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Operazione antidroga, scoperta “officina” della droga a Reggio Emilia

La droga era stipata ovunque: nei controsoffitti, nelle autovetture in riparazione e nei cassetti dell’officina meccanica a Reggio Emilia di proprietà di un cittadino maghrebino, da anni residente regolarmente in Italia. Gli uomini della Squadra mobile della Questura hanno scoperto e sequestrato oltre due quintali di stupefacente: 221 chili di hashish, 4 di cocaina ed 1 chilo di marijuana. Insieme al titolare dell’attività, gli agenti hanno arrestato anche i due dipendenti, tutti sono accusati di detenzione di droga ai fini di spaccio. Oltre alla droga sono stati trovati anche pacchetti con grosse somme di denaro contante. leggi tutto

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Assunzione 1851 allievi agenti, elenco convocati idoneità psico-fisica

Si comunica che con decreto n. 333-B/12D.3.19 del Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza del 19 aprile 2019 è stata disposta la convocazione agli accertamenti dell’efficienza fisica e dell’idoneità fisica, psichica ed attitudinale dei soggetti interessati al procedimento finalizzato all’assunzione di 1851 allievi agenti della Polizia di Stato Leggi qui leggi tutto

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Ragusa: minacciava i familiari per la droga, arrestato stalker

Gli agenti della Squadra mobile di Ragusa hanno arrestato un uomo di anni 46 anni, con l’accusa di estorsione e stalking ai danni della madre e dei fratelli. L’attività investigativa della Mobile ragusana è iniziata due mesi fa su richiesta della procura della Repubblica, per accertare i fatti relativi alla denuncia dei familiari dell’indagato. Le vittime affermavano di essere costantemente, e, sempre più ripetutamente, minacciate e fatte oggetto di richieste estorsive da parte del loro congiunto, che, fino a quel momento, aveva ricevuto decine di migliaia di euro. Gli investigatori hanno accertato che da oltre un anno l’uomo aveva interrotto i rapporti di affari con i familiari, con i quali aveva gestito un’attività commerciale. Anche se la decisione era maturata di comune accordo, l’uomo continuava a pretendere più soldi di quelli in realtà dovuti. Il denaro, sempre in quantità maggiore, gli serviva per acquistare la droga. Quando la madre e un fratello se ne sono resi conto, hanno deciso di non assecondare più le sue richieste, ottenendo la reazione dell’indagato. L’uomo ha iniziato prima una persecuzione con centinaia di messaggi, telefonate ed email, passando poi a minacce e insulti di ogni tipo, arrivando fino a una vera e propria estorsione: pretendeva grosse somme di denaro minacciando che se non l’avesse ottenute avrebbe ucciso e torturato tutti i familiari, madre e nipoti compresi. Per avvalorare le sue minacce si vantava di avere amici nella zona di Napoli, appartenenti alla Camorra. Durante l’indagine, gli investigatori hanno raccolto diverse fonti di prova a carico dell’indagato, riscontrando anche la sua elevata pericolosità sociale. Per l’anziana signora è stato un grande dolore dover denunciare il proprio figlio, ma lo ha fatto spinta dall’amore materno, dopo essersi resa conto che solo collaborando con la Polizia sarebbe riuscita a proteggerlo da se stesso e ad avviarlo verso un percorso riabilitativo. leggi tutto

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Nord percepito come più sicuro, anche se ci sono più furti

Stando ad una ricerca dell’Istituto Sondea commissionata da Verisure, gli Italiani percepirebbero il Nord come più sicuro, mentre sarebbe proprio il Settentrione l’area dove si registrano più furti. In verità il dato è interpretabile in diverse accezioni: è infatti il Nord (in particolare Milano) in testa alla classifica delle denunce, dato che riflette un’ovvia concentrazione di criminalità nelle metropoli italiane, ma al contempo maggiore fiducia nella giustizia da parte di cittadini e qualità dei controlli. Il dato interessante è però che proprio al Sud emerge una richiesta di sistemi di allarme che potrebbe interessare un comparto della vigilanza privata ancora in alto mare sul mercato residenziale.

Stando all’indagine Sondea, le Regioni che hanno subito più furti nel 2018 sarebbero: la Liguria (quasi il 60% dei cittadini dichiara di aver subito un furto nel 2018), l’Emilia-Romagna (55%) e il Lazio (54%). Anche il 4° e 5° posto vedono regioni settentrionali: il 53% dei cittadini della Lombardia e il 52% del Piemonte dichiarano di aver subito almeno un furto nella loro vita. Dall’altro lato della classifica, troviamo invece le regioni del sud: i cittadini di Basilicata, Sardegna e Sicilia sono quelli che dichiarano meno di essere stati derubati con percentuali del 25%, 27% e 35% rispettivamente.

Il dato cumulativo dei furti dichiarati dagli italiani dello studio Sondea evidenzia in sostanza una netta prevalenza di questi crimini nel nord Italia: infatti il 50% dei settentrionali interpellati dichiara di aver subito un furto, contro il 39% di quelli meridionali. Un dato che contrasta però con la percezione di sicurezza degli italiani. Infatti alla domanda “a tuo avviso, qual è la regione più pericolosa?”, il podio è tutto meridionale:

– la Campania è la regione ritenuta più pericolosa (oltre il 40% di risposte) con Napoli in testa (45%);
– al secondo posto si colloca la Calabria con il 15%;
– al terzo posto troviamo la Sicilia con il 13%.

I cittadini che si sentono maggiormente in pericolo nella propria regione di residenza sono quelli della Campania e del Lazio: solo il 10% dei campani e l’11% dei laziali giudica la propria regione come un posto sicuro dove vivere.

Invece, alla domanda “secondo il tuo punto di vista, qual è la regione e il capoluogo più sicuro?”:

– il Trentino Alto Adige risulta essere la regione percepita come più sicura (24,4%) con Trento in testa (19,24%);
– argento alla Lombardia, con una Milano che conquista il 4° posto.

La misura di sicurezza che italiani considerano più efficace per proteggere la propria abitazione e la propria famiglia è l’allarme.
I cittadini del Sud desiderano maggiormente installare un sistema di allarme: alla domanda “hai pensato di installare un sistema di allarme nei prossimi 12 mesi?”, il 47% dei meridionali interpellati ha risposto infatti di sì (+5 rispetto ai settentrionali).

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Rinnovo CCNL Vigilanza Privata: ennesima fumata nera

Negativo il giudizio di UILTUCS-UIL sulla due giorni di negoziato per il rinnovo del CCNL della vigilanza privata della settimana prima di Pasqua. Due i temi forti in discussione: il sistema di classificazione e il cambio di appalto. Quanto alla classificazione, non pare essere stata pienamente accolta la proposta sindacale di nuovo inquadramento articolato per Aree Professionali (Area Amministrativa/Commerciale/Supporto – Area Vigilanza – Area Sicurezza) e su 7 livelli con relativi profili professionali. Stando al comunicato Uiltucs, le Associazioni datoriali vorrebbero una suddivisione formale più evidente tra i settori.
Ma – si legge nel comunicato Uiltucs – “è chiaro che, per parte loro, il modello di inquadramento è strumentale al mantenimento dei valori salariali esistenti: ciò è per noi inaccettabile, in particolare per le retribuzioni stabilite nel 2013 per i servizi fiduciari”.

In tema poi di cambio di appalto, siamo all’ennesimo nulla di fatto. Il tavolo si riaggiorna il 15 e 16 maggio a Bologna, auspicando avanzamenti degni di nota.

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