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Professioni in divisa: aumenta la stima nei giovani per la Polizia di Stato

Si è conclusa oggi a Roma, presso gli spazi delle Officine Farneto, la seconda edizione dell’evento “Obiettivo Futuro: i giovani che scelgono la divisa”, con la presentazione dei dati dell’Osservatorio sulle professioni in divisa 2020 e la premiazione del concorso “Onore al Merito”, organizzato da AssOrienta – Associazione Orientatori Italiani, in collaborazione con la Nissolino Corsi. Sono stati premiati 262 i giovani, tra ragazzi e ragazze, con borse di studio per la preparazione ai concorsi in divisa. L’incontro è stato anche l’occasione per discutere degli strumenti di orientamento e informazione a disposizione, oggi, di tutti gli studenti che sono chiamati a compiere una scelta importante per il loro futuro, e per approfondire come le nuove generazioni si approcciano alle professioni in uniforme. Per la Polizia di Stato era presente la direttrice dell’Istituto per sovrintendenti della Polizia di Stato “Rolando Lanari” di Spoleto (Perugia), Maria Teresa Panone. Dal sondaggio, elaborato da Skuola.net in collaborazione con Nissolino Corsi su 50 mila studenti di scuole di secondo grado e università, si evidenzia che 2 giovani su 5 sono interessati a intraprendere una delle carriere nelle Forze armate o di polizia. Per il 40 per cento di loro è la prima opzione per il futuro, in aumento rispetto allo scorso anno, quando il dato era fermo al 34 per cento. Cosi come è risultato in aumento il gradimento, da parte dei ragazzi, per la Polizia di Stato, classificatasi tra le forze di polizia. Considerando che l’indagine è stata condotta durante l’emergenza sanitaria causata dalla pandemia di Covid-19, è possibile che il coraggio e la perseveranza mostrati da tutto il personale “in divisa”, in questo difficile frangente, abbiano rafforzato nei ragazzi e nelle ragazze, l’immagine positiva delle Forze dell’ordine. Infatti, 2 giovani su 3 esprimono sentimenti positivi nei confronti delle divise, a prescindere dal fatto che siano intenzionati o meno a intraprendere questa strada. leggi tutto

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Mascherina e proroghe: il Decreto Ottobre

E’ in vigore il “Decreto Ottobre“, che fa seguito alla proroga dello stato di emergenza dal 15 Ottobre fino al 31 Gennaio 2021. Tra le nuove misure anticontagio, è posto l’obbligo di portare sempre con sé la mascherina e di usarla al chiuso e all’aperto (salvo sia garantito l’isolamento rispetto ai non conviventi), ad eccezione dei minori di 6 anni, di chi presenta patologie incompatibili con l’uso del dispositivo e di chi stia svolgendo attività sportiva. Salate le sanzioni per i contravventori: da 400 a 1000 euro per cittadini + chiusura dell’esercizio da 5 a 30 giorni in caso di attività lavorativa. Le Regioni potranno solo adottare misure più restrittive (non anche il contrario). Per il comparto vigilanza privata e sicurezza, si segnala la proroga al 31 ottobre 2020 dei termini previsti dal Decreto Agosto per inviare le domande di Cassa Integrazione in Deroga e di trasmissione dei dati necessari per il pagamento o per il saldo degli stessi, in scadenza entro il 31 agosto 2020 ed il 30 settembre 2020.

In attesa del prossimo DPCM, e comunque non oltre il 15 ottobre 2020, continuano ad applicarsi le misure previste dal DPCM del 7 settembre 2020, cui si aggiunge l’obbligo di portare sempre con sé la mascherina e di usarla al chiuso a all’aperto, salvo sia garantito l’isolamento e salvo casi specifici.

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Ciclismo: oro agli Europei su pista per Cavalli, Fidanza e Guazzini

Ai Campionati europei di ciclismo su pista under 23 e juniores, in svolgimento fino al 13 ottobre al velodromo “Attilio Pavesi” di Fiorenzuola d’Arda (Piacenza), tre pistard delle Fiamme oro sono salite sul gradino più alto del podio continentale. Le portacolori cremisi Marta Cavalli, Martina Fidanza e Vittoria Guazzini, insieme all’azzurra Chiara Consonni, hanno portato il quartetto azzurro dell’inseguimento a squadre alla conquista della medaglia d’oro grazie alla vittoria ottenuta in finale contro le ragazze della Germania. Il team tricolore era il più accreditato per la vittoria finale ed ha rispettato in pieno i pronostici: dopo aver fatto segnare il miglior tempo nelle qualificazioni della mattina (4’45”172), nel match contro le tedesche le azzurre hanno spinto sull’acceleratore, fermando il cronometro sul tempo di 4’36”080, staccando le avversarie di oltre due secondi (4’38”400). Terza classificata la Polonia che nella finale per la medaglia di bronzo ha superato l’Ucraina. leggi tutto

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Caserta: confiscati ad imprenditore beni per oltre quattro milioni di euro

Confiscati in Campania e nel Lazio beni per oltre quattro milioni di euro riconducibili ad un imprenditore nel settore del trattamento dei rifiuti di Casal di Principe (Caserta), già Consigliere della Regione Campania, condannato dalla Corte di Appello di Napoli per concorso esterno in associazione mafiosa. Il Giudice Penale lo ha riconosciuto colluso dal 2000 in poi con i reggenti del “clan dei casalesi – fazioni Schiavone e Bidognetti”. Il provvedimento, emesso dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) su proposta del Questore di Caserta, rappresenta l’epilogo dell’indagine svolta dalla Divisione Polizia anticrimine della questura e dal Nucleo di Polizia economico finanziaria di Caserta che ha permesso di ricostruire gli asset patrimoniali e finanziari nella disponibilità diretta ed indiretta dell’imprenditore. L’indagine patrimoniale, a suo carico e dei familiari, è stata svolta sugli ultimi 20 anni in cui sono stati verificati i contratti di compravendita dei beni e delle quote societarie e le relative transazioni e movimentazioni finanziarie. Il riscontro ha delineato un quadro ben definito con la ricchezza acquisita a seguito di attività illecite. Il suo legame con il clan, fatto di favori sia come imprenditore che come politico, da cui ha ricevuto in cambio sostegno elettorale e appoggio per l’affermazione della sua azienda, è stato documentato da intercettazioni telefoniche, dalle dichiarazioni accusatorie di molteplici collaboratori di giustizia e da indagini di Polizia Giudiziaria. La pericolosità sociale è stata dimostrata dalla sua continuativa disponibilità a porsi come intermediario tra gli amministratori degli Enti locali e le organizzazioni criminali di riferimento per favorirle negli appalti e contributi pubblici, riuscendo quasi a monopolizzare il redditizio settore economico della raccolta e smaltimento dei rifiuti, non solo nel territorio casertano. La confisca ha riguardato nove fabbricati e un terreno, le quote di due società, due veicoli e le disponibilità finanziarie presenti in numerosi conti correnti, conti di deposito ed altri investimenti finanziari, per un valore stimato di oltre 4 milioni di euro; confiscate anche le indennità percepite dall’imprenditore per l’intero periodo di consiliatura alla Regione Campania, per più di 800 mila e il vitalizio da corrispondere per la sua ex qualità di Consigliere regionale, maturando alla data del raggiungimento del sessantesimo anno di età. leggi tutto

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Presi a Milano i “professionisti” del furto in appartamento

Erano dei professionisti del furto in appartamento e i loro colpi erano preparati maniacalmente, fin nei minimi particolari. Ma anche i professionisti commettono degli errori e, durante uno dei loro colpi, hanno lasciato un’impronta che è stata decisiva ai fini dell’indagine che ha portato all’arresto, a Milano, dei sette appartenenti al gruppo criminale. Nel corso dell’attività investigativa, svolta dalla Squadra mobile milanese, è stato arrestato un cittadino egiziano, che è risultato poi essere il ricettatore della banda, al quale veniva affidata la refurtiva per essere rivenduta e trasformata in denaro; nella sua abitazione sono stati trovati oggetti d’oro e d’argento nascosti nel freezer, orologi di valore e denaro contante per un valore totale di circa 15mila euro. Gli arrestati, tutti cittadini georgiani, sono accusati di essere i responsabili di numerosi furti avvenuti nei quartieri Sempione, Città Studi e nell’hinterland di Milano.
Durante le perquisizioni effettuate nelle abitazioni degli indagati, i poliziotti hanno trovato chiavi alterate e grimaldelli, oggetti preziosi e circa 9mila euro in contanti. La svolta nell’indagine c’è stata quando, durante un sopralluogo svolto dopo uno dei furti, gli esperti del Gabinetto regionale della Polizia scientifica hanno trovato un’impronta digitale riconducibile ad uno degli indagati.L’attività sul soggetto individuato ha permesso di identificare gli altri membri della banda; grazie ai servizi di pedinamento e controllo, all’analisi dei tabulati e delle intercettazioni telefoniche e ambientali, gli investigatori hanno ricostruito l’organizzazione del gruppo criminale e il loro modus operandi. Gli agenti della Mobile hanno scoperto come venivano scelti gli obiettivi, la distribuzione dei compiti, le professionalità dei singoli membri, in particolare quelle nell’apertura delle porte d’ingresso utilizzando chiavi opportunamente modificate e grimaldelli. Importante era la fase preparatoria dei colpi, caratterizzata da meticolosi sopralluoghi, durante i quali venivano apposti dei segni distintivi sulle porte degli appartamenti da svaligiare; in particolare questi venivano segnati con un filtrino da sigaretta o frammenti di bottiglie di plastica, per evidenziare quali sarebbero stati liberi nei giorni successivi. Importante era anche l’attività svolta, durante i furti, dagli “addetti al controllo”, che monitoravano la zona pronti a dare l’allarme, in caso di presenza delle Forze dell’ordine. leggi tutto

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La presentazione dei distretti di pubblica sicurezza

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Roma: presentati i nuovi 15 Distretti di pubblica sicurezza

Sono stati presentati stamattina, a Roma, i 15 Distretti di pubblica sicurezza di cui si avvarrà la questura nel nuovo modello organizzativo della Capitale. A presenziare la cerimonia il capo della Polizia Franco Gabrielli e la sindaca di Roma Virginia Raggi. In sala anche i vice capo della Polizia: il vice direttore generale con funzioni vicarie Antonio De Iesu, il vice direttore generale preposto all’Attività di coordinamento e di pianificazione Alessandra Guidi, il vice direttore generale – direttore Centrale della polizia criminale Vittorio Rizzi ed il prefetto della Capitale Matteo Piantedosi. Il progetto ha lo scopo semplificare i processi di gestione della sicurezza nei singoli quartieri, mirando a consolidare un rapporto diretto tra il Municipio e il Distretto di polizia. I distretti, ognuno nella propria zona di competenza, avranno il compito di fare da raccordo con i 24 commissariati sezionali, raggiungendo il territorio in maniera capillare e adattandosi alle esigenze delle varie comunità di ogni singolo municipio. Dopo la questura di Roma saranno le questure delle città metropolitane di Milano, Torino e Napoli ad avviare, in futuro, questo progetto. La cerimonia è stata aperta dal questore di Roma Carmine Esposito che ha spiegato la nuova organizzazione dei presìdi di Polizia. Nel suo intervento conclusivo, il capo della Polizia Franco Gabrielli ha sottolineato: “Oggi si è compiuta un’importante e significativa opera di riorganizzazione in un contesto nel quale la nostra amministrazione si appresta ormai da anni a aumentare la presenza sul territorio. Spesso la mancanza di un’adeguata organizzazione fa sì che l’impegno debba essere superiore ai risultati conseguiti. Nella vita dell’Organizzazione non c’è un arrivo ma delle tappe per affinare sempre più il nostro obiettivo di essere al servizio delle comunità, la cui sicurezza ci è stata affidata. Roma aveva bisogno di una nuova organizzazione e ringrazio il Questore e il suo staff per la felice intuizione. Noi dobbiamo modulare la nostra capacità di intervento rispetto a quello che ci chiede il territorio. Le istituzioni – ha quindi concluso il Prefetto – dovevano andare incontro alle esigenze del territorio, ma bisognava avere una modalità univoca di ascolto, nella duplice esigenza di raccogliere le domande e nella capacità di restituzione delle risposte che le istituzioni sanno dare”. All’evento hanno partecipato, in videoconferenza, anche i questori delle città metropolitane, gli Ufficiali di collegamento ed i rappresentanti dei collaterali organi di Polizia di Berlino, Londra, Madrid e Parigi, città che sono già dotate di complessi sistemi di sicurezza, molto vicini a quello che sarà operativo da oggi a Roma. Questi i 15 Distretti di pubblica sicurezza e i Commissariati sezionali: 1° Trevi Campo Marzio (Borgo, Castro Pretorio, Celio, Esquilino, Palazzo di Giustizia, Prati, Rai, Trastevere, Viminale) 2° Salario Parioli (Porta Pia, San Lorenzo, Università, Vescovio, Villa Glori) 3° Fidene Serpentara 4° San Basilio (Sant’Ippolito) 5° Prenestino (Porta Maggiore, Torpignattara) 6° Casilino 7° San Giovanni (Appio Nuovo, Romanina, Tuscolano) 8° Tor Carbone (Colombo) 9° Esposizione (Spinaceto) 10° Lido di Roma 11° San Paolo 12° Monteverde 13° Aurelio 14° Primavalle (Montemario) 15° leggi tutto

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Enna: violenza sessuale su disabile, arrestato 39enne

Ha approfittato della sua posizione di operatore socio sanitario per abusare di una donna disabile che gli era stata affidata. L’uomo, un 39 enne di Enna, è stato arrestato dagli uomini della Squadra mobile di Enna a conclusione di un’indagine partita qualche giorno fa dalla denuncia della famiglia della ragazza che è venuta a conoscenza della gravidanza della figlia. La ragazza era ospite da diverso tempo di una struttura sanitaria e il suo grave stato di salute è legato a una rara malattia genetica; questo ha escluso da subito la possibilità che la donna potesse aver dato il consenso ad un rapporto sessuale. Dagli accertamenti sanitari la data presunta della violenza è riferibile al periodo di lockdown per il Covid19 e la straordinaria condizione di chiusura ha permesso agli investigatori di stringere il cerchio intorno a pochi individui a cui è stato, inoltre, prelevato del DNA. Ieri mattina veniva convocato e ascoltato anche l’indagato, dipendente della struttura da due anni, che già dalle prime domande manifestava il suo stato di disagio ed una forte emotività nel raccontare quanto a sua conoscenza. L’uomo incalzato dagli investigatori ha confessato la violenza sessuale avvenuta ad aprile scorso proprio quando la struttura era stata considerata zona rossa a causa dei diversi casi di Covid19. Olivia Petillo leggi tutto

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Palermo: scoperta truffa alle assicurazioni con il finto morto

Scoperta una frode assicurativa a Palermo; sono sei le persone finite in carcere e diversi gli indagati in stato di libertà che dovranno rispondere del concorso nei reati commessi e accertati nell’operazione “Lazzaro”. Gli ingredienti per la frode, scoperta dalla Squadra mobile palermitana, erano solo apparentemente complicati ma in realtà semplici: bastava una polizza-vita stipulata da uno dei complici a favore di uno dei capi o dei componenti dell’organizzazione; si aggiungeva poi il pagamento di alcune rate della polizza stessa e infine, dopo qualche mese, la finta morte dello stipulante. La fase più delicata riguardava la creazione di finti ma credibilissimi certificati di morte completi in ogni loro dettaglio; a volte veniva presentata la scheda di bordo relativa all’intervento del servizio 118 con l’indicazione precisa dei medici e del personale intervenuto che attestava il decesso; in altri casi si usava l’inserimento, tra la documentazione, della Scheda Istat di morte, avente un numero di protocollo, rilasciata dall’Unità Sanitaria Provinciale di Palermo; altre volte ancora la relazione del medico curante, corredata da timbro e numero di registro regionale. Tutto contribuiva ad indurre in errore la compagnia assicurativa che, dopo l’iter burocratico, liquidava il beneficiario mentre il finto morto continuava a svolgere la propria abituale esistenza. Quest’ultimo, nel frattempo, apriva un conto corrente sul quale veniva depositato il premio per il quale, i componenti dell’organizzazione, avevano già stabilito la spartizione. Ottenuta la liquidazione, il denaro subiva diversi passaggi e spostamenti per confondere le tracce e, alla fine veniva monetizzato in contanti. In molti casi, questo denaro serviva per acquistare attività commerciali intestate a prestanome, completando l’attività di autoriciclaggio. L’attività investigativa ha permesso di accertare la realizzazione di almeno 20 truffe assicurative, già liquidate o in procinto di esserlo, per un “giro d’affari” che ha fruttato all’organizzazione criminale quasi tre milioni di euro. A questi si devono aggiungere i premi assicurativi che sono in procinto di essere liquidati perché sono state già dichiarate le false morti di altre persone, per una stima di circa cinque milioni di euro. A chiusura delle indagini i poliziotti hanno sequestrato agli indagati beni mobili ed immobili, numerose attività commerciali, valori ed utilità economiche di considerevole entità. leggi tutto

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Milano: scoperto laboratorio per “tagliare” eroina, due arresti

Scoperto a Quarto Oggiaro (Milano) un box dove due cittadini marocchini “tagliavano” l’eroina. I poliziotti sono arrivati ai due nordafricani, regolari sul territorio nazionale, per il forte odore di sostanze chimiche tipicamente utilizzate per il taglio di sostanze stupefacenti, rilasciato da un’auto Ford Fusion. L’attività di monitoraggio, da parte della Squadra mobile sull’utilizzo dell’auto che veniva parcheggiata distante dall’abitazione dei due marocchini, ha permesso di intervenire proprio quando i due, arrivati a bordo di una BMW, stavano prelevando dalla Ford un borsone pieno di droga. Gli agenti sono riusciti a bloccare l’uomo con il borsone mentre l’altro che era rimasto sulla BMW, si è dato alla fuga nel tentativo di far perdere le proprie tracce. Tentativo concluso con l’arresto del fuggitivo al termine di un inseguimento, prima a bordo delle auto e poi a piedi, dopo che la BMW ha finito la corsa contro una transenna. All’interno del borsone, i poliziotti hanno rinvenuto 16 confezioni contenenti otto chili di eroina, mentre, all’interno della macchina, in un vano nascosto sotto il sedile del passeggero, sono stati trovati 1.150 euro in contanti, una bustina con alcuni grammi di sostanza da taglio, una pistola al peperoncino per autodifesa, un piccone, e diverso materiale da confezionamento. La perquisizione domiciliare confermava l’ipotesi che i due non fossero semplici “corrieri” della droga ma trafficanti impegnati nel taglio e nello “spaccio di piazza”. Nell’abitazione, nelle cantine e nel box di uno dei due marocchini, gli agenti hanno scoperto una vera e propria “raffineria” di eroina. In particolare, i poliziotti hanno trovato numeroso materiale per la lavorazione ed il taglio dell’eroina come sei frullatori, una bilancia, materiale da confezionamento, ma soprattutto 11 fusti in metallo contenenti ciascuno 25 chili circa di paracetamolo e caffeina oltre ad altri 14 chili di sostanza da taglio non ancora identificata e sette scatole di solventi chimici. leggi tutto

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