Vigilanza Privata: pure il lavoro notturno passa ai portierati?

Vigilanza Privata: pure il lavoro notturno passa ai portierati?

Riceviamo e pubblichiamo un contributo del nostro (stavolta meno polemico ma non meno tagliente e sempre più anonimo) Bastian Contrario. Quale attento osservatore del comparto, non gli poteva certo sfuggire una sentenza del Consiglio di Stato che potrebbe risultare molto golosa per le committenze, sempre liete di utilizzare portierati al posto di guardie giurate anche nei settori di esclusiva. Abbiamo visto portieri sui treni, nei tribunali, nelle Amministrazioni pubbliche e in musei a rischio terrorismo: qualche portiere a fare sorveglianza notturna, come pare propugnare la sentenza, non ci dovrebbe fare più effetto. Anche perchè, per una sentenza che dice questo, centomila dicono il contrario. Ma forse, invece, è ora di dire qualcosa. La parola, quindi, a Bastian Contrario (e grazie di esistere…)
Il Consiglio (di Stato) porta la notte!

So che il vecchio adagio recitava che “la notte porta consiglio” – lo dico per rassicurare il mio unico lettore circa le mie facoltà intellettive – ma, ovviamente, qui il riferimento è alla sentenza del Consiglio di Stato 1611/2020 che, secondo i sempre pronti avvoltoi del settore della vigilanza privata, costituirebbe una rivoluzione epocale nei servizi notturni di vigilanza e portierato.
Non ritengo sia cosi e vediamo il perché.

I fatti: con sentenza resa nella camera di consiglio del giorno 8 ottobre scorso il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, decidendo sul ricorso presentato da un istituto di vigilanza contro l’Azienda per il Diritto alla Studio Universitario della Campania, per l’affidamento del servizio di receptionist, portierato e vigilanza non armata, ha respinto il ricorso con due motivazioni interessanti.

La prima contestazione della ricorrente era che i servizi oggetto di gara configuravano attività tipiche della vigilanza privata e, quindi, necessitavano dell’impiego di guardie giurate. Il Consiglio di Stato ha invece osservato che “Nessuna delle prestazioni da affidare comporta un intervento attivo dell’operatore e quindi impone che quest’ultimo abbia la qualifica di guardia particolare giurata.”. Effettivamente, se ben si legge il bando di gara, è facile ritenere, come ha ritenuto il Collegio, che le prestazioni oggetto di gara si possono inquadrare nei servizi di portierato e reception che, a differenza della vigilanza che implica un’attività di difesa attiva del beni (e compete quindi alle sole guardie particolari giurate), si sostanziano in compiti di mera sorveglianza, di regolazione dell’accesso del pubblico, di attivazione e controllo di impianti di sicurezza, finanche di vigilanza e di salvaguardia dell’integrità di beni e di impianti purché in maniera esclusivamente passiva.

Insomma, siamo in presenza di un bando di gara ben studiato e altrettanto ben scritto (certo con la finalità di ciurlare nel manico perché, come sostengo da sempre, i veri nemici della sicurezza privata sono i committenti, specie quelli pubblici!) a fronte di un ricorso che avrebbe potuto essere meglio inquadrato e conseguentemente motivato.

Il secondo motivo di doglianza (come dicono quelli che vogliono far credere di capirci!) riguardava, invece, l’attività di custodia svolta in orario notturno che, secondo quanto previsto dall’Allegato D del D.M. 269/2010 (il famoso decreto Maroni), richiede necessariamente l’intervento delle guardie giurate.
Bene (anzi male!), qui il Consiglio di Stato leggi tutto

From: https://www.vigilanzaprivataonline.com/primapagina/vigilanza-privata-pure-il-lavoro-notturno-passa-ai-portierati-9529.html

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