NOTIZIE

Fasiv: proroga assistenza sanitaria Covid per la vigilanza privata

Il Fasiv (fondo di assistenza sanitaria integrativa del settore della vigilanza privata e servizi fiduciari, previsto dal CCNL 2004-2008, istituito nel 2008), proroga le prestazioni COVID-19 per le aziende e per i lavoratori iscritti al 30/09/2021. Sarà pertanto mantenuta la copertura assicurativa dei lavoratori iscritti dipendenti da aziende che hanno avuto accesso agli ammortizzatori sociali secondo le conidizoni previste.

Restano invariate la diaria da isolamento ospedaliero e l’indennità forfettaria a fronte di positività al Covid-19 confermata dal referto del tampone molecolare; la diaria da isolamento domiciliare invece resta a carico di Unisalute solo per positività al Covid-19 accertata nel periodo 01/01/2021 – 30/06/2021.

A partire dal 01/07/2021 fino al 30/09/2021, la diaria da isolamento domiciliare a fronte di positività al Covid-19 confermata dal referto del tampone molecolare nel periodo indicato, sarà erogata direttamente dal Fasiv.

Per accedere al rimborso è necessario inviare il modulo e la documentazione necessarie nelle seguenti modalità:

Via posta cartacea da inviare a: Fondo Fasiv Via Piemonte, 32 – 00187 Roma, oppure dal sito www.fasiv.it accedendo all’area rimborsi online

The post Fasiv: proroga assistenza sanitaria Covid per la vigilanza privata appeared first on Vigilanza Privata Online.

leggi tutto

From: https://www.vigilanzaprivataonline.com/primapagina/fasiv-proroga-assistenza-sanitaria-covid-per-la-vigilanza-privata-10616.html

Category: Primapagina, Riforma Tulps, fasiv

Abusivismo, CCNL, riforme: alla vigilanza privata servono controlli, non leggi

Ancora una volta si accendono i riflettori sulla vigilanza privata per un fatto di sangue. E mentre il giusto rispetto cala sulle persone colpite dalla tragedia ad Ardea, a noi spetta chiederci se si poteva evitare. Del resto, siamo tutti maestri nell’esercizio dell’”avremmo potuto fare”. E spesso (dalla cronaca alla politica, ai settori economici) la risposta è “serve una legge” (oppure “è sbagliato il sistema” – che è uguale perché per cambiare un sistema in uno stato di diritto occorre cambiare le leggi). Peccato che, aumentando le leggi, aumentino solo gli oneri per le imprese e quindi per i lavoratori. Ma soprattutto si rendono nei fatti inapplicabili le leggi stesse, per la consueta mancanza di controlli. In questo paese è assodato che le criticità non si risolvono creando nuove norme o inasprendo le pene, ma rendendo efficiente il meccanismo di controllo.

Chi scrive (Andrea Ambrosino, Presidente di Vale srl, leader nella formazione e consulenza per il settore vigilanza privata e autore di www.vigilanzaprivataonline.com, ndR) ha la presunzione di conoscere il sistema della vigilanza privata in Italia e le normative che lo regolano. Norme che, giorno dopo giorno, gli istituti (nel loro piccolo o nel loro macro) cercano di applicare tentando di conciliare la norma con il quotidiano. Da quasi vent’anni il settore è attraversato da riforme legislative, norme UNI e circolari che hanno radicalmente trasformato quella che fino a pochi anni fa poteva essere la piccola azienda familiare del territorio in un’impresa moderna a vocazione nazionale.

Ci sono stati decreti ministeriali, circolari del capo della polizia, norme UNI, innovazioni tecnologiche e iniziative dei singoli istituti o dei singoli prefetti per far evolvere il sistema vigilanza. In un lasso di tempo così piccolo sono stati tanti i passaggi che gli istituti di vigilanza hanno dovuto fare per restare sul mercato e adeguarsi alla legge. E mentre gli istituti lottavano quotidianamente per rinnovarsi, dall’altra facevano i conti con un mercato in continua contrazione, con il fenomeno crescente dell’abusivismo, con le gare al costante ribasso e con un contratto collettivo scaduto da sei anni (quasi un record).

Senza fare l’avvocato della vigilanza privata, in un quadro dove neanche la pandemia ha bloccato l’entrata in vigore della nuova UNI 50518:2020 (che per qualcuno significherà investire nuove risorse per rimettere mano a infrastrutture e tecnologie adottate non più di cinque o sei anni fa), ritengo che, più che inserire nuove regole, sia il caso di concentrarsi sul controllo e sulla verifica di quelle esistenti. A partire da quella famosa circolare sull’abusivismo che è rimasta per troppi una bella dichiarazione di intenti.

Per non parlare di azioni che richiederebbero una spinta decisa da parte di tutti, come il rinnovo del contratto di lavoro del settore vigilanza oramai scaduto dal 2015, che veramente potrebbe ridare dignità a chi giorno per giorno mette in gioco la propria vita per gli altri.

The post Abusivismo, CCNL, riforme: alla vigilanza privata servono controlli, non leggi appeared first on Vigilanza Privata Online.

leggi tutto

From: https://www.vigilanzaprivataonline.com/riforma-tulps/abusivismo-ccnl-riforme-alla-vigilanza-privata-servono-controlli-non-leggi-10609.html

Category: Primapagina, Riforma Tulps, armi, ccnl

Non è l’arma che fa la guardia giurata

L’articolo di Bastiancontrario sull’uso delle armi da parte delle guardie giurate e sulla possibilità di riaprire delle armerie presso gli Istituti di Vigilanza Privata ha sollevato un gran polverone, soprattutto sui social. Il tema è senza dubbio divisivo, oltre che complesso, quindi crediamo che l’unico modo per affrontarlo accantonando l’emotività sia ancorarci alla norma e cercare di illustrarl al meglioa. Rimandando a Facebook e Linkedin per le altre osservazioni, pubblichiamo qui una lettera al Direttore che – al netto dei toni coloriti, che comunque accettiamo – pone sul piatto un tema interessante sul porto d’armi per affrontare l’argomento in modo più circostanziato. Di seguito la lettera e la risposta di Bastiancontrario.

Buongiorno, sono anch’io una GPG e trovo ingiusto l’articolo, oltre che fuorviante (come ormai accade spesso e volentieri con l’informazione pubblica). Detto ciò, ditemi numericamente quanti casi si sono verificati come questo, e mettetelo a paragone con i casi che invece avvengono con chi è appartenente alle forze dell’ordine, così magari prima di esprimere giudizi insulsi avreste dei dati. Sapendo già quali sono i dati, chiedo alle vostre menti illuminate, cosa facciamo quindi? Anche loro li lasciamo senz’armi fuori dal servizio, nonostante siano per decreto Pubblici Ufficiali anche non in servizio, quindi sempre operativi? Mi sarei invece aspettato un aiuto per cambiare il contratto Nazionale di noi GPG, visto che, oltre essere fermo da anni, non siamo riconosciuti nè operativamente, perché risultiamo operai, nè tanto meno economicamente! Dovreste fare qualcosa di serio in positivo per cause come queste, non demonizzare una categoria già all’osso per colpa di chi fa orecchie da mercante!

Cordialità
R.F.

§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§Risposta di Bastiancontrario

Non era certo mia intenzione demonizzare le guardie giurate, ma ho colto l’occasione di un evento che ha, indirettamente, interessato una (ex) guardia giurata per affrontare un problema serissimo che riguarda, come ha giustamente osservato il lettore, anche appartenenti (in servizio o ex) alle Forze dell’ordine.

La questione va quindi correttamente affrontata valutando la reale necessità di: 1) andare armati, 2) andare sempre armati!

In proposito, è utile ricordare che gli appartenenti alle Forze di polizia (e non alla Polizia Locale come ho già sottolineato nell’articolo incriminato), in virtù della qualifica di agente/ufficiale di pubblica sicurezza che rivestono, possono portare l’arma d’ordinanza (quindi quella che viene loro fornita dall’Amministrazione d’appartenenza) senza licenza; per tale motivo, non hanno un porto d’armi e non sono proprietari dell’arma che utilizzano. Arma che, essendo le qualifiche di p.s. permanenti (cioè efficaci 24 ore su 24 e su tutto il territorio nazionale), deve essere sempre nella disponibilità del titolare, finché questi non lascia definitivamente il servizio.

Non è, quindi, possibile, limitare il porto delle armi all’orario di servizio, piuttosto potrebbe ipotizzarsi, per gli appartenenti alle forze dell’ordine, un’implementazione delle attuali procedure di verifica del mantenimento delle condizioni psico-fisiche necessarie al porto di un’arma.

Ciò chiarito, resta il problema della proliferazione e della circolazione delle armi e della mancanza di un sistema di controllo efficiente ed efficace che è la vera causa di queste “morti annunciate”.

La possibile rimodulazione del porto d’armi delle guardie giurate non rappresenta, leggi tutto

From: https://www.vigilanzaprivataonline.com/lettere-al-direttore/non-e-larma-che-fa-la-guardia-giurata-10604.html

Category: Lettere al Direttore, Primapagina, porto darmi

Numero unico di emergenza: incontro istituzionale a Catanzaro

Presso la “Sala del Tricolore” della Prefettura di Catanzaro, si è tenuto un incontro istituzionale per l’attivazione, nel territorio della Regione Calabria, della Centrale Unica di Risposta (CUR) per la gestione del Numero Unico Europeo di Emergenza 112. Alla presenza del Vice Direttore Generale della Pubblica Sicurezza preposto all’Attività di Coordinamento e Pianificazione delle Forze di Polizia, Prefetto Maria Teresa Sempreviva, hanno partecipato all’incontro il Prefetto di Catanzaro Maria Teresa Cucinotta, il Presidente della Regione Calabria Antonino Spirlì, il Direttore per l’Ufficio di Coordinamento delle Forze di Polizia,  Prefetto Vittorio Lapolla, il Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dal disavanzo del servizio sanitario della Regione Calabria Prefetto Guido Longo, il Rappresentante della Conferenza Stato-Regioni Dr. Alberto Zoli, il Dirigente Generale Tecnico della Polizia di Stato Carlo Bui, il Dirigente Generale del Settore Protezione Civile della Regione Calabria Dr. Fortunato Varone, l’Ingegnere Fabrizio Giusti, Rappresentante del MISE, ed il Dirigente Superiore Tecnico della Polizia di Stato Eligio Iafrate. Nel corso della riunione sono state illustrate le modalità e le fasi di avvio di un percorso che consentirà, anche nel territorio della Regione Calabria, di avviare il Numero Unico Europeo di Emergenza 112. Il servizio sarà attivato presso una sala operativa dedicata che sarà allestita nei locali della Protezione civile regionale di Germaneto. La realizzazione del progetto prenderà le mosse dalla prossima sottoscrizione di un apposito protocollo tra il Ministero dell’Interno e la Regione Calabria. All’incontro hanno partecipato altresì i Prefetti, i Questori delle Province calabresi, i vertici regionali e provinciali delle Forze dell’Ordine, dei Vigili del Fuoco e delle Capitanerie di Porto, nonché i referenti del servizio Sanitario Regionale leggi tutto

From: http://www.poliziadistato.it/articolo/15613b3946a55d5984271459

Firenze: operazione anticamorra, 13 arresti

Sono accusati di aver agevolato un clan camorristico operante nella provincia di Salerno i 13 indagati, questa mattina, dalla Polizia di Stato e dalla Guardia di finanza di Firenze. L’attività ha riguardato anche le province di Salerno, Prato, Latina, Verona e Potenza. Sette persone sono finite in carcere e 3 ai domiciliari. Sono stati eseguiti anche 2 provvedimenti di interdizione dall’esercizio di attività professionali, mentre, il tribunale dei minorenni ha disposto la misura del collocamento in comunità nei confronti di un minore. Per gli indagati è stato disposto anche il sequestro preventivo di conti correnti e somme di denaro I reati contestati agli indagati sono quelli di associazione per delinquere con l’aggravante mafiosa, ricettazione, furto, detenzione e porto abusivo di armi da fuoco ed esplosivi, violazione della normativa in materia di immigrazione, indebita percezione di erogazioni pubbliche, nonché riciclaggio e reimpiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita. Le indagini, avviate nel luglio 2020, hanno permesso di accertare la presenza a Firenze di un’associazione criminale avviata da due fratelli che si riuniva all’interno di una pizzeria dove si tenevano incontri per organizzare l’attività illegale e dove i membri del gruppo si recavano per stoccare e ricettare il provento degli illeciti. La pizzeria era stata acquisita nei giorni segnati dall’inizio della pandemia da Covid19. Gli investigatori hanno accertato che la licenza commerciale del pubblico esercizio era stata ottenuta attraverso la presentazione di una falsa dichiarazione dei requisiti di onorabilità del richiedente, non posseduti da quest’ultimo in quanto già destinatario di una misura di prevenzione personale a suo tempo adottata dal tribunale di Salerno. La stessa attestazione falsa era stata utilizzata affinché la società di gestione della pizzeria riuscisse ad ottenere indebitamente contributi a fondo perduto e finanziamenti con garanzia statale per 32mila euro, sfruttando le previsioni normative previste dall’emergenza per Covid 2020 in tema di misure a sostegno delle imprese in difficoltà. L’attività investigativa ha impedito che l’organizzazione potesse ottenere ulteriori erogazioni garantite per circa 90mila euro già richiesti a due distinti Istituti di credito. I proventi delle attività illecite erano reinvestiti, sia a Firenze che a Nocera Inferiore, Salerno, e autofinanziavano il nuovo clan camorristico locale impegnato in una faida con un clan rivale, la cui violenta escalation era stata accertata nel corso delle indagini e aveva preso avvio all’atto dell’uscita dal carcere del capo clan, fratello del gestore della pizzeria fiorentina, avvenuta nel dicembre 2020. Le numerose ritorsioni tra i clan hanno interessato anche l’area fiorentina. I componenti del gruppo avverso, infatti, inviarono a Firenze alcuni associati che piazzarono una bomba carta nei pressi della pizzeria. L’episodio risale alla notte del 23 febbraio 2021. Tra i reati contestati al gestore della pizzeria e ad altri indagati anche quello di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. In particolare, hanno tentato di far entrare illegalmente sul territorio nazionale almeno 15 cittadini stranieri, prevalentemente provenienti dal Bangladesh, ai quali hanno chiesto 1500 euro per ogni pratica di assunzione. In pratica, il gruppo criminale aveva la disponibilità di oltre un centinaio di copie di documenti leggi tutto

From: http://www.poliziadistato.it/articolo/15613b2faf398f5116861745

Europei di ciclismo su strada: oro per Longo Borghini, Cavalli, Guazzini e Pirrone

Sono iniziati ieri a Trento i Campionati europei di ciclismo su strada e subito sono arrivate medaglie griffate Fiamme oro. Nella prima giornata sono state le cicliste cremisi Elisa Longo Borghini e Marta Cavalli a mettersi al collo la medaglia d’oro nella cronostaffetta mista a squadre. Il team femminile, composto dalle due campionesse delle Fiamme oro e dall’azzurra Elena Cecchini, e la squadra maschile, formata da Filippo Ganna, Alessandro De Marchi e Matteo Sobrero, hanno fermato il cronometro sul tempo di 51’59”, mettendosi alle spalle i campioni uscenti della Germania e l’Olanda. “È sempre bello vincere con la squadra perché dimostra la forza della nazione – ha detto Elisa, fresco bronzo olimpico a Tokyo2020 – Sono sempre orgogliosa di indossare la maglia della nazionale ed è una grande soddisfazione poter vincere in Italia”. Anche per Marta questa medaglia è stata una grande soddisfazione: “Oggi per me era la prima volta nel team relay, ed è stata una sorpresa, non avevamo mai corso insieme. C’era molto vento, nella seconda parte abbiamo controllato perché sapevamo di avere un vantaggio e non abbiamo preso rischi. Un successo in questa stagione mi mancava, farlo in Italia a Trento è una grande gioia”. Nella seconda giornata di gare altre due portacolori del Gruppo sportivo della Polizia di Stato hanno portato l’Italia sul podio. Nella cronometro individuale femminile under 23 la nostra Vittoria Guazzini è stata la più veloce, coprendo i 22,4 chilometri del percorso in 29’02”, lasciandosi alle spalle la tedesca Hanna Ludwig e l’altra atleta delle Fiamme oro Elena Pirrone. “Sono entusiasta di questo risultato, non me l’aspettavo – ha detto Vittoria commentando la sua gara – anche perché Elena Pirrone e Hannah Ludwig sono avversarie molto forti. Mi sono confermata rispetto ai livelli che avevo da Juniores e questo è importante perché dimostra la mia crescita continua”. “Questo terzo posto è un premio dopo un periodo non bellissimo, mi dà morale soprattutto perché sono partita senza aspettative – ha dichiarato Elena con il suo bronzo al collo – È stata una crono veloce, ma molto sofferta soprattutto nel tratto iniziale”. leggi tutto

From: http://www.poliziadistato.it/articolo/16613a4bd06293c009746830

Reggio Emilia: arrestati 9 spacciatori con l’operazione “Piazzale pulito”

I poliziotti della questura di Reggio Emilia hanno arrestato nove persone in esecuzione di 18 ordini di arresto differito emessi nel mese di agosto a carico di cittadini stranieri, per essere stati colti in flagranza del reato di cessione di sostanze stupefacenti. I pusher operavano nell’area di piazzale Europa, a ridosso della stazione ferroviaria e del complesso industriale dismesso delle ex Officine reggiane, importante punto di riferimento per spacciatori e consumatori. Nello scorso mese di agosto la Questura ha disposto servizi specifici, svolti da personale in abiti civili, che hanno documentato numerose cessioni di hashish effettuate nella zona da parte degli spacciatori. Al fine di reprimere efficacemente il traffico illegale, la Polizia, di intesa con la Procura della Repubblica di Reggio Emilia, ha deciso di ricorrere allo strumento degli arresti differiti. In questo modo gli investigatori, d’accordo con il magistrato, dopo aver documentato la cessione della droga, recuperato lo stupefacente dall’acquirente e identificato il presunto pusher, hanno posticipato l’arresto materiale delle persone individuate, per potere ricostruire l’intera filiera criminale. I 23 clienti individuati, sono stati sottoposti al sequestro delle sostanze stupefacenti acquistate, a sanzioni amministrative e segnalati in Prefettura. leggi tutto

From: http://www.poliziadistato.it/articolo/16613a1b9028616518848677

Latina: mafia al mercato del pesce, 3 arresti

È stata denominata Octopus, l’operazione di questa mattina che ha portato all’arresto di tre persone responsabili di tentata estorsione e atti di illecita concorrenza aggravati dal metodo mafioso. Ad eseguire gli arresti i poliziotti delle Squadre mobili di Latina e Roma, unitamente a personale del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato. Le indagini hanno permesso ai poliziotti di scoprire un sistema criminale intorno al mercato del pesce, finalizzato ad imporre, attraverso minacce continue e vessanti, un regime di monopolio nella commercializzazione al dettaglio di prodotti ittici sui mercati di Latina e Cisterna di Latina. In particolare è emerso, come principale artefice delle estorsioni, un imprenditore che, vantandosi della “protezione mafiosa”, costringeva i concorrenti a fare scelte svantaggiose o addirittura a chiudere le attività e ad abbandonare il banco del pesce. Utili alle indagini sono state le dichiarazioni di due collaboratori di giustizia che hanno fornito elementi fondamentali a documentare episodi di estorsione nei mercati di Latina e Cisterna avvenuti tra il 2016 e il 2018, commessi con violenza e minaccia. L’imprenditore aveva assoldato i due collaboratori di giustizia, elementi di spicco del clan Di Silvio, affinché intimidissero un imprenditore concorrente attraverso azioni ritorsive nei confronti di beni e familiari, potendo anche contare su una rete di contatti con ambienti criminali campani e con esponenti di clan camorristici. leggi tutto

From: http://www.poliziadistato.it/articolo/136139ce0b94a7d791207203

No vax: perquisizioni in diverse città italiane

Perquisizioni domiciliari e informatiche condotte dalla Digos e dal Compartimento Polizia postale di Milano a carico di appartenenti al mondo “No-Vax” che tramite un gruppo Telegram hanno manifestato intenti violenti da porre in essere in occasione di pubbliche manifestazioni. Le indagini sono rivolte nei confronti di residenti nelle città di Milano, Roma, Bergamo, Reggio Emilia, Venezia e Padova. Gli indagati sono membri attivi del gruppo Telegram denominato “I guerrieri” nel quale vengono progettate azioni violente da realizzare, anche con l’uso di armi ed esplosivi rudimentali, in occasione delle manifestazioni “no green pass” organizzate in tutta Italia, in particolare quella in programma nella Capitale per l’11 e 12 settembre. Dall’analisi dei messaggi pubblicati sulla chat è emerso che gli indagati, uno dei quali titolare di porto d’arma e già noto alle forze dell’ordine per la sua vicinanza al separatismo veneto, oltre all’intenzione di partecipare in massa alla manifestazione di protesta in programma a Roma il prossimo sabato, incitano gli altri membri del gruppo a realizzare azioni violente nelle rispettive province di residenza. Alcuni membri del gruppo volevano realizzare una “riunione preparatoria” in vista dell’appuntamento romano e approvvigionarsi di armi bianche da utilizzare in quell’occasione. leggi tutto

From: http://www.poliziadistato.it/articolo/136139b60b84b59931185235

Falsi documenti amministrativi e contabili, 4 denunce a Isernia

I poliziotti della Digos di Isernia hanno denunciato in stato di libertà il presidente e due componenti di un ente per la gestione del patrimonio territoriale nonché un ex segretario comunale di un piccolo centro della provincia. Gli indagati sono accusati dei reati di peculato, falso materiale e falso ideologico in concorso tra loro. I reati si sono concretizzati nella redazione, da parte del vertice dell’ente, di una serie di documenti contabili contraffatti, avallati dalla sottoscrizione del segretario comunale. Da questo è scaturita l’indagine delegata alla Digos da parte del Pubblico ministero della Procura della Repubblica di Isernia. Gli investigatori hanno effettuato perquisizioni nella sede dell’ente, nelle abitazioni degli indagati e negli uffici del palazzo comunale, durante le quali sono stati sequestrati numerosi documenti amministrativi e contabili, con lo scopo di acquisire ulteriori prove degli illeciti. leggi tutto

From: http://www.poliziadistato.it/articolo/166138e29bf3932504098882