Vigilanza Privata: prima di allargare il business, serve pulizia

Vigilanza Privata: prima di allargare il business, serve pulizia

Riceviamo e pubblichiamo l’ interessante contributo di una Guardia Giurata che segue con attenzione (e non poca apprensione) gli sviluppi delle macro dinamiche del settore. Nel ripercorrere alcuni fenomeni che hanno originato distorsioni di mercato ad oggi  probabilmente irreversibili, questo lavoratore ci richiama ad un nuovo angolo di osservazione, semplice e concreto: fare pulizia nel settore vigilanza privata se si vuole pensare di fare sicurezza.

Facciamo un esame di coscienza e recitiamo un mea culpa

Danilo Ferri 

Vorrei direi anch’io la mia sulla presa in carico, da parte della Guardia di Finanza, della vigilanza della Zecca di Stato. Non conosco, ma sembrerebbe che non le conosca nessuno, le motivazioni pratiche ed operative che hanno portato ad una decisione così drastica. A me cittadino senza alcun interesse personale, non sembra poi così scandaloso che lo Stato utilizzi le forze armate per proteggere un bene prezioso come la Zecca di Stato. Mi sembra più scandaloso che una Banca a partecipazione privata, formata da banche e assicurazioni, come Banca d’Italia, utilizzi i Carabinieri per la vigilanza delle proprie sedi ed il trasporto del suo contante. Mi sembra ancora più assurdo che per il calcio si mobilitino migliaia di forze dell’ordine a carico dello Stato.

E come Guardia Particolare Giurata con oltre 35 anni di servizio operativo, svolto praticamente in tutti i settori, credo che gli istituti di vigilanza e le loro associazioni dovrebbero iniziare un esame di coscienza e recitare un “mea culpa”. Perchè? Perchè a distanza di anni dalla modifica del TULPS, del DM 269/2010, della Legge 81/08, molte delle aziende del settore ancora non rispettano queste normative, mentre le altre le rispettano in modo “disinvolto” – in base ai tipi di appalti, ai profitti che ne derivano ed all’attenzione dei contraenti. E nel calderone del rispetto delle regole aggiungerei anche il CCNL, il cui obbligo è citato nel DM 269/2010 ed il cui mancato rinnovo, a mio parere, viene utilizzato come “leva” per stimolare lo Stato alla modifica del TULPS.

Per chi conosce i regolamenti, è facile notare anomalie ed incongruenze nel modo di operare degli addetti alla vigilanza, con il benestare dei datori di lavoro e delle stesse committenze. A mio parere, esistono dirigenti che cercano di aggirare le regole solo per tenere testa alla concorrenza e garantirsi guadagni immediati. Purtroppo la cronaca ci ha insegnato che spesso queste modalità operative si concludono con il fallimento anche di colossi aziendali o con condanne legali. Inoltre è diventato di uso comune abbassare gli stipendi nel settore, con la conseguenza di avere personale disposto a tutto pur di fare ore e sopravvivere. Le aziende stanno provocando una perdita di professionalità ed entusiasmo nei lavoratori e questa situazione prima o poi si ripercuoterà sul settore con conseguenze disastrose per la clientela e la comunità.

Le organizzazioni e gli imprenditori chiedono a gran voce al Governo di modificare il TULPS e di estendere le attività delle Guardie Giurate alla protezione delle persone. Ma nelle condizioni in cui siamo, a mio parere si tratta di una leggi tutto

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Category: Lettere al Direttore, Primapagina, difesa della persona

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