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Vacanze: affitta casa in sicurezza con i consigli della Polizia postale

Con l’inizio dell’estate torna prepotente la voglia di vacanze, quest’anno ancora più forte dopo il difficile periodo di restrizioni dovute all’emergenza Coronavirus. Per la scelta della meta molte persone si affidano al web, navigando a caccia di buone occasioni sui vari siti specializzati dove si incontrano domanda e offerta. In questi casi è importante agire in sicurezza, sin dal momento della ricerca e prenotazione, per avere la garanzia di una vacanza sicura da ogni punto di vista. Polizia postale e delle comunicazioni, Unione nazionale consumatori (Unc) e Subito, sito di annunci online molto utilizzato anche per la ricerca di case per le vacanze, hanno rinnovato anche per quest’anno la collaborazione e l’impegno verso i consumatori. Grazie a semplici regole da applicare in fase di ricerca e di prenotazione viene offerto un supporto concreto per la scelta della propria casa vacanza in sicurezza. La Polizia postale ha messo a fattor comune la propria esperienza sul web con quella di chi, ogni giorno, tutela gli interessi dei consumatori e del sito internet di compravendita più diffuso in Italia, approntando otto regole da seguire per programmare e vivere una vacanza in sicurezza. Immagini realistiche, complete e non troppo patinate
Per verificare la coerenza e veridicità tra immagini e case, utilizzare un motore di ricerca web di immagini su cui caricare le foto presenti nell’annuncio e controllare che non si tratti di foto di repertorio ma di una casa reale. Descrizione completa e dettagliata dell’immobile
Per capire se l’immobile e la zona (distanza dal mare, posizione centrale…) corrispondono alla descrizione fatta nell’annuncio, cercare la strada indicata sulle mappe disponibili nel web e, una volta trovato il luogo esatto, visualizzarlo tramite satellite. Contattare l’inserzionista via chat
Per conferme ulteriori, prendere contatto con l’inserzionista tramite la chat della piattaforma, chiedere informazioni e foto aggiuntive sull’immobile e approfondire con una chiacchierata chiedendo il numero di telefono, possibilmente fisso. Prezzo dell’immobile adeguato
Per capire se un prezzo è alto, basso o adeguato è opportuno fare una ricerca sulla zona tramite la piattaforma in cui è presente l’annuncio, utilizzando anche un motore di ricerca e controllando se il prezzo non è troppo basso e quindi effettivamente in linea con la località e la struttura della casa. Incontro con l’inserzionista
Per verificare che tutto sia regolare, incontrare ove possibile l’inserzionista per una visita della casa e per consegnare l’importo dovuto di persona. Richiesta e valore caparra
La richiesta di una caparra è legittima, purché non superiore al 20 per cento del totale. Documenti di identità
Non inviare documenti personali: carta d’identità, patente o passaporto non devono mai essere condivisi in quanto potrebbero essere utilizzati per fini poco leciti. Pagamenti
Effettuare pagamenti solo su Iban o comunque con metodi tracciabili; l’Iban bancario deve essere riconducibile a un conto corrente italiano che è possibile verificare tramite strumenti online. leggi tutto

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Spaccio di droga: arresti a Brescia, Potenza e Trento

Pugno duro della Polizia di Stato contro la droga: tre operazioni si sono concluse stamattina a Trento, Brescia e Potenza per fermare lo spaccio di droga. A Trento la Squadra mobile ha fermato 8 minorenni responsabili di far parte di una baby gang che spacciava hashish, marijuana e cocaina nelle piazze della città soprattutto a giovanissimi. Per quattro di loro sono stati disposti gli arresti domiciliari, mentre gli altri quattro sono stati collocati in una comunità fuori regione. A Brescia invece, con l’operazione “Customer” gli agenti hanno arrestato 14 persone che spacciavano droga nei pressi della stazione centrale, del parco Gallo e del parco Pescheto. Una rete ben organizzata con oltre 500 cessioni di sostanze stupefacenti documentate. Il gruppo criminale aveva molti clienti abituali. Due in particolare erano soprannominati dai pusher “la bestia” e “il bambino”. Tanti altri si recavano dai componenti del gruppo almeno due volte al mese per acquistare la cocaina. In un caso le dosi non sono state acquistate tramite scambio di denaro, ma con un baratto di una vasca da bagno, caricata direttamente in un furgone dei criminali. Infine a Potenza, i poliziotti della Squadra mobile hanno eseguito 29 provvedimenti cautelari nei confronti di una banda di criminali responsabili di traffico illecito di sostanze stupefacenti e altri gravi delitti nel materano. Diciannove le persone arrestate che avevano rapporti d’affari con fornitori perlopiù albanesi e contatti con i maggiori clan criminali del metapontino. Donatella Fioroni leggi tutto

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Polizia ferroviaria: i numeri di giugno

Oltre 180.500 identificati, di cui 65 arrestati e 623 indagati: è questo il risultato dei controlli da parte della Polizia ferroviaria nel mese di giugno. Le pattuglie impegnate nelle stazioni sono state 16.891, 1.046 i servizi antiborseggio, 252 gli stranieri rintracciati in posizione irregolare e 91 i minori non accompagnati rintracciati dal personale e restituiti alle famiglie o collocati in comunità. Circa 2,5 chili di sostanza stupefacente sequestrata tra cocaina, eroina e hashish.
In particolare, la Polizia ferroviaria di Milano ha arrestato 4 cittadini stranieri ritenuti autori di una serie di furti perpetrati sui treni nel capoluogo lombardo, tra luglio e novembre 2019. I furti portati a segno dai 4 uomini sono stati una ventina, tutti effettuati con la stessa tecnica, ai danni di turisti stranieri.
A Bologna gli agenti hanno arrestato, nella stazione centrale, un cittadino cinese colpito da un ordine di cattura, dovendo espiare 1 anno e 10 mesi di reclusione per lesioni aggravate. Lo straniero, sottoposto a controllo ha tentato di evitare l´identificazione ma, una volta fermato, ha dichiarato di dover urgentemente salire a bordo di un treno in imminente partenza. Il suo atteggiamento ha insospettito gli operatori che hanno identificato l’uomo il quale, al termine degli accertamenti è stato arrestato.

Gli agenti della Ferroviaria di Foggia hanno arrestato un pregiudicato sorpreso a rubare 12 piastre di ferro, utilizzate per il ripristino dei binari nello scalo ferroviario, 48 spessori in acciaio per un peso complessivo di 300 chili. A Taranto i poliziotti hanno aiutato una giovane coppia con un neonato, in difficoltà. I due giovani genitori, con un bimbo di alcuni mesi, si aggiravano spaesati in stazione chiedendo informazioni. Notati dagli agenti e accolti negli uffici di polizia, i due ragazzi hanno confidato ai poliziotti di aver raggiunto il paese della ragazza nelle campagne pugliesi in cerca di lavoro ma di non aver trovato nulla. Motivo per il quale avevano deciso di rientrare in Calabria dai familiari del ragazzo. Alla notizia che il primo treno utile era previsto per la mattina seguente i due giovani sono stati presi dallo sconforto non sapendo dove andare. Gli agenti si sono mobilitati e tramite un sacerdote della città hanno trovato loro un ricovero per la notte. leggi tutto

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Atti intimidatori: i dati del I trimestre

Combattere il fenomeno degli atti intimidatori significa conoscerne dimensioni, natura e cause nelle varie realtà territoriali. Per questo motivo è stato istituito, nel 2015, l’Osservatorio sul fenomeno degli atti intimidatori nei confronti degli amministratori locali, struttura incardinata al ministero dell’Interno. La Direzione centrale della polizia criminale, che è l’organismo tecnico di supporto all’Osservatorio, redige trimestralmente un report per analizzare i dati del fenomeno su base nazionale e regionale. Contestualmente al dossier, la Polizia criminale ha elaborato due vademecum che contengono indicazioni, informazioni e suggerimenti con lo scopo di esprimere una maggiore vicinanza delle Istituzioni a tutti gli amministratori locali delle varie province italiane. Nel primo trimestre del 2020 si sono verificati 137 atti intimidatori, 24 in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. La regione che ha segnalato il maggior numero di atti è stata la Puglia con 24 eventi criminosi rispetto ai 16 dell’anno precedete, seguita da Campania e Lombardia (18), Calabria e Sicilia (14), Lazio e Veneto (10), Sardegna e Emilia Romagna (7), Liguria (5). Nel periodo in esame non sono stati segnalati episodi di intimidazione attribuibili alla criminalità organizzata. Gli incarichi più a rischio sono i sindaci, 61 quelli minacciati nel primo trimestre 2020, a cui seguono i consiglieri comunale (37). La matrice degli atti è per la maggior parte ignota (87 sui 137 verificatisi) mentre 17 sono risultati legati a tensioni sociali. leggi tutto

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Truffe agli anziani: in casa con i falsi tamponi Covid

Si presentano con tesserini e divise di Croce rossa, Protezione civile, aziende sanitarie, impiegati del comune, e si offrono di eseguire, gratuitamente, il tampone per l’accertamento della positività al Covid-19; in realtà si tratta di truffatori che cercano di introdursi in casa per razziare tutto il denaro e gli oggetti preziosi che trovano. I bersagli preferiti di questi criminali sono prevalentemente persone anziane che vivono sole, spesso più vulnerabili e propense a dare fiducia agli sconosciuti. Naturalmente sia le tessere di riconoscimento che le divise sono falsi, anche se a volte sono proprio le stesse ma rubate dai magazzini dei vari enti. Bisogna fare molta attenzione e ricordare che non esistono medici o altre persone incaricate di fare controlli porta a porta senza una campagna preventiva di comunicazione; in caso di dubbi è necessario contattare subito le Forze dell’ordine. Per questo abbiamo ideato uno spot che mette in guardia tutti da questa nuova forma di truffa. Ognuno di noi deve sensibilizzare i propri familiari anziani, informandoli su questo genere di raggiri e sugli altri stratagemmi messi in atto dai malviventi per raggiungere lo scopo di introdursi nelle abitazioni. Alcuni esempi sono quelli del falso incidente al figlio o al nipote, oppure il pagamento di una cauzione per il loro arresto, dei falsi tecnici di acqua, luce o gas, assistenti sociali o incaricati dell’Inps, oppure finti inviati a domicilio a riscuotere bollette delle utenze. Purtroppo questi reati sono molto diffusi, ma il numero delle denunce è decisamente inferiore a quello dei crimini subiti dagli anziani che, spesso, si tengono il segreto e non confessano, nemmeno ai loro cari, ciò che hanno subito. Questo avviene per vergogna o paura di essere giudicati. Ma bisogna superare questa seconda vittimizzazione e invitare a denunciare ricordando ai nostri familiari, che non sono soli. E facciamo sentire meno soli anche i nostri vicini ed i nostri conoscenti con tante primavere sulle sulle spalle, creando una rete solidale che metta in guardia chiunque da questi gesti criminali. #chiamatecisempre. Sergio Foffo leggi tutto

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Polizia postale: operazione “Shock” contro estorsione e usura

Chiusa dalla Polizia postale l’indagine “Shock” con l’emissione di 4 misure cautelari. Gli indagati sono accusati di estorsione aggravata dal metodo mafioso ed usura. In particolare gli investigatori hanno chiarito, attraverso indagini durate un anno, come si sia attuata in Lombardia la saldatura tra il mondo criminale ed alcuni professionisti. In particolare un esponente di spicco della “Locale” di ‘Ndrangheta di Desio, in provincia di Monza, era riuscito ad acquisire il controllo di un´importante realtà alberghiera in Liguria, le cui quote sono state oggetto di sequestro da parte del Giudice per le indagini preliminari (Gip) di Milano con la stessa ordinanza che ha adottato le misure cautelari. Era un consulente finanziario che segnalava al soggetto calabrese le potenziali vittime e che pianificava, insieme a quest´ultimo, le operazioni finanziarie. L’organizzazione criminale si interessava a realtà imprenditoriali in crisi, fornendo iniezione di capitali “freschi” ed utilizzando, ove necessario, metodi intimidatori per ottenere il controllo delle attività economiche di rilievo. L´indagine prosegue una precedente attività investigativa, di ampio respiro internazionale, posta in essere dagli investigatori del Compartimento di Milano, con l’arresto di 21 persone per associazione a delinquere transnazionale, frode informatica, accesso abusivo a sistema informatico e riciclaggio di proventi di massive campagne di phishing, che lasciava intravedere un interesse della ‘Ndrangheta verso il cybercrime. Anche questa indagine, come già si era evidenziato nella “Operazione Bruno”, ha messo in luce come la criminalità organizzata stia muovendo passi nel mondo della criminalità informatica, riciclando poi i profitti mediante ordinarie metodologie mafiose. Alla luce di quanto emerso la Polizia di Stato invita, sempre più e con maggiore forza, gli imprenditori a denunciare subito ogni forma di minaccia o semplici avvicinamenti esplorativi da parte di soggetti dotati di una certa “liquidità” – anche in cripto-valuta – segnalando siti internet e caselle di posta elettronica emerse in relazione a questi fenomeni criminali. leggi tutto

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Anziani: iniziative antitruffa

Le truffe non vanno in quarantena e neanche in vacanza. I malintenzionati, infatti, non si fanno scrupoli e vanno sempre a caccia di qualcuno da raggirare, soprattutto le persone anziane. Anzi ora ladri e truffatori hanno anche una scusa in più per tentare di entrare in casa: l’emergenza dovuta al Coronavirus. Ci sono stati già casi in cui finti operatori della Asl hanno tentano di contattare al telefono diverse persone con la scusa di dover fare il tampone per verificare la presenza del coronavirus e finti infermieri che si sono presentati alla porta con la scusa di sanificare i soldi o per offrire farmaci o presidi medici. Nel periodo estivo, poi, il pericolo delle truffe è maggiore a causa del parziale svuotamento delle città e le persone della terza età sono quelle che rimangono più sole. Ma dobbiamo far sapere ai nostri nonni e genitori che non sono soli. La Polizia di Stato è sempre presente e quando si hanno dubbi sulle persone che si incontrano o che vogliono entrare in casa è bene telefonare al 113 o al Numero unico di emergenza 1 1 2. E se qualcuno resta vittima di una truffa o di un furto è importante denunciare l’accaduto perché così si dà la possibilità alle Forze dell’ordine di svolgere indagini ed evitare che altri subiscano il raggiro. Quindi è fondamentale rivolgersi sempre con fiducia alle Forze di polizia per segnalare atteggiamenti sospetti e per denunciare situazioni di pericolo. In questa pagina, sono raccolte tutte le iniziative per informare gli anziani e metterli in guardia dalle truffe. I video delle campagne antitruffe I video delle campagne di sensibilizzazione della Polizia di Stato rivolta principalmente alle persone anziane. Gli articoli sulle campagne e operazioni antitruffe Gli articoli relativi all’attività di Polizia contro le truffe agli anziani. Truffe: ecco quelle più ricorrenti Le truffe più diffuse raccolte per tipologie I consigli della Polizia di Stato I consigli ed i suggerimenti della Polizia di Stato per non esser vittima delle truffe. leggi tutto

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Criminalità organizzata: 2 report ell’Organismo permanente di monitoraggio

Secondo Report dell’Organismo permanente di monitoraggio ed analisi costituito all’indomani dello scoppio della pandemia di Covid19 su input del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e con un decreto del capo della Polizia Franco Gabrielli. L’Organismo è composto da rappresentanti della Polizia di Stato, dell’arma dei Carabinieri, della guardia di Finanza, del dipartimento della Polizia penitenziaria, nonché della Dia e della Direzione centrale per i servizi antidroga. L’obiettivo è quello di anticipare ogni iniziativa di espansione, di alterazione del mercato, di inquinamento del tessuto economico, di condizionamento degli appalti e delle gare pubbliche da parte della criminalità organizzata. (Report) leggi tutto

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World Drug Day: la lotta al narcotraffico in Italia

“Better Knowledge for Better Care” migliore conoscenza per una cura migliore. Questo è il tema del 2020 per la Giornata internazionale contro abuso e traffico di droga, che si celebra oggi in tutto il mondo. La lotta al traffico di droga da parte della Polizia di Stato è costante e continua sia a livello nazionale che internazionale. La Direzione centrale per i servizi antidroga del Dipartimento della pubblica sicurezza, impegnata nell’attività di prevenzione e contrasto dei traffici di stupefacenti, ha fornito i dati relativi alle operazioni e ai sequestri nei primi mesi del 2020. Sono oltre 10mila le operazioni antidroga effettuate con 22.307 tonnellate di stupefacenti sequestrati e 14.449 persone segnalate, delle quali 9.472 arrestate. In forte crescita i sequestri di cocaina, ma anche quelli di droghe sintetiche, sostanze stupefacenti ormai conosciute ma in continua evoluzione. Il contrasto alle droghe si realizza attraverso attività di repressione del traffico e dello spaccio di droga e dei crimini collegati, ma anche attraverso la formazione nelle scuole medie e superiori che coinvolge migliaia di studenti ogni anno. Lo scopo è quello di accrescere conoscenza e la consapevolezza dei rischi legati all’uso di droghe: un obiettivo prioritario se si considera che, dalle denunce presentate nel 2019, risultano in aumento i minorenni, sia italiani che stranieri, coinvolti nello spaccio di hashish e marijuana. Anche in emergenza Covid, l’Italia è fortemente impegnata a livello internazionale nel traffico di droga, attraverso la cooperazione tra le polizie dei vari Paesi che è la chiave decisiva per il contrasto del fenomeno. leggi tutto

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Operazione “Data room”: presi i trafficanti di dati sensibili

“Ma chi gli ha dato il mio numero di telefono?”, è la domanda che ci poniamo tutti quando riceviamo le telefonate dei call center che ci propongono offerte commerciali di tutti i tipi. L’operazione “Data room” della Polizia postale e delle telecomunicazioni ha fatto luce sull’attività di un’organizzazione criminale che aveva trovato il modo di impossessarsi dei preziosi dati per metterli poi sul mercato. L’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, è stata condotta dagli specialisti del Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche (Cnaipic), che questa mattina, con la collaborazione di oltre 100 agenti dei Compartimenti di Napoli, Perugia, Ancona e Roma, ha eseguito 20 provvedimenti cautelari. Sono 13 le persone finite agli arresti domiciliari mentre per altre sette sono stati disposti l’obbligo di dimora nel comune di residenza e il divieto di esercitare imprese o ricoprire incarichi direttivi in imprese e persone giuridiche. Perquisizioni locali ed informatiche sono state eseguite nei confronti di tutti i destinatari delle misure, e di altre sei persone.
Gli indagati sono accusati dei reati di accesso abusivo a sistema informatico, detenzione abusiva e diffusione di codici di accesso, comunicazioni e diffusione illecita di dati personali oggetto di trattamento su larga scala. Le virtual data room sono degli spazi virtuali riservati nei quali vengono custoditi una grande quantità di dati riservati confidenziali. Nel settore dei servizi di telecomunicazioni, le data room raccolgono dati riservati messi in comune dagli operatori di settore, per la gestione della portabilità e della manutenzione della rete. Questi database di informazioni sono gestiti da Tim, manutentore della infrastruttura di rete e soprattutto del cosiddetto “ultimo miglio”, l’ultimo tratto della infrastruttura che “atterra” presso il singolo utente consumatore. I dati hanno sul mercato un grande valore e possono consentire l’attuazione di pratiche commerciali aggressive, con l’obiettivo di procacciare nuovi clienti, magari predisposti alla portabilità, proprio a causa delle problematiche segnalate e presenti all’interno delle data room. Tra i destinatari dei provvedimenti figurano dipendenti infedeli di compagnie telefoniche, gli intermediari che si occupavano di gestire il commercio illecito delle informazioni estratte dalle banche dati e i titolari di call center telefonici, che sfruttavano tali informazioni per contattare i potenziali clienti e lucrare le previste commissioni per ogni portabilità, che arrivano fino a 400 euro per ogni nuovo contratto stipulato. L’attività investigativa ha preso il via nel febbraio scorso, subito dopo la denuncia da parte di Telecom Italia che segnalava diversi accessi abusivi ai suoi sistemi informatici, che avvenivano tramite account o virtual desktop utilizzati da dipendenti di gestori di servizi di telefonia e società partner per l’accesso ai database. L’organizzazione utilizzava anche un software programmato per effettuare interrogazioni giornaliere dalle data room, con estrazione continua dei dati, arrivando a centinaia di migliaia di record al mese, che venivano piazzati sul mercato dei call center, 13 dei quali quelli già individuati e sottoposti a perquisizione. Sergio Foffo leggi tutto

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