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Uffizi: portierati al posto di guardie giurate (la saga continua)

Ma il direttore degli Uffizi ci è o ci fa? Perché insiste a impiegare portieri al posto di guardie giurate per controllare gli accessi di un sito sensibile come una galleria d’arte che ce la invidia mezzo mondo.. Ma ci sta: è un critico d’arte, mica è il ministro dell’interno. La domanda piuttosto è: cosa aspetta il Viminale a spiegare che alcuni servizi sono esclusivi della vigilanza privata e non può essere il direttore degli Uffizi a decidere chi deve fare cosa? Il nostro Bastiancontrario comincia a spazientirsi.

Deutschland über alles!

Il mio unico ma (spero) assiduo lettore ricorderà che, non molto tempo fa, abbiamo parlato (“Colpi di calore”) della questione delle Gallerie degli Uffizi che hanno predisposto una gara europea per il servizio di controllo accessi aperta a soggetti privi della licenza ex art.134 TULPS. Ricorderà anche che il “teutonico direttore” (mi cito) aveva imbastito una risposta alle Associazioni della vigilanza basata, essenzialmente, sull’assunto che questi servizi erano già stati appannaggio di personale privo della qualifica di guardia giurata e che pertanto così potevano continuare ad essere svolti!

Bene, adesso il mai domo direttore, in risposta ad una puntuale ed argomentata nota delle Associazioni, si scopre, oltre che riconosciuto esperto d’arte, anche fine giurista ed addirittura ermeneuta del decreto Maroni e ci spiega che il decreto fa riferimento “alle modalità organizzative degli Istituti di vigilanza privata” (ma va!!), che con l’articolo 3 disciplina i requisiti minimi di qualità dei servizi (incredibile!) e che, soprattutto, “nessuno dei servizi individuati nell’art.3 sopra citato è afferente alla procedura di gara di cui all’oggetto che attiene limitatamente (lo scusiamo per l’italiano, è tedesco!) al servizio di “controllo accessi” senza la presenza di guardie giurate armate”. In sostanza dice: nella gara io ho previsto portieri, quindi il decreto non c’entra. Geniale!
Ma il travisamento della realtà che Herr Direktor opera raggiunge l’apice quando arriva a sostenere che: Qualora l’addetto attraverso la visione su monitor noti la presenza di armi o oggetti che ritiene non possano essere detenuti, fa attendere il visitatore e chiama le forze dell’ordine.”!! E notoriamente un visitatore che va al museo con armi occultate, attende serenamente le forze dell’ordine che il portiere, con calma, chiama!

Ora, è chiaro che le idee sono confuse e che mai il direttore degli Uffizi avrebbe dovuto lanciarsi in una dissertazione giuridica su questi temi (è come se io scrivessi per spiegare agli Uffizi cos’è il Corridoio del Vasari); è altresì chiaro che le Associazioni di categoria dovranno impugnare il bando demolendone tutta l’impalcatura; ma è, soprattutto, chiaro che se questo signore ritiene di poter fare e scrivere quello che ha fatto e scritto è perché in questa vicenda il Ministero dell’Interno è stato, per l’ennesima volta, clamorosamente assente!
Il Ministero avrebbe dovuto rispondere alla prima nota degli Uffizi spiegando che un museo è per definizione un obiettivo sensibile (la strage di via dei Georgofili docet); avrebbe dovuto rispondere che con una specifica circolare ha chiuso una (surrettizia) querelle, chiarendo cosa s’intende per portierato leggi tutto

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Roma: firmato protocollo tra Polizia criminale e Ordine dei giornalisti

È stato sottoscritto questa mattina a Roma, nella sede della Direzione centrale della polizia criminale, un accordo tra il vice capo della Polizia Vittorio Rizzi e il presidente del Consiglio nazionale dell’ordine dei giornalisti Carlo Verna. L’accordo, che avrà una validità biennale, ha come fulcro l’attività formativa ritenuta strategica, per le Forze di polizia così come per i giornalisti. Il linguaggio della comunicazione può, nelle strategie delle Forze dell’ordine, influire positivamente nella percezione della sicurezza, così come la conoscenza approfondita dei fenomeni criminali può garantire ai giornalisti la capacità di produrre informazioni di qualità. In particolare, il Protocollo prevede la partecipazione reciproca ad incontri di studio o di ricerca, corsi e seminari organizzati rispettivamente dal Consiglio nazionale e dalla Direzione centrale della polizia criminale, aperti a funzionari e ufficiali delle Forze di polizia e a giornalisti iscritti all’Ordine. L’intesa si colloca nella collaborazione già esistente per il contrasto al fenomeno degli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti. Tale fenomeno costituisce l’oggetto dello specifico Centro di coordinamento presieduto dal ministro dell’Interno, che ha un suo Organismo permanente di supporto, presieduto dal prefetto Rizzi. leggi tutto

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Fermati sullo scooter con un neonato di 26 giorni a Catania

Un uomo ed una donna sono stati fermati a Catania dagli uomini del commissariato di Librino mentre transitavano in due sul motorino, senza casco e con il figlio, appena nato, che piangeva in braccio alla madre. La coppia ha dichiarato agli agenti che stava portando il neonato ad una zia per farglielo conoscere, non curante della situazione di grave pericolo in cui era stato messo il bambino. L’uomo era inoltre alla guida senza aver mai conseguito la patente. Il mezzo, omologato per un solo passeggero, risultava essere radiato e già sottoposto a sequestro amministrativo, oltre che privo della targa e dell’assicurazione. I due sconsiderati genitori sono stati denunciati, il ciclomotore è stato sequestrato ai fini della confisca ed è stata contestata una sanzione per oltre 9 mila euro. leggi tutto

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Anche il Covid insegna: la lezione dell’Istituto di Vigilanza Metronotte Piacenza

Pandemia. Una parola che fino a febbraio 2020 era legata a film apocalittici e che oggi rappresenta invece un rischio che, soprattutto chi si occupa di sicurezza, non può più ignorare. Ma che ruolo dovrà svolgere la vigilanza privata in uno scenario post-Covid? Che servizi, anche di transizione, dovrà proporre per accompagnare il mondo a convivere con questa nuova minaccia? Che tipo di flessibilità e reattività occorrerà mettere in campo, anche sul piano dell’organizzazione del lavoro, per rispondere ad un mondo che è cambiato radicalmente e che presenta nuove esigenze, peraltro in costante divenire? Ne abbiamo parlato con Giampaolo Zilocchi, che la pandemia la conosce sin dal giorno zero, essendo titolare di licenza di Metronotte Piacenza, unico Istituto attivo nel tristemente noto epicentro di Codogno.

Che bilancio potete fare ad oggi della vostra esperienza con il Covid, da un’area colpita come il Piacentino?

La nostra area di operatività comprende tutta la provincia di Piacenza, ma si estende fino al basso lodigiano, che include il noto epicentro di Codogno. Abbiamo quindi vissuto l’emergenza sin dalle sue fasi embrionali.
Quando Codogno è stato circoscritto a zona rossa, ci siamo subito interfacciati con la Prefettura di Lodi, che con estrema velocità ci ha fornito le prime (ed allora sperimentali) indicazioni operative – le stesse che poi sono state portate avanti per tutti i mesi della pandemia.

Siete quindi stati testimoni diretti di quel drammatico “giorno zero” per l’Italia…

Sì: eravamo l’unico istituto di Vigilanza Privata a lavorare perché Codogno era sigillata. In seguito il lockdown si è esteso al piacentino, senza però la presenza dell’esercito ai confini, poi tutta Italia è diventata zona arancione. Il resto è storia. In quel giorno zero (in cui non c’era alcuna chiarezza sui DPI) ci siamo attivati per reperire tutti i dispositivi possibili per tutelare il personale e dare continuità ai servizi: mascherine, tute, visiere, termometri, guanti. Siamo riusciti a tamponare con uno stock iniziale abbastanza importante. Di quei giorni convulsi ho impresso il coraggio e lo spirito di abnegazione di tutti i nostri collaboratori, nonostante la confusione, le notizie contrastanti e la paura. Li ringrazio uno ad uno per quanto hanno fatto a servizio della collettività.

Che servizi svolgevate in un’area sigillata, con le attività produttive ferme e nessun contatto esterno?

Le aziende di Codogno, dove vigeva il divieto di spostamento, ci chiedevano di spegnere luci e impianti di riscaldamento, di verificare che fossero innescati i sistemi d’allarme, di recapitare a casa PC o altri strumenti per lavorare in smartworking. Tenga presente che Codogno è stata chiusa da un momento all’altro, mancava tutto, il tempo si era cristallizzato senza alcun preavviso. Poi da ben prima del Covid-19 eroghiamo un servizio gratuito di recapito medicinali con carattere di urgenza, che in condizioni di normalità sono i farmaci salvavita, come – tra gli altri – l’ossigeno. Durante la pandemia l’ossigeno è diventato ovviamente il focus dei nostri trasporti, ma era al contempo leggi tutto

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Cocaina dai Paesi Bassi, 14 arresti tra Napoli e Caserta

Le Squadre mobili di Napoli e Caserta hanno eseguito un’ordinanza cautelare nei confronti di 14 persone accusate di traffico internazionale e spaccio di sostanze stupefacenti. Con lo stesso provvedimento è stato anche disposto il sequestro di beni immobili, autovetture, motoveicoli, conti correnti e quote societarie. Le indagini hanno preso spunto dall’incendio sviluppatosi il 14 giugno 2018 in un bar di Napoli gestito da una delle società riconducibili agli indagati. L’attività investigativa ha evidenziato come il gruppo criminale, che importava grandi quantità di droga dai Paesi Bassi, fosse riferibile alla famiglia Bonavolta, a sua volta inserita nel cartello camorristico dei Mazzarella. Durante l’indagine sono state effettuate numerose intercettazioni, telefoniche e ambientali, con diversi sequestri di sostanze stupefacenti e somme di denaro in contanti. Particolarmente rilevante fu l’arresto di uno dei corrieri fermato mentre tornava dall’Olanda con circa 7 chili di cocaina, e il sequestro di oltre 557mila euro in contanti trovati in possesso di altri due corrieri che stavano andando all’estero ad acquistare delle partite di droga. In caso di problemi relativi alla restituzione del denaro, l’organizzazione criminale non disdegnava l’utilizzo della violenza, come nel caso del sequestro di persona nei confronti del cognato di uno dei corrieri che aveva contratto un debito di 350mila euro per l’acquisto all’estero della cocaina. leggi tutto

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Roma: sventata truffa da 480mila euro

Erano riusciti a impossessarsi di 480 mila euro in contanti sottratti a un cittadino tedesco in cerca di finanziatori per ristrutturare il suo castello in Germania, ma l’intervento dei poliziotti, a seguito della denuncia dell’uomo, ha permesso di denunciare i responsabili e recuperare il denaro. Gli autori della singolare truffa sono quattro persone, tra cui una donna, denunciate in stato di libertà per truffa aggravata dagli agenti del commissariato Viminale. I truffatori avevano risposto, nel mese di agosto, ad un annuncio su un quotidiano tedesco dove la vittima ricercava persone in grado di finanziare il progetto di ristrutturazione di un castello di sua proprietà. La somma necessaria ammontava a 10 milioni di euro. I denunciati si proponevano come persone in grado di trovare il finanziatore in cambio di una commissione del 5 per cento dell’importo finanziato. Dopo diversi contatti ed incontri, tutti avvenuti a Roma, il 14 settembre in un lussuoso albergo della Capitale, si concretizzava l’appuntamento con i procacciatori d’affari e pagare la commissione. I malviventi, nel procedere al conteggio dei 480 mila euro della commissione con una macchinetta conta soldi, sostituivano il denaro con banconote palesemente false, riportanti la scritta “Facsimile “. Alla conclusione dell’incontro i partecipanti si separavano con l’intesa che si sarebbero ricontattati per formalizzare il finanziamento davanti al notaio. Il cittadino tedesco, una volta tornato in Hotel, all’ennesimo rinvio dell’appuntamento da parte degli intermediari, decideva di aprire il sacchetto dove custodiva i soldi e si rendeva conto solo in quel momento di avere soldi falsi. Le indagini dei poliziotti si sono sviluppate con la visione delle immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza che permettevano di rilevare il numero di targa di un’auto a noleggio, con cui i truffatori si erano presentati all’incontro. E proprio seguendo il conducente dell’auto, gli agenti sono riusciti a individuare i truffatori mentre uscivano da uno stabile con delle borse. Il controllo delle borse dava i suoi frutti, Infatti, i poliziotti recuperavano più di 400 mila euro. Nella perquisizione domiciliari gli agenti hanno sequestrato il resto dei soldi, una valigia contenente una quantità ingente di banconote da 100 e 200 euro riportanti tutte la scritta “Facsimile”, una macchina conta soldi, sei telefoni cellulari, alcuni timbri con ceralacca, numerosi biglietti da visita e una cartella con documentazione in lingua tedesca tra cui mappe e fotografie raffiguranti un castello. leggi tutto

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Rapine a tir e furti in appartamenti: 13 arresti a Catania

Scoperti dalla Squadra mobile di Catania due pericolosi gruppi criminali, uno che rapinava tir, l’altro specializzato in furti in appartamenti. Complessivamente i poliziotti hanno arrestato 13 persone, di cui sette in flagranza di reato. In particolare gli agenti hanno intercettato e pedinato a distanza due autovetture sospette, una delle quali con targa alterata, che stavano tallonando un autoarticolato, di una ditta del settore alimentare, sulla tangenziale di Catania. All’improvviso alcuni degli occupanti dei veicoli sono riusciti in breve tempo a bloccare il tir e a salire a bordo, sotto la minaccia di un’arma, sequestrando l’autotrasportatore per essere trasferito in un deposito della zona industriale. In questa sede i poliziotti hanno fatto irruzione e hanno recuperato l’intera refurtiva e arrestato sette persone, tutti responsabili di rapina aggravata e sequestro di persona in concorso tra loro. Nella stessa notte, i poliziotti hanno posto fine ai colpi messi a segno dai componenti di una banda specializzata in furti in appartamenti, arrestando sei persone ritenute responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro il patrimonio e detenzione illegale di armi. Le indagini sono iniziate nel dicembre 2019 e hanno portato a scoprire il gruppo criminale che aveva la base nel quartiere di Librino e che utilizzava di volta in volta autovetture prese a noleggio per eludere i controlli delle forze dell’ordine. Durante il periodo del “lockdown”, il gruppo criminale non ha interrotto la sua attività, ma invece è riuscito a trarre vantaggi dalla situazione di emergenza sanitaria, sfruttando le prolungate assenze dei proprietari dalle proprie abitazioni per le lunghe attese ai supermercati. A tal proposito, in una conversazione intercorsa tra gli indagati, uno di loro ha detto: “con questo fatto del corona virus (…) se becchi la famiglia che deve andare a fare la spesa, tu puoi stare sicuro che nella loro casa ti puoi fare anche un chilo di pasta ed una spaghettata”. leggi tutto

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Postale: sei indagati per adescamento e scambi di foto su chat

Sei persone sono state indagate dalla Polizia postale di Catania e di Messina per detenzione e divulgazione di materiale pornografico minorile sulla Rete. Le indagini, svolte sotto la direzione del Centro nazionale contrasto pedo-pornografia online (Cncpo) del Servizio polizia postale e delle comunicazioni, sono state avviate dopo la segnalazione della madre di una minorenne della provincia di Messina.
La donna si era accorta che sullo smartphone della figlia avveniva uno scambio di foto e video di minori nudi in pose erotiche: lo scambio viaggiava attraverso le chat con singoli utenti. Meticoloso il lavoro degli investigatori che, dall’analisi dei dati nelle chat del telefono della ragazza, hanno ricostruito le dinamiche di divulgazione del materiale pedopornografico e individuato i 6 maggiorenni attualmente indagati. Inoltre, sono stati identificati anche alcuni minorenni che sono stati segnalati alla procura per i Minorenni. Prosegue ancora il lavoro degli investigatori per identificare i promotori dell’adescamento attraverso l’analisi dei computer e degli smartphone sequestrati durante le perquisizioni avvenute in diverse province italiane: Messina, Catania, Palermo, Milano, Napoli e Teramo. Olivia Petillo leggi tutto

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Omicidio Willy: denunciato 23enne per offese sui social

Pensava di farla franca nascondendosi dietro un profilo fake, un ragazzo di 23 anni, residente a Treviso che, subito dopo la morte del giovane Willy Monteiro Duarte, deceduto a Colleferro a seguito di una violenta aggressione, aveva esultato sui social con frasi che avevano sconcertato l’opinione pubblica tanto da provocare diverse segnalazioni di protesta da parte di cittadini indignati. Si tratta di uno studente universitario, esperto di informatica, che aveva “postato” frasi inneggianti il suo odio razziale tanto da definire “eroi” gli assassini di Willy. Il ragazzo è stato rintracciato, attraverso le moderne tecniche di analisi informatica e di ricostruzione del traffico telematico, dai poliziotti della Polizia postale di Roma e Latina con la collaborazione dei colleghi specialisti di Firenze e Venezia, presso un albergo del capoluogo toscano. Il giovane, dopo aver creato un personaggio virtuale, si connetteva ai social network attraverso provider esteri, utilizzando tecniche di anonimizzazione in grado di mascherare le tracce informatiche della navigazione, convinto che sarebbe stato impossibile rintracciarlo. leggi tutto

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Road to Rome: disabilità ed inclusione correndo in bici

La storia di Bernardo Bernardini si potrebbe raccontare con i numeri: a 19 anni un incidente aereo distrugge 3 vertebre della sua schiena e la sua voglia di diventare pilota militare. Dopo 15 anni di operazioni e fisioterapia Bernardo ora fa sport: triathlon; non una ma 3 discipline nuoto, corsa e bici. A 34 anni ha deciso che il suo messaggio di speranza e di vittoria sulle difficoltà che la vita mette davanti ad ognuno di noi doveva trasformarsi in un viaggio, “Road to Rome”. Sono 6 tappe e 700 chilometri percorsi in bici per raccogliere fondi per i progetti di inclusione che questo ragazzo porta avanti nella sua Treviso ed in Italia. Oggi la tappa conclusiva che lo porterà a Roma, nella chiesa di San Pietro in Vincoli, dove è custodito il Mosè scolpito da Michelangelo, simbolo di reazione di fronte alla sconfitta e allo sconforto. Non potevano mancare le nostre staffette che con le loro luci blu hanno illuminato questo bellissimo percorso di fiducia, speranza e incrollabile coraggio. Per saperne di più sulla storia di Bernardo http://www.finalmentecorro.com/ https://www.gofundme.com/f/cycling-for-disability-inclusion?utm_source=customer&utm_campaign=m_pd+share-sheet&utm_medium=copy_link leggi tutto

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