Palermo ricorda le vittime delle Stragi

Palermo ricorda le vittime delle Stragi

Il 23 maggio 1992 è una di quelle date che non si dimenticano. Alle 17.58 la storia della nostra Repubblica è cambiata per sempre. Oltre 500 chili di tritolo mafioso distrussero il tratto d’autostrada a Capaci (Palermo), facendo saltare in aria le auto su cui viaggiavano il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e i poliziotti Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo in servizio di scorta sulla Fiat Croma con sigla radio Quarto Savona 15. Dopo soli 57 giorni la stessa sorte travolse il giudice Paolo Borsellino e i cinque agenti della sua scorta Emanuela Loi, Claudio Traina, Eddie Walter Cosina, Vincenzo Li Muli e Agostino Catalano. In meno di due mesi la famiglia della Polizia di Stato perse 8 suoi valorosi figli i cui nomi si andarono ad aggiungere a quelli di tanti cittadini, magistrati, politici e appartenenti alle forze dell’ordine già uccisi dalla follia omicida di Cosa nostra. Oggi, a distanza di 29 anni, Palermo, e l’Italia intera, ricordano le vittime di quei terribili anni, che con il loro sacrificio hanno posto le basi per la diffusione di una nuova cultura della legalità giunta sino ai giorni nostri. Sono molti gli eventi che caratterizzano la giornata iniziata con il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese che, accompagnata dal capo della Polizia Lamberto Giannini, ha deposto una corona di alloro alla stele di Capaci in ricordo dei 3 poliziotti e dei due giudici morti nell’attentato. La consueta diretta dall’aula bunker di Palermo, luogo simbolo della lotta alla Mafia, ha dato il via alle celebrazioni ufficiali e si è svolta alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nel suo intervento il capo della Polizia Lamberto Giannini ha ricordato quei giorni: “Quel 23 maggio ero in servizio alla questura di Roma quando arrivò la notizia dell’attentato. Ci fu sconforto e preoccupazione, ma anche determinazione ad andare avanti e continuare a fare il nostro lavoro. Mi colpirono molto le telefonate al 113 che arrivarono da parte dei cittadini, erano parole di vicinanza e di solidarietà. In quel periodo difficile per i poliziotti era un grande privilegio fare servizio con questi magistrati che portavano avanti il loro lavoro contro le organizzazioni criminali”. Toccante è stata la successiva cerimonia alla caserma Lungaro, storica sede del reparto scorte della questura di Palermo. Qui, il presidente Mattarella ha deposto una corona di alloro sotto la lapide che ricorda i caduti della Polizia di Stato uccisi dalla Mafia ed ha presenziato allo scoprimento della nuova teca in cui sono conservati i resti della Quarto Savona 15 e alla consegna, ai familiari delle vittime delle due stragi, dei nuovi distintivi di qualifica della Polizia di Stato. Nel corso del pomeriggio, il capo della Polizia sarà presente all’evento canoro organizzato dall’Associazione QS15 guidata da Tina e Giovanni Montinaro, moglie e figlio di Antonio, capo scorta del giudice Falcone. Nel Giardino della memoria di Capaci, i giovani studenti si sfideranno a colpi di musica rap dedicando i propri brani alle vittime della strage. Al termine Stefano Ghisolfi, atleta delle leggi tutto

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