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Donazioni sangue: manchi solo tu

L’Associazione donatori e volontari personale della Polizia di Stato (Advps) organizza costantemente punti di raccolta di sangue in varie città italiane. Anche per il mese di novembre l’Associazione ha predisposto le date nelle città d’Italia nelle quali tutti coloro che vorranno donare lo potranno fare attraverso i propri punti di raccolta. L’invito alla donazione è rivolto a tutti i cittadini in buona salute e di età compresa tra i 18 e i 65 anni. Si ricorda che per donare il sangue è necessario avere un peso corporeo non inferiore ai 50 chili. È essenziale recarsi al prelievo a digiuno con l’eccezione di poter bere un caffè, un tè o un succo di frutta. Non è consentito ingerire latte e derivati. (Requisiti) Consultate la locandina nazionale per conoscere le date e le città dove è possibile donare. leggi tutto

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Venezia: i reati vengono previsti da un algoritmo

Prevedere il futuro, come nei romanzi di Philip Dick, non è più fantascienza o almeno non lo è più nel campo della sicurezza. Per prevedere e quindi prevenire i reati non ci sono persone con doti extrasensoriali ma software che, immagazzinando dati sui reati commessi, riescono ad anticipare con una buona approssimazione la commissione di nuovi reati. La Polizia, sin dal 2004, sta sviluppando e implementando un applicativo denominato “XLaw” che, testato dalla Direzione centrale della polizia criminale in molte città, ha dato esiti più che positivi. Grazie anche ad una partnership con due Università napoletane, la “Federico II” e la “Parthenope” il software si è dotato di un complicato algoritmo euristico che ha portato, ad esempio, in una città come Prato, a diminuire del 34 per cento la commissione dei reati e ad aumentare del 54 per cento gli arresti da parte delle pattuglie delle Volanti. A Venezia, dove il progetto viene sperimentato proprio in questi giorni, i risultati sono più che lusinghieri: l’84 per cento dei fatti-reato che sono stati tentati o commessi erano stati previsti dal sistema “XLaw”. L’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura lagunare conta, con questo software, di abbattere il numero dei reati predatori risparmiando risorse in termini di mezzi e uomini, concentrando la presenza della Polizia nei luoghi e nelle ore in cui potenzialmente potrebbe avvenire un reato.
Contando sul fattore deterrente, grazie alla presenza visibile di agenti in uniforme, il reato verrà in qualche modo prevenuto e, l’azione di intervento vero e proprio verrà indirizzata lì dove effettivamente la presenza delle Volanti è necessaria. leggi tutto

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Gabrielli commemora i defunti al Sacrario

Oggi, nella giornata della commemorazione dei defunti, anche la Polizia di Stato ha reso omaggio ai suoi caduti. Lo ha fatto il capo della Polizia Franco Gabrielli che ha deposto una corona di alloro all’interno del Sacrario presente presso la Scuola superiore di polizia. Alla cerimonia hanno partecipato il capo di Gabinetto del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il vice capo della Polizia direttore centrale della Polizia criminale Nicolò D’Angelo, il vice capo della Polizia preposto all’Attività di coordinamento e pianificazione delle Forze di polizia Alessandra Guidi, il prefetto di Roma Paola Basilone, il questore della Capitale Guido Marino e il direttore della Scuola Anna Maria Di Paolo. Durante l’esecuzione del “silenzio” il capo della Polizia e le altre autorità presenti, hanno osservato un momento di raccoglimento davanti alle lapidi blu sulle quali sono incisi i nomi dei caduti. Prima di lasciare il luogo di memoria e partecipare a un momento religioso, il prefetto Franco Gabrielli ha lasciato un’annotazione sulle pagine del libro che raccoglie e custodisce i pensieri dei visitatori. Anche gli atleti delle Fiamme oro rugby hanno voluto ricordare i caduti della Polizia recandosi al Sacrario, insieme a tutto lo staff del gruppo sportivo della Polizia di Stato, onorando i poliziotti morti in servizio. leggi tutto

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Brindisi: rapina con kalashnicov, 4 arresti

Quattro persone sono finite in manette dopo l’indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce. Tra i reati contestati ai quattro, anche una rapina commessa il 1 ottobre scorso all’ufficio postale di Merine, Lecce e l’estorsione ad un imprenditore agricolo brindisino, compiuta anche con numerosi atti intimidatori. La rapina, confermata dalla ricostruzione degli investigatori con il supporto di intercettazioni e immagini di videosorveglianza, è aggravata dall’uso di armi sia comuni che da guerra del tipo AK 47 kalashnicov. L’indagine in particolare ha messo in luce la violenza con cui tutta l’operazione si è svolta e il fatto che il capo del gruppo vantasse la vicinanza all’organizzazione mafiosa. leggi tutto

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Arrestato Salvatore Fido, boss del clan Mazzarella

Era irreperibile dallo scorso febbraio e ricercato per associazione per delinquere di stampo mafioso, ma questa mattina è stato scovato e arrestato. Si tratta di Salvatore Fido, elemento di spicco del clan camorristico Mazzarella. I poliziotti del Servizio centrale operativo e della Squadra mobile di Napoli, con il supporto della Polizia scientifica, hanno individuato il boss in una villetta alla periferia di Giugliano in Campania (Napoli), in località Varcaturo. Il latitante è stato rintracciato dopo una lunga attività investigativa attraverso un attento e continuo monitoraggio della rete dei suoi fiancheggiatori. L’uomo continuava ad avere un ruolo decisionale all’interno del clan. I suoi complici coprivano ogni suo movimento per garantire al boss di continuare a svolgere le sue attività. Attività che però sono state interrotte a causa di rapporti personali e sentimentali attraverso i quali i poliziotti sono arrivati alla sua cattura. Al momento del blitz, il latitante era solo ed è stato trovato in possesso, tra le altre cose, di una pistola munita anche di un caricatore supplementare. In uno zaino, inoltre, sono stati trovati denaro contante, un passamontagna ed alcuni documenti d’identità falsi, con la foto del latitante ma intestati a persone diverse, nonché numerosissime schede e 4 telefonini. Nella disponibilità del boss vi erano anche un’autovettura e le chiavi di uno scooter. Le indagini hanno consentito di accertare che il ricercato, durante la sua latitanza, ha cambiato in più occasioni i luoghi dove dimorava, questo per rendere più difficile la sua localizzazione. Donatella Fioroni leggi tutto

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Bari: stupro di gruppo, 4 fermati

Si è conclusa questa mattina, con l’arresto di quattro persone, l’indagine su uno stupro avvenuto a Bari, compiuto da un nigeriano con l’aiuto di 4 connazionali. Un quinto componente della banda è ancora ricercato. Il capo del gruppo aveva adocchiato una sua connazionale al Cara (Centro di accoglienza per richiedenti asilo) di Bari appena arrivata dalla Nigeria ed aveva deciso che l’avrebbe posseduta. Dopo le prime molestie iniziate nei primi mesi del 2017, nel maggio dello stesso anno Egbon, questo il soprannome dello stupratore, accompagnato da quattro connazionali, ha fatto irruzione in un modulo abitativo dove la ragazza viveva e, con la minaccia di un coltello, ha abusato della ragazza di 24 anni. La donna è stata poi picchiata con calci e pugni senza essere aiutata da nessuno nonostante le richieste di aiuto. Il clima di diffidenza ed omertà, diffuso all’interno del Cara ed in particolare nella comunità nigeriana, hanno fatto desistere la donna dal presentare denuncia. Poi, grazie ai responsabili di una associazione che opera nel Cara, la ragazza si è confidata ed ha poi raccontato tutto agli investigatori della Squadra mobile. Gli agenti, specializzati in crimini di questo tipo, hanno individuato il gruppo dando un nome ed un volto ai cinque stupratori, uno dei quali coinvolto, proprio nei giorni dello stupro, nella morte di un connazionale. leggi tutto

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Colpivano con la “spaccata”, 13 arresti con l’operazione “Ariete”

Rubavano auto vecchie e robuste e le usavano come “ariete” per sfondare gli infissi in vetro o le saracinesche degli esercizi commerciali che assaltavano. Gli ultimi cinque elementi della banda della “spaccata” sono stati arrestati la notte scorsa dagli agenti della Squadra mobile di Ragusa, da quelli del commissariato di Comiso e di Vittoria, al termine della terza tranche dell’indagine “Ariete”. Salgono così a 13 le persone fermate perché accusate di far parte del gruppo criminale responsabile di almeno 32 colpi messi a segno ai danni di gioiellerie, minimarket, profumerie, parrucchieri, panifici, farmacie, bar, distributori di carburanti, pasticcerie e abitazioni private, in tutti i comuni della provincia di Ragusa. L’attività della banda è iniziata nel gennaio di quest’anno, con una tecnica ben strutturata: per prima cosa veniva rubata un’auto di tipo vecchio, molto più robusta di quelle moderne e adatta per essere utilizzata come ariete per spaccare infissi e saracinesche degli esercizi commerciali. Una volta all’interno, i criminali facevano razzia di tutto ciò che potesse avere valore; spesso si dovevano accontentare dei pochi spiccioli trovati nelle casse, mentre i danni provocati con le spaccate arrivavano anche a 20mila euro. Ma non andava sempre male perché in diversi casi è stata rubata merce per diverse migliaia di euro, con punte di 40mila come nel caso di una gioielleria di Pozzallo. Grazie alle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza pubbliche e private, è stato possibile trovare i primi indizi che hanno permesso di individuare alcuni degli indagati. In seguito, grazie anche alle successive intercettazioni telefoniche, gli investigatori sono riusciti ad individuare gli altri elementi della banda. Dall’indagine è emersa anche l’organizzazione del gruppo, all’interno del quale ognuno aveva il suo ruolo: c’era chi rubava le auto, chi effettuava i sopralluoghi e chi coordinava le fasi di attuazione dei furti con spaccata. La banda era sempre a caccia di soldi per soddisfare le proprie esigenze personali e, quando non poteva realizzare le spaccate, consumava altri reati, tra i quali la rapina ad un minimarket, durante la quale i malviventi non hanno esitato a puntare un grosso coltello alla gola del titolare per farsi consegnare cento euro. leggi tutto

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Blue Whale: a Bari ricompare il “gioco” degli adolescenti

È stata scoperta grazie all’intervento di sue amiche di chat che hanno segnalato alla Squadra mobile di Bari che una adolescente stava scalando i livelli del “Blue Whale”. il “gioco” virtuale, suddiviso in 50 livelli, richiede ai giocatori prove sempre più difficili e pericolose sino all’ultima che è il suicidio. La ragazza barese, la “protagonista”, aveva raggiunto il trentesimo livello e le sue amiche virtuali vista la determinazione con la quale stava “giocando” hanno capito che il pericolo stava diventando reale. Sentita da investigatori specializzati nell’ascolto di minori e con l’aiuto di uno psicologo, la ragazza ha confessato di partecipare a diverse chat di messaggistica e di avere profili social dove i poliziotti hanno trovato i segni di un grande disagio: parole di sofferenza e desiderio di morte erano accompagnate da foto inequivocabili come treni in transito. I genitori erano all’oscuro di tale gioco pur affermando di aver notato ultimamente una maggior introversione della ragazzina, una tendenza a passare molto tempo sul cellulare e, da poco, alcuni tagli sulle braccia; tali lesioni erano state imputate a graffi del gatto di casa mentre, in realtà, erano tagli di lamette, una delle prove imposte dal “Blue Whale”. Sul cellulare della giovane erano registrate diverse chat i cui nomi facevano ricondurre a gruppi di ragazzi e ragazze che vivevano il medesimo disagio e che forse partecipavano allo stesso gioco. Le indagini, coordinate dal Servizio centrale operativo, hanno interessato 13 regioni all’interno delle quali le singole Squadre mobili hanno ascoltato molti minori. In quattro casi è stato accertata la partecipazione al gioco; si tratta di altre quattro adolescenti con età compresa tra i 12 ed i 15 anni dal carattere chiuso e con una grande predisposizione all’uso dei social network. La ragazza di Bari era la loro “curatrice” e dava sulla chat, volta per volta, le indicazioni sulle prove da sostenere. Le indagini stanno cercando di dare un volto al “curatore” del gioco allo stato solo una figura virtuale e che è in realtà la persona, o le persone, che gestiscono le prove dei giocatori. È anche possibile che il curatore non esista e che le prove, ormai diffuse in Rete, siano state affrontate dalle adolescenti in completa autonomia quello che è reale è il disagio delle ragazze e la pericolosità di certe “prove”. leggi tutto

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La Polizia al Comics&games di Lucca con il commissario Mascherpa

Verrà presentato oggi nell’ambito della manifestazione “Lucca Comics and Games 2018”, alla presenza del capo della Polizia Franco Gabrielli e del procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri, il primo volume del fumetto “Il Commissario Mascherpa”. (Locandina) Il graphic novel dal titolo “La Rosa d’argento” raccoglie le prime puntate dell’inchiesta del commissario, incentrata sulla ‘Ndrangheta e pubblicate sulla rivista Poliziamoderna. All’evento, previsto per le ore 15 presso l’auditorium della Fondazione Banca del Monte di Lucca in piazza S. Martino 4, parteciperanno anche gli ideatori, Luca Scornaienchi, autore dei testi e il noto disegnatore Luca Raimondo che durante l’incontro realizzerà una tavola. (Le tavole) Moderatore dell’incontro, Pier Luigi Gaspa, traduttore e saggista, il direttore della rivista Poliziamoderna, curatrice del graphic novel, e la dirigente della squadra mobile di Lucca. Il fumetto è ambientato a Diamante, località sulla riviera cosentina, e il protagonista, Giovanni Mascherpa, di padre milanese e madre del sud Italia, è un poliziotto per vocazione e segue sempre il suo istinto per risolvere le indagini più complicate. È pronto all’azione e disponibile a sacrificare qualsiasi cosa pur di raggiungere l’obiettivo. Il ricavato della vendita del libro sarà interamente devoluto al Piano Marco Valerio, istituito per sostenere i figli minori dei dipendenti della Polizia di Stato affetti da gravi patologie. Può essere acquistato, al costo di 9 euro, presso lo stand di Polizia Moderna, presente a Lucca Comics&games, oppure inviando un’email a: segreteria.poliziamoderna@interno.it o telefonando allo 0646538326/0646525518. leggi tutto

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Viminale: siglato protocollo sicurezza con l’Autorità nazionale anticorruzione

È stato firmato oggi a Roma, presso il ministero dell’Interno, un protocollo d’intesa tra il dipartimento della Pubblica Sicurezza, l’Autorità nazionale anticorruzione e il Comune di Marcianise (Ce) per la valorizzazione di un immobile comunale da adibire a sede del locale commissariato di Pubblica Sicurezza.

L’iniziativa, intrapresa dal capo della Polizia Franco Gabrielli, dal presidente dell’Anac Raffaele Cantone e dal sindaco di Marcianise Antonello Velardi ha lo scopo di prevenire tentativi di infiltrazione criminale e assicurare la regolare esecuzione dei lavori di riqualificazione.

L’Autorità nazionale anticorruzione fornirà il proprio qualificato contributo attraverso un controllo preventivo su tutta la documentazione di gara e sulle varie fasi della procedura d’appalto, anche per assicurarne la conformità alla normativa.

Si tratta di un’operazione di alta valenza strategica per la città di Marcianise e per il rafforzamento del controllo del territorio nell’area, nonché di un progetto-pilota che potrà costituire un modello di riferimento per iniziative analoghe ed essere replicato anche altrove. leggi tutto

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