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Adesione alla Campagna “Cerco un uovo per amico”

Il “bambino con l’imbuto” vuol essere un’immagine di gioia nonostante il dolore e rappresenta il logo dell’Associazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma che, in questi giorni, promuove la Campagna pasquale “Cerco un uovo amico” patrocinata dalla Polizia di Stato. Acquistando queste uova aiuterete la ricerca contro il Neuroblastoma, tumore che colpisce generalmente in età prescolare i bambini, prima causa di morte entro il primo anno di vita e terzo tumore per frequenza dopo le leucemie e i tumori cerebrali pediatrici. Si può aderire alla campagna tramite il sito dell’associazione, www.neuroblastoma.org,  andando alla sezione “ANB Store” dedicata a “Cerco un uovo amico”, oppure telefonando al numero 010-6018938 o scrivendo all’indirizzo di posta elettronica pasqua@neuroblastoma.org. Gli obiettivi portati avanti dall’Associazione e dalla Fondazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma sono quelli di aiutare a finanziare Progetti di ricerca per la cura di questo tumore con la speranza di renderlo curabile. La finalità è, in particolare, quella di creare percorsi d’eccellenza innovativi come la conoscenza biologica e genomica della malattia, mappatura del DNA e del genoma, individuazione di farmaci innovativi e inibitori di geni “cattivi”, medicina di precisione e degli studi di immunoterapia che possano consolidare i risultati fino ad ora ottenuti. leggi tutto

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Vigilanza Privata e servizi fiduciari al centro di un forum a Montecitorio

Deroghe alla norma europea sull’orario di lavoro, nessun riconoscimento come lavori usuranti, uno status giuridico inadeguato ai rischi e un CCNL scaduto da 7 anni: questo lo scenario in cui si muove la vigilanza privata. Scenario di cui l’On Jessica Costanzo (M5S) si è sorpresa che i ministeri dell’Interno e del Lavoro fossero già a conoscenza. E certo, dopo la pandemia è arrivata la guerra e chissà quale altre priorità pioveranno dal cielo, ma nel frattempo le guardie giurate e gli operatori fiduciari non arrivano a fine mese, con un carovita e un’inflazione che non si vedevano da vent’anni. La soluzione, per l’On. Costanzo, è il salario minimo. Tema sempre in voga in campagna elettorale, ma che scompare regolarmente dall’agenda politica durante le legislature.

Questi i temi di cui si è parlato nella conferenza stampa organizzata a Montecitorio il 4 Marzo 2022 dall’On. Costanzo e dal sindacato USB, che era peraltro in piazza l’8 marzo per il salario minimo e che ha lanciato una piattaforma di rivendicazione articolata su tre punti base.

1) orario di lavoro – Gli attuali limiti all’orario straordinario e le regole su pause e riposi sono determinate (in virtù di una deroga del 2008 che li sottrae ai limiti della normativa europea) da una contrattazione collettiva inadeguata, col risultato che oggi sono previsti, tra l’altro, riposi di nove ore. Parliamo di lavoratori – armati – che possono arrivare anche a 15 ore di lavoro e che staccano solo 9 ore per poi ripartire col prossimo turno. La Cassazione, per i turni da 15 ore, ha riconosciuto un risarcimento per super lavoro. Dovranno restare casi isolati, limitati all’iniziativa giudiziaria del singolo lavoratore, o si intende mettere mano alla materia in maniera organica?

2) lavoro usurante – la gpg opera in contesti complessi e a rischio elevato, con continua esposizione a stress psicofisico ed un elevato grado di responsabilità decisionale. L’inserimento delle guardie giurate tra i lavori usuranti darebbe accesso almeno al pensionamento anticipato.

3) trattamento economico – le tabelle salariali del CCNL Vigilanza Privata e servizi fiduciari sono assolutamente insufficienti. Per il livello F (fiduciari), l’operatore si mette in tasca circa 3 euro l’ora. Si tratta di una violazione all’art. 36 della Costituzione: il salario non è infatti compatibile con il costo della vita, disincentiva l’occupazione a favore delle indennità ed è peraltro inferiore ad altri CCNL (come portierato e custodia, terziario) con retribuzioni più alte. Serve un salario minimo di legge come base sulla quale formulare delle retribuzioni dignitose.

L’Unione sindacale di base rivendica un intervento legislativo che introduca il salario minimo, disciplini l’orario di lavoro, i riposi, il lavoro straordinario e notturno e l’inserimento della categoria nei lavori usuranti.

“Il Parlamento è sordo di fronte a questi soprusi, proprio come il Governo. Anche se non sarà questa legislatura ad occuparsene, occorre focalizzare l’attenzione di tutti su questi temi per garantire ai lavoratori dei servizi di vigilanza e fiduciari delle tutele che sono sacrosante” – ha concluso l’On. Costanzo.

 

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Attivare l’allarme sarà naturale come spegnere la luce. Parola di Verisure

2500-3000 posti di lavoro nel 2025, che diventeranno 6000 nel 2030: questa l’ambiziosa roadmap di Verisure Italy, che dal suo debutto nel 2013 ha già creato 2000 posti di lavoro e sta per festeggiare il traguardo di 200.000 clienti in quello small business che in Italia si fa enorme fatica ad intercettare. La ricetta? Un modello di business innovativo e una proposta di alta sicurezza tecnologica combinata ad un servizio di centrale operativa certificata. Ne abbiamo parlato con Stefan Konrad Mendez, Managing Director Verisure Italia.

Dal vostro sbarco nel 2013 avete visto prima una pandemia, con “epicentro occidentale” proprio in Italia, e ora un conflitto: questi eventi hanno avuto dei riflessi nella vostra attività?

Rispetto ad altri mercati e industrie, la pandemia non ha contratto la domanda dei nostri servizi: l’ha cambiata, come del resto ha cambiato le vite di tutti noi. La casa in pandemia è diventata un hub di lavoro, scuola e vita familiare: digitalizzazione, connessione, automazione e soprattutto sicurezza sono diventati elementi centrali. La tecnologia è oggi più che mai protagonista, la clientela è più informata ed esigente e chiede alta sicurezza. E noi investiamo costantemente in tecnologia, è il nostro mestiere di sempre. Ma nel contempo, la pandemia ha richiesto un’umanizzazione delle tecnologie. L’aspetto umano, la ricerca di empatia e la capacità di ascolto e rassicurazione, che hanno sempre caratterizzato il nostro servizio di centrale operativa, si sono enfatizzati e hanno richiesto l’elaborazione di protocolli ad hoc.

Ci può fare qualche esempio?

Abbiamo ricevuto chiamate da clienti con problemi di salute, che in noi vedevano un interlocutore fiduciario, disponibile 24/365 attraverso canali di comunicazione veloci ed efficaci: un semplice bottone SOS. Le nostre Guardie Giurate restano al telefono con il cliente fino all’arrivo dei soccorsi: così gestiamo le emergenze.

Se l’aspetto umano è cruciale, “fiducia” deve essere la parola chiave: in che modo la conquistate?

Parlano i nostri numeri. Nel 2021 abbiamo gestito 3,4 milioni di allarmi, filtrando il 99,85% dei falsi allarmi e intervenendo immediatamente nei casi di pericolo reale: la nostra centrale operativa certificata e l’addestramento delle nostre guardie giurate permettono di rispondere ad ogni emergenza in meno di 60 secondi, di verificare esattamente di cosa si tratta in real time e di reagire in maniera immediata e adeguata. Saper gestire e filtrare correttamente gli allarmi genera fiducia non solo da parte della clientela, ma anche delle realtà istituzionali con le quali quotidianamente ci interfacciamo. E la fiducia è la stessa chiave della costruzione delle nostre partnership, tecnologiche e con gli Istituti di Vigilanza Privata. La fiducia nasce dalla qualità: non è un caso che il passaparola sia una delle chiavi del nostro successo.

Tra Istituto di Vigilanza Privata, produttore di sistemi d’allarme e installatore, come vi definireste?

Siamo un provider di sicurezza. Il nostro elemento di distintività, che forse ci rende difficili da classificare secondo le distinzioni ordinarie, è che la nostra offerta si impernia su tre cardini: migliore protezione, migliore assistenza, migliore tecnologia end-to-end. Il tutto in un unico interlocutore, affidabile e certificato. La nostra mission è la leggi tutto

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Dopo la pandemia, la guerra: ruolo della vigilanza privata

Dopo due anni di pandemia, infuria una guerra dai contorni sempre più fluidi. Il settore italiano della vigilanza privata potrebbe portare un contributo nella gestione di scenari e dinamiche così inediti? E le attuali corse al bancomat, visibili anche nel Belpaese, potrebbero dare una mano ad un trasporto valori che è stato messo in ginocchio dal Covid? Lo abbiamo chiesto ad Anna Maria Domenici, Segretario Generale di UNIV e di ConFederSicurezza.

Il nuovo scenario in cui ci muoviamo potrebbe aprire nuovi servizi al settore della sicurezza privata?

Ferma restando la posizione di assoluta sussidiarietà rispetto alle forze dell’ordine, potrebbe essere richiesta una maggiore presenza di guardie giurate a presidio dei siti sensibili (porti, aeroporti, metropolitane, stazioni) e negli altri snodi che possano rivestire interesse strategico per il paese (palazzi governativi, ospedali, centri energetici, informatici e delle telecomunicazioni). E forse, ragionando per analogia rispetto all’esperienza Covid, ci potrebbero chiedere un aiuto nella gestione dei flussi di rifugiati in arrivo dalle zone a rischio, per i quali potrebbero servire corridoi sanitari o altri circuiti esclusivi.
E, anche se mi auguro vivamente che non ci siano sviluppi del conflitto in tal senso, forse potrebbe subire un incremento anche la richiesta di servizi di contrasto alla pirateria marittima, per i quali abbiamo da poco ottenuto la proroga ad operare (per l’ennesima volta in deroga). Tutti scenari che francamente mi sentirei di scongiurare.
Mi consenta però una riflessione amara: di qualunque natura possa essere il maggior coinvolgimento richiesto alle gpg, noi non ci attendiamo più alcun tipo di riconoscimento, né dalle Istituzioni, né dalla stampa, né dall’opinione pubblica. L’esperienza, purtroppo, insegna.

Non solo a Kiev o Mosca, ma anche in Italia stiamo assistendo ad una caccia al prelievo. Con i mercati impazziti e variabili imponderabili in atto, si tende a rivalutare il contante. Potrebbe essere un aiuto indiretto al trasporto valori?

Se in tempi di conflitto le riserve auree incarnano il valore tangibile di uno Stato, il contante diventa l’unico mezzo di pagamento sicuro (nei limiti) per i cittadini. Una moneta quanto meno a prova di attacchi ai circuiti telematici delle banche, visto che la guerra sta mostrando anche un netto sfondo cyber. Per la cronaca, parliamo dello stesso contante che viene costantemente bistrattato quale strumento “di favore” per la criminalità organizzata e per agevolare le frodi fiscali. E il trasporto valori conosce bene gli effetti nefasti di questo pregiudizio negativo.
Pregiudizio sul quale il Covid ha peraltro appoggiato l’asso di briscola, demonizzando il contante come possibile fonte di trasmissione del contagio e mettendo il settore davvero in ginocchio.
Ora, è difficile dire se questa nuova crisi porterà qualche beneficio al trasporto italiano di valori: noi porremo però l’attenzione su quella che dovrebbe essere la libertà di scelta di ciascun cittadino. Non tutti possono permettersi un conto corrente, non tutti sanno usare l’home banking: è una questione di libertà più che di instabilità politica, ed è un tema che prescinde dall’attuale contingenza.

Qual è il ruolo di un’associazione di categoria in questi momenti? Che tipo di richieste avete?

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Coppa del mondo: Fiamme oro sul podio con Santuccio e Ceccarello

Alberta Santuccio e Sofia Ceccarello hanno portato le Fiamme oro sul podio della Coppa del mondo rispettivamente della spada e del tiro a segno. Nel Grand prix Fie (International fencing federation) di spada, che si è svolto a Budapest, l’olimpionica del Gruppo sportivo della Polizia di Stato ha conquistato la sua prima vittoria nella prestigiosa competizione internazionale, dopo già aver assaggiato il podio con i terzi posti di Tallin (2018), Bogotà (2017) e Barcellona (2014). Ottima prestazione per la campionessa cremisi, capace di mantenere i nervi saldi nei quattro assalti sui sei disputati, finiti alla priorità.
Nel tabellone dei 64 Alberta ha superato senza problemi la polacca Magdalena Pawlowska (15-6) e poi la sua connazionale Martyna Swatowska-Wenglarczyk (14-13). Subito dopo la nostra portacolori ha superato la coreana Sera Song (7-6) e nei quarti ha sconfitto la statunitense Katharine Holmes (13-12).
Per arrivare in finale Alberta ha battuto la coreana Injeong Choi (12-11), mentre nello scontro decisivo per il trionfo ha dominato senza problemi l’ungherese Anna Kun (15-7). “Ci sono voluti sacrifici, lacrime, attese, ma alla fine è arrivato il mio momento – ha scritto Alberta sulla sua pagina social – Grazie a chi ha reso possibile questa vittoria credendo in me da subito, alla mia famiglia che ha patito e gioito con me a distanza, e al mio Gruppo sportivo delle Fiamme oro”. A Il Cairo (Egitto) la specialista cremisi del tiro a segno Sofia Ceccarello, ha conquistato due splendidi secondi posti in Coppa del mondo in due specialità. Nella finale mixed team della carabina 10 metri, in coppia con l’azzurro Dennis Sollazzo, Sofia ha affrontato il team di Norvegia 1, dando vita ad una spettacolare sfida, emozionante fino all’ultimo. Gli azzurri, dopo aver concluso la finale sul 15 pari, sono andati avanti con un tiro a testa per ogni componente della squadra. Alla fine, l’hanno spuntata i norvegesi con il punteggio di 21.2 a 20.9. Nella gara individuale della 50 metri carabina ad aria compressa tre posizioni femminile la nostra tiratrice ha superato le qualifiche e la semifinale a otto, arrivando a giocarsi il podio nella finale a quattro, dove ha battagliato fino alla fine con la norvegese Jeanette Hegg Duestad, che alla fine ha prevalso con il punteggio di 17-13. Sergio Foffo leggi tutto

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Torino: 13 no tav indagati

La questura di Torino ha eseguito 13 misure cautelari, due in carcere, altrettante agli arresti domiciliari, e nove tra obblighi di firma e divieti di dimora a Chiomonte e Giaglione, nei confronti di leader e militanti del centro sociale Askatasuna. Gli indagati sono accusati dei reati di resistenza aggravata a pubblico ufficiale e violenza privata aggravata, commessi sia nel contesto cittadino che nell’ambito della mobilitazione contro la Tav in Val di Susa. I destinatari dei provvedimenti sono stati identificati grazie ai video e alle foto realizzate durante i violenti attacchi ai cantieri che, insieme al materiale sequestrato in quelle occasioni, hanno permesso di dimostrare l’utilizzo di artifici pirotecnici, materiale infiammabile, pietre, bulloni, fionde, frombole, tubi da lancio per razzi e altri strumenti da lancio artigianali. leggi tutto

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Milano: sei arresti per spaccio di droga

Arrestate a Milano sei persone coinvolte, a vario titolo, in una fiorente attività di spaccio nelle zone centrali di Milano, prevalentemente nei pressi delle fermate della metropolitana cittadina e delle stazioni ferroviarie urbane. L’attività investigativa del Commissariato Centro, sviluppata a seguito dell’arresto nel 2020, all’interno del parco Sempione, di uno degli odierni indagati, ha permesso di individuare tutto il gruppo che smerciava considerevoli quantitativi di sostanza stupefacente del tipo hashish e marijuana. I poliziotti hanno documentato come gli indagati si muovessero con un collaudato modus operandi, dalla scelta dei migliori luoghi di spaccio, veri e propri anfratti nei cui pressi prima si incontravano e si suddividevano i compiti e, poi, distribuendosi sul territorio, procedevano allo spaccio al dettaglio. L’indagine ha evidenziato anche l’attività di una serie di “cavallini” che materialmente trasportavano la droga nelle piazze di spaccio. Durante l’attività investigativa, gli agenti hanno arrestato 11 persone e indagate 10, procedendo al sequestro di 13 chili di sostanza stupefacente tra hashish e marijuana e di circa 10mila euro in contanti. leggi tutto

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Servizi antipirateria: meglio la proroga che niente

Gentile Direttore, con riferimento all’articolo “Quando antipirateria fa rima con pazzia, meglio la proroga dell’esame”, scrivo quale “unico lettore” di Bastiancontrario, che peraltro personalmente stimo ed a cui va riconosciuto il merito di aver contribuito attivamente allo sviluppo dell’attività di antipirateria in Italia, per manifestare un certo stupore nel leggere una velata critica alle associazioni che plaudono alla pubblicazione del decreto di proroga al 31/12/2022 delle disposizioni transitorie che permettono alle società autorizzate di poter impiegare personale decretato che abbia all’attivo almeno sei mesi di missioni all’estero, superando così il problema della formazione e dell’esame.

Posto che le argomentazioni presenti nell’articolo sono tutte pienamente condivisibili e che non ci si può che rammaricare dell’inerzia manifestata dai burocrati presenti al Ministero dell’Interno, di certo occorre avere ben chiaro lo scenario a cui avremmo dovuto far fronte dopo il 31 marzo, qualora tale proroga non fosse stata concessa.

Riprendendo testualmente quanto affermato a margine dell’articolo dal Presidente Luigi Gabriele “il ricordo impegna la messa in funzione dei neuroni”, non possiamo dimenticare che negli ultimi 2 anni, proprio a causa del ritardo nell’approvazione dei decreti di proroga, gli Istituti di vigilanza fornitori dei servizi di antipirateria sono stati costretti a sospendere l’attività per 45 gg nel 2020 e 23 gg nel 2021, con un grave rischio per la sicurezza delle navi e degli equipaggi costretti a navigare nell’oceano indiano privi della scorta armata. A questo aspetto di carattere sociale occorre altresì aggiungere le perdite economiche per le aziende di sicurezza, già gravemente provate dal periodo pandemico.

Memori quindi della storia passata, penso che si deve essere ampiamente soddisfatti del lavoro svolto dalle associazioni di categoria, che hanno avuto il merito di sostenere in anticipo l’approvazione della proroga, come non si può che ringraziare sentitamente il “politico di turno”, come ingenerosamente definito nell’articolo.

Mi chiedo a proposito, e rivolgo la stessa domanda a Bastiancontrario, quale sarebbe stato lo scenario di riferimento senza queste associazioni e senza la sensibilità dei politici che hanno sostenuto l’iniziativa, dimostrando così sensibilità nei confronti del nostro settore che troppo spesso resta inascoltato?

Ben vengano allora tutte le argomentazioni e le sollecitazioni atte a cercare di superare questo impasse, che peraltro non è il solo a creare difficoltà di cui volentieri si farebbe a meno, ma evitiamo nel contempo di sollevare critiche immotivate a chi non si limita a scrivere ma nei fatti agisce. Uniamoci quindi alla soddisfazione di coloro che riescono “a portare a casa” risultati concreti perché la loro soddisfazione è anche quella di tutti gli operatori del comparto coinvolti.

Con viva cordialità

Vincenzo Pergolizzi
Delegato Assiv Antipirateria Marittima

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Il numero di marzo di Poliziamoderna

In un approfondimento del numero di marzo di Poliziamoderna, conoscerete le moderne tecnologie di riconoscimento facciale utilizzate dalla Polizia scientifica e i limiti normativi entro i quali possono essere utilizzate. La tecnologia utilizzata è basata sugli stessi algoritmi di intelligenza artificiale che recentemente hanno permesso di risolvere il caso delle violenze sessuali di gruppo avvenute a Milano, lo scorso Capodanno. All’interno della Rivista potrete saperne di più anche sulle bodycam: le videocamere portatili in dotazione al Reparto mobile entrate in uso dallo scorso 12 gennaio. Dopo una prima fase sperimentale questi dispositivi sono diventati parte dell’equipaggiamento per i servizi di ordine pubblico integrando le videocamere di sorveglianza già presenti nelle città. Il nuovo equipaggiamento permetterà di ottenere un’inedita visione frontale che potrà essere utilizzata come prova in presenza di un reato. C’è da ricordare però, che l’utilizzo dei filmati è soggetto a delle stringenti restrizioni sui dati sensibili indicate dal Garante per la privacy.   In questo numero di marzo conoscerete, inoltre, il lavoro degli “Angeli del Presidente”: Poliziamoderna è entrata nel Palazzo del Quirinale per raccontare, attraverso le parole di chi è deputato a coordinarli, l’attività degli uomini che scortano il capo dello Stato in ogni suo spostamento e quella della sovraintendenza dei servizi di sicurezza della Presidenza della Repubblica e l’Ufficio presidenziale della Polizia di Stato. leggi tutto

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Torino: rapina ad anziana con spray al peperoncino, arrestato

La Squadra volante di Torino ha intercettato ed arrestato per rapina aggravata un uomo datosi alla fuga dopo aver rapinato una signora di 76 anni. Il criminale ha avvicinato la signora che stava rincasando, le ha spruzzato sul volto dello spray al peperoncino e le ha intimato di consegnargli la borsa altrimenti l’avrebbe uccisa. Ne è scaturita una colluttazione in cui l’aggressore ha strappato la borsetta alla donna facendola cadere rovinosamente. Per fortuna un passante che ha assistito alla scena le ha prestato le prime cure ed ha contattato il numero di emergenza, fornendo la direzione di fuga del rapinatore. Le ricerche si sono concluse in maniera positiva perché gli agenti hanno intercettato e fermato il fuggitivo poco dopo. La perquisizione personale ha permesso il rinvenimento dello spray al peperoncino, di un coltello a serramanico e della refurtiva che è stata poi restituita alla vittima. leggi tutto

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