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Omicidio Deiana, arrestato anche il secondo uomo

Arrestato a Milano anche il secondo autore dell’omicidio di Antonio Deiana avvenuto nel 2012. Le indagini che avevano permesso di arrestare il 19 luglio scorso colui che si era assunto la completa responsabilità del delitto, non si sono mai interrotte perché le sue dichiarazione apparivano per i poliziotti lacunose e facevano presumere la partecipazione anche di un’altra persona. E ieri, gli uomini delle Squadre mobili di Milano e Como e del Commissariato “Greco Turro”, hanno arrestato il secondo uomo ritenuto fin dall’inizio coinvolto nell’omicidio. La vittima il 20 luglio 2012 a bordo della sua motocicletta Kawasaki, era uscito dalla sua abitazione di Villa Guardia (CO) e non vi aveva fatto più ritorno. Il 20 luglio 2018, a sei anni esatti dalla scomparsa, sono stati rinvenuti i suoi resti seppelliti in un seminterrato a Cinisello Balsamo (Milano), nella disponibilità del primo arrestato. il ritrovamento fu possibile grazie alle dichiarazioni del killer che riferiva che la morte del Deiana era avvenuta per accoltellamento a seguito di una lite. leggi tutto

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Ancona: violenza sessuale e droga, arrestato un cittadino nigeriano

Violenza sessuale e droga le accuse rivolte nei confronti di un cittadino nigeriano di 37 anni arrestato dalla Squadra mobile di Ancona. L’uomo è ritenuto responsabile di violenza sessuale aggravata e continuata nonché cessione di sostanze stupefacenti nei confronti di una ragazza italiana di 22 anni.

La giovane è stata trovata all’intero di un appartamento occupato da cittadini nigeriani durante la perquisizione.

I poliziotti hanno ascoltato la ragazza e dalle dichiarazioni rese è emerso che questa per procurarsi lo stupefacente subiva da mesi le violenze da parte dell´uomo.

Durante la perquisizione l’arrestato aveva aizzato il suo cane di razza pitbull contro un agente che è rimasto ferito ad una mano. leggi tutto

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La Polizia di Stato cerca nuovi agenti e atleti delle Fiamme oro

Sono stati banditi due concorsi pubblici nella Polizia di Stato.
Il primo prevede l’assunzione di 30 atleti da assegnare ai gruppi sportivi “Polizia di Stato-Fiamme Oro”, che saranno inquadrati nel ruolo degli agenti e assistenti della Polizia di Stato. Il secondo concorso, invece, è bandito per l’assunzione di 654 allievi agenti della Polizia di Stato riservato ai volontari in ferma prefissata di un anno o quadriennale ovvero in rafferma annuale in servizio o in congedo, Le domande di partecipazione per entrambe potranno essere presentate da oggi fino alle ore 23.59 del 10 dicembre 2018, utilizzando esclusivamente la procedura informatica disponibile all’indirizzo https://concorsionline.poliziadistato.it (cliccando sull’icona “Concorso pubblico”). Per avere tutte le informazioni per come fare clicca qui. leggi tutto

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#cuoriconnessi contro le insidie della Rete

Sensibilizzare i giovani sui temi del cyberbullismo e dell’uso consapevole e responsabile di internet, è l’obiettivo di #cuoriconnessi2 – “la stagione ritrovata”. Si tratta della nuova campagna di prevenzione itinerante sul territorio nazionale rivolta agli adolescenti, che la Polizia di Stato ha realizzato in collaborazione con Unieuro. Il tour di #cuoriconnessi2 è partito oggi dall’Auditorium Parco della Musica di Roma, dove, davanti a 1.200 studenti romani delle scuole secondarie di secondo grado, è stato presentato il progetto, alla presenza del ministro dell’Interno Matteo Salvini e del capo della Polizia Franco Gabrielli. Insieme agli studenti, in platea, c’erano anche insegnanti, genitori e professionisti del mondo della scuola. L’iniziativa, che nelle passate edizioni ha già coinvolto oltre 30mila studenti, si integra con i numerosi progetti di sensibilizzazione e prevenzione della Polizia postale e delle comunicazioni. Durante l’evento, presentato dal giornalista Luca Pagliari, si sono alternati diversi momenti di interazione con i ragazzi in platea, che hanno dialogato con i poliziotti della Postale impegnati a dispensare consigli per un uso corretto della tecnologia, con lo scopo di sensibilizzare e prevenire episodi di cyberbullismo. Emozionante è stata la testimonianza presentata con il docufilm “La stagione ritrovata”, proiettato durante l’incontro, basato su fatti realmente accaduti. In una dichiarazione rilasciata a margine dell’evento, il capo della Polizia Franco Gabrielli ha sottolineato che: “La Rete è una straordinaria conquista dei nostri tempi ma deve essere correttamente utilizzata. Lo sforzo che noi come Polizia di Stato e Polizia postale e delle comunicazioni facciamo, non è quello di limitare lo spazio di libertà, ma quello di rendere consapevoli tutti gli utilizzatori dello spazio di libertà, delle insidie che questi spazi possono creare, soprattutto per i ragazzi e per le persone meno attrezzate a gestire situazioni di pericolo. La Rete è uno spazio di libertà e deve rimanere tale”. Messaggi, immagini e video caricati in Rete, si diffondono in maniera incontrollata e restano presenti nel Web per sempre, creando problematiche che in alcuni casi possono avere risvolti drammatici nella vita dei ragazzi. La campagna inviterà a riflettere sul peso delle parole, sul loro valore e sulla loro potenza, nonché sulle responsabilità degli adulti di riferimento nella vita degli adolescenti. Oltre a Roma, il tour farà tappa al Teatro della Luna di Milano e in altre città italiane, all’interno di teatri o scuole. Per garantire la migliore visibilità al progetto, l’evento è stato proiettato in streaming nei punti vendita Unieuro. leggi tutto

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Treviso, truffa ad un asilo scoperta dalla Postale

Si è spacciato per un funzionario dell’ufficio scolastico della regione Veneto per truffare la responsabile di un asilo nido della provincia di Treviso. La truffa è stata scoperta dagli uomini del Compartimento della polizia postale “Veneto” insieme a quelli della Postale del Piemonte che hanno individuato 2 persone responsabili del raggiro. I fatti Il finto funzionario attraverso una comunicazione di un accredito di soldi sbagliato da parte del M.I.U.R. alla struttura scolastica, chiedeva l’immediata restituzione, in quanto, in caso contrario, i fondi destinati a quella struttura sarebbero stati bloccati. La responsabile della scuola pertanto veniva indotta a versare la differenza in denaro su coordinate bancarie riconducibili ad una carta Postepay, attivata presso un ufficio postale di Torino seguendo le indicazioni telefoniche fornite dal sedicente funzionario dell’Ufficio regionale scolastico. Dopo la segnalazione ricevuta, gli investigatori della Postale di Treviso hanno attivato immediatamente un’indagine che li ha portati ad individuare una insospettabile mamma. Infatti, riscontrando la cronologia tra le immagini acquisite presso gli uffici postali dove risultavano eseguite le operazioni sulla carta, gli agenti sono riusciti a fermare la donna con tanto di neonato al seguito nel passeggino. La giovane risulta beneficiaria delle somme indebitamente sottratte all’istituto scolastico. La successiva attività d’indagine ha poi, individuato nel compagno della donna l’ideatore della truffa portata a termine mediante l’utilizzo di utenze telefoniche intestate a cittadini stranieri. Olivia Petillo leggi tutto

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Sicurezza: conoscere le sette, un convegno a Roma

Questa mattina, si è tenuto a Roma presso l’Aula Giubileo dell’Università Lumsa il convegno “La trappola delle sette” organizzato dalla Polizia di Stato e dall’Associazione Papa Giovanni XXIII. Il dibattito, a cui ha partecipato anche il ministro dell’interno Matteo Salvini, si è svolto di fronte ad una platea di studenti universitari. Al centro del convegno si è posta l’attenzione sui pericoli delle sette criminali e sulla manipolazione mentale che i leader di questi gruppi mettono in atto approfittando della difficoltà psicologica o della fragilità anche momentanea delle persone. Al convegno, moderato dal giornalista Piergiorgio Giacovazzo hanno partecipato il cardinale Giovanni Angelo Becciu, Vittorio Rizzi, direttore centrale Anticrimine della Polizia di Stato, Anna Maria Giannini, docente di Psicologia presso la Sapienza Università di Roma e alcune vittime cadute nella rete delle sette che hanno raccontato la loro esperienza. Si è partiti dalle indagini svolte su alcuni episodi per poi approfondire il fenomeno delle psicosette e sette sataniche. I relatori hanno affrontato le caratteristiche del manipolatore, la personalità degli adepti, le tecniche di adescamento, la violenza privata che deriva da certe pratiche, la truffa, l’estorsione, la circonvenzione di incapace, la violenza sessuale, la pedofilia, l’istigazione al suicidio fino all’omicidio. Isolamento, frequentazione esclusiva, idealizzazione di leader e adepti, cambiamento di abitudini anche alimentari potrebbero essere segnali a cui prestare attenzione e la Polizia di Stato, attraverso una squadra specializzata d’investigatori, è impegnata dal 2006, oltre che al contrasto dei fenomeni criminali anche ad un lavoro di prevenzione che pone attenzione a tutti quei segnali che possono rappresentare l’inizio di una grave manipolazione. Durante l’introduzione al dibattito della responsabile della squadra antisette della Polizia di Stato, Francesca Capaldo ha detto: “Le sette sono delle organizzazioni criminali con strutture piramidali che caratterizzano la vita della comunità attraverso un leader carismatico che ha un preciso programma di persuasione volto proprio a condizionare il pensiero degli adepti e a realizzare la manipolazione mentale”. Il funzionario ha proseguito affermando che “La regola che vige tra gli adepti è l’omertà. Il modus operandi dell’organizzazione è quello di rivolgersi a persone che sono fragili emotivamente a causa di un lutto, la perdita del lavoro, problemi di salute; questo è quello che emerge da un’attività d’indagine che negli ultimi anni ha coinvolto molte persone, soprattutto le donne, tra le vittime”. Nel corso del convegno don Aldo Buonaiuto, responsabile del Servizio antisette dell’Associazione Giovanni XXIII ha illustrato anche il lavoro del numero verde nazionale (800-228866) che costituisce un primo importante filtro nelle segnalazioni ritenute attendibili e oggetto di approfondimento investigativo. Olivia Petillo leggi tutto

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Milano: spaccio a San Siro, 18 arresti

Una rete di spacciatori di droga che controllava il quartiere San Siro, a Milano, è stata scoperta dalla Squadra mobile che ha arrestato 18 persone. L’inchiesta, denominata “Miracolo” è la stessa che lo scorso 2 ottobre aveva portato all’arresto di altre 29 persone per un traffico di cocaina. Le indagini si sono concentrate, in particolare, su due gruppi criminali entrambi impegnati nello spaccio di cocaina, tutti pregiudicati. Vere e proprie associazioni per delinquere, dotate di una struttura organizzativa stabile, di luoghi ben individuati per l’occultamento dello stupefacente, di strumenti ad hoc per lo svolgimento dell’attività di spaccio nel quartiere San Siro, come telefonini e sim card dedicate e di ruoli ben stabiliti tra i componenti. Durante l’attività investigativa sono stati sequestrati 1,118 chili di cocaina, 1,735 chili di marijuana, quattro chili e mezzo di hashish, una serra per la coltivazione domestica e più di 1,7 chili di marijuana. Sono state trovate anche armi, un fucile mitragliatore da guerra e strumenti ad hoc per lo svolgimento dell’attività di spaccio nel quartiere come telefonini e sim card dedicate. leggi tutto

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Bari: intitolato a Giuseppe Cimarrusti ufficio della Stradale

Con una cerimonia, a cui ha preso parte il capo della Polizia Franco Gabrielli, la sottosezione Polizia stradale Bari sud è stata intitolata all’assistente Giuseppe Cimarrusti. Il poliziotto 26enne, originario di Conversano in provincia di Bari, è morto il 21 febbraio del 2005 a Verona durante un conflitto a fuoco mentre svolgeva un servizio di volante. Alla cerimonia erano presenti i familiari di Giuseppe, Medaglia d’oro al valor civile, le massime autorità locali, civili e militari della città. Dopo un breve discorso del questore di bari, Carmine Esposito, la parola è passata al capo della Polizia che ha sottolineato:” Credo moltissimo nell’importanza della memoria, non soltanto come momento celebrativo, ma soprattutto perchè serve a rinnovare la presenza e la vita di chi, prima di noi e meglio di noi, ha saputo interpretare il giuramento di fedeltà alla Repubblica. La nostra vera essenza è quella di essere al servizio della comunità”. Dopo la visione di un breve video nel quale sono stati ripercorsi alcuni momenti della vita del giovane poliziotto, i partecipanti si sono spostati fuori dall’edificio, sede della sottosezione, per lo scoprimento della targa d’intitolazione. La targa è stata benedetta da don Mimmo Memoli, assistente spirituale della Polizia di Stato e, a conclusione, il capo della Polizia ha consegnato ai familiari di Giuseppe il diploma formale d’intitolazione della sottosezione. A seguire il prefetto Gabrielli ha incontrato i dirigenti delle Specialità, i funzionari e una rappresentanza dei dipendenti presso il Centro polifunzionale della Polizia di Stato di Bari visitando così i locali che accolgono il Reparto mobile e i Compartimenti della Polizia ferroviaria, stradale, postale e di frontiera. leggi tutto

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Droga da Napoli a Cagliari, 11 persone in carcere

Associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e porto illegale di esplosivi sono i reati di cui sono accusate le 11 persone arrestate dagli agenti della Squadra mobile di Cagliari al termine dell’operazione “Sardinia Panta Rei”. Gli indagati rifornivano le piazze di spaccio cagliaritane con hashish importato dalla provincia di Napoli e, per il trasporto, simulavano spedizioni di commesse alimentari di varia natura effettuate con ditte di copertura. Dal 2016 gli investigatori hanno accertato almeno 30 spedizioni, per un totale di quasi 10 tonnellate e mezza di hashish. Durante l’attività investigativa sono state arrestate altre tre persone in flagranza di reato e sequestrati altri 1.300 chili di sostanza stupefacente. All’indagine hanno partecipato anche gli specialisti della Guardia di finanza che hanno eseguito accertamenti patrimoniali e che daranno esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo di beni mobili e immobili, la maggior parte dei quali si trovano nella provincia di Napoli, per un valore complessivo di circa 4 milioni di euro. Eseguite anche trenta perquisizioni in abitazioni e sedi societarie nelle province di Cagliari, Napoli e Caserta. leggi tutto

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A Genova sequestrati 270 chili di eroina

Erano nascosti all’interno di container nel porto di Genova e provenivano dall’Iran i 270 chili di eroina sequestrati dalla Squadra mobile di Genova. L’operazione di sequestro risale al 17 ottobre scorso ed è stata eseguita in collaborazione con il personale dell’Agenzia delle dogane al termine di un’indagine che ha consentito di effettuare il più grosso sequestro di eroina degli ultimi venti anni. L’indagine è nata sulla scorta d’informazioni analizzate e trasmesse tra la Direzione centrale per i servizi antidroga e il Servizio centrale operativo (Sco) ed è stata coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia. La nave “Artabaz” era partita dal porto iraniano di Bandar Abbas alla volta della Turchia e dell’Europa, toccando i porti di Amburgo, Valencia e Genova. Dalla nave, a Genova, erano stati fatti sbarcare 31 container e dall’esame delle loro polizze di carico, 3 apparivano di particolare interesse; trasportavano bentonite, un minerale argilloso in polvere destinati nella Repubblica Ceca. In effetti i tre container nascondevano un carico enorme di eroina.
In accordo con la Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo di Genova gli investigatori hanno sequestrato gran parte della droga contenuta all’interno lasciando una parte nascosta per capire quale fosse la sua destinazione. Per la prima volta è stata fatta una richiesta dall’Italia di un Ordine di indagine europeo, indirizzato a vari Stati (Svizzera, Lussemburgo, Francia, Germania, Belgio ed Olanda) e gli agenti sono stati autorizzati così ad effettuare una consegna controllata transnazionale. Alcuni giorni dopo, la droga è stata caricata su un tir e ha iniziato il suo viaggio. Seguita, in incognito, dalla Polizia italiana, ha attraversato la Svizzera, la Francia, il Belgio fino ad arrivare il 2 novembre scorso in Olanda, a Roosendaal. Il tir veniva fatto entrare in un magazzino, apparentemente in disuso, situato a un indirizzo diverso da quello presente sulla documentazione di viaggio. A quel punto gli agenti della polizia italiana e quelli olandesi hanno fatto irruzione all’interno arrestando le 2 persone presenti. Le indagini proseguono al fine di risalire all’intera filiera che gestisce i traffici di droga che vedono il porto di Genova confermarsi, ancora una volta, quale importante crocevia per l’introduzione dei carichi di stupefacente, destinato anche al resto di Europa. Olivia Petillo leggi tutto

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