Uniformità territoriale e gpg pubblico ufficiale: la vigilanza privata 2022 per Fifa Security

Uniformità territoriale e gpg pubblico ufficiale: la vigilanza privata 2022 per Fifa Security

Dal 2020 del Covid ad un 2022 dai contorni ancora incerti, salvo per alcuni trend in consolidamento: un rafforzamento delle tecnologie in ausilio alle guardie giurate e la necessità che le imprese di vigilanza privata si adeguino alle nuove richieste del mercato. Per converso, occorre un aggiornamento del DM 269/2010 che si allarghi alla protezione della persona fisica e una rapida revisione del CCNL, ma soprattutto maggiore uniformità operativa nelle varie Questure e Prefetture. Questa la sintesi del pensiero di Simone Vannini, Direttore Tecnico Fi.Fa. Security Network, rete di imprese per la pianificazione e gestione dei servizi di sicurezza.

Come si chiuderà questo 2021?

Questi anni hanno portato una riduzione dell’attività del settore e di conseguenza dei livelli occupazionali. La pandemia ha, in un primo momento, favorito tantissimo l’utilizzo della forza di controllo pubblica, per poi successivamente creare occasioni di business alla vigilanza privata per soddisfare le nuove le necessità emerse con l’emergenza. Il 2021 ha comunque segnato una leggera ripresa – sia da un punto di vista della riorganizzazione, sia della programmazione: il settore chiude infatti con un fatturato complessivo di 3,4 miliardi di euro (prodotto dalle 462 società di vigilanza privata certificate dal Ministero dell’Interno). Questo dato, però, va comunque inserito in un contesto nel quale il 60% delle aziende ha lamentato un calo di fatturato in particolar modo con la seconda ondata, nella quale il 31,3% delle imprese ha dichiarato di temere una prossima chiusura e il 16% ha affermato di stare lavorando in perdita.

Ma ci si avvia verso una normalizzazione di mercato oppure dobbiamo immaginare un new normal?

Il COVID ha stravolto il settore della Vigilanza Privata richiedendo una presenza più incisiva della tecnologia a supporto dei servizi. Questo ha premiato chi ha sempre investito in tecnologia, determinando una crescita del mercato altamente specialistico. Questo aspetto, però, andrebbe inserito in un new normal nel quale sia le aziende, sia le istituzioni dovrebbero fare un passo avanti. È necessario, infatti, non solo che gli istituti di vigilanza privata si adeguino alle richieste del mercato, ma soprattutto che il DM 269/2010 venga aggiornato, assicurando, per fare un esempio, la protezione della persona fisica agli operatori privati, ma anche la revisione del contratto collettivo nazionale. Non solo. Chiediamo anche che venga istituito un tavolo tecnico permanente presso il Ministero che possa raccogliere le proposte del settore e aggiornare le normative.

Quali sono a suo avviso le peggiori criticità del mercato italiano della vigilanza privata?

Ritengo che la vera criticità del mercato italiano nella Vigilanza Privata derivi da una scarsissima conoscenza del settore da parte dell’opinione pubblica, ma soprattutto dalla mancanza di uniformità nelle attività del governo locale (Prefetture e Questure). Quanto al primo aspetto, ancora pochissimi sanno – anche tra gli addetti ai lavori! – che il DM 154/2009 ha stabilito che sia la sicurezza privata a fare controlli in porti, aeroporti e stazioni (e il nostro personale è molto qualificato in tal senso). Quanto al secondo punto, l’assenza di uniformità nell’operato delle prefetture crea notevoli disagi ai quali siamo chiamati leggi tutto

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