{"id":9065,"date":"2022-02-21T13:23:37","date_gmt":"2022-02-21T13:23:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.psagroup.it\/2022\/02\/21\/bari-chiusa-lazienda-dello-spaccio-a-bitonto\/"},"modified":"2022-02-21T13:23:37","modified_gmt":"2022-02-21T13:23:37","slug":"bari-chiusa-lazienda-dello-spaccio-a-bitonto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.psagroup.it\/en\/2022\/02\/21\/bari-chiusa-lazienda-dello-spaccio-a-bitonto\/","title":{"rendered":"Bari: chiusa l&#8217;azienda dello spaccio a Bitonto"},"content":{"rendered":"<p>Era strutturata come un\u2019azienda, con diversi profili professionali ai quali era legato uno stipendio, regolarmente versato gli impiegati, impegnati nel campo dello spaccio di stupefacenti. L\u2019associazione criminale \u00e8 stata individuata e smembrata dagli investigatori della Squadra mobile di Bari che, al termine dell\u2019indagine iniziata nel 2017, hanno eseguito 43 misure cautelari emesse dal giudice per le indagini preliminari. Gli indagati sono accusati di aver fatto parte di un\u2019associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, con l\u2019aggravante di aver commesso il fatto avvalendosi del metodo mafioso. Il gruppo criminale, denominato clan Conte, era la ramificazione a Bitonto del clan Capriati di Bari, specializzato nello spaccio di cocaina, marijuana e hashish. L\u2019attivit\u00e0 veniva svolta prevalentemente in due piazze di spaccio: la prima nella cosiddetta Zona 167, in via Pertini, dove si trovava la roccaforte degli spacciatori; la seconda si trovava invece nel centro storico di Bitonto, nella zona della piazza del Ponte. Le indagini presero il via per fare luce sui numerosi scontri armati per la supremazia sulle piazze di spaccio contese con il gruppo dei Cipriano, che portarono alla morte di una donna, colpita da un colpo vagante sparato in uno dei conflitti a fuoco. L\u2019attivit\u00e0 investigativa ha accertato che l\u2019organizzazione prevedeva diverse \u201cfigure professionali\u201d con differenti responsabilit\u00e0 e relativo stipendio settimanale legato al livello di rischio: la vedetta, che percepiva da 300 a 500 euro; lo spacciatore, che guadagnava mille euro; la guardia armata sui tetti, che arrivava a percepire 1.500 euro, proprio come il responsabile di piazza, che si occupava di organizzare i turni, dei rifornimenti, e per il quale, a seconda degli obiettivi raggiunti, era previsto un \u201cpremio di produzione\u201d che poteva arrivare a 5mila euro al mese. Poi c\u2019erano i custodi della droga, i custodi del denaro, gli steccatori, i corrieri e i referenti della contabilit\u00e0. Non mancavano anche le classiche gratifiche natalizie, con tanto di panettoni e bottiglie. Per tutti, appuntamento il venerd\u00ec nella sede centrale per il pagamento, direttamente dalle mani del boss. I frutti di tale organizzazione erano tangibili perch\u00e9 gli incassi medi giornalieri andavano da 20 a 30mila euro, grazie alla vendita, ogni mese, di circa 30-40 chilogrammi tra cocaina, hashish, marijuana e amnesia. Smantellata anche la fitta rete di videosorveglianza, abusivamente installata nelle vie limitrofe alle due piazze di spaccio, che consentiva di dare l\u2019allarme in caso di visite indesiderate e di \u201ccontrollare il lavoro dei dipendenti\u201d. <a href=\"http:\/\/www.poliziadistato.it\/articolo\/16621390dbcfee8519673306\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\" class=\"rssmi_more\">leggi tutto<\/a> <\/p>\n<p>From: <a href=\"http:\/\/www.poliziadistato.it\/articolo\/16621390dbcfee8519673306\" target=\"_blank\" title=\"Bari: chiusa l'azienda dello spaccio a Bitonto\" rel=\"nofollow noopener\">http:\/\/www.poliziadistato.it\/articolo\/16621390dbcfee8519673306<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era strutturata come un\u2019azienda, con diversi profili professionali ai quali era legato uno stipendio, regolarmente versato gli impiegati, impegnati nel campo dello spaccio di stupefacenti. 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