NOTIZIE

Gran premio di Monza, sicurezza e viabilità particolare

Sarà un Gran premio caratterizzato dalla massima sicurezza quello che si svolgerà nel prossimo fine settimana all’autodromo di Monza. Già da diversi giorni la macchina della sicurezza si è attivata, mettendo in atto le direttive stabilite durante l’ultimo comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, svolto proprio all’Autodromo. Saranno centinaia gli uomini e le donne messi in campo da Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di finanza, Polizia penitenziaria e Polizia provinciale; in particolare gli agenti al lavoro il 7 saranno 463 e l’8 623, ai quali si sommeranno gli operatori di Polizia locale, Protezione civile, Croce rossa e Guardie ecologiche. Confermati tutti i dispositivi di controllo già utilizzati nelle passate edizioni, con i filtri agli ingressi dell’autodromo e vigilanza ininterrotta sia all’interno che all’esterno del circuito. Confermato anche il piano speciale per il traffico: anche quest’anno, non sarà possibile parcheggiare all’interno e nelle immediate vicinanze dell’Autodromo. Sono state pertanto predisposte apposite aree segnalate opportunamente sui percorsi, dove i tifosi potranno parcheggiare e raggiungere l’impianto sportivo con bus-navette gratuiti. Si consiglia quindi di non avvicinarsi con l’auto all’autodromo, ma di indirizzarsi agli appositi parcheggi seguendo i percorsi consigliati. leggi tutto

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CoESS European Security Summit a Roma: esperienze di sicurezza privata a confronto

Per celebrare l’anniversario laddove nacque 30 anni or sono, CoESS – Confederation of European Security Services, in collaborazione con FederSicurezza – Federazione del Settore della Vigilanza e Sicurezza Privata, terrà il proprio Summit europeo il prossimo 10 Ottobre a Roma presso Confcommercio. L’evento, aperto al pubblico e di grande rilevanza nazionale ed internazionale, vedrà l’alternarsi al podio di personalità di altissimo profilo istituzionale e tecnico, che offriranno spunti di riflessione e proposte per costruire assieme nuovi partenariati pubblico-privato, migliori pratiche di cooperazione e approfondimenti su nuove modalità di servizio e più evoluti modelli di business. Il tutto partendo dalle esperienze vincenti degli stakeholder del settore a livello europeo e mondiale.

Come dare continuità alla sicurezza in uno scenario in divenire, come trarre vantaggio dai cambiamenti del mercato e della scacchiera competitiva, come aggiungere nuovo valore al cliente ed elaborare nuove e più remunerative forme di servizio per le imprese e la società nel suo complesso? Di questo ed altro discuteranno rappresentanti di CoESS, delle Istituzioni italiane ed internazionali e dei maggiori player mondiali (G4S, Securitas, Prosegur), illustrando come le differenze nei mercati nazionali non siano marcate da confini netti, ma offrano diversi punti di contatto, tali da determinare un passaggio graduale dell’una nell’altra. Un continuum, come richiamato dal tema “Creating a Security Continuum”.

Ingresso gratuito previa registrazione: informazioni e prenotazioni su eventi@federsicurezza.it, Telefono: +39 06.42014405. E’ prevista la traduzione simultanea

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Autore:CoESSCategoria:VarieData:6 Settembre 2019

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Nuoro: violenze su minori in comunità, 4 arresti

Sequestro di persona, estorsione, violenza sessuale, stalking, maltrattamenti, lesioni e danneggiamento le accuse nei confronti di 4 minori arrestati questa mattina dalla Squadra mobile di Nuoro. Due dei minori sono stati condotti in carcere e gli altri due collocati in comunità di recupero. I giovani indagati già ospiti di una comunità della provincia nuorese si sono resi responsabili di violenza e abusi in particolare nei confronti di due ospiti, un ragazzo affetto da autismo e una ragazza costretta a subire violenza sessuale. Vittime anche gli operatori del Centro che quotidianamente subivano aggressioni verbali e fisiche e minacce di morte. Talvolta le minacce erano seguite da danneggiamenti degli arredi della struttura: in una occasione, ad esempio, un minore, dopo aver rotto un quadro, brandendo un pezzo di vetro, ha urlato ad una educatrice che l’avrebbe sgozzata. Le indagini sono state avviate lo scorso gennaio dalla Squadra mobile e sono state coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale dei minorenni di Sassari. Gli investigatori hanno documentato come i giovani, con il loro comportamenti violenti e aggressivi hanno creato, all’interno della Comunità, un clima di paura e di tensione tale da indurre le vittime a cambiare le proprie abitudini personali. Durante la notte, frequentemente, gli indagati urlavano, davano manate al muro e agli estintori, entravano nelle camere degli altri ragazzi per svegliarli, danneggiando armadi e arredi. Gli episodi di vessazione ai danni, in particolare, del minore con aspetti di autismo sono numerosissimi: spesso veniva preso a calci e pugni, oppure veniva colpito alla nuca o schiaffeggiato oppure gli venivano messe le mani al collo come per strangolarlo, procurandogli spesso delle lesioni. Gli investigatori hanno accertato anche che la vittima è stata costretta a consegnare agli indagati del denaro che si procurava chiedendo, sul loro richiesta, l’elemosina alle persone che incontrava per strada. In un’altra circostanza hanno sfondato a calci la porta della stanza da letto della vittima, irrorando il contenuto di un estintore all’interno della stanza e imbrattando così tutti gli arredi e gli effetti personali. Spesso il giovane veniva svegliato di notte con dei gavettoni d’acqua. Tre minori sono indagati anche per il reato di sequestro di persona ai danni del giovane disabile, in quanto, in una occasione, lo stesso veniva rinchiuso nella propria stanza e sottoposto a sevizie. Per due dei giovani le accuse sono anche di violenza sessuale aggravata ai danni di una minorenne ospite della struttura, che, una notte, dopo avere ricevuto messaggi vocali e insulti sul suo profilo Instagram, è stata costretta a subire atti sessuali, interrotti dal provvidenziale intervento di un operatore della struttura. Olivia Petillo leggi tutto

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Buon lavoro a Luciana Lamorgese dal comparto sicurezza privata

Luciana Lamorgese è il nuovo ministro dell’Interno. Nominata Consigliere di Stato nel novembre 2018, ha ricoperto precedentemente, tra gli altri, l’incarico di capo di Gabinetto al Viminale, nonché di Prefetto di Milano e Venezia ed oggi subentra all’ex- Ministro Salvini nel nuovo esecutivo giallo-rosso. Una figura tecnica sulla quale le due nuove forze politiche di maggioranza hanno trovato una buona convergenza: Lamorgese lavora infatti per il Viminale sin dal 1979. La Redazione di Vigilanza Privata Online formula i migliori auguri di buon lavoro per un dicastero così sensibile e delicato, auspicando che le relazioni con gli stakeholder della sicurezza privata che si erano intrecciate si possano mantenere e rafforzare.

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Vigilanza Privata aeroportuale in sciopero per rinnovare un CCNL scaduto dal 2015

Oggi nuovo sciopero della vigilanza privata, riservato questa volta agli addetti alla security nei siti aeroportuali. La mobilitazione, indetta da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs -Uil per il rinnovo del contratto nazionale della Vigilanza Privata e dei Servizi Fiduciari scaduto nel 2015, segue la due giorni di astensione dal lavoro degli scorsi 1 e 2 agosto, che ha registrato una massiccia partecipazione di guardie giurate.

Il fronte sindacale rilancia sulla necessità di rinnovare la contrattazione nazionale siglata dalle associazioni maggiormente rappresentative e invita le associazioni imprenditoriali di settore Univ, Anivip, Assiv, Legacoop Produzione e Servizi, Confcooperative Federlavoro e Servizi e Agci Servizi a fare un passo indietro rispetto alle posizioni assunte al tavolo di trattativa, al palo nonostante le numerose sollecitazioni dei sindacati.

Salario, cambio di appalto, bilateralità, contrattazione di secondo livello, classificazione del personale, salute e sicurezza e welfare contrattuale sono solo alcune delle rivendicazioni dei sindacati che hanno respinto le proposte imprenditoriali sul mercato del lavoro, sull’orario del lavoro e sul trattamento economico della malattia e dell’infortunio, volte a ridurre i diritti dei lavoratori e ad introdurre una flessibilità senza regole gestita ad appannaggio esclusivo delle imprese.

L’elusione delle norme contrattuali e di Legge fa il paio con la proliferazione dei contratti-pirata, che irrimediabilmente riducono diritti e tutele e abbassano drasticamente il corrispettivo economico ai limiti della sostenibilità; sullo sfondo la radicale trasformazione del comparto dei servizi in seguito alle recente evoluzione della compagine imprenditoriale (acquisizione Sicuritalia-Ivri) e alle recenti acquisizioni, nonché al lungo elenco di aziende cessate per mala gestione che evidenziano una mancanza di controlli puntuali e costanti da parte delle autorità competenti.

Per Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs “è necessario un intervento decisivo da parte dei competenti ministeri del Lavoro e dell’Interno per risanare il settore della sicurezza e per ridare dignità alle migliaia di lavoratrici e lavoratori chiamati a garantire la sicurezza di beni e persone”. Per le tre federazioni “rinnovare un contratto significa adeguare le norme e la retribuzione ma soprattutto riconoscere il ruolo fondamentale che gli addetti del comparto della sicurezza privata svolgono per tutta la cittadinanza”.

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Category: Primapagina, Rinnovo CCNL, ccnl, sciopero

Sicurezza nelle discoteche: servono norme diverse e lotta all’abusivismo

Un nuovo protocollo di intesa per codificare le regole per vendere un divertimento più sano, con discoteche più sicure e meno alcol a disposizione di giovani e soprattutto giovanissimi. Sono gli imperativi dell’accordo siglato lo scorso 12 Luglio al Viminale dall’ex ministro dell’Interno e dai rappresentanti delle associazioni dei locali da ballo e di pubblico intrattenimento. Si tratta di un protocollo di indirizzo, quindi privo di cogenza, ma impegna le parti ad ottemperare ad una serie di misure volte ad accrescere la sicurezza nei locali, a garantire una formazione idonea del personale ed a prevenire l’abuso di alcol. Al netto di ogni considerazione sull’avvicendamento di Governo, abbiamo chiesto un commento a chi si occupa in prima persona della sicurezza nei locali. Ecco la nostra intervista a Franco Cecconi, Presidente AISS (Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria).

La nuova bozza di protocollo per definire linee guida di sicurezza più stringenti per i gestori dei locali coinvolgerà anche l’operato degli addetti alla sicurezza?

Certamente sì, visto che sono gli addetti alla sicurezza ad interfacciarsi per mansione con il pubblico, il gestore e le Forze dell’Ordine. Il fatto anomalo è però che in questo accordo AISS non sia stata interpellata né citata, come se la sicurezza nei locali venisse operata da singoli individui e non coordinata da aziende specializzate del settore, peraltro titolari di una licenza di Polizia ai sensi del art.134 TULPS. Sembrerebbe l’ennesimo tentativo delle Associazioni dei gestori dei locali di tagliare fuori dal loro mercato le agenzie di sicurezza, scomodi interlocutori che impediscono eccessive ingerenze dei gestori nell’ambito del settore security perché – ovviamente – incidono sui budget. “Incredibilmente” però l’accordo quadro ricalca una serie di richieste dell’AISS che rimbalzano sui tavoli del Ministero dell’Interno sin dal 2012…

In tempi in cui anche i luoghi di pubblico intrattenimento possono essere oggetto di attentati terroristici (vedi teatro Bataclan di Parigi), di quali misure di sicurezza e sistemi di controllo degli accessi sono dotati i locali da ballo italiani?

Le indicazioni della nostra Associazione si sono adeguate nel tempo al degenerare della situazione, anche sotto il profilo dell’antiterrorismo, per contrastare il quale nulla però è stato fatto in materia di discoteche. E’ lodevole tuttavia l’iniziativa del capo della Polizia Prefetto Franco Gabrielli sulla gestione degli eventi: lì sono state stilate delle prescrizioni molto utili alla prevenzione e alla dissuasione, indicazioni che andrebbero estese anche alle discoteche. Resta il fatto che la componente umana, pur corrispondendo ad una serie di requisiti anche di formazione, senza una figura giuridica specifica, può ben poco contro le sempre nuove problematiche emergenti (alcol, droga, episodi violenti).

Cosa chiedete al nuovo Governo?

Come Associazione richiediamo l’installazione obbligatoria di sistemi di telecamere a circuito chiuso, sia fuori che dentro ai locali; la possibilità di effettuare il pat down, anche con l’ausilio di metal detector manuali; un numero congruo di operatori in servizio (è qui che nascono i principali dissidi con i gestori); una diversa figura giuridica per gli operatori (in particolare chiediamo la qualifica di incaricato di pubblico servizio come per gli steward dello leggi tutto

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Category: Ex Buttafuori, Primapagina, aiss, discoteche

Belluno: Controllo del territorio in bici, anche in montagna

Sono migliaia i turisti che d’estate percorrono i sentieri e le strade forestali delle nostre montagne. Garantire la sicurezza anche in tali contesti è quindi diventato particolarmente importante e la Polizia di Stato ha messo in campo delle pattuglie specializzate che, con e-bike o con fuoristrada, controllano il territorio e prestano soccorso in caso di necessità. In particolare, nel bellunese, a Cortina d’Ampezzo, nel solo mese di agosto durante i servizi in e-bike sono stati percorsi oltre 850 chilometri e lungo le piste ciclabili e i sentieri sono state identificate 385 persone ed eseguiti 111 interventi di soccorso pubblico e sette di polizia giudiziaria. Non sono mancati poi gli interventi in incidenti causati da animali, specialmente cani: lasciare i propri amici a quattro zampe liberi di scorrazzare in aree ciclabili può causare la caduta dei ciclisti, con conseguenze traumatiche. Il progetto di controllo del territorio specializzato in ambito montano, presentato ufficialmente il 25 luglio dalla questura di Belluno e dalla Direzione centrale anticrimine – Servizio controllo del territorio, nasce dall’esigenza di garantire la presenza della Polizia di Stato lungo i sentieri e le piste ciclabili che collegano i numerosissimi rifugi delle cime bellunesi frequentati da migliaia di turisti ogni giorno. A seconda dell’itinerario che le pattuglie sono di volta in volta chiamate a coprire e delle condizioni meteorologiche, vengono utilizzati fuoristrada, e-bike o pattuglie appiedate. Oltre ai mezzi che sono scelti in base alle caratteristiche del territorio e del tipo di intervento, anche gli uomini in servizio sono selezionati in base alle specializzazioni acquisite come quella di guida alpina o esperto manovratore di corda. leggi tutto

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Catania: furti di fiori all’obitorio, arrestato fioraio abusivo

Arrestato a Catania un uomo che rubava composizioni floreali dall’obitorio approfittando dello stato emotivo dei parenti dei defunti. Ma questo non è stato l’unico fatto contestato all’uomo. I poliziotti, oltre a documentare la commissione dei furti, hanno riscontrato la mancanza della copertura assicurativa del veicolo utilizzato per portare le composizioni floreali nella sua rivendita di fiori; inoltre, l’attività commerciale, posizionata di fronte al cimitero, è risultata abusiva, priva del regolare contratto di locazione, e l’allaccio alla rete elettrica era abusivo. Infine gli agenti hanno anche scoperto che l’uomo percepisce indebitamente e già da tempo il reddito di cittadinanza per un importo pari a 900 euro. Durante l’indagine i poliziotti hanno inoltre indagato per truffa aggravata, un dipendente non in regola di un’agenzia funebre, per il conseguimento del reddito di cittadinanza. leggi tutto

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Polizia ferroviaria: in calo i furti di rame

Il fenomeno dei furti di rame in ambito ferroviario che causa notevoli disagi ai tanti viaggiatori, ha subito una flessione. Dai dati dei primi sette mesi dell’anno si riscontra, infatti, una diminuzione dei furti di oro rosso in ambito ferroviario del 21 per cento, mentre lungo la linea del 23 per cento. Con l’ulteriore aumento dei servizi mirati, messi in atto dagli specialisti della Polizia ferroviaria, sono stati eseguiti controlli in 1.343 centri di recupero metalli, 4.719 quelli lungo linea e a 1.573 quelli su strada a veicoli sospetti. L’attività di prevenzione ha portato all’arresto di 11 persone per furto, ad indagarne 63 per reati vari e a recuperate oltre 29 tonnellate di rame, di cui circa 10 di proprietà di RFI. leggi tutto

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Si vendica pubblicando foto intime della sua ex, indagato per “Revenge porn”

Vendetta per una relazione sentimentale finita. È probabilmente questa la motivazione che ha spinto un 31enne di Catania a pubblicare su un sito di incontri per adulti alcune immagini che ritraevano la sua ex fidanzata in atteggiamenti intimi. La ragazza, una 20enne anch’essa catanese, ha denunciato il fatto alla Polizia postale che, dopo aver chiesto ed ottenuto la rimozione delle foto, è riuscita ad individuare il soggetto che le aveva pubblicate. Il Pubblico ministero ha poi disposto la perquisizione domiciliare ed informatica nei confronti dell’indagato, che ha permesso di trovare, nascoste in una cartella memorizzata nel suo smartphone, le immagini oggetto della denuncia. Ora l’uomo rischia una condanna da uno a sei anni di carcere e una multa da 5mila a 15mila euro, in applicazione della legge che ha inserito, all’articolo 612 ter del codice penale, il reato di “Diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti”, il cosiddetto “Revenge porn”, che punisce chiunque diffonda, ceda, invii o pubblichi immagini o video a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone interessate, con lo scopo di danneggiarle. La condanna potrebbe anche essere maggiore in quanto la pena viene aumentata se l’autore della vendetta è il coniuge (anche separato o divorziato), un ex o se i fatti sono avvenuti con strumenti informatici. leggi tutto

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