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Riconoscimento e classificazione degli esplosivi

Sono state pubblicate le “Linee guida per l’applicazione delle vigenti normative in materia di riconoscimento e classificazione degli esplosivi”. leggi tutto

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Trieste: presi gli autori del furto di medicinali oncologici

Arrestate quattro persone per il furto di farmaci oncologici, del valore di circa 400mila euro, avvenuto a febbraio 2019 all’ospedale Maggiore di Trieste. All’operazione, che ha portato alla cattura dei ladri nell’area napoletana, hanno partecipato sia la Polizia che i Carabinieri di Trieste e Napoli. Dalle indagini è emerso che gli arrestati prima di fare il colpo avevano effettuato ripetuti sopralluoghi nei pressi della struttura ospedaliera e, una volta certi di poter colpire in sicurezza, hanno approfittato dell’oscurità e dell’assenza di personale sanitario per accedere all’interno dell’ospedale. I quattro, travisati da passamontagna ed indossando guanti, hanno forzato porte e finestre fino a raggiungere il magazzino della farmacia dove, dagli armadi refrigerati, si sono impossessati di medicinali ad altissimo costo destinati a pazienti affetti da patologie tumorali. Gli accertamenti sui transiti autostradali e l’acquisizione dei filmati di videosorveglianza hanno permesso di risalire ad un’autovettura intestata ad una società di noleggio. Il veicolo, proveniente da Napoli, aveva raggiunto Trieste anche nei giorni precedenti al furto. Parallelamente è stata svolta anche un’accurata analisi dei tabulati telefonici che ha permesso di individuare le utenze utilizzate per commettere il furto il 12 febbraio. L’attività investigativa ha fatto scoprire anche un gruppo di cittadini egiziani che in Lombardia si occupava della ricettazione dei farmaci al di fuori dai confini nazionali (Egitto, Francia e Turchia). Nell’ambito del procedimento penale risultano indagate altre persone che hanno avuto diversi ruoli sia in seno al furto che nella ricettazione dei medicinali. leggi tutto

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Vicenza: contrasto allo spaccio di droga, 27 indagati

Operazione antidroga a Vicenza con 27 indagati. 23 sono finiti in carcere mentre per quattro è stato disposto il divieto di dimora nel comune. L’indagine della Squadra mobile e del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato, con il coordinamento della locale Procura della Repubblica e il supporto del Servizio Polizia scientifica e della Direzione centrale per i Servizi antidroga, ha permesso di liberare i parchi pubblici di Vicenza Campo Marzo e Parco Fornaci dallo smercio di droga. L’attività investigativa, iniziata a gennaio e terminata questa mattina, è stata svolta in modo da dimostrare che lo spaccio di droga nelle due aree verdi vicentine era ben strutturato. I pusher arrestati erano sempre in grado di rifornire un vasto numero di “clienti”, alcuni dei quali minorenni e spesso provenienti anche dalle province limitrofe, di differenti tipi di sostanze stupefacenti, quali eroina, cocaina e marijuana, a prezzi assolutamente competitivi. Per documentare la cessione delle dosi, gli investigatori, oltre ai tradizionali e ordinari metodi d’indagine, hanno fatto ricorso all’impiego di agenti sotto copertura che hanno permesso di ricostruire anche la vasta rete di spaccio che avveniva all’interno dei due parchi e in prossimità della stazione ferroviaria. In questo modo il contrasto al fenomeno criminale è stato realmente più efficace rispetto ai numerosi e ripetuti interventi effettuati delle Forze di Polizia in queste aree verdi che, nella maggior parte delle occasioni, comportavano il sequestro di modiche quantità di sostanze stupefacenti, con conseguente qualificazione giuridica del fatto di reato come ipotesi di lieve entità. leggi tutto

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Palermo: il ricordo del commissario Montana a 35 anni dall’uccisione

Questa mattina a Palermo è stata ricordata la figura del giovane commissario della Polizia di Stato Giuseppe Montana ucciso 35 anni fa in un agguato mafioso a Porticello (Palermo). Alle 10.00, alla presenza di familiari, colleghi e amici, si è svolta una cerimonia di commemorazione in piazza “Beppe Montana”, a pochi metri dal luogo dell’attentato. Il prefetto di Palermo Giuseppe Forlani e il questore Renato Cortese hanno deposto una corona di alloro sulla stele in marmo dedicata al ricordo dell’estremo sacrificio del funzionario. Il 28 luglio del 1985, il poliziotto che “catturava” i latitanti fu colto da “Cosa Nostra” in uno dei rari momenti che egli dedicava allo svago e a sé stesso: una domenica pomeriggio, di ritorno da una gita in barca con amici e parenti, sul molo di Ponticello, a 15 chilometri da Palermo, Giuseppe, “Beppe” per tutti, fu freddato dai proiettili di due pistole, una calibro 38 e una calibro 357 sparati alla schiena. Il commissario venne ucciso per i risultati che aveva conseguito e per l’insidia che rappresentava per le cosche; solo tre giorni prima la sua squadra aveva arrestato otto affiliati al clan Greco. Lo Stato ha onorato il suo estremo sacrificio conferendogli, il 26 settembre 1986, la Medaglia d’Oro al Merito Civile, con la seguente motivazione: “Sprezzante dei pericoli cui si esponeva nell’operare contro la feroce organizzazione mafiosa, svolgeva in prima persona e con spirito d’iniziativa non comune, un intenso e complesso lavoro investigativo che portava all’identificazione e all’arresto di numerosi fuorilegge. Sorpreso in un agguato, veniva mortalmente colpito da due assassini, decedendo all’istante. Testimonianza di attaccamento al dovere spinto fino all’estremo sacrificio della vita. Palermo, 28 luglio 1985.” leggi tutto

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Anche il Covid insegna: la lezione dell’Istituto di Vigilanza Metronotte Piacenza

Pandemia. Una parola che fino a febbraio 2020 era legata a film apocalittici e che oggi rappresenta invece un rischio che, soprattutto chi si occupa di sicurezza, non può più ignorare. Ma che ruolo dovrà svolgere la vigilanza privata in uno scenario post-Covid? Che servizi, anche di transizione, dovrà proporre per accompagnare il mondo a convivere con questa nuova minaccia? Che tipo di flessibilità e reattività occorrerà mettere in campo, anche sul piano dell’organizzazione del lavoro, per rispondere ad un mondo che è cambiato radicalmente e che presenta nuove esigenze, peraltro in costante divenire? Ne abbiamo parlato con Giampaolo Zilocchi, che la pandemia la conosce sin dal giorno zero, essendo titolare di licenza di Metronotte Piacenza, unico Istituto attivo nel tristemente noto epicentro di Codogno.

Che bilancio potete fare ad oggi della vostra esperienza con il Covid, da un’area colpita come il Piacentino?

La nostra area di operatività comprende tutta la provincia di Piacenza, ma si estende fino al basso lodigiano, che include il noto epicentro di Codogno. Abbiamo quindi vissuto l’emergenza sin dalle sue fasi embrionali.
Quando Codogno è stato circoscritto a zona rossa, ci siamo subito interfacciati con la Prefettura di Lodi, che con estrema velocità ci ha fornito le prime (ed allora sperimentali) indicazioni operative – le stesse che poi sono state portate avanti per tutti i mesi della pandemia.

Siete quindi stati testimoni diretti di quel drammatico “giorno zero” per l’Italia…

Sì: eravamo l’unico istituto di Vigilanza Privata a lavorare perché Codogno era sigillata. In seguito il lockdown si è esteso al piacentino, senza però la presenza dell’esercito ai confini, poi tutta Italia è diventata zona arancione. Il resto è storia. In quel giorno zero (in cui non c’era alcuna chiarezza sui DPI) ci siamo attivati per reperire tutti i dispositivi possibili per tutelare il personale e dare continuità ai servizi: mascherine, tute, visiere, termometri, guanti. Siamo riusciti a tamponare con uno stock iniziale abbastanza importante. Di quei giorni convulsi ho impresso il coraggio e lo spirito di abnegazione di tutti i nostri collaboratori, nonostante la confusione, le notizie contrastanti e la paura. Li ringrazio uno ad uno per quanto hanno fatto a servizio della collettività.

Che servizi svolgevate in un’area sigillata, con le attività produttive ferme e nessun contatto esterno?

Le aziende di Codogno, dove vigeva il divieto di spostamento, ci chiedevano di spegnere luci e impianti di riscaldamento, di verificare che fossero innescati i sistemi d’allarme, di recapitare a casa PC o altri strumenti per lavorare in smartworking. Tenga presente che Codogno è stata chiusa da un momento all’altro, mancava tutto, il tempo si era cristallizzato senza alcun preavviso. Poi da ben prima del Covid-19 eroghiamo un servizio gratuito di recapito medicinali con carattere di urgenza, che in condizioni di normalità sono i farmaci salvavita, come – tra gli altri – l’ossigeno. Durante la pandemia l’ossigeno è diventato ovviamente il focus dei nostri trasporti, ma era al contempo sinonimo leggi tutto

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Operazione “Last supporters”: 16 misure cautelari nei confronti di tifosi

Sono 16 le misure cautelari, quattro di arresti domiciliari e nove di obbligo di dimora, eseguite dagli agenti della Squadra mobile e della Digos di Potenza per l’indagine ”Last supporters”. L’operazione di stamattina chiude il cerchio sull’aggressione ai tifosi del Melfi da parte di quelli del Rionero avvenuti lo scorso 19 gennaio e nei quali perse la vita un tifoso rionerese. In quell’occasione vennero arrestate 26 persone nell’immediatezza dei fatti. Successivamente, attraverso l’acquisizione di campioni biologici, prove digitali, intercettazioni telefoniche e monitoraggio della zona dove erano avvenuti i fatti, i poliziotti sono riusciti a risalire agli indagati odierni. I tifosi del Rionero avevano premeditato l’aggressione ai tifosi del Melfi, e le intenzioni erano quelle di un’imboscata aspettando i tifosi avversari alla stazione di Vaglio, a dieci chilometri da Potenza, dove i supporters del Melfi sarebbero passati necessariamente. In una delle chat di gruppo analizzate, i poliziotti hanno trovato espressioni del tipo “andiamo a fare Nassirya” come chiaro segno di premeditazione di un’azione organizzata. Donatella Fioroni leggi tutto

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Varese: fermato traffico di cocaina

Avevano creato, all’interno di un magazzino utilizzato per il deposito di materiale aeronautico, un laboratorio per la raffinazione la preparazione e lo stoccaggio di sostanza stupefacente. Questo è quanto hanno scoperto gli investigatori della questura di Varese che hanno arrestato un italiano ed un albanese che, tra pezzi e parti di ricambio di aerei, nascondevano bilancini di precisione, fornelli, presse ed altro materiale per la preparazione di panetti di droga. Gli agenti del Commissariato Gallarate hanno sequestrato, all’interno del magazzino sito a Vergiate, poco distante da Varese, anche 2 chili e trecento grammi di cocaina, 230 grammi di marjuana ed anche una pistola calibro 7,65 con le munizioni, risultata rubata cinque anni fa. Un altro sequestro di cocaina è avvenuto durante un controllo di routine da parte della volante del commissariato di Gallarate che, a bordo di un camion, ha trovato e sequestrato ben 9 chili di cocaina arrestando l’autista del mezzo. leggi tutto

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Banda musicale della Polizia: un concerto in omaggio al maestro Morricone

La Banda musicale della Polizia di Stato questa sera è di scena al Castello di Santa Severa, località del litorale laziale, con un concerto dedicato ad un grande amico della Polizia, il maestro Ennio Morricone. È il terzo anno consecutivo che i musicisti della Polizia partecipano agli eventi estivi organizzati a Santa Severa e, rispetto alle precedenti edizioni in cui si è esibita la Fanfara, quest’anno sono gli orchestrali della Banda a trasmettere emozioni e messaggi di legalità attraverso la musica. Il concerto, in occasione della XIV edizione del “Caffeina Festival”, sarà diretto dal vice direttore maestro Roberto Granata; parteciperanno il sassofonista Stefano Di Battista e la cantante Nicky Nicolai. Il programma musicale prevede l’esecuzione di brani di John Williams, Joseph kosma e Jacques Prevert, Nino Rota per terminare con i successi del maestro Morricone. Il concerto si chiuderà con l’esecuzione dell’Inno d’Italia. La partecipazione all’evento, presentato dalla giornalista Ertilia Giordano, è libera fino all’esaurimento dei posti disponibili. leggi tutto

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Polizia ferroviaria: i numeri della settimana

Il bilancio settimanale dell’operazione “Stazioni sicure” condotta dalla Polizia ferroviaria è di 20 arrestati, di cui 10 latitanti, 189 indagati e oltre 55mila identificati. Nel corso dei controlli sono stati inoltre sequestrati circa 3 chili di sostanza stupefacente. Più di 4mila le pattuglie, 281 delle quali destinate ai servizi antiborseggio, impegnate in stazione e 281 a bordo treno, per un totale di 632 treni scortati. In questo arco di tempo sono stati rintracciati 94 stranieri irregolari mentre 20 minori non accompagnati sono stati restituiti alle famiglie o accompagnati in comunità. In particolare, gli agenti della Polizia ferroviaria di Torino Porta Nuova hanno arrestato un 40enne responsabile di furto aggravato presso un esercizio commerciale della stazione. La Polizia ferroviaria di Milano ha arrestato un uomo per possesso di sostanza stupefacente finalizzata allo spaccio. L’uomo alla vista degli agenti ha tentato di nascondersi. Nel suo trolley sono state rinvenute varie confezioni contenenti marijuana, hashish e cocaina. Sanzioni per oltre 5mila euro a carico di 30 uomini sorpresi a depositare sacchi di rifiuti di ogni genere nei pressi dello scalo ferroviario di Cagliari. Tra le storie “a lieto fine” gli agenti della Ferroviaria di Roma Tiburtina hanno salvato un anziano signore di 92 anni che, inciampando, era finito in una buca in cui è installato il deviatoio degli scambi tra i binari. I poliziotti udendo la richiesta d’aiuto dalla voce molto flebile dell’anziano lo hanno trovato incastrato nella buca e lo hanno subito estratto di peso e messo in sicurezza. L’anziano era per sbaglio sceso dal treno alla fermata di Roma Tiburtina, mentre il figlio lo attendeva a Termini. I poliziotti lo hanno accudito e hanno informato il figlio che ha immediatamente raggiunto il padre. leggi tutto

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Estate 2020: i consigli per chi si mette in viaggio

Con la graduale ripresa, molti italiani si preparano a partire per trascorrere le vacanze estive. Saranno tanti che si sposteranno per raggiungere le mete di villeggiatura lungo le coste e verso le zone alpine e prealpine, specialmente nei fine settimana. L’impegno di Viabilità Italia è stato quello di organizzare, su tutta la nostra rete viaria e ferroviaria, interventi in casi di criticità oltre ad intensificare la presenza delle pattuglie nei punti e nei periodi nevralgici. Nel Piano dei servizi di Viabilità Italia sono riportate tutte le informazioni e le misure operative che saranno attuate. Sono state individuate e riportate in un calendario, le giornate in cui si prevede il maggior numero di persone in viaggio. Quest’anno sono contrassegnate con “bollino rosso” i fine settimana del 24 -26 luglio e del 31 luglio – 2 agosto prossimi. Gli spostamenti si preannunciano, invece, più intensi nel fine settimana del 7 – 9 agosto; per la mattina di sabato 8 agosto è previsto “bollino nero”. Bollino rosso anche per gli ultimi due fine settimana del mese, in cui si concentrerà il traffico di rientro. Sempre nel calendario sono riportati anche i divieti di circolazione per i mezzi superiori alle 7,5 tonnellate. Il Piano contiene, inoltre, le informazioni relative alle direttrici a rilevanza nazionale maggiormente interessate dal traffico turistico, gli itinerari alternativi alla viabilità autostradale, le misure di coordinamento delle attività di soccorso stradale e di assistenza alle persone, nonché le aree geografiche che saranno controllate dall’alto dai mezzi della Polizia di Stato e dell’Arma dei carabinieri. Raccoglie anche l’elenco dei cantieri inamovibili su autostrade e strade extraurbane principali, l’indicazione delle misure informative e di assistenza per gli utenti in viaggio e i servizi della Polizia ferroviaria. E proprio in relazione al prevedibile maggior afflusso di viaggiatori in ambito ferroviario, anche la Ferroviaria ha potenziato i servizi di vigilanza nelle stazioni ed ha incrementato la propria presenza a bordo dei treni per garantire la massima sicurezza negli spostamenti. leggi tutto

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