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Segni e simboli della Polizia, le nuove regole per l’utilizzo

Produrre e commercializzare prodotti che rechino i segni distintivi della Polizia di Stato non potrà essere più fatto liberamente. Com’è noto, infatti, sul supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n.7 del 10 gennaio 2018 serie generale è stato pubblicato il “Regolamento recante l’individuazione delle denominazioni e degli stemmi, degli emblemi e degli altri segni distintivi in uso esclusivo alla Polizia di stato e al Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, nonché modalità attuative ai fini della loro concessione in uso temporaneo a terzi”, approvato con decreto interministeriale del 19 settembre 2017, n.215, entrato in vigore il 25 gennaio 2018. Dalla data di entrata in vigore del citato regolamento non è più possibile produrre e commercializzare prodotti appartenenti alle varie categorie merceologiche, individuate secondo la classificazione internazionale prevista dall’accordo di Nizza del 1957 (denominata “Classificazione di Nizza”), che rechino i segni distintivi in uso esclusivo alla Polizia di Stato, senza che il Dipartimento della pubblica sicurezza ne abbia consentito l’uso temporaneo in concessione ai licenziatari, pena le conseguenti sanzioni civili e penali previste dalla normativa vigente. La produzione di beni che recano segni distintivi della Polizia di Stato avvenuta prima del 25 gennaio 2018, data di entrata in vigore del citato decreto 19 settembre 2017, n.215, e la produzione e commercializzazione avvenute dopo l’entrata in vigore della menzionata normativa e sino alla data di pubblicazione del relativo comunicato (link), avvenuta il 19 novembre 2018 in G.U. – Serie generale – Estratti, sunti e comunicati, possono essere oggetto di concessione in sanatoria, a titolo oneroso, rilasciata dal Dipartimento della pubblica sicurezza, per l’utilizzo non esclusivo, a fini commerciali, dei predetti segni distintivi, su richiesta degli operatori economici interessati, previa presentazione di apposita istanza (link) di adesione all’Avviso pubblico disponbile anche sul sito istituzionale del ministero dell’Interno. All’interno dell’Avviso pubblico (link), scaricabile anche dal sito istituzionale del ministero dell’Interno all’indirizzo www.interno.gov.it sono indicate nel dettaglio le modalità per ottenere la concessione in uso temporaneo ed a titolo oneroso degli stemmi, degli emblemi e degli altri segni distintivi della Polizia di Stato. La relativa autorizzazione è rilasciata, a titolo oneroso, per la durata di un anno e per un numero determinato di prodotti. leggi tutto

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A Piacenza hanno giurato i neo poliziotti del 201° corso

Hanno giurato fedeltà alla Repubblica i frequentatori del 201° corso di formazione per allievi agenti della Polizia di Stato della Scuola di Piacenza. La cerimonia si è svolta questa mattina in piazza Cavalli, in pieno centro storico, alla presenza del capo della Polizia Franco Gabrielli e di altre autorità politiche, civili, religiose e militari. Nello schieramento, insieme ai corsisti, c’erano anche la Bandiera della Polizia di Stato e la Banda musicale. Gli allievi hanno scelto di intitolare il corso alla memoria dell’agente Roberto Antiochia, medaglia d’oro al valor civile, assassinato il 6 agosto 1985 a Palermo a 23 anni nell’attentato al vice questore Antonino Cassarà; anche lui, nel 1980, aveva frequentato il corso di formazione a Piacenza. Si tratta di una data importante per la città perché, dopo 23 anni, la cerimonia torna ad essere condivisa con la cittadinanza che, dal 4 aprile scorso, ha accolto i 212 frequentatori del corso. Proprio per ringraziare la città per la calorosa ospitalità, durante la cerimonia, i corsisti hanno consegnato al Sindaco una pianta di ulivo. “Ringrazio il direttore della scuola, il questore, il prefetto di Piacenza – ha detto il prefetto Gabrielli nel suo intervento – che hanno voluto questa manifestazione in questa piazza in mezzo alla gente, perché essere in mezzo alla gente è il significato più vero e profondo di essere al loro servizio. Servire è la ragione sociale della nostra esistenza, noi esistiamo perché siamo al servizio delle nostre comunità, perché vivano in una cornice di sicurezza e di tranquillità”. Poi Gabrielli ha continuato rivolgendosi direttamente ai nuovi poliziotti “La divisa che voi portate non è semplicemente un capo di abbigliamento, è un portato di storia, di tradizioni, di sacrifici, di applicazioni. Abbiate sempre attenzione e cura nei confronti delle vittime, attenzione ad intercettare il bisogno di chi si rivolge a noi. Voi siete la base sulla quale si costruisce l’organizzazione della nostra amministrazione, l’elemento portante. Sarete chiamati a svolgere primariamente un ruolo di contatto e di servizio alle nostre comunità, non dimenticatelo mai, non abbandonate mai questa vostra importante ed irrinunciabile funzione”. In realtà gli allievi del 201° corso sono 274, gli altri 62 stanno svolgendo l’attività formativa nella Scuola Pol.G.A.I. di Brescia e presteranno giuramento il 24 novembre. I corsisti, che hanno un’età media di 25 anni e provengono tutti da un’esperienza di servizio nelle Forze armate, termineranno il 3 dicembre la prima parte del loro percorso formativo, che proseguirà per altri quattro mesi con il periodo di applicazione. Ognuno di loro andrà presso il reparto di assegnazione per essere impiegato in servizi attivi sotto la supervisione di personale esperto. La Polizia è, da sempre, al servizio del cittadino, ma questi ragazzi si sono impegnati in tal senso ancora prima di essere definitivamente poliziotti. Durante il corso si sono infatti distinti partecipando ad alcune iniziative cittadine come la manifestazione podistica “Placentia marathon for Unicef”, e la giornata dedicata ai giovani disabili “Giochi senza barriere”; hanno anche collaborato con l’Associazione nazionale genitori soggetti autistici di Piacenza svolgendo leggi tutto

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Sequestro di armi e droga a Milano

Gli agenti del commissariato Lorenteggio di Milano hanno eseguito un controllo in un edificio di via Quarti, e nei solai dello stabile, sotto un mucchio di cartoni, hanno trovato quattro pistole. Si tratta di un revolver Smith & Wesson calibro 38 special, una pistola semiautomatica Tanfoglio calibro 9×21 con matricola abrasa, una pistola a gas Zoraki semi/full auto pistol 925 calibro 9, e un piccolo revolver a percussione anulare Velodog calibro 22 short. Le armi erano pronte all’uso, complete di caricatore rifornito di cartucce e, nel nascondiglio, i poliziotti hanno trovato anche altre munizioni, cinquanta calibro 38 special per la S&W e un centinaio per le altre armi. Gli agenti ritengono che la Zoraki 925 sia stata alterata per sparare proiettili preparati ad hoc, ma sarà l’indagine balistica della Polizia scientifica a verificare le potenzialità dell’arma. Salgono così a tredici, dieci pistole e tre fucili, le armi sequestrate dal Commissariato nel corso del 2018, oltre a tre silenziatori, una dozzina di caricatori e alcune centinaia di proiettili di vario calibro. Nella stessa giornata i poliziotti di Lorenteggio hanno eseguito una serie di controlli nei condomini Aler, in zona Forze armate. All’operazione hanno partecipato anche cinque equipaggi del Reparto prevenzione crimine Lombardia e diverse unità cinofile antidroga, antiesplosivo e per l’ordine pubblico. Proprio con l’aiuto dei cani poliziotto sono stati verificati numerosi automezzi e controllati anfratti e aiuole, possibili nascondigli utilizzati dagli spacciatori. Nei seminterrati, nascoste nelle cantine, sono state trovate quaranta dosi di hashish e cocaina, avvolte in carta stagnola e pronte per lo spaccio, e materiale per il confezionamento. leggi tutto

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Postale ferma banda di truffatori di carte di credito

Con l’operazione “The travellers” una banda di truffatori specializzata in frode informatica è stata fermata dalla Polizia postale che ha arrestato tre persone ed ha notificato l’ordine di obbligo di dimora ad altre due. L’organizzazione, radicata nell’hinterland napoletano, ma attiva in oltre 90 province italiane, utilizzava migliaia di carte di credito rubate dalla corrispondenza, con profitti per oltre 100 mila euro al mese. Gli indaganti sono tutti residenti nelle zone di Frattamaggiore e Giugliano in provincia di Napoli. Secondo gli agenti, la banda, dopo avere pedinato portalettere di tutta Italia, li derubava del loro carico di raccomandate, contenenti centinaia di carte di credito emesse dagli istituti bancari. Una volta ottenute le carte di credito, il problema era l’attivazione delle stesse, e l’acquisizione dei codici pin per gli acquisti illeciti. A questo punto intervenivano abili hacker, interni all’organizzazione, i quali, impiegando sofisticate tecniche di clonazione delle schede telefoniche sim appartenenti agli ignari titolari delle carte, riuscivano a penetrare nei sistemi informatici bancari, sostituendosi ai clienti, ed attivando le carte di credito (talvolta aumentandone il plafond). Il codice pin, infine, era ottenuto con l’impiego di avanzate tecniche di vishing (una tipologia di phishing che usa il canale telefonico), grazie al quale i criminali contattavano gli ignari clienti e li inducevano con l’inganno a comunicare i codici dispositivi. Il pin carpito illegalmente era solo uno dei sistemi con cui l’organizzazione criminale monetizzava i suoi proventi illeciti. L’associazione infatti creava società commerciali di facciata, dotandole di conti correnti bancari ed apparati Pos portatili (anche operativi su circuiti internazionali), sui quali le carte rubate venivano usate e defraudate di decine di migliaia di euro. Gli indebiti utilizzi delle carte di credito venivano infine prelevati in contanti su sportelli bancomat sparsi per il Paese. Già a gennaio la Polizia postale di Bologna aveva arrestato in flagranza, presso negozi di lusso del centro cittadino, un 45enne pregiudicato, originario di Napoli, mentre tentava di acquistare dei beni di lusso per migliaia euro con carte di credito rubate. Le indagini informatiche e l’esame dei flussi finanziari sono state curate dai poliziotti del Compartimento Polizia postale di Bologna, coadiuvati dai colleghi del Compartimento di Napoli e dei commissariati di Giugliano e Frattamaggiore. Il buon esito dell’operazione è stato possibile anche grazie alla collaborazione assicurata da Poste Italiane. leggi tutto

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Fermata cellula della mafia nigeriana a Cagliari

Scoperta in Sardegna dalla Squadra mobile di Cagliari una cellula criminale riconducibile alla più vasta Supreme Eiye Confraternity, organizzazione mafiosa operante a livello internazionale. Venti persone, tutte di origine nigeriana, sono state arrestate perché responsabili di associazione di stampo mafioso, tratta di esseri umani aggravata dallo sfruttamento della prostituzione e traffico di sostanze stupefacenti. Le indagini sono partite nel 2017 da un controllo su nigeriani che trasportavano cocaina e eroina utilizzando connazionali a cui facevano ingerire ovuli contenenti lo stupefacente per poter passare i controlli delle Forze dell’ordine. Tra le attività illecite del gruppo c’era principalmente la droga soprattutto l´importazione di cocaina ed eroina nel capoluogo isolano. Ma anche la prostituzione; infatti tra gli arrestati ci sono pure due donne responsabili di reclutare connazionali dalla Nigeria con la falsa promessa di un lavoro stabile, ma destinate al circuito della prostituzione su strada e presso l´abitazione di una delle maman. Fondamentali nelle indagini sono state le videoriprese eseguite soprattutto all’interno di un capannone a Selargius, luogo di riunione della cellula sarda, che hanno permesso ai poliziotti di identificare tutti i componenti e di ricostruire l’organigramma del clan mafioso e gli incarichi ricoperti da ciascun affiliato. Negli incontri, denominati “general meeting”, gli affiliati indossavano baschi o berretti azzurri e sciarpe di colore giallo e rosso, a seconda dei ruoli e degli incarichi di potere rivestiti, e il forte vincolo associativo veniva ogni volta consolidato con riti di assoggettamento e pratiche violente compiute anche con pene corporali. L´operazione di questa mattina è stata portata a termine con la collaborazione degli agenti del Reparto prevenzione crimine Sardegna e della Squadra volante, delle unità cinofile e del personale della Polizia scientifica. leggi tutto

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Milano: arrestato cittadino egiziano per terrorismo

Arrestato a Milano un cittadino egiziano di 22 anni per associazione con finalità di terrorismo internazionale e istigazione e apologia del terrorismo. L’operazione odierna nasce dallo sviluppo di una notizia di intelligence che, sul finire dello scorso anno, segnalava all’interno di un “gruppo WhatsApp” tra militanti islamisti un partecipante che aveva in uso un’utenza italiana. L’arrestato, clandestino ma localizzato in provincia di Teramo e a Milano, era un “lupo solitario” pronto e disponibile a “combattere” e a “fare la guerra”, facendo anche intendere, come accertato dagli investigatori, di aver ricevuto un addestramento militare. Durante le indagini i poliziotti hanno recuperato numerosissimi file audio scaricati dall’indagato, gran parte dei quali prodotti dal comparto mediatico dell’ISIS, contenenti inni jihadisti e sermoni di Imam radicali sostenitori dell’odio nei confronti del mondo occidentale e inneggianti al martirio in nome di Allah. Significative le conversazioni intercettate nel corso delle quali l’uomo dichiarava che “ognuno di noi (dello stato islamico) si muove per conto proprio, ognuno di noi ha capito il concetto di battaglia il significato del bene e del male, ognuno percorre la via più conveniente” oppure interpellato da un interlocutore sul perchè si stesse radicalizzando rispondeva “Perché io voglio che la legge di Allah copra tutta la terra”. Coinvolti nell’attività investigativa anche due suoi connazionali, un 21enne e un 23enne, legati al primo da stretta amicizia e anch’essi interessati alla propaganda dello stato islamico. Nei loro confronti è stato già adottato il provvedimento di espulsione del ministro dell’Interno. Inoltre sono state numerose le perquisizioni domiciliari e personali effettuate in Abruzzo, Lombardia, Emilia e Piemonte. Le indagini, dirette dalla Procura Distrettuale del capoluogo abruzzese in raccordo con la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, sono state condotte dalle DIGOS di l’Aquila, Teramo, Piacenza e Milano parallelamente ai Compartimenti della Polizia Postale e Comunicazioni di Abruzzo e Emilia Romagna. L’intera attività di indagine è stata coordinata Servizio per il Contrasto al Terrorismo Esterno della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione – UCIGOS e dal Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni. leggi tutto

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Documenti falsi: accordo tra Polizia e Poligrafico

È stato firmato stamattina presso il museo della Zecca di Roma un protocollo d’intesa tra il capo della Polizia Franco Gabrielli, e Paolo Aielli, amministratore delegato del Poligrafico e Zecca dello Stato. L’obiettivo è istituire un osservatorio qualificato finalizzato a promuovere azioni di prevenzione e contrasto ai reati connessi al falso documentale, attraverso lo scambio reciproco di informazioni ed esperienze maturate nei rispettivi ambiti di competenza. “L’intesa con l’Istituto Poligrafico dello Stato – secondo il capo della Polizia – pone le basi per costituire un tavolo di lavoro congiunto, formato da esperti delle due amministrazioni, che analizzando le contraffazioni e le alterazioni dei documenti di identità e di viaggio, e dei dati in essi contenuti, consentirà di perfezionare le metodologie e le tecniche per il contrasto a tali reati”. “L’accordo con la Polizia di Stato – ha dichiarato l’amministratore delegato Paolo Aielli – è il segno di quanto il Poligrafico si sta impegnando per sviluppare ulteriormente soluzioni tecnologie e competenze nella lotta alla contraffazione al fine di svolgere nel migliore dei modi il ruolo di garante della fede pubblica affidatogli dallo Stato. Il Poligrafico – conclude Aielli – è particolarmente impegnato nella tutela della protezione della identità dei cittadini attraverso lo sviluppo dei documenti elettronici e dei sistemi di monitoraggio di prodotti essenziali per la salute”. leggi tutto

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Agrigento: fermati fiancheggiatori del boss Sutera

Si è chiusa l’indagine che nei giorni scorsi aveva portato in carcere il boss agrigentino Leo Sutera. Oggi sono stati arrestati, dagli uomini dello Sco e della squadra mobile di Agrigento,quattro fiancheggiatori del mafioso. In particolare i tre, con ruoli diversi, garantivano la sicurezza e la logistica di Sutera nei suoi spostamenti nel territorio di Sambuca, dove il boss era attivo, e negli incontri con gli altri vertici mafosi agrigentini durante le riunioni. La collaborazione assicurata dai tre andava dalla “bonifica” delle autovetture, all’avviso della presenza di telecamere di sorveglianza, dalla disponibilità di appartamenti sicuri fino ad un vero e proprio servizio di “copertura”. leggi tutto

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Polizia e Vigili del fuoco insieme per le donazioni di sangue

Anche i Vigili del Fuoco entrano a far parte della famiglia di “Donatorinati” l’Associazione Donatori e Volontari Personale Polizia di Stato. Infatti oggi al Viminale, alla presenza del ministro dell’Interno Matteo Salvini, del capo della Polizia Franco Gabrielli, del capo Dipartimento dei Vigili del fuoco del Soccorso pubblico e Difesa civile, Bruno Frattasi, del capo del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, Gioacchino Giomi e del presidente nazionale della Associazione Donatorinati – Polizia di Stato, Claudio Saltari, è stato sottoscritto un protocollo d’Intesa tra l’Associazione e il Corpo, finalizzato ad aumentare il numero di donatori volontari su tutto il territorio nazionale. L’accordo, da una parte, consentirà di poter rispondere, in modo sempre più rapido, alle emergenze di sangue che si dovessero presentare e, dall’altra, permetterà di sviluppare e promuovere una sempre maggiore cultura della donazione, come gesto civico nell’interesse generale. prima della firma, si è svolta una tavola rotonda moderata dalla giornalista Rai Valentina Bisti, a cui ha preso parte anche il noto conduttore televisivo e donatore dell’Associazione, Massimiliano Ossini. Il capo della Polizia Franco Gabrielli nel suo intervento ha sottolineato come “Il fatto che oggi il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, che rappresenta il bene nella sua totalità, si unisca a Donatorinati credo sia un valore aggiunto. Donare è un atto di generosità anche su noi stessi oltre che per aiutare gli altri”. Nell’occasione, l’Associazione Donatorinati ha organizzato nel piazzale del ministero dell’Interno una raccolta di sangue straordinaria presso un’autoemoteca, dove un’équipe medica del Policlinico Gemelli di Roma accoglierà i donatori. leggi tutto

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Giochi e scommesse online: duro colpo in Sicilia al clan Cappello – Bonaccorsi

Duro colpo al clan mafioso Cappello – Bonaccorsi che deteneva il monopolio della raccolta illecita di scommesse su eventi sportivi e non nelle province di Catania, Ragusa, Caltanissetta e Siracusa. A finire agli arresti 28 persone che a vario titolo devono rispondere di associazione per delinquere di stampo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una serie indeterminata di delitti, tra cui l’esercizio abusivo di attività di gioco e scommesse, la truffa aggravata ai danni dello Stato, il riciclaggio e l’intestazione fittizia di beni. Tutti i reati sono aggravati dalla finalità di agevolazione dell’associazione di stampo mafioso, per avere consentito ai due gruppi mafiosi l’infiltrazione nel settore dei giochi e delle scommesse online, nonché l’autoriciclaggio dei proventi derivanti dalle attività criminose delle stesse associazioni. Le indagini condotte da Squadra mobile di Catania e del Servizio centrale operativo, dal 2016 al 2017, hanno portato a scoprire un articolato progetto di espansione nel settore delle scommesse online, che prevedeva l’acquisizione nelle province di Ragusa e Siracusa di locali commerciali da adibire a sale scommesse, nonché la commercializzazione di un software da installare presso sale di terzi che avrebbe consentito l’esercizio abusivo di scommesse. Il volume d’affari delle 20 agenzie di scommesse, dislocate sul territorio delle province di Catania, Siracusa, Caltanissetta e Ragusa, sottoposte a sequestro è stato stimato in un milione di euro mensile. leggi tutto

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