alla proprietà dei corali oltre alle indagini della Polizia, ci sono volute anche le ricerche dell’Archivio di Stato e quelle del Tribunale di Mantova. Dall’analisi della documentazione analizzata è emerso che due dei 5 libri vennero ritrovati in Germania e restituiti all’Italia, mentre gli altri 3 recuperati a Reggio Emilia, presso un antiquario poi condannato per ricettazione dal Tribunale di Mantova, insieme ad altre due persone nel 1916. 
A seguito della condanna era stata disposta dal giudice anche la restituzione alla Curia delle preziose pergamene. L’allora delegato di Pubblica Sicurezza del commissariato di Mantova dopo il ritrovamento dei 5 preziosi codici e prima che se ne decidesse la sorte, li fece custodire, per sicurezza, presso il Palazzo Ducale in attesa di essere restituiti alla Diocesi. La restituzione però non venne mai concretamente attuata, probabilmente a causa delle guerre che si sono susseguite ed altri eventi storici, e solo oggi, con la ricostruzione dell’intera vicenda giudiziaria, questi preziosi oggetti potranno ritornare da dove, in quel tempo lontano, furono sottratti. Olivia Petillo leggi tutto

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Genova: attraverso lo “Smishing-Vishing” svuotavano i conti in tutt’Italia, quattro denunciati

Scoperto dalla Polizia postale di Genova un gruppo criminale specializzato in phishing bancario di ultima generazione. Al termine dell’indagine gli agenti hanno denunciato a piede libero quattro persone responsabili di frodi ai correntisti in tutt’Italia, sottraendo cifre da un minimo di 300 fino a 55.000 euro. Le frodi venivano messe in atto con lo “Smishing-Vishing” ovvero attraverso l’invio di comunicazioni che sembrano provenire dalla propria banca, nelle quali si invitano i correntisti ad accedere al proprio conto on-line mediante un web-link. Lo “smishing” in particolare si concretizza attraverso messaggi sms malevoli che, per una mera affinità semantica, si collocano in coda ad altri messaggi autentici ricevuti dalla banca; tali sms contengono link di rinvio a pagine di phishing dove l’utente, ritenendo di operare sulla pagina veritiera, è indotto ad inserire le proprie credenziali bancarie consegnando così i propri dati ai cyber-criminali. La tecnica del vishing invece consiste nel contattare la potenziale vittima tramite una chiamata telefonica nella quale un finto operatore di banca, attraverso raggiri ed argomentazioni capziose, la persuade a fornire i codici dispositivi del proprio rapporto finanziario; è frequente, nel corso delle chiamate, che il truffatore chiede alla vittima la necessità di ottenere il suo codice al fine di bloccare alcuni tentativi illeciti di prelievo da parte di terzi. Sfruttando questo momento di incertezza e utilizzando numeri telefonici che sembrano arrivare dalla propria banca, i criminali ottengono le credenziali di accesso ai conti correnti che subito dopo provvedono a svuotare. Queste frodi hanno avuto un incremento notevole dall’inizio della pandemia a causa delle limitazioni a poter andare fisicamente in filiale, con il conseguente aumento dei rapporti telefonici con le banche. L’inchiesta ha fatto emergere anche la sicurezza con cui agivano gli indagati i quali pensando di farla franca in alcuni cassi hanno apostrofato e insultato le vittime con frasi del tipo: “Ti abbiamo fregato” o “Sei stato un ciambellone”. La Polizia Postale e delle Comunicazioni attraverso le Sezioni Financial Cyber Crime si è prefissata l’obiettivo di colpire in maniera selettiva questa specifica attività criminale denominata “ Alias “, che sta mietendo numerose vittime in ogni contesto sociale e geografico, provocando danni per milioni di euro Alcuni consigli per difendersi da queste frodi I numeri verdi per loro natura sono numeri che funzionano in ricezione e non vengono utilizzati per effettuare chiamate verso gli utenti e quindi la Banca mai contatterà i propri clienti attraverso un numero verde. Anche i numeri territoriali assegnati alla banca possono essere nascosti quindi nel dubbio è meglio concludere la chiamata e telefonare direttamente alla propria filiale. Inoltre è bene ricordare che nessuna banca richiede i dati di accesso al proprio conto via email o via SMS. Qualora si sia caduti nella trappola fornendo i propri dati, contattare immediatamente il numero verde della propria banca e bloccare l’accesso al conto ed eventuali pagamenti fraudolenti già effettuati. In autonomia si può procedere immediatamente al cambio della password per accedere al conto. Nel caso si siano forniti codici dispositivi necessari per utilizzare l’applicazione della banca installata sul leggi tutto

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Sicurezza ferroviaria: Polizia e Rai Yoyo insieme per i bambini

Questa volta Carolina, Lallo e Lorenzo, i protagonisti del programma di Rai Yoyo “La posta di Yoyo”, avranno come ospite la Polizia ferroviaria per un “viaggio” in sicurezza insieme ai tanti bambini che seguono la trasmissione. Il progetto – nato dalla collaborazione tra Polizia Ferroviaria, Rai Ragazzi e Rai per il Sociale – si svilupperà per cinque giovedì, cioè nel giorno della settimana che ‘La Posta di Yoyo’ dedica ai mestieri. Nella prima puntata, che andrà in onda oggi pomeriggio alle 17.00, un ispettore della specialità della Polizia di Stato, grazie alle domande dei presentatori, racconterà ai piccoli telespettatori tante curiosità sul mondo ferroviario e sul lavoro che le donne e gli uomini della Polizia Ferroviaria svolgono ogni giorni sui treni e nelle stazioni. Nei successivi appuntamenti si parlerà invece di come funzionano i treni e quanto vanno veloci, delle stazioni, dei binari, dei semafori, dei suoni e dei colori ai quali anche i piccoli passeggeri devono saper prestare attenzione. Nell’ultima puntata, come premio, sarà consegnato un simbolico ‘patentino ferroviario’. Questa interazione con le generazioni future, che la nostra specialità porta avanti ormai da anni, rientra nel progetto educativo sulla sicurezza ferroviaria “Train…to be cool”, e vuole essere un viaggio sui binari della legalità e del rispetto delle regole, per portare i bambini ad avere delle nozioni di base sulla sicurezza individuale in ambito ferroviario. Ogni settimana le puntate saranno inoltre disponibili sul sito di RaiPlay https://www.raiplay.it/programmi/lapostadiyoyo. leggi tutto

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Polizia di Stato e Soroptimist insieme per “Una stanza tutta per sé”

È stato siglato, questa mattina, dal capo della Polizia Franco Gabrielli e dalla presidente dell’Associazione “Soroptimist International” Mariolina Coppola, un Protocollo d’intesa per promuovere il progetto “Una stanza tutta per sé”. Firmato in occasione della ricorrenza della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, il Progetto si propone di incoraggiare chi subisce violenza, a rivolgersi alle Forze dell’ordine; negli uffici le vittime saranno accolte in un luogo dedicato che favorisce il dialogo e la denuncia. “Una stanza tutta per sé” è infatti una sala per le audizioni protette, organizzata sulla base di specifiche linee guida e tende a ricreare un ambiente favorevole che possa aiutare chi subisce violenza, all’incontro con gli investigatori evitando il più possibile momenti traumatici. L’Associazione, nel tempo, ha già realizzato ambienti di questo tipo presso diverse Questure italiane ed altri uffici delle Forze dell’ordine; attraverso il Protocollo, e insieme al Dipartimento della pubblica sicurezza, Soroptimist Italia si impegna a dare maggiore uniformità negli allestimenti delle stanze per favorirne maggiormente l’uso. La stanza verrà utilizzata anche per le audizioni di minori sebbene in questi casi siano necessari ulteriori accorgimenti, arredi e oggetti dedicati ai più piccoli. Il Protocollo prevede anche la promozione di iniziative didattiche, formative e divulgative d’interesse comune. leggi tutto

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Gli opuscoli informativi dell’iniziativa “…Questo non è amore”

In questa pagina sono raccolti gli opuscoli informativi dell’iniziativa. L’opuscolo 2020 L’opuscolo 2019 L’opuscolo 2018 L’opuscolo 2017
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L’impegno della Polizia di Stato contro la violenza di genere

Un dolore sommerso, anni di violenze fisiche e psicologiche, ricatti e minacce di ogni genere. Questa è la condizione con cui si confrontano le donne e gli uomini della Polizia di Stato quando intervengono in casi di violenza di genere.  Oggi, nel giorno in cui si celebra La Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne  lanciamo un messaggio di fiducia e speranza raccontando quanto è stato fatto e quanto, ogni giorno, la Polizia di Stato fa per raggiungere questo risultato. Il percorso, che ha portato al riconoscimento del fenomeno della violenza di genere come un problema “per le donne” e non “delle donne”, è stato lungo e non privo di ostacoli. Un ruolo spesso decisivo lo hanno avuto le comunità. È importante in primis che la donna si senta protetta nel contesto in cui vive. Solo così non avrà paura di denunciare. La Polizia di Stato, come ha sottolineato il capo della Polizia Franco Gabrielli nel presentare l’edizione 2020 del progetto “…Questo non è amore”, “Ha iniziato un percorso di specializza­zione negli anni ’90, fino a diventare, con i propri uffici e servizi, il terminale di tutta quella necessaria e doverosa attività di prevenzione e di contrasto dei reati di violenza di genere”. Oggi, nell’azione di contrasto, un ruolo fondamentale viene svolto dalle Squadre mobili delle questure, che sono dotate di Sezioni specializzate nelle indagini riguardanti i reati in danno di minori, le violenze sessuali, gli abusi e i maltrattamenti contro le donne, e dalle Divisioni anticrimine che curano i procedimenti relativi agli “Ammonimenti del Questore”, misura di prevenzione utile a garantire alla vittima una tutela rapida ed anticipata rispetto ad un processo penale. Personale altamente specializzato che, con il supporto degli psicologi della Polizia di Stato e dei Centri antiviolenza, vanno incontro alle vittime grazie al progetto “…Questo non è amore”. Giunto alla quarta edizione, è stato ideato e promosso dalla Direzione centrale anticrimine per sensibilizzare l’opinione pubblica, superare gli stereotipi e i pregiudizi e per diffondere una nuova cultura di genere. L’auspicio, come ha ribadito il Direttore centrale anticrimine Francesco Messina, è che tutto questo “Possa scardinare ogni paura e rappresen­tare per le innumerevoli vittime di violen­za di genere lo stimolo a chiedere aiuto e denunciare” rompendo la fitta rete di isolamento e vergogna. L’attività di sostegno e vicinanza alle vittime ha visto inoltre molte questure italiane dotarsi, ormai da tempo, di spazi destinati a ospitare le fasce deboli, in particolare i minori e le donne che hanno subito violenze o abusi. Uno spazio protetto, attrezzato e confortevole dove le vittime di violenza possono essere ascoltate in tutta tranquillità dal personale specializzato. In concomitanza con l’emergenza COVID-19 e nel periodo del lockdown, è stata implementata l’App della Polizia di Stato YouPol, prevedendo la possibilità di segnalare anche i reati di violenza domestica. Dal 28 marzo al 30 settembre sono state 542 le segnalazioni ricevute tramite l’App. Per chi non vuole registrarsi fornendo i propri dati, è prevista la possibilità di segnalare in forma anonima. Parallelamente alla tutela leggi tutto

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Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

  “La violenza di genere è un crimine odioso che trova il proprio humus nella discriminazione, nella negazione della ragione e del rispetto. Una problematica di civiltà che, prima ancora di un’azione di polizia, richiede una crescita culturale. E’ una tematica complessa che rimanda ad un impegno corale. Gli esperti parlano di approccio olistico, capace di coinvolgere tutti gli attori sociali, dalle Istituzioni, alla scuola, alla famiglia”. Il Capo della Polizia, Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Franco Gabrielli, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne del 25 novembre.     In questo speciale, dedicato alla ricorrenza, troverete dati, immagini e video che raccontano l’impegno costante del Dipartimento della Pubblica Sicurezza e, in particolare della Polizia di Stato, a sostegno delle vittime di violenza di genere.   L’impegno della Polizia di Stato contro la violenza di genere                                        Un anno di “codice rosso”       Uno “Scudo” a protezione delle vittime di violenza  
     
“…Questo non è amore 2020”
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Paga da portiere, lavoro da guardia giurata: i servizi fiduciari nel mirino

Ecco un’altra Lettera al Direttore sulla drammatica condizione di chi si occupa di portierato. Un’indicibile vergogna non solo salariale (sotto i limiti costituzionali) e contrattuale, ma anche operativa. Gli operatori fiduciari sono spesso abbandonati al loro destino (e alle ire della gente o di committenti senza scrupoli), spesso senza pause e con orari molto pesanti e non di rado vengono chiamati a svolgere mansioni che sarebbero proprie delle guardie giurate. Il tutto per un salario pari a 3,80 euro all’ora. Si era parlato in passato di attivare un salario minimo per questa (come per altre) categorie di lavoratori, ma con il Covid tutto è caduto nel dimenticatoio. Ma il tempo di cambiare le cose è ora, in tempi di (si spera, prima o poi) rinnovo del CCNL di settore. Questa è la lettera.

“Salve VigilanzaPrivataOnline,
sono un giovane operatore fiduciario, sotto i 25 anni, con tantissima voglia di crescere e di costruire un futuro intorno al settore in cui mi trovo.  Dopo anni di tentativi, finalmente vengo chiamato per lavorare in supporto delle misure di contenimento contro il Covid-19. Mi si presenta una grande opportunità tramite un grande istituto di vigilanza a livello nazionale e all’interno di una realtà industriale che onora il nostro tricolore e lo porta in tutto il mondo. Firmo un contratto mensile con paga misera, con la speranza di diventare grande in questo settore tanto desiderato. Allora comincio questa avventura, carico! Non bado agli orari: sveglia alle 3:30 del mattino, inizio servizio alle 5:00 fino alle 17:00 (se tutto va bene). Così per un mese, due, tre.

Chiedo pausa pranzo, RIFIUTATA. Chiedo una pausa ogni 3/4 ore per un caffè: NEGATA! Possibilità scarsa di andare al bagno; possibilità scarsa di organizzare la settimana in base ad orari e giorno di riposo; possibilità scarsa di chiedere spiegazioni. Tutto questo perché l’azienda lascia pieni poteri ai vertici dello stabilimento e, tutto ciò, per 3,80EURO l’ora.
Il servizio, poi, è assurdo. Siamo lasciati per strada al freddo, al caldo, con pioggia e vento, sotto nessun controllo e supporto di altri colleghi. Noi, semplici operatori fiduciari, semplici addetti non armati, noi semplice “portierato!” E il servizio all’interno? Siamo lasciati in balìa di migliaia di operai che ti offendono e insultano per avergli chiesto solamente di indossare la mascherina.
E’ possibile sopportare tutto ciò? E’ possibile che lo Stato permetta agli istituti di trattarci (o farci trattare) così?
E’ possibile che i Governi diano possibilità di farci pagare meno di 4 euro l’ora senza avere diritto ad una pausa caffè e bagno?
Allora noi a cosa serviamo? Perché veniamo definiti “portierato” se facciamo il lavoro di una GPG?

Cara redazione di VigilanzaPrivataOnline,
ti scrivo questa lettera per chiederti di dare forza al nostro grido di giustizia, perché non vogliamo essere trattati da guardie di serie B, ma soprattutto perché vogliamo, insieme al resto del settore, una regolarizzazione del contratto nazionale. E’ arrivato il momento che lo Stato si assuma le proprie responsabilità per un settore dimenticato che oggi, nel 2020, è in prima linea nella lotta contro leggi tutto

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(Mancato) rinnovo del CCNL Vigilanza Privata e servizi fiduciari: il Covid non c’entra

Pubblichiamo la lettera di una guardia giurata che replica al comunicato delle Associazioni Datoriali in materia di rinnovo del CCNL Vigilanza Privata e Servizi Fiduciari, le quali, evidenziando lo stato di incertezza determinato dall’emergenza Covid, “in sostanza affermano che vorrebbero rinnovare il contratto, ritenendolo uno strumento indispensabile alle aziende e al mercato, ma senza aumento salariale. Facciamo notare che il report Federsicurezza 2019 evidenzia che l’offerta di settore è costituita da 1339 imprese, per il 18,6% medie e grandi;  il fatturato complessivo ammonta a 3,5 miliardi di euro ed è dominato dalle medie e grandi imprese, che insieme generano l’83% della ricchezza. Meglio dunque stendere un velo pietoso sul futuro incerto che sarebbe generato dalla pandemia” – si legge nella lettera. La riportiamo per l’interesse che riveste e òper i dati che riporta.“Le Associazioni Datoriali sanno benissimo che a tutt’oggi le Guardie Particolari Giurate sono sottopagate e rientrano in una categoria di lavoratori con la retribuzione fra le più basse d’Italia, con stipendi mensili che variano dai 1058,06 euro (lordi) del sesto livello, ai 1258,88 euro (lordi) del quarto livello (circa 7 euro l’ora) e che al 31 dicembre 2020 saranno senza contratto da 5 anni, ma con maggiori responsabilità e un rischio molto più alto.

Le Guardie Giurate fanno parte di quei pochi, se non unici, lavoratori che svolgono il servizio notturno e vengono retribuiti con importi giornalieri simili a coloro che prestano servizio diurno.
Di seguito riportiamo le tabelle degli importi in vigore dal 1° febbraio 2013 ad oggi per il personale del Ruolo Tecnico Operativo:

• INDENNITA’ PER LAVORO NOTTURNO: zona stradale e trasporto scorta valori (giornaliera) € 5,61; piantonamento fisso, sala conta e centrale operativa (giornaliera) € 4,18
• INDENNITA’ DI RISCHIO DIURNA: zona stradale trasporto scorta valori, piantonamento antirapina (giornaliera) € 3,12; piantonamento fisso, sala conta e centrale operativa (giornaliera) € 0.65
• INDENNITA’ PER LAVORO DOMENICALE: (per ogni ora di lavoro, oltre alla normale retribuzione) € 0,71.

Non dimentichiamo poi i Servizi Fiduciari. le cui paghe basi lorde sono di € 797,14 al livello “F” (poco più di 4 euro l’ora).

Ricordiamo alle Associazioni Datoriali che i sindacati di categoria, nel presentare la piattaforma per il rinnovo del CCNL, avevano richiesto un aumento salariale di € 125 al IV livello e l’adeguamento e la rivisitazione delle indennità relative ai servizi prestati. Inoltre vogliamo ricordare che negli ultimi rinnovi contrattuali, non ultimo quello scaduto il 31 dicembre 2015, la categoria ha ottenuto 60 euro lordi di aumento suddivisi in tre tranche da 20 euro l’una. Un contentino davvero irriguardoso verso i lavoratori. Riteniamo quindi che lo sforzo maggiore, per il bene delle aziende e dei lavoratori, debba essere fatto dalle Associazioni Datoriali, che sanno di essere in difetto, dato che negli ultimi dieci anni si sono lavati la coscienza con una semplice “elemosina”.

Cordiali saluti,
Angelo Sifrido MANCIN”

 

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Uno “Scudo” a protezione delle vittime di violenza

La complessità del fenomeno della violenza di genere viene affrontata con strumenti normativi e campagne informative ma anche attraverso l’analisi e la catalogazione degli episodi delittuosi che rendono più efficaci le strategie di prevenzione e contrasto. A tal proposito è in fase di ultima sperimentazione l’app “Scudo”, di cui saranno dotate tutte le Forze di polizia e che consentirà di avere a disposizione tutte le informazioni utili sui precedenti interventi effettuati presso il medesimo indirizzo (presenza di minori o di soggetti con malattie psichiatriche o dipendenti da droghe o alcol, disponibilità di armi, lesioni personali subite in passato dalla vittima) e di calibrare così nel modo migliore l’intervento operativo.  Nello specifico l’App interforze nasce da un progetto elaborato dalla Direzione centrale anticrimine della Polizia di Stato, in collaborazione con l’Arma dei carabinieri, e sviluppato dal Servizio per i sistemi informativi interforze della Direzione centrale della polizia criminale. L’applicativo consentirà di ricostruire e collegare i diversi episodi che coinvolgono i presunti autori e le vittime nonché di effettuare il monitoraggio delle attività di pronto intervento a livello nazionale. Lo strumento prevede l’inserimento dei dati connessi ai singoli interventi effettuati in occasione di episodi di violenza o minaccia, relativi alle persone presenti in qualità di presunto autore, di vittima o testimone, alla relazione vittima-autore, al tipo di violenza e al possesso di eventuali armi. Tutti elementi utili non soltanto per l’analisi del fenomeno, ma strategici per adeguare l’intervento operativo alla migliore tutela della vittima e degli stessi appartenenti alle Forze di polizia. leggi tutto

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