{"id":9161,"date":"2022-03-08T10:14:57","date_gmt":"2022-03-08T10:14:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.psagroup.it\/2022\/03\/08\/le-mutilazioni-genitali-femminili\/"},"modified":"2022-03-08T10:14:57","modified_gmt":"2022-03-08T10:14:57","slug":"le-mutilazioni-genitali-femminili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.psagroup.it\/en\/2022\/03\/08\/le-mutilazioni-genitali-femminili\/","title":{"rendered":"Le mutilazioni genitali femminili"},"content":{"rendered":"<p>Nel 1996 l\u2019Organizzazione mondiale della sanit\u00e0 (Oms) ha fornito una definizione di mutilazioni genitali femminili, intendendo con questa espressione &#8220;tutte le pratiche che comportano la rimozione parziale o totale dei genitali esterni femminili o altri danni agli organi genitali femminili, compiuti per motivazioni culturali o altre motivazioni non terapeutiche&#8221;. Con l\u2019espressione \u201cmutilazioni genitali femminili\u201d (Mgf) si fa quindi riferimento a tutte le pratiche \u201cchirurgiche\u201d che comportano forme di rimozione, parziale o totale, dei genitali femminili esterni o loro gravi lesioni, effettuate per ragioni culturali o altre, comunque non terapeutiche. I termini infibulazione ed escissione, poco conosciuti in Italia fino a qualche anno fa, sono divenuti argomento dibattuto sia in ambito politico che sociale. Tali pratiche costituiscono per le donne, anche di et\u00e0 giovanissima, una grave sofferenza che trova radici nelle diverse culture, tuttavia inconciliabili con il nostro comune sentire. Secondo i dati dell\u2019Oms pi\u00f9 di 200 milioni di ragazze e donne sono state sottoposte alla pratica nelle regioni occidentali, orientali e nordorientali dell&#8217;Africa e in alcuni Paesi del Medio Oriente e dell&#8217;Asia, ed oltre 3 milioni di ragazze sono a rischio di Mgf ogni anno. Nel considerarle, pertanto, una grave violazione dei diritti, gi\u00e0 diversi Paesi si sono confrontati con tale realt\u00e0 emanando leggi ad hoc o modificando quelle esistenti. Il problema \u00e8 stato sollevato, per la prima volta in ambito internazionale, dalla Commissione sui diritti umani delle Nazione unite nel 1952, mentre nel 1984 l\u2019Onu cre\u00f2 un \u201cComitato interafricano contro le pratiche tradizionali pregiudizievoli per la salute delle donne e delle bambine\u201d (Iac), con sede a Dakar (Senegal). Dai primi anni \u201990, le Mgf vengono riconosciute dalla comunit\u00e0 internazionale come una grave violazione dei diritti delle donne e delle bambine. L&#8217;Onu, nel 2012, ha dichiarato il 6 febbraio Giornata internazionale della tolleranza zero contro le Mgf, in seguito al discorso tenuto dalla first lady della Repubblica Federale di Nigeria, Stella Obasanjo, alla conferenza del Comitato interafricano sulle pratiche tradizionali che inficiano la salute delle donne e dei bambini (Iac), in cui ha condannato ufficialmente le Mgf e ha parlato di tolleranza zero verso tali pratiche. Anche nel nostro Paese \u00e8 sorta l\u2019esigenza di affrontare, da un punto di vista normativo, il problema delle Mgf. La Legge 9 gennaio 2006, n.7 recante \u201cDisposizioni concernenti la prevenzione e il divieto delle pratiche di mutilazione genitale femminile\u201d, si propone di \u201cprevenire, contrastare e reprimere le pratiche di mutilazione genitale femminile quali violazioni dei diritti fondamentali dell\u2019integrit\u00e0 della persona e della salute delle donne e delle bambine\u201d (art. 1). La Legge ha introdotto un nuovo articolo al codice penale, l\u2019art. 583-bis, che punisce con la reclusione da 4 a 12 anni chiunque \u201cin assenza di esigenze terapeutiche, cagiona una mutilazione degli organi genitali femminili\u201d, ovvero pratica una \u201cclitoridectomia\u201d, una \u201cescissione\u201d, una \u201cinfibulazione\u201d e qualsiasi altra pratica che cagioni effetti dello stesso tipo\u201d. Il secondo comma dello stesso articolo punisce, altres\u00ec, chiunque provoca, sempre in assenza di esigenze terapeutiche, lesioni agli organi genitali femminili diverse da quelle precedentemente elencate, da cui derivi una malattia <a href=\"http:\/\/www.poliziadistato.it\/articolo\/156217bf7179793938662853\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\" class=\"rssmi_more\">leggi tutto<\/a> <\/p>\n<p>From: <a href=\"http:\/\/www.poliziadistato.it\/articolo\/156217bf7179793938662853\" target=\"_blank\" title=\"Le mutilazioni genitali femminili\" rel=\"nofollow noopener\">http:\/\/www.poliziadistato.it\/articolo\/156217bf7179793938662853<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 1996 l\u2019Organizzazione mondiale della sanit\u00e0 (Oms) ha fornito una definizione di mutilazioni genitali femminili, intendendo con questa espressione &#8220;tutte le pratiche che comportano la rimozione parziale o totale dei genitali esterni femminili o altri danni agli organi genitali femminili, compiuti per motivazioni culturali o altre motivazioni non terapeutiche&#8221;. 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