Vigilanza Privata e Green Pass: ruolo delle guardie giurate

Vigilanza Privata e Green Pass: ruolo delle guardie giurate

Dal 15 Ottobre si lavora solo con il Green Pass. In questo particolare frangente la guardia giurata può essere controllore, ma anche controllato. Draghi ha appena firmato il secondo DPCM sulle modalità di verifica, pubblicandone delle anticipazioni con FAQ. Per chiarire i dubbi più comuni, abbiamo parlato con l’Avvocato Lucio Tramontano.

Intervista a Lucio Tramontano, Avvocato presso il foro di Napoli e membro di Giunta di Confedersicurezza e Servizi

Nella verifica del Green Pass nei luoghi di lavoro, la guardia giurata può essere controllore ma anche controllato. Ma cosa deve fare all’atto del controllo? Può controllare l’identità?

Nell’ambito dei controlli del possesso del green pass da parte dei lavoratori sul luogo di lavoro, la questione dell’identificazione da parte del GPG potrebbe non verificarsi laddove i lavoratori (sul luogo di lavoro) debbano essere identificabili.
La GPG incaricata di effettuare la verifica sul possesso e sulla validità del green pass dei dipendenti dovrà provvedere al controllo mediante l’utilizzo dell’app VerificaC19 o di altro strumento in corso di implementazione, come ad esempio un sistema di controllo green pass abbinato al termoscanner o rilevatore delle presenze: in quest’ultimo caso la guardia giurata dovrà comportarsi alla stregua dell’utilizzo di qualsiasi altro strumento elettronico cd. a prova di operatore.

Cosa deve fare la GPG in caso di certificazione scaduta/falsa/manifestamente non corrispondente al soggetto portatore del titolo?

Nel caso in cui la GPG ravvisi la mancanza di valido green pass, deve invitare il soggetto ad uscire dai luoghi di lavoro e deve redigere relazione di servizio, in modo da consentire, da un lato, al datore di lavoro di intraprendere le conseguenti iniziative disciplinari e, dall’altro lato, la denuncia alla Prefettura per gli ulteriori eventuali accertamenti sanzionatori (che vanno da € 600,00 ad € 1500,00 per i lavoratori).

L’art 3 del DL 21 settembre 2012 n 127 prevede la possibilità di svolgere anche solo “controlli a campione”, ma chi stabilisce la “misura” del campione?

La norma non prescrive un numero di controlli minimi a campione, che viene demandata alla discrezionalità dei datori di lavoro in considerazione dei rispettivi contesti aziendali (dimensioni, numero dei dipendenti), tuttavia ispirandosi al principio di efficacia ed in grado di assicurare circolarità dei controlli. Sul punto, le linee guida di recente emanate dal Governo prevedono, per i controlli dei dipendenti della P.A., una quota pari al 20%. Tuttavia il controllo randomico potrebbe non risultare del tutto efficace, dovendosi piuttosto prevedere una modalità di controllo generalizzato.
Sul punto, si precisa che il datore di lavoro può richiedere ai lavoratori, in casi di specifiche esigenze organizzative (es. numeri elevati di dipendenti, difficoltà organizzative), di comunicare con preavviso la carenza del requisiti del green pass. Non solo, si potrà provvedere all’integrazione del sistema di lettura e verifica del QR code del certificato verde nei sistemi di controllo agli accessi fisici, inclusi quelli di rilevazione delle presenze, o della temperatura (cd termoscanner). Inoltre per i datori di lavoro con più di 50 dipendenti è prevista l’interazione asincrona tra il Portale istituzionale INPS e la Piattaforma nazionale-DGC.

E in un luogo di lavoro leggi tutto

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