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Vigilanza Privata e salario minimo: chiarimenti cercasi

Il salario minimo proposto dal M5S sarebbe di 9 euro l’ora al lordo delle tasse, ma il calcolo non sembra affatto pacifico. Le tante precisazioni a questo nostro articolo la dicono lunga sulla confusione mediatica, ma anche delle stesse commissioni parlamentari, sulla base di calcolo: si deve partire dalla paga oraria media mensile o da quella annua (che include ferie, tredicesima ecc)? Non è una differenza da poco: se si considera come base il salario orario mensile, quasi tutti i contratti infatti risultano sotto soglia (la vigilanza privata sta tragicamente sui 6,20 euro), ma se si parte dal salario medio su base annua, gran parte dei CCNL superano i 9 euro (la vigilanza privata dove si attesta? Giro la domanda ai sindacati). Il rischio, comunque, anche per le “fortunate” categorie che superano i 9 euro su base annua, è che le imprese possano poi scegliere di applicare delle tariffe (assolutamente legali) più basse dei minimi previsti dai rispettivi CCNL! Insomma: è bene chiarire e subito.

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Vigilanza Privata: fondi per la formazione professionale

Quante imprese della vigilanza privata sanno di poter accedere a fondi per finanziare piani formativi aziendali, territoriali, settoriali ed individuali, personalizzando i percorsi in base ai fabbisogni individuati? Pochi, a giudicare dalle realtà che ad oggi godono delle opportunità offerte da Fondo For.Te.
Riprendiamo dal sito UNIV, per gentile concessione, estratti dell’intervista a Elenora Pisicchio, Direttore del Fondo For.te.

Identikit di Fondo For.Te.: cos’è, a chi si rivolge, come funziona, quali obiettivi si pone, che vantaggi porta.

For.Te. (Fondo Paritetico Interprofessionale nazionale per la formazione continua del Terziario) è un’associazione costituita dalle rappresentanze sindacali delle imprese e dei dipendenti che opera per la qualificazione professionale, lo sviluppo occupazionale e la competitività imprenditoriale. La sua missione è promuovere e finanziare piani formativi aziendali, territoriali, settoriali ed individuali. Ci distinguiamo soprattutto per l’assistenza personalizzata orientata alla soluzione dei problemi in fase di presentazione e di realizzazione dei piani formativi, per l’orientamento al miglioramento continuo e alla semplificazione, per l’osservanza delle regole, per la velocità nella valutazione delle richieste di finanziamento, per le procedure semplificate per i conti individuali aziendali e di gruppo, per l’erogazione tempestiva dei finanziamenti e per la possibilità di richiedere anticipazioni sul finanziamento accordato fino al 100% dell’importo.

Che tipo di finanziamenti offre il fondo For.Te per la formazione nella vigilanza privata?

For.Te. dà la possibilità alle aziende di definire i percorsi formativi sulla base dei fabbisogni aziendali, come fosse un abito su misura. Le aziende che hanno usufruito delle opportunità offerte dal Fondo, oltre alla comune attività di aggiornamento delle GPG, hanno scelto percorsi formativi su tematiche normative, tecniche (es. azioni di prevenzione e contrasto al crimine), privacy, sicurezza sul lavoro, trasporto valori, vigilanza aeroportuale, antiterrorismo.

Quanto è attivo il comparto della sicurezza privata nel presentare proposte e quanti progetti, in media, vengono ritenuti finanziabili?

La finanziabilità dei piani, nel caso si tratti degli avvisi emanati dal Fondo, dipende dalla qualità del progetto. Il settore non è in verità molto presente, ad eccezione del Conto Individuale Aziendale, al quale accedono le imprese di medie e grandi dimensioni. Sugli avvisi, al di là di qualche sperimentazione andata a buon fine promossa da Federsicurezza, sono ancora poche le aziende che hanno colto il vantaggio offerto dai Piani Territoriali/Settoriali, che consentirebbero di non avere carichi burocratici, ma di offrire ai dipendenti la formazione, anche di tipo obbligatorio.

Quanto rileva, a suo avviso, la formazione professionale, in termini di sviluppo occupazionale e crescita della competitività nel settore sicurezza?

Nel settore sicurezza l’aggiornamento e la qualificazione assumono un rilievo ancora più importante, in ordine alle normative che disciplinano le caratteristiche minime del progetto organizzativo e dei requisiti minimi di qualità degli istituti e dei servizi, nonché dei requisiti professionali e di capacità tecnica che comprendono l’aggiornamento professionale periodico delle Guardie Giurate. Credo sia proprio sul terreno della trasformazione organizzativa, professionale, della qualità dei servizi, dell’investimento nella formazione degli addetti, che si gioca la partita competitiva.

Come si aderisce al fondo For.Te?

Aderire è semplice e gratuito. Trattandosi di obbligo di Legge, tutte le aziende con almeno un dipendente versano mensilmente, attraverso l’UNIEMENS, lo 0,30%. leggi tutto

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Viaggiare in sicurezza con i nostri animali da compagnia

Viaggiare in sicurezza con i nostri animali da compagnia è possibile rispettando alcune norme e i consigli previsti dalla Campagna educativa dell’Ordine medici veterinari di Roma a cui ha aderito anche la Polizia di Stato. Nell’ambito della collaborazione è stato stilato un vademecum per affrontare gli spostamenti con i nostri amici a quattro zampe in serenità. Non solo suggerimenti utili, come la dovuta attenzione alle norme di trasporto di cani e gatti negli appositi supporti previsti a norma di legge, ma anche regole da osservare in caso di incidenti o avvistamenti di animali sulle strade. Testimonial della campagna Cinzia Leone, Enzo Salvi, insieme ai loro amatissimi cani e Lillo, Pasquale Petrolo del duo comico “Lillo e Greg”, amante dei gatti. Per il benessere in viaggio dei nostri animali ricordiamo di: fare soste, munirsi di una ciotola d’acqua fresca, mettersi in viaggio, quando possibile, in orari meno caldi, predisporre gli appositi documenti in caso di viaggi all’estero e valutare i disturbi legati al mal d’auto con il proprio medico veterinario. In caso di avvistamento di un animale su strada chiamare i numeri di emergenza e avvisare le Forze dell’ordine, evitare di fermarsi e scendere dall’auto nel tentativo di bloccare l’animale perchè si rischia di essere coinvolti in un incidente. Si ricorda che anche quest’anno la Polizia di Stato con la campagna nazionale #lamiciziaèunacosaseria è in prima linea contro l’abbandono degli amici a quattro zampe durante il periodo estivo. Olivia Petillo leggi tutto

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Palermo ricorda Antonino Cassarà e Roberto Antiochia

Questa mattina a Palermo, in occasione del 34° Anniversario dell’uccisione del Vice Questore della Polizia di Stato Antonino Cassarà e dell’Agente Roberto Antiochia, assassinati per mano mafiosa, è stata scoperta una stele marmorea dedicata alla loro memoria, rivolta verso il luogo dell’eccidio. Alla scopertura è seguita la deposizione di una corona di alloro a nome del Capo della Polizia, Franco Gabrielli. Subito dopo è stata celebrata una Messa in suffragio delle vittime, presso la Cappella di Maria Santissima della Soledad. I due uomini vennero uccisi il 6 agosto 1985, presso l’abitazione di Cassarà in via Croce Rossa a Palermo: un gruppo di nove uomini armati di kalashnikov appostati nei piani del palazzo di fronte a quello dove viveva il Vice Questore, cominciarono a sparare sull’Alfetta di scorta, colpendo mortalmente i due poliziotti. A segnare il destino del giovane Antiochia fu l’omicidio avvenuto pochi giorni prima del dirigente della Squadra “catturandi” di Palermo, Giuseppe Montana con cui Roberto aveva lavorato dal 1983 al 1985 in delicate indagini sull’associazione mafiosa Cosa Nostra. L’agente da pochi giorni era stato assegnato a Roma ed era tornato nel capoluogo siciliano per partecipare ai funerali di Montana. Arrivato in città, però, decise di restare per l’atmosfera terribile che si respirava in Questura. Tutti i poliziotti si sentivano nel mirino delle cosche e Roberto scelse di rimanere a Palermo per il forte legame di amicizia e il senso del dovere nei confronti dei suoi amici e colleghi; anche se ufficialmente in ferie, infatti, lavorava alle indagini sulla morte del suo ex capo e faceva la scorta a coloro che erano più minacciati: tra questi il vice capo della Mobile Antonino Cassarà. Antonino Cassarà a Palermo rivestì dal 3 maggio 1980, l’incarico di Vice Dirigente della Squadra Mobile dove svolse delicate indagini sulle cosche mafiose, prendendo parte a numerose operazioni di Polizia Giudiziaria ed assicurando alla giustizia alcuni tra i più pericolosi esponenti di Cosa Nostra. Fu uno stretto collaboratore del giudice Giovanni Falcone e del cosiddetto “pool antimafia” della Procura di Palermo. Le sue indagini contribuirono infatti all’istruzione del primo “maxiprocesso” alle cosche mafiose. Entrambi sono stati insigniti della “medaglia d’oro al valor civile alla memoria. Olivia Petillo leggi tutto

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Milano inaugurati gli uffici della Polizia ferroviaria a Rogoredo

Si è svolta questa mattina, nell’ambito della presentazione del nuovo hub ferroviario di Milano Rogoredo la cerimonia di inaugurazione dei nuovi uffici della Polizia ferroviaria. La cerimonia si è svolta alla presenza del ministro dell’Interno Matteo Salvini, del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli e del Capo della Polizia Franco Gabrielli. All’evento ha presenziato anche il questore di Milano, Sergio Bracco. Il posto della Polizia ferroviaria di Rogoredo è aperto ogni giorno con orario continuato e da quando è attivo, giugno 2019 fino alla fine del mese di luglio, i 19 poliziotti che vi fanno parte, hanno effettuato 341 servizi di vigilanza in stazione, 16 servizi di controllo straordinario, elevando 98 sanzioni amministrative, identificando 1.382 persone, rintracciando 306 stranieri in posizione irregolare; inoltre gli agenti hanno arrestato cinque persone e denunciate 93. In Lombardia i risultati dal 1° gennaio al 29 luglio 2019 sono stati: 110.149 identificati, 194 arrestati e 1.517 indagati. 17.380 servizi di controllo nelle stazioni e 17.866 treni scortati. 2.764 pattuglie lungo linea, 7.502 scorte a bordo treno e 1.353 servizi antiborseggio. In particolare a Milano: 71.817 identificati, 88 arrestati e 1.052 indagati. 10.312 stazioni presenziate e 2.621 treni scortati. 2.269 pattuglie lungo linea, 2.621 scorte a bordo treno e 195 servizi antiborseggio. leggi tutto

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Truffe anziani: quattro arresti nel messinese

Sono quattro le persone arrestate dagli agenti del commissariato di Patti (Messina), in collaborazione con quelli del commissariato Vasto-Arenaccia (Napoli) per aver truffato alcuni anziani in varie zone del messinese. I poliziotti hanno calcolato che il totale delle truffe ammonta a circa 15 mila euro. La tecnica era quella del “finto incidente” accorso ad un familiare. La vittima riceveva una telefonata da parte di un uomo che si presentava come avvocato informandola che il proprio figlio, rimasto coinvolto in un incidente stradale, era in caserma poichè l’autovettura con cui aveva causato l’incidente era senza assicurazione e lo stesso era impossibilitato a pagare la multa. A quel punto l’interlocutore si offriva di fare da intermediario con le forze dell’ordine per una somma intorno ai 700 euro. La vittima doveva preparare la somma che il finto avvocato sarebbe passato a ritirare a breve (come si vede nel video). I quattro arrestati di questa mattina sono responsabili di associazione a delinquere finalizzata alla commissione truffe in danno di anziani avvenute nel luglio scorso a Patti, Villafranca, Milazzo e Messina. Ricordiamo che i truffatori, persone senza scrupoli e molto abili ad inscenare raggiri, si possono contrastare mettendo in guardia le persone più vulnerabili a non fidarsi degli sconosciuti e, nel dubbio, di contattare le forze di Polizia. La Polizia di Stato ha realizzato diverse campagne ed iniziative rivolte alle persone anziane e ai loro parenti, sulle varie tipologie di truffe utilizzate dai malviventi. leggi tutto

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Operazione “Periferie Sicure”: i risultati dei controlli

Continua anche per l´anno 2019 l´operazione “Periferie Sicure” avviata dal Dipartimento della pubblica sicurezza con l´obbiettivo di rafforzare il contrasto all´illegalità diffusa soprattutto nelle aree periferiche delle città, spesso caratterizzate da fenomeni d’irregolarità e degrado. L’iniziativa, a cui partecipano tutte le forze di polizia, prevede giornate dedicate al controllo del territorio e di contrasto al fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti nelle aree di maggior degrado; inoltre saranno messi in atto interventi di natura amministrativa e verifiche di esercizi commerciali e locali di intrattenimento, concentrando l’attenzione nelle aree della c.d. “movida”. L´attuale fase dell´operazione ha interessato i territori di Matera, Messina, Pordenone, Prato, Rimini e Savona con l’impegnato di oltre 2000 unità della Polizia di Stato, dell´Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e delle Polizie locali. I controlli hanno riguardato 8.241 autovetture e 203 esercizi commerciali, l´identificazione di 5.788 persone, delle quali 54 sono state arrestate, 132 denunciate in stato di libertà e per 14 sono state applicate misure di prevenzione; sono state invece 39 i provvedimenti in materia di immigrazione. Sequestrate anche 12 chili di stupefacenti. leggi tutto

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Reggio Calabria: catturato il capo della n’drina di Rizziconi, latitante dal 2015

Preso questa mattina Domenico Crea capo della n’drina di Rizziconi, latitante dal 2015 ed inserito nell’elenco del ministero dell’interno dei latitanti più pericolosi. L’operazione è stata portata a termine all’alba dagli uomini della Squadra mobile di Reggio Calabria, supportati da personale del Servizio Centrale Operativo e della Squadra mobile di Vibo Valentia. Il latitante che è stato arrestato a Santa Domenica di Ricati (Vibo Valentia), era a capo della consorteria mafiosa di Rizziconi e zone limitrofe, collegata ed imparentata con la potente famiglia Alvaro di Sinopoli. Il boss era ricercato perché condannato con sentenza di primo grado a 15 anni di carcere per i reati di associazione mafiosa ed estorsione; ad aprile di quest’anno è stato condannato in via definitiva anche per altri reati a 21 anni di reclusione. Ieri sera gli investigatori, a seguito di servizi di osservazione supportati da strumentazione tecnologica altamente sofisticata, hanno avuto la certezza della presenza del latitante all’interno di una villetta in Santa Domenica che ha fatto scattare il blitz di questa mattina. L’arrestato era in compagnia della moglie e delle due figlie minori ed è stato trovato in possesso di 5.000 euro in contanti. I poliziotti stanno valutando anche la posizione di due coniugi proprietari dell’immobile messo a disposizione della famiglia del latitante. leggi tutto

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Donazioni di sangue: le date di agosto

Realizza un desiderio, vieni a donare. L’Associazione donatori e volontari personale della Polizia di Stato prosegue la sua attività di raccolta sangue anche per il mese di agosto. L’invito alla donazione è rivolto a tutti i cittadini in buona salute e di età compresa tra i 18 e i 65 anni. Si ricorda che per donare il sangue è necessario avere un peso corporeo non inferiore ai 50 chili. È essenziale recarsi al prelievo a digiuno con l’eccezione di poter bere un caffè, un tè o un succo di frutta. Non è consentito ingerire latte e derivati. (Requisiti) Consultate la locandina nazionale per conoscere le date e le città dove è possibile donare. leggi tutto

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Roma: fermata organizzazione che importava cocaina dall’Olanda

Importavano tonnellate di cocaina dall’Olanda a Roma. Con l’operazione “Aquila Nera” la Polizia di Stato ha fermato un’organizzazione criminale composta per lo più di albanesi che rifornivano i quartieri della Capitale. A finire agli arresti sono stati in sette mentre altri due al momento sono irreperibili e tutti devono rispondere a vario titolo di associazione armata finalizzata al traffico transnazionale di sostanze stupefacenti, detenzione e porto di armi alterate e ricettazione. Al vertice dell’organizzazione c’era un albanese che decideva e organizzava le singole importazioni di stupefacente, tenendo sempre lui i rapporti tra i fornitori della droga all’estero e i corrieri incaricati del trasporto. Lo stupefacente veniva ritirato perlopiù in Olanda e fatto entrare in Italia con autovetture modificate in modo da potervi occultare sia la droga che le armi. L’organizzazione disponeva in Spagna di un efficientissimo parco macchine modificate con vani ad aperture sofisticate, sia magnetici che meccanici; a Madrid un’officina che si faceva pagare dai 10 ai 20 mila euro per macchina, era in grado di realizzare i doppifondi delle dimensioni precise dei panetti di droga da trasportare. Le 21 auto sequestrate nell’operazione, erano di varie tipologie a seconda del materiale che dovevano trasportare: per viaggi lunghi e per carichi dai 15 ai 50 chili di cocaina venivano usati furgoni e Suv, mentre per i trasporti di quantitativi di droga fino a 5chili e di armi e denaro venivano utilizzate l’Alfa Romeo Giulietta, la Nissan Juke o la Lancia Delta. I panetti di cocaina invece erano confezionati con un’ulteriore copertura di caffè o pepe e ricoperti da nastro isolante per renderli non individuabile dai cani antidroga. Sul panetto era poi impresso un simbolo o una scritta che era indicativa della qualità dello stupefacente. La droga una volta giunta a Roma nei quartieri di smistamento di Tor Bella Monaca e San Basilio, veniva venduta al prezzo che variava tra i 28 e i 35 mila euro al chilo a seconda del quantitativo acquistato e delle modalità di pagamento (immediato – una settimana – 15 giorni – un mese). Sono stati 17 gli arresti complessivi effettuati nel corso delle indagini con il sequestro di quasi 200 chili di cocaina, pistole ed un fucile d’assalto. leggi tutto

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