NOTIZIE

Prato: arrestati 13 spacciatori con l’operazione “Pusher”

Avevano trasformato la zona della stazione centrale di Prato nella loro piazza di spaccio, portando degrado e microcriminalità, a causa dei pusher attivi a qualsiasi ora del giorno e della notte, e del relativo via vai di clienti. L’attività della banda di spacciatori è stata interrotta con l’operazione “Pusher” che ha portato all’esecuzione di 19 misure cautelari, delle quali 13 in carcere, 5 obblighi di dimora e un divieto di dimora con contestuale obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, nei confronti di altrettanti stranieri ritenuti responsabili del reato di commercializzazione di sostanze stupefacenti. L’attività investigativa, iniziata nel settembre dello scorso anno, è stata condotta dalla Squadra mobile di Prato in collaborazione con il Servizio centrale operativo (Sco) della Direzione centrale anticrimine. Nel corso delle indagini, condotte anche con operatori sotto copertura, sono stati registrati numerosi acquisti simulati di eroina e hashish, nonché decine di cessioni di droga poste in essere dagli indagati. Un elevato numero di sanzioni amministrative è stato disposto nei confronti dei clienti assuntori, mentre diversi spacciatori sono stati arrestati in flagranza del reato di spaccio, con relativo sequestro di sostanze stupefacenti. L’esecuzione delle misure cautelari ha coinvolto circa 70 operatori delle Squadre mobili di Prato, Firenze, Bologna e Pistoia, Sco, Gabinetto provinciale di Polizia scientifica, Unità cinofile della questura di Firenze, Reparto prevenzione crimine Toscana e Reparto volo di Firenze. leggi tutto

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Vigilanza Privata: bye bye guardia giurata autonoma, serve un lavoro dipendente

Finalmente una buona notizia. In sede di conversione in Senato del DL Agosto, i Senatori Ferrari, Nannicini, Collina, Giacobbe e Taricco hanno promosso un emendamento che impone l’esistenza di un rapporto di lavoro dipendente con un istituto di vigilanza privata tiolare di licenza ex art. 134 del TULPS per poter ottenere la nomina a guardia giurata. L’emendamento è stato approvato. Si tratta di un risultato importante, che finalmente smantella l’obbrobrio delle guardie giurate autonome nate da una sentenza del Tar del 2018 e avallate prima dal Consiglio di Stato e poi da una super contestata circolare del Ministero dell’Interno.
Per chi non lo ricordasse, una sentenza (n° 118/2018 Tar Emilia-Romagna) aveva annullato l’articolo 6 comma 2 del DM 269/2010 (che impone l’esistenza di un rapporto di lavoro subordinato tra guardie giurate e Istituto di Vigilanza Privata). Il Consiglio di Stato ci ha poi messo l’asso di briscola con un parere che di fatto spalancava le porte al lavoro autonomo nel settore della vigilanza privata.
Il colpo di grazia è arrivato però dal Ministero dell’Interno, che in una circolare del 2019 (n° 14334/10089) forniva indicazioni ai Prefetti su come gestire e regolare l’attività di guardia giurata autonoma. Un inusuale eccesso di zelo da parte dell’Amministrazione, peraltro in contrasto con le stesse indicazioni del Consiglio di Stato, che auspicava un intervento del decisore politico – per un’infinità di giuste ragioni.
Per fortuna alla fine ha prevalso il buon senso: spiace per le aspiranti gpg autonome, ma si tratta di un lavoro troppo delicato, troppo normato, troppo assoggettato a (giusti) vincoli e di troppa responsabilità (personale e collettiva) per poter essere svolto in modalità autonoma.

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Brescia: operazione antidroga con 12 arresti

La Polizia a Brescia ha scoperto un’associazione criminale, composto perlopiù da cittadini marocchini, specializzata nel traffico di sostanze stupefacenti. A finire agli arresti sono state 12 persone. A capo dell’organizzazione c’erano due fratelli marocchini i quali si avvalevano degli altri connazionali per le attività esecutive di approvvigionamento e smercio della droga. I due fratelli avevano la base operativa in un circolo privato di Lonato (Brescia), da dove impartivano gli ordini e ricevevano i clienti, i grossisti e i fornitori. L’attività investigativa, iniziata nel 2018, ha permesso di documentare il modo in cui agiva il gruppo e di valutare il volume di droga che veniva ceduta ad acquirenti provenienti anche dalle province di Mantova, Trento, Trieste e Verona. A dimostrazione del notevole giro d´affari, i poliziotti hanno sequestrato, in un’occasione, 200 mila euro in contanti a uno degli indagati. In particolare, le cessioni dello stupefacente erano comprese tra un etto e un chilo, effettuate materialmente da altri complici che si attenevano alle disposizioni impartite dei due fratelli. In alcune intercettazioni, gli investigatori hanno registrato conversazioni telefoniche in cui alcuni membri del gruppo rimasti senza stupefacente per le numerose richieste, utilizzavano frasi convenzionali per comunicarlo. Nella rete dell’operazione sono finiti anche due albanesi uno dei quali era il maggior fornitore di cocaina, mentre l’altro era uno dei principali clienti, insieme ad un italiano, della provincia di Trieste. Durante le indagini sono state arrestate altre cinque persone e sono stati sequestrati un chilo e mezzo di cocaina ed oltre quattro chili di hashish. leggi tutto

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Giro d’Italia: 21 tappe con la Stradale

È partito sabato scorso il giro d’Italia numero 103. Ancora una volta nella “Carovana del giro” troveranno posto gli operatori della Polizia stradale che, per 3mila 500 chilometri, non solo garantiranno la sicurezza della competizione, ma creeranno spazi di formazione per i più giovani. Sono 36 gli operatori che, lungo tutto lo Stivale, scorteranno con moto e auto gli atleti nelle 21 tappe l’ultima delle quali sarà Milano il 25 ottobre. Una seconda squadra, composta da altri 12 specialisti della Stradale seguirà gli atleti impegnati nel Giro E-bike. Nonostante l’emergenza per il Covid19, non si è fermato il progetto “Biciscuola”, dedicato agli studenti delle scuole primarie che hanno partecipato, durante lo scorso anno scolastico, al concorso indetto sulla sicurezza degli “utenti deboli” della strada (pedoni, ciclisti, disabili in carrozzella). Quest’anno gli appuntamenti di festa e formazione si svolgeranno con collegamenti online insieme ai tanti testimonial e ai giornalisti del gruppo Rcs. Non mancheranno le premiazioni della 9^ edizione degli Eroi della Sicurezza”. Il riconoscimento è attribuito da Autostrade per l’Italia a tutti quegli operatori della Polizia stradale che si sono distinti per dedizione e professionalità nelle attività di soccorso e nei compiti istituzionali. I riconoscimenti verranno consegnati nelle 7 tappe di: Giovinazzo (Bari) del 10 ottobre, San Salvo (Chieti) dell’11ottobre, Porto Sant’Elpidio (Fermo) del 14 ottobre, Cesenatico (Forlì-Cesena) del 15 ottobre, Conegliano (Treviso) del 17 ottobre, Base Aerea di Rivolto – Piancavallo (Pordenone) del 18 ottobre, e Cernusco (Milano) del 25 ottobre. leggi tutto

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La Polizia di Stato ricorda l’appuntato Renato Bardorini

Renato Barborini era un giovane appuntato di 27 anni quando, il 6 febbraio del 1977, insieme al maresciallo Luigi D’Andrea, fermò per un controllo un’auto con tre giovani a bordo. Era un normale controllo, all’uscita del casello autostradale di Dalmine, sulla A4, in provincia di Bergamo; ma su quell’auto c’era Renato Vallanzasca con due dei suoi. Appena fermi i banditi estrassero le armi e aprirono il fuoco sugli agenti della Stradale. Renato e Luigi ebbero la forza di rispondere al fuoco, uccidendo a loro volta uno dei banditi e ferendo il capo della banda, ma fu l’ultima cosa che fecero prima di crollare a terra privi di vita. Questa mattina la Polizia di Stato ha reso omaggio alla memoria dell’appuntato di pubblica sicurezza Renato Barborini, intitolando a suo nome il nuovo distaccamento di Predazzo (Trento) della Polizia stradale. Alla cerimonia erano presenti i familiari del poliziotto caduto, il questore di Trento Claudio Cracovia, il direttore del Servizio polizia stradale Paolo Maria Pomponio, il dirigente del Compartimento Trentino-Alto Adige Giancarlo Sant’Elia, il commissario del Governo per la provincia di Trento Sandro Lombardi e diverse autorità locali. Entrambi i caduti sono stati insigniti della Medaglia d’oro al Valore civile, mentre altre strutture della Stradale erano già state intitolate al maresciallo D’Andrea. leggi tutto

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Frosinone: operazione “Requiem-ultimatum al crimine” contro lo spaccio di droga

C’era anche un’agenzia di pompe funebri, che serviva per riciclare il denaro che veniva dai profitti illeciti per traffico di droga, tra le attività di una organizzazione criminale fermata stamattina durante l’operazione “Requiem-ultimatum al crimine”. L’operazione, condotta dalla Squadra mobile di Frosinone e dal Comando provinciale della Guardia di finanza, ha portato all’arresto di 25 persone, di cui nove ai domiciliari, e a un obbligo di dimora. L’accusa è per tutti associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, riciclaggio e estorsione. Le indagini sono partite nel 2018 da alcuni arresti per spaccio e da diversi sequestri di droga avvenuti a Sora (Frosinone). Sin da subito gli agenti hanno intuito che i singoli episodi di spaccio erano riconducibili ad una vera e propria organizzazione malavitosa, ben strutturata e diffusa sul territorio sorano ed in stretto contatto con gruppi malavitosi della Campania. Proprio da qui avveniva l’approvvigionamento delle sostanze stupefacenti; il trasporto veniva effettuato da corrieri che, per eludere i controlli, si alternavano nel tragitto dalla Campania al basso Lazio, dove la droga veniva poi smistata e stoccata in diversi luoghi nella disponibilità del gruppo criminale, il principale dei quali costituito da un impianto di autodemolizione di materiali ferrosi. Lo sviluppo delle indagini hanno portato a individuare due fazioni, una facente capo ad una famiglia di origini campane, trasferitasi a Sora nei primi anni novanta, e una seconda locale, al cui vertice c’erano pregiudicati sorani. I due gruppi, dopo un primo periodo di collaborazione reciproca nell’acquisto e nello spaccio sulle varie piazze del sorano, del cassinate e della provincia dell’Aquila, erano entrati in contrasto tra loro per acquisire il monopolio dell’attività di spaccio nel territorio sorano. In particolare mentre il gruppo “locale” aveva posto tutte le proprie energie nell’attività di spaccio, gli affiliati della fazione di origini campane avevano esteso i propri interessi a vari ambiti, infiltrandosi nel tessuto economico sociale in maniera spregiudicata e violenta. In particolare i vertici dell’associazione gestivano anche un’attività di pompe funebri che si era ingrandita velocemente grazie ai guadagni dell’illecito traffico di sostanze stupefacenti, oltre 9 mila euro a settimana, che venivano successivamente reimpiegati anche nell’attività dell’azienda funebre, la quale poteva così offrire a basso costo servizi con auto di lusso, peraltro senza adempiere agli obblighi di presentazione delle dichiarazioni fiscali. All’operazione hanno preso parte le unità cinofile antidroga del Gruppo della Guardia di finanza di Formia e del Reparto cinofili di Nettuno, gli elicotteri del I Reparto Volo di Pratica di Mare e del Reparto operativo aeronavale della Guardia di finanza di Civitavecchia, nonché equipaggi del Reparto prevenzione crimine Campania.
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Stradale: controlli in tutta Italia contro il riciclaggio di veicoli

Si è conclusa stamattina un’operazione della Polizia stradale finalizzata a contrastare il riciclaggio di veicoli rubati e dei pezzi di ricambio per auto. Oltre 500 poliziotti e 300 pattuglie impegnate in tutto il territorio nazionale per monitorare le principali vie di comunicazione e le tratte autostradali maggiormente transitate da bisarche, corrieri e furgoni usati per trasportare quella refurtiva. Particolare attenzione è stata posta nelle zone di confine. Complessivamente sono state identificate oltre 2 mila persone e controllati più di 3 mila veicoli. Cinque persone sono state arrestate tra spaccio di stupefacenti, furto e ricettazione, e 10 denunciate a piede libero per vari reati. I poliziotti hanno inoltre sequestrato quasi 40 chili di droga, recuperando 13 veicoli di provenienza illecita, tra cui un escavatore, un grande trattore usato per tagliare l’erba dagli argini dei fiumi e due moto da cross, nonché quattro documenti e due targhe contraffatte. Le infrazioni al Codice della strada contestate sono state 186, con 2 veicoli sottoposti a sequestro e fermo, nonché una patente ritirata. In particole a Montecatini Terme (Pistoia) i poliziotti della Sezione di Pistoia hanno sorpreso due italiani, un 46enne e un 56enne, che avevano rubato una minicar vicino una scuola. Gli agenti hanno intercettato l’auto rubata e l’hanno seguita a distanza, per non farsi scoprire dai ladri, che, a loro insaputa, li hanno portati direttamente al loro nascondiglio, un magazzino a Montopoli in Valdarno (Pisa). Qui i due malviventi avevano nascosto, oltre alla minicar, un escavatore, un grande trattore, di quelli usati per tagliare l’erba dagli argini dei torrenti o dei fiumi, due moto da cross, e persino degli attrezzi da palestra. Ma la sorpresa più grande è stata la scoperta di una serra, ricavata in una struttura di legno adattata con un sistema di aerazione e di lampade, usata per coltivare circa un piante di marijuana. I ladri sono stati arrestati, la droga sequestrata e i veicoli restituiti ai loro proprietari. Sull’A/22 del Brennero una pattuglia della Sottosezione di Verona Sud ha arrestato due cittadini pachistani, un 31enne e un 35enne, che avevano nascosto sotto la pedaliera dell’auto 8 ovuli con quasi 70 grammi di cocaina. Nel bagagliaio c’era pure il kit dello spacciatore, tra bilancino di precisione, ovuli, nastro adesivo e mannitolo, utile a tagliare la droga. Sull’A/12 sono stati fermati un italiano e un ucraino tra i caselli di Versilia e di Viareggio. Nel baule dell’auto c’era un chilo e mezzo di marijuana e, per questo motivo, gli investigatori della Sottosezione di Viareggio sono andati presso le loro abitazioni per cercarne altra. E hanno avuto ragione, tant’è che a casa dell’italiano sono spuntati fuori altri 40 chili di erba. Lui è stato arrestato, il suo amico denunciato. leggi tutto

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A settembre 22 ricercati arrestati dalla Polizia ferroviaria

Gli agenti della Polizia ferroviaria lavorano ogni giorno per la sicurezza di tutti coloro che utilizzano i treni e transitano nelle stazioni. Durante i servizi di vigilanza vengono effettuati controlli che spesso danno esito positivo, consentendo di rintracciare persone ricercate perché destinatarie di ordini di esecuzione di condanna oppure di ordinanze di custodia cautelare in carcere. Nel mese di settembre le pattuglie della Ferroviaria hanno svolto circa 4mila servizi di vigilanza a bordo di oltre 8mila convogli, con una media di due treni vigilati per ogni turno di servizio. Questo intenso monitoraggio, al quale si aggiunge quello svolto all’interno delle stazioni, ha portato all’arresto di 22 persone, ricercate per diversi reati, tra i quali furto, rapina a mano armata, possesso ingiustificato di armi, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, spaccio di sostanze stupefacenti, resistenza a pubblico ufficiale, evasione, inottemperanza al divieto di rientro sul territorio italiano. leggi tutto

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Il Forte ostiense della Polizia celebra i 150 anni di Roma capitale

Si celebreranno ufficialmente il 3 febbraio 2021, i 150 anni dalla dichiarazione di Roma capitale d’Italia.
Nell’ambito delle celebrazioni previste per questo storico appuntamento, il Provveditorato per le opere pubbliche del Lazio-Abruzzo-Sardegna, in collaborazione con la Guardia di Finanza, ha avviato il progetto “Il campo trincerato di Roma – I Forti di Roma”. Il programma prevede la valorizzazione e la riscoperta delle fortificazioni che, subito dopo l’ingresso delle truppe italiane a Roma nel 1870, furono ideate e progettate per difendere la città e con essa tutta la giovane nazione che Roma rappresentava. Il campo trincerato Tra le tante opere, concepite per la nuova Capitale del regno, c’era anche un campo trincerato, un sistema di fortificazioni che cingevano la città con un immaginario anello esterno di 40 chilometri. Le fortificazioni erano progettate ad una distanza di 2-3 chilometri tra loro e distanti dalle mura cittadine 4-5 chilometri. Le nuove tecnologie militari, infatti, avevano reso poco funzionali alla difesa le cinte murarie; la gittata e la potenza dei nuovi cannoni richiedevano, nella dottrina militare del tempo, la difesa avanzata, lontano dall’abitato e la copertura, con potenti cannoni, delle vie di accesso alla città. Le continue innovazioni ma anche le nuove tattiche militari che privilegiavano la rapidità delle manovre, non trovavano tutti d’accordo sulla costruzione di difese statiche a tutela della città. Dall’ottobre 1870, a poco più di un mese dalla Breccia di Porta Pia, al 1877 vennero realizzati ben sei progetti con impostazioni strategiche e costi diversi. Alcune tensioni diplomatiche con la Francia accelerarono l’approvazione del progetto finale e l’immediata realizzazione di alcuni dei 15 forti previsti. La storia del Forte ostiense Il Forte Ostiense, ora in uso alla Polizia di Stato, fu realizzato intorno al 1884 sul progetto del 1877 che riprendeva la struttura dei forti di tipo prussiano. La forma del forte, così come quella degli altri 14 che cingono la Capitale, era di forma trapezoidale. Situato all’intersezione tra la via Laurentina e la via Ostiense aveva il compito di proteggere l’acceso da queste due arterie di comunicazione e contemporaneamente di vigilare la ferrovia Roma-Civitavecchia. Il costo, per la realizzazione, fu di circa un milione e mezzo di lire; e non fu il più costoso tra i forti romani. L’aumento della popolazione e lo sviluppo urbanistico fecero presto inglobare nel tessuto urbano anche i forti più distanti dal centro cittadino rendendo, molto presto, inefficace la loro primitiva destinazione. L’acquartieramento di truppe e l’utilizzo come magazzini e depositi furono le principali destinazione d’uso del “nostro” forte sino alla fine della Seconda guerra mondiale. Dal 1950 al 1983 La struttura fu destinata ad associazioni ed enti che ne modificarono la struttura per le loro esigenze. Il Forte ostiense oggi Nel 1983 il Forte fu dato in uso al ministero dell’Interno che qui ha dislocato diversi uffici del Dipartimento della pubblica sicurezza. Oggi il Forte ospita il Servizio tecnico logistico e patrimoniale “Lazio-Abruzzo-Sardegna”; la Zona telecomunicazioni “Lazio”; la “Squadra Cinofili” della questura di Roma; il Coordinamento sanitario “Lazio-Abruzzo-Sardegna” della Direzione centrale di sanità; il leggi tutto

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Tiro a segno: serve il bollo sui certificati rilasciati alle guardie giurate

I certificati rilasciati alle guardie particolari giurate dalle sezioni del Tiro a Segno sono soggetti ad imposta di bollo di 16,00 euro a pagina. Lo ha stabilito l’agenzia delle Entrate, interpellata dal ministero dell’Interno a seguito di un quesito inoltrato da alcune società di sicurezza e da UGL Sicurezza Civile Avellino. Il tiro a segno, ricorda l’agenzie delle Entrate, non rientra nel novero delle federazioni sportive senza scopo di lucro (che sono del tutto esonerate dalle imposte di bollo), trattandosi in effetti di ente pubblico sottoposto alla vigilanza del ministero dell’interno. Gli Istituti di Vigilanza Privata devono quindi informare le proprie guardie di provvedere alla regolarizzazione fiscale del bollo. Trattandosi di un titolo individuale e personale, salvo accordi specifici con le imprese, la regolarizzazione infatti resta in capo al lavoratore.

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