Non chiusure, ma aperture h24 per gli investigatori privati: l’appello di Unimpresapol

Non chiusure, ma aperture h24 per gli investigatori privati: l’appello di Unimpresapol

Ricordate che gli investigatori privati, per una colpevole “svista” di compilazione, erano rimaste fuori dalle attività espletabili durante il primo lockdown, nonostante operino in autonomia e senza contatto? La stessa cosa era accaduta, in un primo momento, anche agli operatori della sicurezza fiduciaria, sempre per qualche Ateco perso per strada. Ma stavolta qualcuno ha giocato d’anticipo. “In questa seconda ondata le attività comprese nel Codice Ateco 80 assumono un’importanza strategica per il contrasto, il contenimento e il controllo delle situazioni che richiedono più attenzione al distanziamento sociale e al rispetto delle disposizioni sanitarie come supermercati, farmacie, ospedali, stazioni. Come Federazione Nazionale delle attività di Servizi Investigativi, Vigilanza e Security chiediamo al Ministro degli interni di lasciare aperte h24 e 7/7 tutte le attività di investigazioni private, nonché le attività di vigilanza privata e ad essa ausiliarie e dei security manager»: questo l’appello del Presidente nazionale di Unimpresapol, Paolo Lecce.
“Il lockdown della scorsa primavera – sottolinea Lecce – oltre ad aver messo in ginocchio interi comparti produttivi soprattutto nelle PMI, ha generato un vulnus gravissimo, perché la chiusura delle attività comprese nel Codice Ateco 80.3 è stata in evidente contrasto con l’articolo 24 della Costituzione – “inviolabilità del diritto alla difesa”. La nostra richiesta di mantenere aperte queste attività è volta sia a non ripetere una gravissima violazione dei principi basilari sanciti dalla Carta Costituzionale, asia sia ad aumentare e implementare il controllo del rispetto delle disposizioni governative, mai così importante come in questi giorni».

“Gli investigatori privati operano in totale autonomia e bloccarli sarebbe un danno enorme – prosegue Lecce. Inoltre, le società di investigazione privata possono rivelarsi un aiuto valido, oltre che di qualità, per le Forze dell’Ordine nel controllo accurato di tutti i punti sensibili e quindi è assolutamente necessario che vengano tenute aperte».

“Non si tratta solamente di una richiesta per salvare un intero comparto, che con le chiusure disposte dalle Autorità potrebbe letteralmente crollare: è una mano tesa verso il Governo e, in generale, verso l’Italia intera – continua Lecce. L’ausilio di professionisti qualificati, preparati e addestrati come gli investigatori privati può fare davvero la differenza in un momento critico per il vivere comune, e il profondo senso della Legge e della Giustizia che muove gli animi di tutti gli operatori del Codice Ateco 80 può essere la base per una nuova pagina dei rapporti tra questa categoria di lavoratori e il Ministero degli Interni».

“A tal proposito – conclude il presidente nazionale di Unimpresapol – attraverso l’invio di questa lettera aperta, con la nostra Federazione abbiamo già aperto con il Ministero degli Interni un canale di dialogo costruttivo e aperto affinché venga accolta la nostra esortazione a tenere aperte tutte le attività investigative sul territorio nazionale».

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