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Reggio Emilia: arrestati 3 trafficanti di esseri umani “spietati”

Erano collegati a un network criminale operante all’estero che alimentava i loro traffici di esseri umani le tre persone di origine nigeriana arrestate dagli agenti della Squadra mobile di Reggio Emilia al termine dell’operazione “Ruthless” (in inglese “spietati”). Si tratta di un uomo e una donna, marito e moglie, e di un loro complice, finiti in manette perché accusati di far arrivare illegalmente loro connazionali nel nostro Paese, alcune anche minorenni, per poi avviarle alla prostituzione nelle strade. Durante le fasi finali dell’indagine i poliziotti hanno liberato dalla “schiavitù” una ragazzina appena 17enne. Le giovani vittime venivano soggiogate utilizzando riti Voodoo, pratiche pseudo religiose molto diffuse nella cultura nigeriana. L’attività investigativa ha permesso di individuare anche le rotte interne africane che le ragazze dovevano percorrere, senza pietà, per arrivare fino alle coste dove poi si sarebbero imbarcate; quasi mille chilometri tra deserti inaccessibili e confini pericolosi, dove non era difficile imbattersi nei cadaveri di coloro che non erano riusciti a concludere il viaggio. La terza persona arrestata, oltre a collaborare con la coppia per favorire l’ingresso illegale delle ragazze, era anche impegnata nell’attività di spaccio di stupefacenti. Drammatiche alcune intercettazioni in cui si parla di cadaveri nel deserto: “Il giorno che siete partiti, nessuna macchina è riuscita ad attraversare? (il riferimento è al confine con la Libia, ndr)”; la risposta : “alcuni sono riusciti ad arrivare in Libia, ma poi li hanno rimandati indietro. Il nostro autista era ubriaco ed avevamo tutti paura… lui era ubriaco, poi ci siamo fermati e lui è uscito dalla macchina ed è andato più avanti a fare le foto ai cadaveri per strada“. leggi tutto

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CCNL Vigilanza Privata e Servizi Fiduciari: i contratti a termine?

Finalmente un incontro denso di contenuti tecnici, quello avvenuto lo scorso 4 luglio tra Rappresentanze Sindacali dei lavoratori e Associazioni Datoriali del comparto Vigilanza Privata e Servizi Fiduciari per il rinnovo di un CCNL scaduto ormai da troppi anni. In attesa del nuovo incontro del 19 Luglio, che verterà su un altro tema delicato (il cambio d’appalto), illustriamo i punti che sono stati affrontati, tutti afferenti al mercato del lavoro.

Dopo tanta melina, si è entrati nel vivo di temi non più procrastinabili, anche alla luce delle recentissime modifiche ai contratti a termine, a chiamata e intermittente (cd. Decreto Dignità).
Ma non solo.

Tempo determinato
Al netto dell’evoluzione che incontrerà in fase di conversione, il Decreto Dignità delega i contratti a tempo determinato alla contrattazione collettiva, tanto per le deroghe quanto per la stagionalità. Si è suggerito quindi di ancorare le questioni nodali al primo livello di contrattazione, lasciando spazio al secondo livello per eventuali deroghe e adattamenti.

A termine, a chiamata
Sul fronte prettamente tecnico, le OOSS non si sono mostrate contrarie ad elevare la percentuale annua di contratti a termine, ma hanno chiesto una differenziazione correttamente legata alla mansione (vigilanza privata, portierato, steward e buttafuori) e con riferimento ad esigenze concrete. Diversa è stata invece la reazione sindacale sui part time.
Sui contratti a chiamata, c’è stata un’apertura per i soli servizi diversi dalla vigilanza privata classica e con percentuali (escludendo comunque gli appalti).

Apprendistato
Tutti d’accordo a recuperare quel pezzo “dimenticato” nell’ultimo rinnovo, aggiornando quanto già disciplinato nel CCNL del 2006 e coordinando la normativa specifica con i livelli di ingresso attualmente previsti dal CCNL.

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La Guardia particolare giurata che vorrei

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera di Giorgio Felici, Guardia particolare Giurata dal 2004, che riporta una visione lucida e moderna di un settore in rapida evoluzione, ma spesso incagliato in battaglie difficili da vincere – e non sempre utili da combattere. Di particolare interesse le osservazioni su armi e tecnologia, “la più efficace arma del XXI secolo”, e la particolare visuale dall’interno, che raramente riusciamo ad imprimere ai nostri contributi. Grazie per aver fatto sentire la sua voce obliqua.
Caro Direttore
vi scrivo perché, a differenza della maggior parte dei miei colleghi, non credo nella battaglia (ormai storica) del riconoscimento, da parte dello Stato, del titolo di Pubblico Ufficiale, tanto meno dell’attuale titolo di Incaricati di Pubblico Servizio. Per quanto concerne la prima ipotesi, ovvero “Pubblici Ufficiali”, si aprirebbe un conflitto di fondo, essendo le gpg dipendenti di Società private che offrono servizi di sicurezza tramite la stipula di contratti commerciali con i loro clienti. Credo sia corretto mantenere tale titolo solo, ed esclusivamente, alle Forze dell’Ordine, che svolgono un lavoro complesso e delicato – e, cosa non meno importante, sono addestrati a tale scopo. Pure la qualifica di Incaricato Pubblico Servizio, a mio modesto parere, è impropria: il conflitto lessicale e sostanziale è infatti lo stesso, dal momento che il termine “particolare” (ovvero “privato”), all’interno della qualifica di guardia particolare giurata, insiste proprio sulla privatezza del servizio.

Le armi
Allo stesso modo credo che indossare armi possa risolversi in un equivoco verso la clientela, oltre a poter essere un pericolo per l’operatore stesso: noi “tuteliamo beni”, ma non difendiamo né proteggiamo con l’arma. Solo in extremis (punto di morte) possiamo esplodere qualche colpo. Sul tema dell’arma si innesta poi il problema degli “esaltati”, che nella nostra categoria non mancano e che non si limitano alla tutela o al controllo di beni, ma oltrepassano il limite con l’intenzione di “reprimere”. Credo che centro dell’evoluzione della nostra categoria non debba stare l’arma, bensì la tecnologia, l’arma più sicura del XXI secolo, e anche la più pratica. Sul punto ho un sogno, forse un’utopia, su ciò che dovrebbe diventare, la Guardia Giurata.

La mia GPG
1) disarmare le guardie giurate, mantenendo solo il decreto prefettizio così da eliminarne l’equivoco
2) eventualmente equipaggiare le Guardie Giurate solo con lo spray antiaggressione
3) concentrare il 90% del lavoro su videosorveglianza e allarmi – limitando dunque il controllo attraverso l’invio di pattuglie, che molto senso non hanno
4) estendere l’uso di sale operative, migliorando, attraverso corsi di specializzazione, il livello professionale degli operatori
5) creare un “patentino per operatore di sala” con tanto di corsi ed esami finali e migliorare il contratto, la paga e la funzione
6) vendere al cliente un prodotto “tecnologico”, non un servizio di fantascientifica “Polizia privata”
7) essere a disposizione delle Forze dell’ordine come qualsiasi cittadino
8) eliminare il giuramento poiché ne continua a confondere la funzione
9) ovviamente modificare il Regio Decreto del 1931
10) sostituire quindi il titolo di Guardia particolare Giurata con (ad esempio) A.C.B.P. “Addetto al Controllo di Beni Privati”

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Cosimo Cordaro nuovo Segretario Generale Federpol

Il 21 giugno scorso Cosimo Cordaro è stato nominato Segretario Generale di Federpol, Federazione Italiana degli Istituti Privati per le Investigazioni le Informazioni e la Sicurezza. Il nuovo Segretario, nominato dalla Presidentessa Nazionale pro tempore Antonella Pavesio, si è impegnato a perseguire le finalità della Federazione ed a promuovere gli interessi di tutti i soci, coadiuvandone le attività con impegno e dedizione, fino al raggiungimento delle prossime elezioni (fissate per il 26 Ottobre 2018 a Roma).

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Nuova causale Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa Vigilanza Privata – FASIV

L’Agenzia delle entrate, con risoluzione n. 49/E del 4 luglio 2018, ha istituito la causale contributo “FAVP”, denominata “Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa Vigilanza Privata – FASIV”, per la riscossione, tramite modello F24, dei contributi da destinare al Fasiv. Tramite la convenzione del 30 maggio 2018, sottoscritta da INPS e il Fondo FASIV, era stato infatti affidato all’INPS il servizio di riscossione, tramite F24, dei contributi per il finanziamento del fondo stesso. A partire dalla retribuzione del mese di settembre 2018 sarà quindi possibile versare il contributo tramite modello F24: in attesa, però, che l’INPS pubblichi una circolare con le istruzioni per il servizio di riscossione dei contributi a mezzo F24, la modalità di contribuzione resterà quella del bonifico bancario.

La causale FAVP è esposta nella sezione “INPS”, nel campo “causale contributo”, in corrispondenza della colonna “importi a debito versati”.
Andranno indicati, nel campo “codice sede”, il codice della sede INPS competente; nel campo “matricola INPS/codice INPS/filiale azienda”, la matricola INPS dell’azienda; nel campo “periodo di riferimento”, nella colonna “da mm/aaaa”, il mese e l’anno di riscossione del contributo, nel formato “MM/AAAA”. La colonna “a mm/aaaa” non deve essere valorizzata.

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Gela: dieci persone coinvolte nell’indagine “Fast and furious”

È finita oggi con l’operazione “Fast and furious” l’attività di dieci criminali della provincia di Caltanissetta che rubavano auto e moto di alta gamma per poi alterare i telai e rivenderle o smontarle e ricollocare sul mercato clandestino le parti smontate. Le indagini hanno avuto inizio nel 2015 quando nella provincia di Caltanissetta e in particolare nella zona di gela si era registrato un aumento di furti di autovetture e moto. L’attenzione dei criminali si era concentrata su auto e moto che venivano poi ricettate interamente o a pezzi. L’attenzione degli investigatori si è da subito concentrata su un malavitoso che era agli arresti domiciliari ma che da casa non esitava ad incontrare i componenti della banda e a dare disposizioni su come muoversi. Da lì, grazie ad intercettazioni ed appostamenti, i poliziotti del commissariato di gela hanno ricostruito tutta la struttura del gruppo le mansioni assegnate e il sistema di ricettazione di auto e moto. Per tre dei criminali si sono aperte le porte del carcere per altri 4 il magistrato ha disposto l’obbligo degli arresti domiciliari e per gli ultimi tre invece la denuncia in stato di libertà. Altre due persone si sono rese irreperibili. leggi tutto

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Stradale: la sicurezza passa attraverso gli pneumatici

Si è svolta a Roma la presentazione dei risultati dell’indagine svolta dalla Polizia stradale su un campione di quasi 10mila veicoli controllati per verificare le condizioni generali degli pneumatici. L’iniziativa, da 15 anni è promossa da Assogomma e Federpneus ed è realizzata dal servizio Polizia stradale. Quest’anno lo “stato di salute” delle auto circolanti mostra un peggioramento rispetto lo scorso anno; infatti dal 17,93 per cento il dato è salito al 24,72 per cento e in un solo anno i veicoli con pneumatici non conformi sono passati dal 15,26 per cento al 18,32 per cento: uno su 4 di quelli controllati presenta non conformità legate al pneumatico. Proprio su questo punto, Santo Puccia, dirigente della Polizia stradale si esprime dicendo che “Ogni aspetto che influisca sulla sicurezza stradale non va trascurato: guidare con pneumatici lisci, danneggiati, non conformi a quanto previsto dalla normativa, espone i conducenti ad un elevato rischio di incidente stradale e costituisce un gesto di irresponsabilità che si ripercuote negativamente su tutto il sistema della circolazione, di cui tutti siamo parte integrante. Pneumatici in perfetta efficienza sono una condizione fondamentale per la sicurezza del nostro viaggio”. Diverse le irregolarità riscontrate: moltissime le vetture controllate con pneumatici lisci ma anche tante auto con prenumatici non omogenei cioè mezzi che montano gomme di marche e modelli diversi sullo stesso asse o che utilizzano il cosidetto equipaggiamento misto cioè due gomme invernali e due estive. Diverse le violazioni per pneumatici non omologarti la cui percentuale si attesta intorno al 3 per cento. Tre i consigli fondamentali per la sicurezza in viaggio: controllare regolarmente la pressione degli pneumatici, verificare regolarmente lo stato di usura e controllare le gomme dopo eventi accidentali; scegliere infine con cura pneumatci idonei, in fase di sostituzione. Olivia Petillo leggi tutto

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Arrestato in Corsica latitante ricercato dal 2009

È stato arrestato in Corsica ad Ajaccio dalla Polizia francese e da quella italiana in stretta collaborazione con l’Ufficio dell’Esperto per la sicurezza dello Scip di Parigi, Luigi Bestetti, latitante dal 2009 e inserito nell’elenco dei latitanti pericolosi. Destinatario di un mandato di cattura europeo, Bestetti deve scontare l’ergastolo per omicidio, rapina e ricettazione. Una segnalazione fatta alla Polizia francese sulla presenza in città dell’uomo, ha attivato immediatamente la procedura per l’identificazione. Gli uomini del Servizio centrale operativo (Sco) attraverso il Servizio per la cooperazione internazionale ha confermato l’identità dell’uomo che si nascondeva sotto falso nome nella periferia di Ajaccio dove lavorava come cuoco. leggi tutto

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Coltivavano marijuana tra i filari di pomodori, 4 arresti a Ragusa

Avevano nascosto le piante di marijuana tra i filari di pomodori, all’interno delle serre; e l’azienda, in effetti, tutto sembrava tranne che un’impresa destinata alla coltivazione di stupefacente. I gestori, due rumeni e due albanesi, avevano organizzato tre serre a Vacate, in provincia di Ragusa, che apparentemente servivano a produrre pomodorini; in realtà, nascoste tra i filari, c’erano piante, alte oltre i due metri, di marijuana che una volta lavorata era destinata allo spaccio locale. I quattro non si facevano mancare nulla, nemmeno l’elettricità sottratta alla società elettrica con il trucco del magnete; un sistema che alterava la capacità di conteggio dei chilowatt consumati. Ci sono voluti anche i cani anti-esplosivo oltre a quelli anti-droga perché la banda, poi finita in galera, aveva anche nella sua disponibilità numerosi proiettili per pistola puntualmente trovati dai cani della questura di Catania. Ritrovato anche il classico “corredo degli spacciatori” composto da bilance di precisione e involucri per il confezionamento. leggi tutto

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Clandestine e prostitute con il Voodoo, 8 arresti a Perugia

Abbagliate dalla prospettiva di una vita migliore, affrontavano il viaggio della speranza che dalla Nigeria le faceva arrivare in Italia dopo essere passate per la Libia e aver attraversato il Mediterraneo a bordo di barconi. Come spesso accade in questi casi, al loro arrivo in Italia, le giovani donne si sono scontrate con la dura realtà di una vita fatta di sottomissione e prostituzione. Al termine di un’indagine gli investigatori della Squadra mobile di Perugia hanno fatto luce sull’attività di un gruppo di criminali specializzati nel “reclutare” giovani schiave del sesso direttamente nel loro Paese. Sono finiti in manette otto connazionali delle stesse vittime, sei uomini e due donne residenti a Perugia, che facevano parte di una comunità pseudo religiosa. Le accuse nei loro confronti sono di concorso in favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, induzione in errore di pubblici ufficiali al fine di ottenere indebitamente permessi di soggiorno in Italia. Facendo leva sulla loro cultura, gli indagati sottoponevano le vittime a rituali magici, i riti Voodoo, per costringerle a prostituirsi e a non ribellarsi per il timore di subire catastrofiche conseguenze. Dopo essere state assoggettate, le ragazze venivano trasferite in appartamenti di cui il gruppo aveva la disponibilità e fatte prostituire sulle strade del capoluogo umbro e della provincia. In questo modo il gruppo criminale realizzava elevati profitti, incassando diverse migliaia di euro. Sergio Foffo leggi tutto

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