Vigilanza privata: in saldo anche i servizi antipirateria?

Vigilanza privata: in saldo anche i servizi antipirateria?

Storie di ordinaria pirateria. Oggi il nostro anonimo e fumantino Bastiancontrario si dedica ad un tema specifico (l’affidamento di servizi di sicurezza antipirateria) per allargarsi ad un tema fin troppo generale (il costo della qualità, per chi la fa). Il soggetto è un armatore, che chiede di affidare i servizi antipirateria ad un istituto di vigilanza privata non italiano perchè gli operatori nazionali avrebbero, causa Covid, troppe difficoltà a raggiungere le sedi di servizio. Vero che a pensare male si fa peccato (e spesso ci si prende), ma non sarà per caso che le imprese italiane costano un filino di più dei colleghi stranieri, considerata peraltro la pericolosità richiesta dalla lotta alla pirateria? Chiedo per un’amica.

Quando anche i ricchi piangono…i poveri si disperano!

di Bastiancontrario

Se il mio unico lettore è, come penso, datato come me, avrà colto il riferimento alla telenovela messicana che spopolava negli anni ’80.
La citazione appare quanto mai opportuna se riferita alla vicenda che, in questi giorni, vede protagonista un armatore che dove far effettuare ad una sua nave un transito in acque internazionali a rischio pirateria (acque individuate da un decreto del Ministero della difesa).

In particolare, il suddetto armatore avrebbe richiesto – in questo supportato dalla sua associazione di categoria – al Ministero dell’interno le autorizzazioni per far svolgere il servizio di sicurezza antipirateria da un istituto di un altro Paese europeo, anziché da uno di quelli già autorizzati in Italia, perché – così fa sapere l’armatore sempre tramite la sua associazione di categoria – a causa della pandemia da Covid-19 ed al conseguente blocco di alcune tratte aeree, gli operatori degli istituti nazionali autorizzati a svolgere questa attività non potrebbero raggiungere le sedi di servizio (parliamo ovviamente di porti che distano migliaia di km e diverse ore di volo dal suolo patrio).

Ora, sarà che bazzico da troppo tempo il mondo vigilantino (copyright Garaffoni), ma sono diventato diffidente e tendo a non credere a molto (per non dire tutto) di quello che dice la committenza nelle sue lamentazioni. Chiariamo: che ci sia un problema connesso agli spostamenti causa pandemia è senz’altro vero, ma è altrettanto vero che non è questo “il” problema.
La vera questione è piuttosto la “cattiva abitudine” delle nostre aziende di vigilanza di cercare di farsi pagare adeguatamente i servizi offerti, specie quando si tratta di servizi particolari e ad alta specializzazione, come, nel caso di cui parliamo, quelli antipirateria.

La vera questione è che la parola d’ordine della committenza (banche, aziende pubbliche e private, ecc.) è diventata “risparmiare”, ma sulla pelle delle aziende e, quindi, sull’anello debole della catena: i lavoratori. La vera questione è che della professionalità, della qualità, del rispetto delle regole interessa sempre meno (se mai è interessato).

E allora? Allora si cercano escamotage per raggiungere i propri scopi: portieri al posto di guardie giurate, volontari al posto degli addetti ai servizi di controllo e aziende cipriote (con tutto il rispetto) per l’antipirateria. Il regno della finzione. Peccato però che i pirati siano veri e non quelli finti di Pirati dei Caraibi!
Una continua leggi tutto

From: https://www.vigilanzaprivataonline.com/riforma-tulps/vigilanza-privata-in-saldo-anche-i-servizi-antipirateria.html

Category: Porti/Aeroporti, Primapagina, Riforma Tulps

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