NOTIZIE

Brindisi: assalto al furgone portavalori, 8 arresti

L’operazione “long vehicle” della Squadra mobile di Brindisi è a conclusione di un’indagine per una rapina ad un furgone portavalori, commesso a Brindisi il 18 gennaio del 2018.
Le indagini coordinate dallo Sco (Servizio centrale operativo) hanno condotto gli investigatori ad identificare 8 persone che, questa mattina, sono finite in manette. La mattina della rapina sulla strada statale Lecce- Brindisi il furgone blindato portavalori Cosmpol che trasportava denaro e valori per circa mezzo milione di euro, veniva preso d’assaltato da un commando armato, composto da almeno 10 persone.
Il gruppo dopo aver raggiunto il luogo dell’assalto a bordo di 4 automobili spargeva sulla strada chiodi a quattro punte destinati a fermare il traffico dei veicoli in entrambe le direzioni di marcia. Raggiunto e affiancato, il furgone veniva bloccato a colpi d’arma da fuoco e 4 individui armati e con il volto travisato da passamontagna, dopo esser scesi dall’auto si dirigevano verso il furgone continuando a sparare più colpi, intimando all’equipaggio di aprirlo. Non riuscendo a tagliare la carrozzeria posteriore del furgone, in cui era collocata la cassaforte e pur d’impossessarsi del bottino, i rapinatori, fuggivano a bordo dello stesso, poi ritrovato abbandonato, ma prima di allontanarsi cancellavano le tracce della loro presenza con la schiuma di un estintore. leggi tutto

From: http://www.poliziadistato.it/articolo/155f084ca288387869726142

Potenza ricorda l’agente scelto Francesco Tammone, vittima del dovere

La sera del 10 luglio 1996, l’agente scelto della Polizia di Stato Francesco Tammone, durante un intervento per rissa in un locale di un quartiere periferico di Potenza, fu colpito a morte da alcuni colpi di pistola esplosi da un pregiudicato del posto. Francesco aveva quasi 27 anni, lasciò la giovane moglie Claudia e la figlia Stefania di appena 2 mesi. Questa mattina, per celebrare il 24° anniversario della morte di Francesco, il questore di Potenza Antonino Pietro Romeo ha deposto, in rappresentanza del capo della Polizia Franco Gabrielli, una corona di alloro sotto la lapide intitolata al giovane poliziotto caduto, che si trova nell’atrio della Questura. Alla commemorazione hanno assistito il prefetto della provincia potentina Annunziato Vardé, i familiari di Francesco, una rappresentanza del personale della Questura e una delegazione delle sezioni Anps di Potenza e Melfi. Il questore Romeo ha ricordato il sacrificio dell’agente scelto Tammone esprimendo parole di conforto e di vicinanza ai familiari, di cui ha esaltato il coraggio e la dignità con le quali, ogni giorno, affrontano il grave lutto che li ha colpiti. Alla deposizione della corona è seguito un momento di preghiera officiato dal cappellano della Polizia di Stato Padre Alberto Rosciano. leggi tutto

From: http://www.poliziadistato.it/articolo/165f072be71e104957144217

Verona: arrestato coltivatore diretto di marijuana

Durante un’attività di controllo sul territorio gli agenti della Squadra mobile di Verona hanno acquisito la notizia dell’esistenza di una piantagione di marijuana in un terreno ai confini del comune. Gli investigatori della Mobile, dopo aver effettuato un controllo sulle abitazioni della zona, hanno riscontrato l’esistenza di una casa rurale intestata ad un 45enne italiano con precedenti per reati connessi agli stupefacenti. Dopo aver eseguito una serie di appostamenti nei pressi dell’abitazione, riscontrando un sospetto movimento di persone, i poliziotti hanno deciso di effettuare una perquisizione. Nel terreno annesso al vecchio casale appartenente alla famiglia dell’uomo, gli agenti hanno scoperto una serra artificiale, lunga circa 70 metri e larga 5, al cui interno c’erano 94 piante di canapa indiana con grosse infiorescenze. Nel casolare, nascoste nella camera da letto, sono state trovate diverse cassette di plastica contenenti complessivamente oltre 4 chilogrammi di marijuana, catalogata per varietà (amnesia, white e ultimate). Oltre alla sostanza stupefacente sono stati sequestrati 14.400 euro in contanti e materiale utilizzato per la pesatura e il confezionamento. L’uomo è stato arrestato per coltivazione e produzione delle piante di canapa nonché per detenzione ai fini di spaccio di marijuana. leggi tutto

From: http://www.poliziadistato.it/articolo/165f0741b56b054201824504

Ndrangheta: 12 arresti nelle cosche Serraino e Libri di Reggio Calabria

Si è conclusa questa mattina l’operazione “Pedigree” della Squadra mobile di Reggio Calabria nei confronti di capi, luogotenenti e affiliati alle cosche della ‘Ndrangheta Serraino e Libri operanti nella città di Reggio Calabria. Sono state eseguite 12 ordinanze di custodia cautelare (11 in carcere e 1 agli arresti domiciliari); tutti gli arrestati sono ritenuti responsabili di associazione mafiosa, estorsione, intestazione fittizia di beni, danneggiamento, porto e detenzione illegale di armi da fuoco, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, illecita concorrenza con violenza o minaccia, incendio, aggravati dalla circostanza del metodo e dell’agevolazione mafiosa.

Gli indagati operavano principalmente nel settore delle estorsioni in danno di imprenditori e commercianti, imponendo beni e servizi il cui provento veniva poi investito in esercizi commerciali come bar o nella della vendita di frutta.
Gli esercizi commerciali venivano intestati a compiacenti prestanomi allo scopo di eludere il sequestro con l’applicazione delle disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali. L’indagine ha preso il via nel settembre 2017 quando i poliziotti della Squadra mobile di Reggio Calabria hanno arrestato, insieme ai Carabinieri, un latitante che si era sottratto all’esecuzione di un provvedimento di residuo pena di 7 anni ed 1 mese di reclusione per pregresse condanne riportate per associazione mafiosa, tentata rapina, tentata estorsione in concorso e violazione della normativa in materia di armi. È inoltre emerso come l’uomo fosse a capo della cosca Serraino e di come fosse riuscito a mantenere stabili rapporti con altre cosche reggine che poi nel tempo ne hanno determinato la graduale ascesa al vertice. Aveva mantenuto strettissimo il legame con i capi storici della cosca Labate operanti in alcuni quartieri cittadini; era riuscito a gestire un proficuo rapporto con la cosca Libri con cui si adoperava per gestire problematiche comuni e controversie riferite alla rispettiva competenza territoriale.
Erano stabili anche le relazioni con la potente cosca De Stefano-Tegano, sia per la fornitura di acqua minerale, sia per ottenere l’autorizzazione preventiva ad aprire un bar in un territorio sotto il loro dominio, sia infine per ricevere aiuto nell’accaparramento di clienti e nelle attività di reperimento di macchinari aziendali necessari per l’apertura dell’esercizio commerciale. Il boss gestiva tutti i rapporti anche dal carcere attraverso i colloqui con la moglie e le comunicazioni epistolari con altri affiliati, nonché con l’utilizzo di un telefono cellulare introdotto abusivamente all’interno della struttura carceraria. Per l’operazione di oggi sono stati impiegati oltre 100 poliziotti della questura di Reggio Calabria e dei Reparti prevenzione crimine della Calabria.
Sono state eseguite diverse perquisizioni e il sequestro di alcuni esercizi commerciali. Olivia Petillo leggi tutto

From: http://www.poliziadistato.it/articolo/155f06f027e0612809459596

Roma: frode negli appalti pubblici, 31 indagati

Frode nelle forniture, corruzione e turbativa d’asta negli appalti per gli approvvigionamenti delle Forze armate. Sono queste le accuse per 31 indagati fermati stamattina dalla Squadra mobile di Roma, tra i quali pubblici ufficiali, appartenenti alle Forze armate con diverso grado, e imprenditori. In particolare per sette persone sono stati disposti gli arresti domiciliari, per cinque la sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio, mentre per altre 19 il divieto temporaneo di contrattare con la Pubblica amministrazione e di esercitare attività imprenditoriali e uffici direttivi di persone giuridiche e impresa. Le indagini, durate quasi un anno, hanno permesso ai poliziotti di scoprire vari episodi di corruzione tra imprenditori e militari allo scopo di pilotare le forniture di materiale destinato ai soldati per un totale di oltre 18 milioni di euro. Nel primo toncone delle indagini, avvenute tramite intercettazioni e pedinamenti, gli agenti della Mobile hanno scoperto un giro di frode contrattuale per la produzione dei distintivi di grado per le uniformi delle Forze armate. Nella seconda parte invece sono stati documentati episodi di corruzione di alti ufficiali dell’Aeronautica. A margine delle vicende sono emerse anche truffe nella fornitura di tende modulari per l’Esercito italiano, in particolare per le truppe in missione all’estero. L’appalto era stato affidato tramite una gara a procedura aperta per un importo complessivo superiore a 9 milioni di euro. È stato disposto un sequestro preventivo in via d’urgenza per le presunte “mazzette” intascate dagli ufficiali. leggi tutto

From: http://www.poliziadistato.it/articolo/135f06e0f3cd14f044378381

Rientrato in Italia latitante albanese che uccise bracciante nel foggiano

Un ex latitante albanese, sfuggito alla giustizia per oltre 20 anni, è stato estradato in Italia. L’uomo è arrivato stamattina all’aeroporto di Roma – Fiumicino , scortato da personale dello Scip – Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia. Componente di un’organizzazione di caporalato, il 47enne è destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nel 1999 per omicidio volontario e lesioni personali aggravate. L’uomo è stato rintracciato grazie alla collaborazione tra le autorità italiane e albanesi ed è responsabile dell’omicidio di un giovane bracciante avvenuto nel 1999 nelle campagne di Foggia. Il ragazzo venne ucciso perché non aveva ceduto al ricatto dei caporali e non aveva pagato il pizzo. Il bracciante albanese è diventato un simbolo della ribellione contro la piaga del caporalato. Dell’omicidio e della storia del bracciante ha parlato anche Don Ciotti lo scorso 15 novembre, nella sua visita a Tirana insieme al procuratore nazionale antimafia, portandolo come esempio di dignità, coraggio e della ribellione ad ogni forma di criminalità organizzata. L’ex latitante è stato rintracciato grazie alla collaborazione tra la polizia albanese e l’ufficio dell’esperto per la sicurezza italiano operativo a Tirana, e grazie al lavoro della Divisione Interpol dello Scip. leggi tutto

From: http://www.poliziadistato.it/articolo/135f06ce900c6d3623781241

Caserta: al via incontri mirati per prevenire atti intimidatori ai giornalisti

Su sollecitazione del Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, ha preso l’avvio da Caserta una serie d’incontri dell’Organismo di supporto del “Centro di coordinamento per le attività di monitoraggio, analisi e scambio permanente di informazioni sul fenomeno degli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti” presieduto dal vice capo della Polizia, nonché direttore centrale della Polizia criminale, Vittorio Rizzi. L‘Organismo è composto da rappresentanti della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, degli Ordine dei giornalisti e della federazione nazionale della Stampa italiana.
L’obiettivo è garantire attenzione e pronto intervento a difesa dei giornalisti minacciati perché qualsiasi intimidazione nei confronti dei giornalisti è una minaccia alla democrazia del nostro Paese. L’incontro è stato co-presieduto dal prefetto di Caserta, Raffaele Ruberto, in videoconferenza dalla Prefettura. Alla riunione erano presenti rappresentanti dei vertici delle Forze di polizia della provincia e una rappresentanza dei giornalisti locali. Dall’analisi approfondita degli atti intimidatori ricevuti dai giornalisti campani, soprattutto online, è stato evidenziato, nell’anno in corso, un incremento rispetto all’analogo periodo del 2019; la matrice è in gran parte riconducibile a problematiche ed a contesti socio-politici locali ed in minima parte a contesti di criminalità organizzata. “Mai banalizzare o sottovalutare le minacce ai giornalisti” ha sottolineato il prefetto Rizzi. “Dobbiamo intercettare tutti i segnali perché non ci sia un’escalation di odio e violenza: è importante la denuncia tempestiva, così come occorre lavorare insieme, forze di polizia e professionisti dell’informazione, per analizzare le minacce e adottare le giuste contromisure. Ogni forma, più o meno velata, di violenza che comprima la libertà di stampa è una sconfitta per tutti noi.” Nel corso della riunione sono stati condivisi nuovi progetti che hanno lo scopo di avviare un’attività di formazione e rivolgere sempre più attenzione agli atti intimidatori diffusi sulla Rete. Olivia Petillo leggi tutto

From: http://www.poliziadistato.it/articolo/155f05da9e93395927313313

Agenzia delle Entrate: attenzione alle false email

Stanno arrivando sulla casella di posta elettronica delle email dal contenuto malevole. Questa volta le email fraudolente simulano comunicazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate e invitano gli utenti a prendere visione di un documento. Non aprite l’allegato. Si tratta di un trojan studiato per rubare le credenziali bancarie, carte di credito e dati sensibili delle vittime. La Polizia postale consiglia sempre di verificare l’attendibilità delle fonti e, nel caso di dubbi, di segnalare al portale dedicato. leggi tutto

From: http://www.poliziadistato.it/articolo/135f05a0503e54f118339386

Tra crisi e opportunità per la Vigilanza Privata, il Covid secondo Fidelitas

Un’intervista dal cuore pulsante di Bergamo, epicentro dell’epidemia, che tuttavia mostra energia, coraggio e una certa dose di ottimismo per un futuro che, nella sua innegabile complessità, presenta anche delle opportunità. Il Covid ha infatti impartito alcune lezioni che il comparto vigilanza privata dovrà saper assimilare riformulando la propria offerta in chiave consulenziale e hi tech e strizzando l’occhio ad un mercato sinora poco esplorato: il residenziale. Ne abbiamo parlato con Luigi Ferrara, Vicepresidente del gruppo Fidelitas controllato da Franco Gnutti Holding, che con 110 milioni di ricavi, 16 filiali e oltre 2000 dipendenti ha rimodulato la propria attività anche sulla base della crisi sanitaria.

Il quartier generale del gruppo è a Bergamo, nell’epicentro italiano dell’epidemia. Che bilancio potete fare ad oggi dell’esperienza Covid?

Quello che si è visto in televisione corrisponde al vero: Bergamo ha vissuto momenti estremamente duri e drammatici, nei quali pareva di camminare in scenari di guerra. Nonostante questo, e nonostante le gravi difficoltà economiche di molte realtà committenti rimaste a lungo chiuse, i rami aziendali della vigilanza tradizionale e dei servizi fiduciari hanno sostanzialmente tenuto, anche per le richieste di nuovi servizi legati all’emergenza.
Il volume di questi servizi non è però stato sufficiente a mitigare il forte calo nel settore aeroportuale e il crollo verticale della circolazione del contante, che ha toccato picchi di -75% tra marzo e aprile. Stiamo ora gradualmente recuperando, ma si registra ancora un -30% in ambito bancario e un -20% nella grande distribuzione organizzata.
Come molti, siamo dovuti ricorrere in parte alla cassa integrazione, anche se il vero interrogativo riguarda l’autunno: lì sarà il banco di prova per verificare quanto morderà la crisi e per misurare l’efficacia dei provvedimenti del Governo a sostegno delle imprese.

Ha citato il trasporto valori: sul fronte politico sembra ravvisarsi un orientamento diretto all’abolizione del contante, demonizzato peraltro quale vettore di contagio. Cosa ne pensa?

Mi preoccupa non poco, anche perché la correlazione tra contante e pandemia non è francamente comprensibile né suffragata da evidenze scientifiche, per quanto mi consta. Ritengo si tratti della Covid-edition della storica guerra al contante volta ad incentivare l’uso della moneta elettronica. Guerra che peraltro non ha sinora avuto troppi risultati, visto che negli ultimi 20 anni il contante è sempre stato in crescita. Certo è che ulteriori attacchi alla circolazione del contante potrebbero incidere negativamente e in modo strutturale sul trasporto di valori e sull’attività di contazione e trattamento di banconote e monete.

Un futuro che si prospetta quindi a tinte fosche e che tuttavia dovrà essere immaginato tenendo presente la lezione che ci ha impartito il Covid. Come sarà la vigilanza privata dell’era post pandemica?

Immagino un’integrazione sempre più spinta tra uomini – competenti e formati – e tecnologie affidabili e flessibili. L’offerta dovrà essere riformulata in chiave più consulenziale e di servizio. Durante questa pandemia, tecnologie come i braccialetti per garantire il distanziamento sociale, i termoscanner e i sistemi contapersone hanno mostrato il proprio valore aggiunto anche in termini di “sicurezza sanitaria” . Saper proporre soluzioni usando al meglio leggi tutto

From: https://www.vigilanzaprivataonline.com/primapagina/tra-crisi-e-opportunita-per-la-vigilanza-privata-il-covid-secondo-fidelitas-9090.html

Category: Primapagina, Riforma Tulps, coronavirus, fidelitas

Sicurezza: firmato il nuovo Protocollo d’intesa con Abi

È stata rinnovata la collaborazione tra l’Abi e il Dipartimento della pubblica sicurezza, un rapporto che prosegue dal 2006 e che costituisce un presupposto fondamentale a presidio della legalità del sistema. In questo momento, dopo la pandemia da Covid-19, il mondo finanziario e il mercato del credito sono risorse fondamentali per la ripresa economica e sociale del Paese. Il nuovo protocollo d’intesa è stato firmato questa mattina a Roma dal direttore generale dell’Associazione bancaria italiana, Giovanni Sabatini e dal vice capo della Polizia Vittorio Rizzi. “I sofisticati sistemi antiriciclaggio di cui l’Italia dispone non ci rendono immuni dai rischi di infiltrazione della criminalità organizzata nell’economia e l’argine più forte è rappresentato da un continuo scambio informativo tra il mondo delle banche e quello delle forze di polizia. Con il nuovo protocollo, vogliamo andare oltre le best practices che abbiamo già sperimentato e che hanno portato a dei risultati straordinari, come il calo verticale delle rapine in banca. La collaborazione con Abi è stata preziosa anche nel periodo del lockdown e della successiva ripartenza e dobbiamo proseguire insieme per intercettare subito i segnali di pericolo”. Così il prefetto Rizzi ha voluto tracciare bilanci e prospettive della sinergia con il mondo bancario, ricordando anche il contributo del direttore generale Sabatini ai lavori dell’Organismo permanente di monitoraggio e analisi, da lui presieduto, a cui partecipano tutte le forze di polizia e che ha il compito di valutare, nell’attuale situazione di emergenza i rischi di infiltrazione della criminalità organizzata nel tessuto produttivo del Paese. Il nuovo Protocollo prevede la costituzione, presso il Servizio analisi criminale, di un Comitato tecnico permanente sulla criminalità predatoria per il monitoraggio dei fenomeni delittuosi, dove verranno elaborate attività di analisi dei fenomeni criminali insieme alle associazioni rappresentate nell’ambito dell’Osservatorio per la sicurezza fisica (OS.SI.F). leggi tutto

From: http://www.poliziadistato.it/articolo/135f0480ffa48fb676521526