Vigilanza Privata e sicurezza sul lavoro: contraddizione in termini?

Vigilanza Privata e sicurezza sul lavoro: contraddizione in termini?

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di una lettrice – una guardia giurata, una lavoratrice, una donna – che si interroga sul valore delle norme per la sicurezza sul lavoro, soprattutto in un settore ad alto rischio come la vigilanza privata. Un settore che lavora in silenzio e che purtroppo muore in silenzio, non rientrando nemmeno nelle statistiche dei caduti stilate dalle forze dell’ordine perché è da sempre figlio di una divisa minore. Legge la testimonianza sul campo di Monica Granozio, gpg presso Vigilanza Europolice di Castel San Giorgio (SA).Sicurezza sul lavoro: fatti o ipocrisia?

Leggiamo e ascoltiamo di leggi sulla sicurezza del lavoro: decreti, normative e aggiornamenti per i datori di lavoro da applicare e far rispettare ai dipendenti. Norme emanate da legislatori seduti dietro comode scrivanie in ambienti climatizzati e basate su rapporti redatti da tecnici, spesso su planimetrie obsolete e ahimè non attinenti con la realtà.

La conseguenza è che le direttive che vengono emanate dal Datore di lavoro ai dipendenti sono un semplice adempimento di legge, che non tiene quasi mai conto della situazione specifica o del fatto che siano state distribuite delle protezioni idonee.

Il risultato è che in nove mesi nel 2021 ci sono stati 677 morti sul lavoro (fonte INAIL): 6/7 morti alla settimana, compresi i festivi, 2,47 morti al giorno: una carneficina! Sarà utopico, ma prima di firmare una normativa sarebbe auspicabile che il legislatore si recasse personalmente a sorpresa su luogo di lavoro dove la norma dovrà essere applicata. Solo cosi, Cristianamente parlando, potrebbe sentirsi a posto con la coscienza.

Un esempio? Sono una guardia giurata: da anni opero nei porti dove mancano i bagni, dove non ci sono aree pedonali per i Portuali e dipendenti. Inquinamento acustico, smog, orari eccedenti le normali ore lavorative per mancanza di personale in ferie o malattia sono ormai la regola.
Mancanza di zone ombreggiate (con un sole che, grazie all’asfalto torrido, da giugno a
settembre porta facilmente il termometro a 50 gradi…e i gabbiotti diventano vere saune).
E ancora: chi fa piantonamento nei cantieri diurni e notturni è spesso solo, senza servizi igienici e molto spesso d’inverno utilizza le auto personali. Chi piantona fuori dalle Banche è esposto alle intemperie. Il peso e l’ingombro dei giubbotti, che non facilitano i movimenti, lo fa sembrare un robot.

Noi guardie giurate, sin dall’inizio della pandemia siamo stati costantemente esposti al virus: anche noi abbiamo dato il nostro contributo in vite umane e troppi sono i morti, anche se i media danno informazioni lacunose. Nessuno parla di noi GPG, anche se svolgiamo un lavoro di pubblica utilità e stiamo sempre in prima linea e in luoghi impensabili. L’impressione è che per la legge, per i media e per tutti la nostra categoria non esista (o nessuno se lo ricordi, tranne al momento del bisogno).

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