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La Polizia e la città di Padova ricordano l’assistente capo Filippo Mabea

La polizia e la città di Padova hanno ricordato l’assistente capo della Polizia di Stato Filippo Mabea, intitolando due sale al poliziotto scomparso il 13 febbraio 2017. Filippo era in servizio alla Polizia scientifica, e proprio la “Sala sopralluoghi” del Centro interregionale di Polizia scientifica, che si trova in piazzetta Palatucci, è stata a lui intitolata con una cerimonia che si è svolta ieri mattina. Erano presenti i familiari dell’agente scomparso, il prefetto Renato Franceschelli, il questore Paolo Fassari, il direttore del Servizio della Polizia scientifica Fausto Lamparelli e il direttore della Direzione centrale anticrimine della Polizia di Stato Vittorio Rizzi. Durante la manifestazione sono state ricordate le grandi capacità professionali del poliziotto, ma anche il suo impegno nel sociale che, in qualità di fondatore e referente dell’associazione “All for life”, lo ha reso protagonista nella formazione di migliaia di persone nella pratica della rianimazione cardiopolmonare e nell’impiego del defibrillatore. Al termine della cerimonia, le autorità e una rappresentanza di poliziotti della Scientifica hanno visitato l’Istituto di ricerca pediatrica (Irp) “Città della speranza”, per assistere all’intitolazione a Filippo Mabea della “Stanza cellule” del laboratorio di biologia dei tumori solidi. Un ulteriore riconoscimento del forte legame con l’Istituto dove Filippo aveva tenuto, dal 2015, con l’associazione “All for life”, corsi di blsd per le manovre salvavita e impiego del defibrillatore, donandone, inoltre, tre all’Istituto. Il presidente della Fondazione Irp, Stefano Galvanin, ha sottolineato come “Filippo rimarrà sempre nel cuore di Città della Speranza. Ha messo a disposizione la sua professionalità per insegnare a salvaguardare la vita di tutti e, grazie a lui, ora si è creata una relazione tra IRP e la Scientifica, entrambe sempre all’avanguardia per dare risposte concrete, il primo a bambini e famiglie, la seconda nell’ambito delle attività di polizia giudiziaria”. leggi tutto

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Rapimento con estorsione, 7 arresti “Take away” a Reggio Calabria

Sono sette le persone arrestate dagli investigatori della Squadra mobile di Reggio Calabria al termine dell’indagine denominata “Take away”. Gli indagati, tutti nati e residenti nella provincia reggina, sono accusati di sequestro di persona e tentata estorsione in concorso, aggravati dal metodo mafioso. L’attività investigativa ha fatto piena luce sugli eventi avvenuti a Reggio Calabria la notte tra il 30 e il 31 dicembre scorsi quando il compagno della titolare di una pizzeria fu sequestrato da alcuni individui. Grazie alle testimonianze, alle intercettazioni telefoniche e ambientali, nonché all’analisi dei tabulati delle utenze coinvolte dall’indagine e delle immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza della zona, gli specialisti della Mobile hanno ricostruito gli eventi di quella notte. L’uomo è stato sequestrato per costringere la sua compagna a pagare la somma di 500 euro, pretesa da uno dei sequestratori come “buonuscita”, non dovuta, per aver lavorato un mese nella sua pizzeria. Le parti avevano pattuito una somma di 800 euro, delle quali 750 erano già state riscosse; ma la pretesa del saldo da parte del rapitore si era, inspiegabilmente, decuplicata, arrivando a 500 euro. Il rapito non aveva con sé il portafogli, così i sequestratori lo hanno riportato sul luogo del rapimento per prenderlo ed effettuare il pagamento. Ma l’estorsione non è andata a buon fine perché davanti alla pizzeria c’erano i poliziotti della Squadra mobile e delle Volanti. Inizialmente l’uomo, intimorito dalle minacce dei rapitori, ha giustificato la sua assenza dicendo di essere andato, spontaneamente, a casa di alcuni suoi amici. Ma il risultato dell’indagine è stato diverso e, alla fine, anche la vittima ha collaborato, confermando le conclusioni degli investigatori. Sergio Foffo leggi tutto

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Appalti truccati vicino Siracusa, “muddica” per imprenditori e amministratori

Appalti truccati nel comune di Melilli (Siracusa) e affidamento di servizi e lavori, da parte degli uffici comunali, a imprenditori compiacenti. Per questo motivo sono state arrestate nove persone durante l’operazione di questa mattina denominata “Muddica” eseguita da parte dei poliziotti del commissariato di Priolo Gargallo nei confronti di amministratori, pubblici dipendenti ed imprenditori. Il nome dell’operazione deriva dalle espressioni dialettali “muddica” o “muddicuni” (ovvero mollica e mollicone) utilizzata dai principali indiziati per indicare il beneficio ottenuto. Gli indagati sono accusati di aver commesso molteplici reati contro la pubblica amministrazione, la fede pubblica ed il patrimonio, in merito a procedure di affidamento di lavori e servizi da parte di uffici pubblici. Agli arresti domiciliari il sindaco di Melilli e un ex assessore con l’accusa di associazione per delinquere. Divieto di dimora a Melilli e Francofonte per il primo cittadino di Francofonte. Due dipendenti del comune sono stati sospesi dal pubblico impiego mentre per i quattro imprenditori coinvolti è stata applicata la misura cautelare del divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriale. leggi tutto

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Bari: arrestati gli autori dell’omicidio di Michele Amedeo

Arrestati questa mattina il mandante e gli autori dell’omicidio di Michele Amedeo avvenuto a Bari il 25 aprile 2017. Si tratta di quattro persone che a vario titolo devono rispondere di concorso in omicidio doloso aggravato, detenzione e porto illegale di armi da fuoco, furto e ricettazione. Michele Amedeo, venne ucciso nel 2017 con quattro colpi di pistola, davanti la sede dell’Amiu di Bari, mentre stava iniziando il suo turno di lavoro. Le indagini da parte della Squadra mobile nelle quali sono stati ascoltati testimoni, visionati video di sorveglianza, esaminati tracciati telefonici e dati balistici e medico-legali, hanno consentito di escludere che l’omicidio avesse una matrice di criminalità organizzata inquadrandolo, piuttosto, in un contesto passionale. Infatti dalle indagini è emersa una relazione extraconiugale tra la vittima e una donna anch’essa arrestata, che si era conclusa in modo burrascoso per volontà dell’uomo, poco tempo prima del delitto. La donna, imprenditrice di Cassano delle Murge, non aveva mai accettato la fine del rapporto tanto da pianificare la propria vendetta con l’omicidio di Amedeo, il giorno prima della discussione della tesi di laurea della figlia dell’ex amante. Lei aveva ingaggiato un ex dipendente della propria azienda che da poco aveva scontato una lunga pena per tentato omicidio, commissionandogli il delitto per 5 mila euro. L’uomo per la missione criminale aveva coinvolto sia il genero della donna sia un suo amico, con cui aveva condiviso diverse vicende illegali; quest’ultimo gli aveva procurato il veicolo e l’arma utilizzata per il delitto. Durante le attività investigative, i poliziotti avevano già arrestato due degli indagati per possesso di armi e droga. leggi tutto

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Scherma paralimpica: Bebe Vio trionfa in Coppa del mondo

Bebe Vio torna a trionfare nella Coppa del mondo di scherma paralimpica; dopo l’argento di Kyoto la portacolori delle Fiamme oro si è ripresa il posto sul gradino più alto del podio della categoria B di fioretto. Nella finale della tappa di Sharja (Emirati Arabi Uniti) la campionessa cremisi ha incrociato le lame con la cinese Zhou Jingjing, superandola nettamente con un perentorio 15-5. Per arrivare a contendersi la medaglia d’oro Bebe ha prima superato brillantemente la fase a gironi con sei vittorie e nessuna sconfitta, poi ha eliminato, nell’ordine, la georgiana Irma Khetusiriani per 15-6, la thailandese Saysunee Jana col punteggio di 15-3, e in semifinale l’altra cinese Xiao Rong per 15-7. La rappresentante del Gruppo sportivo della Polizia di Stato continua quindi a dominare la categoria B del fioretto paralimpico mondiale: oltre ad essere campionessa olimpica, mondiale ed europea, Bebe ha infatti vinto anche la scorsa edizione della Coppa del mondo (per la quarta volta consecutiva), e si avvia a dominare pure l’edizione di quest’anno. leggi tutto

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Droga: 15 arresti tra Caltanissetta, Palermo e Agrigento

Un imponente traffico di droga tra Caltanissetta, Palermo e Agrigento è stato fermato stamattina dai poliziotti della Squadra mobile nissena che, in collaborazione con i colleghi di Palermo e Agrigento e con quelli del Reparto prevenzione crimine e delle Unità cinofile, hanno arrestato 15 persone, 14 sono finite in carcere e 1 agli arresti domiciliari. I destinatari dei provvedimenti sono accusati di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, in particolare hashish, marijuana e cocaina. L’indagine ha fatto luce su tutti i canali di rifornimento, sui singoli ruoli degli indagati e sull’entità dello smercio di stupefacenti. Il capo dell’organizzazione negli ultimi tempi si era trasferito a Porto Empedocle (Agrigento), dove si era perfettamente inserito nell’ambiente criminale del luogo tanto da usufruire di un appartamento della famiglia mafiosa locale dei “Messina”. Il criminale si era allontanato da Caltanissetta probabilmente perché si sentiva pressato dalle Forze dell’ordine, ma continuava, insieme alla moglie che lo aiutava nello smercio della droga, a mantenere i rapporti con Palermo, sua città natale, dove coordinava e gestiva le varie forniture di droga che venivano effettuate per le zone di Caltanissetta ed Agrigento. leggi tutto

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“Frammenti di storia” dove e quando vedere la mostra della Polizia scientifica

Le immagini dei momenti più drammatici e significativi della storia italiana, viste dall’occhio attento degli analisti della scena del crimine della Polizia di Stato, sono al centro della mostra fotografica itinerante “Frammenti di storia. L’Italia attraverso le impronte, le immagini e i sopralluoghi della Polizia scientifica”. L’omicidio di Giacomo Matteotti avvenuto nel 1924, il sequestro di Aldo Moro, il mostro di Firenze, le stragi di mafia e quelle dell’eversione nera, fino ad arrivare al conflitto a fuoco che ha portato alla morte del terrorista di Berlino, Anis Amri, sono solo alcuni degli eventi documentati dalle fotografie esclusive esposte nella mostra che sarà in giro per l’Italia fino al 30 settembre. Tra le dotazioni della Polizia scientifica, viene mostrato all’opera il Forensic Fullback, il veicolo destinato alle scene del crimine più complesse con dotazioni tecnologicamente avanzate, basate sulla rivoluzione digitale. L’iniziativa, inaugurata a Roma lo scorso aprile, è frutto del lavoro ultracentenario della Polizia scientifica, un’eccellenza del panorama mondiale, da sempre al servizio della sicurezza del cittadino. Ecco le prossime tappe della mostra: 8-13 Febbraio Ascoli Palazzo San Filippo 13-17 Marzo Taranto Museo Archeologico MarTa 28-29 Marzo Sondrio Palazzo Muzio – sede Prefettura 19-24 Marzo Matera Palazzo Lanfranchi 27 Marzo Piedimonte Matese Istituto Commerciale V. De Franchis 1-15 Aprile Pescara Sala Esposizioni – Corso Umberto 29 Aprile – 5 Maggio Padova Palazzo della Ragione 8-10 Maggio Vicenza Loggia del Capitaniato 1-6 Settembre Rovigo Sala “Pescheria Nuova” 20-30 Settembre Trieste Sala della Meridiana della Camera di Commercio

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Firenze: fermata banda specializzata in furti in appartamento, 12 arresti

Arrestati questa mattina, dalla Squadra mobile di Firenze, 12 cittadini albanesi, di età compresa tra i 20 e i 47 anni, responsabili di numerosi furti in appartamento in vari comuni toscani. I poliziotti stavano indagando proprio su una serie di colpi in appartamento quando, la scorsa estate, è arrivato un importante punto di svolta nelle indagini: un´auto rubata durante un furto in abitazione era stata ritrovata con all´interno un telefono cellulare rubato, utilizzato dai ladri. I successivi approfondimenti investigativi, portavano gli agenti sulle tracce della banda e a risalire a gran parte dei furti commessi. Durante le loro azioni criminali adottavano diverse accortezze per riuscire a farla franca: i giovani cittadini albanesi, ad esempio, non si spostavano mai a bordo di auto o mezzi a loro intestati o abitualmente in uso, ma raggiungevano le zone da “razziare” spostandosi in treno o in autobus, parzialmente travisati e con guanti sempre calzati, cercando di lasciare così meno tracce possibili del loro passaggio. Altra accortezza adottata di frequente era quella di spegnere il cellulare prima di entrare in azione. Una volta raggiunti gli obiettivi prescelti, i malviventi “operavano” mentre i padroni di casa dormivano, approfittando spesso delle finestre lasciate aperte durante le torride notti estive. In altre occasioni i ladri hanno anche forzato porte e finestre, raggiunte talvolta arrampicandosi su pareti e grondaie. In alcuni casi i malviventi, oltre a rubare soldi e oggetti di valore, se ne tornavano alla loro base con l’auto della vittima, consapevoli del fatto che almeno per qualche ora, il furto non sarebbe stato segnalato. Tra gli arrestati figurano anche il ricettatore “seriale” del gruppo e una donna che, all´occorrenza, veniva chiamata per “recuperare” i ladri rimasti sprovvisti di altri mezzi per fare rientro. leggi tutto

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Catania: mafia e droga, 16 arresti a Biancavilla

“Città blindata”: così è stata denominata l’operazione di stamattina che ha portato all’arresto, a Catania, di 16 persone appartenenti al clan mafioso di Biancavilla denominato “Tomasello-Mazzaglia-Toscano”, oggi diretto dalle famiglie Amoroso e Monforte e legato alla “famiglia” mafiosa catanese dei “Santapaola-Ercolano”. Gli arresti di oggi sono l’esito conclusivo di tre distinte attività investigative condotte dalla Polizia di Stato e dai Carabinieri. L’accusa è per tutti gli indagati è di associazione per delinquere di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti ed al porto e alla detenzione illegale di armi. Le indagini sono partite da due gravi fatti di sangue accaduti a Biancavilla (Catania) nel 2014 a distanza di due giorni uno dall’altro in cui due uomini vennero uccisi da parte di alcuni sicari. Da qui gli investigatori hanno scoperto un conflitto all’interno del comune di Biancavilla per accaparrarsi il comando e il predominio territoriale da parte di clan rivali. leggi tutto

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Il commissario Montalbano, venti anni di successi

Venti anni di “onorato servizio” e non sentirli. Capita anche al commissario più amato d’Italia, di invecchiare. La serie poliziesca più amata dagli italiani, “Il commissario Montalbano”, compie infatti venti anni. Venti anni di successi che la Rai celebra con due nuove puntate in cui Montalbano-Zingaretti si impegna a districare trame criminali e delitti. Oggi, per festeggiare le 20 candeline, è stato organizzato, alla presenza del capo della Polizia Franco Gabrielli, un evento alla Scuola superiore di Polizia. Pochi sanno che ad ispirare alcuni episodi del Commissario Montalbano è un vero commissario o meglio un vice questore, Corrado Empoli, che ha lavorato al commissariato di Porto Empedocle per diversi anni e che ha conosciuto direttamente l’autore, lo scrittore Andrea Camilleri. Alla cerimonia hanno preso la parola, oltre a Corrado Empoli, anche il direttore di Rai Fiction Eleonora Andreatta e l’attore Luca Zingaretti che ha risposto ad alcune domande dei commissari che stanno frequentando il corso alla Scuola superiore di Polizia. L’attore rispondendo al tratto di Montalbano che gli piace di più ha detto che “Forse è il padre che tutti vorremmo avere. Uomo con grande giustizia dentro di sé, equo, capace di riconoscere propri errori. È fedele a sé stesso, è coerente e non si svende. Una coerenza che associo a mio padre a mio nonno. È un uomo legato alla sua terra e al lavoro nella sua terra. In essi vede e trova la felicità rinunciando a soldi o ad una stelletta in più”. Il direttore di Rai Fiction Eleonora Andreatta, riferendosi al successo della serie televisiva ha detto che “Montalbano ha tanti pregi ma anche tanti difetti. Ama la vita, è un uomo coerente, baluardo di giustizia e pietà verso soprattutto le vittime. Il mondo immaginario di Vigata e la Sicilia sono parte del successo come simbolo di italianità vera”. Al termine ha preso la parola il capo della Polizia Franco Gabrielli dicendo che “Montalbano è un evento televisivo, culturale e sociale, risultato di chimica perfetta tra i romanzi di Camilleri, la professionalità di Zingaretti e degli altri attori, il luogo e i temi trattati. Elemento di maggiore ricorrenza è sicuramente l’umanità del commissario Montalbano che raggiunge i cuori dei telespettatori. Entra in sintonia con il mondo circostante così come fa tutti i giorni la Polizia quando con suoi uomini e donne è vicina alla gente e ai loro problemi. Umani in mezzo agli umani intercettando sofferenze e debolezze. Istituzione al servizio della comunità, perfettamente rappresentata in questa fiction, portatrice di positività e italianità nel mondo. L’evento si è chiuso con la proiezione dell’anteprima dell’episodio “L’altro capo del Filo” che andrà in onda questa sera su Rai1. leggi tutto

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