NOTIZIE

Covid 19: il sovrintendente Gianluca Menotti ci ha lasciato

Se n’è andato anche Gianluca. Alla lista, già troppo lunga, dei morti a causa del Coronavirus si aggiunge anche il sovrintendente Gianluca Menotti. Questo “ragazzo” di 54 anni se n’è andato in una settimana, ancora innamorato della vita e della famiglia.
In servizio alla Polizia di frontiera di Ancona, Gianluca amava sorridere e prendere la vita sempre positivamente; un passato da giocatore di calcio e pugile ora si era concentrato sul lavoro e sui famigliari. Appena ne aveva la possibilità seguiva il figlio giocatore di calcio, nelle partite in trasferta filmando e fotografando il suo ragazzo in campo. Il dolore per la sua scomparsa è ancora più forte per il repentino aggravarsi del Virus: in ospedale, un po’ forse per dissacrare la malattia, un po’ per indole, mandava selfie agli amici nelle chat; ma il virus intanto lo stava velocemente consumando, distruggendo il suo corpo.
Insieme ai parenti, ai colleghi d’ufficio e agli amici, tutti i poliziotti si stringono alla moglie Paola e ai figli Davide e Sara; a loro va l’affetto di tutta la famiglia della Polizia di Stato. leggi tutto

From: http://www.poliziadistato.it/articolo/15604f3574cdafa482270060

Fratelli d’Italia: guardie giurate all’estero e un nuovo CCNL per ripensare la vigilanza privata

Il partito Fratelli d’Italia, da sempre vicino al comparto della sicurezza privata, si è reso tra l’altro promotore di un‘iniziativa di legge sull’impiego delle guardie giurate all’estero che aprirebbe rilevanti aree di business ad oggi precluse dalla normativa italiana. Ma FdI ha anche chiesto con forza al precedente Governo che venisse convocato il tavolo del CCNL della Vigilanza Privata e servizi fiduciari, il cui rinnovo non vede la luce ormai dal lontano 2015. Qual è la linea di FdI nella sua attività di opposizione al Governo Draghi? Qual è il pensiero politico di FdI sui vaccini e sullo status giuridico delle guardie giurate?
Ne abbiamo parlato con l’On. Emanuele Prisco, deputato di Fratelli d’Italia e membro della I Commissione (Affari costituzionali, della presidenza del consiglio e interni).

Fratelli d’Italia è sempre stata molto attiva, anche con una proposta di legge, sullo spinoso tema dell’impiego delle guardie giurate all’estero, che aprirebbe rilevanti aree di business ad oggi precluse dalla normativa italiana. Basti pensare che per la protezione non solo delle imprese italiane all’estero, ma addirittura dei compound militari all’estero, le imprese italiane devono di necessità rivolgersi a security contractor stranieri. Quali iniziative intendete portare avanti su questo fronte?

Il tema è molto complesso ma di grande rilevanza nazionale. Molte grandi imprese italiane, soprattutto quelle che operano in settori strategici per l’interesse nazionale all’estero, penso all’energia per esempio, si trovano costrette a rivolgersi a contractor stranieri. Questi a loro volta sono soggetti anche al controllo dei rispettivi governi e – per il lavoro che svolgono – entrano in contatto con preziosissimi know how nazionali che credo l’Italia debba tutelare e difendere. Perché non farlo con aziende italiane che, per colpa di questa mancata scelta, perdono anche importanti quote di mercato internazionale che porterebbero in Italia in termini di fatturati e posti di lavoro? Su questo è giacente in Commissione affari costituzionali una nostra proposta di legge.
Mi auguro che con la nuova maggioranza la si voglia prendere in considerazione.

Avete chiesto per un anno al precedente Governo di convocare il tavolo per il rinnovo del contratto della Vigilanza privata, scaduto nel lontano 2015: quali iniziative intendete portare avanti in tal senso nell’attività di opposizione al Governo Draghi?

Obiettivamente l’aggiornamento del contratto consente di rivalutare sia le istanze dei lavoratori che delle aziende del settore. Il tutto a vantaggio della qualità di un servizio sempre più richiesto da cittadini ed imprese e le cui esigenze cambiano con la velocità con cui in questo periodo cambia la società nella quale viviamo.

Daniele Zampaglione, responsabile dip. sicurezza provincia di Roma di FdI, chiede che i lavoratori del comparto di vigilanza privata vengano “equiparati alle forze dell’ordine, cominciando ad integrarli nel programma vaccinale previsto, con l’impegno di rivedere, nel prossimo futuro, contratti e diritti. Rendendoli in questo modo come gli operatori di polizia, con i quali condividono rischi ed oneri ma non parità di trattamento “. Condivide questo pensiero? E’ la linea di FdI?

Fratelli d’Italia ha sempre avuto a cuore questo comparto e il tema della sicurezza integrata. Sicuramente leggi tutto

From: https://www.vigilanzaprivataonline.com/rinnovo-ccnl/fratelli-ditalia-guardie-giurate-allestero-e-un-nuovo-ccnl-per-ripensare-la-vigilanza-privata-9849.html

Category: Primapagina, Riforma Tulps, Rinnovo CCNL, ccnl, coronavirus, fratelli d’italia

Vigilanza privata e far west del sottocosto: Security Key rimpiange le tariffe di legalità

Tariffe piratesche che impongono un sottocosto inaccettabile, gare al massimo ribasso inferiori al costo del lavoro, subappalti di subappalti e commesse acquisite in perdita solo per fare quote di mercato. Una situazione che fa rimpiangere le tariffe di legalità. Questa la denuncia di Vincenzo Morelli, titolare di Security Key, realtà attiva nella Vigilanza Privata e nei Servizi Fiduciari, e delegato UNIV per la Lombardia. Non meno netta la posizione di Morelli sull’innesto dei servizi fiduciari nel CCNL della vigilanza privata e sulla qualifica delle guardie giurate quali pubblici ufficiali. Sentiamo le sue parole.
Quali sono le principali difficoltà del comparto, in generale e nella presente emergenza socio-sanitaria?

La vigilanza privata si può definire un ossimoro permanente, vittima purtroppo di una sorta di “dualismo” alimentato dalle lacune e da certi anacronismi di una legislazione che era funzionale nello scorso secolo, ma non più adesso: siamo infatti impresa “pubblica” quando dobbiamo sottostare a controlli, lacci, lacciuoli e limitazioni di vario tipo, ma torniamo ad essere impresa privata (anzi, privatissima!) quando si tratta di subire tariffe al ribasso, concorrenza in un mercato “libero” solo per chi dispone di grandissimi mezzi e, come avvenuto in pandemia, assenza completa di aiuti. Il risultato è evidente: chi decide di restare nel perimetro della legalità, e purtroppo non sempre è scontato né possibile, opera spesso ai margini della sopravvivenza aziendale aggravata da un clima da “far west”. Non solo per colpa del Covid, sia beninteso: le problematiche sono assai più estese e di lungo corso.

Tariffe al ribasso, far west liberista: sembra forse suggerire un ritorno delle tariffe di legalità pre-2008?

E’ molto semplice: o si liberalizza tutto alla luce del sole, e allora però deve essere libera anche la fissazione del costo del dipendente – cosa ovviamente non accettabile né proponibile in un settore di valore sociale come il nostro, che tutela beni primari come la sicurezza di patrimoni e persone; oppure le imprese devono essere messe nella condizione di affrontare i costi a loro carico disponendo di un minimo di marginalità. Non ci sono vie di mezzo: ormai le tariffe riflettono condizioni a dir poco piratesche, che impongono di operare a un livello di sottocosto inaccettabile, sulla base di gare al massimo ribasso inferiori al costo del fattore lavorativo umano (in teoria non comprimibile), con subappalti di subappalti che frammentano la filiera, e commesse acquisite in perdita pur di salvaguardare o accrescere delle quote di mercato. Come si può fare sicurezza sullo sfondo di uno scenario del genere? Che qualità si può garantire? Ripristinare le tariffe di congruità potrebbe garantire alla committenza e alla cittadinanza quel livello di dignità cui il nostro Paese ha diritto, e che i circa 60.000 Addetti ai Servizi fiduciari e di Vigilanza meritano.

In un quadro simile, è possibile o plausibile parlare di rinnovi contrattuali?

Stiamo parlando di un CCNL scaduto nel 2015, che ha visto l’innesto dei servizi fiduciari al suo interno con salari compressi ai limiti dei minimi costituzionali. In tale contesto, parlare in maniera generica, o a titolo di proclama politico, di leggi tutto

From: https://www.vigilanzaprivataonline.com/rinnovo-ccnl/vigilanza-privata-e-far-west-del-sottocosto-security-key-rimpiange-le-tariffe-di-legalita-9844.html

Category: Primapagina, Riforma Tulps, Rinnovo CCNL, ccnl, coronavirus, security key

Latina: preso “Varenne” il latitante fuggito in Brasile

Nei giorni scorsi, la Squadra mobile di Latina e la Polizia federale brasiliana hanno arrestato un latitante legato al clan Zizzo che deve scontare 9 anni di reclusione per reati legati agli stupefacenti e alle armi. Latitante da 4 anni, il 44enne è stato localizzato e identificato attraverso le indagini della sezione antidroga della Squadra mobile di Latina, dei poliziotti del commissariato di Fondi con la collaborazione del Servizio centrale operativo (Sco). Intercettazioni telefoniche e ambientali intraprese già dal 2019 lo avevano tradito e, nonostante il periodo segnato dall’emergenza sanitaria, gli investigatori sono riusciti a identificarlo e arrestarlo; attualmente è detenuto in Brasile in attesa di estradizione per l’Italia. Negli ambienti criminali da cui proviene, l’uomo era conosciuto per la sua abilità di correre a bordo delle auto per sfuggire ai controlli delle Forze dell’ordine o durante l’attività di pusher e per questo aveva guadagnato il soprannome di “Varenne”, dal nome del famoso cavallo campione del mondo di trotto. leggi tutto

From: http://www.poliziadistato.it/articolo/15604c8ff321416570476707

Covid19: attenzione alle fake news sui vaccini

Sta circolando sulla Rete un falso comunicato dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) nel quale viene fatto divieto di utilizzo di diversi lotti di vaccino AstraZeneca contro il Covid19. L’AIFA ha smentito la notizia ribadendo che l’unico lotto di vaccino AstraZeneca oggetto del divieto d’uso a fini precauzionali, sul territorio nazionale, è quello con il numero ABV2856. Si ricorda che informazioni e comunicazioni attendibili, riguardanti la campagna vaccinale in atto contro il Covid19, sono quelle pubblicate sul sito ufficiale dell’Agenzia italiana del farmaco www.aifa.gov.it. Invitiamo tutti a non contribuire alla diffusione di queste false notizie, creando ulteriori preoccupazioni nei cittadini. Si raccomanda, sempre, di non condividere notizie ricevute attraverso la messaggistica istantanea di cui non si abbia certezza della provenienza ma di segnalarle al commissariato di ps online della Polizia postale e delle comunicazioni www.commissariatodips.it. leggi tutto

From: http://www.poliziadistato.it/articolo/38604c8581671a3793065348

Novara: fermata banda di rapinatori in trasferta, 7 arresti

Erano nascosti in un casolare nelle campagne del novarese, sette uomini tutti originari di Cerignola (Foggia) e stavano trascorrendo la notte dormendo nei sedili posteriori di alcune autovetture, quando i poliziotti hanno fatto irruzione e li hanno arrestati.
Tre hanno tentato di darsi alla fuga nascondendosi tra i cespugli della campagna: due di essi sono stati subito individuati grazie ai visori notturni, il terzo è stato tradito dal suono del proprio cellulare ed è stato quindi scovato e bloccato.
I fermati dagli agenti del Servizio centrale operativo, delle Squadre mobili di Novara, Bari e Foggia e del Compartimento polizia stradale Puglia, sono accusati di detenzione di armi clandestine e indagati per installazione di apparecchiature capaci di impedire le comunicazioni telegrafiche o telefoniche e ricettazione di auto rubate. 
Infatti, nel corso delle perquisizioni, sono state rinvenute due pistole pronte a sparare e con matricola abrasa, due grossi dispositivi jammer a lungo raggio, utilizzati negli assalti ai camion per inibire il segnale dei dispositivi Gps montati a bordo dei trasporti di valore, due grossi barattoli contenenti chiodi tricuspidi, anch’essi utilizzati nel corso degli assalti su strada per bloccare il passaggio delle auto delle Forze dell’ordine, nonché una serie di apparati radio ricetrasmittenti sintonizzati sulle stesse frequenze.
Uno degli indagati aveva portato nel covo il figlio 20enne incensurato per farlo partecipare all’assalto.
I poliziotti della Squadra mobile di Novara avevano notato, da giorni, la presenza di alcune autovetture che transitavano ripetutamente lungo le strade abitualmente percorse dai camion provenienti da aziende di trasporto della zona, talvolta appostandosi in coincidenza degli incroci.
Insospettiti dall’atteggiamento dei veicoli e dei loro conducenti, i poliziotti hanno deciso di effettuare dei controlli più approfonditi, scoprendo che due delle auto sospette erano in uso a due uomini originari di Cerignola e Bari con numerosi precedenti in materia di armi e rapine a mano armata in danno di camion e furgoni portavalori. 
Questa informazione è stata subito condivisa con le Squadre mobili di Bari e Foggia, nonché con il Compartimento polizia stradale Puglia, impegnati nel contrasto al fenomeno criminale degli assalti armati ai camion in transito sulle arterie viarie nazionali. 
In particolare, i veicoli erano stati visti spesso transitare e sparire all’interno di un vicolo in località Cascine Gianotti, nel novarese, nei pressi di uno stabile confiscato a seguito di un’operazione della questura di Novara.
Tutto questo ha portato i poliziotti a fare irruzione all’interno dello stabile. Le indagini proseguono per individuare l’obiettivo della tentata rapina che la banda stava preparando. Donatella Fioroni leggi tutto

From: http://www.poliziadistato.it/articolo/13604c78663f174529313902

’Ndrangheta: arrestato in Spagna pericoloso latitante

Localizzato e catturato a Barcellona, dalla Guardia Civil spagnola, il pericoloso latitante di San Luca (Reggio Calabria) Giuseppe Romeo. La localizzazione del ricercato, inserito nell’elenco dei latitanti pericolosi, è stata possibile grazie alle indagini degli uomini della Squadra mobile di Reggio Calabria, del Servizio centrale operativo (Sco) della Direzione centrale anticrimine della Polizia di Stato e del Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia (Scip) della Direzione centrale della polizia criminale, nell’ambito del più ampio progetto I-Can (Interpol Cooperation Against ‘Ndrangheta) promosso dall’Italia insieme al Segretariato generale dell’OIPC-Interpol di Lione.  Giuseppe Romeo era sfuggito all’arresto nell’operazione internazionale “European ’Ndrangheta Connection” eseguita il 5 dicembre 2018 da una squadra investigativa composta da diverse Forze di polizia italiane (Polizia di Stato e Guardia di finanza) ed europee (Bka tedesco, Fiod olandese e Polizia belga), con il coordinamento di Eurojust e di Europol. Il suo ruolo all’interno del gruppo “Pelle-Costadura-Romeo” era quello di promotore, organizzatore e finanziatore dei traffici di cocaina in Europa. L’Uomo aveva stabilito la propria dimora in Germania, ma faceva la spola fra la Calabria, la Lombardia e l’Europa nord-occidentale al fine di stringere accordi con i fornitori dello stupefacente e con alcuni intermediari in Belgio, Olanda e Germania. Tali accordi prevedevano trasporti di 40 chili di cocaina a settimana dall’Olanda a Milano.  Colpito da due ordinanze di custodia cautelare in carcere e destinatario di un decreto di sequestro preventivo nell’ambito dell’inchiesta “European ’Ndrangheta Connection”, il 13 novembre 2020 è stato condannato dal G.U.P. di Reggio Calabria a 20 anni di reclusione per partecipazione, con ruolo di rilievo, ad un’associazione per delinquere finalizzata al narcotraffico internazionale, detenzione di sostanze stupefacenti, trasferimento fraudolento di valori ed auto-riciclaggio. L’arresto di Romeo rappresenta un duro colpo al narcotraffico internazionale gestito dalla ’Ndrangheta ed è stato effettuato in esecuzione di un mandato di arresto europeo emesso nel 2018 dal G.I.P. di Reggio Calabria su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia. leggi tutto

From: http://www.poliziadistato.it/articolo/38604b604863f99505340711

‘Ndrangheta: 29 indagati e 9 arresti a Reggio Emilia

Si è conclusa questa mattina l’operazione “Perseverance”, un’attività investigativa contro le cosche di ‘Ndrangheta attive in Emilia Romagna, che ha portato all’arresto di nove persone (sette in carcere e due ai domiciliari) e all’esecuzione di una misura interdittiva. Eseguite anche 35 perquisizioni nelle province di Reggio Emilia, Modena, Ancona, Parma, Crotone, Milano, Prato, Pistoia e Latina, nelle abitazioni di tutti e 29 gli indagati dall’attività investigativa condotta dai poliziotti delle questure di Reggio Emilia e Modena e dai carabinieri del Comando provinciale di Modena. Le accuse sono diverse: associazione di tipo mafioso finalizzata al recupero crediti di natura estorsiva, al trasferimento fraudolento di valori mediante l’attribuzione fittizia della titolarità o disponibilità di denaro o altri beni, al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali, o di agevolare il riciclaggio e il reimpiego di denaro o altri beni di provenienza illecita, anche tramite falsità ideologica in atti pubblici commessa da pubblici ufficiali e da privati. Si tratta di due filoni investigativi, seguiti da Polizia e Carabinieri, che ad un certo punto hanno trovato una convergenza nell’uomo accusato di essere a capo della cosca di ’Ndrangheta operante in Emilia. I carabinieri di Modena stavano indagando proprio su quell’uomo, i cui tre fratelli erano stati condannati come importanti esponenti della ’Ndrangheta emiliana. Sotto la lente d’ingrandimento c’era l’organizzazione del gruppo criminale e la sua capacità di infiltrazione nei settori nevralgici dell’economia e della vita civile. L’uomo aveva la gestione indiretta di numerose attività economiche nelle province di Modena e Reggio Emilia, e utilizzava dei prestanome nel tentativo di proteggere il patrimonio di famiglia da possibili sequestri. I poliziotti stavano indagando su un altro criminale, i cui due fratelli erano anch’essi stati condannati nel processo “Aemilia” per associazione di tipo mafioso. L’uomo aveva preso in mano l’attività di famiglia, e in particolare aveva messo in contatto la cosca emiliana con due insospettabili cittadini modenesi che, tra le altre cose, gli avevano commissionato il recupero di un credito di circa 2 milioni di euro ad una persona, a tutela della quale era intervenuto un uomo, risultato essere un referente proprio della persona su cui stavano indagando i carabinieri. leggi tutto

From: http://www.poliziadistato.it/articolo/16604b5bcd4d9a7330581526

Livorno: 2 arresti e 8 denunce per corruzione

Con l’operazione “Teodolite” stamattina la Squadra mobile di Livorno, insieme alla Polizia locale, ha arrestato 2 persone e ne ha denunciate altre 8 per episodi di corruzione e abuso d’ufficio.
Nello specifico sono stati posti agli arresti domiciliari un funzionario del comune di Livorno e un operatore immobiliare legati tra loro da traffici illeciti e episodi di corruzione.
I due sono accusati infatti di aver gestito, presso l’Ufficio del patrimonio del comune di Livorno, un giro di rapporti illegali con imprenditori ed altri operatori del settore immobiliare.
Per gli altri otto indagati invece, sono state emesse misure interdittive dall’esercizio di attività professionali.

L’indagine, iniziata due anni fa, ha fatto luce su episodi di favoritismi in favore di alcuni operatori del settore immobiliare in cambio di corrispettivi in denaro che il dipendente pubblico percepiva sia personalmente, sia per il tramite di compiacenti professionisti utilizzati dall’indagato come prestanome, tra i quali un architetto, indagato.
Dalle indagini è poi emerso che un operatore immobiliare si è rivolto più volte al funzionario pubblico con lo scopo di risolvere nella maniera più favorevole al suo interesse personale ogni questione tecnica in grado di precludere o ritardare la conclusione di un affare immobiliare.

Altri cinque imprenditori, sempre del settore immobiliare, hanno commissionato al dipendente pubblico l’esecuzione di progetti e pratiche edilizie in cambio di corrispettivi in denaro, su beni immobili che gli imprenditori si erano aggiudicati o avevano in progetto di aggiudicarsi a seguito di gare pubbliche. Tra questi c’erano anche un imprenditore edile e uno del settore della ristorazione.

Il funzionario comunale è responsabile anche del reato di abuso d’ufficio: nella gestione di una pratica relativa alla vendita e al frazionamento di un terreno pubblico avrebbe dovuto astenersi in quanto gestita, per conto degli acquirenti, da un proprio nipote geometra; al contrario l’uomo insieme al proprio nipote ha gestito la pratica e ha percepito, per le sue prestazioni, insieme al nipote, 7.500 euro.

Oltre agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico, il dipendente comunale è stato sospeso dall’esercizio del pubblico ufficio, e all’imprenditore arrestato è stato disposto il divieto di esercitare qualunque attività professionale e di impresa nel settore immobiliare, per la durata di 12 mesi. A tutti gli altri indagati è stata, invece, applicata la misura interdittiva del divieto temporaneo dell’esercizio di attività imprenditoriali nel settore immobiliare, mentre all’architetto è stato applicato il divieto di esercitare la professione per la durata di 12 mesi.
Negli uffici degli indagati, a Livorno, Rosignano Marittimo (Livorno) e in provincia di Lucca, sono state effettuate delle perquisizioni, che hanno consentito di recuperato ulteriore materiale probatorio. leggi tutto

From: http://www.poliziadistato.it/articolo/13604b3e3c85e5a935992577

Rinnovo del CCNL e guardie giurate all’estero: la vigilanza privata secondo il Partito Democratico

Dallo stop alle guardie giurate autonome ad una proposta di legge per far operare le imprese di sicurezza italiane all’estero: nel Governo Conte 2 il Partito Democratico è stato determinante per sbloccare i nodi più esiziali per un comparto già stremato dalla pandemia e dall’interruzione unilaterale delle interlocuzioni con l’autorità tutoria. Interventi emergenziali e “in ordine sparso” che meriterebbero però una riflessione organica, secondo l’On. Pagani: dalla qualifica degli operatori, al loro trattamento pensionistico, contrattuale e normativo. Intervista all’On. Alberto Pagani, Capogruppo PD in commissione Difesa.

E’ a sua firma la proposta di legge AC. 2695 sull’impiego delle guardie giurate all’estero: un intervento normativo che aprirebbe nuove possibilità di business ad un settore già fortemente penalizzato su più fronti: ci può illustrare i passi salienti e darci qualche previsione sull’iter?

La discussione è stata avviata nella commissione affari costituzionali, che è la referente, ed il progetto di legge firmato da me, dal presidente della commissione Esteri Piero Fassino e dal responsabile delle politiche della sicurezza Carmelo Miceli va abbinata alle proposte dei Fdi e Lega. Ora tocca al presidente della commissione decidere come procedere: io suggerisco un comitato ristretto che produca un testo unificato, per semplificare ed accelerare i lavori, ed arrivare all’approvazione di una legge che mi pare possa trovare una condivisione sufficientemente larga. Non si tratta, a nostro parere, solo di creare nuove possibilità di business per il settore, ma anche di riportare in Italia quel lavoro che ora gli italiani svolgono con aziende straniere, e quindi anche la possibilità di certificare e controllare standard di formazione e sicurezza ed anche il gettito fiscale corrispondente per l’erario.

Mentre le FFOO sono state (più che legittimamente) identificate tra i gruppi prioritari di vaccinazione, per la Vigilanza Privata la priorità è garantita solo a chi presta servizio in strutture sanitarie: qual è il vostro pensiero politico?

Io ritengo che sia corretto coprire con la vaccinazione chi lavora esposto al rischio di contagio per assicurare servizi essenziali. Consideri che nemmeno i sindaci, che sono le autorità sanitarie locali nei loro comuni, vengono vaccinati prioritariamente, e credo che questo sia un errore ed un cedimento propagandistico stupido alla retorica contro la casta. I paesi normali si preoccupano di assicurare il funzionamento corretto delle istituzioni che devono assicurare i servizi ai cittadini anche nella definizione delle priorità di vaccinazioni. Solo noi facciamo cose strane.
Ieri ne parlavo con un generale a tre stelle che mi diceva di essere stato vaccinato in quanto docente a contratto di un’università, per la quale fa docenza con didattica a distanza, e non per il suo ruolo nella forza armata. Mi pare per lo meno bizzarro.

Il consigliere regionale per la Puglia Filippo Caracciolo ha chiesto di elevare lo status giuridico delle guardie giurate al grado di agenti ausiliari di pubblica sicurezza (oggi sono incaricate di pubblico servizio). E’ la linea del PD? Questa nuova qualifica potrebbe avere dei riflessi anche in tema di trattamento pensionistico anticipato delle guardie giurate, sottoposte ad un elevato tasso di stress ma considerate lavoro leggi tutto

From: https://www.vigilanzaprivataonline.com/rinnovo-ccnl/rinnovo-del-ccnl-e-guardie-giurate-allestero-la-vigilanza-privata-secondo-il-partito-democratico.html

Category: Primapagina, Riforma Tulps, Rinnovo CCNL, ccnl, gpg autonome, pensione