Stradale: truffe alle assicurazioni, 4 arresti

Stradale: truffe alle assicurazioni, 4 arresti

Avevano creato un sito Internet fasullo, raggiungibile con un indirizzo simile a quello delle maggiori agenzie assicurative,  pubblicizzato sulle pagine Web di noti motori di ricerca del settore.  Il cliente, tramite quel portale, pensava di aver stipulato una polizza stradale, ma invece non era così. È quanto scoperto dai poliziotti del Compartimento di polizia stradale delle Marche che hanno arrestato quattro persone, di cui due finite ai domiciliari. Gli indagati, tre donne e un uomo, sono responsabili del reato di associazione per delinquere finalizzata alla truffa. Il raggiro, secondo quanto ricostruito dalle indagini, aveva fruttato ai malviventi complessivamente 3 milioni di euro. L’operazione è partita più di un anno fa nelle Marche, durante una attività di controllo del territorio a Senigallia. Qui gli agenti della Polizia stradale avevano individuato il primo truffato, fermando un veicolo che dagli accertamenti è poi risultato essere sprovvisto di copertura assicurativa. Dalla querela dell’ignaro automobilista marchigiano, convinto di aver sottoscritto una regolare polizza auto, è partita l’operazione “Valdez” della Stradale che ha portato i poliziotti a scoprire oltre mille truffe per le quali erano state sporte altrettante querele da persone raggirate. Nella pagina web raggiunta, la vittima trovava varie utenze telefoniche delle quali, almeno una, risultava analoga ad un telefono fisso o ad un numero verde sebbene, di fatto, altro non era che un servizio di deviazione di chiamata. Per ottenere un preventivo gli automobilisti dovevano inserire una serie di dati, tra i quali il numero telefonico: questo consentiva alla banda di contattare il malcapitato per offrire una tariffa vantaggiosa. Il pagamento avveniva mediante versamento su carta di debito oppure su un Iban che è risultato associato nella quasi totalità degli eventi alla stessa carta di debito. Una volta ricevuta la somma, i malviventi inviavano su WhatsApp e e-mail, l’immagine del contratto e l’indirizzo del finto sito Internet dove verificare la copertura assicurativa. Di fatto il “broker” non stipulava nessun contratto con le compagnie di assicurazione ed il cliente, sicuro che la polizza fosse entrata in vigore, circolava con il veicolo convinto di avere la copertura assicurativa. In alcuni casi le vittime venivano a conoscenza del raggiro subito dopo essere incorse in incidenti stradali quando le forze dell’ordine intervenute riscontravano la mancata copertura assicurativa. I poliziotti della Stradale hanno rintracciato finora 346 carte di debito intestate a 249 prestanome facenti capo ai quattro indagati. Le custodie cautelari sono stati eseguite con l’ausilio dei Compartimenti polizia stradale di Napoli e L’Aquila e sotto il coordinamento del Servizio polizia stradale. La Polizia stradale invita a prestare la massima attenzione agli indirizzi Internet raggiunti mediante link proposti dai motori di ricerca e ricorda che sul sito Internet dell’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni (IVASS) è presente l’elenco dei siti web di intermediazione assicurativa irregolari, frequentemente aggiornato, nonché vari consigli per non incorrere nelle truffe più comuni e a contattare, in caso di dubbi, il numero verde gratuito 800486661. Si ricorda, infine, che sul sito del M.I.T. www.ilportaledell’automobilista.it, si può accertare la corretta copertura assicurativa del proprio veicolo. Donatella Fioroni leggi tutto

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