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Napoli: capo della Polizia al XII Premio Ammaturo

Si è tenuta questa mattina a Napoli, presso la Basilica di San Gennaro Extramoenia, nel complesso delle Catacombe di San Gennaro, la XII edizione del Premio Ammaturo Legalità, istituito alla memoria del dirigente della Squadra mobile di Napoli ucciso nel 1982 dalle Brigate Rosse insieme al suo collaboratore, l’agente scelto Pasquale Paola. Prima della manifestazione, nel luogo dell’eccidio, in piazza Nicola Amore, dove è presente la stele alla memoria, il capo della Polizia Lamberto Giannini ha deposto una corona d’alloro in ricordo dei due caduti. Erano presenti il prefetto ed il questore di Napoli, Marco Valentini e Alessandro Giuliano. Durante l’evento, aperto dal questore di Napoli Giuliano e moderato dalla giornalista Rai Alessandra Barone, sono intervenuti il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Giovanni Melillo e il direttore del Corriere del Mezzogiorno Enzo d’Errico. Al capo della Polizia Giannini sono state affidate le conclusioni  e nel suo intervento ha ricordato la figura di Ammaturo dichiarando: “Era un uomo molto pragmatico e un profondo conoscitore del territorio” e ha continuato dicendo “C’è un filo che lega il sacrificio di Ammaturo ai giorni nostri, quando un agente di polizia senza timore interviene e rischia la vita e viene gravemente ferito. Questo filo che lega queste attività, questi atti di eroismo quotidiano, è ciò che a noi della Polizia inorgoglisce”. In chiusura sono state premiate le operazioni di polizia giudiziaria che si sono maggiormente distinte nel corso dell’anno: quella che ha portato all’arresto di 17 esponenti del clan Vollaro-Mazzarella, quella nei confronti del clan La nuova Vanella Grassi e per finire l’operazione che ha portato all’arresto del latitante Antonio Di Martino.   leggi tutto

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Fasiv: proroga assistenza sanitaria Covid per la vigilanza privata

Il Fasiv (fondo di assistenza sanitaria integrativa del settore della vigilanza privata e servizi fiduciari, previsto dal CCNL 2004-2008, istituito nel 2008), proroga le prestazioni COVID-19 per le aziende e per i lavoratori iscritti al 30/09/2021. Sarà pertanto mantenuta la copertura assicurativa dei lavoratori iscritti dipendenti da aziende che hanno avuto accesso agli ammortizzatori sociali secondo le conidizoni previste.

Restano invariate la diaria da isolamento ospedaliero e l’indennità forfettaria a fronte di positività al Covid-19 confermata dal referto del tampone molecolare; la diaria da isolamento domiciliare invece resta a carico di Unisalute solo per positività al Covid-19 accertata nel periodo 01/01/2021 – 30/06/2021.

A partire dal 01/07/2021 fino al 30/09/2021, la diaria da isolamento domiciliare a fronte di positività al Covid-19 confermata dal referto del tampone molecolare nel periodo indicato, sarà erogata direttamente dal Fasiv.

Per accedere al rimborso è necessario inviare il modulo e la documentazione necessarie nelle seguenti modalità:

Via posta cartacea da inviare a: Fondo Fasiv Via Piemonte, 32 – 00187 Roma, oppure dal sito www.fasiv.it accedendo all’area rimborsi online

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Non è l’arma che fa la guardia giurata

L’articolo di Bastiancontrario sull’uso delle armi da parte delle guardie giurate e sulla possibilità di riaprire delle armerie presso gli Istituti di Vigilanza Privata ha sollevato un gran polverone, soprattutto sui social. Il tema è senza dubbio divisivo, oltre che complesso, quindi crediamo che l’unico modo per affrontarlo accantonando l’emotività sia ancorarci alla norma e cercare di illustrarl al meglioa. Rimandando a Facebook e Linkedin per le altre osservazioni, pubblichiamo qui una lettera al Direttore che – al netto dei toni coloriti, che comunque accettiamo – pone sul piatto un tema interessante sul porto d’armi per affrontare l’argomento in modo più circostanziato. Di seguito la lettera e la risposta di Bastiancontrario.

Buongiorno, sono anch’io una GPG e trovo ingiusto l’articolo, oltre che fuorviante (come ormai accade spesso e volentieri con l’informazione pubblica). Detto ciò, ditemi numericamente quanti casi si sono verificati come questo, e mettetelo a paragone con i casi che invece avvengono con chi è appartenente alle forze dell’ordine, così magari prima di esprimere giudizi insulsi avreste dei dati. Sapendo già quali sono i dati, chiedo alle vostre menti illuminate, cosa facciamo quindi? Anche loro li lasciamo senz’armi fuori dal servizio, nonostante siano per decreto Pubblici Ufficiali anche non in servizio, quindi sempre operativi? Mi sarei invece aspettato un aiuto per cambiare il contratto Nazionale di noi GPG, visto che, oltre essere fermo da anni, non siamo riconosciuti nè operativamente, perché risultiamo operai, nè tanto meno economicamente! Dovreste fare qualcosa di serio in positivo per cause come queste, non demonizzare una categoria già all’osso per colpa di chi fa orecchie da mercante!

Cordialità
R.F.

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Non era certo mia intenzione demonizzare le guardie giurate, ma ho colto l’occasione di un evento che ha, indirettamente, interessato una (ex) guardia giurata per affrontare un problema serissimo che riguarda, come ha giustamente osservato il lettore, anche appartenenti (in servizio o ex) alle Forze dell’ordine.

La questione va quindi correttamente affrontata valutando la reale necessità di: 1) andare armati, 2) andare sempre armati!

In proposito, è utile ricordare che gli appartenenti alle Forze di polizia (e non alla Polizia Locale come ho già sottolineato nell’articolo incriminato), in virtù della qualifica di agente/ufficiale di pubblica sicurezza che rivestono, possono portare l’arma d’ordinanza (quindi quella che viene loro fornita dall’Amministrazione d’appartenenza) senza licenza; per tale motivo, non hanno un porto d’armi e non sono proprietari dell’arma che utilizzano. Arma che, essendo le qualifiche di p.s. permanenti (cioè efficaci 24 ore su 24 e su tutto il territorio nazionale), deve essere sempre nella disponibilità del titolare, finché questi non lascia definitivamente il servizio.

Non è, quindi, possibile, limitare il porto delle armi all’orario di servizio, piuttosto potrebbe ipotizzarsi, per gli appartenenti alle forze dell’ordine, un’implementazione delle attuali procedure di verifica del mantenimento delle condizioni psico-fisiche necessarie al porto di un’arma.

Ciò chiarito, resta il problema della proliferazione e della circolazione delle armi e della mancanza di un sistema di controllo efficiente ed efficace che è la vera causa di queste “morti annunciate”.

La possibile rimodulazione del porto d’armi delle guardie giurate non rappresenta, leggi tutto

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Discoteche tra green pass, silenzio del Governo e abusivismo: in ginocchio anche la security

Dopo quasi due anni di stop forzato, il 25 giugno il Comitato Tecnico Scientifico ha dettato la linea per riaprire le discoteche e locali da ballo. Ma a distanza di 20 giorni (cruciali per una stagione estiva già compromessa), tutto tace. Nel frattempo milioni di ragazzi ballano e festeggiano ovunque, senza controlli, né protocolli anti Covid. Ma il mondo dell’entertainment (servizi di sicurezza inclusi) non ci sta: serve subito una data per ripartire, perchè le discoteche e i locali da ballo, garantendo l’accesso con il green pass, possono essere veri presidi di sicurezza. Questo si è detto ad un incontro straordinario al quale hanno partecipato tutte le sigle del settore facenti capo a SILB-FIPE-Confcommercio, Assointrattenimento-Confindustria e Fiepet-Confesercenti Settore Intrattenimento, e la maggioranza delle sigle dell’indotto – tra le quali AISS-Sicurezza Sussidiaria, SILS, A.DJ.

“Un tavolo – spiegano Maurizio Pasca, Luciano Zanchi, Filippo Grassi e Franco Cecconi, presidenti delle rispettive associazioni di categoria – che rimarrà in seduta permanente fino a quando il governo non ci darà le risposte che attendiamo da mesi. Durante la pandemia, pur essendo costretti a rimanere chiusi, non abbiamo visto un sostegno adeguato da parte del governo. Abbiamo preparato alcune richieste che intendiamo sottoporre al presidente del Consiglio, Mario Draghi”.

Cinque le priorità per il settore, oltre alla data certa di riapertura delle attività:

– l’adozione immediata di un provvedimento di riapertura dei locali, sulla base delle indicazioni fornite il 25 giugno scorso dal Comitato Tecnico Scientifico;
– il risarcimento per il danno subito a copertura dei 18 mesi di chiusura forzata delle aziende, che non possono essere considerate alla stregua di altre attività commerciali;
– il contrasto serio e puntuale da parte delle forze dell’ordine e degli organi di controllo a ogni forma di abusivismo e al proliferare di feste e spettacoli organizzati in completa assenza di autorizzazioni amministrative;
– La riduzione al 4% dell’iva applicata ai locali da ballo;
– L’abolizione dell’imposta sugli intrattenimenti (ISI), già giudicata contraria alle direttive europee da più tribunali amministrativi.

Concludono i presidenti: “sono richieste di puro buonsenso, che derivano dalla disperazione di migliaia di imprenditori e decine di migliaia di lavoratori allo stremo. Dal prossimo sabato le discoteche riapriranno come Live-Club, Lounge-Bar e Ristoranti, così come previsto dall’Art. 5 del D.L. 52 del 22 aprile 2021. Le Associazioni di categoria si rendono disponibili a promuovere una campagna di sensibilizzazione vaccinale rivolta ai giovani e alla popolazione”.

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Terrorismo: firmato accordo con la Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo

È stato siglato oggi a Roma l’accordo tra la Polizia di Stato e la Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo per il contrasto al reclutamento, addestramento, proselitismo dei terroristi ed apologia del terrorismo via web. Il protocollo, firmato dal capo della Polizia Lamberto Giannini e dal procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Federico Cafiero de Raho, è finalizzato a sviluppare una collaborazione tra la Polizia di Stato e la Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo per l’adozione di strategie sempre più efficaci in materia di prevenzione e contrasto dei fenomeni estremisti in Rete. Per la Polizia di Stato tale compito viene assicurato dal Servizio polizia postale e delle comunicazioni che da alcuni anni si occupa della tutela delle reti informatiche di realtà, sia pubbliche che private, di rilievo nazionale e di importanza strategica per il paese. Alla firma della convenzione erano, inoltre, presenti per il Dipartimento della pubblica sicurezza, il direttore del Servizio polizia postale e delle comunicazioni Nunzia Ciardi e il direttore della III divisione Ivano Gabrielli mentre per la Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, il Procuratore nazionale aggiunto Giovanni Russo e il Sostituto procuratore nazionale Francesco Polino. . leggi tutto

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Roma: la Mobile ferma banda di usurai

Tassi usurai fino al 480 per cento all’anno. Così una banda di criminali vessava piccoli imprenditori e persone in difficoltà economiche della zona sud-orientale della Capitale. A fermarli i poliziotti della Squadra mobile di Roma che stamattina hanno eseguito quattro misure cautelari a carico di persone di età compresa tra i 29 e i 65 anni.

Gli indagati, che avevano la base operativa nel quartiere Laurentino, sono accusati di usura ed estorsione aggravate nonché di esercizio abusivo di attività finanziaria. 
Le indagini sono scaturite da alcune denunce fatte dalle vittime nelle zone Eur, Tintoretto, Marconi, Appio e Portuense, zone dove erano stati concessi i prestiti.
Figura di spicco un 34enne romano figlio di un altro indagato 65enne che, sebbene incensurato e formalmente disoccupato, è risultato in grado di ricorrere anche a minacce violente per rientrare in possesso delle somme di denaro, richiedendo interessi illegali alle vittime.

Gli altri due coinvolti sono un 57enne, braccio destro del capo del gruppo che deve rispondere anche di estorsione aggravata in concorso e un 29enne romano. 
Le estorsioni sono avvenute tra marzo 2018 e giugno 2020. Gli interessi praticati, da corrispondere a cadenza mensile, oscillavano tra il 130 e il 480 per cento circa, su base annua. La modalità di estinzione del debito si basava sul modello “a fermo”: il debito generato dalla concessione iniziale di una somma di denaro, sebbene utilizzato come parametro per calcolare ciascuna rata, sarebbe stato considerato estinto solo con il pagamento per intero della quota capitale. Il circolo così, per le vittime sembrava infinito; in pratica chi aveva ottenuto il prestito si trovava a restituire nel giro di pochi mesi somme complessive pari quantomeno al doppio, al triplo se non addirittura a cinque volte l’ammontare ottenuto. leggi tutto

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Modena: 10 arresti nell’operazione “Trust”

Fornivano assistenza ad imprenditori che stavano per dichiarare fallimento delle loro società distraendo dal patrimonio beni destinati ai creditori, tra cui l’Erario. Dieci persone sono state arrestate, questa mattina, dalla Squadra mobile di Modena a conclusione di un’indagine iniziata nel 2016. Gli indagati sono accusati di associazione per delinquere, bancarotta fraudolenta, riciclaggio, auto-riciclaggio, falso in atti pubblici ed attestazioni e sottrazione fraudolenta al pagamento d’imposte. Dalle indagini è emerso che l’associazione criminale, con base operativa a Modena, operava avvalendosi di due avvocati, uno dei quali risulta radiato dall’albo e promotore dell’iniziativa illecita, un notaio, un ingegnere e di due commercialisti, nonché di alcuni prestanome. Gli imprenditori, determinati ad evitare di vedere dissipato il loro patrimonio dal fallimento, richiedevano i “servizi a pagamento” offerti dall’associazione criminale riuscendo così, anche grazie a dei prestanome, a trasferire all’estero il patrimonio residuo. Le “teste di legno” subentravano nell’amministrazione della società fallente come legali rappresentanti di nuove società appositamente costituite per acquisire i beni e trasferirli.
Attraverso sistematici bonifici, giustificati mediante l’emissione di fatture per importi spropositati da parte delle società controllate dal gruppo criminale, il patrimonio veniva sottratto e rinvestito in attività finanziarie all’estero in particolare in Bulgaria prima che venisse dichiarato il fallimento. Quando ormai interveniva il fallimento le società si presentavano come “scatole vuote” e i curatori fallimentari nominati dai Tribunali, pur evidenziando delle anomalie non erano in grado di ricostruire le singole operazioni. Dalle indagini è emerso che agli atti esaminati riportavano la data falsificata (contratti preliminari di compravendita, fatture, contratti di locazione commerciale, mandati a vendere, contratti di affitto di azienda) mediante l’utilizzo di un sigillo contraffatto con l’impronta riferibile all’ufficio postale di Summaga, piccola frazione del comune di Portogruaro (Venezia). Gli investigatori hanno potuto dimostrare che il gruppo nel tempo, aveva mosso denaro per svariati milioni di euro. L’operazione odierna è stata denominata “Trust” in quanto uno degli strumenti utilizzati dagli indagati per mettere al riparo i beni di alcuni imprenditori dalle eventuali azioni dei creditori e dei curatori fallimentari è consistito nell’istituzione di Trust gestiti da società bulgare. leggi tutto

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Partire informati con Viabilità Italia

Sono iniziate le ferie estive con il corollario di spostamenti, soprattutto in auto, dei vacanzieri italiani e stranieri verso le località turistiche del nostro Paese. Le previsioni effettuate ci dicono che i prossimi fine settimana saranno da “bollino rosso” per gli spostamenti su strade e autostrade. In vista delle partenze verso le località turistiche, anche di transito verso altri Paesi, Viabilità Italia ha formulato un calendario di previsione traffico e ha predisposto la mappatura degli itinerari alternativi da utilizzare in caso di congestione in alcuni punti della rete autostradale italiana. Prima di partire è consigliabile, sempre, far controllare l’efficienza del mezzo con cui si viaggia; mettersi alla guida quando si è in buone condizioni di salute; mantenere la concentrazione alla guida; rispettate la velocità e conoscere le condizioni di traffico, così da evitare inconvenienti spiacevoli. Per rimanere informati consultate il Piano Estivo 2021 che prevede anche il piano di vigilanza aerea e l’elenco delle società concessionarie ed aree geografiche d’Italia nonché l’indicazione dei presidi delle Forze dell’ordine presso i caselli e lungo le tratte autostradali. leggi tutto

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Inaugurata a Livorno la sede distaccata della Questura

Inaugurato a Livorno, alla presenza del capo della Polizia Lamberto Giannini, la sede distaccata della Questura intitolata al sottotenente Vittorio Labate. Prima della cerimonia di intitolazione, il prefetto Giannini, ha incontrato una rappresentanza del personale della Questura e degli uffici delle Specialità e personale dell’amministrazione civile presso la sala riunione della sede distaccata. A seguire ha avuto inizio la cerimonia che si è svolta nell’area esterna adiacente l’ingresso della struttura, moderata dal giornalista Antonello Riccelli dell’emittente televisiva locale Telegranducato. Dopo l’intervento del questore di Livorno Roberto Massucci, del prefetto Paolo D’Attilio e del sindaco Luca Salvetti è stata la volta del capo della Polizia che nell’esaltare la figura del sottotenente Labate ha sottolineato che “Noi tutti siamo il frutto del nostro passato e la famiglia della Polizia di Stato si è forgiata sull’esempio dei nostri caduti. Sono loro che ci hanno trasmesso il vero significato di spirito di servizio, di senso del dovere, di sacrificio e di vita. La memoria ha un valore salvifico”. Conclusi gli interventi dei presenti, il capo della Polizia Lamberto Giannini ha proceduto alla scopertura della targa d’intitolazione a cui è stata impartita la benedizione da monsignor Paolo Razzauti. Il prefetto Giannini ha poi consegnato il decreto d’intitolazione nelle mani di un familiare del sottotenente Labate, presente alla cerimonia. Il sottotenente del Corpo delle guardie di pubblica sicurezza Vittorio Labate, venne fucilato dalle SS insieme ad altri 7 poliziotti il 23 giugno del 1944 in una località vicino Livorno. I poliziotti, tutti della tenenza di pubblica sicurezza dell’Ardenza, si stavano unendo alla unità partigiane attive nella zona ma, a causa di una delazione, furono intercettati da un reparto tedesco, torturati per 4 giorni ed infine uccisi. leggi tutto

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Latina: 45mila euro in cambio di voti, 2 arresti

Scambio elettorale politico mafioso. Queste le accuse a carico di due persone arrestate questa mattina a Latina dopo due diverse indagini condotte dai poliziotti della Squadra mobile di Latina e Roma e dai Carabinieri del Reparto territoriale di Aprilia (Latina) con la collaborazione del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato. A seguito dell’indagine condotta dai militari di Aprilia, denominata “Touchdown” è stato accertato l’intervento illecito di un imprenditore del settore dei rifiuti, coadiuvato da un suo collaboratore, in occasione delle elezioni amministrative per il rinnovo del Consiglio Comunale di Latina del 5 giugno 2016. In particolare l’uomo, dopo il pagamento di 45mila euro al clan Di Silvio, assicurava almeno 200 voti, nel quartiere di influenza criminale del clan, al capolista candidato di un partito politico. La conferma è arrivata dalle indagini condotte dalla Squadra mobile di Latina e Roma e dalle dichiarazioni di due collaboratori di giustizia, uno dei quali aveva il ruolo di tramite nell’accordo politico tra il clan e l’imprenditore. Il collaboratore infatti aveva ricevuto dai Di Silvio una sorta di “investitura” nel curare i rapporti con la politica della provincia di Latina. In occasione della tornata elettorale del 5 giugno 2016, attraverso l’imprenditore destinatario del provvedimento di questa mattina, doveva sostenere la candidatura di un politico e occuparsi dell’affissione dei manifesti dello stesso candidato. Le indagini hanno accertato che il pagamento dei 45mila euro era avvenuto in tre tranche all’interno dell’azienda e che, in base all’accordo, nessuno degli appartenenti alla famiglia Di Silvio si sarebbe dovuto presentare presso la sede del partito, ma che l’imprenditore avrebbe mandato le comunicazioni tramite il collaboratore. L’elezione del politico sarebbe stata per l’imprenditore pontino funzionale alle strategie economiche della sua società per ottenere il monopolio nella gestione dei rifiuti e delle bonifiche nel territorio pontino. leggi tutto

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