NOTIZIE

Foggia: fermato racket delle estorsioni ad imprenditori

Continuano le operazioni sul territorio per eliminare la criminalità organizzata nella provincia di Foggia denominata “Società foggiana”. Altri due appartenenti al clan sono stati fermati per estorsione e tentata estorsione. Le attività tecniche della Squadra mobile di Foggia e del Servizio centrale operativo. Le indagini, iniziate grazie alla denuncia di un noto imprenditore foggiano, hanno portato gli investigatori a accertare numerosi tentativi di estorsione, alcuni andati a buon fine, a danno di imprenditori e commercianti della città; gli stessi, poi decisi a collaborare con la Polizia, hanno raccontato modalità e metodi delle estorsioni che si avvalevano sempre della leva di appartenenza mafiosa dei due criminali. Uno di loro, addirittura, sebbene agli arresti domiciliari, continuava la sua attività da casa costringendo la vittima, in qualche occasione, a portare il denaro direttamente a casa. Le estorsioni erano imposte anche ad altri tipi di “commercianti”: le intercettazioni hanno documentato come un trafficante all’ingrosso di stupefacenti dovesse versare una “tassa di sovranità” di 3 mila euro al mese, per poter spacciare in città. leggi tutto

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Immigrazione clandestina: 16 arresti in nord e sud Italia

Il prezzo di partenza, per un permesso di soggiorno in Italia valido nove mesi, era di 5mila euro: ma si poteva scendere fino a 1.500 in base al numero di richieste o di rapporto personale o di parentela. Queste sono le tariffe stabilite dalla banda specializzata nel far entrare e soggiornare immigrati in Italia, fermata oggi dalla Squadra mobile di Potenza. Sedici persone state poste agli arresti domiciliari tra nord e sud Italia. All’operazione di questa mattina, denominata “Carpe Diem” hanno partecipato anche le Squadre mobili di Milano, Firenze, Foggia e La Spezia, nonché il Reparto prevenzione crimine Basilicata. Le indagini, cominciate nel 2018, hanno permesso ai poliziotti di scoprire tutta l’organizzazione criminale composta da cittadini italiani e stranieri e costituita da procacciatori-intermediari, imprenditori agricoli, locatari di abitazioni compiacenti ed agenzie d’affari. Tutti, per la propria parte, impegnati affinché cittadini stranieri irregolari riuscissero a regolarizzare la propria posizione sul territorio nazionale. In particolare, personaggio cardine dell’illecita attività, era il titolare di una società cooperativa che rappresentava un punto di riferimento per vari intermediari stranieri ed italiani; a lui si rivolgevano per ottenere documenti fittizi per la regolarizzazione del soggiorno. Altra figura di rilievo è quella del titolare di un’agenzia d’affari, formalmente impegnata in consulenze automobilistiche ed assicurative, ma che di fatto era il punto di contatto tra datori di lavoro, procacciatori d’affari del titolare della cooperativa ed istituzioni pubbliche e privati. L’organizzazione funzionava in questo modo: uno straniero che voleva entrare o permanere in Italia si rivolgeva ai “facilitatori” attivi nel Potentino, Firenze e oppure direttamente ai titolari di 5 aziende agricole nelle province di Potenza e Foggia, che sono state sequestrate. Ottenuto il contratto di lavoro, fittizio e da rescindere quasi subito, lo straniero lo utilizzava per ottenere il permesso di soggiorno. Alcuni degli stranieri, una volta ottenuto il visto ed il conseguente permesso di soggiorno, lasciavano l’Italia per raggiungere familiari o conoscenti in altri Paesi europei (principalmente Francia e Germania). Per ottenere la residenza anagrafica invece, proprietari compiacenti affittavano gli immobili percependo 200-300 euro al mese con l’aggiunta di 3 o 4 mensilità di caparra, consapevoli che lo straniero vi avrebbe alloggiato soltanto fino al controllo della Polizia locale per l’iscrizione nell’anagrafe dei residenti. Nel corso dell’operazione i poliziotti hanno sequestrato anche 33 permessi di soggiorno illecitamente rilasciati. leggi tutto

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Vigilanza privata, urge rinnovare il CCNL

Dopo 5 anni di esitazioni, timidi avanzamenti, brusche frenate e repentini dietrofront, il CCNL Vigilanza Privata e servizi fiduciari è ancora senza rinnovo e i sindacati dicono basta. I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil hanno scritto al Presidente Conte e ai Ministri Lamorgese e Catalfo per richiamare l’attenzione sulla grave situazione che stanno subendo i lavoratori e le lavoratrici della Vigilanza Privata e dei Servizi di Sicurezza.

“Pur avendo garantito in questi mesi la sicurezza dei beni e dei cittadini, svolgendo anche mansioni improprie per la loro professionalità e accollandosi il rischio per la propria salute” – si legge nel comunicato sindacale congiunto – “questi lavoratori si vedono negato il diritto ad un nuovo contratto di lavoro e al giusto riconoscimento salariale a distanza di 54 mesi dalla scadenza del precedente accordo. La trattativa si è arenata per responsabilità delle associazioni datoriali, incapaci di formulare una proposta dignitosa e arroccati sul mantenimento dello status quo. Un negoziato condizionato dalla volontà di alcune imprese che, dopo aver abbondantemente lucrato negli anni scorsi, rifiutano di riformare un assetto contrattuale inadeguato all’evoluzione del settore e pretendono di speculare ulteriormente sull’impiego dei loro dipendenti”.

 

Lettera-CGIL-CISL-UIL-01.12.2020

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Varie

Data:
9 Dicembre 2020

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Category: Primapagina, Rinnovo CCNL

Steward e addetti ai servizi di controllo: senza mercato e senza aiuti

Un comparto che è rimasto senza mercato e senza aiuti, dimenticato dalla politica e dai ristori e che più di tutti soffre l’ombra scura di un Covid 19 che non ci restituirà più il mondo che conoscevamo prima. Parliamo dei servizi di controllo nei locali di pubblico intrattenimento, settore fermo da febbraio per la chiusura di eventi, pubbliche manifestazioni, fiere, entertainment, sport, discoteche, movida. Un settore cui è richiesta una professionalità garantita da licenza ex art. 134 TULPS e che vanta il maggior numero di ore di formazione obbligatoria del comparto. Un settore che, tuttavia, non gode di un codice ateco ad hoc e non ha sinora beneficiato dei ristori garantiti ad altre categorie.
Un settore che soffre di un abusivismo pauroso, di una colpevole e pericolosa assenza di controlli e di un florilegio di sigle e contratti che non fanno che alimentare confusione e deregulation.

Non se la passano meglio gli steward, con un campionato a porte chiuse o orfano di pubblico e lo stop al calcio dilettantistico fino al 15 gennaio. In questo scenario a tinte fosche, quali sono le prospettive per fine marzo, quando cesserà il blocco dei licenziamenti?

Per tirare le somme di questo 2020 nero, AISS – Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria – promuove una tavola rotonda virtuale intitolata “La sicurezza privata italiana – come sopravvivere al Covid, all’abusivismo e all’indifferenza della politica”.

L’appuntamento è su facebook venerdì 11 Dicembre 2020 dalle 15.00 alle 16.00. Partecipano AISS (Franco Cecconi, Claudio Verzola), ENBISIT – Ente Nazionale Bilaterale per la Sicurezza Sussidiaria, le Investigazioni e la Tutela (Giuseppe Mallardo), UGL Sicurezza Civile (Enrico Doddi) e SIA – Stewarding Italiani Associati (Jacopo Musciolà). Modera Ilaria Garaffoni, Direttore Responsabile www.vigilanzaprivataonline.com

Collegatevi e dite la vostra nei commenti

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Milano: Ambrogino d’oro al III Reparto mobile

Il comune di Milano ha assegnato alla Polizia di Stato – III Reparto Mobile, l'”Ambrogino d’oro”, un attestato di benemerenza civica attribuito a coloro che si sono distinti nel mondo dell’arte, della musica e della solidarietà. La cerimonia si è svolta questa mattina, in occasione della festa del patrono Sant’Ambrogio. Nella sala Alessi di palazzo Marini, il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha consegnato, tra gli altri, una Civica Benemerenza al III Reparto mobile di Milano per la realizzazione di iniziative dedicate alla cittadinanza, tra le quali i progetti dedicati alle scuole con l’educazione alla legalità, la collaborazione con associazioni che si occupano di disabilità ed il progetto sperimentale di sanificazione delle strade con i suoi mezzi di servizio in collaborazione con l’Amsa. L’attestato è stato ritirato dal dirigente del Reparto mobile, Paolo Barone. leggi tutto

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Shopping online: i consigli della Polizia postale

Una delle conseguenze dell’emergenza sanitaria e delle restrizioni agli spostamenti, è stato l’incremento dei numeri, già rilevanti, del commercio online, e negli ultimi mesi, anche le persone più diffidenti e meno esperte, hanno iniziato ad affacciarsi sul mercato digitale. Mentre i più capaci hanno imparato a fare acquisti online in modo sicuro, per i neofiti o i meno “smaliziati” e attenti, gli inconvenienti sono dietro l’angolo. Truffatori senza scrupoli, sfruttando il miraggio del “grande affare” o il desiderio dell’acquisto fatto all’ultimo momento, in tempo per Natale, si insinuano nel mare magnum delle reali offerte a basso costo per attirare le possibili vittime. I dati sono inequivocabili, il numero delle segnalazioni e denunce ricevute sul commissariatodips.it, sommate a quelle delle persone arrestate e denunciate nel corso del 2020, ha registrato un incremento del 89.1 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La Polizia postale e delle comunicazioni mette a disposizione la propria esperienza e fornisce una serie di informazioni per garantire la sicurezza in Rete, la tutela dei dati personali, la protezione da frodi e rischi negli acquisti. Si tratta di 10 consigli utili e pratici suggerimenti per muoversi tra i negozi virtuali facendo shopping online: 1. Utilizzare software e browser completi ed aggiornati
Il primo passo per acquistare in sicurezza è avere sempre un buon antivirus aggiornato all’ultima versione sul proprio dispositivo informatico. Gli ultimi sistemi antivirus (gratuiti o a pagamento) danno protezione anche nella scelta degli acquisti su Internet. Per una maggiore sicurezza online, inoltre, è necessario aggiornare all’ultima versione disponibile il browser utilizzato per navigare perché ogni giorno nuove minacce possono renderlo vulnerabile. 2. Dare la preferenza a siti certificati o ufficiali
In rete è possibile trovare ottime occasioni, ma quando un’offerta si presenta troppo conveniente rispetto all’effettivo prezzo di mercato del prodotto, allora è meglio verificare su altri siti. Potrebbe essere un falso o rivelarsi una truffa.
È consigliabile dare la preferenza a negozi online di grandi catene già note perché, oltre ad offrire sicurezza in termini di pagamento, sono affidabili anche per quanto riguarda l’assistenza e la garanzia sul prodotto acquistato e sulla spedizione dello stesso.
In caso di siti poco conosciuti si può controllare la presenza di certificati di sicurezza quali TRUST e VERIFIED / VeriSign Trusted che permettono di validare l’affidabilità del sito web. 3. Un sito deve avere gli stessi riferimenti di un vero negozio
Prima di completare l’acquisto verificare che il sito sia fornito di riferimenti quali un numero di partiva Iva, un numero di telefono fisso, un indirizzo fisico e ulteriori dati per contattare l’azienda. Un sito privo di tali dati probabilmente non vuole essere rintracciabile e potrebbe avere qualcosa da nascondere. I dati fiscali sono facilmente verificabili sul sito istituzionale dell’Agenzia delle entrate. 4. Leggere sempre i commenti e i feedback di altri acquirenti.  Le “voci” su un sito truffaldino circolano velocemente online!
Prima di passare all’acquisto del prodotto scelto è buona norma leggere i “feedback” pubblicati dagli altri utenti sul sito che lo mette in vendita. Anche le informazioni sull’attendibilità del sito attraverso i leggi tutto

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Latina: estorsioni e spaccio di droga, cinque arresti

Arrestate questa mattina a Latina cinque persone per violenza privata, rapina ed estorsione aggravata dal metodo mafioso. L’operazione è stata condotta dalle Squadre mobili di Latina e Roma, dal Servizio centrale operativo, in collaborazione con i Reparti prevenzione crimine. L’indagine è stata sviluppata dalla Squadra mobile di Latina a seguito di alcune dichiarazioni di collaboratori di giustizia. Gli indagati, tranne uno, sono tutti uniti da legami di parentela con la famiglia Di Silvio, gruppo di etnia Rom già protagonista di gravissimi episodi criminali quali gambizzazioni, tentati omicidi ed atti intimidatori di vario genere. I poliziotti, durante l’inchiesta, hanno documentato come gli indagati imponessero il “pizzo” e la protezione sia ad attività commerciali che a privati., attraverso il metodo tipicamente mafioso caratterizzato da ritorsioni e dal riferimento esplicito al clan di appartenenza. Il controllo del territorio gli permetteva, inoltre, l’assoggettamento delle vittime, tanto da poter agire in un contesto di omertà anche a fronte di pressanti richieste. In un episodio uno degli arrestati, dopo aver appreso di una lite condominiale degenerata nell’aggressione di alcuni pregiudicati ai danni di una famiglia ospite in un quartiere popolare di Latina, ha offerto a quest’ultima la “protezione”, costringendola a pagare 400 euro in contanti. A settembre 2019, in pieno centro storico della città pontina, gli indagati hanno simulato un incidente stradale, accusando falsamente un giovane di averli investiti con la propria auto. Minacciando la vittima con toni perentori ed intimidatori, gli hanno proposto di risolvere la questione pagando una certa somma. La consegna del denaro è avvenuta quella stessa notte nel quartiere Campo Boario, roccaforte delle famiglie Rom, da parte dei genitori del ragazzo. Gli investigatori nel corso dell’indagine hanno ricostruito una serie di altri episodi criminosi messi in atto dai componenti dei Di Silvio, con la complicità dell’unico malvivente non legato a loro da parentela, finalizzati ad estendere l’attività estorsiva ai danni di vari locali, e quella di spaccio di sostanze stupefacenti, soprattutto nella zona cosiddetta dei pub di Latina. leggi tutto

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Rimini: maxi-sequestro di droga, 3 arresti

Particolare l’involucro che conteneva la droga trasportata da tre cittadini albanesi arrestati la scorsa notte dagli uomini della squadra mobile di Rimini.
Sorpresi con 275 chili tra hashish e marijuana i tre erano a bordo di un furgone che aveva appena fatto il “pieno” nella zona industriale della città. Per contraddistinguere il contenuto dei panetti, i trafficanti avevano apposto due immagini diverse: su un tipo l’immagine di Goku, un personaggio della serie di cartoni animati Dragon Ball e, sull’altra, una foto della serie televisiva francese Validè, dedicata al mondo dei rapper. L’operazione degli investigatori è il risultato di un’indagine accurata di monitoraggio che gli agenti della Sezione antidroga avevano intrapreso già da tempo.
L’attenta analisi degli spostamenti degli indagati, supportate anche dai pedinamenti e dalle intercettazioni telefoniche, hanno condotto gli agenti al sequestro e all’arresto dei tre indagati. leggi tutto

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Siracusa: operazione contro l’immigrazione clandestina, 19 indagati

Operazione contro l’immigrazione clandestina eseguita dalle Squadre mobili di Siracusa, Bari, Imperia, Torino e Milano coordinate dal Servizio centrale operativo della Direzione centrale anticrimine. Nelle città di Bari, Milano, Torino e Ventimiglia (Imperia), i poliziotti hanno dato esecuzione a un provvedimento di fermo nei confronti di 19 persone responsabili di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. L’inchiesta ha permesso di individuare e fermare una banda di malviventi collegati con gruppi criminali presenti in Turchia e Grecia che, a loro volta, agevolavano i migranti nel percorso verso la Francia e il Nord Europa attraverso la rotta orientale che passa per l’Afghanistan, il Pakistan, l’Iran, la Turchia, la Grecia e l’Italia. L’indagine, sviluppata nel 2018, partendo da alcuni sbarchi avvenuti nella provincia di Siracusa, tutti con migranti provenienti dalla rotta del Mediterraneo Orientale, ha consentito di scoprire un gruppo criminale composto da curdo-iracheni, afgani e italiani che favoriva l’ingresso illegale di migranti in Italia e da qui in altri Paesi europei. In più occasioni sono anche riusciti a regolarizzare sul territorio nazionale numerosi cittadini stranieri privi dei requisiti di legge, falsificando contratti di lavoro e altra documentazione necessaria ad ottenere il permesso di soggiorno. L’organizzazione aveva un’ampia disponibilità di denaro utile ad acquistare imbarcazioni, generalmente a vela, e a reclutare skipper in grado di arrivare sulla costa siracusana. Gli scafisti venivano pagati circa mille dollari per ogni traversata. La rete criminale era strutturato come un vero e proprio network di cellule indipendenti tra di loro, operanti nelle città di Bari, Torino, Milano e Ventimiglia, ma tutte collegate ad una centrale fuori dal territorio italiano. In particolare, il gruppo di Bari si occupava di fornire accoglienza ai migranti in abitazioni messe a disposizione da titolari di agenzie immobiliari, di procurare i documenti giustificativi per il rilascio dei permessi di soggiorno e per il rinnovo di quello già in possesso di altri stranieri già presenti sul territorio europeo. Dalla città pugliese, i migranti venivano fatti arrivare a Torino e Milano per essere successivamente indirizzati a Ventimiglia dove operava l’altro gruppo, più numeroso. A Ventimiglia la cellula, composta da pakistani e afghani, si occupava di trasportare nottetempo gli extracomunitari in Francia mediante l’utilizzo di veicoli e, una volta raggiunta la destinazione finale, di segnalare la circostanza per ottenere il pagamento pattuito da parte delle famiglie dei migranti. Il pagamento, circa seimila euro a persona per l’intero viaggio, veniva effettuato in diverse modalità come il versamento in punti di raccolta in Turchia o attraverso sistemi di money transfer. Durante l’operazione gli agenti hanno sequestrato 17 telefoni cellulari, principale strumento utilizzato dagli indagati per le attività illecite, quattro computer portatili, documenti vari e circa 25 mila euro in contanti. leggi tutto

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Postale: stalking e revenge porn nei confronti della ex, condannato

Grazie al lavoro degli uomini della Polizia postale di Firenze, un 21 enne è stato condannato a 3 anni e 2 mesi per essere stato l’autore di atti persecutori, diffusione di immagini o video sessualmente espliciti diffamazione e sostituzione di persona. Il giovane non si rassegnava alla fine della storia con una 17enne fiorentina e fino al suo arresto, avvenuto nella scorsa primavera, commetteva su di lei atti persecutori, anche attraverso i social con profili falsi, la minacciava di morte e, infine, aveva diffuso foto e video intimi della ragazza. La pubblicazione era avvenuta su siti internet di incontri, corredato dal numero di cellulare e dalle foto della minore, che la ritraevano nuda ovvero in pose sessualmente esplicite. Gli investigatori della Postale, nel corso delle indagini, sono riusciti ad ottenere una tempestiva rimozione degli annunci contattando le società estere titolari dei siti di incontri ed escort; inoltre, confrontando i dati acquisiti dai social Facebook e Instagram, sono riusciti a stabilire tutti i profili falsi riconducibili al giovane. Olivia Petillo leggi tutto

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